BRASILE IN VENDITA

Dossier Brasile: "Noi prenderemo il Potere"


Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org


Lo scorso quattro ottobre si sono tenute le elezioni generali e presidenziali in Brasile. Il primo turno per eleggere il Capo di Stato ha visto contrapporsi il Presidente uscente Lula, con il suo Partito dei Lavoratori e il leader del Partito Liberale, Flavio Bolsonaro: il figlio di Jair Bolsonaro, ossia del Milei brasiliano.
Il risultato, per molti inaspettato, ha mostrato la vittoria della destra con il 47,03% dei voti, mentre la sinistra è rimasta ferma al 45,16%.

Se l’orientamento di voto non dovesse variare, Lula al secondo turno (che si terrà il 25 ottobre) sarà sconfitto.

La prima cosa deducibile da questa situazione è che alla destra brasiliana piace vincere facile e in pieno stile USA: in modo rocambolesco e scorretto.
Jair Bolsonaro fu eletto alla Presidenza brasiliana nel 2018, grazie all’inadeguatezza del candidato avversario (Fernando Haddad) che sostituì Lula dopo lo scandalo Lava Jato, per il quale l’attuale inquilino del Planalto fu accusato di corruzione e incarcerato per ben 580 giorni. Alla fine cosa successe? Le accuse si rivelarono essere totalmente infondate.

Tant’è che nel 2022 l’ex militare fu sconfitto dallo stesso Lula, che riprese l’incarico istituzionale, cercando di sopperire in quattro anni ai disastri che il filo-americano aveva compiuto: dal disboscamento amazzonico fino al “ritorno alla fame” causato dalle sue politiche privatistiche, in grado di far reinserire nuovamente il Brasile nella “Mappa della fame” stilata dalle Nazioni Unite.
È inutile dire che fu proprio Lula a far depennare il Paese da tale lista.

Ma, come dicevo prima, ai servi degli Stati Uniti piace vincere facile. In questo caso, qualche giorno prima delle elezioni del 4 ottobre 2026, Meta, senza una spiegazione ragionevole, ha sospeso l’account pubblicitario di Luiz Inácio Lula da Silva. Il risultato? Il primo esponente del PT è stato sconfitto per due punti percentuali. Inoltre, il figliol prodigo Bolsonaro è salito alla ribalta dei media come “colui che ha sconfitto il comunismo in Brasile”.

È un messaggio importante alla comunità internazionale, perché lo Stato brasiliano non solo è un membro fondatore del BRICS, ma è anche un Paese che dal 2022 (anno della rielezione di Lula) ha mantenuto una linea diplomatica nei riguardi del conflitto russo-ucraino, stroncando l’invio di armi a Kiev e le sanzioni contro Mosca.

In poche parole: il Brasile, dopo il Venezuela, deve tornare ad essere conforme alla mappa dell’Operazione Condor, per la quale ogni Stato del Sud America deve avere un governo di destra e filo-statunitense.

Come finirà il 25 ottobre? Ad oggi, se Lula dovesse vincere lo farà in modo risicato. In tal caso, è molto probabile che vi saranno le monotematiche manifestazioni di piazza – organizzate dall’esterno – per la fame e per la povertà. Inoltre, il potere governativo di Lula sarà comunque dimezzato a causa del parlamento sbilanciato a destra.

Invece, in caso di affermazione del Bolsonarismo, lo Stato non sarà più un polo indipendente con un governo proprio, bensì una nazione assoggettata al potere USA.


Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org

12.10.2026

Commenti (13)

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Mostra commenti 13 caricati
    1. omega 13 ottobre 2026

      Lula è quello che ha protetto il delnquente comunistoide Battisti (NON LUCIO).
      Basta e avanza per parteggiare per l'altro.

