UN’ “ONDA” DI DECEREBRATI

UN’ “ONDA” DI DECEREBRATI

DI GIOVANNI PETROSILLO

ripensaremarx.splinder.com

Non si può che essere disgustati dagli attacchi e dalle dichiarazioni di fuoco lanciate da quasi tutto
l’arco politico nostrano in opposizione alla visita di Gheddafi in Italia. Si è formato un unico fronte
di cani democratici impulciati da tutte le fandonie del politically correct, difensori integerrimi dei
diritti umani e delle libere elezioni solo quando si tratta di paesi non perfettamente allineati e non
molto graditi all’establishment mondiale a guida USA. Dal Pd agli ex AN è stato un solo coro di
sdegno per aver accolto il leader libico con tutti gli onori di Stato, mentre, per una volta, dobbiamo
dare atto all’ufficio politico del PDCI (che ha parlato per bocca di Paola Pelligrini) di aver detto
cose sacrosante:

"Una canea indecorosa si è scatenata su giornali e televisioni contro la visita del
premier libico Gheddafi: il suo omaggio alla leggendaria figura di Omar Al Muktar, eroe della
resistenza anticoloniale contro l’attacco fascista alla Libia, è diventato per alcuni giornali il
ricordo di un “antiitaliano"! Una vergogna inaudita per il nostro Paese di fronte ad un ospite che
oggi chiede all’Italia il riconoscimento delle sue responsabilità storiche. In questo quadro diventa
grottesca la posizione del PD, che, rifiutandosi di accoglierlo nell'aula del Senato, ha non solo
contribuito al clima di attacco a Gheddafi, ma si è addirittura dimenticato che la politica di dialogo
con la Libia e con Gheddafi è stata avviata dai governi di centrosinistra, e cioè da Prodi e
D’Alema".



I servi sciocchi proni agli USA e a Israele hanno persino impedito che Gheddafi parlasse in Senato,
temevano che quell’aula di fannulloni e di incapaci fosse dileggiata dalle parole di un Ospite
antidemocratico.

Davvero indecorose sono state poi le manifestazioni di protesta degli studenti dell’Onda, una vera
orda di imbecilli che si muove come un gregge di pecoroni. E dire che Gheddafi era sceso
dall’aereo accompagnato dall’ultimo erede del Leone del Deserto, eroe anticolonialista del quale il
leader libico sfoggiava pure una foto che lo ritraeva incatenato come un animale mentre veniva
condotto al patibolo dagli italiani “brava gente”.

Uno di questi studenti con il cervello disimpegnato dall’intelligenza, nell’aula magna della
Sapienza, si è alzato per chiedere a Gheddafi quando consentirà libere elezioni democratiche.
Adesso siamo pure tornati al feticcio della democrazia “pura”, quella alla Kautsky contro la quale
Lenin si scagliò decisamente denunciandone la natura ingannatoria e fittizia. Gli studenti vogliono
le libere elezioni e la democrazia senza alcun mutamento nei rapporti sociali e senza mettere in
discussione “ l'apparato del potere statale”, quell’egemonia corazzata di coercizione che blinda la
divisione tra dominanti e dominati. Non a caso Lenin ribadiva che i dominanti si compiacciono
di definire "libere", "eguali", "democratiche", "universali" le elezioni effettuate in queste
condizioni, poiché tali parole servono a nascondere la verità, servono a occultare il fatto che la
proprietà dei mezzi di produzione e il potere politico rimangono nelle mani degli sfruttatori e che è
quindi impossibile parlare di effettiva libertà, di effettiva eguaglianza per gli sfruttati, cioè per la
stragrande maggioranza della popolazione. Per la borghesia è vantaggioso e necessario
nascondere al popolo il carattere borghese della democrazia attuale, presentare questa democrazia
come una democrazia in generale o come una "democrazia pura", e gli Scheidemann, nonché i
Kautsky, ripetendo queste cose, abbandonano di fatto le posizioni del proletariato e si schierano
con la borghesia
. Certo il capitalismo odierno non è più borghese ma la sostanza della divisione
tra decisori e non decisori, tra chi si appropria del pluslavoro e chi ne è defraudato non è mutata in
nulla.




