Vladivostok è ancora in Russia? Come la Cina si è (ri)presa la città perduta

Vladivostok

Come gruppo di lavoro di Geopolitica della Redazione di ComeDonChisciotte.org portiamo alla vostra attenzione una notizia del mese scorso riguardante i rapporti tra Russia e Cina che ci era sfuggita, ma che merita sicuramente di essere diffusa e approfondita.

* * *

Di Eugenio Palazzini, ilprimatonazionale.it

È ancora Vladivostok, che in russo sta per “città che domina l’Oriente”? Oppure è Haishenwai, ovverosia “la scogliera dei cetrioli di mare”, così come i cinesi chiamano l’anello perduto dalla dinastia Qing? Sulla carta, il remoto porto celebre per essere il punto d’arrivo della ferrovia Transiberiana, è oggi parte della Russia. Essenziale avamposto sul Pacifico, a cui Mosca non può certo rinunciare fischiettando. Eppure la Cina non ha mai dimenticato la propria storia, non ha scordato che Haishenwai fu presa dai russi nel 1860, quando la guerra dell’oppio mise in ginocchio il Dragone. Costretti a firmare la Convenzione di Pechino, considerata uno dei Trattati ineguali, i cinesi cedettero allo zar il porto nella baia di Zolotoj Rog. Da allora, di acqua sotto i ponti siberiani ne è passata, tutto è stato stravolto e Vladivostok, alias Haishenwai, è in apparenza saldamente in mano ai russi.

Vladivostok è di nuovo cinese?

Se non fosse che i recenti accordi commerciali di libero scambio, siglati da Xi Jinping e Vladimir Putin, dal primo giugno consentiranno alla Cina di far transitare merci a Vladivostok senza pagare la dogana. Un vantaggio enorme, con un solo limite: quelle merci dovranno necessariamente raggiungere le regioni cinesi adiacenti, cioè Jilin e Heilongjiang (Manciuria interna), che non hanno sbocchi sul Mar del Giappone.

Per gli Stati Uniti si tratta essenzialmente di un modo per aggirare le sanzioni imposte alla Russia, che però la Cina non ha mai sottoscritto. Per Mosca, al momento, può rivelarsi un’opportunità commerciale. Quello che però colpisce e ci dice molto di più di questa operazione, è la visione cinese. Il Quotidiano del Popolo, organo ufficiale del Partito Comunista Cinese, la spiega così: “Haishenwai è ora diventato ufficialmente un porto di transito all’estero per la Cina”, dunque “questa è una nuova svolta nella cooperazione sino-russa”. Ma è in particolare “il segno che la Russia non ha più scelta” e non può opporsi alla volontà di potenza di Pechino. E ancora, in un altro editoriale pubblicato sullo stesso giornale cinese, si legge: “L’apertura di Haishenwai è stata la migliore notizia per la regione nord-orientale della Cina negli ultimi 163 anni”. Notare il calcolo degli anni: 163. Tradotto: dal 1860, quando Haishenwai passò alla Russia.

Nulla accade per caso, c’è sempre un lavoro dietro che nel caso cinese dura spesso molti anni. Levigare con calma la pietra, penetrare senza fretta, occupare spazi in modo oculato e quasi invisibile. È infatti a partire dal 1992, con la fine della guerra fredda, che i commercianti cinesi si sono lentamente presi il mercato di Vladivostok. E un continuo afflusso di cinesi, in tutta la regione di Vladivostok, va avanti ormai da almeno quattro lustri. Quanto è sottile la linea rossa che divide amicizia e vassallaggio?

Di Eugenio Palazzini, 19.05.2023

Fonte: https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/vladivostok-e-ancora-in-russia-come-la-cina-si-e-ripresa-la-citta-perduta-262601/

Commenti (18)

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Mostra commenti 18 caricati
    1. Cachafaz 15 giugno 2023

      A proposito di Cina....dal canale china army (in russo), traduzione google
      Al Cosmodromo cinese di Taiyuan (provincia dello Shanxi) alle 08.30 ora di Mosca del 15 giugno di quest'anno. 41 satelliti di telerilevamento terrestre della serie Jilin-1 sono stati lanciati utilizzando il veicolo di lancio Long March-2D. Il lancio del veicolo di lancio della serie Long March è il 476esimo consecutivo.

