IO STUDENTE LEGHISTA. PERCHE' MI VERGOGNO DELL'UNITA' D'ITALIA

IO STUDENTE LEGHISTA. PERCHE' MI VERGOGNO DELL'UNITA' D'ITALIA

DI MATTEO LAZZERO

corriere.it


Una lettera al Corriere della Sera

Caro professor Galli della Loggia,

sono uno studente universitario di 24 anni con una certa pas­sione per la storia. Sono un leghista, abbastanza convinto. E lo confesso: se faccio un bilancio, certamente sommario, dall’Unità nazionale ad oggi, le cose per cui vergognarmi mi sembrano maggiori rispetto a quelle di cui essere fiero.

Penso al Risorgimento, alla massoneria e al disegno di conquista dei Savoia, rifletto sul fatto che nel Mezzogiorno furono inviate truppe per decenni per sedare le rivolte e credo che queste cose abbiano più il sapore della conquista che della liberazione. E penso, ancora, al referendum falsato per l’annessione del Veneto e al trasformismo delle elite politiche post-risorgimentali. E poi il fascismo, con la sua artificiosa ricostruzione di una romanità perduta e imposta a un popolo eterogeneo e diviso per 1500 anni che della «romanità classica » conservava ben poco: la costruzione di una «religione politica» forzata al posto di una «religione civile» come invece avvenne in Francia con la Rivoluzione, che fu davvero l’evento fondante di un popolo. In Italia l’unica cosa «fondante» potrebbe essere stata la Resistenza: ma anche lì, a guardare bene, c’era una Linea gotica a dividere chi la guerra civile l’aveva in casa da chi era già in qualche maniera libero.
E poi la Prima Repubblica, che si salva in dignità solo per pochi decenni, i primi, e poi sprofonda nei buio degli anni di piombo con terrorismo di sinistra e stragi di destra (o di Stato?), nel clientelismo politico più sfrenato, nelle ruberie, nelle grandi abbuffate che ci hanno regalato uno dei debiti pubblici più grandi del mondo.



Quanto alla Seconda Repubblica, l’abbiamo sotto agli occhi: la tendenza dei partiti a trasformarsi in «pigliatutto» multiformi e dai programmi elettorali quasi identici, con le uniche eccezioni di Di Pietro e della Lega. Il primo però è destinato a sparire con Berlusconi, che è la ragione del suo successo: quando svanirà la causa, svanirà anche l’effetto. Anche la Lega dopo Bossi potrebbe sparire, ma almeno a sorreggerla ci sono un disegno, un’idea, per quanto contestabili.



Guardo allo Stato poi e alla mia vita di tutti i giorni e mi viene la depressione. Penso a mia mamma che lavora da quando aveva 14 anni ed è riuscita da sola a crearsi un’attività commerciale rispettabile e la vedo impazzire per arrivare a fine mese perché i governi se ne fregano della piccola-media impresa e preferiscono continuare a buttar via soldi nella grande industria. E poi magari arriva anche qualche genio dell’ultima ora a dire che i commercianti son tutti evasori. Vedo i miei dissanguarsi per pagare tutto correttamente e poi mi ritrovo infrastrutture e servizi pubblici pietosi. Vedo che viene negata la pensione di invalidità a mia zia di 70 anni che ha avuto 25 operazioni e non cammina quasi più solo perché ha una casetta intestata. E poi leggo che nel Mezzogiorno le pensioni di invalidità sono il 50% in più che al Nord. Come faccio a sentire vicino, ad amare, a far mio uno Stato che mi tratta come una mucca da mungere e in cambio mi dice di tacere?



