Il folle suicidio demografico dell'Europa

Il folle suicidio demografico dell'Europa

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

La «civiltà fantasma» sarà la prossima civiltà globalizzata, in Giappone per esempio le scuole elementari chiudono per decisione dello Stato, dato che il numero dei bambini è sceso a meno del 10% della popolazione. Il governo sta convertendo queste strutture in ospizi, fornendo assistenza agli anziani in un paese dove il 40% della popolazione è di età superiore ai 65 anni.

Non è un romanzo di fantascienza, è il Giappone, la nazione più vecchia e più sterile del mondo, dove l'espressione «civiltà fantasma» è diventata ormai un riferimento popolare.

Secondo l'Istituto nazionale per la popolazione e la sicurezza sociale del Giappone, entro il 2040 la maggior parte delle città più piccole del paese vedrà un drammatico calo da un terzo alla metà della loro popolazione. A causa di una drastica diminuzione demografica, molti consigli dei villaggi giapponesi non possono più operare e sono stati chiusi. I ristoranti sono diminuiti da 850 mila nel 1990 a 350 mila oggi.

Le previsioni suggeriscono che in 15 anni il Giappone avrà 20 milioni di case vuote. È forse anche questo il futuro dell'Europa?

Probabile, perché tra gli esperti di demografia c'è una tendenza a definire l'Europa il nuovo Giappone. Il Giappone da parte sua sta affrontando questa catastrofe demografica con le proprie risorse e vietando l'immigrazione musulmana nel paese.

Quindi anche l'Europa sta subendo una sorta di suicidio demografico, che lo storico britannico Niail Ferguson ha definito "la più grande riduzione sostenuta della popolazione europea dopo la peste nera del XIV secolo", come ha di recente osservato.

Un segnale sintomatico del nuovo trend socioculturale, per esempio, sta nel fatto che gli esponenti europei del grande esclusivo club globale, il G7, sono privi di figli: Angela Merkel, Theresa May, Paolo Gentiloni e Emmanuel Macron, cui aggiungiamo il primo ministro olandese Mark Rutte e il primo ministro gay del Lussemburgo, Xavier Bettel.

I musulmani europei sembrano sognare di colmare questo vuoto, e l'arcivescovo di Strasburgo Luc Ravel, nominato da Papa Francesco lo scorso febbraio, ha di recente dichiarato che i fedeli musulmani sono ben consapevoli del fatto che la loro fertilità è tale che oggi lo chiamano... «Grand Remplacement». Essi dicono in maniera molto pacata: «Un giorno tutto questo sarà nostro ...»

Quanto all'Italia il Centro Machiavelli rileva che se l'attuale tendenza dovesse continuare, entro il 2065, la quota di immigrati di prima e seconda generazione supererà i 22 milioni di persone, ossia sarà più del 40% della popolazione totale.

Il tasso di fertilità dell'Italia è inferiore della metà di quello che era nel 1964, ha spiegato il Centro Machiavelli nel suo studio firmato da Daniele Scalea e intitolato «Come l'immigrazione sta cambiando demografia italiana».

L’Europa e l’Italia in particolare stanno affrontando un periodo di flussi migratori in entrata senza precedenti. Ciò dipende in primis dalla concomitanza tra declino demografico europeo (dal 22% della popolazione mondiale nel 1950 al 7% nel 2050) ed esplosione demografica africana (dal 9% al 25% della popolazione mondiale in cento anni). Il tasso di natalità è sceso da 2,7 bambini per donna a appena 1,5 bambini per donna, un tasso ben al di sotto del minimo consentito per una rigenerazione sana della popolazione.

Inoltre, si assiste a una maggiore omogeneità dell’immigrazione: le prime dieci nazionalità rappresentano oggi il 64% degli immigrati totali, mentre negli anni ‘70 erano appena il 13%. Tutto ciò non si discosta da quanto sta accadendo in diversi Paesi dell’Europa Occidentale. Intorno al 2065 in Gran Bretagna l’etnia britannica dovrebbe perdere la maggioranza assoluta nel proprio Paese. Oggi in Germania i minori di 5 anni sono al 36% figli di immigrati, lasciando presagire un grande mutamento nella composizione etnica della prossima generazione.

A partire dal primo di quest'anno poi, l'Italia ha registrato oltre cinque milioni di stranieri che vivono come residenti, una crescita del 25% rispetto al 2012 e un enorme 270% rispetto al 2002. All'epoca gli stranieri costituivano solo il 2,38% della popolazione Quindici anni dopo la percentuale è quasi triplicata fino all'8,33% della popolazione.

Inoltre la natalità degli immigrati è notevolmente superiore a quella degli italiani nativi, non è quindi sorprendente che le regioni italiane con i tassi di fertilità più alti non siano più nel sud, come è sempre accaduto, ma nel nord italiano e nella regione del Lazio, dove c'è una concentrazione maggiore di immigrati.

In confronto, solo nel 2001 la percentuale degli stranieri che vivevano in Italia aveva attraversato la soglia dell'1%, che rivela la velocità e l'entità delle trasformazioni demografiche che si stanno verificando in Italia, un fenomeno «senza precedenti».

Un'ulteriore preoccupazione avanzata dalla relazione è l'elevata concentrazione delle popolazioni immigrate da pochi paesi d'origine, che spesso produce fenomeni di ghettizzazione.

Lo scorso anno, in 13 dei 28 paesi membri dell'Unione Europea, il saldo tra nascite e decessi è stato negativo: senza i flussi migratori le popolazioni di Germania e Italia dovrebbero diminuire rispettivamente del 18% e del 16%.

L'impatto della situazione demografica in caduta libera è più visibile nei paesi dell'ex blocco sovietico, come Polonia, Ungheria e Slovacchia, per distinguerli da quelli della cosiddetta «vecchia Europa», come Francia e Germania. Questi paesi dell'Est sono ora quelli più esposti al fenomeno dello spopolamento, il devastante crollo del tasso di natalità che il giornalista e scrittore Mark Steym ha definito come "il principale problema del nostro tempo".

