Come ti rottamo il maschio e la famiglia tradizionale con la favola del “patriarcato”

Come ti rottamo il maschio e la famiglia tradizionale con la favola del “patriarcato”

scenarieconomici.it

Di Francesco Carraro

Nella terribile vicenda dell’omicidio efferato di Giulia Cecchettin c’è una chiave di lettura logica, razionale, evidente. Ma ne è stata imposta un’altra assurda, contraddittoria, strumentale. E non è un caso che la prima l’hanno impiegata, d’istinto, i genitori del giovane assassino che lo conoscevano, e lo conoscono, ovviamente meglio di qualsiasi altro pensoso intellettuale o autorevole anchorman. “La sua testa ha smesso di funzionare, il maschilismo non c’entra”, ha detto il padre di Federico Turetta. Sottolineando come solo la psichiatria, ma forse nemmeno essa, può dar conto di una simile, brutale violenza scatenatasi, a colpi di coltello, contro una vittima inerme.

L’altro approccio è quello con cui ci hanno ammorbato, negli ultimi giorni, le televisioni e la carta stampata a trecentosessanta gradi, acca ventiquattro e a tambur battente. Inscenando una sorta di ipnotico rito sciamanico, un vero e proprio rituale primitivo, in cui la ripetizione ossessivo-compulsiva di una “formula” menzognera ha reso quest’ultima “vera” e “sentita”; al punto da essere propalata quasi da chiunque e pressoché ovunque.

Ecco confezionati, in un battibaleno, i nuovi mantra: viviamo in una società “patriarcale” dove un certo modello di famiglia “tradizionale” necessariamente, e senza soluzione di continuità, conduce – con chirurgica e ineluttabile precisione – all’omicidio di Giulia da parte di Federico. Una spiegazione, abbiamo detto, assurda, contraddittoria, strumentale. Assurda perché nessun fenomeno sociale, per quanto negativo o deprecabile (dal maschilismo al sessismo al machismo) può porsi in linea di serialità causale con un massacro all’arma bianca; non più di quanto l’adolescenza potesse esserlo con la tragedia di Novi Ligure, o la maternità con il delitto di Cogne o il legame coniugale con la strage di Erba.

Ma trattasi di una spiegazione, altresì, contraddittoria perché “contraddetta” dai dati di realtà: di società patriarcale, quantomeno nel nostro Paese, si poteva forse parlare un secolo fa, ma non risulta documentato che quel modello (per quanto biasimevole) producesse a getto continuo mattanze come quella cui abbiamo assistito; soprattutto, se mai c’è stata una società anti-patriarcale in cui la figura del “padre” è stata più svilita, destrutturata, depotenziata, addirittura oltraggiata, se mai c’è stata una società in cui la categoria, il concetto e il ruolo naturale del maschio e del maschile sono stati più irrisi, degradati e vilipesi (al punto da farli degradare da immodificabile dato genetico a mero optional estetico-funzionale e prêt-à-porter), se mai c’è stata una società in cui più spinto, sospinto e sponsorizzato è stato lo sdoganamento di ogni format di convivenza diversa da quella della famiglia tradizionale, ebbene quella è proprio la società in cui viviamo.

Una spiegazione, infine, strumentale perché usa cinicamente un dramma incommensurabile, dalle dimensioni psicologiche e morali probabilmente imperscrutabili, per imporre una lettura sociologica d’accatto: un “salto quantico” interpretativo in cui, improvvisamente, l’unico autentico colpevole si dissolve in lontananza e, in suo luogo e in sua vece, si esige una sorta di incriminazione di massa; dove tutti i maschi, in quanto tali, sono responsabili dell’omicidio di Giulia. Anzi, lo è la “cultura patriarcale” in senso lato, qualsiasi cosa significhi questo termine ridicolo.

Il fatto stupefacente è che l’opera alchemica di incantamento collettivo funziona così bene che ci sono cascati a milioni. E passi per il cretino “istituzionale” di sinistra, vale a dire l’attore, il cantante, il calciatore usato, a sua insaputa (vale a dire a insaputa del di lui modestissimo intelletto) come manovalanza mediatica (oggi si dice “influencer”) da una ben precisa area ideologica. Il problema è che il tranello funziona benissimo anche con l’uomo della strada tanto è efficace, ed efficiente, il coro suggestivo e manipolatorio del mainstream. Quindi, urge un correttivo sotto forma di “demistificazione” che può venire solo dalla più antica, e potente, delle domande: perché? Rivolta non all’omicidio di Giulia, ma alla canea urlante che ne è seguita e che ha preteso di trasformare questa orribile storia nell’incipit di una campagna di rieducazione popolare.

Ebbene, gli obbiettivi non dichiarati, ma distinguibili osservando la faccenda in “controluce”, sono almeno due. Il primo è la famiglia tradizionale che va definitivamente spolpata (più di quanto non sia già stato fatto sinora) additandola come sentina di ogni nequizia. Quando vi parlano di “patriarcato”, lorsignori hanno in mente il nucleo “naturale” della società (così definito dalla Costituzione) “costituito”, appunto, da uno o più figli, da una madre e da un “padre”. Il padre è il primo “oggetto totemico” contro cui è indirizzata la furibonda battaglia di “luddismo” lessicale e semantico cui stiamo assistendo. Si incita a un odio livoroso nei confronti della “paternità” perché – spazzato via l’architrave del nucleo più antico di convivenza sociale – viene travolta anche la possibilità e la “dicibilità” stessa di quel tipo fisiologico di famiglia. Così che “altre” possano finalmente prenderne il posto per godere di ben più estesa diffusione e di ben più alta considerazione.

