Di Christian Peluffo per ComeDonChisciotte.org
Orgoglio della scienza italiana, il recentemente scomparso Antonino Zichichi (1929-2026) si è particolarmente distinto per rappresentare uno dei più importanti ricercatori mondiali nel campo della fisica delle particelle elementari.
Leggendo il suo curriculum1 si possono rilevare 6 scoperte, 4 invenzioni, nonché un'ingente quantità d'idee innovative e di metodi approntati per realizzare misure di altissima precisione nell'ambito della più moderna fisica.
Determinante per i suoi contributi a numerosi progetti internazionali, è stato presidente del Comitato Nato per le Tecnologie di Disarmo, della Società Europea di Fisica, del World Federation of Scientists, mentre in ambito italiano si può ricordare tanto la fondazione di varie associazioni, quanto la presidenza dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Nonostante tutto ciò, è deprimente constatare come moltissimi italiani, ad iniziare dagli adolescenti e dai giovani, non conoscono tale personalità o l'abbiano tuttalpiù sentita nominare per caso, senza certo soffermarsi ad indagare la vita e le conoscenze dell'uomo che scoprì il nucleo dell'antimateria e che inventò strumenti fondamentali per il progresso della fisica.
Infatti in quest'ultimi decenni i cittadini italiani si sono progressivamente allontanati dal gusto del sapere scientifico, limitandosi ad usufruire, con pur legittimo entusiasmo, delle ben conosciute innovazioni tecnologiche.
Tuttavia è innegabile che la cultura dominante del cosiddetto Occidente abbia più o meno denigrato, e molteplici volte censurato, certo le imprese, ma soprattutto la concezione filosofica-scientifica del ricercatore siciliano.
Inutile citare i riconoscimenti internazionali ricevuti dalla Cina agli Stati Uniti, superfluo indicare gli oltre sessanta premi e onorificenze conferitigli nel Bel Paese, quello che impatta veramente, perché capace di formare la mentalità delle persone, è come al solito lo spettacolo imbastito dai molteplici mass media, sempre devotissimi seguaci della cultura dominante.
Cultura che giura sulla contrapposizione fra Scienza e Religione, affermando che la prima è sicuramente materialista e la seconda, ammesso che sia in grado di reggersi, non può ch'essergli alquanto subordinata.
Televisione, riviste, radio, manuali, vetrine librarie.. ecco dunque la costante ospitalità del vetusto conformismo spacciato per epocale novità, d'ideologie truccate da scienza, di uomini molto più amanti della retorica che della ricerca.
Tutto può o potrebbe essere accettato, ma la pressoché totale marginalizzazione delle tesi avverse, in nazioni che quotidianamente vantano democrazia e pluralismo, non solo è irritante, ma soprattutto lascia intendere che qualcosa d'essenziale non si vuole comunicare.
Membro della Pontificia Accademia delle Scienze, si poteva infatti perdonare ad Antonino Zichichi di essere un convinto cattolico, ma non certo di proclamare senza vergogna la profonda relazione tra Fede e Ragione, scrivendo ad esempio il volume Perché io credo in colui che ha fatto il mondo (Il Saggiatore, 1999), o dichiarando, fra l'altro, "La scienza ha come obiettivo di capire ciò che Dio ha scritto usando il rigore della Matematica".
Come se non bastasse, il nostro sosteneva una tesi oltremodo scandalosa per i padroni del discorso, cioè che la medesima Scienza esatta è un derivato del Cristianesimo, cattolico in particolare.
Ad ascoltare numerosi accademici, trattasi di realtà palese, tanto che basterebbe leggere le opere di vari storici della scienza medievale2 per comprendere il fondamentale contributo che la sapienza di quell'epoca fornì alla nascita della scienza sperimentale, del quale gli stessi Galileo Galilei (1564-1642) e Isaac Newton (1642-1727) si dimostrarono ben consapevoli.
Joseph Needham (1900-1995), il più importante studioso occidentale delle vastissime e sorprendenti conoscenze della Cina Antica - talmente ammiratore di quelle da volerle studiare trasferendosi in quella nazione e imparando la relativa lingua - indicava proprio nella 'fede non monoteista' e soprattutto 'non cristiana' dei cinesi la ragione che gli impedì di giungere per primi alle scienze esatte3.
