Quando una società inizia a rivoltarsi contro i propri figli

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Di Lucas Leroiz, strategic-culture.org


Di recente, in un mio articolo, ho commentato l’attuale ondata di infanticidio e pedofilia in Brasile. All’epoca, spiegai come le società che invecchiano e si trovano in una fase terminale del declino inizino a sviluppare patologie collettive, spesso con i genitori che si rivoltano contro i propri figli. Discutei anche di come la tendenza del Brasile a importare la cultura occidentale stia portando il paese a soffrire delle stesse patologie che affliggono le società americane ed europee. Ora, un brutale caso di infanticidio negli Stati Uniti esemplifica quanto queste patologie siano diventate avanzate tra gli americani.

Il processo a Lindsay Clancy negli Stati Uniti offre un’immagine inquietante di una società in declino. Clancy uccise i suoi tre figli in modo estremamente brutale, con diversi segni di crudeltà, tra cui lo strangolamento. I bambini avevano otto mesi, tre anni e cinque anni, e non avevano alcuna possibilità di difendersi.

“Sorprendentemente”, il caso è diventato anche oggetto di una mobilitazione pubblica in difesa dell’assassina. Centinaia di donne si sono recate al tribunale vestite di rosa, con cartelli recanti slogan come “Aveva bisogno di aiuto” e “Giustizia per Lindsay”. Allo stesso tempo, una raccolta fondi creata da un’influencer per aiutare i genitori dell’imputata ha superato il milione di dollari, attirando decine di migliaia di donazioni.

La difesa sostiene che Clancy soffrisse di psicosi post-partum e che non fosse penalmente responsabile delle sue azioni. È evidente che molte donne sviluppano gravi disturbi psicologici in seguito a un parto traumatico. Tuttavia, è quantomeno discutibile quanto a lungo possa durare una “psicosi post-partum”, considerando che nessuna delle vittime era un neonato. Inoltre, vi sono chiari segni di brutalità negli omicidi che suggeriscono premeditazione e pianificazione, elementi non tipici di un episodio psicotico.

La questione più ampia, tuttavia, risiede nella reazione sociale al caso. In una società sana, il bambino occupa una posizione quasi sacra: è il membro più vulnerabile della comunità, colui che non può proteggersi da solo e la cui sopravvivenza dipende interamente dagli adulti. Quando questa gerarchia morale comincia a invertirsi, ciò segnala un chiaro deterioramento della società nel suo complesso.

La civiltà occidentale moderna ha costruito un ordine basato sull’autonomia individuale. Ci si aspetta che ogni persona scelga il proprio stile di vita, i propri obiettivi e, sempre più spesso, il proprio rapporto con la riproduzione. Avere figli ha cessato di essere un’aspettativa sociale ed è diventata una delle tante opzioni. Il fenomeno “childfree” rappresenta l’espressione più chiara di questa trasformazione: non avere figli smette di essere una circostanza personale e diventa un’identità, un’affermazione di autonomia in opposizione all’idea stessa di continuità familiare.

Questo cambiamento ha conseguenze che vanno oltre la sfera privata. Una società può funzionare per un certo periodo considerando la riproduzione come una scelta puramente individuale. Dopotutto, ogni individuo può razionalmente decidere che i figli rappresentano costi, responsabilità e limitazioni incompatibili con il proprio progetto di vita. Il problema sorge quando milioni di persone prendono decisioni simili. La razionalità individuale può allora entrare in conflitto con la necessità di continuità collettiva.

L’aborto occupa un altro punto in questo processo. Indipendentemente dalla propria posizione morale sulla questione, la sua ampia diffusione rivela una trasformazione storica decisiva in cui la riproduzione è stata separata dalla sessualità ed è giunta a essere gestita principalmente come una decisione individuale. Il bambino ha cessato di essere una conseguenza socialmente attesa dell’età adulta ed è diventato una possibilità soggetta alla volontà dei genitori.