Il secondo obbiettivo è, invece, il “maschio” in sé e per sé. Non, badate bene, il “maschilismo” (inteso come declinazione deteriore, e criticabile, dell’essenza, della funzione e della stessa “esperienza” maschile), ma proprio l’uomo tout court. Chiunque lo sia deve sentirsi in colpa come se fosse stato marchiato a fuoco, nel venire al mondo, da un peccato originale, da uno stigma cromosomico, da cui deve emendarsi e di cui deve fare ammenda, a prescindere.

Al centro del mirino, insomma, non c’è una pretesa “superiorità” del maschio, ma il fatto stesso che si pretenda (da parte della natura) di marcare, fin dalla nascita, una differenza, irriducibile e innegabile, tra maschio e femmina. Quella differenza esiste, e tutti lo sappiamo, ed è la fonte stessa della ricchezza ineguagliabile, proprio perché reciprocamente “scambievole”, di un fecondo rapporto di coppia tra uomo e donna. Oltre ad essere una risorsa imprescindibile per il retto sviluppo non solo degli individui, ma della società intera. Eppure, quella differenza oggi deve sparire. Dunque, il testimone “vivente” della medesima, il “maschio”, deve auto-castrarsi o, almeno, farsi silenziosamente da parte.

Da qui le impressionanti ricadute di questo epocale fenomeno di lavaggio del cervello che porta innumerevoli poveretti a “chiedere scusa” per il lucido e deliberato eccidio a sangue freddo (da altri commesso) di una ragazza innocente. Chiaramente, questo ambiziosissimo progetto di de-mascolinizzazione e de-virilizzazione a tappe forzate della società va letto in sinergica sincronia, e in combinato disposto, con l’avanzata petulante ed isterica della propaganda lgbtq, con la promozione surrettizia della teoria gender nelle scuole sotto le mentite spoglie di una “educazione sentimentale”, con l’esaltazione della “filosofia” secondo cui il sesso è un abito da cambiare a seconda degli umori, e delle stagioni, e l’essere donna o uomo dipende da una variabilissima dichiarazione di intenti anziché da una immutabile casualità biologica.

Da ultimo, ritroviamo un altro grande “classico” delle più usate (nonché ancestrali) tecniche di obnubilamento della coscienze: la “colpa” e il senso di colpa che, insieme alla “paura,” è il medicamento più indicato contro l’indipendenza di giudizio e lo spirito critico. La colpevolizzazione è in grado di fare miracoli nel coartare una personalità, piegandola ai voleri di un regime. È lo stesso meccanismo, per intenderci, sotteso al “Black Lives Matter” e all’inginocchiamento dei giocatori sui campi di calcio prima delle partite o connesso alla “cancel culture” e a tutta la paccottiglia della cosiddetta ideologia “woke”.

Per concludere, un’altra domanda cruciale: c’è modo di reagire a tutto ciò? Forse sì; magari non sul piano generale perché il vento dell’impostura soffia troppo forte per riuscire a contrastarlo frontalmente. Ma sul piano personale abbiamo il dovere di resistere. E per resistere c’è una sola strada: svegliarsi. Prima di cadere preda dei nuovi pifferai di Hamelin.

Di Francesco Carraro

25.11.2023

Fonte: https://scenarieconomici.it/come-ti-rottamo-il-maschio-e-la-famiglia-tradizionale-con-la-favola-del-patriarcato/

Commenti (106)

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Mostra commenti 91 caricati
    1. carla 3 dicembre 2023

      Sono passati grossolanamente alla distruzione della famiglia e del rapporto uomo/donna, ma non hanno mai abbandonato le persecuzioni agli anziani.
      Siamo troppi, costiamo troppo di pensione e sanità, in ucragna lanciano avvisi con scritto "pensionato hai vissuto abbastanza arruolati".
      Mi aspetto da un momento all'altro lo slogan "eliminare un pensionato non è un reato" lanciato da qualche pennivendolo che vuole distinguersi tra gli sponsor del siero magico.
      A quel punto non resterà che sperare sull'ignoranza in lingua italiana di chi accoltella al grido di "allah al bar" e nella stupidità del gregge incollato perennemente al cell.

    1. ws 3 dicembre 2023

      Dovremmo però anche parlare di:

      1)del fatto che il "femminicidio" fosse stato registrato da subito da una telecamera di sorveglianza ma che questo fosse rimasto segreto e che questo mentecatto sia stato lasciato libero di girare per mezza europa con una macchina perfettamente identificabile da miriadi di telecamere di sorveglianza , tutte cose molto utili per montare l' attenzione mediatica per la successiva "narrazione"

      2)il ruolo"sinergico" alla "narrazione" svolto dalla famiglia della vittima.

    1. absitiniuriaverbis 2 dicembre 2023

      È giusto cercare di lasciare un pianeta migliore ai figli.
      Ma anche lasciare dei figli migliori per il pianeta, non sarebbe affatto male.

    1. nicolass 2 dicembre 2023

      Eppure ... eppure più ripenso alla tragica fine di Giulia e più sento una nota stonata.. un qualcosa che aleggia nell'aria come un olezzo fetido. Ciò Giulia muore e il suo corpo è ancora caldo mentre la sorella comincia fin da subito una crociata contro il patriarcato quasi fosse stata imbeccata da qualcuno.. è dalle parole della sorella di Giulia che hanno avvio le danze per la demonizzazione del maschio italico in quanto portatore sano di patriarcato. Vabbè che si dice che si dovrebbe elaborare il lutto quando viene a mancare una persona cara ma la sorella di Giulia non ha perso tempo rilasciando interviste a destra e a manca contro l'uomo in quanto tale. Questa circostanza mi è parsa subito sospetta come sospetta è stata a mio avviso la prontezza con cui il mainstream ha colto la palla al balzo per imbastire una crociata contro il patriarcato e la famiglia tradizionale. Il fidanzatino di Giulia che sarebbe il carnefice della povera vittima con quella faccia da fesso proprio non ce lo vedo compiere un delitto tanto efferato... ecco non dovevo dirlo ma l'ho detto. Anche il comportamento del padre di Giulia è ambiguo e strano a dirla tutta... io non so come siano andati realmente i fatti ma visto la tempistica sospetta degli accadimenti secondo me è tutto meno che come l'hanno raccontata

