“Il movimento del dissenso è fallito”

In Italia non esiste la libertà di stampa
Lo storico Paolo Borgognone

Di Paolo Borgognone

Il movimento complessivo del dissenso è fallito, almeno fino a questo momento, per alcune ragioni su cui a mio avviso sarebbe necessaria una riflessione pubblica (che dubito ci sarà proprio in virtù della natura e della vocazione privatistica e individualistica di larga parte del dissenso). Ecco alcuni spunti per questa riflessione (che non ci sarà). Il dissenso è in crisi quasi terminale perché:

1) i suoi leader, e mi riferisco a quelli che hanno capeggiato le cosiddette liste antisistema alle elezioni 2022, sono (con alcune parziali eccezioni che riconosco) talmente imbevuti di neoliberismo nel metodo, più che nel merito, da aver impostato una campagna elettorale figlia delle loro idiosincrasie ideologiche. Inoltre si tratta di personaggi spesso egocentrici, pieni di sé, vanagloriosi, volubili, nevrotici e che si considerano fuoriclasse circondati da brocchi. Il loro metodo ricalca esattamente quello utilizzato dal mainstream per gestire le relazioni politiche, metiatiche, umane in un sistema neoliberale. Direi che si comportano come il liquido che si adatta perfettamente alla forma del bicchiere che lo contiene. Tuttavia, sarebbe assurdo fargliene una colpa. Nati e cresciuti nel neoliberismo, affascinati dal culto della notorietà, è normale che abbiano una mentalità e dei modi di fare neoliberisti (sarebbe stupefacente il contrario);

2) molti candidati di grido, influencer dell’area del dissenso, si sono rivelati, nei modi di fare, uguali se non peggiori dei leader che li hanno inseriti in lista. Anche questo è normale. Un influencer, un creatore di contenuti, nato e cresciuto nel neoliberismo, che per fare like e visualizzazioni deve confrontarsi in rete con strutture, piattaforme e modalità tipiche del neoliberismo, o si adatta a queste strutture e modalità, o fa 4 like e 5 visualizzazioni a post o a video e va a casa. Un influencer, per definizione, non può essere estraneo al culto della notorietà e ai riti con cui si celebra questo culto. Per questa ragione, per stare a galla sul web e continuare a essere un influencer, dovrà anteporre la salvaguardia del suo pacchetto di followers che interagiscono sui suoi profili e canali rispetto alle ragioni dell’analisi politica (che talvolta necessitano di prendere posizioni scomode e finanche irricevibili per un segmento più o meno importante del propria riserva di followers). Infine, gli influencer candidati non hanno portato molti voti alle liste che hanno fatto a gara per accaparrarseli;

3) il movimento del dissenso, nella sua base sociale diffusa, è neoliberista e individualista quanto i vertici, se non addirittura di più. La maggioranza delle persone che manifestavano nel 2021 lo faceva per raggiungere obiettivi contingenti: ottenere, in qualche modo, il green pass. E per ottenerlo aveva 3 possibilità (escludendo da subito quella delle 2-3 vaccinazioni): 1) procurarselo falso; 2) ammalarsi, guarire e ottenere quello da guarigione; 3) fare in modo che il governo revocasse la misura restrittiva. Bene, una volta realizzato, in un modo o nell’altro, quest’obiettivo, i manifestanti che nel 2021 gridavano in piazza “la gente come noi non molla mai”, hanno mollato e sono tornati a farsi gli affari propri determinando un riflusso che ha indebolito le capacità politiche propulsive del movimento. Anche questo è normale e ci sta, perché nel neoliberismo la politica viene interpretata, dalla sua base sociale diffusa, come una televendita. Io elettore, iscritto, militante o simpatizzante chiedo a te, soggetto politico, di vendermi un prodotto e comunque si concluda la transazione, a transazione effettuata separerò la mia strada dalla tua. Nel 2021 la base sociale diffusa di queste manifestazioni chiedeva, ai soggetti politici che si facevano interpreti di questo movimento di protesta, una cosa sola: la fine del green pass. E quando l’ha ottenuta, ossia quando ha soddisfatto in un modo o nell’altro la sua esigenza legittima e immediata, ha salutato la politica e i suoi interpreti organizzati ed è tornata a fare ciò che faceva prima, nella “vita normale”.