Così scriveva il celebre Alfred N. Whitehead (1861-1947), co-autore dell'opera miliare Principia Mathematica:
"La fede nelle possibilità della scienza, nata prima dello sviluppo della teoria scientifica moderna, è un derivato inconsapevole della teologia medioevale. [...] Non occorre che io precisi come l'abitudine al pensiero chiaro e rigoroso si sia radicata saldamente nella mentalità europea sotto il lungo predominio della logica e della teologia scolastica (teologia cattolica di san Tommaso d'Aquino).
Non credo però, proseguiva il ricercatore, d'aver ancora messo in evidenza il grande contributo dato dal Medioevo alla formazione del movimento scientifico: intendo parlare della fede inespugnabile che ogni evento particolare può essere correlato, in modo perfettamente definito, ai suoi antecedenti e fungere da esempio di principi generali. Senza questa fede l'enorme lavoro degli scienziati sarebbe disperato. [...] Come si è insediata così saldamente nello spirito europeo questa convinzione? Se paragoniamo il 'tono' del pensiero europeo con l'atteggiamento di altre civiltà abbiamo la sicura impressione che il primo sia originato da una sola fonte. Non può infatti provenire che dalla concezione medioevale, che insisteva sulla razionalità di Dio4.
Non dobbiamo dunque stupirci se anche il celebre storico White Lynn (1907-1987) indicava proprio nelle innovazioni tecnologiche e intellettuali realizzatesi in quell'epoca la decisiva svolta che pose l'Europa all'avanguardia rispetto al resto del mondo5.
Insomma, meglio impedire ad Antonino Zichichi di rappresentare quell' anello di congiunzione divulgativo fra certe conoscenze e le persone, in modo che non dubitino dell'illuminista dogma inculcato dalla cultura contemporanea: "La Scienza è materialista e non può ch'essere tale, essa è nata quando l'uomo è diventato adulto, emancipato da superstizioni e insostenibili credenze religiose".
Ammetteva infatti il celebre genetista Richard Lewontin (1929-2021):
Noi difendiamo la scienza nonostante l'evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni, nonostante essa non riesca a realizzare molte delle sue stravaganti promesse sulla salute e sulla vita, nonostante la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie prive di verifica, perché abbiamo un impegno aprioristico, un impegno materialista.
Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obblighino ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali a creare un apparato d'investigazione ed una serie di concetti che generano spiegazioni materialistiche; non importa quanto contro intuitive, non importa quanto mistificanti per i non addetti ai lavori.
Non solo, ma tale materialismo è un assoluto, perché non possiamo aprire la porta al Piede Divino6.
Ovviamente, come testimoniò lo stesso Lewontin, materialismo e teoria evoluzionista sono profondamente uniti in un saldo e indissolubile matrimonio, tanto che la seconda si è affermata anche, se non soprattutto, per sostenere il primo, come ammesso persino da Thomas Huxley (1825-1895), il super difensore di Charles Darwin (1809-1882), quando affermò che la teoria del suo connazionale non era sostenuta da prove, ma era l'unica accettabile perché in grado di escludere l'intervento sovrannaturale7.
Concetto più recentemente ribadito dallo scienziato evoluzionista Scott Todd, quando affermò: 'Tutti i dati indicano un progettista intelligente, ma tale evidenza è esclusa dalla scienza perché non è naturalista'8.
Antonino Zichichi non aveva certo remore nel denunciare tale stato di cose e anche per questo non possiamo stupirci quando denigrava l'evoluzionismo, ad iniziare dalla sua credenza nella vita nata dalla casuale aggregazione di sostanze organiche. Oltretutto il nostro non riconosceva a tale 'sistema teorico' la dignità di 'scientifico', irritando oltremodo i sacerdoti e i fedeli della religione material-conformista, spingendoli, una volta di più, a celebrare i loro riti mass-mediatici, ora mistificanti ora censori.
