Viaggio nelle giovani menti di vittime e carnefici

Viaggio nelle giovani menti di vittime e carnefici

Di Marcello Veneziani

Ma cosa avrà capito della vita quel bambino di undici anni che ha visto suo padre massacrato da un branco di ragazzini, poco più grandi di lui? Stava con suo padre, un carpentiere di 47 anni, la sua compagna e suo cognato, quando hanno visto che quei ragazzi stavano tirando bottiglie contro una vetrina. Suo padre, magari anche per insegnare a suo figlio come ci si comporta, è intervenuto con suo cognato per farli smettere. Il branco di ragazzini allora si è scagliato contro, in particolare alcuni di loro, tra cui due romeni maggiorenni e un italiano minorenne, poi fermati dalla polizia. Ha visto suo padre morire davanti ai suoi occhi, inutilmente soccorso dal 118. Ma esco dalla cronaca, non vi racconto quello che è già stato descritto nei dettagli; vorrei entrare invece nella testa di quel bambino e in quella degli assassini di suo padre, per capire come hanno vissuto quella domenica sera di aprile a Massa.

Io non sono riuscito a capire cos’hanno in testa quei ragazzi che hanno massacrato l’uomo, e cosa frullava nella loro testa in quel momento, quando hanno cominciato a colpirlo e a finirlo. Se avevano bevuto, fumato, oppure no. Certo, non è stato tutto l’intero branco ad aggredirlo, c’è chi si è limitato a vedere la scena o magari a godersi il brutto spettacolo di un uomo adulto che soccombe sotto i colpi furiosi dei ragazzi fino a morire. Ma l’effetto branco è sicuramente la prima molla che li muove e li contagia. E ogni branco ha sempre un capo-branco, o forse due, cioè qualcuno che dà l’esempio e indica la linea da violare, individua il nemico o l’ostacolo da abbattere e sveglia la molla bestiale che è in loro, dà inizio al massacro, come se fosse una festa crudele, invita all’imitazione e al rito tribale.

Ma si può uccidere per così poco un essere umano di cui non sai nulla, che non ti ha mai fatto nulla, che ti ha solo detto di non fare danni, non far del male e non farvi male? Cos’è per loro un uomo, non è un loro simile, uno che vive, fatica, ama, soffre, ha il suo mondo e i suoi affetti proprio come te? No, lui è solo un’ombra molesta, un ostacolo da abbattere, come nei video-giochi; e a differenza della vetrina che subisce inerte il loro scempio, è uno che osa mettere in discussione la tua libertà e frenare i tuoi desideri. Ma non ti ricorda, quell’uomo che hai pestato a sangue, tuo padre, tua madre, un amico o una persona a cui sei affezionato, non ti dice nulla l’umanità che avete in comune, non provi nulla davanti a qualcuno che soffre, per giunta a causa tua, non vedi la sproporzione gigantesca tra un piccolo bisticcio e la soppressione definitiva di una persona? E non ti sembra da vigliacchi pestarlo in branco? Non hai nessun codice elementare di vita, nessuna residua, istintiva pietà, nessun freno o nessun senso del limite che a un certo punto, quando lo vedi a terra, inerme e ferito, ti spinge a fermarti? Nessuno ti ha insegnato nulla o nessuno è riuscito a insegnarti nulla? Da chi attingi i tuoi modelli di vita, dalla tv, dai social, dalla scuola, dalla famiglia, dal rione? Ma come vivi, cosa dà significato e valore alla tua vita e a quella degli altri, vale solo quel che ti passa in quel momento per la testa e per le mani? Pensi pure tu, come quel tredicenne di Bergamo che scriveva prima di aggredire l’insegnante e progettare l’uccisione dei suoi genitori, che “conto solo io, gli altri sono nulla”? Non ti fa nessun effetto che con lui c’era anche sua moglie e soprattutto c’era un bambino, suo figlio; non ti sei neanche per un momento messo nei suoi panni, per capire come avrà sofferto davanti a quella scena, quanto dolore e forse quanto odio impotente, che è il peggiore delle forme di odio accumulate nel tempo, gli hai trasmesso per tutta la sua vita, massacrandogli il padre davanti ai suoi occhi?