L’interpretazione della politica come una televendita non concerne un rapporto duraturo tra base e vertice politico, così come l’acquisto di un prodotto da un venditore non richiede un rapporto continuativo tra le parti in causa della transazione. A transazione avvenuta, le parti si salutano e amen. Finché la politica e i suoi attori di riferimento saranno interpretati, nel basso, come fornitori di prodotti che diventano immediatamente truffatori nel momento in cui non riescono a consegnare, chiavi in mano, il prodotto richiesto dall’acquirente (la base sociale), il rapporto tra base e politica sarà sempre e comunque viziato da un approccio neoliberista che non permetterà un consolidamento degli interpreti politici della protesta popolare. La politica non è una televendita;

4) i movimenti del dissenso si sono caratterizzati per una straordinaria propensione allo scissionismo e al settarismo. Questo accade perché la società di mercato ha in gran parte disarticolato e depotenziato le capacità degli agglomerati umani di fare comunità. In breve, alla prima volta che mi contraddici, ti sbatto fuori o ti metto nelle condizioni di andartene. Oppure, alla prima volta che incontro, nell’agglomerato di riferimento, una persona o una situazione che mi infastidisce, me ne vado. La società di mercato è nemica della dialettica. Nella base come nei vertici, l’arroganza e la hybris la fanno da padrone. Molte volte ho sentito dire da attivisti semplici “se non si fa come dico io me ne vado”. Infine, dopo il 25 settembre 2022 molti partiti del dissenso si sono dissanguati a livello di iscritti perché questi ultimi si sono allontanati in seguito alle polemiche post elettorali divampate nei suddetti partiti. Un comportamento simile, basato sul presupposto “o siete tutti uniti o me ne vado”, testimonia scarsa capacità di interrelazione umana oltre a nessuna capacità di fare politica. È assolutamente normale, infatti, che nei partiti si discuta e finanche si litighi. Lasciare perdere tutto perché “gli altri si dividono” è un atteggiamento, oltre che arrogante e scostante, molto divisivo. Lo scissionismo è dunque una questione di vertice come di base. Idem per il settarismo. Che è la più grave malattia della politica “antisistema” e che è indice di profondo infantilismo. “Se parli con Tizio che mi è antipatico non parlerò più con te e ti boicotterò” è un modo di fare che sarebbe già odioso e ingiustificabile a 12 anni, figuriamoci a 50…

5) i partiti del dissenso sono andati in profonda crisi poiché caratterizzati, al loro interno, da una irrefrenabile propensione all’intrigo, al cicaleccio e al gossip. Questo atteggiamento è deleterio ma normale poiché vecchio come il mondo e rodato da millenni. Purtroppo l’abuso delle chat e dei social ha amplificato il problema, rendendolo endemico e spesso ingestibile. La commistione tra gossip e politica è un fattore che occorre tenere presente per capire i perché del decadimento dei soggetti politici interpreti di qualsiasi istanza (di consenso o di dissenso).

Bene, con questo lungo e pallosissimo scritto ho provato a dire la mia, in maniera largamente abbozzata e insufficiente, su di un tema di stretta attualità sebbene di relativo interesse. Queste mie parole saranno oggetto di futura riflessione presso i movimenti del dissenso? Assolutamente no. È tutto bloccato dal neoliberismo e dalla hybris che caratterizza ideologia e prassi di buona parte (non tutti, sia chiaro!) di questi movimenti e dei loro interpreti politici e mediatici (influencer). In ogni caso c’ho provato. Il sasso nello stagno l’ho buttato. Magari tra qualche tempo tornerò nuovamente sul tema, con degli approfondimenti. Grazie a chiunque abbia avuto la pazienza di leggere questo post torrenziale e spero sufficientemente lucido.. .

