Polvere di stelle

Polvere di stelle

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Dopo la solenne mazzolata alle europee, grida d'allarme e pianti isterici si sono levati sui social, per l'emorragia colossale di consensi fuoriuscita dal M5S, mentre opinionisti di ogni genere sono subito corsi ad analizzare motivi e cause di una tale clamorosa débacle. Probabilmente, dato lo scarso coinvolgimento suscitato in genere dalle elezioni europee, una parte dell'elettorato potrebbe tornare alle politiche, comunque la leadership pentastellata non si è certo distinta per coerenza e rispetto delle fantomatiche promesse elettorali. Inoltre la vera causa della batosta consiste soprattutto nel fatto che il partito del né né non ha alcuna identità politica seria, nessuna 'rivoluzione più o meno gentile', ma una sola identità, quella del partito azienda.

Dentro il corso della modernità liquida del terzo millennio il M5S si è adattato perfettamente, con prepotente vitalità, ancorandosi alla storia politica italiana, come fa il camaleonte con il ramo con cui si mimetizza, invadendo il panorama politico con promesse mirabolanti, irrompendo sulle piattaforme social con slogan propagandistici sempre più ossessivi e circondandosi di una folla di followers guidati più da un fanatismo morboso che da un serio giudizio critico sull'operato concreto del loro partito di riferimento, osannato oltre ogni possibile dubbio, secondo pratiche fideistiche che ricordano più una sorta di scientology italiana, che un movimento democratico.

Facile cascare nel delirio collettivo provocato dalla genialità dell'esperimento di Gianroberto Casaleggio, però il M5S non è una forza politica nata dal basso, ma una semplice riproduzione della prima società di Casaleggio, la Webegg, gruppo per la consulenza delle aziende in Rete, controllata da I.T. Telecom Spa.

Esperimento cui Casaleggio ha lavorato alla fine degli anni Novanta, quando da amministratore delegato cominciò a testare nei forum intranet dell'azienda i meccanismi di formazione e produzione del consenso attraverso la propaganda virale.

Testi e regia dei Vday infatti, gli eventi antecedenti alla nascita del Movimento, erano in pratica decisi dalla Casaleggio. Grillo è stato l'uomo immagine, il frontman del consenso elettorale che poteva raccogliere e rilanciare la rabbia che saliva da più parti della società civile e incrementare il sentimento d'indignazione contro il sistema. In questa prima fase il MoV sosteneva alcune istanze che poi smentirà tutte: l'uscita dalla Nato, il rifiuto assoluto di comparire sulle tv, la decrescita felice, il plauso ad uno stile di vita francescano, un deciso sovranismo, una forte critica all'euro e all'Unione europea.

G.Casaleggio ha progettato attentamente la sua scalata al potere, tutelando con cura paranoica la fuga di notizie sulla sua storia professionale, anche se ai più attenti molte cose non erano sfuggite.

Lo stesso Gianroberto teorizzava spesso sul potere degli 'influencers', i piazzisti di prodotti sul mercato, o fake persuaders, coloro che orientano il consenso degli utenti, creando e dirottando correnti di pensiero per finalità di marketing, anche politico. La persuasione funziona perfettamente quando è invisibile, e il marketing più efficace è quello che s'insinua subdolamente nella nostra coscienza, attraverso un processo di propagazione virale riprodotta sui social, simulando magnificamente l'autonomia delle nostre opinioni, che in realtà sono di altri.

Il guru del web riuscì ad incastrare Grillo nell'avventura politica che si stava aprendo nel 2005, e con l'apertura del blog di Grillo cominciò la traversata nel deserto del nuovo partito populista. Tutta la comunicazione veniva studiata sistematicamente da Casaleggio, e Grillo serviva da amplificatore seducente e accattivante dei depistaggi ideologici, veri o presunti, della nuova creatura politica.

Il blog fu subito ispiratore di liste civiche e di meetup territoriali, cui le persone partecipavano con grande entusiasmo, sentendosi protagonisti, esponenti preziosi del MoV, in realtà venivano spesso ignorati dai vertici, a meno che rispondessero ai canoni elettorali che facevano loro comodo, giovani, fotogenici, malleabili, succubi e dotati molto più di soft skills che di hard skills, più attitudini che competenze. Una volta eletti, una 'squadra di esperti' li avrebbero guidati nelle proposte e nei dibattiti politici.