Mentre scrivo queste parole so che sto parlando al vento o so che potrà ascoltarmi e magari capirmi solo chi non avrebbe mai compiuto un massacro del genere, non certo quei ragazzi; so che le parole rimbalzano nel vuoto quando hanno davanti il nulla più sordo e più cieco; se potessero, costoro ucciderebbero anche me. So che ogni frase rivolta a loro cade in una terra straniera, come se mi rivolgessi a barbari o alieni che non ne capiscono il più basilare significato; so che parliamo due lingue diverse, abitiamo in due mondi diversi anche se in apparenza è lo stesso.

Ma qui la domanda che più preme è l’altra, da cui sono partito. Cosa avrà capito della vita il bambino che ha visto suo padre colpito e ucciso dal branco di ragazzi un po’ più grandi di lui? Che idea si sarà fatto del mondo, dei rapporti tra gli uomini, della legge che vige sulla terra? Che fiducia potrà avere nella vita e nel futuro avendo patito un colpo così letale che gli ha lasciato un macigno così enorme sulle sue spalle? Da grande sarà come suo padre, e cercherà di opporsi al male e di educare a sua volta suo figlio, o sarà come i suoi assassini, per vendicarsi della vita subita e perché ha capito che quello è l’unico modo per stare al mondo, uccidi prima che ti uccidano gli altri, se non sbrani vieni sbranato? Io mi auguro che quel dolore lo renda migliore, lo vaccini dal male, lo conduca a una vita decisamente diversa da quella di chi ha imboccato quel vicolo cieco sull’abisso. Ma non sempre il dolore ci rende migliori, non sempre l’ingiustizia subita, il male patito, vengono ripagati con un più acuto senso della giustizia e un più forte desiderio del bene. Le tragedie educano i migliori, incattiviscono i peggiori, migliorano i più costruttivi, peggiorano i più disfattisti. Conta l’indole, e l’habitat, il mondo circostante, le esperienze successive di vita.

Intanto hanno rubato a quel bambino suo padre, per sempre, e lo hanno prematuramente gettato nella vita, facendolo passare dalla porta peggiore, lasciandogli addosso l’odore nero e acre della disperazione e della vita selvaggia. Spero che gli resti almeno l’esempio di suo padre come un segno benefico lasciato nella sua mente e nella sua anima: a lui è costato la vita insegnare agli altri, a cominciare da suo figlio, il rispetto per le regole, per le cose e per la vita degli altri. Ha fatto il suo dovere di uomo, di padre, di cittadino, esponendosi a un rischio che si è rivelato mortale. Che di quella domenica sera a passeggio, gli resti da adulto almeno la fierezza di essere il figlio di quel Giacomo e la tenerezza indimenticabile di averlo visto morire, in modo così stupido e brutale. Ricordarsi e pensare, con fierezza e tenerezza: di questo vive la nostra umanità.

Di Marcello Veneziani

14.06.2026

Marcello Veneziani. Giornalista e scrittore.

Fonte: https://www.marcelloveneziani.com/articoli/viaggio-nelle-giovani-menti-di-vittime-e-carnefici/?utm_source=app&utm_medium=link&utm_campaign=telegram

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Commenti (19)

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    1. ric 17 aprile 2026

      Sto Veneziani la fa lunga , ma non ci spiega quali esempi offre la politica che ne e' complice. Ma quando un malato di mente tipo Trump , asserisce che in una notte soltanto rade al suolo tutta l IRAN., quando in tutte le parti del mondo dove c'è un dissenso qualsiasi piazza i suoi cani da guardia , non certamente per redimere la disputa ma per farla dirottare dove a lui conviene , quando ammazza 170 bambine senza battere ciglio . quando difende a qualsiasi prezzo israele il più assassino dei governi mondiali , quando minaccia di bombardare tutti i paesi che sono definite "canaglie" , se non gli leccano il cul--o , quando decide di mettere dazi a chiunque comperi un barile di petrolio iraniano ...