Di Paolo Borgognone

08.07.2023

Paolo Borgognone (Canale (CN), 1981), laureato in Scienze storiche, collabora dal 2012 con il “Centro Iniziative per la Verità e la Giustizia” di Torino, per il cui sito (www.civg.it) ha redatto numerosi articoli e saggi. È inoltre autore dei seguenti volumi: “Il fallimento della sinistra «radicale»” (Zambon, 2013); “La disinformazione e la formazione del consenso attraverso i media” (3 voll., Zambon, 2013); “Capire la Russia. Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell’Ucraina postsovietiche” (Zambon, 2015); “Covid 19. A cosa serve, come ce lo raccontano, a chi giova" (Iniziative Editoriali Il Cerchio, 2020).

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Fonte:

https://t.me/paolo_borgognone/2003

https://t.me/paolo_borgognone/2004

Commenti (119)

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    1. Vincent1 15 luglio 2023

      Purtroppo è vero. Ma è anche vero il contrario nel senso che i vari partiti che hanno cavalcato il dissenso sono sempre stati manipolati e/o ricattati.
      E' vero anche che gli elettori continuano a votare il partito come una 'fede' sportiva.
      Chi è tifoso della Juventus sarà sempre della Juventus.
      Parlavo con un 5 stelle che continuava a dire che il partito è rimasto sempre coerente e fedele alla sua linea originale con cui era nato. Ovvio, con elettori così, il dissenso non ci sarà mai.
      La mia idea rimane quella di creare un partito - NON PARTITO.
      Un partito cioè fatto di solo iscritti che credono in una decina di punti fermi e chiari tipo:
      Costituzione del 1948.
      Fuori dalla NATO.
      Fuori dalla UE.
      ecc.
      Gli 'iscritti' dovranno crescere fino a raggiungere milioni.
      Nessuno può essere ricattato e nessuno può essere corrotto.
      Se ipoteticamente un tale 'movimento' dovesse raggiungere una decina di milioni di persone, come sarebbero i sonni notturni di mattarella?
      A mio parere sarebbero incubi.
      Non pensiamo più a partiti di duri e puri.
      Prima di tutto non esistono e poi sarebbero schiacciati come pomodori.

    2. omega 15 luglio 2023

      Già sul primo punto dissento.

    3. Vincent1 15 luglio 2023

      Sulla costituzione del 1948?

    4. omega 16 luglio 2023

      Si.

    5. Vincent1 16 luglio 2023

      La tua opinione ha il diritto di essere rispettata quanto quella di chiunque altro. Il movimento (teorico) di cui sto parlando ovviamante non pretende di rispettare le idee di tutti ma solo di quelli che si oppongono a questo stato di cose.
      C'è ad esempio un gran numero di persone a cui il pareggio di bilancio (per esempio) non va proprio giù ma non ha alcuna possibilità neanche di dirlo. E' scritto sulla costituzione (una delle ultime modifiche) e quindi è sacro.
      Ad altri invece (anche a me) non va giù neanche la diminuzione del numero di parlamentari. Stesso discorso.
      Ad altri ancora (ed anche a me) non va giù la cessione di sovranità verso la grossa finanza speculativa. Stesso discorso.
      Per te è ovviamente, queste sono tutte cose buone e, qualora ci fosse un movimento del genere, di certo non ne faresti parte.
      E' un tuo diritto sacrosanto.

