SONO VEGANO PERCHE’ VOGLIO RIDURRE IL MIO IMPATTO SULLA NATURA

SONO VEGANO PERCHE’ VOGLIO RIDURRE IL MIO IMPATTO SULLA NATURA

DI GEORGE MONBIOT

theguardian.com

NON C’E’ NIENTE NEL MONDO CHE ABBIA UN IMPATTO SU DI ESSO QUANTO L’ALLEVAMENTO DEGLI ANIMALI: SE DAVVERO TENIAMO AL PROBLEMA DOVREMMO ELIMINARE CARNE, PRODOTTI CASEARI E UOVA

Il mondo può sostenere 7 miliardi di persone, anche 10, ma solo se smettiamo di mangiare carne. L’allevamento di animali è la cosa che amplifica al massimo l’impatto dell’uomo sul pianeta. Ciò che lo rende così distruttivo è la superficie di terra necessaria per sostenere una dieta a base di carne animale.

Uno studio condotto dall’agricoltore e ricercatore Simon Fairlie indica che il Regno Unito potrebbe benissimo alimentare la propria popolazione con prodotti nazionali; ma mentre una dieta basata su una quantità moderata di carne, prodotti caseari e uova richiede una superficie di 11 milioni di ettari di terra (di cui 4 milioni arabili), una dieta vegana richiede solo 3 milioni. Non solo gli essere umani non hanno alcun bisogno di foraggio, semi, legumi ed altri mangimi, ma potrebbero farne un uso più efficiente se invece di darli agli animali li consumassero per se stessi.

Quei 15 milioni di ettari di terra utilizzati oggi nel Regno Unito per l’allevamento, potrebbero essere destinati alla natura. In un mondo vegano, invece, il Regno Unito riuscirebbe ad alimentare 200 milioni di persone. Estendendo questo pensiero sperimentale al resto del mondo, non è difficile immaginare quanto si vivrebbe meglio se si smettesse di allevare animali. Potremmo convivere benissimo con foreste pluviali, savane, paludi e altri sistemi naturali, ma non con la nostra dieta attuale.

Non essendo stati in grado di comprendere il problema in termini di spazio, pensiamo di poter risolvere i problemi etici passando dagli allevamenti intensivi a quelli all’aperto. Niente è più lontano dalla verità. Gli allevamenti all’aperto sono sicuramente più gentili con gli animali ma molto più crudeli per il resto del mondo.

Quando la gente critica gli allevamenti, di solito utilizza il termine ‘intensivi’. Tuttavia, gli allevamenti “estensivi”, per loro definizione, provocano danni ancora maggiori alla natura di quelli intensivi, poiché per la stessa quantità di cibo, hanno bisogno di maggiori superfici di terra. Tenere gli animali in recinti, in Amazzonia, nelle praterie statunitensi o australiane o sulle colline inglesi, provoca più danno degli allevamenti intensivi, per quanto questi possano essere crudelI per gli animali.

Nel corso degli anni, mentre acquisivo sempre maggiore coscienza di queste scomode verità, ho eliminato gradualmente dalla mia dieta quotidiana la carne animale, ma continuavo a consumare uova e latte. Conoscevo l’impatto ambientale dei raccolti di mais, soia e legumi di cui si nutrono bovini e pollame. Sapevo della quantità di rifiuti prodotti, dei cambiamenti climatici, dell’ inquinamento atmosferico. Ma l’avidità aveva le meglio su di me: formaggi, yogurt, burro e uova mi piacevano troppo.

Poi è successo qualcosa che ha abbattuto il mio muro di negazione. Lo scorso settembre, volevo organizzare una giornata al fiume Culm nel Devon, zona rinomata per le sue bellezze naturali. Il tratto che avevo intenzione di esplorare lo trovai ridotto ad un fosso puzzolente, quasi senza vita, tranne che per qualche fungo nato nelle acque reflue. Cercando la causa dell’inquinamento, sono risalito ad un caseificio. Una persona del posto mi ha detto che ormai erano diversi mesi che si era verificato quel disastro, ma i suoi sforzi per convincere l'Agenzia per l'Ambiente britannica (ente regolatore governativo) a prendere provvedimenti erano stati del tutto inutili.

