Come ti rottamo il maschio e la famiglia tradizionale con la favola del “patriarcato”

Come ti rottamo il maschio e la famiglia tradizionale con la favola del “patriarcato”

scenarieconomici.it

Di Francesco Carraro

Nella terribile vicenda dell’omicidio efferato di Giulia Cecchettin c’è una chiave di lettura logica, razionale, evidente. Ma ne è stata imposta un’altra assurda, contraddittoria, strumentale. E non è un caso che la prima l’hanno impiegata, d’istinto, i genitori del giovane assassino che lo conoscevano, e lo conoscono, ovviamente meglio di qualsiasi altro pensoso intellettuale o autorevole anchorman. “La sua testa ha smesso di funzionare, il maschilismo non c’entra”, ha detto il padre di Federico Turetta. Sottolineando come solo la psichiatria, ma forse nemmeno essa, può dar conto di una simile, brutale violenza scatenatasi, a colpi di coltello, contro una vittima inerme.

L’altro approccio è quello con cui ci hanno ammorbato, negli ultimi giorni, le televisioni e la carta stampata a trecentosessanta gradi, acca ventiquattro e a tambur battente. Inscenando una sorta di ipnotico rito sciamanico, un vero e proprio rituale primitivo, in cui la ripetizione ossessivo-compulsiva di una “formula” menzognera ha reso quest’ultima “vera” e “sentita”; al punto da essere propalata quasi da chiunque e pressoché ovunque.

Ecco confezionati, in un battibaleno, i nuovi mantra: viviamo in una società “patriarcale” dove un certo modello di famiglia “tradizionale” necessariamente, e senza soluzione di continuità, conduce – con chirurgica e ineluttabile precisione – all’omicidio di Giulia da parte di Federico. Una spiegazione, abbiamo detto, assurda, contraddittoria, strumentale. Assurda perché nessun fenomeno sociale, per quanto negativo o deprecabile (dal maschilismo al sessismo al machismo) può porsi in linea di serialità causale con un massacro all’arma bianca; non più di quanto l’adolescenza potesse esserlo con la tragedia di Novi Ligure, o la maternità con il delitto di Cogne o il legame coniugale con la strage di Erba.

Ma trattasi di una spiegazione, altresì, contraddittoria perché “contraddetta” dai dati di realtà: di società patriarcale, quantomeno nel nostro Paese, si poteva forse parlare un secolo fa, ma non risulta documentato che quel modello (per quanto biasimevole) producesse a getto continuo mattanze come quella cui abbiamo assistito; soprattutto, se mai c’è stata una società anti-patriarcale in cui la figura del “padre” è stata più svilita, destrutturata, depotenziata, addirittura oltraggiata, se mai c’è stata una società in cui la categoria, il concetto e il ruolo naturale del maschio e del maschile sono stati più irrisi, degradati e vilipesi (al punto da farli degradare da immodificabile dato genetico a mero optional estetico-funzionale e prêt-à-porter), se mai c’è stata una società in cui più spinto, sospinto e sponsorizzato è stato lo sdoganamento di ogni format di convivenza diversa da quella della famiglia tradizionale, ebbene quella è proprio la società in cui viviamo.

Una spiegazione, infine, strumentale perché usa cinicamente un dramma incommensurabile, dalle dimensioni psicologiche e morali probabilmente imperscrutabili, per imporre una lettura sociologica d’accatto: un “salto quantico” interpretativo in cui, improvvisamente, l’unico autentico colpevole si dissolve in lontananza e, in suo luogo e in sua vece, si esige una sorta di incriminazione di massa; dove tutti i maschi, in quanto tali, sono responsabili dell’omicidio di Giulia. Anzi, lo è la “cultura patriarcale” in senso lato, qualsiasi cosa significhi questo termine ridicolo.

