Il fenomeno “incel”

Il fenomeno “incel”

Di Marco Trombino, appelloalpopolo.it

Da alcuni anni è emerso uno di quei fenomeni socio-psicologici che sarebbe stato impensabile fino al secolo scorso incluso, ma che rappresenta una delle curiose novità culturali del mondo contemporaneo: gli “incel“.

Con questo termine si indicano quelle persone, generalmente giovani – ma non solo – e segnatamente di sesso maschile, che sono “celibi involontari” da cui il nome, “INvoluntary CELibate”. Il sintomo è balzato agli onori delle cronache per la sua consistenza in termini numerici. Parliamoci chiaro: gli “scapoloni” esistevano anche nel passato, ma si trattava di pochi casi e non costituivano certo un segmento sociale né un tema di preoccupazione mediatica.

Ma ora pare che lo stia diventando perché questi ragazzi, cresciuti enormemente in numero, hanno cominciato ad organizzarsi nella più ovvia delle maniere che consente la tecnologia del XXI secolo: creando gruppi in rete. Sulla fenomenologia ci sarebbe molto da raccontare: alcuni gruppi hanno elaborato la “Teoria LMS” per cui un uomo sarebbe attrattivo nei confronti delle donne sulla base della bellezza, del denaro e della posizione sociale, la “Teoria Redpill” è una evoluzione della prima per cui le donne e gli uomini sarebbero biologicamente diversi e quindi avrebbero differente selettività nello scegliersi il compagno/a, la “Teoria Blackpill” e un’estensione della seconda per cui è così e non ci si può fare una mazza; più tante altre sfaccettature e sottomovimenti che in questo articolo non vengono dettagliati per brevità.

Questa sorta di “movimento” ha avuto, da parte dei media del sistema, un’accoglienza ostile e accusatoria; gli incel vengono tacciati di sessismo, di misoginia e i media affermano che si tratti di organizzazioni ai limiti dell’illecito e del terrorismo, perché alcuni di questi ragazzi hanno poi finito per sfogare le proprie frustrazioni compiendo veri e propri massacri a casaccio, come nel caso dei recenti attentati di Plymouth in Inghilterra del 12/8/2021 o di Allen nel Texas del 6/5/2023.

Al profano che per la prima volta si approccia a questa realtà saltano all’occhio innanzitutto due caratteristiche, che poi hanno la medesima radice. La prima è l’inutile e fastidioso ricorso ad anglismi (“LMS”, “Redpill”, “Blackpill”, ecc. perché evidentemente “scapolo” e altre ispirazioni dal vocabolario di Boccaccio e Petrarca fanno schifo, ma sull’Italiano considerato come lingua di serie B si rimanda a considerazioni in futuri articoli).

La seconda è quella di dover assegnare un nome, un’etichetta a qualsiasi categoria – o supposta tale – di persone, anch’essa pessima abitudine di origine anglosassone: sarebbe come dare un nome a quelli che mordono il cono del gelato dal fondo e un altro a chi lo morde dall’orlo, o a quelli che usano fazzoletti di tela al posto di quelli di carta, o a quelli che sollevano l’asse del gabinetto prima di orinare rispetto a quelli che lo tengono abbassato. L’assegnazione di nomi a gruppi di persone può sembrare un’abitudine innocente, ma non lo è affatto; etichettare le persone ha la conseguenza psicologica di imprimere una specie di marchio a fuoco sulla fronte degli individui i quali si sentiranno condannati ad un preciso destino a causa di una particolare classificazione che percepiranno come propria.

L’uso del verbo “essere” suggella la categorizzazione: come dire, io sono incel quindi sono condannato al particolare destino di appartenere ad una setta e ad avere un certo comportamento; se, al contrario, il ragazzo pensasse di essere semplicemente un giovane con qualche difficoltà in più rispetto ad altri sul terreno sentimentale, ecco che capirebbe di non trovarsi legato a nessun destino prefigurato da una categoria, recupererebbe una parte della necessaria fiducia in sé stesso e avrebbe molte possibilità in più di conquistare la fatidica fidanzata.

Alcune riflessioni che circolano tra questi gruppi hanno un fondamento e anzi sanno un po’ di scontato: le donne sarebbero molto selettive (si sapeva già ai tempi dei miei bisnonni), tendono ad aspettarsi sicurezza economica (ci mancherebbe altro), guardano l’aspetto fisico (perché gli uomini no?). La riflessione immediata di queste organizzazioni “incel” è che il fenomeno sia esploso per via dell’emancipazione femminile, che avrebbe reso le donne egoiste ed inclini a vivere da sé, lasciando nella solitudine masse di loro coetanei maschi. E’ di una facilità sconcertante confutare una tesi così stupida: l’emancipazione femminile, nel secolo scorso, ha avuto ampio spazio nelle società a socialismo reale, dove sposarsi e fare figli – magari dopo aver guidato un carro armato in guerra – era l’assoluta normalità per una donna sovietica, come per una donna nordcoreana, come per una donna vietnamita.