Farms and pastureland carve their way into tropical forestland in the Brazilian State of Rondônia, one of the Amazon’s most deforested regions.

Aziende agricole e pascoli si fanno spazio nelle foreste tropicali della provincia Brasiliana di Rondônia, una delle regioni più boscose delle Amazzoni. Foto di: Planet

Ho pubblicato sul Guardian le foto che avevo fatto suscitando un certo scalpore. Ma l’Agenzia per l’Ambiente continuava a non agire. Poneva scuse talmente assurde che iniziai a capire che non si trattava di semplice incompetenza. Dopo aver pubblicato un altro articolo su questa situazione farsesca, due funzionari dell’Agenzia mi hanno chiamato separatamente. Mi hanno detto che gli era stato ordinato di non prendere alcuna iniziativa al riguardo di quell’incidente segnalato. I motivi, secondo loro, avevano a che fare con pressioni politiche governative.

Fu quella la mia scintilla: perché mai, ragionai, dovrei sostenere un’industria che il governo si rifiuta di regolamentare? Da allora, ho eliminato dalla mia dieta praticamente tutti gli alimenti che provengono dal mondo animale. Non è per me un fatto religioso o morale. Se mi trovo a casa di amici posso anche accettare in quella occasione una dieta vegetariana e non vegana. Se sono in viaggio mi può anche capitare di mettere un po’ di latte nel tè. Una volta ogni tanto mangio un uovo per colazione. Una volta al mese vado a pescare aringhe o sardine (se si pesca, è meglio pescare pesci in fondo alla catena alimentare). Forse tre o quattro volte l’anno, in occasioni speciali, posso anche mangiare carne di allevamento: un po' per gola e un po’ per non essere il fantasma della festa più di quanto non lo sia già. Questo adattamento occasionale credo sia anche utile per non ricadere nelle abitudini.

Però mangio carne di animali morti in incidenti stradali, quando è disponibile e di animali uccisi dagli agricoltori perché infestano i raccolti, che altrimenti finirebbero in discarica. Al momento attuale, poiché nel paese c’è abbondanza di piccioni, cervi, conigli e scoiattoli che vengono regolarmente soppressi poiché infestano l’agricoltura, mangiare la loro carne non ha conseguenze ambientali. Potrei essere definito oltre che vegano, un “infestariano”.

Tuttavia, questo mi capita piuttosto raramente. Ormai, il 97% della mia dieta quotidiana consiste in prodotti del mondo vegetale. Mangio molti legumi, semi, frutta secca e quantità industriali di verdure. Quasi mi considero incluso tra le 500,000 persone inglesi completamente vegane – anche se non del tutto. Ovviamente, queste scelte hanno un loro impatto, ma in genere molto minore di quelle legate al consumo delle carni, dei prodotti caseari e delle uova. Paradossalmente, se volete che si produca meno soia, mangiate più soia: mangiare prodotti animali tende a creare un consumo maggiore di soia, anche se indirettamente. Quasi tutta la soia coltivata nelle aree dove prima c’erano le foreste equatoriali è destinata ai mangimi animali. Sostituendo la carne con la soia si riduce il danno ambientale per chilo di proteine del 96%.

Dopo quasi un anno di questa dieta, ho perso circa 7 chili. Mi sento meglio di prima e la mia voglia di grassi animali è praticamente scomparsa. I formaggi non mi attirano più di un pezzo di lardo. La mia asma è quasi scomparsa. Ci saranno anche delle probabili spiegazioni, ma non sarei sorpreso se fossero collegate ad esempio all’eliminazione totale del latte. E’ vero, per cucinare devo impegnarmi di più, ma questa non è una cosa negativa.