L'ipnosi collettiva scatenò effetti immediati, eliminò la sensazione d'impotenza, perché era taumaturgico gridare un “vaffa” verso i decrepiti e corrotti politici della casta, e illuse sulla possibilità di un riscatto, che poteva trovarsi finalmente a portata di mano. Il sogno si sa è sempre più forte del realismo, ed è la carica emozionale indispensabile per muovere le coscienze attraverso "parole guerriere".

Ma il riscatto non può arrivare, perché il MoV è una controrivoluzione, l'anarchismo interno in realtà è guidato dalla diarchia Casaleggio (oggi unico proprietario del simbolo e della società srl) e Di Maio, tutti gli altri stanno sotto. La selezione della classe dirigente è uno dei problemi seri, perché in Parlamento sono arrivate persone che non hanno mai letto la Costituzione, oppure diretti dipendenti, comprati a suon di promesse e di pretese.

"Descrivere il potere dei Casaleggio è come comporre un puzzle", dicono due ex collaboratori del MoV, Nicola Biondo e Marco Canestrari nel loro ultimo libro di recente pubblicazione "Il sistema Casaleggio"... "Ci sono migliaia di pezzettini: associazioni aperte e chiuse, avvocati, notai, relazioni, contatti, incontri, cene, convegni, partiti politici, aziende pubbliche e private. Frammenti di racconto che presi da soli non hanno un grande significato. Bisogna ricostruire e collegare i tasselli con pazienza, per capire come ciascuno sia parte di uno schema coerente. Il paravento dietro cui si nasconde questo inganno è l’asserita volontà di costruire un nuovo modello di democrazia, la «democrazia diretta», governata da un’applicazione web di pessima qualità chiamata Rousseau."

Per altro secondo Davide Casaleggio Rousseau dovrebbe sostituire i processi democratici esistenti oggi in Occidente: «il Parlamento diventerà superfluo» ha profetizzato in un’intervista del luglio 2018.

La scalata ai vertici del partito è avvenuta al momento della scomparsa di Gianroberto, quando il figlio Davide si è assicurato un ruolo assolutamente anomalo, non ha una carica politica eppure gestisce l'attività del MoV, come presidente dell’Associazione Rousseau, tesoriere e amministratore unico. Ma mentre Casaleggio ha il potere di governare i dati degli iscritti, le procedure di votazione dei candidati, le proposte da presentare in Parlamento, i soldi versati dai donatori e dai parlamentari (300 euro al mese, 6 milioni in 5 anni di legislatura, quindi soldi pubblici che vanno ad un’associazione privata), al contrario il movimento non può indicare i vertici, non può influenzare le decisioni, non può modificare le regole interne.

Il nuovo statuto del partito, datato 30 dicembre 2017 e scritto dall'avv. Luca Lanzalone (ora in carcere), blinda l’accordo tra l'Associazione e il partito. Gli strumenti informatici del MoVimento saranno forniti da Rousseau, per sempre, e il regolamento per le candidature quantifica la cifra di 300 euro al mese.

Ora da un po' di tempo si parla di una segreteria politica, di una rete territoriale, ma nulla lascia prevedere che il MoV possa trasformarsi in qualcosa di diverso rispetto ad uno strumento attraverso il quale i Casaleggio hanno concentrato nelle loro mani influenza e potere.

Dopo il voto sulla Diciotti poi si è capito che gli iscritti sono pronti a ratificare qualsiasi proposta, se pilotati nel modo giusto da video orientati al lavaggio di cervello. Anche oggi, nel dopo tracollo alle europee, a decidere è solo un piccolo direttorio di poche persone, Casaleggio, Di Maio, Bugani.

Il MoV si è presentato all'opinione pubblica italiana attraverso tre messaggi chiari: noi siamo il movimento della trasparenza, della legalità, della democrazia diretta. In realtà in questo non partito, un soggetto non eletto da nessuno, attraverso un’associazione privata di nome Rousseau, controlla la gestione e le attività di un MoV, in maniera unidirezionale.

Il conflitto di interessi, ambiguo e opaco, meriterebbe di essere messo a fuoco in modo netto: a quale titolo il capo di una srl impone a dei parlamentari eletti senza vincolo di mandato l’obbligo di essere sudditi di un’associazione privata?