    1. Arthur 2 dicembre 2023

      "P.S. Provengo con immenso orgoglio da una famiglia contadina"

      Anche io, da parte materna.
      I miei nonni materni erano contadini.
      Mio nonno da bambino era intelligente e ricettivo a scuola, e avrebbe voluto continuare a studiare.
      Ma la famiglia contadina non era d'accordo.
      La maestra andò dal paese a casa di mio nonno, a piedi, per convincere suo padre a farlo studiare.
      Non riuscì nel suo intento e mio nonno fece fino alla terza elementare.
      La prima cosa che mio nonno fece, da adulto, fu di far studiare le figlie mandandole in un collegio (ovviamente retto da suore) e investendo per fare in modo che avessero una istruzione rigorosa.

      In Italia il patriarcato non esiste più da molte generazioni.
      Viene raccontata un'Italia falsa che non esiste.

      Ad ogni modo la vecchia famiglia (semi)patriarcale non era il mostro che si vuol far credere.
      Di certo c'erano elementi di obsolescenza che non meritano alcun rimpianto, eppure c'era un qualcosa di perennemente valido che costituiva una conquista umana autentica e che purtroppo una certa modernità deviata ha colpevolmente rimosso.
      Credo che non fosse il patriarcato il vero fondamento, bensì un modo semplicissimo e umanissimo, quasi fanciullesco, di vivere e percepire la propria esistenza.

    1. logos 2 dicembre 2023

      Se anche questo articolo arriverà a 150 commenti e relative altissime visualizzazioni significa che abbiamo ciò che ci meritiamo (sia in termini di contenuti, nel caso specifico, che di società in senso generale). Ora mi invento una forma di biscotti chiamati NoPatriarc così magari è la buona volta che mi arricchisco, poiché lavorando e pensando non si riesce. Sfruttando invece... Basta. l. ps: modifiche dovute a correzioni grammaticali.

    2. Fantine 2 dicembre 2023

      Come ho scritto in passato, la guerra che hanno messo su (non da oggi) tra l'uomo e la donna la lascio a chi la segue. Non mi appartiene.
      Uno dei tanti strumenti messi in campo.
      Condivido la bellissima canzone di Gaber, con l'amore visto dal punto di vista dell'uomo.
      "Che se io accarezzo una poltrona, un libro o una rosa, lei avrebbe voglia di essere solo quella cosa".
      Musica e poesia.
      "Non come quando io ragiono, ma come quando respiro".
      Buon ascolto.

      https://youtu.be/LFWwL74AJNE?si=3zhhLKJeN2d7kR0E

      Ps: tra questa di Gaber e "Vorrei" di Guccini c'è solo da scegliere.
      Musica e poesia.
      "Vorrei conoscer l'odore del tuo paese
      camminare di casa nel tuo giardino
      respirare nell'aria sale e maggese
      gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
      Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
      parlando con me del tempo e dei giorni andati,
      vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero
      come se amici fossimo sempre stati.
      Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
      e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
      le strisce delle lumache nei loro gusci
      capire tutti gli sguardi dietro agli scuri
      e lo vorrei
      perché non sono quando non ci sei
      e resto solo coi pensieri miei ed io....."
      Posto il link a seguire.

    3. Fantine 2 dicembre 2023

      Vorrei (Guccini)

      https://youtu.be/efrIjb8SX0M?si=BW6SmO8rotGcakRs

    4. absitiniuriaverbis 3 dicembre 2023

      Ma... secondo te, il bersaglio di Guccini, ricambiava o no lo stesso sentimento?
      Mi piacerebbe sapere se si perché e se no perche!

    5. logos 3 dicembre 2023

      Grazie Fantine. l.

    6. lazarovici 3 dicembre 2023

      no, i poeti non sono mai ricambiati. Quando Leopardi dichiarò il suo amore a Fanny Targioni Tozzetti,, questa rimase per qualche istante impassibile. Poi chiamò un famiglio e gli disse: "Porta un bicchier d'acqua, il signor conte si sente male"

    7. absitiniuriaverbis 3 dicembre 2023

      Mi ricordi quella dei due amici che si ritrovano dopo tanto tempo...
      * Hey, che sorpresa! Tutto bene? Hai trovato la donna ideale?
      # Sorpresa mia! Si, tutto bene e si, ho trovato la donna ideale!
      * Fortunato tu, io sono ancora single. Allora te la sei sposata?
      # No, non siamo sposati e non ci vediamo più
      * Come mai?
      # Lei cercava il suo uomo ideale.

    8. lazarovici 3 dicembre 2023

      "L'uomo è nato per soffrire come le faville volano in alto" (Giobbe)

    9. absitiniuriaverbis 3 dicembre 2023

      Ma l'uomo nasce per soffrire, come la favilla per volare in alto. (Giobbe 5:7)

      Non condivido questa opinione che riporti, mi lascia molto perplesso.

      Che le faville volino verso l'alto è un fatto spiegato dalla fisica. Che salendo in alto si spengano, potrebbe raccontare una storia diversa.

      L'uomo, gli umani, nascono.
      Non sono macchine e non hanno quindi uno scopo, tantomeno il soffrire.

    10. lazarovici 3 dicembre 2023

      non ha la vita un frutto, inutile miseria (Leopardi)

    11. absitiniuriaverbis 3 dicembre 2023

      Si, mi ricordo, come ricordo anche che costui non fosse un esempio manifesto di ottimismo e fiducia.