Il fatto stupefacente è che l’opera alchemica di incantamento collettivo funziona così bene che ci sono cascati a milioni. E passi per il cretino “istituzionale” di sinistra, vale a dire l’attore, il cantante, il calciatore usato, a sua insaputa (vale a dire a insaputa del di lui modestissimo intelletto) come manovalanza mediatica (oggi si dice “influencer”) da una ben precisa area ideologica. Il problema è che il tranello funziona benissimo anche con l’uomo della strada tanto è efficace, ed efficiente, il coro suggestivo e manipolatorio del mainstream. Quindi, urge un correttivo sotto forma di “demistificazione” che può venire solo dalla più antica, e potente, delle domande: perché? Rivolta non all’omicidio di Giulia, ma alla canea urlante che ne è seguita e che ha preteso di trasformare questa orribile storia nell’incipit di una campagna di rieducazione popolare.

Ebbene, gli obbiettivi non dichiarati, ma distinguibili osservando la faccenda in “controluce”, sono almeno due. Il primo è la famiglia tradizionale che va definitivamente spolpata (più di quanto non sia già stato fatto sinora) additandola come sentina di ogni nequizia. Quando vi parlano di “patriarcato”, lorsignori hanno in mente il nucleo “naturale” della società (così definito dalla Costituzione) “costituito”, appunto, da uno o più figli, da una madre e da un “padre”. Il padre è il primo “oggetto totemico” contro cui è indirizzata la furibonda battaglia di “luddismo” lessicale e semantico cui stiamo assistendo. Si incita a un odio livoroso nei confronti della “paternità” perché – spazzato via l’architrave del nucleo più antico di convivenza sociale – viene travolta anche la possibilità e la “dicibilità” stessa di quel tipo fisiologico di famiglia. Così che “altre” possano finalmente prenderne il posto per godere di ben più estesa diffusione e di ben più alta considerazione.

Il secondo obbiettivo è, invece, il “maschio” in sé e per sé. Non, badate bene, il “maschilismo” (inteso come declinazione deteriore, e criticabile, dell’essenza, della funzione e della stessa “esperienza” maschile), ma proprio l’uomo tout court. Chiunque lo sia deve sentirsi in colpa come se fosse stato marchiato a fuoco, nel venire al mondo, da un peccato originale, da uno stigma cromosomico, da cui deve emendarsi e di cui deve fare ammenda, a prescindere.

Al centro del mirino, insomma, non c’è una pretesa “superiorità” del maschio, ma il fatto stesso che si pretenda (da parte della natura) di marcare, fin dalla nascita, una differenza, irriducibile e innegabile, tra maschio e femmina. Quella differenza esiste, e tutti lo sappiamo, ed è la fonte stessa della ricchezza ineguagliabile, proprio perché reciprocamente “scambievole”, di un fecondo rapporto di coppia tra uomo e donna. Oltre ad essere una risorsa imprescindibile per il retto sviluppo non solo degli individui, ma della società intera. Eppure, quella differenza oggi deve sparire. Dunque, il testimone “vivente” della medesima, il “maschio”, deve auto-castrarsi o, almeno, farsi silenziosamente da parte.

Da qui le impressionanti ricadute di questo epocale fenomeno di lavaggio del cervello che porta innumerevoli poveretti a “chiedere scusa” per il lucido e deliberato eccidio a sangue freddo (da altri commesso) di una ragazza innocente. Chiaramente, questo ambiziosissimo progetto di de-mascolinizzazione e de-virilizzazione a tappe forzate della società va letto in sinergica sincronia, e in combinato disposto, con l’avanzata petulante ed isterica della propaganda lgbtq, con la promozione surrettizia della teoria gender nelle scuole sotto le mentite spoglie di una “educazione sentimentale”, con l’esaltazione della “filosofia” secondo cui il sesso è un abito da cambiare a seconda degli umori, e delle stagioni, e l’essere donna o uomo dipende da una variabilissima dichiarazione di intenti anziché da una immutabile casualità biologica.

