Perchè gli Agricoltori comunque perderanno

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Di Daniele Ioannilli per ComeDonChisciotte.org

Nei giorni della lotta abbiamo dentro un fuoco che ci pare essere infinito, e crediamo di avere il diritto di vincere per il solo fatto di sentirlo ardere. Ma spesso invece a vincere è chi pianifica con freddo calcolo le proprie mosse.

Il Potere questo lo sa e cominciò a farlo 50 anni fa, quando spostò la dottrina economica dominante dal keynesimo, che promuoveva un benessere diffuso attraverso la formazione della cosiddetta classe media e del welfare, alla scuola austriaca del libero mercato e della globalizzazione, che concentra la ricchezza in poche mani attraverso l'esclusione dello Stato dall'economia e le privatizzazioni di beni e attività strategiche.

Ecco perchè comunque vada, anche fossero accolte il 100% delle loro rivendicazioni, gli Agricoltori hanno comunque già perso.

Gli Agricoltori oggi stanno guardando il dito e non la luna.

Il dito sono le norme imposte, o in procinto di esserlo, dall'Europa in nome di una ideologia green presentata come salvifica ma in verità distruttiva e antisociale. La luna è l'impianto ideologico nel quale queste norme sono prodotte.

Il dito viene puntato sulle politiche del cosiddetto Green Deal (Patto Verde) e della PAC (Politica Comune Europea), che sulla carta promettono sostenibilità e benessere, ma nei fatti stanno rendendo economicamente insostenibile fare agricoltura e allevamento.

Innanzitutto bisogna ricordare che oggi si è persa una consapevolezza molto presente nel passato mondo agricolo, perchè la società dei consumi ci ha abituati ad avere ininterrottamente gli scaffali dei supermercati pieni di merce sempre fresca, e cioè che avere un raccolto da vendere non è così scontato, anzi è una "grazia", un dono che riceviamo. In quelle passate società ciò che dava la terra era sufficiente al proprio sostentamento o poco più, la resa del terreno era molto più bassa di oggi già in condizioni normali, se poi avvenivano problemi climatici, di salute pubblica o guerre...addio raccolto.

L'agricoltura e in misura minore l'allevamento sono attività di per sè con un grado alto di precarietà ma di fondamentale importanza per la nostra vita, senza cibo non viviamo. Ecco perchè è giusto e doveroso sovvenzionare con soldi pubblici chi pratica tali attività. Gli va garantita una protezione minima per il proprio sostentamento. Equiparare l'agricoltura a un qualsiasi altro settore produttivo, magari industriale, è pensare che il cibo sia un prodotto artificiale come un bullone fabbricabile nelle quantità che vogliamo nel chiuso dei nostri stabilimenti e di cui noi soli deteniamo i diritti di produzione, pena il far valere le leggi anti contraffazione.

Premesso questo, su cosa verte la protesta? Essenzialmente su questo:

  • NO a lasciare una parte del terreno, almeno il 4% per ora, a riposo e una maggiore rotazione delle colture per mantenere il terreno in salute.
  • NO alla riduzione dell'uso dei fertilizzanti e pesticidi.
  • NO alla conversione del 25% dei terreni in agricoltura biologica.
  • NO all'Irpef sui terreni agricoli.
  • NO alla soppressione degli sgravi sul gasolio agricolo.
  • NO all'eccessivo divario dei prezzi tra produttore e consumatore.
  • NO a questa burocrazia eccessivamente complicata.
  • NO al Trattato MercoSur con Unione Europea
  • NO alla zona di libero scambio globale e approfondito (DCFTA) con l'Ucraina.
  • NO all'eccessiva tutela della fauna selvatica che danneggia i raccolti.

Sostanzialmente è una protesta di tipo economico, non ci sono rivendicazioni di principi, diritti o altro. Si dice che il guadagno già ora è talmente basso che le misure in oggetto renderebbero fare agricoltura e anche allevamento insostenibile.

Ed è vero, perchè ridurre del piccolo 4% le terre utilizzabili, destinare ad agricoltura biologica il 25% della terra, utilizzare meno pesticidi e fertilizzanti, significa solo e unicamente produrre di meno e a costi più alti, ma poi dover vendere alla grande distribuzione sempre a prezzi ridicolmente bassi o anche sottocosto - grande distribuzione che però sui propri banchi applica ricarichi del 200-300% - e ritrovarsi a fine anno maggiori tasse da pagare, tra costi burocratici per ottenere gli aiuti previsti e aliquota Irpef calcolata anche sui terreni sinora esclusi dal reddito. In più si è costretti a sostenere anche quella che nei fatti è una concorrenza sleale da parte di Paesi extra-UE che possono produrre con regole più amichevoli, che hanno l'effetto immediato di contrarre ancora di più i prezzi ed erodere fette di mercato importanti, come sta già accadendo con il grano ucraino o con la carne del Sud America.