      Però, se Giobbe/Leopardi, ed altri che riflettono in modo simile sulla condizione umana, muovono qualcosa in te che ti fa riconoscere il valore di quello che dicono, io personalmente sono contento per te.

      In fondo la differenza, il dubbio sono il motore della ricerca.
      Ad ognuno la sua strada.

    12. BrunoWald 3 dicembre 2023

      L'amore, come anche la poesia, sono tossici per il potere. Per questo fanno di tutto per estirparli dal mondo.

    13. Fantine 3 dicembre 2023

      Secondo me sì, per come ho inteso il testo.
      Fotografa l'oggi, nella semplicità di ogni cosa che vive e che vuole vivere con l'amata. Anche il prima. Anche il domani.
      In un costante oggi.
      "Non sono quando non ci sei".
      Non è l'uomo che è con lei.
      In verità c'è un universo mondo dietro questa espressione.
      Poi ciascuno ci legga ciò che i suoi occhi e il suo sentire vi leggono, caro Abs.

      Ps: è dedicata alla sua amata, con cui sta insieme dalla metà degli anni '90 e che ha poi sposato (la sua seconda moglie).

    14. sbregaverse 9 dicembre 2023

      Per Cacciari, Leopardi è il più grande filosofo italiano;ed è anche la mia immodesta opinione.

    15. Nonso 9 dicembre 2023

      Il bersaglio (ci sarebbe da multarti per l'utilizzo di questa parola) di Guccini, erano le cose in compagnia di lei, non le cose e non lei.
      Buonanotte.

    1. gix 2 dicembre 2023

      Dovendo scegliere, mi preoccupano molto di più le file ai macdonald per un panino a 3 euro, o quelle per un iphone in offerta limitata. Per reagire alla deriva contraria alla famiglia, o al genderismo, e altre amenità, basta seguire la natura: i suoi impulsi, almeno per il momento, sono ancora troppo potenti. E poi, nonostante tutto, rimane assai difficile per chiunque pensare che la società ti metta in mano un coltello e ti dica di uccidere in nome del patriarcato. La società può armare la mano di un soggetto debole, ma in nome di ben altro e con ben altri metodi...

    2. uomospeciale 2 dicembre 2023

      CIT:

      " Dovendo scegliere, mi preoccupano molto di più le file ai macdonald per un panino a 3 euro, o quelle per un iphone in offerta limitata"

      Guarda qui...

      Centinaia di persone in fila per una fetta di torta da 40 centesimi.
      E molti di questi sono vestiti meglio di me.😅
      Poverà umanità...🤣

    1. LuxIgnis 2 dicembre 2023

      A me sembra leggendo questo articolo e molti commenti come se ci fosse stata una decadenza in particolare del maschio, e che prima era in qualche modo meglio.
      A me però, non sembra. I miei genitori erano nati nel primo ventennio del '900 e quindi so che mentalità c'era prima, sia del maschio e sia della femmina.
      In più prima degli anni '60 che alcuni imputano come principio della decadenza, l'umanità, per lo più maschile si è fatta trascinare dai deliri da una parte e dall'altra, in ben due guerre mondiali sanguinosissime e altre cose. A me non sembra un gran esempio di mascolinità o comunque di umanità o per lo meno di intelligenza.
      Se poi c'è chi considera questo come esempio di virilità, gliela lascio volentieri quella virilità. A me non interessa.
      Come non è un gran esempio la cosiddetta famiglia tradizionale che di lati oscuri ne ha a bizzeffe.
      Potei andare avanti con esempi reali ma mi fermo qui, il concetto mi sembra ben chiaro.
      Quindi se c'è un problema e c'è un problema, in fin dei conti è la stessa mer* di prima solo che ha cambiato forma e odore. Niente di più.
      Andare a ricercare chissà quale mito di perfezione maschile o femminile nel passato è un esercizio sterile e molto ipocrita.
      Oltretutto la società è cambiata pesantemente da allora. In meno di 50 anni i ruoli, i modi di agire sono tutti diventati altra cosa.
      Fare riferimento al passato è sciocco. Non tornerà mai. Ed è anche giusto così. Altrimenti saremmo ancora all'età della pietra.
      Ed episodi del genere sono sempre successi.

      Più che altro sarà da capire come mettere ordine in questa grande confusione.
      I ruoli sono forse importanti per la società (la famiglia tradizionale) e permettono comunque di avere comunque un equilibrio, per lo più statico. Ma sono anche prigioni dalle sbarre invisibili ma pesantissime. E questo sia per le donne sia anche per gli uomini. E in passato per le donne erano un po' più pesanti.

      C'è chi dice che manca il padre. Bene, posso pure essere d'accordo ma non è che lo ricerchiamo nel padre di 50 anni fa perché non esiste più e non esisterà più. E non era meglio di ora.
      E guardate che ora manca anche la madre, se proprio vogliamo approfondire.
      Manca proprio tutto. Perché siamo in un passaggio da un passato morto e sepolto a un futuro che ancora non si capisce come sarà e se ci sarà.
      E non sarà facile realizzare un maschile e un femminile sano. Ma potrebbe essere una sfida perché non c'è mai stato prima.

    1. BrunoWald 2 dicembre 2023

      Il secondo aspetto è il tema di fondo: la sistematica ingegneria sociale con cui forze oscure si dedicano sistematicamente, da decenni, a dissolvere e distruggere dall'interno la civiltà europea, ma anche quei valori tradizionali che sono patrimonio umano universale.

      Benché molti non se ne rendano conto, tali manipolazioni - delitti rituali compresi - sono di natura "sottile", sfruttano conoscenze esoteriche, ed hanno come obiettivo la nostra psiche, in particolare quella inconscia: F. Carotenuto le chiama con felice espressione "forze anti-coscienza", infatti mirano a impedire l'evolversi della coscienza umana, per sprofondarci invece nell'idiozia e negli automatismi. Una specie di "modo robotico".