      Ormai la Cina e' nettissimamente la prima potenza mondiale, grazie all'avidita' e stupidita' dell'u.ccidente. Hanno fatto tutto loro, liberismo, multinazionali, delocalizzazioni, riduzione sistematica del perimetro dello stato....ed ecco i risultati del liberismo/capitalismo: un'europa a pezzi e, quella che sarebbe la nazione piu' ricca al mondo con la russia, cioe' gli stati uniti, pure.

    1. Gino 14 giugno 2023

      A parte le minchiate tipo gladio...(ilprimatonazionale.it ...)
      grave e rilevante pare essere l'implicito significato della risposta di Putin a chi ultimamente gli chiedeva come reagirà la Russia all'ultima provocazione degli USA, in conseguenza della recente decisione di anch'essi contribuire con munizionamento potenziato mediante uranio impoverito: se le useranno loro anche noi poi le useremo...
      E' come se implicitamente avesse dichiarato di prevedere un conflitto che a breve si allargherà...
      alla Polonia ed alla Lituania?

    1. maghi 14 giugno 2023

      I cinesi si sono presi anche Prato, dove le ditte di italiani si contano ormai sulle dita. Di che vi meravigliate?

    2. Petrus 15 giugno 2023

      Se passi per Venezia ti sfido a trovare un negozio di souvenir ( e non solo...) che non sia gestito da cinesi che vendono souvenirs fatti in Cina...

    3. ric 15 giugno 2023

      se i veneziani sono stupidi, che colpa ne hanno i cinesi ?

      quando il berlu si prese la cinco ( tv spagnola) qualcuno se ne rallegro' platealmente-

    4. maghi 15 giugno 2023

      meno male che non passo da Venezia da quando nel 1976, con un permesso di 16 ore concessomi dal Gruppo Squadroni carri "Lancieri di Novara" in Codroipo, mi ci incontrai con la mia fidanzata, che veniva dal paesello in Toscana. Vidi poco anche allora, perchè passai tutto il tempo in albergo, ma di cinesi allora manco l'ombra. Col cavolo che Mao ce li mandava. Ma ora i comunisti si sono accorti di aver perso la guerra fredda per la ricchezza dell'occidente e ci stanno rendendo la pariglia.

    5. Bertozzi 16 giugno 2023

      Si sono presi e gliel'hanno data?

    6. maghi 16 giugno 2023

      se ti riferisci a Vladivostok, non lo so. Però qui in Toscana stanno comprando a man bassa, dalle fabbriche alle ville di imprenditori italiani falliti. Quindi presumo che anche lì facciano lo stesso.

    7. maghi 16 giugno 2023

      questi sono come le formichine, che pensano solo a lavorare. Nei ristoranti le uniche persone straniere che vedo sono donne coniugate con autoctoni, che hanno fregato i mariti a quelle grulle di italiane. Anche le racchie ricche chi se le impalma ormai? Solo africani. Bei mi' tempi, quando si diceva: "Basta, che respiri".

    1. Cachafaz 14 giugno 2023

      MA che razza di interpretazione , il porto verra' usato dai tutti i partner dell'asia con beneficio di tutti (tutti loro) https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwiU8NHe7ML_AhU_QvEDHfu1AtMQFnoECA0QAQ&url=https%3A%2F%2Fwww.trasportoeuropa.it%2Fnotizie%2Fmarittimo%2Fla-russia-rilancia-il-porto-di-vladivostok-per-lasia%2F&usg=AOvVaw0UBK3iYX4D1TOfI6zO3MLI

    2. LuxIgnis 14 giugno 2023

      Quinte colonne crescono...
      Riferito all'articolo...