Quindi piantiamola di dare la colpa all’emancipazione.

La verità è un’altra, ed è ora che gli “incel” ne prendano atto. La solitudine sentimentale è un fenomeno tipico delle società liberiste avanzate. Il sistema economico capitalistico-liberista spinge volutamente, scientemente e meticolosamente i cittadini ad essere solitari ed egoisti, perché i burattinai di tale sistema – ossia i grandi oligarchi – sono ben consapevoli che le masse organizzate sono l’unico nemico di cui possono avere paura (la storia del ‘900 è stata chiarissima su questo punto) e fanno di tutto per disabituare il popolo anche alle più basilari forme di unione. Lo smantellamento di ogni forma di aggregazione, inclusi le normali relazioni sentimentali e le unità familiari, è portato avanti con scientifica perizia tramite tutti i media possibili: dai film ai romanzi, dalle notizie di cronaca nera alle riviste di moda, agli influencer in rete. Le conseguenze sul comportamento dei giovani si vede e, per quanto sia deprimente, non sorprende affatto.

Certo che raccontare a un ventenne di oggi che non si libererà della sua solitudine sentimentale se prima non si libera di un sistema socio-economico non è facile, specie per una generazione abituata a sentirsi raccontare solo un certo tipo di versione della società e a considerare “utopistica” ogni altra, anche quella in cui vivrebbe molto più sereno. Ma così è: gli incel se ne facciano una ragione.

E magari, già che ci sono, si ripassino l’art. 29 della Costituzione Italiana che prevede (sorpresa!) che la Repubblica riconosce i diritti della famiglia. L’attuazione di tale principio porterebbe ad uscire dalla frustrazione un sacco di ragazzi. Ma, come tutti i diritti sociali, non si fa da solo: occorre organizzarsi e combattere per ottenerlo.

E non in rete.

Di Marco Trombino, appelloalpopolo.it

05.07.2024

Fonte: https://appelloalpopolo.it/?p=86316

Commenti (110)

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Mostra commenti 29 caricati
    1. martro 13 agosto 2024

      Bisogna accettare il fatto che i fenomeni sociali e di costume li fa l'economia. O meglio, li fanno quelli che hanno i soldi da spendere nella generazione dei fenomeni di costume. Poi, è ovvio, un argomento così vasto non si può esaurire in un articolo. t.me/riscossaincel_it

    2. lysmata 16 agosto 2024

      Visto il gruppo Telegram proprio ora. Mah, nzomma, sono in 3. Secondo me non trombano nemmeno lì :D

    1. gianB 13 agosto 2024

      Mannaggia ragazzi... Con il mio sono 100 i commenti sull'argomento!!!! (con "un navigatore sull'orlo di una crisi di nervi ").
      É un record !! Che sia un "effetto gnocca"? O effetto "sole di ferragosto"? 😁😉

    1. Primadellesabbie 13 agosto 2024

      Nessuno ha sollevato la questione che, avendo la libertà di scegliere* il padre, l'altra metà del cielo diviene l'architetto, il 'selezionatore' della società futura, la cui composizione dipenderà dalla cultura o dagli umori delle antenate.

      *Non è stato sempre così, si pensi ai matrimoni combinati o ai lunghi periodi di guerre, o di invasioni, o di incursioni dal mare (i normanni arrivavano in diecimila!), durante i quali gli stupri sono stati la norma.

    1. Primadellesabbie 13 agosto 2024

      Prima che la modernità intaccasse la loro millenaria esistenza i lapponi, che organizzati in famiglie seguivano, senza telefonini, isolati e lontani, gli spostamenti delle mandrie di renne da cui traevano il necessario per vivere, si riunivano per tre giorni ogni anno in occasione di una fiera.

      Quei tre giorni erano cruciali per le giovani in età da marito e per i ragazzi che cercavano moglie.

      In quei tre giorni dovevano individuarsi, scegliersi e accettarsi, altrimenti se ne riparla tra un anno.

      Non avevano il tempo per disquisire sull'indole del proprio o dell'altro sesso.

      Per loro ha funzionato così dalla notte dei tempi.