«Alla fine del secolo l’Europa potrebbe ritrovarsi come colpita da una bomba al neutrone: gli edifici in piedi, ma senza bambini». "America Alone" è un pamphlet sul crollo demografico, islamismo, sindrome di Stoccolma, solitudine americana e disastri del multiculturalismo. «Se gli occidentali vogliono godere delle benedizioni della vita in una società libera devono capire che la vita che abbiamo vissuto dal 1945 è stato un momento rarissimo nella storia dell’umanità. La distanza fra l’America e le altre nazioni del mondo occidentale sta crescendo velocemente, soprattutto con l’Europa. In molti "stati blu" e nei college della Ivy League incontri simpaticoni vestiti da ragazzini che possono passare per europei. Ma l’America è l’ultima nazione a sostenere un tasso di crescita riproduttivo, l’ultima grande società religiosa in occidente, l’ultima a mantenere un esercito in grado di difenderla in qualunque parte del mondo e l’ultima a conservare una tradizione attiva di libertà individuale, incluso il diritto di portare armi. La Jesusland ha più legioni di Eutopia".

La demografia è una falce che picchietta sull’immaginifico muscolo di Steyn. Per una popolazione stabile serve un tasso di crescita del 2.1, è il tasso dell’America, contro l’1.38 dell’Europa, il 1.32 del Giappone e il 1.14 del Canada. Non c’è precedente nella storia per questa crescita economica e crollo del capitale umano. Per la prima volta nel 2005 in Giappone ci sono state più morti che nascite.

E’ un paese di geriatri, senza immigrazione, né minoranze e senza desiderio di niente: solo invecchiare e affievolirsi. In «Children of men» di P.D. James ci sono speciali giocattoli per le donne che hanno un affetto materno frustrato, mentre l’uomo è fisicamente impotente. Nel 2005 la Tomy ha iniziato a mettere sul mercato un giocattolo chiamato Yumel che può pronunciare fino a 1.200 frasi. Dalla Seconda guerra mondiale non è morto un solo soldato giapponese. Suona carino. Gridano le loro parole dentro un microfono del karaoke e cantano tutti insieme «give peace a chance».

Per Steyn anche l’Europa alla fine del secolo sarà come un continente dopo lo scoppio di una bomba al neutrone: «Ci saranno ancora edifici in piedi, ma la popolazione sarà scomparsa. Il tedesco sarà parlato giusto da Hitler, Himmler e Göring durante la seratina di poker all’inferno. Una parte del pianeta sta optando per il suicidio di fronte al surriscaldamento. L’Europa sarà semi-islamica nel carattere politico e culturale entro due generazioni, forse una. Nel XV secolo la Morte Nera fece fuori un terzo della popolazione. Nel XXI scomparirà per scelta. Stiamo assistendo alla lenta estinzione della civiltà in cui viviamo».

Il New York Times poi si è chiesto perché «nonostante la popolazione diminuisca, i paesi dell'Europa orientale non vogliono accettare i migranti». Inoltre, gran parte dell'Europa orientale ha già vissuto l'esperienza dell'occupazione musulmana per centinaia di anni sotto l'Impero ottomano e questi paesi sono tutti consapevoli che ciò potrebbe accadere di nuovo.

Anche l'Africa sta esercitando pressioni sull'Europa come una bomba demografica a tempo. Dice il parlamentare olandese Geert Wilders:

"Nei prossimi trent'anni, l'Africa avrà un miliardo di persone in più. Questa cifra è il doppio della popolazione dell'intera Unione europea. (...) La pressione demografica sarà enorme. Un terzo degli africani vuole spostarsi all'estero e molti vogliono venire in Europa.

Lo scorso anno più di 180 mila persone sono partite dalla Libia a bordo di imbarcazioni fatiscenti. E questo è solo l'inizio.

Secondo l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) solo al 2,65% (4.808) dei migranti arrivati ​​in Italia è stato riconosciuto il diritto di asilo, mentre 90.334 migranti non hanno chiesto l'asilo ma sono scomparsi nell'economia del mercato nero.

Secondo l'eurocommissario Avramopoulos, in questo periodo tre milioni di africani pianificano di entrare in Europa».

Michael Moller, direttore dell'ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, avverte che il processo di migrazione «sta accelerando». I giovani hanno tutti i cellulari e possono vedere sul web che cosa sta succedendo in altre parti del mondo. Infatti, possono vedere sui loro telefoni che, mentre meno del 3% degli immigrati dello scorso anno erano legittimi richiedenti asilo, quasi nessuno viene rispedito indietro, invece, sono accolti con generosi benefici sociali, alloggi sovvenzionati e sistemi sanitari pubblici.

Anche l'Europa orientale si sta assottigliando sempre più e anche la demografia è diventata un problema per la sicurezza. Diminuisce il numero delle persone che prestano servizio nell'esercito e operano nell'assistenza sociale. Un tempo, i paesi dell'Europa orientale temevano i carri armati sovietici, ora temono le culle vuote.

Le Nazioni Unite hanno stimato che lo scorso anno nell'Europa orientale c'erano circa 292 milioni di persone, diciotto milioni in meno rispetto agli inizi degli anni Novanta. Questa cifra equivale alla scomparsa dell'intera popolazione dei Paesi Bassi.

Il Financial Times ha definito la situazione nell'Europa orientale come «la perdita più importante di popolazione della storia moderna». La sua popolazione sta diminuendo come mai prima d'ora. Neppure la Seconda guerra mondiale, con i suoi massacri, le deportazioni e i suoi movimenti di popolazioni, era giunta a tanto.

Entro il 2050, la Romania perderà il 22 per cento della sua popolazione, seguita dalla Moldavia (20 per cento), dalla Lettonia (19 per cento), dalla Lituania (17 per cento), dalla Croazia (16 per cento) e dall'Ungheria (16 per cento). Romania, Bulgaria e Ucraina sono i paesi in cui il calo demografico sarà più drastico. Si stima che nel 2050 la popolazione della Polonia conterà 32 milioni di abitanti rispetto ai 38 milioni attuali. Circa duecento scuole sono state chiuse, ma ci sono abbastanza bambini per riempire quelle rimanenti.

In Europa centrale, la proporzione della popolazione «over 65» è aumentata di un terzo tra il 1990 e il 2010. La popolazione ungherese ha toccato il punto più basso degli ultimi cinquant'anni. Il numero degli abitanti è sceso da 10.709.000 del 1980 agli attuali 9.986.000. Nel 2050, in Ungheria, ci saranno 8 milioni di abitanti e uno su tre avrà più di 65 anni. L'Ungheria oggi ha un tasso di fecondità di 1,5 figli per donna. Se si esclude la popolazione rom, questa cifra scende a 0,8, la più bassa del mondo, il motivo per il quale il premier Orbán ha annunciato nuove misure per risolvere la crisi demografica.