La sensazione è quella che l'agricoltura sia un settore sgradito in Europa.

Il primo elemento che salta agli occhi è la differenza di metodo tra l'UE e gli Agricoltori. La UE ha definito e porta avanti a tappe una politica ecologia di transizione dal fossile a un sistema più sostenibile. Gli Agricoltori ne fanno una questione meramente economica. Si dice: la UE faccia pure la sua transizione ecologica purchè ci riconosca un indennizzo adeguato per le perdite cui siamo costretti a causa delle sue regolamentazioni. Non c'è una visione politica della propria categoria, al massimo un vago sentimento di patriottismo e giustizia. Si risponde a una mossa della UE, non si cerca di partecipare attivamente alla determinazione delle stesse. Certo, loro devono lavorare non fare politica è vero, è per questo che si demanda questa funzione a dei rappresentanti sia di categoria sia politici. Però per loro stessa ammissione coloro i quali avrebbero dovuto curare i loro interessi non hanno fatto nulla o peggio sono complici della UE, e infatti non li hanno voluti al loro fianco in questa mobilitazione. Allora era importante portare avanti una propria differente visione di ciò che dovrebbe essere il settore agricolo oggi, alternativa, per cui battersi.

La politica UE vuole rendere il mondo sostenibile? Come? Passare dal fossile alle energie rinnovabili cosi da fermare il cambiamento climatico, e rendendo il mondo in generale un ambiente più sano, limitando le sostanze chimiche usate e salvaguardando il territorio e la biodiversità. Per attuare questa politica l'agricoltura e l'allevamento - soprattutto - vanno ridimensionati. L'agricoltura inquina il terreno con i suoi prodotti chimici, l'allevamento il clima con i gas prodotti dagli animali e dai loro liquami. Per fare energia pulita servono i terreni da destinare agli impianti del Fotovoltaico. E, non secondaria, c'è sia la questione dei nuovi cibi, quelli sintetici fatti in laboratorio o in 3D, sia gli insetti ora dichiarati commestibili.

Qui non si capisce se questi nuovi cibi siano promossi al consumo per sopperire alla futura minore produzione dei cibi naturali o se limitare questi ultimi sia propedeutico alla loro diffusione. Fatto sta che se la cornice ideologica che muove le mosse della UE è questa...anche qualora le rivendicazioni degli Agricoltori fossero accettate in toto, la UE dovrà solo correggere il tiro. La visione che promuove le riforme di questo settore è una sola e non può non andare verso la stessa direzione di oggi. Allo stesso risultato, ovvero la chiusura delle aziende agricole, si può arrivare anche solo diminuendo ulteriormente il potere di acquisto della gente, che per forza di cose andrebbe verso quei prodotti a basso costo importati, imponendo una ulteriore contrazione dei guadagni, oppure continuando a non curare il territorio, facendo si che normale pioggia diventi una inondazione distruggendo i raccolti, oppure rendendo ancora più complicato essere in regola con la documentazione per accedere agli aiuti pubblici oppure, ancora, creare un altra epidemia animale etc etc...I modi per ottenere quello che si vuole facendoli passare per la famosa "tempesta perfetta" sono infiniti e la UE ha pensatori di alto livello.

In uno di questi scenari, dove le cose "semplicemente accadono" senza nessuna responsabilità diretta se non dell'uomo e della situazione globale, gli Agricoltori di oggi contro chi potranno protestare? Contro nessuno. Quindi questa mancanza di visione da parte degli Agricoltori e questo semplice opporsi a norme di cui si vuole solo la cancellazione li ha già condannati a perdere, comunque vada la protesta.

Inoltre si dimostra anche di non aver capito il funzionamento legislativo della UE. A che serve protestare entro i propri confini, anche sotto il Parlamento della propria nazione, se a fare le leggi è qualcun altro? Una legge può essere fatta solo dalla Commissione Europea, e i Parlamenti sia Europeo sia nazionali, hanno solo il compito di dare consigli ed eseguire ciò che la Commissione Europea vuole. L'Italia, anche accogliesse il 100% delle lamentele avrebbe al massimo il potere di rimandare la loro attuazione, non di cancellarle. Potrebbe riscriverle, come la PAC prevede, e cioè ogni Paese membro può far presente la sua particolare ed unica situazione e proporre un qualcosa che si adatti alla sua realtà, ma alla fine sempre e comunque sarebbe la Commissione Europea a dire se ciò va bene o meno.