Mangiare carne è strettamente associato all’immagine convenzionale delle virilità, e alcune persone si sentono come smarrite al pensiero di non poter mangiare prodotti derivanti dal mondo animale. Un politico italiano pochi giorni fa ha proposto di arrestare quei genitori che impongono ai loro figli una dieta strettamente vegana – nel caso provochi la loro denutrizione o malnutrizione. Strano però, ha omesso di proporre la stessa misura in caso li nutrano di continuo con patatine fritte e wurstel.

Questa estate, durante un festival, per caso ho incontrato di nuovo quella persona del Devon che aveva tentato di persuadere l’Agenzia per l’Ambiente inglese a prendere provvedimenti per il degrado del fiume Culm. Mi ha detto che la situazione non è cambiata. Quando bisogna scegliere tra proteggere la natura e accontentare bramosie lobbistiche, la maggior parte dei governi sceglie la seconda opzione. Ma noi come individui possiamo dissociarci da questa forma di corruzione. Se ognuno di noi esercitasse questa scelta, dubito che se ne pentirà.

George Monbiot

Fonte: www.theguardian.com

Link: https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/aug/09/vegan-corrupt-food-system-meat-dairy

9.08.2016

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Commenti (178)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 124 caricati
    1. Enrico S. 11 ottobre 2016

      Faccia pure. La sua libertà di non mangiare carne è garantita.
      Le piaccia o meno, lo è anche la mia di continuare a mangiarne.

    2. Nicolass 11 ottobre 2016

      nulla da eccepire se non fosse che la tua scelta alimentare per il fatto di essere non sostenibile in termini ambientali e sociali finisce per danneggiare anche il mio piccolo pezzettino di mondo... ergo il consumo di carne invece di essere sostenuto con sovvenzioni statali dovrebbe essere comprensivo del costo dei danni che questo provoca all'ambiente.. per cui chi mangia carne (liberissimo di farlo) dovrebbe essere costretto a rifondere alla collettività per ogni kilo di carne mangiata l'equivalente di 15 Kg di mangime, 25.000 litri di acqua, il disboscamento di un'area di foresta tropicale equivalente a un campo di calcio e così via... La verità è che se si tenesse conto dei costi sociali e ambientali che il consumo di carne comporta ben pochi potrebbe permettersela.

    3. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Basta non scassarsi i coglioni a vicenda.

    4. Enrico S. 11 ottobre 2016

      Allora mi ritengo fortunato, dato che ancora non mi hanno addebitato niente. Ma attendo curioso gli sviluppi della faccenda.
      Male che vada mi pagherò la carne che consumo con lavori socialmente utili.

    5. Enrico S. 11 ottobre 2016

      Non mi risultano campagne di propaganda da parte di onnivori dirette a far cambiare idea ai vegani.
      Il 'vicenda' della sua giusta osservazione è troppo generoso.

    6. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Si che ci sono invece. Tutte le trasmissioni di cucina dove si cucinano solo animali.
      E i medici prezzolati dall'industri alimentare a dire bugie in TV per esempio quella del calcio nel latte, smentita da anni.
      E il lavoro di denigrazione dei vegani per farli passare per persone mentalmente disturbate.

    7. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Ahime, purtroppo si, ce ne sono molte.

    8. Enrico S. 11 ottobre 2016

      La risposta del Sig. Giuffrè dovrebbe porre nella giusta prospettiva la questione. Nessuno impedisce ai vegani di non mangiare carne, mentre loro vorrebbero abolirne il consumo.
      Le 'campagne' che lei cita mi sanno tanto di reazione al fanatismo altrui.

    9. Enrico S. 11 ottobre 2016

      Non considero mentalmente disturbato chi non mangia carne; considero molesto chi tenta di fare proselitismo ad ogni costo.
      Una libera scelta personale diviene costrizione nel momento in cui si cerca di imporla ad altri.