Nello stesso senso vanno attualizzate queste altre asserzioni di Lenin tratte da Democrazia e
Dittatura: Parlare di democrazia pura, di democrazia in generale, di uguaglianza, libertà,
universalità, mentre gli operai e tutti i lavoratori vengono affamati, spogliati, condotti alla rovina e
all'esaurimento non solo dalla schiavitù salariata capitalistica, ma anche da quattro anni di una
guerra di rapina, mentre i capitalisti e gli speculatori continuano a detenere la "proprietà" estorta
e l'apparato "già pronto" del potere statale, significa prendersi gioco dei lavoratori e degli
sfruttati. Significa rompere bruscamente con le verità fondamentali del marxismo, il quale ha detto
agli operai: voi dovete utilizzare la democrazia borghese come un immenso progresso storico
rispetto al feudalesimo, ma non dovete nemmeno per un istante dimenticare il carattere borghese di
questa "democrazia", la sua natura storicamente condizionata e limitata, non dovere condividere la
"fede superstiziosa" nello "Stato", non dovete scordare che lo Stato, persino nella repubblica più
democratica, e non soltanto in regime monarchico, è soltanto una macchina di oppressione di una
classe su di un'altra classe
. Ma ancora Lenin, questa volta da Stato e Rivoluzione: La società
capitalistica, considerata nelle sue condizioni di sviluppo più favorevoli, ci offre nella repubblica
democratica una democrazia più o meno completa. Ma questa democrazia è sempre compressa nel
ristretto quadro dello sfruttamento capitalistico, e rimane sempre, in fondo, una democrazia per la
minoranza… Del resto, lo vediamo nelle nostre società occidentali quanto valgono democrazia
e le libere elezioni, appuntamenti rituali e senza più alcun senso nei quali siamo chiamati a scegliere
chi ci s-governerà meglio senza possibilità di cambiamenti radicali. Già Marx aveva criticato tutti
quelli che, anche nel movimento operaio, si facevano stoltamente attirare dalle infauste sirene delle
libere elezioni democratiche tramite le quali:“agli oppressi è permesso di decidere, una volta ogni
qualche anno, quale fra i rappresentanti della classe dominante li rappresenterà e li opprimerà in
Parlamento!”.


Ed invece questi studenti senza cervello hanno chiesto le dimissioni del Rettore della Sapienza
reo di aver concesso l’auditorio a Gheddafi. E non importa se costui ha usato il suo tempo per
denunciare le sofferenze inferte dal colonialismo italiano al suo popolo, non importa se si è detto
vicino alla gente palestinese che viene sistematicamente angariata e assassinata dai sionisti. Che
gliene frega agli studenti, loro vogliono libere elezioni e un altro mondo immaginario per non fare i
conti con quello reale. Farabutti e miserabili, le vostre dimissioni da studenti dovremmo chiedere!
Giusto di passaggio vorrei ricordare quanto importanti siano per il nostro Paese gli accordi
siglati con la Libia.



Come detto da Carlo Jean, in un articolo apparso sul Messaggero di ieri, una
Libia stabile è fondamentale per l’Italia, tanto per ragioni politiche che economiche: “Importiamo
da essa il 25% del nostro petrolio e poco meno del 10% del gas. La Libia dispone di grandi risorse
energetiche non completamente sfruttate per le sanzioni alle quali è stata sottoposta. Le nuove
tecnologie aumenteranno la sua produzione. Ad esempio quella di petrolio – che oggi è poco più di
2 milioni di barili/giorno – supererà i 3 milioni nel 2015. l’Italia è il primo partner commerciale
della Libia, seguita dalla Germania e dal Regno Unito. Se le aspettative riposte nel Trattato
dovessero avverarsi, la nostra posizione dovrebbe ancora migliorare. Ma vi è un altro settore per il
quale la Libia è molto importante per l’Italia. E’ quello degli investimenti del fondo sovrano libico,
che ammonta a 60-100 mld di dollari…la Libia è già presente in Eni e Unicredit. Sono allo studio
investimenti in Telecom Italia. Potrebbe intervenire anche nella realizzazione delle grandi
infrastrutture previste in Italia…”.
Non ho altro da dire.

Giovanni Petrosillo

Fonte: http://ripensaremarx.splinder.com/

Link: http://files.splinder.com/a541761f56228ab2c339d7c872d5755d.pdf

12.06.2009


VEDI ANCHE; GHEDDAFI. QUANDO L' OSPITE E’ UN BEDUINO

Commenti (51)

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    1. myone 12 giugno 2009

      Che gli abbiano chiuso le porte al senato, era il minimo,

      ma questo dovrebbero farlo pure al resto dei potenti sopra di lui.