Non ho paura degli immigrati, né sono ostile a chi ha la pelle differente dalla mia. Mi preoccupo però di certe culture. Per esempio mi spaventano i disegni di organizzazioni come i Fratelli musulmani, ostili verso l’Occidente, e mi fan paura le loro emanazioni europee. Non voglio barricarmi nel mio «piccolo mondo antico», ma ho realismo a sufficienza per pensare di non poter accogliere il mondo intero in Europa. La gente che entra va integrata, ma io credo che la possibilità di integrazione sia inversamente proporzionale al numero delle persone che entrano. Eppure, se dico queste cose, mi danno del «razzista». Non mi creano problemi le altre etnie, mi crea problemi e fastidio invece chi le deve a tutti i costi mitizzare, mi irrita oltremodo un multi culturalismo forzato e falsato. Mi spaventano l’esterofilia e la xenomania, secondo le quali tutto ciò che viene da fuori deve essere considerato acriticamente come positivo, «senza se e senza ma». In pratica ho paura che l’Italia di domani di italiano non avrà più nulla e che il timore quasi ossessivo di non offendere nessuno e di considerare ogni cultura sullo stesso piano, cancelli quel poco di memoria storica che ancora abbiamo. Mi crea profondo terrore la prospettiva che la nostra civiltà possa essere spazzata via come accadde ai Romani: mi sembra quasi di essere alle porte di un nuovo Medioevo con tutte le incognite che questo può celare. E ho paura, paura vera. Sono razzista davvero oppure ho qualche ragione?

Matteo Lazzaro

Fonte: www.corriere.it/

Link: http://www.corriere.it/politica/09_agosto_19/Io_studente_leghista_Perche_mi_vergogno_dell_Unita_d_Italia_MatteoLazzaro_30c84cf4-8c8b-11de-90bb-00144f02aabc.shtml

19.08.2009

VEDI ANCHE: LA RISPOSTA DI GALLI DELLA LOGGIA

Commenti (61)

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    1. normanno 22 settembre 2009

      Appare evidente che questo giovane studente che fa un attenta riflessione storica dell'Unità d'Italia in realta mostra tutta la sua ingenuità. Ogni nazione del mondo dovrebbe vergognarsi della propria storia, la Francia, la GB, la Germania, gli Usa ecc., ogni una di queste nazioni ha avuto storie poco edificanti, questa è storia. Per poter capire di politica è il ragazzo ingenuo mostra di non capirne nulla bisogna imparare prima bene la storia. Se Michelina De Cesare fece parte della resistenza contro i Piemontesi è perchè questi focolai di guerriglia erano finanziati dai Borboni con la speranza di riavere il regno perduto non a caso era moglie di un soldato dell'esercito borbonico.
      Le manovre per arrivare all'Unità dell'Italia furono volute dai capitalisti del nord per poterne trarre vantaggio e non ebbero tutti i torti perchè fu trafucato dall'allora banco di Napoli un incento bottino d'oro ancora depositato presso la banca d'Italia sul quale fu fatta l'unità d'Italia e le tasse esose che a confronte a quelle che oggi voi a nord vi lamentate sono una sciocchezza. E' così che fu annientata l'economia particolarmente quella che poteva essere concorrenziale. In realtà l'Unità d'Italia fu finanziata principalmente con i soldi dei meridionali, non possiamo trascurare ad esempio la tassa sul macinato. E' chiaro che oltre all'economia anche la scietà meridionale nel corso degli anni è andata allo sbando. Borboni da un lato che finanziavano la guerriglia e lo Stato unitario dall'altra parte sacrificava sull'altare della Patria il meridiona, è come se una persona venisse presa a pugni contemporaniamente da due pugili, non può che uscirne malconcia!
      E i segni restano e sono evidenti. Per questi motivi il meridione è stato sempre terra di imigrazione. Attenzione che il federalismo non risolve i problemi, in Italia abbiamo bisogno di persone che pensano e fino a che i problemi vengono ridimensionati a un puro fatto di egoismo come dall'Unità ad oggi non vedo vie di uscite, l'unico che nella storia d'Italia aveva queste attidutine era Mattei, guarda caso un meridionale, così come quei militari meridionali che hanno sacrificato la propria vita perchè tu studente del nord non rischiassi di poter morire in un'attentato terreristico, Hanno donato la vita per la Patria la stessa per la quale mio nonnno meridionale ritornando dalla guerra in Libia fu dirottato sul fronte a difendere i confine dell'Italia nella prima guerra mondiale ricevendo anche l'onorificenza di Cavaliere di Vittorio Veneto hanno difeso i confini della tua Patria, della nostra Patria. Questa gente ed io come loro che ci vergogniamo di te per le tue stupite affermazioni. I soldati meridionali, i nostri normanni, sarebbe giusto che il meriidone si chiamasse normandia, non hanno avuto paura di morire comportandsi da uomini voi invece lo dovete ancora dimostrare.