E comunque spiega perfettamente il crollo del MoV alle europee, perché se il partito del né destra né sinistra ha potuto raccattare moltissimi voti alle ultime politiche, proprio grazie all'ambiguità del proprio messaggio poliedrico e multilaterale, poi però di fronte alle sfide di governo non riesce più a gestire il consenso.

Del MoV delle origini è rimasto solo un brand elettorale, svuotato di ogni energia progettuale di ampio respiro, adagiatosi costantemente su toni da political newsjacking perpetua, ostinatamente regolata su spot propagandistici di grande effetto, semplici, immediati, capaci di colpire l'immaginario collettivo.

Ma la rappresentanza politica di istanze democratiche dovrebbe essere un'altra cosa…

Rosanna Spadini

Fonte: https://comedonchisciotte.org/

Commenti (46)

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    1. Giulio Pelernei 20 settembre 2019

      Prima o poi i nodi vengono al pettine... 2005-2019... 14 anni perduti dietro un pifferaio che ha creato un futuro esercito di disillusi.
      Secondo me l'obiettivo vero era disilludere la generazione dei ventenni, ovvero coloro che hanno molta tensione ideale.

    1. giovanni 20 settembre 2019

      buon giorno Rosanna. voglio porre all'attenzione un ragionamento piuttosto semplice. anni ottanta, in italia vi era un malcontento rivolto verso la classe politica/dirigente, in particolare venivano rimproverati peccati di eccesso di assistenzialismo e clientelarismo. si sviluppò, nel ricco (ed evasore fiscale) nord la "lega nord" che incanalò il malcontento in un partito politico di dissenso verso la "partitocrazia".
      passa il tempo, passa tangentopoli, passano più governi tecnici (specializzati in demolizioni controllate!) e passa pure, inosservato, il dissenso della lega che va a sedersi proprio su quelle poltrone che voleva rovesciare.
      la politica in italia diventa fondamentalmente una incessante campagna elettorale: Berlusconi si, Berlusconi no (ed intanto tutto crolla). mentre tutto crolla lievita un dissenso che definirei trasversale, analogo al precedente, ma comune al povero sud ed all'impoverito nord, che viene questa volta incanalato dal mov!
      ora, sintesi:
      tanto la lega di bossi quanto il mov di Grillo (accettate queste semplificazioni) vengono costruite su una struttura identica (!) alla storicamente efficace struttura del pci, ed ambedue sono state usate sia per riportare il potere reale nelle mani che decisero la distruzione dell'italia (semplifichiamo in Britannia!?), sia, e forse soprattutto, per spiegare che sono meglio i vecchi partiti dei nuovi!

    1. MarioG 20 settembre 2019

      I 5s si sono trovati infine di fronte al nodo centrale della loro debolezza politica: la presunzione di sistemare la scassata situazione del Paese in virtù di una manciata di regolette fisse di (presunto) buon comportamento. La chiamerei una concezione formalistica dell'agire politico.
      L'onesta' come fine anziché come mezzo, regole puerili come il limite dei due mandati...
      La prima regoletta ha messo in crisi esistenziale il movimento davanti a un caso lampante come la Diciotti (qui anche sotto la influsso di subdoli e malevoli consiglieri come Travaglio...)! Su questo si sono consumati drammi anche sulle pagine di CDC! Da non credere.
      Gravissimo errore poi impostare l'ultima parte della campagna elettorale come la lotta degli onesti contro tutti: chiamare al voto in base al ben triste e canagliesco spauracchio (ormai dovremmo conoscerlo) della Nuova Tangentopoli!
      Se qualcosa di positivo c'e' nell'esito di questo voto per i 5 Stelle e' proprio che la gente non ha abboccato di nuovo alle sirene dei Travagli e dei Davigo sul pericolo Tangentopoli.
      (Spero che questo non venga frainteso come atto di fede nella generalizzata onesta' delle classi dirigenti...)
      La regola dei 2 mandati si rivela ormai a tutti gli effetti come la garanzia perpetua di una classe dirigente scadente (o peggio) per tutto il movimento. Magari Grillo pensava sinceramente al detestato Andreotti quando proponeva l'innovativa e salvifica regoletta... Di fatto ora appare piuttosto come una garanzia per i vertici 'sovrapolitici' del partito-azienda.
      Tralascio le altre ricettine nel solco di una (mitica) decrescita felice.
      Speriamo che crescano un po'.

