RADIO GAZA #60 – “Le elezioni confermano che la società israeliana è razzista e favorevole al genocidio”

"Le elezioni israeliane conenocidio"


A cura di Michelangelo Severgnini


Guarda la puntata #60:



(Radio Gaza, in inglese e arabo, può essere seguita attivando i sottotitoli automatici di YouTube)


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<<La carestia si sta aggravando sempre di più oggi; la carestia è sempre più grave e la gente comune non può permettersi di comprare nulla.

I prezzi sono altissimi e nessuno ha i mezzi per acquistare qualcosa. Stiamo vivendo una grave crisi di carestia da più di 10 giorni>>.

Cento euro di donazione sono arrivati proprio mentre questa puntata stava per essere caricata. Altrimenti sarebbero stati 366 euro nell'ultima settimana. Una delle cifre più basse mai toccate. Proprio mentre a Gaza, complice l'attenzione assorbita dalle elezioni israeliane, da una decina di giorni si è registrata una nuova impennata dei prezzi, colpendo le già quasi nulle possibilità economiche di quasi metà della popolazione della Striscia. In altre parole, significa niente da mangiare in questi giorni.

La distonia occidentale tocca i suoi culmini in questi giorni. Ci sono elezioni da commentare, altre da preparare. Ci sono colloqui in corso, partiti che si spaccano, altri che si promettono, altri che si contano, tutti in nome di Gaza.

Di quale Gaza? Del totem costruito in questi anni di flottiglie? O della Gaza e della sua battaglia quotidiana per la sopravvivenza?

Gli esperti ci dicono che durante la fase di transizione in Israele, un esecutivo provvisorio non è soggetto allo scrutinio o ai tradizionali voti di sfiducia di una Knesset pienamente operativa. Di conseguenza, Netanyahu disporrà del controllo totale sulle decisioni strategiche e di sicurezza, un fattore cruciale data l'elevata instabilità regionale e il confronto con l'Iran alle porte.

Colpo gobbo a Gerusalemme Ovest. Quando non puoi stravincere, cerca almeno di vincere e chiudere la partita. I tempi per le consultazioni sfiorano i 3 mesi, altrettanti per convocare eventuali nuove elezioni. Si apre per l'esecutivo Netanyahu il semestre d'oro. Pieni poteri e un parlamento in fase di stallo alle spalle. E' il momento di scrivere la storia, Bibi. O la va o la spacca questa volta. Il rombo degli F-22 e degli F-35 americani nelle basi israeliane sono la ninna nanna ideale per chi doveva essere travolto dalla morale borghese nei cinema e che ora si trova il primo, ma forse anche l'ultimo, punto decisivo a disposizione per chiudere la partita.

In mezzo a queste insostenibili premesse, la scuola "Al-Amal" si è trasferita, ha rimontato la struttura tenda e ha ricominciato le lezioni. Ma non andrà avanti ancora per molto, perché i finanziamenti stanno finendo. Servono 56 mila dollari per finanziare l'anno scolastico in corso. C'è qualcuno in ascolto là fuori?

Siamo alla sessantesima puntata. Lo ripetiamo: c'è qualcuno in ascolto là fuori?

<<Le elezioni israeliane e il loro impatto sulla questione palestinese.

Le elezioni israeliane confermano che la società israeliana è razzista e favorevole al genocidio. Il nostro problema non è una singola persona; il nostro problema, come palestinesi, è una società che sostiene il genocidio, appoggia chi lo perpetra e invoca l'espulsione dei palestinesi dalla Striscia di Gaza verso l'estero. Noi, come palestinesi civili che viviamo qui nella Striscia di Gaza, viviamo in uno stato di paura a causa delle elezioni che hanno portato Netanyahu ancora una volta alla guida del governo. Ciò significa ulteriori guerre, uccisioni di massa, tensioni e carestia. Osserviamo lo svolgimento delle elezioni e speriamo che il mondo giunga a porre fine alle guerre in Medio Oriente e che la pace e la sicurezza tornino per tutti noi.

Prima delle elezioni, Eizenkot aveva dichiarato che non avrebbe formato un governo con gli arabi, ma, data la delicatezza della situazione, tutto è possibile.