      Di qui le assurdità evidenziate da Carraro e altri analisti, i messaggi estremi, le distorsioni intenzionali, il nonsense, il sistematico lavorio sulle emozioni, le paure, l'odio, la creazione del nemico di turno... Tutto, pur di impedire una pacata riflessione. Si creano forme pensiero, o eggregore, che acquistano sempre più energia propria succhiandola alle masse, arrivando a possedere letteralmente le loro vitttime, come è il caso delle imbecilli che sfilano berciando dietro a striscioni demenziali, come nell'immagine in testa all'articolo.

      Si tratta di un tema troppo ampio, da approfondire ben oltre i limiti dellla sezione commenti.

    2. Fantine 2 dicembre 2023

      Un anello per domarli, un anello per trovarli, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli.

      Citando Tolkien, di recente agli onori di CdC ;)

    3. absitiniuriaverbis 2 dicembre 2023

      Quello al naso? 😜

    1. carla 2 dicembre 2023

      Smontare la famiglia e metterci gli uni contro le altre è l'ultimo atto del programma per isolarci indebolirci e distruggerci.
      Lo schema è purtroppo sempre lo stesso, manipolazione genetica e mentale per passare poi all'eliminazione vera e propria.
      Come col covis si deve ammettere che hanno molto successo, il gregge non pensa, non ragiona, ci ricasca sempre purtroppo.

    2. Eugiorso 2 dicembre 2023

      Un po' come quando mettevano i giovani disoccupati contro i lavoratori anziani, che "avevano privilegi" ... Oggi i giovani restano disoccupati o sotto-occupati e i lavoratori anziani perdono "i privilegi", cioè vanno in pensione quasi morti con pensioni tagliate.

      Cari saluti

    1. BrunoWald 2 dicembre 2023

      Non solo Francesco Carraro ci ha regalato un ottimo articolo, ma per una volta mi riconosco anche nella quasi totalità dei commenti, da cui traspare una lucidità che conforta, pur essendo noi utenti e amministratori di CDC una specie di minuscola riserva indiana, ben poco rappresentativa della realtà che ci circonda.

      Questa vicenda presenta due aspetti connessi tra loro, ma da considerare separatamente. Il primo riguarda il tema specifico: la dinamica del delitto, così come è stata descritta, è incompatibile con la mancanza di sangue nell'auto e sulla persona di Turetta, per cui ci raccontano balle. Questo fatto, sommato alla fanfara mediatica, è il segno inconfondibile che si tratta di un "delitto mediatico", ossia rituale, nel senso in cui ne parlava Paolo Franceschetti: cioè delitti in cui le persone coinvolte e gettate in pasto ai media sono burattini nelle mani di forze più grandi di loro.

      È chiaro che esistono anche omicidi effettivamente commessi da mariti, ex, ecc (nonché mogli, madri...): nel 2022, trentatre italiani uccisero le loro compagne, non perché fossero "maschi oppressori", come vorrebbe la canea, ma al contrario, soggetti deboli, insicuri, psichicamente spezzati. Questi delitti non ci parlano del "patriarcato", ma di un profondissimo disagio, che degenera in situazioni psichiatriche.

      Che si arrivi a sfruttare tanta sofferenza umana per fini politici o comunque di bottega, è cosa di una bassezza rivoltante.

    2. Fantine 2 dicembre 2023

      Vero, Bruno.
      Ottimo articolo. Complimenti all'autore.

    1. GioCo 2 dicembre 2023

      Niente di tutto questo. Banalmente l'istituzione famigliare com'è oggi è legalmente tutelativa (responsabile) in via primaria nei confronti dei corpi (in specie dei bambini). Non va bene, legalmente, perché non abbiamo "lavoro" che ci renda autonomi in futuro. L'infrastruttura economica su cui si basa il governo, senza la contropartita della cessione di tempo di una prestazione di lavoro, massicciamente trasferita ovunque APPOSTA per non lasciarla qui, si basa sulla contrattazione dei corpi. Una forma moderna che può essere anche fatta a pezzi, se non per intero. Ad esempio per esperimenti biologici. Oppure per il mercato degli organi o delle madri surrogate. In ogni caso, il punto è che lo Stato (o altri enti privati sovrannazionali con concessione governativa) deve diventare l'unico detentore primario del "nuovo bene" collettivo da amministrare. La politica da anni è già questa e la Von der Leyen ha sdoganato la questione per tutta l'UE: chi voleva intendere s'è adeguato. Tutti gli altri dormono, soprattutto quelli della contro-qualsiasicosa. Perché se riduci a questioni religiose o di diritto, vuol dire che non hai capito un ca%%o, oppure sei pagato dai servizi per deviare attenzione. Se questo deve accadere, però almeno non raccontiamoci palle...

    1. ignorans 2 dicembre 2023

      Il patriarcato esiste ma il patriarca è lo stato, come dimostra l'avventura del COVID con le sue mascherine, vaccinazioni, green pass, ecc
      In più lo stato ti costringe/educa all'omosessualità passiva, anche se....sei etero

    1. uomospeciale 2 dicembre 2023

      La realtà pura e semplice è che in occidente tra uomini e donne da decenni è in atto una guerra che vede il genere femminile attaccare, accusare, offendere, svilire e denigrare ripetutamente tutti gli uomini e il maschile in genere*
      Ormai degli uomini si può dire qualsiasi cosa impunemente sia in pubblico che in privato ma provatevi a fare un leggerissimo accenno di critica anche solo velata contro le donne, e vedrete che levata di scudi..... Peggio che bestemmiare in chiesa.
      Altro che patriarcato per capire all'istante chi comanda davvero in un paese ti basta guardare chi non puoi permetterti di criticare o peggio, di toccare:

      - Pena la morte civile o decine di anni di carcere.