    1. scimmia 20 settembre 2019

      l' errore che facciamo spesso è quello di credere che gli elettori leggano i blog o che si informino il minimo indispensabile.
      i 5s hanno vinto in passato con le stesse armi con le quali oggi ha stravinto Salvini: populismo e slogan.
      stessa sorte toccherà fra poco a Salvini quando dovrà disilludere i propri elettori (liquidi).
      @rosanna, ti ho sempre letta ed apprezzata ma trovo tardivo e quindi inutile questo articolo che, ben inteso condivido.

    1. Astrolabio 20 settembre 2019

      Dalla polvere di queste stelle Casaleggio tirera' fuori qualcos altro.Potrebbe essere anche peggiore.

    1. MarcBin 20 settembre 2019

      L'articolo è interessante, sarebbe stato carino scriverlo qualche mese fa.
      Ora è come sparare sulla croce rossa.

      Il discorso degli influencers e del marketing è interessante.
      Mi permetto di scrivere come, secondo la mia esperienza, agiscono queste dinamiche.
      Mi scuso fin da ora se il mio messaggio sarà troppo lungo.

      Il Marketing è alla base di qualsiasi comunicazione che abbia scopi a lungo termine.
      Il Marketing si basa sulle strategie militari.
      Una delle strategie militari di base è la pianificazione inversa, ovvero pianifico l'obiettivo madre dalla fine fino a giungere al punto di partenza attuale, così non lascio nulla al caso.
      Poi c'è la strategia conosciuta come diversivo, ovvero attacco l'obiettivo B per catalizzare verso l'obiettivo B l'attenzione del nemico, perché sono pronto ad attaccare l'obiettivo A, il fine reale.
      Dirigo l'energia del nemico verso B (diversivo) per veicolare la mia energia verso A.
      Dopo aver pianificato la strategia per attaccare ho bisogno di truppe, più ne ho e meglio è.
      Non è detto che le truppe debbano essere addestrate, dipende da che cosa voglio fargli fare per ciò che voglio ottenere.
      In questo caso le truppe siamo noi.
      Le truppe non devono conoscere la destinazione finale, occorre dare loro solo la direzione.
      Se si condivide la strategia dalla A alla Z con le truppe, la strategia potrebbe diventare rivolta.
      La direzione viene comunicata attraverso 2 dinamiche che si basano sulla riprova sociale.
      Dividiamo le due dinamiche in emisfero destro (1 - emozione) ed emisfero sinistro (2 - razionalità).
      1 - Un numero esiguo di persone influenti che determinano la direzione attraverso una comunicazione emozionale. Le emozioni sono alla base delle decisioni.
      2 - Un numero cospicuo di persone che seguono la stessa direzione. L'essere umano tende a seguire cosa fa il maggior numero di persone, sia per la paura antica di restare allo scoperto e sia perché il nostro cervello va a risparmio energetico.

      Più queste azioni vengono ripetute e più attraverso il tempo queste azioni diventano abitudinarie.
      Più passa il tempo e più è difficile per le persone mettere in discussione le azioni intraprese, perché occorrerebbe uno sforzo immane e grande equilibrio interiore per mettere in dubbio l'intelligenza ed il tempo investito nell'aver portato avanti queste azioni.
      E qui arriva, secondo la mia esperienza, l'aspetto più interessante.
      Che tipo di persone (truppe) occorrono per far si che si sentano coinvolte in queste dinamiche?
      Le persone più inclini all'emotività.
      Qui è bene lavorare usando parole come giustizia e onestà, parole che se non inserite in un contesto (valori interiori individuali/valori collettivi) sono solo un insieme di lettere.
      Chi è più incline all'emotività è più propenso a barattare la propria libertà (che implica anche impegno razionale) con una gabbia più ampia.
      Abbellire la gabbia non bastava più, occorreva ingrandirla.
      Attraverso lo sbandieramento ai 4 venti della libertà, la gabbia è stata trasformata in un recinto più ampio dei quali non si vedono i confini, quindi si crede, o meglio si vuole credere di essere liberi.
      Quando si è all'interno di una gabbia della quale non si vedono i confini, si crede di essere liberi e quindi, si è più facilmente controllabili.
      Come internet, che non è un mare, è un acquario gigantesco.
      Ed è qui che, sempre secondo la mia esperienza, arriva l'aspetto geniale.
      Chi crede di essere libero vuole difendere la propria libertà artificiale ed è disposto a distruggere chiunque voglia davvero liberarlo dal recinto, arrivando anche a distruggere (simbolicamente) la propria capacità di ragionare pur di restare nella propria zona di confort (recinto).
      E questi sono i sudditi migliori.
      Se vogliamo distruggere il recinto per liberare i sudditi, i sudditi sono disposti a distruggere noi per proteggere il recinto.
      Queste sono dinamiche antiche quanto il tempo.
      Dal mio punto di vista sono stati geniali, gli va dato l'onore della armi.
      La prossima volta cerchiamo di essere meno idioti, me per primo.