Le parole dello scienziato siciliano sono infatti difficilmente contestabili:
La Cultura dominante ha fatto credere al grande pubblico che l'origine della vita e l'evoluzione biologica della specie umana siano verità scientifiche di stampo galileiano. Precisiamo che le verità scientifiche di stampo galileiano hanno tre livelli di credibilità e che l'evoluzione biologica della specie umana è sempre stata ed è ancora oggi sotto il livello minimo di credibilità scientifica. Pretendere di avere capito un fenomeno che non riesce ancora a essere formulabile in termini di rigore logico-matematico tale da essere inserito al livello pur minimo (terzo) di credibilità scientifica ed estenderlo alla specie umana - come fanno i fanatici dell'evoluzionismo - è contro tutto ciò che la Scienza galileiana ci ha permesso di scoprire e capire. Galilei insegna che, fino a quando di equazioni non ce n'è nemmeno una, non si può parlare di Scienza. Infatti, se tutto è Scienza nulla è Scienza. Non è un dettaglio banale. Tanto è vero che ci sono voluti tremila anni, dai greci a Galilei, per arrivarci, e ancora oggi c'è chi non l'ha capito e insiste nel confondere le parole con le equazioni9
Zichichi: "C'è una logica che governa l'Universo"
Scandalizzando ulteriormente i padroni del discorso, Antonino Zichichi riteneva che il riscaldamento globale fosse una dinamica sostanzialmente determinata dalle variazioni dell'attività solare, dunque solo in misura alquanto limitata dall'inquinamento umano.
Più di 1,3 milioni di volte maggiormente voluminoso della Terra, protagonista di un'attività in gran parte ancora misteriosa, nemmeno il Sole è stato sufficiente per far abbronzare con la tintarella del dubbio i nostri mass media e il loro corredo di divulgatori assolutamente scientifici.
Eppure, mi prendo la responsabilità di questo azzardo, ritengo che qualcosina di appena appena importante il Sole riesca a influenzarla nel nostro pianeta...cose proprio da nulla come la vita ad esempio. Però il cambiamento climatico ovviamente no, la variazione delle temperature medie mai.
Così sul web, in televisione, nelle riviste e non solo, anche in questo caso possiamo notare Antonino Zichichi assediato da molteplici interventi che giurano sulla fallacia della sua posizione, anche se più o meno simile a quelle dei fisici Ivar Giaever (Nobel 1973), Carlo Rubbia (Nobel 1984) e John Clauser (Nobel 2022).
Le denigrazioni sono rilevanti, continue, procedono da vario tempo, dunque molte persone - a loro volta assediate da problemi lavorativi, famigliari ed economici - sono in un certo senso costrette a fermarsi proprio dove i mass media vogliono farle fermare, cioè al più o meno implicito pensiero: "Se tutti o quasi tutti dicono così, e sempre così, sarà per forza vero!".
Sublime musica per i cantastorie travestiti da divulgatori scientifici, ben consapevoli che la continua ripetizione di una bugia è la più eccelsa bacchetta magica per trasformarla in 'verità'.
Anche in questo ambito non è sufficiente capire che spesso i mass media mentono, è necessario comprendere ch'esistono soprattutto per questo, è la loro specifica missione; portare alla ribalta gli argomenti decisi da ben altri poteri e deformarli secondo i desideri di quelli...'deformarli' per 'formare' la sensibilità e la mentalità delle persone.
Per i suoi denigratori, Antonino Zichichi si macchiava inoltre dell'imperdonabile onta di screditare i modelli scientifici che dimostrerebbero la decisiva influenza dell'attività umana sulle variazioni climatiche.
Infatti, a ben studiare, modelli e proiezioni variano a seconda dei dati scelti, delle variabili selezionate, del ruolo che viene loro affibbiato, e ovviamente, in materie così delicate, bastano minime variazioni per determinare risultati ben diversi.
Il gioco delle carriere, della notorietà, la volontà di non uscire dal giro accademico ad esempio contestando, con un modello, il modello del proprio superiore - con dei dati, la visione del laboratorio che paga lo stipendio - sono dinamiche quotidiane all'interno delle Università e non solo...dinamiche tanto conosciute dagli scienziati, quanto censurate dai divulgatori scientifici.
Dimenticavo...i finanziamenti elargiti da associazioni legate a potentati finanziari rappresentano un'ulteriore dinamica che qualche minimissima influenza, alcuni affermano, parrebbe proprio averla.
Al di là della sua sagacia scientifica, Antonino Zichichi si è dunque distinto per il coraggio d'opporsi a molte vulgate della cultura dominante; del resto è appartenuto a ben altra generazione, cresciuta all'interno di un mondo dove l'arrivismo e i compromessi morali dovevano molto più tenacemente combattere contro la dignità delle persone.