      Trump lancia "l’Arco di Trump”, 76 metri di marmo e oro a Washington
      quando un simile squilibrato vuole alla sua futura memoria costruire un monumento alto 76 metri , e viene osannato ..cosa ci si puo' aspettare dal popolino ?
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      https://www.ilsole24ore.com/art/trump-presenta-via-social-suo-arco-trionfo-AIteIjSC?refresh_ce=1

    1. uomospeciale 17 aprile 2026

      Se c'è una cosa che il figlio avrà imparato è che è inutile parlare e tentare di far ragionare degli animali.
      E no, questa cosa non lo renderà migliore di sicuro.
      il dolore non rende mai migliore nessuno, specie quando nasce dall'ingiustizia e dall'impotenza.
      Semmai lo renderà più adatto alla vita, pronto a colpire per primo, a colpire forte, senza esitazione e senza pietà.
      Non è morto solo suo padre, è morta anche la sua infanzia e la sua innocenza e sono certo che i prossimi che lo aggrediranno, subiranno conseguenze molto sproporzionate all'atto compiuto.
      Poco ma sicuro.

    1. Deimos 16 aprile 2026

      Finalmente a questi articoli stappa emozioni a basso costo vedo dei commenti interessanti, chi cita Edipo, chi chiede conto all'articolista!
      Comodo sparare su "due rumeni e un italiano", da rione ovviamente, perchè sono bersagli facili, vicini a casa, piccoli, la tragedia è vera ma cosa dire di più, forse era meno drammatico il bambino a cui il papà lo ha "rubato" una BMV guidata da un ubriaco? O magari quello a cui lo ha rubato una corda appesa dopo un licenziamento?
      Mi chiederei cosa dire ai bambini di Gaza, dell'Iran, dell'Ucraina e di mille altri posti dove la guerra viaggia a migliaia (e fortunatamente non a milioni, cosa comune fino al Vietnam), poi magari farei un viaggio a vedere come classificare gli "effetti collaterali" di tanti industriali di successo con le loro "sacre imprese" e i loro piccoli effetti collaterali: qualche tossina qui, un po di truffa li, aggiustamenti per "salvare i posti di lavoro" a spese del contribuente e a profitto dei privati.

      PS Chissà perchè i branchi dei "bene" che stuprano e ammazzano non fanno notizia, sarà perchè tra avvocati e varie non fanno abbastanza click.