Tuttavia, da alcune ore Netanyahu sta tentando di formare un governo con Eizenkot, escludendo gli arabi dalla compagine governativa.

Gli abitanti della Striscia di Gaza seguono queste elezioni con interesse forzato, poiché incidono direttamente sulla loro realtà sul campo, nonostante sia in vigore un cessate il fuoco (da ottobre 2025) caratterizzato da continue violazioni e incursioni; la maggior parte della popolazione auspica la caduta di Benjamin Netanyahu, e vedono nella sua assenza dalla scena politica una reale opportunità per una tregua definitiva della guerra e per porre fine alle politiche di sfollamento e persecuzione; gli sfollati sperano che qualsiasi nuovo governo consenta loro di tornare nelle loro zone situate al di fuori della cosiddetta «linea gialla».

A Gaza la carestia sta tornando con tutta la sua forza: nei mercati non ci sono verdure, i prezzi dei prodotti in scatola sono esorbitanti e troppo alti perché il cittadino comune possa permetterseli. Le ripetute chiusure dei valichi e il rifiuto deliberato da parte israeliana di far entrare generi alimentari nella Striscia di Gaza nei mesi precedenti hanno provocato una carestia in rapida escalation, che ha raggiunto il suo apice in questi giorni; inoltre, si sta riducendo il numero di camion inviati dal Programma Alimentare Mondiale, che attua una politica di «ingegneria della fame» dopo aver ridotto di oltre il 70% il valore degli aiuti alimentari.

Oggi, oltre alla fame, ci sono stati numerosi bombardamenti in diverse zone: a mezzogiorno è stato bombardato un campo profughi affollato nella zona di Al-Nasr; prima ancora, c'è stato un bombardamento nella zona di Al-Shati e poi un altro a Khan Yunis, che ha causato più di 18 martiri durante le ore diurne di oggi.

È così che Israele ricorre a diversi metodi per ucciderci con la fame e i bombardamenti; è così che la guerra continua con lo sterminio.

Incendio delle tende dei cittadini nel quartiere di Al-Shuja'iyya per ampliare ancora una volta la "linea gialla", che ormai occupa oltre il 70% della superficie della Striscia di Gaza e soffoca più di 2 milioni di persone in uno spazio che non supera il 29% della superficie della Striscia di Gaza

Oggi ci sono stati due bombardamenti consecutivi contro l'università all'interno dell'edificio dell'Università Islamica, che hanno causato tre martiri e diversi feriti tra gli studenti universitari.

Studenti che vanno a lezione vengono bombardati all'interno del loro campus: ecco come l'esercito israeliano interpreta il cessate il fuoco.

A ogni cuore che batte per l'umanità in Europa... Mentre quest'anno accogliete l'inverno nelle vostre case calde, vi godete la vista della pioggia da dietro le finestre chiuse e vi avvolgete in cappotti e coperte pesanti, ricordate che a Gaza c'è un inverno di tutt'altro tipo. Qui l'inverno non è una stagione di romanticismo o tranquillità, ma un nemico spietato che attacca corpi già provati dalla fame e dalla guerra. Il gelo ci assale mentre ci ripariamo sotto il cielo, all'interno di tende logore e lacere, il cui tessuto logoro non ripara dal vento né protegge dalla pioggia. La pioggia che voi attendete con ansia inonda le nostre tende e trasforma i nostri letti di fango in paludi di dolore. I nostri bambini tremano indossando solo abiti estivi leggeri, perché è tutto ciò che possediamo, e le madri guardano i loro piccoli che muoiono di freddo senza avere nemmeno una coperta che raccolga il calore dei loro corpi. Qui il freddo morde le ossa in silenzio, in mezzo alla totale assenza dei beni di prima necessità: niente vestiti invernali, niente coperte, né tetti che ci proteggano. Nel calore delle vostre famiglie, non dimenticate che in questo angolo del mondo ci sono persone in cui il freddo invade le tende e i cuori; non lasciatele sole ad affrontare questo gelo micidiale."

...E quando aprono la pagina e chiedono: «Cosa c'è nel sistema di ammissione? Cosa c'è degli studenti? Perché ti ho detto che gli studenti sono un fallimento?». Io aspetto con fiducia; a volte scendo per parlarne con lei, per vedere qual è la questione dei nomi degli studenti, così possiamo iniziare a selezionarli per dare a ciascuno ciò che gli spetta....