Di Christian Peluffo per ComeDonChisciotte.org
11.03.2026
Per dialogare e dibattere con l’autore scrivete a [email protected]
Christian Peluffo, dottore in Scienze Naturali, guida naturalistica e saggista. Autore dei volumi “Einstein non credeva a Darwin” (Arianna Editrice, 2022) e “Einstein cancella Darwin” (Youcanprint, 2025).
NOTE
1 Cfr. il sito giovannipastore.it
2 Edward Grant, Le origini medievali della scienza moderna, Einaudi, 2001; Edward Grant La scienza nel medioevo, Società editrice il Mulino, 2002; James Hannam, La genesi della scienza. Come il Medioevo cristiano ha posto le basi della scienza moderna, D'Ettoris Editori, 2014; Seb Falk, I secoli luminosi. La sorprendente storia della scienza medievale, Ponte alle Grazie, 2022.
Alquanto interessanti sono le opere del fisico e sacerdote Stanley L. Jaki (es. Il Salvatore della Scienza), del famoso sociologo Rodney Stark (es. La vittoria della Ragione e A gloria di Dio), dello storico Jean Gimpel, The Medieval Machine: The Industrial Revolution of the Middle Ages.
Già frequentemente alquanto mistificata, la diatriba fra la Chiesa cattolica e Galileo Galilei riveste certamente - per la sua importanza nel rapporto fra scienza e religione - un peso simile a quello del gossip o della cronaca tanto amata dai nostri telegiornali, impegnati a tacere su realtà sociali, economiche e geo-politiche realmente importanti.
3 Needham "nel suo celeberrimo Scienza e civiltà in Cina si chiede perché la scienza moderna sia nata in Europa e non in Asia. E risponde citando una famosa quartina newtoniana: 'Sia lodato il Signore perché ha parlato/gli universi si piegarono alla sua voce possente;/Leggi che non verranno mai violate/Egli ha fatto per il loro ordine e norma'".
Questa quartina, argomenta Needham, avrebbe potuto essere scritta solo nell'Europa cristiana, "in cui la concezione di un Creatore, sia della realtà non umana che di quella umana, rende via via famigliare l'idea che anche la natura abbia da seguire leggi inviolabili", fatto ovviamente non concepibile per chi non concepiva l'esistenza di un Dio unico, assoluto, creatore e razionale. Cfr. Francesco Agnoli, L'anima c'è e si vede, Il Timone, Milano 2023, 69-70. Per l'assolutamente maggioritaria teologia islamica la presenza di leggi naturali limiterebbe la libertà di Allah.
4 Alfred N. Whitehead, La scienza e il mondo moderno, Editore Boringhieri, Torino 1979, 30; 31. Parentesi mia.
5 White Lynn Jr., Medieval Technology and Social Change, Oxford University Press, London 1962, 151 (ed. it. Tecnica e società nel Medioevo, Il Saggiatore, Milano 1976), in Rodney. Stark, La vittoria dell'Occidente, Lindau, Torino 2014, 122.
6 Richard Lewontin, Billions and billions of demons, The New York Review, 9 gennaio 1997, 31. In Jonathan D. Sarfati, Confutare l'Evoluzione, Edizione AISO, Cinisello Balsamo 2009, 15.
7 Cfr. M. Georgiev, Charles Darwin oltre le colonne d'Ercole, Gribaudi Editore, Milano 2009, 189. L'autore cita T.H. Huxley, Lectures and Essays, London 1908.
8 Cfr. Scott C. Todd, A view from Kansas on that evolution debite, 'Nature' 1999; 401 (30 september); 423. In F. Fratus & L. De Bernardi, Chi siamo e da dove veniamo?, StreetLib Write, 108. In varie espressioni la parola 'naturalista' viene utilizzata come sinonimo di 'materialista'.
9 In Antonino Zichichi, L'evoluzionismo non è una scienza, corrispondenzaromana.it
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Piero 13 marzo 2026
Articolo molto interessante. Sull'impossibilità dell'origine casuale della vita concordo pienamente, ma un intervento iniziale esterno, da parte di una forma di intelligenza superiore (che si potrebbe anche chiamare "Dio") non esclude che la teoria dell'evoluzione naturale, almeno a partire dal momento in cui le prime forme di vita batterica erano già comparse, sia comunque valida. Per quanto riguarda la presunta mancanza di equazioni, invito chiunque sia interessato ad approfondire lo studio della moderna biologia computazionale.