    1. GioCo 16 aprile 2026

      Gentilissimo Sig. Veneziani,
      faccio davvero molta fatica a non rispondere male a questo articolo. Non mi fraintenda, chi l'ha scritto rimane sacro per me. Ma quello che c'è scritto è inaccettabile e non certo per la prospettiva che invita a osservare dell'orfano di padre.
      Lei rappresenta una categoria che ha sulle spalle una responsabilità storica SPAVENTOSA. Mai vorrei essere al suo posto. Mentre si scendevano le scale della deriva morale in tanti decenni lei dov'era ? Come fa a non capire cosa c'è nella testa di chi è cresciuto con l'evidenza che il successo si fa fregandosene degli altri ? I miei nonni non erano certo stinchi di santi, cresciuti a sberle com'erano ma una roba del genere era impossibile concepirla. Chi meglio del giornalismo può dire di avere vissuto (e vivere tutt'ora) sulla pelle dell'incoscienza del prossimo, consapevole del danno ? Ovvio, siamo tutti marci, corrotti e dipendenti da questo impero del massacro di ogni pubblica decenza, ma non tutti con lo stesse possibilità e armi per combattere. Arrivare a dire che non si sa cosa c'è in testa a chi è stato allevato "con i principi" alla Von der Belli Capelli, NO ! Per piacere, NO ! Ma se uno ha come esempio di governo di successo quello di Bibi e un Papa silente che trova il tempo di dire "bene che i preti pedofili non siano esclusi dalla chiesa" ma non una parola per i poveracci massacrati in Ucraina, a Gaza, in Iran ... Nel Mondo ! Poi dovrebbe avere conto della vetrina di CHI ?!? Per quale esempio esatto ?! Bene un padre che si sacrifica ma lei è per caso Padre ? E cosa dirà invece LEI ai suoi discendenti ? Che piangeva la prospettiva dei poverelli orfani nei suoi articoli perché non "capiva gli altri" ? Tutti folli basta tocchi gli altri l'onta del giudizio ? Verrà il giorno in cui chi avrà tacciato gli altri di "avere tutto st'Amore" verso chi nuotava nella disperazione della miseria interiore senza capire NIENTE, farà finalmente SILENZIO dentro di sé e porcherie come queste, incapaci di riconoscere il DANNO evidentissimo che è stato fatto, non potranno più essere concepite. Così i posteri chiederanno a costoro: come avete fatto ad arrivare a tanto ?! Come è stato possibile per voi non capire ?

    1. Giacomo 16 aprile 2026

      è l'imperversare del demonio e l'esempio/scempio dei suoi accoliti a portare questi ragazzini a comportarsi così, chi gli insegna i dieci comandamenti? oggi nelle scuole tolgono i crocefissi e parlano di sesso orale o anale ai bambini

    1. Martin 16 aprile 2026

      Nessuno mi toglierà mai dalla testa che i videogames ultraviolenti e i filmacci che celebrano la violenza più bruta di Tarantino - con le musichette tipo disco mentre torturi e ammazzi - non abbiano avuto e non continuino ad avere un pesante impatto nei cervelli in formazione degli adolescenti. Altro che "opere d'arte".............
      Va poi rammentato che da circa 20 anni la scienza medica ha accertato che i lobi frontali del cervello finiscono di svilupparsi a 23-25 anni. Si è adulti formati solo a 25 anni.

    2. maghi 16 aprile 2026

      infatti io sono cambiato totalmente proprio in zona cesarini. M'è andata di lusso.

    1. akel 16 aprile 2026

      Hanno nella testa quello che gli hanno insegnato. E la prima cosa che s'insegna è la parola di dio. Lo ha ricordato qui una signora: insegno ai miei bambini i dieci comandamenti.
      Solo che questo dio è un genocida, vendicativo, che ordina all'uomo di bruciare vivi gli animali fino a ridurli in cenere, che punisce con crudeltà non solo quelli che considera suoi nemici ma anche chi dimostra poca fede in lui.
      Se nell'educazione dei bambini si dà tanto valore alla parola di un essere con un comportamento così crudele, che dimostra una totale assenza di empatia secondo lei cosa dovremmo aspettarci?

    2. maghi 16 aprile 2026

      a me non sembra che i dieci comandamenti insegnino a far del male al prossimo. Va be che le religioni se la son sempre rigirata a pro suo, ma tra Dio e religione c'è l'abisso dello spirito. Non è che le religioni non possano essere spirituali. E' che conviene più il materiale dello spirituale. Non si vive di solo spirito.

    3. ric 16 aprile 2026

      lo penso anche io. la filmologia in primis quella yankee e' ben presente come concausa Spinge inconsciamente a rendere abitudinari certi atteggiamenti e reazioni di fronte ad un evento .Ne e' testimonianza per che sta attento alle immagini trasmesse , l'abitudine ben calcolata e forzata nei film dozzinali americani dove ad ogni inquadratura di persone , c'e' sempre quello che si accende una sigaretta. Ma non basta . appena entrati in casa nel classici film yankees ecco che qualcuno va diritto al apposito armadietto e tira fuori la bottiglia di whisky e senza chiedere sporge il bicchiere chi gli sta davanti,.