      Ma questa è una guerra dove la gran parte degli uomini lungi dal combatterla si sono sempre limitati a subirla, mentre altri ancora si sono uniti alle donne che li attaccavano sperando di raccattare un po' di figa di quint'ultima mano, e altri ancora per limitare i danni, hanno scelto l'indifferenza facendosi semplicemente da parte e lasciandole da sole, o agli stranieri.

      *Ma bene inteso, la guerra si fa solo ed esclusivamente contro uomini bianchi cristiani occidentali, non sentirete mai parlare di violenza patriarcale quando si parla di islamici o di negri-

    2. Giudice Holden 2 dicembre 2023

      Oggi non si può parlar male nè di ebrei nè di donne. Esisterà una connessione logica tra questi due sottoinsiemi dell' homo sapiens, o sarà invece un puro caso?

    1. Eugiorso 2 dicembre 2023

      Per non parlare del modello depopolante "tutti culattoni, tutte lesbiche" o sostenitori della fittizia moltiplicazione dei sessi ...

      Cari saluti

    2. sbregaverse 2 dicembre 2023

      Non sono ostile alla moltiplicazione dei culattacchioni , anzi, meno concorrenza sulla piazza.
      La moltiplicazione de les^biches mi preoccupa assai : già manca la materia prima.

    3. Eugiorso 2 dicembre 2023

      Opportunista!

      Cari saluti

    4. ric 2 dicembre 2023

      sara' per quello che sono tutti preoccupati per la denatalita' ?

    5. Nonso 2 dicembre 2023

      Sono tutti pre-occupati. L'hai detto, mannaggia

    6. mago 9 dicembre 2023

      Espatria..che vuoi tutto sulla porta di casa😜😜😜🙄

    1. Arthur 2 dicembre 2023

      Non ci sarà nessuna rottamazione del maschio e della famiglia tradizionale.
      La vita di uomini e donne, insieme alla famiglia, continuerà come sempre.
      Può darsi che la rottamazione avverrà nel popolo della sinistra (al massimo il 20-30% della società).
      Tutto qui.

    2. Dico no 2 dicembre 2023

      Il popolo della sinistra

      A quale secolo ti ispiri di preciso? Sapessi quanto sono interessato

    3. sbregaverse 2 dicembre 2023

      Dico no e non so per caso forse butto là :
      siete gemelli ¿?
      figli di padri diversi ¿?

    4. sbregaverse 2 dicembre 2023

      Man sanca = la mano del diavolo.
      Ho detto tutto ¿?

    5. Dico no 2 dicembre 2023

      Siamesi

    6. sbregaverse 2 dicembre 2023

      Ho capito: buddisti tailandesi.Qui i monaci* sono ben accettati°.
      (al momento manca la conferma del non saccente)
      ° Pratica in uso conventuale(lo strumento è l'accetta)er raggiungere in fretta la santità tramite il martirio.
      * Ma soprattutto le MONACHE**
      ** portatrici sane di bernarda.
      (etimo da sbrega corretto)

    7. Giudice Holden 2 dicembre 2023

      Esiste un popolo della sinistra?

    8. logos 2 dicembre 2023

      "Della" sinistra si. "Di" sinistra certamente non oggi. l.

    9. Arthur 2 dicembre 2023

      Certo che esiste.
      Dai, non giochiamo sulle parole.
      Non sarà la sinistra di una volta (che comunque faceva abbastanza pena ugualmente) ma si tratta pur sempre di una nuova sinistra che conserva alcuni tratti di quella vecchia.
      Se poi molti non la considerano sinistra, questo è del tutto irrilevante.
      Quello che invece risulta significativo è il fatto che questa neo-sinistra ultra trash sia oggi portavoce di tutte le idiozie, mostruosità e porcherie che contraddistinguono la fase di decadenza che stiamo vivendo.
      E hanno persino l'ardire balordo di sbandierare questa spazzatura come conquiste di civiltà: uno sfacelo culturale e morale di cui proprio la sinistra e la cultura liberale sono i responsabili impuniti (ma l'impunità non è per sempre).
      Questi due soggetti sono infatti stati creati e assoldati (cooptazione avvenuta tramite il terzo soggetto, la massoneria) negli ultimi due secoli per fare il lavoro sporco, insieme ovviamente all'altra lobby, quella innominabile, che è il quarto soggetto.
      Tutti e quattro insieme appassionatamente.
      Però, si sa, il diavolo fa le pentole e non i coperchi.
      Ogni momento storico ha i suoi utili idioti.
      Et voilà, brutale e diretto come al solito, motivo per cui alcuni qui non mi sopportano: la verità fa male...

    10. Giudice Holden 2 dicembre 2023

      Non è che non ti sopportano, magari semplicemente non saranno d'accordo con te. Non mi sembri così brutale, comunque. Ad ogni modo, dimmi quali tratti questa nuova "sinistra" conserverebbe con quella "vecchia". Perchè se per sinistra tu ti riferisci ai piddini... beh ti sei perso per strada, mi sa. Quelli sono atlantisti, iperliberisti, filosionisti e quaquaraquà.

    11. Dico no 2 dicembre 2023

      La mano del diavolo è il paguro.
      La mano del diavolo è controllata dalla parte destra del cervello.
      La mano del diavolo non è mica tutto.

    12. Espatriato 4 dicembre 2023

      Siam-eh-si, sarebbe stato più indovinato

    13. Dico no 5 dicembre 2023

      Non credo di aver colto la sua sottile ironia, mi scuso

    1. Dico no 2 dicembre 2023

      Un dì ci sorprenderà il cambiamento: anche le putt*ne torneranno vergini.
      Dicono che sia in qualche anfratto di una vecchia profezia

    2. sbregaverse 2 dicembre 2023

      Eh sì ed il lupo pascolerà* con l'agnello.
      *variante sbregaversiana dall'originale: abiterà.
      ( l'agnello non avrà molto tempo per pascolare essendo inquilino eccellente)

    3. absitiniuriaverbis 2 dicembre 2023

      Questo perché il corpo è, ed era e sfortunatamente sara', sempre più importante della consapevolezza e della coscienza o dell'anima o di quello che non è fatto di materia. Ringraziando le religioni, ovviamente.