    1. aventure 27 agosto 2009

      cattolico comunisti ..vetero comunisti...nuovi comunisti..vecchi comunisti...semi comunisti...al mare i comunisti....inverno comunista...calciatori comunisti...noemi comunista...un mondo di comunisti....mamma mia... che paura...

    1. ilBabbaleo 26 agosto 2009

      "In pratica ho paura che l’Italia di domani di italiano non avrà più nulla". Un leghista si preoccupa della perdita dell'italianità: io non ci capisco più nulla. Va be', noi del Centro Sud andremo a fare le settimane bianche a Roccaraso, le Fiat le venderanno lo sanno loro dove come pure le uova di Brescia che mi ritrovo all'Eurospin qua nella Terronia del Nord. Loro faranno i Celti, noi finalmente ritorneremo Etruschi e potremo prenderli per il culo per le corna che porteranno in testa con le Fescennina licentia per le quali erano celebri i nostri antenati (a dirla tutta non sono tanto sicuro della discendenza, ma tant'è). L'unico inconveniente è che sicuramente ci dovremo tenere il Papa, pazienza.

    1. ilBabbaleo 26 agosto 2009

      "Quale civiltà? "
      Quella celtica, of course!

    1. radisol 26 agosto 2009

      Nell'ordine hai detto le seguenti corbellerie : ................
      1) Garibaldi fu ferito in Aspomonte dai francesi ed invece furono i piemontesi ...........
      2) La Brigata Osoppo era cattolico/socialista ed invece era liberal/monarchica, addirittura nelle ultime fasi della guerra inquadrata direttamente nell'esercito inglese .......
      3) Porzus ed altri episodi ( quali, se non ce ne fu nessun altro, almeno con morti sul campo ?) avvennero dopo la fine della guerra ed invece avvennero durante la guerra medesima .......
      4) Confondi le cose, già abbastanza discutibili, che racconta Pansa ( effettivamente databili dopo la fine della guerra) e che riguardano Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia con le vicende molto precedenti del Nord-Est legate agli opposti nazionalismi, quello titino/sloveno e quello fascio/monarco/italiano
      5) La maggioranza dei caduti alle Ardaetine erano ebrei quando invece erano poco più del 10% del totale dei fucilati

      .................................... Ed ogni volta che le tue affermazioni vengono giustamente sbugiardate ( peraltro quasi sempre ad opera di terzi ) cambi regolarmente discorso, spaziando dalle vicende dell'ottocento a quelle dell'ultima guerra fino a quelle attuali ..... Non ho mai provato particolare simpatia per i cosiddetti cattocomunisti ( neanche io penso che Vangelo e Capitale siano la stessa cosa e credo pure che una visione etico/religioso/chiesastica del marxismo abbia, soprattutto in Italia, contribuito largamente alla sua degenerazione ) ma che il cosiddetto "cattocomunismo", fenomeno che nasce in Italia addirittura ai tempi del Risorgimento, e che sviluppò comunque nel dopoguerra anche formazioni politiche ( appunto i Cattolico-Comunisti ed il Partito Cristiano-sociale e poi nei sessanta prima l' Mpl di Labor e poi i Cristiani per il Socialismo), avrebbe come data di nascita la formazione delle Br nel 1970, è un'altra corbelleria storica .... insomma parli di cose serie senza conoscere, se non per larghissimo sentito dire, la storia .... e non è questione di diverse interprepazioni, ma proprio di fatti che non conosci o che confondi l'uno con l'altro ....

    1. Sassicaia 25 agosto 2009

      L'alleanza piu' perversa del mondo,quella di coloro che credono che il capitale e il vangelo siano la stessa cosa cioe' i cattocomunisti,muoveva
      i primi passi.