    2. oriundo2006 13 agosto 2024

      Le guerre qui da noi servono anche a questo. Per chi non capisce, il ‘mostro’ separa gli uomini gli uni dagli e dalle altre, instilla dolore e colpa, odio e disprezzo: vive letteralmente sul male che si studia di procurare. Nelle sue spire alla fine autoconsolatorie per la vittima cade tanta parte dell’umanità e trovare la forza di rompere l’abbraccio mortale spesso risulta impossibile: purtroppo molte femmine gioiscono del male che fanno, della condanna sociale che operano. Ne sono felici, considerano positivo il fatto di escludere, di negare, di rigettare l’altro: e l’omosessualità chiude la porta giustificandolo.
      Tutto è voluto, tutto è preordinato, tutto è ‘architettato’. Che credete?

    1. Bertozzi 12 agosto 2024

      Dai però, non è il caso di dare l'addio per così poco.

    1. R66 12 agosto 2024

      Parli come se si trattasse di una cosa una tantum: ormai è fatta, sono condannato.
      Non è affatto così, alcuni magari hanno facilitazioni, ma chiunque può trovare una compagna/o a volerlo.
      Nel caso non fossi pratico ad attaccare bottone 'a random', vai sull'interesse specifico.
      Per esempio, ti piace la montagna?
      Iscriviti al CAI e vai in montagna, oppure segui uno sport, insomma fai qualcosa dove conoscere persone con già qualcosa di affine.
      Come detto prima, se rimani a casa resta solo la postina; se poi è un maschio sei spacciato.

      PS
      Una mia amica ha trovato il compagno tramite quei viaggi strani in cui si aggregano più persone e uno fa da cicerone.

    1. ws 12 agosto 2024

      Ma fra le tante "teorie," basterebbe la banale costatazione che le "femmine" di oggi fanno PAURA.
      Somo (felicemente) sposato da 47 anni ma visto ciò che c'è in giro adesso non ho dubbi che se fossi nato 30 anni dopo sarei "incel" anchio.
      Che altro dire se non "mission accomplished" ? Purtroppo " fottere nel cervello" l' attuale gioventù ( specie quella "femminile" ) è stato facilissimo.

    1. lysmata 12 agosto 2024

      E comunque non credevo di poter arrivare a scriverlo ma, quando c'era lui ( Silvio!!!) queste cose non succedevano. Aridatece Colpo Grosso e le mammaciccio!!!

    1. nandoricciardi 12 agosto 2024

      Lo stipendio del "capofamiglia" (ma non è questo il problema, varrebbe lo stesso discorso se si trattasse di una "capafamiglia") nella stragrande maggioranza dei casi non basta più a sostenere il nucleo familiare con le sue molteplici esigenze, abitative, sostentamento, studi, viaggi, consumi più o meno necessari o superflui. Lavorare in due, quando e laddove il lavoro si trova, per ricevere in cambio un salario equivalente in poter reale d'acquisto al 50% di quanto si percepiva, che so, 40 anni fa, accollarsi responsabilità immani, correre da mane a sera dietro necessità più o meno reali, osservare intorno un mondo sempre più orribile, sottoporsi alle regole del "mercato", ecc. ecc..., e tutto quello che si voglia aggiungere, dissuadono uomini e donne non solo dal matrimonio ma anche dalla vita di coppia, per non parlare dal mettere al mondo dei figli. E in ogni caso i fattori strutturali, di ordine economico, vengono ben prima dei fattori sovrastrutturali, culturali, ideologici, sociologici, di genere, ecc.

    1. omega 12 agosto 2024

      Il tema è serio e c'è poco da giocarci sopra.
      Parlo per esperienza diretta perché sono un ex incel che ha risolto non presto il problema, soffrendo molto in precedenza. Peraltro conosco molte persone che si trovano in questa condizione e non riescono ad uscirne.
      Le cause del problema sono molteplici ma si possono concentrare in due: non darsi da fare da subito quando si è adolescenti e sopravvalutare la donna per sensibilità, emotività, timidezza, romanticismo o diffidenza.
      Per un giovane di insuccesso più il tempo passa e peggiore diventa la sua condizione,
      salvo che abbia un colpo di fortuna.
      Passata la giovinezza, diventa più facile l'acchiappo perché le donne diventano più disponibili e perché si hanno normalmente più soldi e migliore status sociale; però molti incel ormai, ad una certa età, sono senza autostima e rancorosi verso la donna
      fino alla misoginia.
      Parlando perlomeno delle italiane, esse sono attratte dall' uomo di successo e sono
      di solito finte romantiche.
      Allora la soluzione per i maschi non di successo è imparare a saperci fare e darsi da fare con più donne contemporaneamente senza perderci troppo tempo.
      Prerequisito essenziale è quello di non metterle su un piedistallo e di essere mentalmente freddi e risoluti.

