Vladivostok, il Sentiero Orientale

Vladivostok, il Sentiero Orientale

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

Il Forum Economico Orientale di Vladivostok ha lasciato il segno, molto più degli scorsi anni, ed ha aperto l’Oriente ad una serie di opportunità economiche e geopolitiche che nessuno si aspettava. O, meglio, che nessuno in Occidente era riuscito a vedere, e forse adesso potrebbe essere troppo tardi. Ciò che conta è quello che è stato già fatto e ciò che verrà realizzato. Proviamo a fare un resoconto dell’evento.

Il Sud-Est asiatico va verso il multipolarismo

Il panel più importante di tutto il Forum è stato sicuramente quello organizzato dal Forum sulla multipolarità, dedicato interamente al Sud Est Asiatico che si affaccia al mondo multipolare. I relatori presenti, quasi tutti provenienti da Paesi della regione menzionata, sono stati coordinati dal prof. Aleksandr Dugin e dal suo team, con la partecipazione eccezionale di Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa. Presenti anche l’Ambasciatore dell’India e l’Ambasciatore della Nord Korea.

Per la prima volta, numerosi esperti degli Stati regionali si sono riuniti per affermare la forte volontà che i loro Paesi hanno di partecipare all’avvento di un mondo multipolare. Come ha spiegato il prof. Zhang Weiwei dell’Università Fudan di Shangai, quello che sta avvenendo “ad Oriente” è un vero e proprio cambiamento su un lungo periodo che potremo chiamare, un giorno, Pax Multipolaris, e che trova la sua culla nell’Eurasia e la sua applicazione nella Asian Wisdom, che dai tempi di Confucio fino ad oggi insegna a programmare su un lungo periodo di tempo, coordinando con attenzione tutti i dettagli e operando con pazienza affinché ogni elemento sia ordinato al proprio posto. Una metodologia che è estranea alla maggior parte dei Paesi occidentali, dove vige invece una politica internazionale aggressiva e basata sull’alta velocità delle transizioni (e transazioni).

Ma i paradigmi stanno cambiando e, anzi è tempo di ripensare la legittimità dei paradigmi che hanno fino ad oggi dettato legge. Il nipote del leader sudafricano Mandela, Nkosi Mandela, ha sottolineato che la multipolarità non è e non deve essere una replica dei modelli occidentalocentrici, né tantomeno la imposizione di un più forte su un più debole: occorre che i Paesi con maggiore polarità aiutino coloro che ne fanno richiesta, in modo da promuoverne uno sviluppo integrale. E come ha aggiunto il già Primo Ministro del Nepal, Mudhar Nepal, è finalmente giunto il momento che i tenti piccoli Stati dell’Oriente, che sono molti, trovino il coraggio di emanciparsi dal giogo anglo-americano e comincino un cammino di vera autodeterminazione.

Proprio su questa linea, il giornalista Pepe Escobar ha rimarcato la necessità di controllare il ritmo della transizione multipolare, che è a più velocità e ciò non deve diventare motivo di sopraffazione per nessun Paese coinvolto. Ciò che avviene in Asia e che si è visto al EEF è l’esempio di uno sviluppo fatto a misura di ciascun Paese, con tempi e modalità differenti fra loro, perché c’è un nuovo trend globale che viene tracciato e spetta proprio ai Paesi e ai popoli definire questo trend, non alle élite finanziarie o ai potentati transnazionali.

L’uomo è al centro della comunità e questo passaggio deve essere compreso riaffermato con forza, come ha specificato Konstantin Malofeev. Un passaggio di ri-umanizzazione che è possibile nel momento in cui il vecchio paradigma di controllo globale, imposto dagli USA dopo il crollo della Unione Sovietica, viene adesso abbandonato e sostituito con una riscoperta delle diverse Tradizioni dei popoli. Perché la multipolarità deve essere, come ha sottolineato Maria Zakharova, un bene comune, un lavoro comune, un vittoria comune, per la quale la Federazione Russa si sta battendo da anni, assieme ad un numero sempre maggiori di Paesi che sono alleati e amici.

La multipolarità è un dato di fatto ormai, anche per il Sud Est Asiatico, che finalmente si trova davanti ad una strada di indipendenza dal giogo statunitense.

Putin ha staccato la spina

Il momento più atteso è stato la sessione plenaria. E lì sì che qualcosa di grandioso è successo. Abbiamo visto insieme Russia, Cina e Sud Est Asiatico. Boom!