    1. radisol 25 agosto 2009

      Sono personalmente lontano ( tra l'altro sono maschietto e non femmina) mille miglia dal montante neorevisionismo e provo l'orticaria, per nella mia totale solidarietà col popolo palestinese, rispetto a certo antisemitismo che capita di leggere spesso su questo sito ....
      Ma so pure che gli ebrei uccisi alle Ardeatine, su 335 fucilati, non superarono la quarantina ed alcuni di questi erano anche combattenti partigiani, soprattutto del Partito d'Azione ma anche comunisti, socialisti e di Bandiera Rossa ... del resto gran parte degli ebrei romani erano già stati deportati nell'ottobre dell'anno precedente ... Bandiera Rossa ebbe da sola quasi cento caduti alle Ardeatine risultando in assoluto il primo gruppo partigiano che ebbe perdite in quella strage ( del resto era certamente il più numeroso gruppo partigiano che operava nel Lazio) .... e comunque un terzo circa della lista dei "fucilandi" ( compresi alcuni detenuti comuni di Regina Coeli presi a caso per raggiungere il numero stabilito) fu redatta dall'italianissimo Questore di Roma Caruso, che poi fu fucilato dopo regolare processo, nell'immediato dopoguerra per questo ....
      Per quanto riguarda la nascita dell' Osoppo ( non ho dubbi che molti dei suoi componenti fossero cattolici ma non era questa la sua caratteristica fondativa ) presso un seminario arcivescovile, faccio notare che anche brigate partigiane comuniste, ufficiali o eretiche, nacquero dentro sedi religiose .... se vogliamo andare alla battuta facile persino le BR, nel 1970, furono costituite in una specie di congresso avvenuto dentro un oratorio ....

    1. cesare52 25 agosto 2009

      Una altra parola gliela suggerisco io al Signore del Nord : "Elusione ed evasione fiscale" utilizzo della manodopera con lavori a progetto o co.co.co etc, sovrastrutture create con i soldi pubblici per interessi privati, cassa integrazione etc cioè una classe operaia legata mani e piedi dai cosidetti poteri pubblici consegnata ai lor signori per privatizzare i pofitti e socializzare le perdite e mi fermo qui. Questa sopra espressa è una morale da "maggioranza silenziosa" tromboni e fustigatori dei costumi. Di quelli altrui,s'intende, ma si dimenticano sempre di pagare le tasse, i migliori le eludono. Come dice un detto savonese " Son tutti froci con il culo degli altri" A me certi commenti mi fanno rimpiangere l'unitò d'Italia.

    1. aventure 25 agosto 2009

      eccone un altro...

    1. cesare52 25 agosto 2009

      Informata, pertinente, pungente e...con argomenti difficilmente agirabili. Complimenti.

    1. cesare52 25 agosto 2009

      Non si potrebbe dire meglio. Complimenti per l'incisività e la sostanza degli argomenti.

    1. DCOME 25 agosto 2009

      Davide, sono Davide,
      hai scritto tutto giusto, sono cose condivise dal 75% delle persone che sono al Nord e dal 100% delle persone che applicano la Costituzione, cioe' che condividono che l'Italia e' una Repubblica fondata sul lavoro; l'unica cosa che sbagli, ed e' grossa a mio avviso, ed e' quella che frena questo ragionamento, che e' l'unica vera novita' politica italiana degli ultimi 40 anni, e' quando ti preoccupi del fatto che gli altri ti danno del razzista..
      Razzista? Ma chi sono queste persone, perche' dai loro cosi' importanza, se la meritano? Non sanno neanche cosa vuol dire razzista, perche' gli dobbiamo dare credito e scendere al loro livello?
      Tu stai portando avanti una battaglia in cui credi, appena uno ti dice razzista consideralo come se ti avesse detto 'marameo', non devi nemmeno perderci mezzo secondo, razzista e' il modo che hanno questi ignoranti cronici di far preoccupare una generazione intera di lavoratori indefessi che si fanno carico di portare avanti l'Italia da 60 anni a questa parte e di farli sentire in colpa annullando di colpo il loro orgoglio con una semplice parola di 8 lettere
      Uno sforzo di 8 lettere, uno sforzo di un secondo contro uno sforzo di una vita di lavoro duro tutti i giorni
      Ti sembra paragonabile?
      Suvvia

    1. Bigrex 25 agosto 2009

      L'episodio dell'Aspromonte nel 1862 vide Garibaldi che partito dalla Sicilia tentò di raggiungere Roma e fu intercettato dai bersaglieri sabaudi che lo ferirono, arrestarono e confinarono a Caprera. I francesi con gli chassepot mod. 1866 a cui ti riferisci si scontrarono con le camice rosse il quel di Mentana nel 1867 durante il tentativo non riuscito di Garibaldi, anche questa volta osteggiato dai savoia, di portare anche Roma in Italia che attese i bersaglieri nel 1870 per l'ulteriore conquista sabauda nella penisola.