    2. Cleon XIII 15 agosto 2024

      Sì, basta aspettare. Nel lessico redpill succede che la donna, appena inizia sfiorire, viene scaricata dall'alfa e allora ripiega su quello che viene definito drone o beta-provider che, opportunamente zerbinato, si assume l'onere del suo mantenimento.

    3. omega 16 agosto 2024

      Se non sei un giovane di successo, per quanto tu ci sappia fare, se non abbassi di molto le pretese sarai sempre la riserva, il ripiego o il numero 2 di qualcun altro.
      Per rompere lo schema devi cominciare ad avere successo in qualcosa, in modo da attirare l'attenzione.

    1. Bertozzi 12 agosto 2024

      Eh menomale che ha fottuto noi caro individualista, a me pare che siate voi belli belli a fare quel che vuole lui, e non mi riferisco alla masturbazione, contro cui non ho proprio nulla, anzi. Ma il paragone coi covidioti perché ci piace la fregna e ancora ne godiamo lo rispedisco al mittente e sarà meglio che non ti fai sentire a fare certi paragoni, se non vuoi farti ridere dietro.
      Con affetto. Che poi, scherzi a parte ,basta farle ridere e farle parlare. Ha sempre funzionato e funzionerà sempre

    1. IlContadino 12 agosto 2024

      La ragazza 'Gustav Thöni' risolve tutti questi problemi, se di problemi si tratta.
      Storia vera, vediamo se la capite.
      Un amico, la domenica al bar, mi racconta della sera prima.

      Non ci crederai, ieri sera usciamo dalla discoteca io, Luca e Marco, facciamo per salire in macchina e ci raggiunge una certa Paola, chiede un passaggio, non la conoscevo, gli altri due sì.
      Salgono tutti e tre dietro, strano, insolito, ma poi ho capito.
      Tempo cinque minuti, guardo allo specchietto e mi scappa detto: "diobono Paola, mi sembri Gustav Thöni!"

    1. lysmata 12 agosto 2024

      Ammazza, quante pippe!

      Mentali, eeeeh?

    1. uomospeciale 12 agosto 2024

      io non ti ho offeso o preso in giro.
      Ho solo riportato fatti e opinioni personali senza giudicare nessuno.
      Mi spiace se stai passando un brutto momento ma ti invito a uscirne principalmente rivedendo l'ordine delle tue priorità..
      Se lasci che l'opinione di te stesso o la tua felicità dipendano dalle scelte o meno di altre persone sulle quali in definitiva non hai nessun controllo, non vivrai mai bene.
      Le donne non sono importanti come troppi credono che siano, quello che conta davvero è la salute, gli amici, la famiglia e lo stare bene con sé stessi.
      Voi incel se posso dirtelo senza offesa, siete troppo incentrati solo su quello che desiderate ma che non sapete, volete, o potete ottenere.
      Non vale mai la pena rovinarsi la vita per le donne o per la loro mancanza che senso ha?..
      C'è tanto altro al mondo.
      E no, non esiste un diritto al sesso, allo stare in coppia, all'avere una donna o quant'altro..
      Non c'è niente di tutto questo, non c'è mai stato nè ci sarà mai.
      Mi spiace.😢

    1. DrCaligari 12 agosto 2024

      Definizione di Incel? Uno slalomista tra i pupazzi col Parkinson. (nessuna allusione a chi è felicemente impegnato e/o vive una sessualità sana)

    1. Primadellesabbie 12 agosto 2024

      La famiglia che conosciamo ha caricato sulle spalle dei suoi componenti il peso di innumerevoli contraddizioni non risolte, una spia fra tante è rappresentata dalla prassi di dissimulare con rituali comportamenti stereotipati le asperità di varia natura dei rapporti personali tra i suoi componenti, via via che si manifestavano.

      Le differenze culturali moltiplicatesi grazie all'accesso a fonti di formazione molteplici hanno reso vana quella pratica col risultato che, frequentandosi, uomini e donne (anche individui in genere) si scoprono estranei e senza rimedi.

      Inoltre, udite udite, i maschietti hanno scoperto per varie vie, o stanno scoprendo, la spiritualità, e le femmine che, grazie anche al predicatore domenicale credevano di amministrarla in esclusiva, hanno aderito in massa al materialismo.

      Stiamo traversando una zona di nessuno.

    1. R66 12 agosto 2024

      Ma non è cattiveria...
      Una cosa è vivere una situazione temporanea con possibilità di evoluzione, un'altra è fossilizzarsi credendola permanente, iscriversi a gruppi tematici e trovare sollievo nel mal comune.