      Le porte a onor di cronaca, dovrebbero essere chiuse parecchi giorni pure ai senatori italiani.


      Un biduino, forse nel vero senso della parola, politicamente parlando,

      solo perche' traffica euro al di fuori della sua indifferenza, e sul suo tornaconto,

      non merita propio un' importanza politica, culturale, e di immagine, da portarlo sull' altare della patria italiana.



      Lascio per l' occasione il pensare che l' ufficialita' e i rapporti diplomatici ed economici, la facciano da padrona,

      auspicando cose migliori, auguri e ottimismi,

      ma quando il tutto si svolge sulla faccia e sul reale di questi personaggi,

      sopratutto con le solite nenie di investire per il futuro, quando il futuro in questi sensi e' a rotoli, in ogni senso,

      allora si, che e' una vera e propia pagliacciata, non solo nel costume, ma nel modo, cosi ipocrita e opportunista,

      che alla fine, e' sempre quello che si usa, quando sotto il tappeto, ci sono vere e propie discariche mai reciclate.

    1. myone 12 giugno 2009

      Quando il passato ritorna, cosi sfacciatamente, ci fa leccare il sedere a chi e' di turno.

      Ma si usa cosi oggi.

      $ ebeti di italiani fanno i colonialisti a suon di bombe a giro per l' africa.

      Dice bene sotto , io non c'ero e non pago per allora.

      Gli altri ritornano, e fanno risorgere i morti, e cosi incalzano fior di euro,

      in cui dobbiamo sentirci obbligati, a tal punto, che gli diamo pure le motonavi per non far passare clandestini a iosa.

      Diciamo che dobbiamo stare sotto come codardi, perche' il petrolio e il gas ci servono,

      ma quando gheddafi parla di poverta' nel suo paese, e che ha bisogno di investimenti,

      il gas e l petrolio, dovrebbe di diritto venderlo, almeno per dare bricciole alla sua gente.

      Poi si sa', LUI o non loro, investono in italia, e l'italia che investe da loro,

      trova soldi per fare gli affari dei politici e gli affari del clan gheddafi,

      che si intruffola pure in compropieta' italiane.

      Fra acattoni interessati e che guadagnano, non bisogna tirarne fuori nemmeno uno.



      La beffa, dopo il danno nostro el' interesse loro, e' che,

      ancora una volta, ufficialmente, siamo cattolici e senza spina dorsale,

      sentendoci di dover dire scusa a suon di euro, a chi, se abbassasse le armi in patria,

      la forca di molti, gli sarebbe misurata di sicuro.


      Non ce n'e' nessuno da tirar fuori.

      Piu' predicano e piu' sono mani in pasta,

      piu' fanno sentire le colpe altrui, e piu' trovano l' osso mollo, che gli viene concesso,

      se non altro, perche' in molti attingeranno ad interessi cospiqui.


      Che siano questi accordi commerciali, che fanno tenere i leoni e i coglioni buoni,e' sicuro,

      in quanto a coscenza e ragione e intelligenza e democrazia,

      se lo scordino di certo.



      Poi diciamolo chiaramente, criticare e dire su gheddafi, e' alla fine, solo la porzione che gli aspetta,

      assieme ai nostri, agli altri, di tutto il mondo.

    1. afragola 12 giugno 2009

      cerco onda per solidarieta' per gli indios peruviani ..do' sta' l'onda?
      la solidarieta' non si fa' ad intermittenza ..fuori i cosidetti se no si fa' la fine di Casarini che applaudiva scioccamente ai "colorati dell' OPTPOR" serba .....Azz ragazzini sveglia e non mischiatevi con i radicalsionisti alla Pannella e madama Bonino

    1. radisol 12 giugno 2009

      Gheddafi ha ragione da vendere quando ricorda l’infamia e la ferocia del colonialismo italiano, quello "liberale" prima e poi quello fascista ....
      Ma francamente non mi sembra tanto credibile quando si atteggia a "campione del riscatto della popolazione africana" uno che mitraglia in subappalto del Berluska le barche di poveri e disperati migranti africani ...
      Questo è quello che l’Onda giustamente gli contestava ieri all’Università di Roma ...