Il presidente Putin non ha avuto freni. In un discorso estremamente preciso e posato, è andato dritto al punto: il lontano oriente della Russia è la nuova frontiera e per questa ragione è previsto un potenziamento su lungo periodo, ottenendo già in breve periodo risultati. Anzi, addirittura “anticipando i bisogni del futuro”, attraverso nuove rotte energetiche, infrastrutture e trasporti da record mondiale, un nuova rotta del mare del Nord con una capacità di trasporto merci che è già cresciuta cinque volte rispetto allo scorso anno, e poi grandi investimenti nel settore tecnologico e scientifico, dalla ricerca ai cantieri. Un programma già completato per i prossimi 25 anni, senza dimenticare uno dei punti più ribaditi durante il forum: la riaffermazione delle autonomie locali, delle culture indigene e delle tradizioni.

Tutto questo – e molto altro – ha fatto da apripista ad un processo che ha preso piede in tutto il mondo e che, ha detto Putin, non è stato voluto dalla Russia, ma è stato una conseguenza delle scelte degli americani: la de-dollarizzazione. Il nuovo assetto dei mercati internazionali, che ormai dialogano con le monete nazionali e stanno lasciando cadere il dollar-standard, è dovuto al fatto che i Paesi che un tempo erano sottomessi al dollaro sono, adesso, più forti del dollaro stesso e quindi non hanno motivo di restarne schiavi. Un ragionamento del tutto logico e legittimo.

La Russia non si fermerà davanti a nessuna provocazione, nessuna sanzione, nessuna minaccia occidentale, perché, come ha detto Putin, la posta in gioco è globale.

Ibrahim ha colto il punto

Ha fatto ingresso in scena un nuovo grande leader, conosciuto a pochi: Anwar Ibrahim, Primo Ministro della Malesia. Un vero outsider. Pochissime parole ma tutte estremamente potenti.

Perché, ha chiesto Ibrahim, così tante persone al mondo hanno rispetto e fiducia nella Russia? Perché è riuscita a far sì che i suoi confini venissero trascesi dalla sua identità e, di conseguenza, ha affascinato altri popoli, ottenendo rispetto e ammirazione a livello globale non con le guerre e la “democrazia” take-away, bensì con una politica estera solida e attenta, la proposta del multipolarismo come nuovo paradigma e un soft power che ha motivato a pensare diversamente tutto l’assetto internazionale.

Grazie all’impegno della Russia, il Sud globale sta ora sorgendo. Ed è così che la Malesia ha annunciato proprio durante la sessione plenaria che farà richiesta ufficiale per entrare nei BRICS+. Questo è un chiarissimo messaggio all’Occidente: le pedine sulla scacchiera sono cambiate, il gioco è cambiato, è tempo di dirsi addio e passare ad altro.

Questo annuncio ha avuto un impatto enorme sui mercati occidentali, con grossi cali il giorno seguente, mentre ha giovato ai mercati orientali che si sono trovati rafforzati all’improvviso. Perché? Semplice: perché dopo la Malesia anche altri Paesi della regione chiederanno di fare la stessa cosa. È solo questione di tempo, quanto ne serve per terminare gli accordi diplomatici e commerciali e cominciare a sganciarsi da quelli militari e strategici.

Di forte impatto le parole spese da Ibrahim riguardo la Palestina: è tempo di smettere di agire con ipocrisia politica, è tempo di considerare i palestinesi come esseri umani, non come animali o persone di serie b. Ha lanciato un appello da parte di tutto il Sud Est Asiatico per un impegno comune ed una mano tesa versa la Palestina, contro l’occupante entità sionista. Perché la verità e la libertà devono sempre andare assieme, altrimenti diventano un inganno.

Zheng il confuciano

Infine, il fuori classe Han Zheng, giovane e promettente Vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese. Attenzione signore e signori, perché la precisione delle sue parole e la profondità di esse le ricorderemo anche in futuro.

La Cina è il primo alleato della Russia e insieme hanno sviluppato un sistema di sviluppo strategico delle relazioni per una nuova era, in cui “multipolarità” sta significando sempre di più “pace”. Perché questo è lo scopo, ha detto Zheng, ed è il nuovo trend globale. Un mondo non controllato dagli UK-USA è un mondo che sta lavorando per una pace condivisa. Cosa fa invece l’Occidente? Sanziona, minaccia, aggredisce, corrompe. Un modo di agire che non può essere accettato perché rappresenta un male per il mondo intero.

Ecco perché un accordo di sviluppo sul lungo periodo, multilaterale, multinodale, multipolare è l’unica via per aprire l’umanità ad una visione diversa della vita comune su questo pianeta, con una sicurezza che prospererà nel momento in cui saremo capaci di abbandonare la mentalità da guerra-senza-fine tipica del periodo della Guerra Fredda, imposta dagli USA. Solo così sarà possibile un mondo pacifico.