La pace sia su di voi, insieme alla misericordia e alle benedizioni di Dio. Sono Amjad Al-Rawagh, coordinatore sul campo del progetto "Scuola della Speranza - Yafa" nel Settore di Gaza. Oggi vi parlo dal cuore di Gaza, dove i nostri bambini affrontano condizioni umanitarie ed educative estremamente difficili e dove l'accesso all'istruzione e la sua continuità sono diventati una sfida quotidiana che richiede lo sforzo congiunto di tutti.

Nonostante tutte queste difficoltà, grazie a Dio e poi grazie alle persone leali e costanti, siamo riusciti a riaprire la Scuola della Speranza per offrire ai nostri bambini una nuova opportunità di tornare sui banchi di scuola, proseguire la loro istruzione e recuperare una parte della loro infanzia, appesantita dalla guerra, dall'esodo e dalle privazioni.

Questa scuola non è solo una serie di tende adibite a aule, ma è uno spazio dedicato all'istruzione e alla sicurezza, nonché una finestra di speranza per i bambini che oggi hanno bisogno di qualcuno che stia al loro fianco e che creda nel loro diritto all'istruzione e nella loro capacità di costruire un futuro migliore.

Abbiamo avviato un grande impegno sul campo, in coordinamento con il Ministero dell'Istruzione, per garantire una sede adeguata e riprendere il processo educativo, impegnandoci con tutte le nostre forze per garantire la continuità della scuola e servire i nostri bambini, veri eroi, in tutto ciò che...

Tuttavia, il proseguimento di questa attività richiede la copertura dei bisogni primari e dei costi operativi, il che ci porta oggi ad aver bisogno di aziende stabili che sostengano questa missione e ci aiutino a proseguire il nostro cammino.

Da qui rivolgiamo il nostro appello alle istituzioni, alle associazioni di beneficenza, ai donatori, ai nostri amici e partner in Italia e a ogni organizzazione che creda che l'istruzione sia un diritto fondamentale per ogni bambino, affinché contribuiscano a sostenere la scuola e a garantirne la continuità.

Il vostro sostegno non si limita a soddisfare le esigenze didattiche, ma si estende alla tutela del diritto dei bambini all'istruzione, rafforzando il loro senso di speranza e di appartenenza e offrendo loro una reale opportunità di ricominciare, nonostante tutto ciò che hanno vissuto.

Non chiediamo l'impossibile, ma chiediamo che si uniscano le forze affinché i nostri bambini non siano privati dell'opportunità di istruirsi a causa della mancanza di risorse: ogni contributo, ogni collaborazione e ogni passo in avanti può fare davvero la differenza nella vita di questi bambini.

A tutti coloro che ci hanno già sostenuto e a tutti coloro che possono diventare nostri partner in questa fase, diciamo che il vostro impegno fa la differenza e che il vostro continuo sostegno può aiutarci a mantenere aperta questa scuola e ad ampliare le opportunità di istruzione per i bambini che hanno un disperato bisogno di noi.

In conclusione, vorrei ribadire il nostro impegno costante: continueremo a lavorare e a coordinarci, facendo tutto il possibile per i nostri bambini, e speriamo di trovare chi condivida con noi questa responsabilità umana ed educativa. Insieme manterremo aperte le porte della scuola e insieme daremo ai bambini di Gaza l'opportunità di istruirsi, di sperare e di costruirsi un futuro>>.


Da giugno 2025.

214.469 € raccolti grazie a 2.166 donazioni.

213.283 € inviati finora a Gaza.

3.802 € ricevuti a ottobre.

Per le donazioni:

https://paypal.me/apocalissegaza

Conto corrente bancario per le donazioni:

SANDALIA ONLUS ATTIVITA' DI ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LA SOLI

IBAN: IT 79 J 01015 86510 000065016676

BIC: BPMOIT22 XXX

Causale: Apocalisse Gaza

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A cura di Michelangelo Severgnini

30.10.2026

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Michelangelo Severgnini. Documentarista e saggista.


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