      Certi atteggiamenti . sono indotti appositamente., che con il film centrano nulla ma creano lo stereotipo commerciale.

      Ma finira' che questi assassini verranno condannati , ma con le attenuanti eventuali se " troveranno " tracce di alcol , adducendo i giovani che erano in stato alterato , quindi incapaci di intendere ..
      Praticamente se ammazzano uno sotto effetto di droghe scatta l' attenuante . ma se trovano un automobilista che ha bevuto un bicchiere in le AGGRAVANTI sono per legge,.,.

    4. maghi 16 aprile 2026

      i film e le TV inviano messaggi subliminali, che attivano nel cervello i peggiori istinti. Meno male che da 30 anni non li guardo più.

    1. Dario Lampa 16 aprile 2026

      Cos'hanno nella mente quei ragazzini? Internet, social spazzatura, telefonini, narcisismo patologico, edonismo ecc, ecc. Tutta spazzatura, insieme val 95% dell'altra rimenente tecnologia, che ha preso il posto dei sani valori di una volta, spazzatura inventata per rendere schiavi, nonché amanti della propria schiavitù, intere generazioni, anche quelle "più adulte". E mica succede solo da noi. Cosa è passata per la mente delo studente che in Turchia ha ammazzato tante persone? E i tanti simili episodi negli USA? Siamo in un devastante circolo vizioso alimentato da un infame e criminale sistema privo di sani "valori" dove quello che conta è solo il Dio Profitto generatore di Morte e distruzione, antitesi della Vita.
      L'unico modo per uscire da questo mortale circolo vizioso e creare la vera alternativa all' infame sistema liberal-capitalista che imperversa in occidente. Un'alternativa improntata sui veri valori dei nostri padri, valori che affondano nelle radici della nostra civiltà contadina.

    2. akel 16 aprile 2026

      Queste cose sono sempre successe. Litigi per motivi futili che finiscono in morte. Edipo era un ragazzino e uccide Laio in una discussione su chi aveva il diritto di passare per primo. Non mi sembra ci fossero reti sociali o internet, ma anche loro avevano dei assassini, stupratori, che punivano l'umanità senza nessuna pietà.

    3. Dario Lampa 16 aprile 2026

      Saranno pure successe in passato ma il guaio è quando diventano una "consuetudine" quasi quotidiana.

    4. akel 16 aprile 2026

      Lei ha questa sensazione ma in realtà in percentuale gli assassinati sono diminuiti moltissimo negli ultimi secoli (e continuano a diminuire) come sono anche diminuite le morti provocate dalle guerre.
      Ma pensi che il numero di suicidi è maggiore del numero degli assassinati e quindi il più probabile assassino di qualsiasi individuo è l'individuo stesso.
      Certo le statistiche non dicono tutto ma leggendo quest'articolo sembra che non dicano niente.

    5. Dario Lampa 16 aprile 2026

      Saranno pure diminuiti gli assassinati ma non per il motivo che oggi induce certi giovani a compierli apparentemente senza nessun senso logico.

    1. maghi 16 aprile 2026

      ecco perchè in America è legale detenere e portare armi.

    2. uomospeciale 17 aprile 2026

      Legale o no, è sempre bene girare armati di questi tempi, in particolare dopo una certa età....Io non ci sto a fare la vittima.
      Alla fine è meglio un brutto processo che un bel funerale,
      speciamente se quel funerale è il nostro.

    3. maghi 17 aprile 2026

      mio padre diceva: "Arrosto che brucia, lascialo bruciare" e i filosofi greci e cinesi: "lascia perdere ciò che non serve". Questi sono inviti alla prudenza. Un maresciallo ora in pensione, quando vedeva situazioni anormali, entrava nel merito, ma aveva la pistola nella fondina. Ora che è in pensione e senza più arma d'ordinanza, gira anche lui alla larga.

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