In Bulgaria, tra il 2015 e il 2050, si registrerà il più veloce calo demografico del mondo. Essa fa parte di un gruppo di paesi le cui popolazioni tra il 2015 e il 2050 dovrebbero diminuire di oltre il 15 per cento, insieme alla Bosnia Erzegovina, alla Croazia, all'Ungheria, al Giappone, alla Lettonia, alla Lituania, alla Moldavia, alla Romania, alla Serbia e all'Ucraina. Si stima che la popolazione bulgara, che ammonta a circa 7,15 milioni di abitanti, scenderà a 5,15 milioni entro 30 anni – un calo del 27,9 per cento.

[caption id="attachment_41613" align="alignleft" width="300"] Civiltà fantasma[/caption]

Secondo dati ufficiali, in Romania sono nati 178.000 bambini. A titolo di confronto, nel 1990, il primo anno dopo la caduta del regime comunista, ci furono 315.000 nascite. Lo scorso anno in Croazia si sono registrate 32.000 nascite, un calo del 20 per cento rispetto al 2015. Lo spopolamento della Croazia potrebbe portare alla perdita di 50.000 abitanti l'anno.

Quando la Repubblica ceca faceva parte del blocco comunista (come Cecoslovacchia), il suo tasso di fecondità era opportunamente prossimo al tasso di sostituzione (2,1). Oggi, è il quinto paese più sterile del mondo. La Slovenia ha il prodotto interno lordo (Pil) pro capite più alto dell'Europa orientale, ma un tasso di fecondità molto basso.

Alla fine l'immigrazione di massa probabilmente riempirà le culle vuote, ma poi anche l'Europa diventerà una «civiltà fantasma». È solo questione di tempo e uno strano tipo di suicidio programmato.

Rosanna Spadini

Liberamente tratto da http://www.zerohedge.com/news/2017-08-21/europe-committing-demographic-suicide

Fonte: www.comedonchisciotte.org

25.08.2017

Commenti (201)

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    1. Giuliano 25 agosto 2017

      Grazie Rosanna delle buone notizie, ma temo che la popolazione crescerà eccome con decine di milioni di migranti climatici ed economici. Leggiti Alan Weisman uno che gira il mondo 4 anni per parlare di demografia, è l'esatto contrario di quello che dici. Infatti il decremento sarebbe la salvezza dell'ecosistema e del lavoro, sostituito a breve dalle macchine per il 60%. Il crollo dell'edilizia e costo della casa sarebbe un fatto positivo, così come la maggiore abbondanza di risorse. Problema pensioni ci sarebbe anche in caso di crescita demografica.

    2. Rosanna 26 agosto 2017

      Grazie, lo leggerò !! :) nel frattempo ricordo una vecchia operetta morale
      diffusamente conosciuta, il Dialogo della Natura e di un Islandese, di Giacomo Leopardi, dove la Natura dice al povero e disperato islandese: "Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? Ora sappi che nelle fatture, negli ordini e nelle operazioni mie, sempre ebbi ed ho l'intenzione a tutt'altro che alla felicità degli uomini o all'infelicità. Quando io vi offendo in qualunque modo e con qual si sia mezzo, io non me n'avveggo, se non rarissime volte: come, ordinariamente, se io vi diletto o vi benefico, io non lo so; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei."

    1. ws 25 agosto 2017

      È forse anche questo il futuro dell’Europa?
      le nostre case, divenute cadenti , saranno invece piene di prolifici inutili e pezzenti afroislamici.
      In giappone invece scenderanno a 60 milioni , per una densità decente per una vita decente economicamente socialmente e tecnologicamente avanzata , da cui ripartire per andare a signoreggiare anche sulla belluina Africa sorta sulla sponda nord del mediterraneo ...😎

    1. mingo 25 agosto 2017

      Comunque gli immigrati non staranno ad aspettare un bel niente sono troppi, ed in troppo poco tempo . Quindi è molto probabile che scoppino disordini più o meno violenti (repressioni come a roma o peggio , o ribellioni come in francia sempre più violente ed incontrollate) e neanche tanto in là nel futuro!

    1. Lupis Tana 25 agosto 2017

      ci penserà il clima a fare l'assistente demografico...

      fra poco non ci sarà più da mangiare, il riscald. globale porterà alla fame almeno 2 miliardi di persone, purtroppo, io spero me la cavo...

      comunque Rosanna, se in Africa muoiono di fame, come mai aumenta la popolazione di 80 milioni all'anno? per me vuol dire che mangiano troppo, con i nostri aiuti. facessero da soli, forse si salverebbero. t l

    2. uomoselvatico70 uomoselvatico7 26 agosto 2017

      Infatti a suo tempo io ho smesso di dare soldi alle varie onlus africane appena mi sono reso conto che nessuna, ripeto NESSUNA delle suddette onlus portava avanti una qualche politica di pianificazione familiare e rientro demografico su mumeri più sostenibili dalle risorse agroalimentari di quei teritori.

      In pratica, a loro fa comodo la miseria più nera, la fame e sovrapopolazione, perchè produce più donazioni e quindi più business.

      In pratica più ne nascono, Meglio è....
      E se poi ne muoiono di fame, miseria, stenti, e malattie a milioni mentre altrettanti milioni salgono su un barcone per venire qui che importa?
      Business is businnes...

      Da vomitare.

    3. televisione falsa 26 agosto 2017

      Chi c'è stato in giro per l' Africa mi ha detto che si muore di fame solo in piccole zone dell'Africa

    1. Tonguessy 25 agosto 2017

      L'articolo contiene alcune inesattezze, almeno secondo il punto di vista del demografo E. Todd. In realtà anche se il Giappone è la punta dell'iceberg, il resto del mondo non è messo molto meglio. Al punto che , sempre secondo Todd, il pareggio planetario nascite/morti è previsto per il 2050. Quindi considero assurde e capziose le dichiarazioni di politici, platelminti e amebe che dichiarano solennemente che “Nei prossimi trent’anni, l’Africa avrà un miliardo di persone in più". Come detto, secondo Todd nei prossimi anni anche l'Africa si allineerà all'Europa per quanto riguarda la natalità. In effetti c'è già stato un crollo delle nascite anche nei paesi musulmani. Peccato che non ho a disposizione il libro per snocciolare i dati...
      C'è poi la frase "Una parte del pianeta sta optando per il suicidio di fronte al surriscaldamento". Bisognerebbe informare Steyn che ormai, dopo lo scandalo IPCC, non si parla più di riscaldamento globale, ma di cambiamenti climatici (climate change). Su questo punto le opinioni sono divergenti, mentre pare ci sia un allineamento pressochè totale sulla questione delle nascite. A parte Todd, come detto.