La pace di Confucio, la saggezza asiatica, può essere compresa solo da coloro che ne accolgono il mistero e decidono di mettersi alla scuola di questo grande maestro.

Ecco il Patto dell’Oriente, ecco un altro tassello importante per un mondo multipolare.

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

09.09.2024

Lorenzo Maria Pacini. Professore associato in Filosofia politica e Geopolitica, UniDolomiti di Belluno. Consulente in Analisi Strategica, Intelligence e Relazioni Internazionali

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Fonte: https://strategic-culture.su/news/2024/09/09/vladivostok-the-eastern-path/

Tradotto dalla Redazione di ComeDonChisciotte.org

Commenti (12)

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    1. IlContadino 12 settembre 2024

      Queste approfondite lappate di chiulo ai potenti della terra, che nemmeno nel mainstream le san fare tanto bene, riescono a rovinare il caffè del mattino.

    2. Bertozzi 12 settembre 2024

      Il caffè è roba occidentale, installa un samovar in cucina e vedrai che ti troverai più in risonanza col pensiero Paciniano e col mondo multipolare tutto, nel dubbio compra il suo libro "Dugjn e Platone" nel quale l' autore '
      Partendo dal pensiero di Platone, mette in luce i meccanismi del pensiero duginiano, descrivendone le chiavi essenziali e i fondamenti..." E sti caxxi!

    1. Teopratico 11 settembre 2024

      Cioè il Sol dell' avvenire avvenirá dall'Oriente? Ma davero? Ed esisterà un potere che abbia rispetto di ogni singolo coglione individuo come me? Ah! Ma allora è un evento epocale nella storia umana, le terre verranno distribuite, i militari smetteranno di sperimentare bombe e vaccini sulla gente, i raccolti saranno prodotti in maniera artigianale e il cibo sarà sano e come si dice biologico. Troveremo l' uva con i ragni dentro e gli acini mangiati dagli insetti e dai merli nei mega supermarket? La carne piena di grasso dolce e struggente sulla padella? Evviva, evviva il Sol dell' avvenire; d'Oriente si intende, eh?

    2. Teopratico 11 settembre 2024

      Ho fatto un esperinento questa estate, tra i cinque giorni di vacanza che mi sono concesso: ho acceso una lampadina di notte in diverse zone, Roma, Ardea, Pennabilli, e un luogo della Tuscia profondamente sperduto nei boschi. Solo in quest' ultima località la lampada è stata aggredita da farfalline notturne, bianche, piccolissime, ma molto numerose. Nel resto del mio paese praticamente ho constato l' estinzione totale dei soliti insetti che infestavano di notte le zone abitate. Possibile che nessuno scienziato istituzionalizzato lanci questo allarme? C'è del marcio nelle nostre università, non spendere soldi per fare studiare i figli alle università sarebbe un buon inizio

    3. absitiniuriaverbis 12 settembre 2024

      Gli umani sono quello che sono ovunque e comunque.
      Penso di cogliere l'ironia del tuo commento, tuttavia, vivendo in Cina da un lustro, mi sento di condividere il benvenuto ai BRICS&C. Non mi aspetto né miracoli né eclatanti successi, mi aspetto se non un diverso modello almeno una alternativa al modello esistente.
      Se devo, e così sembra, almeno mi scelgo il padre padrone.
      Sono un ligure marinaro di nascita e sono convinto che il porto sia il miglior posto sicuro per un naviglio. Da considerare che però i navigli non sono stati inventati per stare in porto ma per esplorare i mari.
      Vedremo.

    4. maghi 12 settembre 2024

      a giudicare da come vogliono ancora venire in Ue da tutto il mondo, credo che questo posto sia ancora il migliore dove vivere. Non so ancora per quanto, visto che le risorse di tutti i tipi stanno esaurendosi lentamente, come giustamente faceva l'esempio Teopratico per quelle biologiche. Penso che ci siano pochi decenni di benessere davanti, forse pochi anni, dopo bisognerà vivere in paesi dove l'ordine e l'economia sono fortemente centralizzati, indipendentemente da politiche di dx o sx, perchè negli altri paesi il liberal capitalismo, che si regge sul consumismo, non esisterà più.

    5. absitiniuriaverbis 12 settembre 2024

      Ci sono ancora motivi per cui è interessante visitare o stabilirsi in Europa.
      Quando scrivi 'migliore' potremmo anche impegnarci a scrivere a quali aspetti positivi della vita in EU ci riferiamo. Non possiamo però trascurare di ammettere, come scrivi, che 'questa Europa' non è sicuramente né quella dei lustri passati né, in prospettiva, quella futura. Se la rotta impostata fino ad ora non muta, l'Europa mutera' grandemente. Aggiungi a buon peso la sostituzione etnica.