    1. radisol 12 giugno 2009

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      La vice responsabile per il Lazio dell'Italia dei Diritti: "E' un'iniziativa vergognosa e non trasparente" .
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      StabiaChannel.it

      ---------------------------------------------------------------------------------

      Cinquanta euro a testa per riempire l'Aula Magna della Sapienza in occasione del discorso di Gheddafi. È quanto sarebbe stato offerto ieri a diversi studenti romani di Roma Tre, in cambio della loro presenza in un'aula semivuota che avrebbe fatto sfigurare l'Italia di fronte al leader libico.
      L'annuncio, apparso su facebook in settimana, invitava gli studenti a partecipare ad un discorso di quaranta minuti nell'Ateneo romano e dava agli interessati un appuntamento per il giorno seguente per ritirare il compenso annunciato.
      I numerosi giovani che hanno risposto all'annuncio sono poi stati informati che si trattava del discorso del contestato colonnello Gheddafi.
      "E' una cosa vergognosa, è necessario indagare su chi sia stato l'organizzatore e il promotore di questa oscenità e da dove siano usciti questi soldi" ha dichiarato Anna Nieddu, vice responsabile per il Lazio dell' Italia dei Diritti.
      "Non bisogna lasciar correre una cosa del genere - continua l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - e si deve fare in modo che la notizia sia diffusa e denunciata attraverso i forum, i social network e gli altri mezzi di informazione. Alla base di questi comportamenti troppo spesso c'è una mancanza di etica politica che andrebbe bloccata e in qualche modo sanzionata dalle autorità competenti".

    1. Affus 12 giugno 2009

      La penso in tutto e per tutto come Gabriele Adinolfi ma anche come Lenin circa la menzogna "democrazia" citata da Petrosillo .
      La democrazia è l'altra faccia della massoneria , una massoneria non di tessere e di circoli segreti ma di pensiero e di lobby economiche anglosionyankee .
      Come noi ci siamo venduti con i cattocomunisti al potere della finanza inglese americana , cosi renato zero si è venuto a svendere alla finanza berlusconiana che con una statuina e una stretta di mano stava facendo man bassa dei petrodollari della libia !
      Ma il gioco si sta facendo duro perchè sia ebrei e sia americani e inglesi hanno capito che c'è un patto segreto berlusconi-putin- gheddafi contro il loro oleodotto in asia . E tenete presente che gli americani hanno il loro uomo nel governo (frattini ), che fara di tutto per far saltare ogni accordo e riferire agli americani quello che succede nella stanza dei bottoni .

    1. castigo 12 giugno 2009

      buran:

      Mani sporche di sangue, ruberie, tutti discorsi senza un minimo di fondamento o di prova, così tanto per dire.

      certo, certo, il povero colonnello è un governante illuminato, non ha mai ammazzato nessuno e non si è mai appropriato di denaro non suo.....

      dì la verità, quella roba che hai fumato era DAVVERO buona, sì??

      Gheddafi , come dice Del Boca, è nato beduino e rimane orgogliosamente un beduino, è questo che da noia.

      ma secondo te a me, me ne frega qualcosa se è orgoglioso di essere beduino??

      l'importante è che non mi venga a spacciare la solita favoletta dell'italiano colonizzatoreoccidentalecattivo, perchè il sottoscritto si fa il culo 8 ore al giorno e l'unica cosa che ha colonizzato è la tazza del cesso..... finché i nostri padroni me la lasciano usare, ovviamente.

      E poi, secondo te, chi si doveva "appropriare" della memoria dei resistenti libici se non il governo libico?

      hemmmm.... il "governo libico"????

      oibò, e da quando in libia hanno un "governo"??

      Mi sembra che abbia fatto il proprio dovere, se a distanza di settant' anni Al Mouktiar non viene dimenticato.

      bene, sono contento per lui se non è stato dimenticato.

      dormirò sonni più tranquilli.

      Piuttosto sono gli italiani che si dimenticano dei propri resistenti.

      e meno male, così la finiamo una buona volta e voltiamo pagina.

    1. Karl 12 giugno 2009

      Bravo, Giovanni.
      Finalmente qualcuno che sa quello che dice e che lo dice
      bene.