Da ultimo, ritroviamo un altro grande “classico” delle più usate (nonché ancestrali) tecniche di obnubilamento della coscienze: la “colpa” e il senso di colpa che, insieme alla “paura,” è il medicamento più indicato contro l’indipendenza di giudizio e lo spirito critico. La colpevolizzazione è in grado di fare miracoli nel coartare una personalità, piegandola ai voleri di un regime. È lo stesso meccanismo, per intenderci, sotteso al “Black Lives Matter” e all’inginocchiamento dei giocatori sui campi di calcio prima delle partite o connesso alla “cancel culture” e a tutta la paccottiglia della cosiddetta ideologia “woke”.

Per concludere, un’altra domanda cruciale: c’è modo di reagire a tutto ciò? Forse sì; magari non sul piano generale perché il vento dell’impostura soffia troppo forte per riuscire a contrastarlo frontalmente. Ma sul piano personale abbiamo il dovere di resistere. E per resistere c’è una sola strada: svegliarsi. Prima di cadere preda dei nuovi pifferai di Hamelin.

Di Francesco Carraro

25.11.2023

Fonte: https://scenarieconomici.it/come-ti-rottamo-il-maschio-e-la-famiglia-tradizionale-con-la-favola-del-patriarcato/

Commenti (106)

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    1. Martin 2 dicembre 2023

      Concordo, l'attacco e' al maschio in quanto tale, ed e' stato orchestrato dai mass media mainstream della sinistra Usa su scala globale.

      Il punto fondamentale sul quale si continua a sorvolare e' che le statistiche Eurostat e Eupedia (consultabili da chiunque nei relativi siti) attestano inequivocabilmente che l'Italia e' ben sotto la media UE per numero di omicidi, numero di femminicidi e numero di stupri in rapporto alla popolazione, e da ben oltre un decennio.

      Le statistiche decennali non sono una mera argomentazione, ma una realta' pesante e incontestabile che rivela la totale falsita', intrinseca ed in mala fede, della campagna in corso, come sempre guidata da Repubblica e dal PD della Schlein.

      Il fine della campagna e' innanzitutto mobilitare le donne ma specialmente le giovani generazioni al conflitto tra i sessi, dato che evidentemente le molle conflittuali della lotta di classe e del save the planet dal supposto global warming creato dall'uomo (totalmente privo di fondamento scientifico) non hanno abbastanza presa.

      Ma non basta. Come gia' accaduto negli USA (ove si sono formate centinaia di associazioni di genitori che lottano contro l'educazione sessuale multigenere introdotta nelle scuole dall'onnipotente sindacato degli insegnanti USA), il fine e' introdurre nelle scuole elementari e medie italiane la cd educazione sentimentale multigenere, impartita da un nuovo corpo di "insegnanti" da assumere tra psicologi, assistenti sociali etc militanti. Così ci troveremmo bambini e adolescenti brainwashed, ed una nuova categoria di dipendenti pubblici del tutto improduttiva e finanziata con le nostre tasse.
      Inutile dire che sarebbe certamente molto piu' urgente, per esempio, aumentare le assunzioni e gli stipendi di medici e infermieri.

    1. Giudice Holden 2 dicembre 2023

      È ormai dimostrato dai fatti che queste ipnosi di massa dispacciate dal potere funzionino perfettamente... la covidiozia con veleno intramuscolare incluso, i russi cattivissimi, gli israeliani povere vittime, il patriarcato. Il fine però è sempre lo stesso.

    2. Eugiorso 2 dicembre 2023

      Se queste "ipnosi di massa" funzionano sempre, com'è del tutto vero, non sarà perché siamo davanti a masse di lobotomizzati o peggio di zombi?
      Immaginiamo cosa sarebbe successo negli anni settanta, con coprifuoco e lockdown, oppure cona l'appoggio ai massacri perpetrati dagli ebrei ...

      Cari saluti

    3. Giudice Holden 2 dicembre 2023

      Il secolo passato è stato eroinizzato negli anni '70, cocato negli '80, omologato nei '90, e smartphonizzato nei restanti. Oggi degli uomini a cui ti riferisci, restano le ceneri sparse sul letame dei social.

    4. sbregaverse 2 dicembre 2023

      Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior~ di mascalzoni.

    5. Fantine 2 dicembre 2023

      Chapeau! Sintesi perfetta. Ahinoi.