    6. omega 16 luglio 2023

      La cessione di sovranità, non va bene neanche a me e non solo quella monetaria. Fuori l'Italia dall'euro e dalla Nato, fuori le basi Usa dal Paese, fuori da Scengen, rinegoziazione dell'adesione alla Ue e all'ONU, abolizione dell'art.11.
      La costituzione del 1948 va rifatta.
      Va bene la parte mazziniana del testo (con inno di Mameli a rimorchio) e diversi articoli della parte socio economica.
      Il resto è da buttare, perché scritto risentendo del tallone anglo-USA sul groppone e della paura di un ritorno del fascismo, con l'influsso nefasto del Papato e di Stalin in una ottica cattocomunista e antinazionale.
      Infatti codesta costituzione piace molto ai cattocomunisti stile Mummia.
      Dulcis in fundo, nella sua parte operativa funziona male, perché prevede una moltitudine di organi pletorici e procedure farragginose.

    7. Vincent1 16 luglio 2023

      E su questo non si potrebbe essere più in sintonia.
      Il fatto di dire 'torniamo alla costituzione del 1948' vuol dire togliere tutte quelle clausole che di fatto ci hanno messo sulla graticola.
      Che la costituzione sia stata letteralmente dettata dagli anglo - sionisti è ormai cosa risaputa. Piena di contraddizioni e di cavalli di Troia.
      Una costituzione che non è stata in grado di autodifendersi dagli attacchi dei vari presidenti della repubblica.
      Ripeto. Ritorno alla costituzione originaria per me ha il significato di togliere tutto ciò che ho descritto prima e su cui siamo in sintonia.
      Riscriverla da capo mi sembra un pò utopistico visto il tempo che è passato e su cui ci siamo sedimentati.
      Il tempo gioca un ruolo fondamentale. Vedi ad esempio l'unità d'Italia. Chi oggi potrebbe mettere in discussione tale evento.
      Parliamo dell'unità d'europa?
      Lasciamo passare qualche anno ed anche questo farà parte della storia. Quella storia che spetta solo ai vincitori di scrivere.
      Comunque un bel movimento con idee di questo genere chiare e precise, a mio parere, farebbe tremare le istituzioni.
      Meditate gente...

    1. ric 15 luglio 2023

      veramente a mio avviso senza una ideologia ,mirata ad un progetto di convivenza si va da nessuna parte , o meglio vi va nelle direzione del liberismo progressista , quel " progresso " che assieme al telefonino ti impone la bistecca derivata dal tumore delle cellule , che ti vaccina appena nato e porcherie simili.

    2. Senna 15 luglio 2023

      Prima di un progetto ci vogliono persone consapevoli, per chi lo fai se no il progetto? Ci sono persone con una certa consapevolezza in Italia? Lo 0, qualcosa? Non servono progetti, tanto non penetra nelle persone, la luce o si accende da dentro o rimane buio.

    3. ric 15 luglio 2023

      basteremo io e te..a tracciare il solco .

    4. Senna 15 luglio 2023

      Può essere

    5. Divoll 15 luglio 2023

      Io credo che le persone consapevoli in Italia siano ben piu' dello zero virgola. E sarebbe comunque un inizio. E secondo me ha ragione Ric, serve assolutamente un progetto, ma non e' necessario partire ogni volta da zero, scoprire continuamente l'acqua calda. Alcuni dei movimenti/partitini avevano un programma ed era anche piuttosto articolato e guardava anche al lungo termine, quindi si puo' riprendere, ampliare, arricchire, visto che in un anno ne sono successe di cose..

    1. Cleon XIII 15 luglio 2023

      Ricominciare da capo non significa tornare indietro...

    2. Divoll 15 luglio 2023

      Ricominciare da tre, o almeno da due. Dalle esperienze dei primi movimenti falliti e da quel che invece aveva portato, per esempio, Italia Sovrana e Popolare a quasi il 2%. Sembra poco, ma per un partitino dissidente appena formato, per la prima volta sulla scena politica, non e' affatto male. Srebbe un peccato perdere quella spinta propulsiva iniziale.

    1. Cleon XIII 15 luglio 2023

      Er Partitone ce vole, er Partitoneeee!!!!

      O meglio di no?

    1. Martin 15 luglio 2023

      Ma quale pazienza... hai letto bene a cosa hanno portato le rivoluzioni francese, sovietica e cinese? A milioni di innocenti morti ed a regimi imperialisti guerrafondai (Napoleone) o dittatoriali......