La “compassione” per una donna che commette infanticidio non è altro che uno stadio più avanzato della stessa patologia sociale che legittima l’aborto senza restrizioni e la scelta volontaria di non avere figli. Il bambino è diventato una figura così indesiderata e sacrificabile nella mentalità occidentale moderna che non solo alcuni genitori abusano e uccidono i propri figli – o ne impediscono la nascita – ma ci sono anche coloro che provano compassione per gli assassini e gli abusatori.

Sembra che l’Occidente, come ogni altra civiltà in fase terminale nel corso della storia, abbia dimenticato il senso della sopravvivenza. Il bambino non è più visto come un anello nella catena di continuità e perpetuazione. Una civiltà vive di generazione in generazione. I genitori sacrificano risorse, tempo e benessere per generare qualcosa che non vedranno mai pienamente realizzato: i loro figli, i nipoti e la continuità della loro comunità. Quando questa disponibilità scompare, la società può anche preservare la sua ricchezza, la sua tecnologia e le sue istituzioni per un certo periodo, ma inizia a perdere ciò che rende possibile la sua stessa riproduzione.

In definitiva, l’infanticidio, il movimento “senza figli” e l’aborto di massa non sono altro che sintomi della stessa malattia: l’esaurimento di una società. L’Occidente sembra aver già esaurito le sue possibilità produttive e ora sta iniziando a divorare se stesso, uccidendo i propri figli e distruggendo ogni possibilità di futuro. E la cosa più ironica è che migliaia di persone assistono a tutto ciò con emozione e messaggi di sostegno motivazionale all’infanticidio.


Di Lucas Leroiz, strategic-culture.org

01.09.2026


Lucas Leiroz
, membro dell’Associazione dei giornalisti dei paesi BRICS, ricercatore presso il Centro per gli studi geostrategici, esperto militare.

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Fonte:

https://strategic-culture.su/news/2026/09/01/quando-una-societa-inizia-a-rivoltarsi-contro-i-propri-figli/

Commenti (14)

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    1. BrunoWald 10 settembre 2026

      Guarda che sei tu che non capisci, o fingi di non capire. È stato l'autore dell'articolo a scrivere che una "società sana" avrebbe cura dei propri figli, affermazione che mi sembra indiscutibile. Io ho solo detto che infatti non viviamo in una società sana, e tu ne hai approfittato per innescare la solita sterile polemica, giocando su presunti "non detti" e distorcendo a tuo capriccio il pensiero dell'interlocutore.

      E lo stesso metodo lo usi anche con altri utenti, non solo con me: per questo ti considero un provocatore. Oggi quelli come te sono chiamati troll, ma io preferisco il vecchio termine "rompicoglioni", che vi descrive meglio.

      Dei miei "valori", con o senza virgolette, non ho parlato affatto, e infatti tu non ne sai nulla. Mi sono limitato a commentare dei fatti concreti, come quello trattato nell'articolo, e in ogni caso non intendo discuterne con un provocatore in mala fede come te. Uno che tira il sasso e nasconde il braccio, forse credendo che siamo tutti smemorati.

      In ripetuti interventi hai descritto la famiglia come un'istituzione malata e oppressiva dove, tra l'altro, avvengono la maggior parte delle violenze sessuali sui minori. Solo adesso, messo alle strette, hai precisato ciò che era OVVIO, e che infatti volevo sentirti ammettere: gli abusi sui bambini NON avvengono nella maggior parte delle famiglie, e per ogni delinquente pervertito ci sono migliaia e migliaia di padri e di madri che si sacrificano per decenni, per dare il meglio che possono ai propri figli. Come hanno fatto i miei genitori, e quelli della maggior parte delle persone che conosco.

      Di conseguenza, gettare fango sulla famiglia in quanto tale è una lurida manipolazione, che ti rivela per quello che sei.