    6. Giudice Holden 2 dicembre 2023

      Dal carbonio nasce tutto, quando poi è sottoposto a sufficiente pressione diventa addirittura il miglior amico delle donne. Il letame lo vogliono solo mosche e contadini per concimare. Mi che Faber aveva le idee confuse dal whisky.

    1. Eugiorso 2 dicembre 2023

      La "femminilizzazione" indotta della cosiddetta società occidentale ha evidentemente un fine perverso e inconfessabile, uno scopo di potere e di modifica dell'essere umano (non soltanto del maschio), che però possiamo acclarare ...

      Come "maschilista ma non troppo", premetto che la mia cultura e le mie passate inclinazioni romantiche mi hanno sempre impedito, con un vero e proprio blocco, di alzare le mani su una donna, mentre, devo ammetterlo, sono state a volte le donne (la cui natura ha un fondo selvaggio) a tentare di picchiarmi, per questioni di gelosia o ... di libidine nei miei confronti.

      Ottimo articolo che smonta un impianto propagandistico e manipolatorio, oggi in piena azione, all'origine della "grande manifestazione" - partecipata come non mai - contro il "femminicidio" (espressione PolCor), la famiglia intesa come unità di resistenza al capitalismo globalistaordoliberista, il "patriarcato" connesso alla famiglia.

      Complimenti all'autore.

      Cari saluti

    2. ric 2 dicembre 2023

      smontare la famiglia , relegare l' uomo a ruoli marginali , distruggere le tradizioni , ridicolizzare la coppia etero , divinizzare i Gay e lgbt , fanno parte dello stesso progetto. Disarmarndo i popoli dalle loro culture per ridurli a consumatori senza anima. Ecco cosa vuole il turbo capitalismo.

      IMPARIAMO dalla grande MADRE RUSSIA .

    1. Jimbo 2 dicembre 2023

      L'attuale decadenza italiana deriva proprio dal contrario, cioé perché non é per nulla patriarcale.
      Manca l'Uomo, il Padre.
      Figure dissolte.
      Evaporate.
      In milioni a prendere sberloni quotidianamente senza un sussulto.
      Menefreghisti di fronte a tutto anche contro sé stessi.
      Invertebrati.
      "Figure disossate..."
      Rimando a Gaber (I padri miei/I padri tuoi).
      L'attacco alla figura paterna partí tanti anni fa.

    2. PietroGE 2 dicembre 2023

      Dicono che sia stato il 'Dio, patria e famiglia' quando, come si vede facilmente, in questa società (non solo italiana) non c'è più né Dio, né patria e né famiglia. C'è da scommettere che con la storia del 'raptus' a lui daranno 15 anni e dopo 7 o 8 anni sarà ai domiciliari, Intanto lei non c'è più, anzi c'è come strumento di lotta politico-sociale per sfasciare ancora di più questo povero Paese.

    3. Jimbo 2 dicembre 2023

      Dio é sparito dai radar da tempo, nascosto dagli stessi cristiani in qualche scantinato. Guai a parlarne, al limite tra le mura domestiche ma sottovoce.
      Al posto della patria poteri transnazionali.
      La famiglia resiste in piedi, un pó ingobbita dopo le percosse subite in un attacco concentrico.

    4. ric 2 dicembre 2023

      sante parole !!!!

    5. uomospeciale 2 dicembre 2023

      Da 15 giorni non parlano d'altro.
      Hanno trasformato un episodio di cronaca nera in un caso nazionale, e non è ancora finita.
      Al funerale si prevedono folle oceaniche, interviste e dirette televisive, oltre agli ormai consueti e immancabili atti di contrizione, scuse, e "autodafé" da parte di tutti i maschi presenti:

      ( specialmente se politici, o personaggi importanti)

    6. absitiniuriaverbis 2 dicembre 2023

      Sembra che per uscire prima ancora sia sufficiente ingrassare a dismisura.

      Non essendo un legale ignoro tutti i motivi che hanno partorito questa situazione.
      Ma, tant'è.

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