Prima di cambiare macchina pensaci bene

Prima di cambiare macchina pensaci bene


Di Ulisse


Immagina di avere un'automobile di 10, 15 o addirittura 20 anni. Beh, non è particolarmente bella. Non ha uno schermo enorme al centro del cruscotto, non puoi controllarla con una app, non ti manda notifiche e soprattutto non sa dove sei, o almeno non nel senso in cui lo sanno le automobili moderne. E allora perché continui a tenerla? Beh, la risposta sembrerebbe ovvia. Perché sei costretto.

Perché cambiarla costa troppo e certo una macchina nuova è più sicura, più efficiente, più tecnologica e soprattutto perché, se puoi permettertelo, beh, comprare una macchina nuova dovrebbe essere semplicemente meglio. Ma c'è un problema. E se fosse esattamente il contrario? E se tenersi una vecchia automobile non fosse soltanto più economico, ma anche una scelta più razionale? E se la tua vecchia macchina avesse una caratteristica che le automobili nuove stanno progressivamente perdendo? Una cosa molto semplice: la privacy.

Pensiamo a cosa succede quando entri in una vecchia automobile. Infiliamo la chiave, giriamo, il motore parte e guidiamo. La macchina sa alcune cose su di noi: naturalmente sa quanto velocemente stiamo andando, sa quanto carburante rimane e conosce attraverso i suoi sistemi elettronici molte informazioni sul funzionamento del veicolo, ma nella maggior parte dei casi non ha bisogno di sapere molto altro. Non deve necessariamente sapere dove siamo diretti, non deve inviare continuamente informazioni a un server, non deve sapere quali applicazioni stiamo utilizzando, non deve essere collegata a internet e soprattutto non deve necessariamente trasformare ogni nostro viaggio in un insieme di dati.

Ora facciamo un salto nel presente. Saliamo su un'automobile moderna, premiamo un pulsante, lo schermo si accende, il telefono si collega, la navigazione conosce la nostra posizione perché l'auto può avere GPS, connessione cellulare, microfoni, telecamere, servizi online e applicazioni. E improvvisamente non stiamo più soltanto guidando una macchina, stiamo utilizzando un computer con quattro ruote. E questo cambia completamente la questione.

A questo punto qualcuno potrebbe obiettare: “Va bene, la macchina raccoglie dei dati, ma perché dovrebbe interessarmi?” Dopotutto, che cosa potrebbe esserci di così interessante nel sapere dove vado con la macchina? Beh, il problema è che la posizione dice molto più di quanto immaginiamo. Se qualcuno conosce sistematicamente i tuoi spostamenti, può ricostruire le tue abitudini: dove vivi, dove lavori, quando parti, quando torni, quali luoghi frequenti, chi c'è in macchina con te. E questo non è soltanto un problema teorico. La Federal Trade Commission americana ha sottolineato che le automobili connesse possono raccogliere informazioni estremamente sensibili, compresi dati di geolocalizzazione molto precisa, informazioni biometriche, dati telematici e informazioni provenienti dai sistemi di infotainment, quel bello schermo al centro.

Ma c'è qualcosa di ancora più interessante, perché la macchina può sapere non soltanto dove vai, può sapere anche come guidi. Immagina di guidare ogni giorno: freni bruscamente, acceleri molto, superi un certo limite, guidi spesso di notte, percorri determinate strade. Beh, per te sono semplicemente comportamenti normali; per un sistema informatico sono dati, e quando questi dati vengono raccolti sistematicamente possono creare un profilo. Ed è qui che la questione diventa molto più seria. Sempre la FTC ha accusato alcuni produttori di auto di aver raccolto e condiviso con terze parti dei dati relativi alla posizione e al comportamento alla guida di milioni di veicoli senza un consenso realmente informato. Secondo questa agenzia, questi dati vengono raccolti a intervalli di pochi secondi ed utilizzati anche da società che li impiegano per contribuire, ad esempio, alla valutazione del premio delle assicurazioni.


dsg


E qui arriva la domanda davvero interessante: perché una macchina dovrebbe sapere tutto questo? La risposta è: perché può, e perché la connettività offre dei servizi utili. La navigazione, l'assistenza in caso di emergenza, la diagnostica, tutti gli aggiornamenti, l'intrattenimento a bordo, i servizi remoti: beh, tutto molto comodo, molto bello, ma ogni comodità può avere un prezzo, e quel prezzo molto spesso non viene pagato con i soldi, viene pagato con i tuoi dati.