Se la Commissione Europea vuole distruggere il comparto agricolo in favore dei nuovi cibi, farà in modo che accada. A parte la loro del Green e del Sostenibile, quale altra visione del futuro circola tra la gente? La lotta da fare è tutta qui.

Di Daniele Ioannilli per ComeDonChisciotte.org

Commenti (80)

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    1. pippo123 14 febbraio 2024

      Gli agricoltori , come tutti i lavoratori, perderanno perchè prima del distanziamento sociale Covid si è implementato il distanziamento culturale ed egoistico nel corso di questi ultimi 40 anni..ai pendolari frega na mazza degli agricoltori...hanno già troppe gatte da pelare per conto loro...ogni riferimento al funzionamento delle ferrovie regionali nell'hinterland milanese NON è casuale.Il potere malefico sull'asse Washington-Bruxelles deve fare il suo corso...le ghigliottine poi arriveranno..corsi e ricorsi...

    2. Bertozzi 14 febbraio 2024

      In realtà il "distanziamento culturale ed egoistico" che giustamente citi non ha a che fare con categorie lavorative (agricoltori o pendolari) ma con scarti differenze e iniquita' generazionali; il distanziamento si è formato fra padri e figli: i primi negli ultimi 50 anni si sono chiaramente disinteressati dei propri figli e nipoti e attratti dalle sirene del benessere degli anni buoni hanno creato uno scollamento mai verificatosi prima nella storia e oggi sono lautamente pensionati col culo al caldo, imboniti quel tanto da dimenticarsi della vita dei propri eredi. E giorno dopo giorno il capitale e il potere ne ha approfittato, senza nemmeno fare troppa fatica. E questo ovviamente tocca tutti i settori, agricoltura industria piccole e medie imprese artigianato, scuola. Per cui chi cerca i colpevoli non vada a Bruxelles ma si guardi in casa.

    3. uomospeciale 14 febbraio 2024

      Al solito dai troppe colpe ai vecchi.
      Ci hanno dato il dono della vita i nostri vecchi, insieme a quello di aver goduto di un'infanzia e un'adolescenza serene senza freddo o fame, senza miseria e paura:
      Che altro vuoi?
      Moltissimi tra noi figli dell'opulento occidente ce la siamo goduta alla grande l'infanzia e l'adolescenza* senza sacrifici e quasi senza mai dover fare lavori pesanti e pericolosi, ( a differenza dei nostri nonni )
      io questo lo considero già un grandissimo privilegio, visto e considerato come gli tocca vivere ancora oggi a MILIARDI di persone emarginate nelle varie bidonville del mondo.
      Garantire un futuro sereno ai propri figli, anche molto oltre il loro svezzamento non è mai stato compito dei genitori.
      I figli devono camminare nella vita con le loro gambe, non con quelle dei genitori.

      *Non è stato il mio caso, tanto per esser chiari.

      Insomma io non me la sento di criticare i miei vecchi, se avessi dovuto affrontare quello che hanno passato miei nonni, sarei morto molto prima di quando sono morti loro.

    4. nandoricciardi 14 febbraio 2024

      Più libri si è letti, più si dispone di capacità linguistiche e di imbastire artifici retorici, più ci si avventura in discorsi sulla soggettività malata e sul nulla cosmico. Più ci si compiace della propria e altrui decadenza. Il punto è sempre la questione sociale, il moloch è sempre il capitalismo con i mascheramenti liberisti, consumisti, egotici, anarcoici nella malcelata speranza che tra "i sommersi" noi piccoli intellettuali piccolo-borghesi non ci saremo. E invece ci siamo sempre stati, altroché.

    1. ws 14 febbraio 2024

      Una cosa deve essere molto chiara a tutti fin da adesso: la cosidetta "transizione green" ha NECESSARIAMENTE come corollario la "scomparsa" di alcuni miliardi di persone , a cominciare proprio dai paesi (ex) "sviluppati che dovranno "transire" per primi.
      Quindi fatevi almeno una domanda: Voi ( e i vostri cari) in quale "categoria" andrete, tra i "sommersi" o i "salvati" ?