      L'unica grande rivoluzione fermatasi in tempo prima di sfociare nel destino guerrafondaio o dittatoriale e' stata la messicana..,a un certo punto si sono stufati di sbudellarsi, senza apparentemente essere arrivati a nulla....a molti storici e' sembrata una sconfitta irrazionale.. a me e' sempre sembrato un enorme titolo di merito... infatti il Messico e' praticamente l'unico grande Paese dell'America Latina ad essere sempre scampato dalla logica del conflitto tra marxisti ed estrema destra militare

    2. Primadellesabbie 15 luglio 2023

      Lí infatti lo scontro è stato tra monarchie (Massimiliano d'Asburgo non era stato mandato in Messico per caso) e regime repubblicano rappresentato dai massoni che lo hanno fucilato.

    3. Martin 15 luglio 2023

      Eh certo, come no.... fucilato nel 1867, ossia solo 43 anni prima della rivoluzione messicana, iniziata nel 1910..hasta la vista e salutami Speedy Gonzales (e Rosita,ovviamente)

    4. Primadellesabbie 15 luglio 2023

      Fucilato quando si decideva il destino tra monarchia e repubblica, quanto avvenuto dopo non sarebbe stato possibile con gli Asburgo imperatori del Messico.

      Speedy ricambia i tuoi saluti.

    5. Vincent1 15 luglio 2023

      Sono d'accordo

    6. Martin 15 luglio 2023

      Ma chi te l'ha detto... le masse contadine non sarebbero di certo sparite con gli Asburgo... come il proletariato industriale e contadino che protestava nell'Europa pre WW1... e che fu infatti inviato a farsi sbudellare nelle trincee della WW1... e non c'erano ancora ne' Adolfo e ne' Benito al potere, infatti non se ne parla.... oggi lo scenario e' molto simile

    7. Primadellesabbie 15 luglio 2023

      I conti tra monarchia e repubblica sono stati chiusi prima oltreoceano e poi, con la WWI, in Europa.

      Fondere populismo e nazionalismo per dare origine ai fascismi è stato il contraccolpo vincente del sistema autoritario preesistente altrimenti destinato a un drastico ridimensionamento.

      Non avere permesso che i rapporti di potere si adeguassero nella società, allora, è stata una disgrazia i cui effetti si trascinano, amplificandosi via via che l'esatta percezione del problema si appanna, fino ai nostri giorni.

    8. Martin 15 luglio 2023

      Continua a sfuggirti che fascismo e nazismo furono innanzitutto movimenti popolari che una volta arrivati al potere entrarono in diretta rotta di collisione sia con le elites liberali (Usa, GB, Francia) che con i marxisti (URSS), fino alla WW2, che non e' accaduta per caso.

    1. Martin 15 luglio 2023

      Il soggetto si interroga sul fallimento e sulle sue cause del cd movimento del dissenso perche' e' nato nel 1981. La maggior parte dei nati negli anni 60, come il sottoscritto, non ha mai dubitato del fallimento, avendo gia' visto come sono finiti vari movimenti di estrema sinistra degli anni 70, i radicali, e sopratutto il caso piu' recente della famosa Italia dei Valori di Di Pietro (tutti giovani e presuntamente duri e puri, e tutti corrotti alla prima occasione di contatto con il denaro pubblico).

      Il cd movimento del dissenso ha avuto credibilita' pari a ZERO nella mia generazione. Si e' trattato, semplicemente, di una giovane generazione cresciuta e formata dall'ideologia marxista e disfattista propagandata dagli apparati mediatici e culturali del PD e della sinistra, e che non e' mai uscita da tale logica, esattamente come Podemos in Spagna (finanziata da......Chavez).

      Alla fine le richieste del movimento si sono concretate nella decrescita felice e nel mero assistenzialismo. Le stesse richieste odierne della Schlein: tassare la classe media che produce e lavora per mantenere milioni di giovani nullafacenti e di immigrati, in sintesi il modello francese.