    3. Cachafaz 14 giugno 2023

      Eh eh eh...vabbe', ognuno la vede a modo suo...

    4. LuxIgnis 14 giugno 2023

      Ma chissà perché la Cina fa molta paura...

    5. Cachafaz 14 giugno 2023

      La cina ora si sta riequilibrando con crescita dei salari e mercato interno, percio' dovrebbe fare un po' meno paura.

    6. LuxIgnis 14 giugno 2023

      Non sembrerebbe dal tenore di molti articoli.

    1. PietroGE 14 giugno 2023

      A Mosca o sono impazziti o sono sotto ricatto dei cinesi. Non ci sono solo i motivi storici di riconquista di quello che un tempo era territorio cinese, ci sono le prospettive di controllo geopolitico e di guadagno enormi. Con lo scioglimento anche parziale dei ghiacci dell'Artico la rotta artica tra Oriente e Occidente diventa navigabile e accessibile anche alle navi porta container. Il porto di Vladivostok diventerebbe allora il porto più importante del mondo, capace di gestire da solo il commercio tra l'Asia, l'Europa e il Nord America. Chi controlla quel porto controlla il commercio mondiale. Già i cinesi sono presenti in gran numero sia nella città sia nelle zone limitrofe e sempre di più in Siberia, ora hanno fatto l'affare del secolo, mentre a Mosca si sacrificano soldati a migliaia per conquistare un pezzetto di terra in Ucraina. Io vorrei sapere chi è che consiglia la leadership russa, una leadership che secondo me ha perso la bussola e sta andando alla deriva.

    2. oriundo2006 14 giugno 2023

      Come ho sempre detto, c’è da chiedersi CHI davvero comandi al Cremlino: la sorpresa è d’obbligo, tanto quanto immaginare un monolite al ponte di comando è illusorio.
      A parte questo, la carta cinese è stata giocata dopo una delusione terribile subita dalla Russia di Eltsin e post-Eltsin: si è vista prima saccheggiata, poi respinta, sempre non trattata alla pari, umiliata dagli occidentali quando davvero voleva ( a Pratica di Mare prima e dopo ) far parte a pieno titolo del mondo immaginato oramai unipolare.
      E’ stato un errore catastrofico non approfittarne da parte degli USA, tronfi della propria superiorità in chiave messianica ( qui un articolo illuminante in tema: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_demone_nella_sacra_narrazione_dellamerica/38822_49991/).
      Bene. Oggi è saldamente in testa a quello multipolare e questi atti dimostrano una unità di intenti tra Mosca e Pekino che è totale, in pace come domani in guerra: gli errori si pagano sempre.
      E gli italiani pagheranno un prezzo catastrofico per essersi allineati stolidamente al carro occidentale ritenendolo superiore.

    3. PietroGE 14 giugno 2023

      Sull'errore catastrofico ci sarebbe da discutere il perché e il come. Molto probabilmente gli americani hanno avuto paura che con una intesa con la Russia si sarebbe annacquato il loro controllo sull'Europa e sarebbe sorto il blocco (più o meno solido) dell'Eurasia. C'è poi il risentimento della solita lobby per non essere riuscita a mettere le mani ( con Khodorkovsky) sulle risorse energetiche russe. Per capire la strategia cinese basta guardare una carta geografica del Nord e sapere che i cinesi stanno facendo di tutto per acquistare il porto di Amburgo. Il potere oggi e sempre più domani si baserà sull'economia e la tecnologia più il controllo dei mercati. E mentre in Russia sto vedendo un ritorno alla politica di svendita degli asset tipica di Eltsin, qui in Italia vige ancora il complesso di Babbo Natale, quello che ha spinto Di Maio a fare l'accordo con la Cina sperando che ne avrebbe tratto giovamento l'economia italiana.
      Anche io mi chiedo chi comanda davvero a Mosca.

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