      Cosa si può dire a chi cerca di far passare la seconda opzione come colpa dei tempi o di qualche altra sciocchezza?

    1. R66 12 agosto 2024

      Non vorrei infierire, però se uno non esce, non usa neanche le app, insomma, non fa nulla, resta soltanto la postina.

    1. Bertozzi 12 agosto 2024

      Da notare nessun commento femminile, per decenza immagino, o pietà. Uomini sull'orlo - ancora lui! - di una crisi di nervi. Che se la raccontano tra di loro, di quanto l' uva sia grama o poco matura.
      Il transumanesimo ha colpito molto più forte di quanto sembri, ha definitivamente distrutto il maschio. Oddio diciamo il maschio che frequenta questo romitorio, quello là fuori probabilmente è ancora sano e con i lombi funzionanti, e non perde tempo con carrarmatini da Risiko e amenità varie, magari non sa leggere, però tromba, e sta molto meglio di sti incel mgtow e finocchi 2.0

    2. lazarovici 12 agosto 2024

      le femmine non commentano, le femmine stanno zitte? Sicut erat in votis...

    3. IlContadino 13 agosto 2024

      La donna vuole questo, la donna pretende quest'altro, la donna è fatta così, la donna è fatta cosà, la donna di qui, la donna di là...
      A malapena sappiamo che pizza vogliamo al momento dell'ordine ma pretendiamo di sapere cosa vogliono le donne, tutte, in generale. Le donne: un unico essere, un'unica volontà, talmente tutte uguali da poterne fare un solo campione.
      Poi, a Dio piacendo, ne arriva una, una soltanto, ci si innamora, la vita cambia, ogni ideale rivoltato come un calzino, e si smette di parlare di donne!
      Margherita e birra media, grazie.

    1. R66 12 agosto 2024

      Ho appreso che la sigla significa involuntary celibate; in pratica, secondo loro, nessuna li vuole.
      Ok, prendiamola per vera.

      Considerazione banale.
      Dato che la distribuzione dei sessi è numericamente all'incirca simile, anzi, in alcune nazioni come l'Italia la parte femminile è superiore all'altra.

      Qualcuno può spiegarmi come possa esistere il fenomeno incel senza la controparte?
      Supponendo che una miriade di maschi hanno la moglie e anche l'amante, magari anche più di una, queste ultime sono comunque nubili (quelle di altri, ossia moglie/amante, annullano l'effetto).
      Quindi?
      1) Tutto il fenomeno si basa su volontarie e involontari?
      2) Tecnicamente, una volta sposati si esce dalla "lista" e alcuni maschi si sposano 10/15 volte?
      3) Non ce la raccontano giusta e ci sono enormemente più maschi che femmine?
      4) Ogni tanto bisogna uscire dal baratro, orlo, precipizio ecc...?

    2. Giudice Holden 12 agosto 2024

      La spiegazione è facile, il fenomeno incel esiste ma è assolutamente minoritario. Sono sottoinsiemi sociali gonfiati ad arte dai soliti media che amplificano la loro visibilità. Nei loro desideri profezie autoavveranti, nelle quali in tanti cascano. In giro vedo tantissimi ragazzi e ragazze assieme, senza che nessuna di loro dica il maschio è morto. Probabilmente perché sotto sotto si accorgono che fortunatamente è ben vivo.
      Poi ci son quelle che vanno col masai, buon per loro...de gustibus non est dismutandum.

    3. R66 12 agosto 2024

      Il mio voleva essere un'intervento ironico.
      Riguardo al fenomeno, nel caso incontrassi un suo esponente, prova a chiedergli quante sono state nel precedente anno le volte in cui ha invitato qualcuno per un caffè/cena/evento/mare/montagna/lago/chiacchierata ecc... confido che la risposta spiegherà l'arcano.

    4. lysmata 12 agosto 2024

      Da un punto di vista squisitamente etologico l'immigrazione e il conseguente ripopolamento di maschi nel territorio copre il numero di femmine incel al femminile, con una certa direzionalità sud-nord, più o meno evidente secondo le zone.
      Insomma, a Milano la signora Rossi si tromba il signor Calogero, a Roma la signora si tromba il signor Mohamed e così via.
      Ma nun te preoccupà, è vero pure il contrario, il signor Brambilla, attempato impiegato delle Poste, ancora vergine, spesso riceve, proprio sul filo della pensione, le attenzioni di una giovane milfona, separata ed avente una o due bocche da sfamare a carico, con la carne color cioccolato e le movenze di una leonessa. E il cerchio, come per miracolo, si chiude. E tutti trombarono felici e contenti.

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