      Tuttavia, le imprenditrici più vecchie del mondo, rispetto all'umanità in genere hanno avuto sempre un vantaggio innegabile: sapevano esattamente cosa volevano e come conseguirlo.
      Gli umani odierni non hanno né la chiarezza di cosa vogliono né sanno come ottenerlo. Burattinai a parte.
      Anzi, le stesse imprenditrici non erano per nulla ipocrite.
      Vogliamo scrivere della ipocrisia odierna? Vedo che CDC ha rimosso il limite sulla lunghezza dei commenti...

    4. Nonso 2 dicembre 2023

      Pascoleranno sul pendio prima di cena

    5. Nonso 2 dicembre 2023

      Novellino: dici no?

      NonSo, ma TiCredo

    6. sbregaverse 2 dicembre 2023

      Macchè ipocrisia odierna; si apra tavola rotonda sulle vestali antiche e su quelle(piuchealtro svestali ) moderne.

    7. Dico no 2 dicembre 2023

      Erano stati limitati? Cazpita. Dev'essere stato molto difficile scegliere fra leggibilità dei contenuti e libertà di espressione.
      Le parole come corpo del reato.
      Vedo molti giornalisti mancati fra i commentatori, ci sta che trovino spazi ascolo.

      Le auguro di trovare presto la pace che cerca, lo slancio, e l'intraprendenza tipica delle imprenditrici più vecchie del mondo

    8. Dico no 2 dicembre 2023

      L'agnello è sacrificale.

    9. Dico no 2 dicembre 2023

      Novellino a chi?
      Nonso chi tu sia

    10. absitiniuriaverbis 2 dicembre 2023

      Non so cosa ti abbia portato a concludere che è la pace quello che cerco. Mi incuriosisci...

      In genere si cerca quello che si è perso ed io non ho perso la pace. Forse è la mia, età che mi protegge.

      Ho perso invece fiducia nelle organizzazioni, nelle leggi, negli strumenti di informazione, nello stato, nei governi... vedi tu cosa aggiungere.

      PS. Hai scritto 'spazi ascolo' intendevi 'spazi di ascolto' o...?

    11. sbregaverse 2 dicembre 2023

      Voleva dire : Novizio tra queste romite mura.

    12. Dico no 2 dicembre 2023

      Spazi di ascolto, era scritto male, per questo non era chiaro, non è colpa tua.
      Belle le tue parole, mi hanno dato una caricca esagerata. Guarda cerca quello che vuoi, ti auguro di trovarlo cazzo

    13. Dico no 2 dicembre 2023

      No no pessimo inizio

    14. Nonso 2 dicembre 2023

      Ultimi posti disponibili per il webinar "Senso dell'Ironia", chiamaci per non perdere l'occasione di prevenire gastriti ed altre malattie più gravi.
      E' gratuito e vivi meglio

    15. Bertozzi 2 dicembre 2023

      Un novellino pure lui.

    16. Nonso 2 dicembre 2023

      Bertozzi è uno navigato, fidati

    17. Dico no 2 dicembre 2023

      Mah

    18. Giudice Holden 2 dicembre 2023

      Lo hanno tradotto male, l'originale profetizzava "il lupo pasteggerà con l'agnello". Lo dice pure Biglino.

    19. sbregaverse 9 dicembre 2023

      Biglino ne dice di cotte e di crude.
      Bravo quando va a sfruculiare nei vari testi sacri mettendo in risalto le sconcertanti analogie(aliene).

    20. Dico no 9 dicembre 2023

      Mh, sovverte coi suoi studi.

      Salve Sbregaverse, passato un buon sabato? E ieri ti sei divertito? E per domani hai programmi? E lunedì lavori?
      Un caro salutod a tutta la mia famiglia (mio marito ti perdona le oscenità, io no)

    21. sbregaverse 9 dicembre 2023

      Dio perdona ......io no!
      King cuori perdona due picche no!
      Sabato di lavoro con 400 kilometri sciroppati dalla mia signora e padrona alla guida ed io a catechizzarla. Domani, probabile mercatino dell'antiquariato, ma si vedrà(dipende tutto dalla notturna passione smodata, della mia domina, per il sesso acrobatico).

    22. Dico no 9 dicembre 2023

      Di grazia, la santa ninfa duchessa dalle smodate passioni acrobatiche, a quale carta del mazzo (_) corrisponde?
      Cosa osa rispondere?

    23. Nonso 9 dicembre 2023

      Seee vabbè. E' arrivata la Dico no.
      Qui sono io a dire sì o no, e ti dico no. Sbregaverse è scapolo (lo sono anche io, se ti garba - tuo marito non lo saprà mai).
      La sua signora è un caleidoscopio nella sua fantasia. Continua a millantare una donna al giorno, ma l'ho visto cazzare la randa della mia stessa imbarcazione diverse volte, ormai.

      Se proprio proprio, un asso di bastoni. Dipinta a mano.

    24. Dico no 10 dicembre 2023

      Nonso, sempre a prenderti gioco di tutti

    25. Nonso 10 dicembre 2023

      Sì!

    1. Sonia Milone 2 dicembre 2023

      Ottimo articolo che non coglie però il fine principale: l'agenda eugenetica. Ciò accomuna Indy e Giulia.
      L'attacco è all'uomo, alla donna e ai bambini.
      Siamo in guerra e rimpiango Achille che per lo meno aveva solo un tallone...