    1. Sassicaia 24 agosto 2009

      Le infamie,signora,arrivarono dalla dinastia Savoia,non dal nord in genere,
      visto che ad esempio il veneto rimase sotto la dominazione asburgica
      fino al 1866,il trentino fino al 1918 e non possono dunque avere colpe in
      quanto da lei detto.Fatto sta che l'identita' nazionale fu una barzelletta
      inventata dai fascisti,per quanto mi riguarda aveva ed ha tuttora ragione
      Metternich dicendo che l'italia e' solo un'espressione geografica.

    1. radisol 24 agosto 2009

      Leggo sul Sole 24 Ore che Renzo Bossi veterano e reduce da ben tre trombature all’esame di maturità e chiamato con lusinghiero soprannome “la Trota” dallo stesso papà Humbert, è entrato, sicuramente per meriti e curriculum, a far parte della speciale commissione che avrà il delicatissimo compito di sorvegliare per conto delle piccole imprese la realizzazione dell’Expo 2015 a Milano e la distribuzione di fondi e commesse in quel carrozzone che comincia a suscitare le preoccupazioni di Formigoni e a richiamare l’attenzione del magistrati. E’ una nomina che offre sicure garanzie di attenta e preparata supervisione sullo snodo cruciale del carrozzone - i danèe - e un esempio concreto, fattivo, non parolaio, di come la Lega protegga la famiglia e affermi i valori più autentici della cultura italiana, fondata sulla parentela, già mostrato quando Humbert sistemò al Parlamento Europo (dunque a spese nostre) alcuni dei suoi cari. Lo specchietto del “merito” è per i polli che danno i voti. La famigghia è per noi che l’abbiamo potente e duro.

    1. nuunciaafamo 24 agosto 2009

      caro leghista "abbastanza convinto",

      da universitario ventiquatrenne quale ti dichiari, dovresti aver sviluppato quel minimo di spirito critico necessario a capire e a rispondere alle domande che le comissioni di esame spesso ti rivolgono.

      Pensa proprio alla tua mamma che lavora "da quando aveva 14 anni" e che oggi - come ieri - è trattata come mucca da mungere.
      Oggi che, differentemente da qualche anno fa, la lega è forza di governo.
      Non ti saltano all'occhio le differenze tra i proclami politici e la realtà ? QUale è il disegno, l'idea, che sorregge la lega.
      Ti sei mai chiesto quanti dei politici professionisti lega hanno frequentato l'ENA di Parigi che è la scuola di pubblica amministrazione più accreditata al mondo: certamente no !

      Alla lega bastano gli slogan.

      Peccato che non siano bancabili o utilizzabili come collaterali di garanzia.
      Quello stato che tratta la tua famiglia come una vacca dalle cento tette ha come ministri chiave dei leghisti.
      Com'è che prima smerdavano tutti da destra a sinistra, e ora che sarebbe il momento di far vedere le palle, non sanno che pesci pigliare a parte il "progetto federale" che tradotto per i non addetti altro non è che un fattore di moltiplicazione di centri di costo.
      E si che il paese è alle corde proprio perchè in anni recenti questi centri di costo si sono moltiplicati a dismisura fuori da ogni controllo.

      E non è che la lega sia stata a guardare: ha pescato le sue belle cacche !!
      La banca e i contributi sul latte sono solo le punte dell'iceberg.

      Urlare ai fratelli mussulmani può essere utile e certamente lo è quando l'interlocutore è il pensionato di (t)Curno (BG), non può esserlo quando interi distretti sopravvivono SOLO grazie a manodopera extracomunitaria.

      Un buon esempio per tutti è il comparto italiano della concia dove l'italia andrebbe a perdere miliardi di export, se le idee lega prendessero struttura ed efficacia.