    1. jeanlucg 20 settembre 2019

      Resta l'unico progetto politico con chiari segni di rottura contro il sistema. Con tutti i difetti che ha. Dietro ci son solo lobbisti pro TAV e cemento. In odor di amicizia di mafia. Hanno tutt'ora la mia fiducia. Salvini è il nuovo Berlusca/Renzi.

    1. Camillo 20 settembre 2019

      Signora Rosanna, intenta ad abbandonare la nave che affonda? Non me lo sarei aspettato.
      Invece azzarderei qualche ipotesi sulla origine ed evoluzione del problema.
      Lei stessa scrive: "In questa prima fase il MoV sosteneva alcune istanze che poi smentirà tutte: l’uscita dalla Nato, il rifiuto assoluto di comparire sulle tv, la decrescita felice, il plauso ad uno stile di vita francescano, un deciso sovranismo, una forte critica all’euro e all’Unione europea."

      Ecco le istanze, tutte o alcune, sentite dalla popolazione ed abbandonate; per calcolo politico? (sbagliato per altro)
      Sicuramente un sovranista, oggi, preferisce la Lega al M5S
      Certo un europeista/immigrazionista oggi preferisce il PD al M5S
      L'originale é sempre preferibile alla copia.
      Di "decrescita felice" o "stile francescano" non si é avuta notizia
      Questo potrebbe aver suggerito ai puri di ritirarsi nell'eremo della astensione.
      Ed, infatti, seguendo l'analisi dei flussi elettorali maggiormente accreditata, esattamente questi tre sono gli emissari dal bacino M5S

      Resta il "che fare".
      A mio parere il M5S dovrá, necessariamente, scontentare due dei tre gruppi.

      Rimanere al governo associati alla Lega, ri-sfoderando orgogliosamente le varie istanze sovraniste.
      Ció potrebbe consentire di ottenere qualcosa per gli italiani (forse i piú poveri), finire la legislatura;
      ma, comporterebe il prepararsi ad una lunga guerra economica contro la UE.

      Uscire dal governo tentando un avvicinamento al PD europeista.
      Ció porterebbe ad una crisi e/o elezioni anticipate; il tutto con risultati imprevedibili ma, certo e probabilmente, non molto favorevoli al M5S.

      Uscire dal governo e ritirarsi in santa solitudine.
      Da ció potrebbe risultare una perdita, iniziale, dei 2/3 dei voti; poi recuperabili (forse ed in parte) da posizioni di strenua opposizione totale.
      Oltre che alla giá citata crisi e/o elezioni anticipate.

      Quale delle tre opzioni genererá minor scontento nell'elettorato M5S?
      Alle menti pensanti del MoV dare la risposta.

    1. -ihatecheaters 20 settembre 2019

      Non è mai troppo tardi per rinsavire...o destarsi da un lungo sogno...Era il 2011 quando lessi il libro "Il Grillo Mannaro"...da simpatizzante sia di Grillo che del Mov...capii che tutto era dettato da businessspettacolo e manie di onnipotenza...Oggi tutti i seguaci del M5s dovrebbero aver già superato...e da un bel pezzo anche...la fase ma lasciamoli fare.Detto questo...Complimenti per l'Articolo Rosanna!

    1. kison 20 settembre 2019

      i
      in sostanza una lobby che influenza,governa e si fa pagare.

    1. mauriz 20 settembre 2019

      Ma l'avete capito adesso? E' abbastanza sorprendente che cadiate dall'albero delle pere.