    2. Nat 25 agosto 2017

      “A parte Todd, come detto…”

      http://www.focus.it/comportamento/economia/popolazione-nel-2050-saremo-10-miliardi

      https://esa.un.org/unpd/wpp/

    3. Tonguessy 25 agosto 2017

      Se non fosse ancora chiaro:
      1- l'opinione comune è quella appunto di Hocus/Focus
      2-le statistiche mi stanno sui cabasisi, servono a dimostrare tesi preconfezionate. Figuriamoci le proiezioni......lo scopo? ovviamente lo scontro di civiltà. Al che Todd ha risposto molto piccato contro gli pseudo specialisti dello scontro scrivendo che secondo lui ci sarà l'incontro, non lo scontro.
      3-Todd ha il diritto di esprimersi in modo contrario al mainstream.
      4-Anch'io.

    4. Trollerball 25 agosto 2017

      L'Iran ad esempio, ha un ambizioso programma che prevede il raggiungimento di 150 milioni di abitanti nel 2050, attualmente sono poco più di 81 milioni. In Africa non mi sembra che ci siano tendenze alla diminuzione. Non so, ma mi sembra difficile che nei prossimi anni l'Africa si allinei all'Europa, non riesco a immaginare una cosa del genere. Semmai gli africani che vivono in Europa, nel giro di due o tre generazioni, diventeranno come noi e faranno pochi figli, ma la fucina, in Africa, resterà intatta.

    5. Nat 25 agosto 2017

      No, no, Jimmy :)

      Lo dicono i demografi dell’ONU nel World Population
      Prospects 2017 .

      L’articolo di Focus serve per quelli che non sanno leggere
      un grafico.

      Sempre però che uno sappia leggere.

    6. Tonguessy 25 agosto 2017

      Il problema è che ci sono previsioni molto discordanti. Cioè calcoli basati su dati molto diversi. Todd afferma che le società scolarizzate mostrano naturalmente una decrescita nella natalità. Poi che i piani dell'Iran vadano in direzione opposta ci sta pure: magari finanziano i figli a vita, assicurando loro lavoro, casa, sanità e istruzione nel qual caso è possibile che la scolarizzazione non abbia molto effetto. E comunque risentiamo tra qualche anno, vedremo come saranno le stime dell'ONU ed i risultati delle pianificazioni iraniane. Diciamo 5 anni?

    7. Wal78 26 agosto 2017

      L'Iran non raggiungerà mai i 150 milioni per tre motivazioni:
      - il suo TFT è già prossimo a 1.6 (per dire è piu basso di quello della Francia)
      - questo implica la riduzione delle nuove generazioni fertili
      - la massa di persone adulte che diventeranno vecchie incrementeranno il tasso di mortalità e quindi il bilancio naturale si ridurrà.

      Per arrivare a 150 milioni entro il 2050, non considerando tutti i problemi economici e connessi dovrebbe probabilmente raddoppiare il tasso di fecondità ma considerato che le generazioni di massima fertilità di ridurranno questo implicherebbe un incremento enorme di natalità tra le donne over 40, il che è abbastanza improbabile

      Per quanto riguarda l'Africa i dati demografici di quasi tutti i paesi sono pura fantasia. Come ho già spiegato sopra molti paesi africani non hanno nemmeno qualcosa di vicino ad un'anagrafe e non l'hanno mai avuta. Ricordo per esempio che l'ultimo censimento italiano ha sbagliato a contare di quasi 2 milioni di persone (in un paese moderno di 60 milioni) .... fai tu

    1. Trollerball 25 agosto 2017

      Volevo anche far presente che il post, peraltro molto ben fatto, non estende l'analisi alle cause di questa situazione, il ché probabilmente sarebbe stato troppo complicato, ma si limita a "descrivere la situazione". Senza analizzare le cause del problema, non si possono nemmeno proporre delle soluzioni. Dalla lettura sembrerebbe che l'Occidente quasi per libera scelta si sia cacciato in questa situazione. Vorrei però evidenziare il fatto che tutte le politiche degli ultimi cinquant'anni si sviluppano nella direzione dell'abbattimento delle nascite. Sarà forse un caso, ma la denatalità sembra essere stato proprio un obiettivo da raggiungere e non un effetto collaterale indesiderato. In ordine, l'ultima misura contro la natalità è l'aumento dell'età pensionabile. Un tempo gli anziani pensionati aiutavano le neomamme a tenere la prole e rappresentavano un punto di riferimento. Adesso non è più così e in futuro sarà ancora peggio. Un tempo i giovani trovavano lavoro prima e potevano costruirsi una famiglia, com'è nella natura degli esseri umani. Adesso non più.

    2. Rosanna 25 agosto 2017

      Hai ragione Trollerball, ma per le cause ci sarebbe voluto un altro articolo, magari sarà per la prossima volta ... poi per il problema della denatalità, non credo sia stato un obiettivo mirato da parte delle politiche occidentali, quanto un effetto collaterale dovuto alla nuova cultura della postmodernità, sotto l’insegna della fase calante della modernità, contraddistinta dai proclami sulla fine della Storia (Francis Fukuyama), sulla crisi dei significati, delle grandi narrazioni (Illuminismo, Hegelismo, Marxismo), che avevano preteso di guidare il mondo (Jean-François Lyotard) ... quindi una nuova e disincantata rilettura della storia, definitivamente sottratta a ogni finalismo, e la nostalgica cultura del "dopo": dopo l'orgia (J.Baudrillard), dopo le ideologie, dopo la democrazia, dopo le gravidanze, dopo le nascite ...

    1. Pyter 25 agosto 2017

      Stavo pensando a quante persone ci sono nel mondo che ogni giorno si alzano e invece di correre preparano statistiche, cioè hanno la sola preoccupazione di controllare cosa fanno gli altri, di contarli, di far medie e percentuali... per informarci.
      Ma la cosa singolare è che non si trovano statistiche che dicano quante donne e uomini lavorino nel campo delle statistiche. Così, magari per sapere se sono tutte o tutti fertili.