      Trovo tutto ciò demenziale.

      Non ti preoccupi del colore della pelle, ma hai timore di certe culture ?
      Dovresti averne dell'ignoranza che è il peggiore dei cancri che a uno della tua età possa capitare.
      Quasi sicuramente non sai nulla dell'Islam, tranne quello che lega racconta. Che sia la verità ?

      Che ne diresti di visitare un pò quei paesi, giusto per farti un'idea che non sia presa a prestito da qualche scassato con fazzoletto verde, per poi provare a tirare delle conclusioni con la farina del tuo sacco.

      Chissa se dopo sarai ancora "abbastanza convinto" .........

    1. radisol 24 agosto 2009

      La storia dei francesi con gli "chassepots" a retrocarica mi sembra riguardi la repressione della Repubblica Romana ... comunque, come ripeto, poco cambia ... la contraddizione tra anima repubblicana ( quando non socialista o addirittura "anarchica" ) del cosiddetto Risorgimento e gli interessi coloniali piemontesi fu profonda e pesantissima ... su questo la storiografia fascista, nel tentativo di inventare una "identità nazionale" che mettesse tutto insieme nello stesso frullatore ( Garibaldi, Mazzini, Cavour, Casa Savoia e persino la Chiesa che fu ideologicamente ed irriducibilmente il nemico principale di ogni ipotesi di stato unitario), ci ha tramandato un sacco di corbellerie ... a partire dal famoso "Obbedisco" attribuito a Garibaldi .... più che un obbedire fu una triste ma intelligente resa rispetto a forze militarmente soverchianti .... e se è vero che poi fior di repubblicani, anche "estremisti" e bombaroli ( basti pensare a Bixio e soprattutto a Francesco Crispi, uno degli attentatori parigini alla vita di Napoleone III° poi divenuto addirittura capo del governo italiano) verrano cooptati dai Savoia nella nomenklatura di potere, dimostrandosi fior di repressori soprattutto delle lotte dei contadini meridionali ... è altrettanto vero che spesso al Sud, nei primi decenni dello stato unitario, i vecchi mazziniani fecero invece fronte comune coi militari borbonici e coi contadini nel cosiddetto "brigantaggio" ..... ma sta cosa sui libri scolastici di storia non la trovate nemmeno adesso .... al massimo ce n'è qualche accenno in romanzi storici d'ambientazione calabra o siciliana ... recentemente anche in alcuni libri di successo di Andrea Camilleri .... in soldoni il giovin leghista, su questo aspetto cioè la mancanza assoluta di una cultura "unificante" in Italia, ha ragione da vendere ... solo che dimentica di dire che pressochè tutte le infamie arrivarono dal Nord mitizzato oggi dai leghisti a danno del Meridione ....

    1. Sassicaia 24 agosto 2009

      Furono i francesi coi loro chassepots a retrocarica" che fecero meraviglie
      sui petti dei garibaldini",controlli pure,non i piemontesi e la differenza
      e' sostanziale non formale.

    1. radisol 24 agosto 2009

      Questo particolare ( oltretutto mi sembra invece che furono proprio i bersaglieri savoiardi) è comunque del tutto secondario .... il fatto che Garibaldi fu negli anni successivi più volte posto al confino dai piemontesi e che, nonostante fosse anche stato eletto deputato ( nelle liste socialiste), di fatto finì la sua vita in esilio forzato a Caprera .... la dice lunga sulle innegabili contraddizioni tra lui e Casa Savoia ... ed in generale tra quest'ultima e l'ala repubblicano/mazziniana del Risorgimento .... Garibaldi ( ed in forma più netta e persino "terrorista" i mazziniani) intendevano creare una effettiva unità d'Italia, federalista e democratica, a tratti persino socialisteggiante .... quanto questo progetto potesse essere effettivamente praticabile è indubbiamente un grosso punto interrogativo ma è comunque soprattutto un altro discorso ... Cavour ed i Savoia invece intendevano il tutto come pura annessione al Piemonte dell'intera penisola .... e questo fu il progetto che realmente fu alla fine praticato ....