    1. Oscarrafffone 20 settembre 2019

      ma Casaleggio padre non ha insegnato nulla al figlio?
      La comunicazione con il proprio elettorato come è stata svolta?
      Il PD partito ormai morto per tutte le schifezze fatte nel suo interno, ha saputo comunicare con i creduloni e gli ha convinti, bravi volponi.
      Salvini al momento opportuno ha comunicato con i suoi creduloni e gli ha convinti, bravo volpone,
      I maghi del WEB con la loro piattaforma, non comunicano affatto, tutti gli iscritti non riescono ad entrare, per i nuovi non se ne parla nemmeno, altre forme di comunicazione non ci sono, in TV parlano a vanvera, e degli argomenti altrui, abboccando ai tranelli dei media, senza un progetto per comunicare o coinvolgere i propri elettori, cercare di creare interesse, nulla comunicazione piatta.
      Hanno vinto i corrotti quelli con più condannati, ma il popolo Italiano è proprio così stupido?

    1. gipa 20 settembre 2019

      Forse sono fuori tema, ,ma a me sembra che aldilà delle tante parole e pochi fatti, si sia accuratamente evitato di prendere decisioni su cose basilari per limitare la speculazione che sembra voglia alzare la testa: aste btp competitive invece che marginali, offerte di titoli di stato a commissioni e tassazioni agevolate a privati. E poi sti minibond

    1. Proder 20 settembre 2019

      La descrizione del "sistema Casaleggio" probabilmente è giusta e anche la descrizione delle origini. In ogni caso li ho votati e mi sono iscritto per il programma elencato molto sommariamente più sopra (uscita dalla nato ecc.). Lo hanno radicalmente cambiato? Non li voto più. Punto. A Casaleggio interessa un partito del 2%? Contento lui .... In ogni caso a 67 anni di demagoghi dalle promesse non mantenute ne ho visti tanti e mi sono rotto. Il M5S era l'ultima speranza. Se non si danno una regolata andrò ad ingrossare la maggioranza astensionista.

    1. A 19th century man 20 settembre 2019

      Vera redenzione o topo che abbandona la nave che affonda?

    1. Rossi Mario 20 settembre 2019

      E' un pò a livello minore,della ue,nei confronti di chi è stato eletto al parlamento europeo.I vertici non eletti decidono,e il parlamento ratifica quelle decisioni,con l'intenzione di creare nel pensiero collettivo,una parvenza di democrazia che non esiste.Nulla di nuovo sotto il sole.

    1. mazzam 20 settembre 2019

      Il nuovo statuto del partito, datato 30 dicembre 2017 e scritto dall’avv. Luca Lanzalone (ora in carcere),
      URCA!
      non zappevvo!
      mi par buona !.... mi par tutto.

      ... l'onestà ha colpito ancora...

      prima o poi ci sveglieremo e ci ritroveremo tutti davanti alla villa del grillo a suonargli il campanello... (qualcuno però attenda davanti alla barca ... non si sa mai..)

      UH!

    1. Iacoz 20 settembre 2019

      Analisi impietosa, ma giusta!
      Non conosco i retroscena descritti, e del resto ben difficilmente se ne potrebbe avere la certezza nei dettagli, ma mi sembrano molto plausibili...peccato, perché inizialmente, comunque prima delle elezioni del 2013, ero stato preso anch'io da una certa curiosità e speranza, ma poi, più i consensi crescevano più mi sono parse evidenti le incongruenze, ma soprattutto il fatto che nessuno sembrava rendersi conto che sarebbe stato un po' difficile, per non dire impossibile soddisfare un elettorato così variegato e obbiettivamente troppo illuso.
      Illuso si, illuso che si potesse risolvere tutto con un "vaffa". Così come è illuso quello che oggi spera che, con i vincenti di adesso si risolveranno come per magia tutti i guai nazionali e per un illusoria estensione, personali.

    1. enricodiba 20 settembre 2019

      Le solite panzane, basta leggere i giornali di cinque anni fa, dove il m5s aveva preso un'altra batosta e si possono leggere le stesse cose.
      La verità è che dell'europee le persone se ne fregano alla grande, perché sanno che sono inutili.
      Poi non è vero che il m5s non stia rispettando le sue promesse, ma forse ha perso la verve originale.

    1. furibondius 20 settembre 2019

      Rosanna c'è del personale nel tuo argomentare molto libero, che sa di costrutto funzionale al malcelato rancore, un tempo eri molto "pro" ora troppo contro....

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