    2. uomospeciale 14 febbraio 2024

      Che siamo in troppi è sempre stato chiaro:
      (basti guardare come stiamo riducendo il pianeta )
      Ma io credo che il depopolamento ottenuto tramite la semplice emancipazione femminile, e la vera e propria guerra economico legale che gli stati hanno introdotto tra i sessi negli ultimi decenni*
      Non renderà necessario ricorrere a soluzioni troppo cruente per ridurre la popolazione.

      *in molti paesi come Canada Australia e alcuni stati americani a una donna basta una convivenza di pochi giorni in casa tua per poter rivendicare la tua intera vita, pensione compresa, col risultato che non solo non si sposa più nessuno, ma nemmeno convive più nessuno, quindi i figli non nascono proprio mai.
      Neppure per sbaglio o in modo incidentale, grazie ai contraccettivi.
      L'attuale generazione di 40-50-60enni senza figli, moriranno a decine di milioni abbandonati da tutti, in completa solitudine, e in una miseria morale e materiale terribili.

      @WS:

      "Quindi fatevi almeno una domanda: Voi ( e i vostri cari) in quale “categoria” andrete, tra i “sommersi” o i “salvati” ?

      io dopo aver valutato ogni pro e contro, ho serenamente deciso che nel futuro che ci aspetta non valga la pena di esserci, che se lo godano gli altri.

    3. Bertozzi 14 febbraio 2024

      Hai ragione siamo in troppi, fai la tua bella proposta di legge speciale per uomini speciali che è quello che pensi ma non hai il coraggio di dichiarare: "siamo in troppi, eliminiamo tutte le femmine di tutte le età". Che agli uomini speciali non servono, loro vivono di seghe (mentali e non).

    4. uomospeciale 14 febbraio 2024

      Non servono proposte di legge, anzi è proprio l'eccesso di regolamentazioni che ci ha condotto in questa situazione.
      Ma basterà aspettare e tutto si risolverà da solo nel giro due/tre generazioni.
      La vita trova sempre un suo equilibrio, con o senza di noi.
      io non odio affatto le donne, sei fuori strada.
      Vorrei solo che lo stato attraverso le sue leggi non cercasse di accollarmi gli sbagli, (di altri uomini) o le scelte, ( di donne che neppure conosco)
      Ma è un discorso troppo lungo.

    5. ws 14 febbraio 2024

      Il problema di un eccessivo "carico umano" in italia era evidente già 40 anni fa quando eravamo 52 ML , ma se la natalità media delle donne ITALIANE fosse stata 2.1 saremmo ancora 52 ML no ?.
      E quale è stata la "soluzione" ? Abbiamo ridotto questa "natalità media" a 1.4 ( e gli italiani-italiani oggi sono infatti meno di 47ML ) , ma in compenso abbiamo già portato QUI 13 ML di italiani -NON-italiani.
      E qui la "morale" è duplice :1) sono gli italiani che DEVONO "ridursi" (giusto, sono troppi in un paese piccolo) ma 2) IN COMPENSO vanno "sostituiti" con NUOVI "italiani"venuti DA FUORI ( perché "la serva serve" come diceva il grande Totò
      )
      Quindi non è sicuramente per ridurre "la pressione su l' ambiente" che gli italiani devono essere "sostituiti" , no ?

    6. uomospeciale 14 febbraio 2024

      Ovviamente c'è anche il desiderio dei vari governi di selezionare una popolazione meno scafata, agiata e colta della classe media occidentale, creando un ampia fascia di sotto proletariato molto più ignorante e più manovrabile, che lavori e voti senza pretendere di avere sempre voce in capitolo nelle scelte del paese, ma si accontenti di vivacchiare campando di lavori sottopagati e di sussidi senza disturbare i manovratori.
      insomma nuova carne da macello da sfruttare e all'occorrenza da mandare a crepare, magari in cambio della cittadinanza, nei futuri fronti di guerra che si apriranno numerosi per contendersi le ultime risorse in esaurimento.
      Alla fine molti non nasceranno, moltissimi moriranno, di vecchiaia e malattie non curate grazie al SSN in disfacimento, molti altri ancora moriranno in guerra, e tutto si risolverà..
      Non lo sai che la morte risolve all'istante e per sempre ogni tipo di problema?

    7. Luca VFR 14 febbraio 2024

      Ho qaualche dubbio che i "migranti" si facciano arruolare in modalità "carne da macello". In realtà son molto più scafati di quanto sembrino oltre che eessere un "esercito silente d'invasione", silente per ancora non si sa quanto.

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