    2. gin 3 dicembre 2023

      concordo in pieno, ma è da molto che mi chiedo perché, qual’è l’obiettivo

    1. sbregaverse 2 dicembre 2023

      Macchè macchè nessuna fola, è ben vivo il :
      Patriarchatus Venetiarum.

    2. Eugiorso 2 dicembre 2023

      Però è esistito anche il matriarcato - che nessuno condanna - e ci furono anche le Amazzoni (ivi compresa la guardia femminile del compianto Gheddafi!)

      Cari saluti

    3. sbregaverse 2 dicembre 2023

      Le matriarche Mosuo in Cina; dove le femmine sgobbano tutto il santo giorno perchè vogliono ben riposati i maschi per santificare le notti.
      IL PARADISO (può attendere) IN TERRA.

    4. Nonso 2 dicembre 2023

      E che d'io le benedica

    5. Giudice Holden 2 dicembre 2023

      In Barbagia esiste ancora.

    1. TorreNera 2 dicembre 2023

      Che lo si chiami col suo nome ovvero 'omicidio'. Accusa grave!
      Non sono né avvocato né giurista nella vita mi occupo di tutt altro, ma trovo malsano questa costante ricerca di aggravanti. Anzi, presunte tali.
      Cresciuto in una famiglia dove mio papà portava il pane sulla tavola e mia mamma (che la terra ti sia lieve!) si occupava dei figli e della casa. Mai ho visto questo modello come una dittatura dell uomo sulla donna. Anzi, in casa la regina era mia mamma.

    2. uomospeciale 2 dicembre 2023

      Figurati che io sono passato dal credere che le donne dovessero stare in casa ( quando ero giovane ) al pensare che proprio non se lo meritano (adesso che sono vecchio )

      Che vadano pure serene a farsi il terzo turno di notte in fabbrica, che a girare il sugo a casa con l'occhio alla televisione ci sto io.

    3. absitiniuriaverbis 2 dicembre 2023

      Capisco e condivido l'ironia.

      Parte del problema era legata alla originale definizione di 'lavoro' che richiedeva una 'retribuzione'. Il lavoro domestico non la comportava. Da qui il problema. Anche se l'economia domestica era un tema di studio a scuola,solo indirizzato alle ragazze.
      E questo è il secondo aspetto da considerare.

      Le parole hanno un impatto, non sono mai dei semplici suoni.
      L'istruzione ha un impatto e non può essere differenziata per genere.

    4. TorreNera 2 dicembre 2023

      Lazzarun!!🤣
      Nel mio vissuto la donna si occupava pure del lato finanziario della famiglia. Cosa non da poco!

    5. uomospeciale 3 dicembre 2023

      Nella mia famiglia invece, nessuna donna ha mai lavorato fuori casa.
      E tutte le mie zie hanno regolarmente sepolto i rispettivi mariti morti chi di infarto, chi di tumore, chi sul lavoro.
      Loro a casa protette a godersi le ville e i loro figli mentre i rispettivi mariti si spaccavano la schiena fino a renderle ricche.
      Una vita e una professione come "Moglie di"..
      Il patriarcato le opprimeva, poverette.😂🤣
      Ed era già la generazione di "transizione" tra l'Italia antica e quella moderna, quindi figurati le generazioni precedenti come stavano messe.
      Il patriarcato è morto?.... Tanto piacere, fine dello sfruttamento e pace all'anima sua.
      Spero che scompaia del tutto anche dalla memoria e dalla storia.
      Quel che ci resta da fare è completare rapidamente il percorso di emancipazione MASCHILE dai propri doveri, visto che le donne si sono già emancipate del tutto, proprio liberandosi in toto dai loro.
      Quindi evvai con l'indifferenza, il menefreghismo l'egocentrismo, il narcisismo e lo sganciamento emotivo.
      L'ho detto ancora negli anni '90:

      "Solo l'inutilità potrà renderci liberi."

    6. uomospeciale 3 dicembre 2023

      Guarda che anche al tempo delle caverne quando andavamo a caccia e le femmine restavano accanto al fuoco badando ai piccoli noi venivamo "retribuiti" con una maggior porzione di carne delle prede cacciate e le femmine no, il punto non è questo.
      Il punto è che mentre le donne si sono in pratica liberate da ogni dovere nei confronti degli uomini, ancora troppi uomini non hanno fatto altrettanto.
      Altro che "oppressione patriarcale" a crepare come fessi sia in guerra che in pace, siamo quasi sempre e quasi solo noi*
      Ed è ora di finirla.
      Quanto ai lavori domestici la prima cosa che va insegnata ad un ragazzo è proprio l'aver cura della propria casa e di sè stesso.
      Questo gli eviterà in futuro di dover convivere con chicchessia scendendo spesso a mille compromessi pur di avere una camicia stirata, o un piatto di minestra in tavola.
      L'indipendenza è la chiave della libertà per entrambi i sessi, e bisogna prendere atto che siamo troppo diversi per vivere insieme.
      Nel passato quando le condizioni di vita erano più dure questa alleanza tra uomini e donne era necessaria e ha funzionato per millenni ma adesso non serve più, è di troppo, è inutile.
      Ed è diventata una camicia di forza che fa vivere male tutti quanti, in un clima di accuse sospetto e recriminazioni.
      Finiamola, tutti a casa sua e pace.
      Tanto siamo più di 8 miliardi e per quanto crolli la natalità non corriamo certo il rischio di estinguerci almeno per altri 100/200 anni.

      *Ottima notizia dell'ultima ora: Finalmente in Ucraina stanno mandando a crepare al fronte anche le donne.
      Perchè dico che è un ottima notizia? Perchè quando si manda a morire le donne, significa che hanno raschiato il fondo del barile, e la guerra sta per finire:
      E quindi la finirano di morire per niente anche gli uomini.

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