    2. Dario Giocondi 25 agosto 2017

      E NON CONSIDERATE LE OPERAZIONI CONTINUE NEI NOSTRI CIELI??? LA GEOINGEGNERIA CI STA DESERTIFICANDO I TERRITORI

    1. Trollerball 25 agosto 2017

      Vorrei precisare una cosa, che finora non è stata detta. "...un team di ricercatori israeliano ha analizzato la concentrazione di spermatozoi (ovvero gli spermatozoi per unità di volume) ed ha scoperto che è scesa da 99 milioni per ml nel 1973 a 47,1 milioni per ml nel 2011: vale a dire un calo del 52,4%". Quanto sopra è tratto da uno studio recente e si riferisce solo ed esclusivamente a uomini occidentali. Altri studi, non so quanto siano accurati, dicono che agli inizi del secolo scorso il numero di spermatozoi, sempre degli uomini occidentali, si aggirava intorno a 120 milioni per ml ed ora (2017) non supera i 40 milioni. Una cosa è certa, la fertilità dei maschi occidentali è crollata nell'ultimo secolo. Anche i ml di sperma per eiaculazione e la motilità degli spermatozoi, fattori essenziali nel concepimento sono crollati.
      Questi elementi, insieme ad altri, determinano una sostanziale sterilità della coppia, anche perché la ricerca dei figli si è spostata troppo in là, ormai a ridosso dei quarant'anni, e la fertilità della donna è massima intorno ai venti, minima dopo i quaranta. E non è certo un caso se negli ultimi anni si sono centuplicati i centri di procreazione assistita. Ci sono molte cause che determinano questa situazione. C'è chi attribuisce la colpa all'alimentazione, agli stili di vita, all'obesità, alle sostanze chimiche, al ruolo sociale del maschio, ecc.
      Il dato di fatto è che gli africani non hanno nel modo più assoluto questo problema. Sono come eravamo noi agli inizi del ventesimo secolo. E le donne, a vent'anni, hanno già almeno due figli a testa.

    1. Wal78 25 agosto 2017

      Sono d'accordo solo parzialmente con questo articolo che come molti neofiti della demografia prendono i dati e le proiezioni demografiche come totalmente veritieri senza tener conto che la demografia è influenzata da molteplici fattori. Vorrei puntualizzare alcune cose:
      - I crolli demografici in Europa sono sempre esistiti (per varie motivazioni, da sanitarie a economiche a sociali) e ciò non ha comportato l'estinzione dei popoli europei. Ricordo, per esempio, per citare un caso a noi vicino che a fine 800 i demografi francesi prevedevano che la popolazione francese si sarebbe estinta in 100 anni a causa del basso tasso di natalità. Come vedete non è successo nulla di tutto ciò.
      - Le proiezioni dell'ONU sono appunto "proiezioni" cioè puri esercizi numerici che si basano su ipotesi fatte sullo storico del paese. Altra cosa è fare previsioni che includerebbe proporre scenari socio-economici. Dal 1961 ad oggi le proiezioni ONU non hanno mai azzeccato nulla. Infatti per esempio non potevano prevedere la debacle demografica dell'Est Europa causata dal crollo del blocco sovietico così come tante altre. Ecco perchè le rifanno ogni due anni.
      - Date per scontato che in Africa vivano 1 miliardo di persone e che saranno 2 miliardi fra 50 anni. Voglio solo sottolineare che la stragrande maggioranza dei paesi africani non hanno neanche dei sistemi di anagrafe o dei censimenti quindi tutto quello che sappiamo su quelle popolazioni sono cose stimate dagli organismi occidentali (che hanno molti interessi a dire ste panzane). Come potete credere che un'area del mondo cosi povera e scarsità di cibo e acqua possa generare surplus di popolazione cosi esponenziali? Dai dati che abbiamo sui pochi paesi affidabili (Nord Africa, Sud Africa, Botswana, Namibia, Kenya) non si notano assolutamente tassi di crescita cosi esponenziali.
      - Gli immigrati nei paesi occidentali non hanno in realtà un tasso di crescita dovuto alla fecondità sensibilmente superiore ai bianchi. Quando le persone si spostano in un paese tendono a spostare il loro comportamento demografico verso quello del paese di arrivo (non fai 7 figli se intorno a te tutti ne hanno 1). I tassi di fecondità degli immigrati sono più alti solo da un punto di vista congiunturale (dovuto al fatto che la popolazione che immigra è tendenzialmente giovane). Basta guardare la differenza di fecondità tra Germania (bassa) e Francia (alta) che hanno almeno il 15-20% di immigrati (prima e seconda generazione) nella loro popolazione.
      - I tassi di natalità, seppur bassi, si stanno stabilizzando tra i bianchi. La vera questione è lo sbilanciamento tra numero anziani (delle generazioni precedenti) e giovani. Ma questo problema si presenterà però anche per gli immigrati fra 30-40 anni. Avremo si una riduzione di popolazione ma che riporterà un bilanciamento tra le fasce di età. Dovremmo invece augurarci un incremento della mortalità degli anziani invece che puntare a vivere fino a 120 anni.
      - La demografia di un popolo può sempre essere invertita, ci vuole solo un po di tempo. Prendete la Russia, agli inizi del 2000 il numero di nati era sceso ad 1.1 milioni ed oggi sono tornati a 1.9 milioni, il Kazakhstan era crollato nel 1997 a 222 mila nati e oggi sta a 400 mila o la Svezia che era scesa nel 1997 a 87 mila nati e oggi è tornata a 120 mila.

    1. ton1957 25 agosto 2017

      Suicdio demografco e son d'accordo, sul folle un pò meno......direi più: "dettato dalla necessaria emancipazione femminile".........non a caso dove la donna è sottomessa al maschio, i bambini continuano a nascere....a qualcosa bisogna pur rinunciare........la donna emancipata ed in carriera ha poca voglia di restare incinta.....ed al maschio, sessualmente, poco interessa una donna parlante e pensante, con pur anche il diritto di giudicare la "prestazione"...........chi tromberebbe la Boldrini ?.....eppure non è neppure male fisicamente, ma al maschio medio incute timore e suscita impotenza (non solo impotenza....ma questa è altra storia).........l'atto sessuale ha regole imposte dalla natura, maschio predominante e femmina sottomessa (anche sopra va bene, basta che resti sempre sottomessa) e diciamecelo alla Rosanna, io ormai per ragioni di età son fuorigioco, ma le donne moderne, emancipate....e c'è da farsela sotto a portarle a letto........forse non è vero, ma all'apparenza e voglion tutte Rocco Sigfredi tra le lenzuola.........ed al povero maschio normale, non ci resta che la playstetion come rifugio sicuro al posto di un neonato........