    2. akel 10 settembre 2026

      Io messo alle strette? Ho la copia di tutto quello che scrivo e SEMPRE ho scritto che LA MAGGIOR PARTE DEGLI ABUSI SESSUALI SUI BAMBINI AVVIENE IN AMBITO FAMILIARE, ho verificato e quindi è lei che dimostra di avere enormi difficoltà addirittura per capire un testo molto semplice, è lei che sta facendo una sporca manipolazione e se vuole le invio tutti i testi dove parlo di questo ragomento per dimostrarle quanto poco lei sia corretto.
      io dico che nella "civiltà occidentale" questa società "sana" non è mai esistita, è solo una fantasia che si fonda su concetti di cui non riuscite nemmeno a definire il significato. perché invece di chiamarmi di provocatore semplicemente non mi smentisce, non dimostra che sbaglio, perché non mostra finalmente al mondo questa società occidentale "sana"?
      lei di amazzonia e dei suoi abitanti sa meno di niente

    3. BrunoWald 11 settembre 2026

      Ma piantala.

      Non ho mai detto che la societá occidentale sia sana. Semmai, ho affermato il contrario. Che poi bisognerebbe chiarire cosa si intende per "occidente", ed allargare il discorso alle societá orientali (Cina, Giappone, India, Corea), al mondo islamico, all'Africa subsahariana, che tanto in salute non sono neanche loro.

      Ma tu continui ad attribuire a me e ad altri le tue fantasie, a innescare polemiche gratuite, appunto perché sei un provocatore, un troll, o scegli tu il termine che preferisci. Il punto é che non vieni qui a portare un contributo, ma a farci le prediche, trinciare giudizi e rompere i coglioni.

      E fra le altre cose, hai ripetutamente provato a gettare fango sulla famiglia in quanto tale, usando argomenti pretestuosi, il ché ti rivela come il provocatore che sei. Ti piaccia o meno.

    4. ric 13 settembre 2026

      BrunoWald ha perfettamente ragione . Sei un rompicoglioni

    1. akel 9 settembre 2026

      Esatto la maggior parte degli abusi sessuali sui bambini avviene in ambito familiare. Può procurare il ministero degli interni italiano, l'unicef o qualsiasi organismo che si occupi di questo. Se fosse interessato può procurare le case che ospitano le vittime di questi abusi.
      Non credo che lo farà mai lei preferisce ignorare la realtà (le fa paura) e inventarsi un mondo che non esiste fondato su concetti e valori che lei non sa neanche spiegare.
      Per lei non ha volre quindi che per mihliaia di anni il padre avesse diritto di vita e di morte sui figli. O forse per lei questa è una cosa positiva. Le ho chiesto di farmi un esempio di un periodo storico nel quale secondo i "suoi valori" (le virgolette sono obblicatorie visto che lei non li sa spiegare) La società era "sana" e lei è riuscito solo a chiamarmi di provocatore. Devo dedurre che le sue sono proprio solo fantasie, cose che lei si inventa per giustificare valori che non sa nemmeno spiegare! E se invece fossi proprio un nomade che vive nella foresta cosa cambierebbe?

    1. BrunoWald 7 settembre 2026

      "In una società sana, il bambino occupa una posizione quasi sacra".

      Infatti la nostra non é una societá sana, ma un manicomio pervaso da pulsioni autodistruttive e popolato da invasati, come le gorgoni che difendono queste assassine psicotiche: ho sentito una di esse affermare senza vergogna di sentire empatia per le donne che uccidono i proprio figli. Del resto, non c'é di che stupirsi quando la macellazione di milioni di infanti viene spacciata come un diritto civile.

      É chiaro che tutto questo non é spontaneo né casuale, é stato provocato intenzionalmente dalle forze che ci vogliono distruggere, ma la malvagitá dei burattinai non assolve i burattini.

      Come scrive l'Autore, viviamo in un mondo che divora se stesso.