    1. akel 13 ottobre 2026

      Il blocco dell’account «Eleições 2026 Luiz Inácio Lula da Silva Presidente» è avvenuto il 23 de setembro de 2026 e riattivato lo stesso giorno.
      L’11 ottobre 2026 il presidente del supremo tribunale elettorale ha bloccato Il canale WhatsApp “Exército do Lula”, ma anche in questo caso il giorno dopo è stata revocata la decisione.
      il presidente del supremo tribunale elettorale è dichiaratamente bolsonarista e beneficiario di un contratto di un centinaio di milioni di dollari stilato con un banchiere per la liberazione di titoli di credito giudiziario (nei confronti della Pubblica Amministrazione). Il banchiere adesso sta in galera, per decine di frodi miliardarie ma è comunque riuscito a finanziare con una trentina di milioni di dollari un film su bolsonaro senior attraverso una ong pluri-investigata che dopo mesi non è ancora riuscita a spiegare il destino della grana.
      Ma bisogna comunque dire che la familia bolsonaro rappresenta la sintesi dei «valori» della destra: bolsonaro senior espulso dall’esercito con disonore per aver organizzato attentati a bomba nei bagni delle caserme per dopo accusare i «comunisti». Il figlio, forse futuro presidente, comprava appartamenti che rivendeva letteralmente il giorno dopo per un valore 4 o 5 volte superiore a quanto aveva pagato, per non parlare dei negozi nei quali era solito promuovere sconti che comunque non apparivano nelle fatture. Anche questi sono processi annullati per irregolarità tecniche.
      Recentemente membri del clan bolsonaro hanno chiesto Trump di stabilire sanzioni contro il brasile: sembrano proprio la destra italiana, patrioti che privilegiano gli interessi di chi li sottomette.
      Oltrettutto la familia bolsonaro è associata alle milizie armate che controllano preticamente tutto (dal traffico di droga alla nomina dei primari degli ospedali pubblici) nelle periferie di Rio de Janeiro e che adesso si stanno liberamente diffondendo in tutto il brasile.

    1. Martin 13 ottobre 2026

      Lo scandalo di corruzione Lava Jato è ritenuto di gran lunga il più grande scandalo di corruzione governativa nell'intera storia dell' America Latina (scusate se è poco) con diverse centinaia di milioni di dollari di commesse finte o gonfiate e mazzette a pioggia, e processi e condanne in 6 Paesi dell' America Latina, Argentina peronista in prima fila.
      Lo scandalo è stato gestito dal Governo brasiliano di Lula, e Lula dopo la condanna e un paio di anni di carcere è stato rilasciato solo ed esclusivamente su un cavillo procedurale del Presidente della Corte Costituzionale brasiliana De Moraes.
      Ignorare quanto sopra è profondamente disonesto nei confronti dei lettori.

    2. akel 13 ottobre 2026

      Lei sbaglia completamente quando scrive: lula «è stato rilasciato solo ed esclusivamente su un cavillo procedurale del Presidente della Corte Costituzionale brasiliana De Moraes».
      Per lei è un cavillo procedurale quando giudice e procuratore elaborano insiema strategie per sostenere le accuse? è un cavillo procedurale quando l'accusato è costretto a presentare la difesa prima di sapere di che cosa è accusato?
      De Moraes (uomo di destra, nominato nel supremo da un rappresentante storico della destra brasiliana che ha organizzato non solo il processo lavajato ma anche l'mpeachment della Roussef) non era presidente do stf e l'unica decisione sua nel processo della lava jato è stata per impedire la costituzione di un fondo di 4 miliardi di euro «recuperati» (ma non è mai stata presentata nessuna documentazione credibile) nel corso del processo e che avrebbe dovuto essere amministrata dal giudice Moro e dalla Petrobras. E comunque Lula non è stato assolto, avrebbe dovuto esserci un altro processo. Ma nessuno lo vuole, la destra brasiliana per prima!
      è veramente impressionante la sua capacità di dare opinioni soprattutto su cose che evidentemente non conosce.