    1. buran 12 giugno 2009

      Gheddafi ha salvato le chiappe grazie al fatto che il bombardamento l'avevano messo in conto. Casomai qualcuno l'ha avvertito dell'imminente attacco al suo aereo nella vicenda di Ustica, ma questa è un'altra storia. In ogni caso non è una questione personale tra Gheddafi e qualcun altro, ma tra la Libia e l'Italia. Le aziende italiane sono ben contente dell'ingresso di capitali freschi, non solo l'ENI (che comunque in Libia ha sempre avuto il disco verde), ma anche Telecom e altre. Quanto a Lockerbie, così come per l'attentato a La Belle, la Libia ha sempre negato, e il risarcimento è stato un ricatto accettato per far cessare l'embargo.

    1. buran 12 giugno 2009

      Mani sporche di sangue, ruberie, tutti discorsi senza un minimo di fondamento o di prova, così tanto per dire. Gheddafi , come dice Del Boca, è nato beduino e rimane orgogliosamente un beduino, è questo che da noia. E poi, secondo te, chi si doveva "appropriare" della memoria dei resistenti libici se non il governo libico? Mi sembra che abbia fatto il proprio dovere, se a distanza di settant' anni Al Mouktiar non viene dimenticato. Piuttosto sono gli italiani che si dimenticano dei propri resistenti.

    1. castigo 12 giugno 2009

      ario:

      Cazzone,

      signor conte.....

      la Libia era colonia italiana molto prima del ventennio.C'entri perchè sei italiano.

      quindi??

      ti ricordo che la responsabilità penale è personale, almeno in tutti gli ordinamenti giuridici evoluti, quindi farebbero meglio a processare e condannare i colpevoli (se li trovano ancora) piuttosto che rompere i coglioni a me che al tempo non ero nemmeno nato e che, pertanto, NON HO RESPONSABILITÀ DI ALCUN GENERE PER LE PORCATE CHE CI HANNO FATTO!!

    1. Tao 12 giugno 2009

      QUANTO SI' BELLO

      DI GABRIELE ADINOLFI

      noreporter.org

      Tra mascherate e sarabande la visita del patron libico a Roma sullo sfondo di un conflitto angloitaliano

      Un buffo personaggio che sembra il figlio di Renato Zero e Peppino di Capri è giunto in Italia improvvisando una performance da baraccone, con tanto di foto appesa al collo.



      L'uomo, che ci dicono si creda il capo di stato libico, è venuto a Roma a definire la vendita del suo paese, nostra ex colonia, ai capitali nostrani.

      L'acquisto, mascherato sotto la voce “Riparazioni” è fruttuoso per noi. In primo luogo ci ha già permesso di avere dall'altra sponda del Mediterraneo un partner che vigila per ridurre le ondate di clandestini e che ci permette anche di rimandarglieli indietro. Questo innervosisce tutti coloro che sul traffico di schiavi mangiano a piene ganasce, in primis le associazioni “umanitarie” cattocomuniste. Nel pacchetto vendita , come ha esplicitamente affermato, Gheddafi ha inserito anche l'assoluta priorità italiana, se non addirittura l'esclusiva, nell'utilizzo delle risorse del governatorato libico. E non è finita. C'è soprattutto la ricostruzione della terra di cui è ras da quarant'anni, e che praticamente è all'abbandono, che vedrà occupate le ditte italiane.



      Qui Peppafi Zero è stato chiaro: “il popolo libico ha fatto la rivoluzione contro il colonialismo, ma anche contro la corruzione. Sotto questo aspetto siamo molto sensibili". Molto sensibili? Molto QUANTO, signor governatore?

      Questa è la domanda giusta, l'unica che ha un senso porsi, senza coinvolgerci nella sarabanda di questi giorni, con tanto di "Onda " (sì e no una leggerissima increspatura) che accusa il signore in questione di essere “fascista”. Con tanto di opposizioni che si scandalizzano per la presenza di uno che finché ci minacciava di guerra – ma pagava la Fiat – andava bene ma ora che ci fa da cuscinetto rispetto alle invasioni dal mare diventa cattivissimo. Una sarabanda con tanto di alti toni antitaliani e anticolonialisti adoperati non ad uso nostro ma interno e rivolto anche all'intero mondo arabo. Dello stile: mi sono venduto ma salvo la faccia.

      Sullo sfondo di queste pagliacciate di serio c'è soltanto il fatto che la Libia è stata comprata dall'Italia e che l'Inghilterra, che perde colpi nel Mediterraneo, è furiosa. Per questo Murdoch è venuto allo scoperto attaccandoci proprio in questi giorni.