    2. akel 8 settembre 2026

      Nell’antica grecia la relazione sessuale tra adulto e adolescente (senza limitazioni di genere) non solo era considerata normale ma era parte fondamentale del processo esducativo, e per esempio il padre aveva diritto di mettere a morte il neonato solo perchè al momento della sua presentazione in famiglia appariva un ragno, o un serpente.
      Invece nell’impero romano la relazione affettiva tra adulto e adolescente era moralmente accettata quando l’adolescente era schiavo, e il potere assoluto di vita e morte che il padre aveva sopra i figli era motivo do orgoglio. In tutte, proprio tutte, le società antiche con struttura familiare patriarcale il padre aveva diritto di vita e morte sui figli. È questo che lei intende per "sano": il diritto del padre di uccidere i figli?
      Oltrettutto l’isolamento geografico e le condizioni abitative della maggior parte della popolazione hanno fatto dell’incesto una pratica estremamente diffusa per moltissimi secoli.
      Mi potrebbe spiegare quando nella storia, concretamente, “il bambino occupa una posizione quasi sacra”. Sarebbe estremamente istruttivo se lei mostrasse realmente «una società sana»: sarebbe un esempio da seguire. O le sue sono solo fantasie?

    3. BrunoWald 9 settembre 2026

      "È questo che lei intende per "sano": il diritto del padre di uccidere i figli?"

      No. questo è solo quello che intende un provocatore come te.

      In ogni caso, prima di poterti permettere il lusso di interrogare gli altri, dovresti rispondere tu a un paio di domande che ti sono state fatte, e sulle quali hai convenientemente glissato:

      1) poichè sostieni che la violenza sessuale sui minori avviene prevalentemente in famiglia, sai dirci quanti casi del genere si sono verificati nei circa 26 milioni di famiglie italiane? E potresti gentilmente indicare le fonti?

      2) poichè la civiltà occidentale ti fa tanto schifo, a differenza delle società nomadi di cacciatori e raccoglitori, sapresti spiegarci perché non te ne vai a vivere presso qualche tribù di Ashaninka o Shipibo della selva amazzonica, o dove più ti piaccia, invece di insistere a scassare i marroni a noi usando tecnologia occidentale?

      Grazie per il cortese riscontro.

    4. akel 9 settembre 2026

      I suoi continui riferimenti a «26 milioni di familie italiane» mi fanno sorgere il dubbio (altrimenti perché lei ne parla sempre?) che lei non abbia capito quello che io scrivo.
      Io sempre scrivo che «LA MAGGIOR PARTE DEGLI ABUSI SUI MINORI AVVIENE IN FAMIGLIA» (e di questo lei avrà conferma ovunque si tratti di questa piaga) ma non dico (come invece sembra “capire” lei) che «NELLA MAGGIOR PARTE DELLE FAMIGLIE AVVENGONO ABUSI».
      Cerchi di apprezzare oltre alla «sostanza» di un testo anche quello che c’è scritto (e taciuto) nel testo.

    5. akel 9 settembre 2026

      Esatto la maggior parte degli abusi sessuali sui bambini avviene in ambito familiare. Può procurare il ministero degli interni italiano, l'unicef o qualsiasi organismo che si occupi di questo. Se fosse interessato può procurare le case che ospitano le vittime di questi abusi.
      Non credo che lo farà mai lei preferisce ignorare la realtà (le fa paura) e inventarsi un mondo che non esiste fondato su concetti e valori che lei non sa neanche spiegare.
      Per lei non ha volre quindi che per mihliaia di anni il padre avesse diritto di vita e di morte sui figli. O forse per lei questa è una cosa positiva. Le ho chiesto di farmi un esempio di un periodo storico nel quale secondo i "suoi valori" (le virgolette sono obblicatorie visto che lei non li sa spiegare) La società era "sana" e lei è riuscito solo a chiamarmi di provocatore. Devo dedurre che le sue sono proprio solo fantasie, cose che lei si inventa per giustificare valori che non sa nemmeno spiegare! E se invece fossi proprio un nomade che vive nella foresta cosa cambierebbe?