    3. akel 13 ottobre 2026

      Ignora quello che è successo e forte della sua ignoranza giudica gli altri di è "profondamente disonesti"!

    4. Martin 13 ottobre 2026

      Ma guardi è tutto da vedere chi conosce meglio l' America Latina, Brasile incluso, tra noi due, dato che ci ho vissuto e lavorato per oltre 10 anni. So benissimo che la corruzione personale provata a carico di Lula è stata veramente molto ridotta (il pagamento per un appartamento) rispetto alla scala mostruosa dello scandalo Lava Jato. Resta che il Governo brasiliano e connessi cartelli hanno corrotto mezza America Latina mentre Lula era il Presidente. E' un difficile ritenerlo estraneo. Quanto a De Moraes, è semplicemente un farabutto di estrema sinistra che ha ridotto la Corte Costituzionale brasiliana ad un organismo dittatoriale e poiticamente corrotto senza la minima credibiità. D'altronde, si tratta di un Paese che non e' nemmeno in grado di distinguere tra guerriglia contro una dittatura militare e terrorismo contro una democrazia, come ampiamente confermato durante il caso Battisti.

    5. Martin 13 ottobre 2026

      Li è al livello fumetti. Consulti almeno un libricino livello Bignami di storia del Brasile e dell' America Latina prima di interloquire con chi le può dare lezioni.

    6. akel 13 ottobre 2026

      De Moraes era il ministro della giustizia di Michel Temer, che lo nomina nel 2017 all’stf . Michel Temer è esponenente storico della destra paulistana brasiliana, articolatore dell’impeachment della roussef e della lava-jato e che ha recentemente confermato il suo voto per Flávio Bolsonaro. Pubblicamente De Moraes ha sempre difeso la lava-jato e come ministro ha garantito i finanziamenti, uomini della policia federal e ha addirittura cercato di trasformarla in guadagno elettorale anticipando una azione dell’indagine durante un comizio in favore din un deputato della destra paulista. Lei semplicemente delira quando dice che De Moraes è di sinistra, ignora quello che è stato, quello che ha fatto. Se oltre a vivere in Brasile si preoccupasse in conoscerlo saprebbe di queste cose, ma forse la sua tendenza a inventarsi una realtà che non esiste ma che lo lascia più tranquillo con le sue idee malate non glielo permette.

    7. akel 13 ottobre 2026

      De Moraes ha liberato le visite di flávio bolsonaro al padre preso per tentativa colpo di stato.
      Lei si è semplicemente inventato la storia della lava-jato e la storia di Alexandre De Moraes e ha la faccia tosta di chiamare gli altri di disonesti. Lei ha parlato di cavilli giuridici scoperti da De Moraes, ma stava mentindo, si sente meglio quando sostiene le sue idee malate con la mentira?

    1. Marchesi 13 ottobre 2026

      A leggere l'articolo sembra di sentire le intemerate partigiane di Stefano Orsi, in sintesi, il voto è legittimo e diretta espressione popolare solo quando incontra i desiderata di chi commenta, quando invece il popolo sceglie altrimenti diventa automaticamente un voto pilotato e viziato da soggetti terzi.

      Tutta da ridere poi la parte in cui Lula avrebbe perso due punti percentuale a causa del blocco del suo profilo.
      Da ridere perché è un'affermazione priva di riscontri oggettivi e verificabili.

    2. Martin 13 ottobre 2026

      Ovvio, è l'ennesima declinazione della favoletta Gramsci & Lukacs, per cui solo quando vota a sinistra il popolo ha dimostrato di aver raggiunto la consapevolezza e l'autocoscienza necessarie ad instaurare l'egemonia socialista. In tutti gli altri casi, il popolo è solo "gente rincoglionita dal sistema".

    3. Spartan 13 ottobre 2026

      Diciamo un po come in Europa . Giusto ?

    1. maghi 13 ottobre 2026

      dottrina Monroe? E il mondo a oriente a chi tocca?

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