      E questa è l'unica nota importante, e preoccupante, del momento. Quando l'Italia agisce sul Mediterraneo, sotto qualsiasi forma, Londra suscita destabilizzazione, terrorismo e guerre civili. Sono centocinquant'anni che va così. E' di questo che dovremmo preoccuparci o perlomeno occuparci. Il resto è patetica messinscena da avanspettacolo.



      Gabriele Adinolfi

      Fonte: www.noreporter.org

      Link: http://www.noreporter.org/index.php?option=com_content&view=article&id=12734:quanto-si-bello&catid=7:alterview&Itemid=13

      12.06.2009

    1. Enrico 12 giugno 2009

      "a volte l'onda è lunga, come si vede dai commenti."

      Quoto in pieno.

    1. ario 12 giugno 2009

      Cazzone, la Libia era colonia italiana molto prima del ventennio.C'entri perchè sei italiano.

    1. adriano_53 12 giugno 2009

      a volte l'onda è lunga, come si vede dai commenti.

    1. tersite 12 giugno 2009

      E' vero che noi lezioni di democrazia non possiamo proprio darne....E' ...ancora più vero che li abbiamo COLON izzati e continuiamo a sfruttarli, ma a me risulta che il sedicente colonnello sia stato sempre dalla parte di chi stritola il suo popolo, malgrado le dichiarazioni populiste che concede quando sente il fiato sul collo. E lo scandalo mifobiali, non c'era lui? e Ustica ? Lampedusa?La tratta degli immigrati? Il figlio dopato in serie A . Come si fa a difendere un individuo simile?

    1. castigo 12 giugno 2009

      chiedo venia ma, come ho scritto, quando mi sento preso per il culo non ragiono molto.....

      pace??

    1. castigo 12 giugno 2009

      buran:

      Per quanto mi riguarda a un Gheddafi che ha le palle per venire a un incontro ufficiale in Italia con la foto dell' EROE Omar Al Mouktiar appuntata sul petto (ricordo che il film "il Leone del deserto" è ancora sotto censura, mai proiettato, mai trasmesso in Tv e mai doppiato), recando con sè il suo ultimo erede, non porto che il massimo rispetto.

      vero.

      ci vogliono le palle per mostrarsi come un difensore della resistenza libica, soprattutto per farlo come lo fa il colonnello: con le mani sporche del sangue dei suoi stessi connazionali.

      ma d'altronde è un po' come il nostro napolitano il quale, dopo aver giustificato a suo tempo l'invasione dell'ungheria, poco tempo fa si è recato come se niente fosse a commemorarne le vittime......

      potenza della realpolitik de noantri.

      Senza parlare della memoria di altri eroi anticolonialisti e antifascisti come Mohammed Fekini che spesero la vita per la dignità del proprio paese.

      e a te certo non disturba che una "persona" come il colonnello si sia appropriato della loro memoria per giustificare le sue ruberie.......

    1. voglioscrivere 12 giugno 2009

      Ti vorrei ricordare che il signor Gheddafi ha salvato le chiappe da quel bombardamento grazie a una provvidenziale chiamata del delinquente Craxi. Anche se è un delinquente è pur sempre un italiano e una cosa da nulla come "Ti salvo la vita" penso sia abbastanza per sdebitarsi. Inoltre ora gli abbiamo regalato una discreta vagonata di dollari, poi gli stiamo svendendo l'ENI, inoltre quando ha cacciato gli italiani dalla Libia si è (più o meno giustamente) tenuto tutti i loro averi.
      Insomma io non ho colpe per l'invasione italiana in Libia. Ovviamente è stato un atto sbagliato, ma non posso pagarlo io ad anni di distanza. Invece lo stiamo pagando a carissimo prezzo, per di più lo pago a un dittatore che infila gente in delle specie di lager (e la loro unica colpa è fuggire dalla guerra e dalla fame). Poi non ha assolutamente collaborato per le indagini sulla strage di Lockerbie, ha lanciato un missile pacifico in Sicilia e potrei continuare così per molto.
      Gheddafi è proprio una brava persona da accogliere a braccia aperte.

    1. tuzmar 12 giugno 2009

      C'è un qui quo qua, lungi da me citare l'IDV come esempio di coerenza politica, e in generale come esempio, volevo solo dare una informazione completa, siccome la stessa domanda era stata fatta ad entrambi gli ospiti, ho citato la risposta di entrambi.

      Hai fatto bene ha scrivere quanto sopra...a scanso di equivoci, visto che la gente non sa più a che santo votarsi prima.

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