    2. Pierrot Lenolese 25 agosto 2017

      Ton, il tuo Tono sono certo sTona alle orecchie delle femmine e non contribuisce certo a chiarire loro cosa sta accadendo agli uomini (sembra non vogliono saperne), ma quanto è vero però!

    3. DesEsseintes 25 agosto 2017

      Ci son questi maschioni dominatori che supplicano le donne di sottomettersi.

      Forse non vi è chiaro come funziona il meccanismo...

    4. Pierrot Lenolese 26 agosto 2017

      Se il maschione (non mi è chiaro cosa sottintendi, non so perché ma mi fai venire in mente il ciaone di Renzi) supplicasse le donne a sottomettersi (ovviamente con garbo e savoir fair) la specie ne guadagnerebbe sicuramente. Il fatto é che al maschio delle donne non comincia a fregarne più niente. Piuttosto (ed è una mia sensazione) sono le donne a chiedere in modo molto sublime all'uomo di sottomettersi. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Poi se vuoi illuminarmi con i "meccanismi" io ti ascolto.

    5. DesEsseintes 26 agosto 2017

      Scusa, cito:

      "Se il maschione supplicasse le donne a sottomettersi (ovviamente con garbo e savoir fair)..."

      Non vedete qualcosa di strano, eh?

      Voglio dire che è inutile lamentarsi che le donne non si sottomettono se siete voi che vi ponete come sottomessi che "supplicano" (e pure con garbo e savoir faire, se non bastasse...)

      Quindi se degli uomini dicono con qualche ragione che le donne non si sottomettono più le donne potrebbero rispondere con ragioni molto maggiori che gli uomini non sanno più dominare.

      Lo dico perché è lo stesso atteggiamento che porta la gente a criticare l'ordine politico esistente ma mai a considerare che esiste "la ribellione".
      Sono due questioni legate l'una all'altra, senza palle non ci si ribella e si ha la perniciosa tendenza alla supplica.

    6. SanPap 26 agosto 2017

      Teorema
      Marco Ferradini
      Prendi una donna, dille che l'ami,
      scrivile canzoni d'amore.
      Mandale rose e poesie,
      dalle anche spremute di cuore.
      Falla sempre sentire importante,
      dalle il meglio del meglio che hai,
      cerca di essere un tenero amante
      sii sempre presente risolvile i guai.

      E stai sicuro che ti lascerà,
      chi é troppo amato amore non dà.
      E stai sicuro che ti lascerà,
      chi meno ama é più forte si sa.

      Prendi una donna, trattala male,
      lascia che ti aspetti per ore.
      Non farti vivo e quando la chiami
      fallo come fosse un favore.
      Fa sentire che é poco importante,
      dosa bene amore e crudeltà.
      Cerca di essere un tenero amante
      ma fuori del letto nessuna pietà.

      E allora si vedrai che t' amerà,
      chi é meno amato più amore ti dà.
      E allora si vedrai che t'amerà
      chi é meno amato é più forte si sa.

      No caro amico, non sono d'accordo,
      tu parli da uomo ferito.
      Pezzo di pane lei se ne é andata
      e tu non hai resistito.
      Non esistono leggi in amore,
      basta essere quello che sei.
      Lascia aperta la porta del cuore
      vedrai che una donna
      é già in cerca di te.

      Senza l'amore l'uomo che cos'é,
      su questo sarai d'accordo con me.
      Senza l'amore l'uomo che cos'é
      é questa l'unica legge che c'è.

      E c'erano dei lazzaroni che cantavano

      Prendi una donna, sbattila al muro
      falle sentir quant'è duro ...

      Scherzi a parte, "posso baciarti" suona male alle orecchie femminili, ha un che di mollacchiotto: devi rischiare, al limite ci prendi una sberla, e che sarà mai ...

    7. Pierrot Lenolese 26 agosto 2017

      Non hai colto la questione, il problema non é conquistare una donna, prendere una sberla, non essere mollacchiotto ecc... Il punto é che non é più desiderabile la convivenza con una donna.

    8. Pierrot Lenolese 26 agosto 2017

      Ho risposto al tipo su e vale più o meno anche al per il tuo commento. La questione non è supplicare sottomettendosi o meno (te lo dice uno che non si fa scrupoli a fare il maschio) il punto molto probabilmente é che non é più desiderabile la convivenza con una donna. Il parallelismo che fai con la politica é fuori luogo, ne riparliamo.

    9. DesEsseintes 26 agosto 2017

      Ma sí, non facciamone un discorso troppo impegnato.
      Comunque sulla politica io un collegamento fra la passività generale e il rimbambimento dei maschi lo vedo.

    10. ton1957 26 agosto 2017

      Concordo con quanto scrivi, ma vorrei precisare che mi sono limitato a descrivere uno stato di fatto ed una delle sue tante conseguenze, la denatalita, anche perchè se si parla di bambini, necessita anche parlare di sesso (da quanto ne sò non li porta la cicogna)....punto. sul giusto o sbagliato non mi sono cimentato.........se alle femmine stona il discorso, mi frega poco, ma è così........ma, se devo essere onesto, a me pare che il discorso stoni più agli uomini che alle donne, se leggi tutti i commenti all'articolo noterai un costante svicolarsi dal problema reale......ed il problema reale è che l'uomo ha, con la scusa delle parità dei sessi, abdicato al suo ruolo di maschio, non solo a letto, ma anche in tutti i ruoli che gli competono nella società civile.....(ha perso identita)........"dominare" la donna non è difficile, dominare il maschio è decisamente più difficile (ce lo insegna la storia).....con un maschio ridotto ad una sorta di femminuccia col pisello...........le elitte hanno gioco facile nel sodomizzare la società tutta.