      Quanto ai cd leaders, stendiamo un velo pietoso: tra Grillo, Di Majo, Di Battista, Santori ..... un ritardo culturale da Paese del Terzo Mondo.

      Solo un esempio: secondo un poll fatto a suo tempo, l'80% dei grillini aveva scelto Milena Gabanelli come la candidata ideale alla Presidenza della Repubblica.... eh si.. una cd giornalista di denuncia della Rai diventa uno standard politico e etico,,, verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere.....

    2. omega 15 luglio 2023

      Anche a destra non sono messi bene.

    3. Bertozzi 15 luglio 2023

      Beh direi, Martin deve tirare acqua al mulino del governo della Meloni, e visto che per decenza non può farlo palesemente lo fa indirettamente accanendosi sul cadavere della cosiddetta sinistra, ognuno ha il suo compito e il suo è portare i valori mainstream nella contrinformazione, per lui - e pure tanti altri - esistono ancora destra e sinistra, mi sa che non c'è speranza.

    4. Martin 15 luglio 2023

      Io non tiro proprio nessuna acqua al mulino di nessuno, specie considerando che continuiamo ad essere non solo un protettorato UE, ma addirittura sprofondati al rango infimo di colonia di ripopolamento dall'Africa.

      Qualcuno aveva fatto un accordo con la Libia nel 2008 anche per impedire l'invasione, ma sappiamo com'e' finita.....i Paesi amici hanno scatenato la guerra alla Libia, e noi ci siamo pure accodati... ma si fa finta di nulla, ancora oggi....nonostante danni esponenziali ed epocali......

    1. Primadellesabbie 15 luglio 2023

      Qui Borgognone, che ho ascoltato un paio di volte, mi ricorda l'invenzione dell'ipotetico discorso che il duce avrebbe pronunciato da un balcone a Torino verso la fine della guerra (circolava un disco di un imitatore):

      "Italiani!
      Camice nere della rivoluzione!
      In questa città e tra queste montagne volute e realizzate dal fascismo, vi annuncio che... abbiamo perso la guerra!"
      (Applausi scroscianti).

    2. Martin 15 luglio 2023

      Guarda che le battutine sul Duce, quasi 80 anni dopo, non sono molto intelligenti o argute, e servono solo a nascondere o sminuire l'odierna realta'.

      Il Duce era convinto che solo un impero italiano nel Mediterraneo e in parte del Nord Africa ci avrebbe salvato dalla sicura prospettiva dell'invasione africana (negli anni 30 gia' in corso in Francia), e ci abbiamo tutti - io incluso - riso su per decenni post 1945.

      Ma ormai siamo scesi al livello infimo di una colonia di ripopolamento dell'Africa......per caso ci trovi qualcosa da ridere?

      Anzi, parliamoci chiaro: quale dei due destini fa piu' ridere, secondo te?

    3. Primadellesabbie 15 luglio 2023

      "Dovunque tu andrai porterai rovina"

      Disse Matteotti a Mussolini nella riunione del 27 aprile 1914 al teatro Vittorio Emanuele II di Ancona.

    4. Martin 15 luglio 2023

      Eh si, ma poi nelle elezioni del 1924 i fascisti presero il 67%, rendendo inutile il premio di maggioranza della legge Acerbo, che infatti non fu applicato ... a voglia a protestare....

    5. Primadellesabbie 15 luglio 2023

      E hanno portato rovina!

    6. Martin 15 luglio 2023

      Hanno perso una guerra: e' successo a tutti, prima o poi.

    7. warheit 15 luglio 2023

      peggio ancora sarà una guerra dove non ci sarà nessun vincitore,
      hai voglia a ricostruire dalle macerie ma senza una visione generale dell'accaduto, senza rivisitazioni storiche che possano rielaborare un pensiero da condividere.