    1. radisol 24 agosto 2009

      Sulla Resistenza il giovin leghista diceva soltanto che anche quella aveva di fatto diviso geograficamente il Paese in due ... cioè c'era stata, per motivi contingenti, solo da Napoli in su ..... anche se è pure vero che essendo, come già dicevo, molti partigiani militari sbandati dopo l'8 Settembre, capitò che molti meridionali combattessero nei luoghi dove fisicamente si trovavano al momento dello "sbando" .... no, non avrei preferito i titini o i sovietici ... assolutamente no .... anche se va detto che la Jugoslavia fu l'unico stato poi diventato comunista dove gli jugoslavi si liberarono appunto sostanzialmente da soli .... e credo che anche questo, a differenza dei futuri paesi del Patto di Varsavia, di fatto liberati solo dalle truppe sovietiche ( con la parziale eccezione dei cecoslovacchi), abbia fatto della Jugoslavia un sistema diverso, che andò subito in rotta con Stalin e col Patto di Varsavia ... E va anche detto che i titini - a parte le rivendicazioni territoriali "storiche" su Istria e Venezia Giulia, patrimonio anche dei monarchici slavi e pure di ustascia e cetnici, cioè dei gruppi destrorsi ....tali rivendicazioni, peraltro anche abbastanza giustificate storicamente, erano cioè un patrimonio comune di tutto il panorama politico jugoslavo dei decenni precedenti ....non avevano, a differenza dei sovietici, alcuna vocazione "imperiale" sul resto d'Europa ..........................................................................

      Nulla da dire sul fatto che la Resistenza fu un fenomeno ampio e variegato ... tra l'altro lei dimentica, nell'elenco, il grosso contributo del Partito d'Azione con le sue Brigate Giustizia e Libertà nonchè dei gruppi marxisti "eretici "( leggi irriducibilmente antistalinisti) di cui parlavo io prima nonchè ancora, soprattutto in Toscana ed Emilia, degli anarchici.
      Ed i fenomeni tipo Porzus si limitarono sostanzialemente appunto a Porzus ed ad altri episodi minori sempre nel Nord-Est ed ad alcune "soffiate" fatte dal giro dei militari monarchici ai tedeschi nella confusa situazione creatasi a Roma nell'ambito dell'equivoco della cosiddetta "Roma Città Aperta" .... Per il resto, pur nelle enormi differenze, la Resistenza italiana fu sostanzialmente un fenomeno unitario ed appunto "nazionale", molto più del cosiddetto Risorgimento ...... anche se non c'è dubbio che i gruppi di ispirazione a vario titolo marxista ( comunisti, socialisti, marxisti "eretici", una parte degli stessi azionisti erano di ispirazione socialisteggiante ) erano tra i partigiani almeno il 70-75% per cento del totale .... per concludere, non c'è dubbio che la Resistenza non fu solo lotta ad un invasore straniero ma anche e soprattutto "guerra civile" con la RSI .... e, come in tutte le guerre ( soprattutto quelle civili), vi furono anche episodi a dir poco discutibili .... si sa, le guerre non sono "pranzi di gala" ... per quanto invece riguarda Pansa, che tra l'altro copia pacchianamente i testi degli anni cinquanta e sessanta del fascista repubblichino Carmine Pisanò che a loro volta non erano mai stati ritenuti credibili da nessuna indagine storica, va detto che lui si riferisce principalmente ad episodi avvenuti tra Piemonte, Lombardia ed Emilia dopo la fine della guerra ..... storia complessa, non tutta riconducibile strettamente a fini politici ( furono molte le semplicissime "vendette personali", l'ultima delle quali avvenuta nientemeno che nel 1995, con un ex partigiano emigrato in Brasile tornato 50 anni dopo per ammazzare a picconate il fascista che gli aveva bruciato la casa mezzo secolo prima !) ... e non tutte riconducibili ai soli comunisti .... tutto un altro discorso ..... se si vuole fare analisi storica, giustamente col distacco ormai dovuto dagli anni passati, non si possono però confondere cose diversissime tra loro .... soprattutto se questo poi avviene più per finalità legate alla "politica politicante" di oggi e non appunto ad una seria riflessione sulla nostra storia più recente ....

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