    11. Pierrot Lenolese 26 agosto 2017

      Purtroppo hai ragione, vedi in Italia la questione è meglio non sollevarla, negli Usa, ma ormai anche in molti paesi del Nord Europa stanno nascendo movimenti sempre più incidenti che sostengono le voci dei maschi (adesso se questa è o non è cosa giusta sarà la storia a giudicarlo).
      Sfortunatamente in Italia, ma non solo da noi, nemmeno esiste la terminologia esatta per concentrare la questione e spiegarsi, siamo costretti così a fare un giro di parole e discorsi infiniti ogni volta per dire delle cose semplici. Si finisce per parlare fra noi lettori metodici più incalliti, ma non alla massa. Ebbene gli inglesi hanno coniato un termine “Mangina” che google bistratta parecchio, ma che UrbanDictionary spiega più o meno così: - “Un uomo che è troppo preoccupato per le questioni femminili al punto di compiacimento o disprezzo per quelli del proprio genere. Un maschio che vede le donne come superiori agli uomini e facilmente conviene con loro nel tentativo di favorirle. Quasi tutti gli uomini sposati in questi giorni sono manginas, ma anche un gran numero di single giovani e non”.

    12. ton1957 26 agosto 2017

      ??

    13. Pierrot Lenolese 26 agosto 2017

      Lo vedo anch'io e lo sento fortemente!

    14. Trollerball 26 agosto 2017

      "L'uomo ha abdicato al suo ruolo di maschio". Questo è uno dei motivi più accreditati per giustificare la perdita di fertilità del maschio occidentale. Perdita non riscontrabile nei maschi di altre culture.

    15. SanPap 26 agosto 2017

      e perché ?

    16. Primadellesabbie 26 agosto 2017

      Dato che il terreno mi sembra fertile, informo che Dante, in una delle sue opere e usando da par suo vocaboli che purtroppo non ricordo con precisione, fa osservare che il Creatore avrebbe fatto in modo che l'accoppiamento fosse molto desiderabile, perché altrimenti ci sarebbero state scarse probabilità che a qualcuno venisse in mente di praticare il 'gentil sesso'.

    17. DesEsseintes 26 agosto 2017

      Mi è venuto in mente quello che volevo dire.
      Sta cosa della dominazione è vera e non è vera.
      Lí si distingue il learned gentleman dal fesso medio.
      Quindi per la parte che "è vera" fate voi, per quella che "non è vera" leggetevi il canto XIX dell'Orlando Furioso a partire dall'ottava 19.

      Il pazzo sporco e irriconoscibile che appare alla fine è Orlando, paladinone virile e dominatore, che non era mai riuscito a ottenere nulla e che quando ha scoperto dell'amore fra Angelica e il tenero giovincello Medoro è crollato di schianto come un poverino qualsiasi riducendosi a fare il barbone.

      Quindi è vera la cosa del dominio maschile ma anche no.

    18. Tizio.8020 26 agosto 2017

      Mi sa che hai capito male: è sempre la donna che sceglie!

    1. snypex 25 agosto 2017

      Una seria proposta:

      ELIMINARE CITTA' DEL VATICANO E FARNE UN BANTUSTAN PER IMMIGRATI FINANZIATO DALLA BCE, con il paradiso che hanno li' potrebbero anche farci dei resort da sogno.

    1. snypex 25 agosto 2017

      Io ho letto parecchio dell'argomento, ma le questioni che mi rodono il cervello sono:

      1.Quanti anni servono per integrare un immigrato di questo tipo?
      2.Quanto ci costa in servizi ed assistenza e beneficienza?
      3.Chi viene caricato di questi costi?
      4.Dopo quanti anni diverra' un cittadino produttivo che potra' ripagare i benefici ricevuti?
      5.Un cittadino italiano non immigrato e' di serie A o di serie B?
      6.Se il cittadino italiano e' di serie A perche' deve vedersi sorpassato in assistenza e sostegno, nonostante gli anni passati a pagare tasse e contributi a fondo perduto?

      La conclusione e' che la bufala che ci pagheranno le pensioni se la bevono i polli, per questo l'italia e' un pollaio.

      L'altra bufale e' quella che l'immigrazione risolvera' la crisi: SE IL BARCONE STA AFFONDANDO, CARICARCI SOPRA ALTRA GENTE LO PORTERA' A PICCO PIU' RAPIDAMENTE.

    1. GioCo 25 agosto 2017

      Che curioso che i paesi citati siano praticamente tutti operativi sotto la protettiva bandiera atlantista e NATO.
      L'altro fattore di suicidio curioso è che il wellfare non solo non sostiene le famiglie autoctone in difficoltà, tipo quelle indigenti italiane, in pari misura a quelle profughe da altri paesi, ma le minaccia di esautorarle della patria potestà, un giorno si e l'altro pure. Toglie il lavoro e poi ... mah, per fortuna è un dato quotidiano di cui ovviamente c'è intenso dibattito e notizia sui giornali ... no?
      L'altro dato ancora che mi incuriosisce e che nonostante l'Africa sia messa a ferro a fuoco da guerre, carestie e carenze di ogni tipo, riesca a produrre gente in quantità tanto prepotenti, e senza che appaiano mal nutriti. Insomma da una immagine che ci proveniva dal biafra con gente scheletrica a questi che sbarcano, non mi sembra ci siano tante somiglianze.

      Poi, come giustamente ha fatto notare qualcuno, chi glieli fornisce questi cellulari con cui possono vedere che hanno vitto e alloggio gratis qui ad accoglierli? Come fanno nei villaggetti dispersi nel nulla africano? Ca%%o c'è pure la barriera linguistica, non mi dite che googgle fornisce il servizio -gratuito- di traduzione per il dialetto indigeno di un minuscolo villaggio africano?

    1. il gobbo 25 agosto 2017

      Il discorso sulla sovrappopolazione, è di molto più complesso di quello che sembra e
      attualmente non vedo misure atte a contenere il fenomeno.
      La Cina, l'India ci hanno provato con varie misure ma hanno fallito.
      Troppi individui portano saturazione e conseguente estinzione.
      Vedere: "Universe 25" ( il ricercatore John B. Calhoun realizzò l’habitat ideale per roditori.
      Un luogo dove le cavie non avrebbero mai dovuto preoccuparsi di nulla, con cibo, acqua e un rifugio a disposizione per tutti.
      Un’utopia a misura di topo, la cui società nel giro di un anno raggiunse il suo massimo splendore, per poi collassare in un’escalation di caos, violenza e pansessualità.