    8. Primadellesabbie 15 luglio 2023

      E certo è successo a tutti.

      Allora perché ti agiti al cospetto dei vincitori occupanti cui hai steso il tappeto rosso, del loro seducente progresso e degli ospiti che hanno generosamente invitato e che ti ostini a chiamare invasori,?

    9. Martin 15 luglio 2023

      Io non ho steso il tappetino proprio a nessuno

    10. nandoricciardi 15 luglio 2023

      E' sindrome ossessiva-compulsiva. Quale che sia il punto di partenza della discussione il finale è già scritto nell'ideologia fascista: alla fine Lui aveva ragione.Che fosse un piccolo borghese ingaglioffito, anti-operaio, servo del capitale, assetato di sesso a buon mercato e di potere, circondato da un nugolo di corifei corrotti e opportunisti, che con il suo imperialismo straccione abbia portato l'Italia alla guerra, alla miseria e infine alla subalternità al liberismo patologico americano... questo ed altro non contano niente. In fondo le certezze pur se fallaci e patetiche aiutano a vivere perché sottraggono una volta per tutte all'umiltà e alla pena del pensiero.

    11. Martin 15 luglio 2023

      E bravo, se non fosse che chi ha studiato la storia non solo nella versione dei vincitori SA che la guerra l'hanno voluta anche GB Francia Polonia e USA, non solo la Germania, e ancor meno l'Italia, che all'inizio aveva fatto di tutto per bloccarla sul nascere. Per non parlare dell'URSS che dopo Polonia Baltici e Finlandia, era pronta ad attaccare la Germania, ed e' solo stata anticipata da Hitler - come emerso dalle testimonianze concordi di diversi Generali nazisti, sia a Norimberga che dopo. Ma ovviamente non ne sai nulla, studiando la storia SOLO nella versione dei vincitori: i buoni e i cattivi - come no!

    12. ric 15 luglio 2023

      la Germania e' l0 unica che no voleva la guerra. a differenza di Francia , Inghilterra ed usa...

    13. Primadellesabbie 15 luglio 2023

      Questa volta la storia l'hanno scritta abbondantemente e adeguatamente falsificata i perdenti, decisi a difendere a tutti i costi i criminali che si erano scelti per capi (e la situazione si sta ripetendo).

      (Il governo americano aveva fatto sapere a più riprese, anche attraverso un finanziere italiano che ha scritto due lettere (esistono), per conto del Presidente, direttamente al duce che conosceva personalmente, di poter rinegoziare i debiti contratti dal nostro Paese per la WWI, che erano al centro della contesa, a patto che il R. d'Italia si astenesse dal conflitto.)

    14. BrunoWald 18 luglio 2023

      La guerra ce l'avrebbero inflitta anche senza l'imperialismo straccione, perché gli anglosassoni e i loro committenti avevano deciso di por fine alle velleità di indipendenza dell'Italia: che a guidarla fosse Mussolini, o Alberto Sordi, a loro non importava minimamente.

      Personalmente, di critiche al fascismo potrei farne anche troppe, sia sul piano ideologico che della prassi, ma resta il fatto che con tutti i suoi limiti ha costituito, storicamente, l'unico tentativo di creare una nazione indipendente e sovrana, con uno stato degno di questo nome.

      Invece gli antifascisti sono stati capaci solo di infliggere alla nazione una guerra fratricida, con i soldi e le armi del padrone americano, che hanno pure la spudoratezza di criticare dopo aver fatto di tutto per consegnargli l'Italia su un piatto d'argento. Certo, la maggior parte di loro avrebbe preferito consegnarla a Stalin, ma essendo solo dei servi non avevano voce in capitolo.

      Del fascismo si potranno dire molte cose, ma perlomeno è caduto combattendo: in molti casi, letteralmente fino all'ultimo minuto. E aggiungerei, chi muore giovane è il più caro agli Dei...