E qui la vecchia macchina comincia a sembrare un po' diversa. Torniamo quindi alla nostra automobile di 15 anni. È un po' rumorosa, consuma più carburante, non ha quel bel display enorme, non sa dirti che tempo farà domani, non puoi probabilmente aprirla con il tuo smartphone, ma c'è una cosa che fa benissimo: fa la macchina. Tu la guidi e lei ti porta a destinazione, e soprattutto non ha bisogno di trasformare ogni viaggio in un servizio digitale. E più i sistemi sono collegati, più informazioni possono potenzialmente essere raccolte, trasmesse e utilizzate. Le automobili connesse a internet funzionano in modo molto simile agli smartphone, incorporando telecamere, microfoni, GPS e tante applicazioni.


E questo ci porta a un paradosso: l'automobile è diventata più intelligente, ma è diventata meno tua.


Una vecchia automobile appartiene a te. Una nuova automobile può assomigliare sempre di più a un ecosistema di servizi, e questo cambia il rapporto tra proprietario e macchina. Quando compri un vecchio frigorifero, nessuno si aspetta che questo frigo continui a comunicare con il suo produttore per tutta la vita. Quando hai comprato la tua vecchia macchina, beh, il concetto era simile.

La compri, la possiedi, se si rompe la ripari, la utilizzi. Ma con un'automobile sempre più dipendente dal suo software, il suo funzionamento dipende da account, servizi connessi e infrastrutture remote.


E quindi la domanda diventa: chi possiede veramente quella macchina? Tu possiedi il veicolo perché lo hai comprato, certo, ma chi controlla il software che consente all'auto di funzionare? Chi gestisce tutti quei dati che il sistema raccoglie su di te? Chi decide quali funzioni rimarranno disponibili? E cosa succede quando il produttore smette di supportare un determinato servizio?


Eh, c'è di peggio. Dal 6 luglio è obbligatoria la telecamera che osserva il conducente. Ogni nuovo veicolo è dotato obbligatoriamente di un sistema di monitoraggio del guidatore, non del veicolo: monitoraggio del conducente. Se ti distrai, se non guardi la strada, il computer dell'auto ti vede attraverso questa telecamera e ti sgrida. Nulla più. Almeno questo è quanto dice Ursula. Perché lo sai che Ursula si preoccupa per te.


https://www.today.it/~media/horizontal-hi/30505630165380/foto-doppia-ursula-von-der-leyen-foto-commissione-auto.jpg


Eh, ma sappiamo veramente cosa fa il software con quelle immagini che questa telecamera raccoglie, così come con tutti gli altri dati che i vari sensori registrano ogni istante? Eh no, non lo sappiamo. Tutti questi software sono proprietari, come si dice in gergo, cioè solo il costruttore sa davvero cosa fanno. E attenzione: ogni funzione può essere cambiata con il prossimo aggiornamento. E andiamo avanti.


Cosa impedisce che domani il software che controlla la tua auto riceva un segnale che impedisca alla tua auto di funzionare completamente? Magari non hai pagato una rata, una multa o non ti sei presentato in tempo per la revisione periodica. Beh, la tua macchina non va più in moto. Non hai pagato le tasse? La tua auto non può allontanarsi più di 10 km dal tuo indirizzo di residenza. La qualità dell'aria della tua città non rientra nei limiti di legge? La tua macchina non si accende. Hai scritto qualcosa di politicamente scorretto su un social? A piedi per 30 giorni. Non hai preso la medicina? Niente auto. Non vuoi rispettare un lockdown? Niente auto.



Eh, se ci pensi bene, queste non sono domande fantascientifiche, sono le domande inevitabili che nascono quando un oggetto fisico diventa anche un servizio digitale sul quale non hai il controllo. E poi c'è il denaro, chiaro?

Naturalmente la privacy non è l'unico motivo per tenere una macchina vecchia, ce n'è un altro molto più semplice: il prezzo. Una macchina nuova perde valore, e non importa quanto sia tecnologica, appena esci dal concessionario il rapporto tra il prezzo che hai pagato e il valore di mercato cambia istantaneamente. Inoltre ci sono finanziamento, assicurazione, tasse, manutenzioni e soprattutto la possibilità di pagare per tecnologie che magari non ti interessano e che non utilizzerai mai. La tua vecchia automobile invece potrebbe aver già superato gran parte della sua svalutazione. Se è affidabile e viene mantenuta correttamente, beh, continuare a usarla può essere anche economicamente molto sensato.

E poi c'è un'altra ironia. Una delle caratteristiche che rendono una macchina vecchia meno desiderabile è esattamente quella che può renderla più desiderabile dal punto di vista della privacy: è tecnologicamente limitata.

Ma allora tutti quanti dovremmo guidare un'auto vecchia di 20 anni? Beh, le automobili moderne possono essere significativamente migliori sotto molti aspetti: la sicurezza, l'efficienza, l'assistenza alla guida, l'affidabilità, il comfort. E se la tua vecchia macchina cade a pezzi, è un pericolo sulle ruote o continua a richiedere riparazioni costose, beh, cambiarla può essere perfettamente ragionevole. Il punto non è “il vecchio è sempre meglio”, il punto è che “nuovo” non significa automaticamente migliore in ogni dimensione.