    1. SanPap 25 agosto 2017

      Fare figli è un atto d'amore, di altruismo e quindi morale; le nostre società sono narcisistiche, egoiste e quindi immorali.
      L'altruismo è complicato, impegnativo, quasi mai da frutti immediati e sperati; l'egoismo è lieve, piacevole, ci soddisfa subito e l'oggetto soddisfatto siamo noi.
      Cristo diceva prendete la vostra croce e seguitemi; noi prendiamo il botulino e andiamo a giocare con il toy, con il boy, e diventiamo goy.

    2. Rosanna 25 agosto 2017

      Appunto, il suicido demografico dell'occidente è stato provocato soprattutto dalla cultura dell'edonismo, la tendenza spiccatamente individualista che la società occidentale ha cominciato ad assumere negli anni ottanta, l'avvento della società dello spettacolo, che mistifica etica e verità sotto la luce di uno schermo tv, lo sfacciato consumismo, che sacrifica ogni interesse all'unico interesse del mercato, e l'hollywoodismo dei valori ... forse l'unico vero valore dell'occidente è la mancanza di valori.

    3. SanPap 25 agosto 2017

      è iniziato 10 anni prima con il 68
      vietato vietare

    1. enricodiba 25 agosto 2017

      Le solite mezze balle, prima di tutto i giapponesi non si estingueranno, avranno per una generazione o due meno giovani, ma poi la natura e l'economia si stabilizzerà da sola, anche grazie alle nuove tecnologie che faranno sparire migliaia o milioni di posti di lavori, infatti i giapponesi l'hanno capito bene e non fanno entrare gli immigrati.
      In europa vale la stessa regola, solo che abbiamo l'africa sotto il sedere e le boldrine varie, che fanno entrare gli africani in massa, bisogna vedere per quanto tempo ancora, infatti fare proiezioni di oltre 40 anni nel futuro ha poco senso, anche perché come si vede portare africani in italia se poi questi non hanno lavoro, perché l'economia attuale non li produce non ha senso, la maggioranza di questi africani non potranno fare figli e mantenerli, infatti riescono a procreare solo grazie agli aiuti sociali degli italiani e europei.
      Gli americani stanno peggio di noi, visto che i cosi detti latinos sono in piena reconquista, gli stanno portando via e riprendendosi gli stati del sud; almeno noi in italia per il momento abbiamo l'immigrazione dall'est europa.

    2. Rosanna 25 agosto 2017

      Beh certo, il fenomeno è complesso e non lo si può esaurire in un solo articolo, ci vorrebbe una ricerca più approfondita ...

    1. --<>-- --<>-- 25 agosto 2017

      Sotto certi aspetti l'articolo è anche ottimista.
      Prevedere di arrivare al 2050 senza una guerra o una qualsiasi catastrofe che stravolga le nostre società, non è poi così male.
      Forse sarebbe il male minore :)

    1. andrea viventi 25 agosto 2017

      CHI NON HA PALLE CREDE DI AVERE MOLTO CERVELLO. La verità è che L'europa o L"occidente"(il minuscolo è d'obbligo)sono in realtà vittime di se stesse. sono società (non Popoli nè Nazioni) amorfe, che dal dopoguerra hanno idolatrato il benessere e l'edonismo/egoismo individuale come unico vero "valore". sono scappati con la coda tra le gambe dalle colonie,hanno perso virilità e voglia di combattere, delegando vilmente e ipocritamente il controllo delle risorse nei territori extraeuropei a multinazionali e governi fantoccio. tra l'altro quello che gli Uk-Usa hanno fatto con l'Italia e gli italiani. hanno vissuto un festino lungo tre generazioni finchè,caduto il muro fisico e ideologico con l'Urss, i padroni del Castello hanno deciso che la festa era finita e che dovevano prendersi il resto del mondo che costa meno e lavora di più.e portarcelo qui perchè,ce lo dicono con fermo moralismo,noi non vogliamo fare certi lavori..al prezzo da schiavi. noi ora, cresciuti a rassicuranti menzogne, cazzate e buoni propositi, che dovremmo incazzarci, opporci e rifiutare tutto questo, siamo privi di istinto e troppo castrati anche solo per pensarlo. perciò mentre non abbiamo più un presente nè tanto meno un futuro, strozzati dallo stato, le imprese che falliscono,operai e imprenditori che si suicidano, laureati costretti ai call-center o costretti a emigrare..(l'elenco ahimè è lungo) per limitare frustrazioni da impotenti i padroni del Castello ci insegnano(con paternale carezza in testa come ai bambini o ai cagnolini) che ci sono cose più importanti della nostra banale egoistica vita,del lavoro,della famiglia e della Nazione(scusate la parola estremista,ma sono una persona sempilce..) giustificate con le statistiche preparate da loro. le problematiche ambientali, il terrorismo, i sensi di colpa indotti. e ci sentiamo anche molto intelligenti a seguirli/servirli. CHI NON HA PALLE, SIA IN SENO LATO CHE BIOLOGICO, CREDE DI AVERE MOLTO CERVELLO.

    1. Tizio.8020 25 agosto 2017

      Quello che fa incazzare di tutta la faccenda, è che agli attuali ritmi di crescita, nemmeno se accogliessimo un numero di africani triplo di noi, potremmo risolvere la loro situazione.
      Solo loro possono decidere di smettere di moltiplicarsi a questo ritmo.
      Non mi sembra logico stare senza mangiare per sfamare loro.
      Quindi, che si arrangino.

      Ma noi siamo più furbi: spendiamo per loro, in assistenza sanitaria, vitto&alloggio etc, quello che non abbiamo per noi.
      Ne ho conosciuti troppi a cui hanno tolto anche l'assegno di accompagnamento...

    1. Primadellesabbie 25 agosto 2017

      É cambiato drammaticamente, e per troppi aspetti, il quadro in cui vivere.

      Considerato singolarmente nessun aspetto é determinante.

      Il "progetto" perseguito (o é stato uno sviluppo "a tema", dove il tema é il denaro o un benessere convenzionale da inseguire grazie al denaro?) e le stesse modalità seguite si sono rivelato un fallimento, ma il meccanismo stesso, soggettivo e collettivo, grazie al quale si formano le mille opinioni, impedisce di accordarsi, o anche solo di porre correttamente l'attenzione, su questo fatto così evidente.

      Ci penserà il ridimensionamento demografico.

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