      I BRIC&C, a cui mi riferivo, al momento attuale sono un elemento di 'economia' e forse un'alternativa al mondo 'unipolare'. In questo senso li accolgo, con cautela, ma li accolgo.

      PS: per me sono le 11 del mattino ma tu sei nottambulo o... 🤣

    6. maghi 12 settembre 2024

      ...o hai già dormito 8 ore dalle 2000 del giorno precedente? In effetti abito ora in campagna a 400 metri dalla strada trafficata più vicina e a 900 metri da un lago dove una volta suonavano tutta l'estate e ora solo il venerdì e il sabato fino alle 0300 o 0400. Data la distanza posso dichiararmi fortunato, perchè il rumore è sopportabilissimo. 20 anni fa qui il buio era totale e il silenzio completo, poi il consumismo becero si è avvicinato, ma mi pare che cominci a riallontanarsi. Peccato che le condizioni per la tranquillità totale torneranno solo tra anni o decenni, ma io non ci sarò più. Per fortuna mi rimangono alcune isole di pace, tranquillità e spiritualità, dove rifugiarmi all'occorrenza in caso di necessità, che mi permettono di non impazzire. O di ritornare pazzo, come ero prima di decidere che la fuga è la soluzione migliore, come poi si è dimostrato, perchè se non si mettono un pò di km tra sè stessi e i pazzi, si perde la ragione.
      Anche i miei vicini a 200 metri sono dovuti fuggire dai condomini di Prato, perchè erano sempre a litigare e detestarsi con i vicini. Comunque mi guardo bene da cercare di fare la loro conoscenza, perchè come mi dissero i carabinieri una volta, i fatti criminali sono compiuti al 90-95% dai vicini. Il fatto poi che abbiano avuto le auto danneggiate dagli spacciatori albanesi, che operano nella via per averli denunciati, perchè li disturbavano, aggirandosi nei campi a nascondere le dosi, mi dimostra che sono poco intelligenti. Quindi meglio tenerli a distanza.

    1. Martin 11 settembre 2024

      Qui in Europa abbiamo gente come Melenchon, che va predicando che in Francia ci sarebbero le risorse per lavorare meno, continuare a sussidiare milioni di nullafacenti, e mantenere l'attuale sistema di welfare o assistenza pubblica, ossia una nuova edizione del Paese della Cuccagna di Collodi. Bisognerebbe chiamarlo Melenchognol, come Lucignolo.
      Basta farsi un giretto in Asia,ossia in Cina, Giappone, Taiwan, Hong Kong, Singapore, etc, per comprendere la realtà: milioni di persone che fino ancora agli anni 60 e 70 vivevano perlopiù in povertà hanno fatto un salto enorme e vivono in società quasi generalmente ormai tecnologicamente più avanzate di quelle europee.

      L'Europa sta andando sempre più indietro da ormai circa 25 anni rispetto a USA, Cina, Giappone, Taiwan, Singapore, ect, e la situazione non si risolve nè con la demagogia marxista e nè con la visione imperialista dell'estensione territoriale dell' UE ad Est, in conflitto cronico con la Russia, sostenuta dalla Commissione UE. Gia' si sta preparando la prossima mossa del domino, ossia la Georgia.

      Ci vorrebbe evidentemente una revisione totale degli indirizzi e dei molteplici errori strategici commessi dalla Commissione UE negli ultimi 20 anni, ma ne siamo ancora molto lontani.

      Quindi alla fine veramente non resta proprio che pregare Domine Iddio che Trump vinca le prossime elezioni presidenziali USA. Diversamente. saranno anni durissimi per l' Europa, ossia sarà molto difficile evitare un altra guerra sul continente europeo.

    2. dalassio 11 settembre 2024

      Da considerare che nei Paesi che Lei cita in Asia lavorano come pazzi, giá solo contando le ore di lavoro, senza considerare i ritmi e i giorni di ferie...lo scrivo essendoci stato spesso.
      Per quel che riguarda l'Europa non penso che basti l'elezione di Trump...
      Anche se ci spero ovviamente

      Cordiali Saluti
      Danilo Marassi

    3. Martin 11 settembre 2024

      Grazie, infatti anche io sono stato spesso da quelle parti negli ultimi 30 anni.

    1. clausneghe 11 settembre 2024

      Confideranno pure nella "pace di Confucio" ma intanto Russia e Cina schierano più di 400 navi nell'imponente esercitazione congiunta che si sta svolgendo nel mar del Giappone e denominata "Ocean 2024" dove si verifica e si testa la prontezza al combattimento.
      Alla fine trionferà la Pax Confucioniana o quella più terra terra conosciuta come Pax Romana? (la chiamano pace ma è un deserto)..

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