    6. BrunoWald 10 settembre 2026

      Se davvero tu vivessi nella foresta, presso qualche comunità nativa, devo presumere che saresti una persona felice che non sente il bisogno compulsivo di sfogare il proprio malessere facendo prediche e provocando polemiche in giro per la rete. Dubito, in ogni caso, che i nativi amazzonici siano collegati a internet e trascorrano il tempo sul cellulare.

    1. akel 7 settembre 2026

      Nei miti fondatori della «civiltà occidentale» la famiglia è sempre descritta come uno spazio di conflitti spesso risolti in maniera violenta: padri che mangiano i figli, madri che alleate ai figli combattono il potere del marito, fratelli che si odiano, madri che uccidono i figli… Per non parlare della pedofilia!
      Quindi se accettiamo la tesi dell’autore – «In una società sana, il bambino occupa una posizione quasi sacra…» – siamo costretti ad ammettere che la «civiltà occidentale» nasce già profondamente e irrimediabilmente malata.

    2. GioCo 7 settembre 2026

      Quale famiglia ?
      Quella cattolica ? Mi sorprenderebbe il contrario, d'altronde del resto della famglie del globo ne ha fatto brandelli perché è ontologicamente incapace di accettare un etica che non sia la sua (il paragone d'altronde è impietoso persino con gli esempi più discutibili, tipo atollo di tonga) e poi sguinzaglia i suoi Servi che moraleggiano, giudicano e imbrattano stupidate su chilotoni di testi autoincensati (ma quanto me la canto e me la suono bene) come non ci fosse un domani e per dimostrare il "peccato di stare al mondo" e il fatto che "l'uomo è una merda". Cioè quello della famiglia violenta in questo caso. Ma si sa, lo ribadiscono fino al rincoglionimento perché ti amano, alla Epstein ma ti amano.
      Io ho vissuto dentro e fuori centinaia di famiglie di ogni tipo, persino omosessuali. Ne avessi trovate di violente ! Ci, sono, ci sono anche le teste di c...o, perché non le famiglie violente, ma io ho trovato in assoluta maggioranza gente meravigliosa che si dannava per il bene dei cari e voleva il loro bene e continuo a trovare quelle. Poi certo, stiamo virando decisi verso un modo più apatico, violento e menefreghista di prima. Stiamo anche cancellando sistematicamente la memoria storica di cosa eravamo, casomai ci accorgessimo di come siamo stati indottrinati a PENSARE il meglio per FARE il peggio da quelli che la morale non si stancano mai di farcela. Proprio con commenti ripetuti a mantra come questo, distaccati dalla realtà che si vive. Ma questo dipende dalla disperazione crescente di un Padrone che si vede scivolare ogni santo secondo dalle dita la sua influenza morale, indipendentente dai suoi piani. Non sarebbe invece ora di guardare alla nostra esperienza empirica e lasciare perdere testi ed esperti ? Dopo il covid, non sarebbe ora ?

    1. GioCo 7 settembre 2026

      E' difficile capire che questo è il frutto intenzionale di una precisa manipolazione. Intendo proprio studiata apposta per ottenere questo preciso risultato.
      Per "tu sai chi" avere ottenuto la resa incondizionata della protezione naturale materna e aver creato una psico-patologia in grado di invertirne le esigenze biologiche più ataviche è come aver vinto un premio al lotto. Non solo ottengono bambini sacrificabili, ma addirittura madri compiacenti che nemmeno condividono la loro fede: rimangono "minus quam merdam" e servi di un pensiero aberrante, pur convinti che "va tutto bene", esattamente come i fedeli che bruciavano vivi simili ritenuti "necessitanti di purificazione dell'anima" perché toccati dal demonio.
      Solo che i termini sono rovesciati ed è come se adesso fossero i condannati nell'animo a guardare tutti gli altri dall'alto in basso. In alcuni casi (rari ma non assenti) si arriva al grottesco che sono loro stessi a implorare di venire giustiziati in un mondo distorto che li elegge a "eroi". Ma con un Padrone come il nostro, cosa pretendiamo d'altro ?

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