      Il marxismo invece si è ingloriosamente venduto al nemico, e i suoi dirigenti si affrettarono ad ammainare la bandiera rossa nella frenesia di trasformarsi in capitalisti anche loro, mentre l'ex-dittatura del proletariato importava liberismo ed esportava puttane e mafiosi tatuati.

      Come vedi, un pò di umiltà e di pena del pensiero farebbe un gran bene anche a voi.

    15. BrunoWald 18 luglio 2023

      Roosevelt era quello che inviò il suo emissario Bullit a soffiare sul fuoco del conflitto in Europa; era quello che "le frontiere dell'America sono sul Reno"; era quello che provocò il Giappone oltre ogni limite, fino a far cadere il governo Konoye e far salire al potere i militari; era quello che sapeva la data e l'ora dell'attacco a Pearl Harbor, ma ordinò di non informare l'ammiraglio Kimmel, perché aveva bisogno di traumatizzare gli americani riluttanti alla guerra.

      Se Mussolini ebbe una sola buona idea in tutta la sua vita, fu quella di non fidarsi di un simile cialtrone.

      Il 16 marzo 1940 il duce si offrì di promuovere una concreta missione di pace all'inviato di FDR, Summer Welles, ma agli americani interessava solo gettar fumo negli occhi.

      Nel frattempo, già in febbraio, gli inglesi avevano annunciato la confisca dei nostri mercantili che trasportavano carbone, per il quale dipendevamo interamente dalla Germania. Così possiamo farci un'idea su chi voleva davvero la guerra.

    16. Primadellesabbie 18 luglio 2023

      Siamo alle solite, per ostinarsi a difendere dei criminali che si sono prestati a vessare e distruggere i loro popoli bisogna far apparire più malvagi tutti gli altri.

    17. BrunoWald 18 luglio 2023

      No. Per rispetto alla verità storica, bisogna ricordare che gli inglesi consideravano l'Italia cosa loro, e se non si fosse sottomessa l'avrebbero distrutta in ogni caso, anche se al governo ci fosse stato Topo Gigio.

      Per cui la retorica della "guerra fascista" è una menzogna. Il fascismo ha fatto benissimo ad affrontare gli avvoltoi; il suo crimine, semmai, è di non averlo fatto con la determinazione che le circostanze richiedevano.

      In quanto agli "altri", non c'è bisogno di farli apparire più malvagi: hanno già provveduto da soli.

    18. Primadellesabbie 18 luglio 2023

      Questo è un bell'esempio di storia inventata dagli sconfitti.

    19. BrunoWald 20 luglio 2023

      Se così fosse, caro Prima, avremmo avuto nei vincitori dei maestri insuperabili.

    20. Primadellesabbie 21 luglio 2023

      Li avete ampiamente superati.

    21. BrunoWald 21 luglio 2023

      Non essere troppo modesto.

      Anche tu, forse non ti dedicherai alle grandi narrazioni mistificatorie, ma quelle brevi frasi buttate là, che paiono suggerire tanto senza dire nulla, non somo mica male!

      I miei rispetti.

    22. Primadellesabbie 22 luglio 2023

      Magari fossi capace di "suggerire tanto senza dire nulla"!

      Equivarrebbe a essere in grado di mettere in moto la mente di chi legge, mica una cosa da poco.

    23. BrunoWald 23 luglio 2023

      Infatti ho scritto che "paiono" suggerire tanto...😉

      Se mi consenti un pacato apprezzamento personale, sei una persona colta e intelligente, dalla quale si potrebbe senza dubbio imparare molto, ma purtroppo su alcune questioni non riesci proprio ad essere obiettivo.

    24. Primadellesabbie 23 luglio 2023

      Dobbiamo rassegnarci al fatto che la verità ha tanti aspetti e ci è impossibile coglierli tutti.

      Quello che possiamo fare è cercare di far convivere gli aspetti che riusciamo a cogliere trovando il modo di armonizzarli.

      Alcuni punti di vista e relative teorie mirano a impedirlo.

      (Ciascuno si guardi dentro).

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