E soprattutto, quando confrontiamo due automobili, dovremmo considerare anche una caratteristica che raramente compare nella brochure: quanta privacy stiamo cedendo?


Per me la risposta è semplice, una sola regola: la mia automobile non sarà mai connessa a internet.


Forse la domanda giusta è un'altra. Per decenni abbiamo considerato l'automobile come una macchina: un oggetto, un mezzo per andare da qualche parte. Beh, oggi quella definizione sta cambiando. L'automobile può essere un computer, un sensore, un terminale connesso, un raccoglitore di dati e forse in futuro sempre di più. Significa che dobbiamo essere ben consapevoli di ciò che stiamo acquistando, perché quando compriamo un'automobile nuova non stiamo necessariamente comprando solo quattro ruote, un motore, un abitacolo. Potremmo anche comprare un rapporto continuo a lungo termine con il produttore e con una rete di servizi digitali con interessi diversi, magari opposti ai nostri.



Di Ulisse

Trascrizione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org


Commenti (12)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 12 caricati
    1. Martin 6 ottobre 2026

      L'articolo è estremamente sensato. Preliiminarmente, andrebbe ricordato quello che si continua nascondere. Nessuno è in grado di monopolizzare completamente il mercato dei combustibiili, mentre l'alimentazione elettrica ed elettronica è in ultima istanza centralizzabile e controllabile da parte di cartelli privati ed autorità pubbliche.

    1. Martin 6 ottobre 2026

      Alla grande Lampa, orsù, dai l'esempio: rinuncia ad internet ed affida i tuoi messaggi a.... piccioni viaggiatori.

    1. A.P. 6 ottobre 2026

      Per chi se ne intende: anche le macchine di fabbricazione cinese sono dotate di apparecchiature elettroniche sofisticate?

    2. Mapeo Germoglio 6 ottobre 2026

      Ma certo, credi che la società cinese intenda controllare meno i propri cittadini?

    3. ric 6 ottobre 2026

      spero proprio di no !

      tutte le puttanate che troviamo sulle nostre vetture europee hanno il solo scopo di dare cose che servono a nulla se non ad aumentarne il prezzo.
      Con le dovute rivisitazioni motoristiche fra le utilitarie spicca per eccellenza la famosa Dyane
      delle Citroen , unitamente alla Renault r4 , vetture che si poteva attraversa un torrente in secca senza accorgersene . a differenza di quelle ultime itagliote in primis , a cominciare dalla panda , rigida come un carro armato che dopo 40 km su asfalto ha gia' messo in discussione tutte le ossa , e quando scendi sembra de essere tornati in paradiso . Cagate , solo cagate...

    4. Martin 6 ottobre 2026

      Calmo Ric che tra la 500, le Lancia, le Alfa Romeo, Vespa e Lambretta, Guzzi e Ducati, nonchè il furgoncino a 3 ruote Ape (che ha dato le continua a dare lavoro a decine di milioni di persone in tutto il mondo), l'Italia è stata parecchio più innovativa e di successo della Francia.
      Poi ovvio che anche la Dyane e la Renault 4 (le ho avute tutte e due) sono state bei colpi. Per non parlare della linea (e delle sospensioni) della Citroen DS.............

    5. Marchesi 6 ottobre 2026

      Dai dai, che ormai si è capito che tipo sei.
      Il prototipo del provinciale che sputa sull'Italia e gli italiani e sogna la Cina come fosse il sole dell'avvenire e la Russia come faro di prosperità.

      E nonostante tutto sei ancora qui.
      Stoico.
      Ogni mese a far la fila alle poste, per la tua pensione minima.

      In Italia, ovvio.

    6. ric 6 ottobre 2026

      si..di 500 ne ho avute un paio da giovane , ma fare i 13 con un litro mi girava veramente le palle,,,,

    1. Dario Lampa 6 ottobre 2026

      Perché non prendiamo in considerazione l' ipotesi di rinunciare alle auto e a tante altre cose superflue? Ah, dimenticavo: per la putrefatta società occidentale non c'è niente di più necessario del superfluo, con scrisse Oscar.

    2. Martin 6 ottobre 2026

      Alla grande Lampa, orsù, dai l'esempio: rinuncia ad internet ed affida i tuoi messaggi a.... piccioni viaggiatori.

    1. filcon 6 ottobre 2026

      Mi sa che la mia Dacia a GPL (costo carburante per Km meno della metà rispetto alla benzina) col minimo sindacale di elettronica resterà con me finché cadrà a pezzi o Ursula, (cosa più probabile) la metterà fuori legge con qualche scusa capziosa.

    2. ric 6 ottobre 2026

      peccato !" .. E' un vero peccato che non mi entri facilmente in garage, e devo rinunciare ..

Visualizzati 12 di 12 commenti approvati.