    10. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      L'articolo parla chiaro, se è un'abitudine deleteria per l'ambiente andrebbe abolita. O quanto meno ridotta il più possibile.
      Fumare ammazza chi lo fa ed infastidisce o nuoce chi si trova accanto ad un fumatore.
      Mangiare carne probabilmente finirà come il fumo. Con scritte "nuoce alla salute e all'ambiente" sulle confezioni. Con aree per onnivori ed aree per vegani nei ristoranti.
      Con stoviglie e vettovaglie monouso o con norme igieniche stringenti per l'uso con alimenti di origine animale.

    11. Enrico S. 11 ottobre 2016

      Ma sa che ha ragione? L'idea delle aree separate per onnivori e vegani mi sta benissimo.
      Gustarsi una bella costata senza sentirsi rimproverato a mezza voce dalla cugina o ad alta voce dalla moglie sarebbe splendido.

    12. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      La vita è sempre una ruota che gira. Come fu col fumo. In futuro quelli emarginati saranno gli onnivori.
      -50% di consumo di carne in Italia negli ultimi 10 anni. E questo senza fare proselitismo. Semplicemente la gente ha iniziato a smettere anche sentendo gli altri che stanno meglio.
      Io in 5 anni di dieta vegan sto guarendo dall'artrite reumatoide.
      La mia compagna diventata vegana dimagrita 25kg, guarita da 3 patologie del metabolismo.
      Uguale mia madre diventata vegan a 73 anni, dice che si sente ringiovanita, ha avuto solo vantaggi.

    13. Enrico S. 11 ottobre 2016

      Glielo dico sinceramente: sono lieto per lei e per i suoi familiari.
      Sull'essere 'emarginato' come onnivoro: francamente non mi disturba.
      Non è detto che seguire la massa, se e quando questa decida per quelle che considero stupidaggini, sia la cosa migliore.
      Me lo confermano i numerosi ultracentenari della terra in cui vivo, che hanno raggiunto età matusalemmiche nonostante gli acciacchi e le pesantezze della vita, e senza essere vegani.

    14. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Si ma bisogna differenziare tra vegani e animalisti. Vegano si dice per sintetizzare la descrizione di una dieta. Animalisti, in genere sono talebani. Io sono a dieta vegana da diversi anni, e non voglio abolire nulla né rompere i coglioni a nessuno. Anzi, se fossero tutti vegani sparirebbero tradizioni stupende della nostra cucina. Basta dire "i vegani". Siamo gente che sta a dieta. Punto. Che poi esistano ALCUNI vegani invasati e insopportabili, è vero. Così come esistono alcuni onnivori che inconsciamente, per giustificare uno stile di vita basato su eccessi, (ho detto alcuni, prima che scattate sulla difensiva), diventano pieni di boria e ripetono lezioncine di alimentazione, materia che il più delle volte non conoscono. Smettiamola di definire chi sta a dieta. Nessuno rompe i coglioni ai celiaci, o a quelli cui non piacciono i frutti di mare. Smettetela di rompere i coglioni ai vegani.

    15. Enrico S. 11 ottobre 2016

      Mai rotto i coglioni né a vegani né a vegetariani né a salutisti né ad animalisti.
      Vorrei che mi si ricambiasse la cortesia.
      Cordialità.

    16. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Non mi riferivo a lei figuriamoci :) ma al clima in generale da tifoseria di stadio. Personalmente, mi riconosco nella classe degli sfruttati, in antitesi alla classe degli sfruttatori. Non certo in affinità suggerite da chi ci controlla, come vegani, gay, animalisti... riconoscetevi in qualsiasi gruppo, ma non nella classe degli sfruttati. Un vegano morto di fame, si sente affine a Zuckeberg, vegano pure lui, ma non certo a un carnivoro morto di fame anch'esso. Cordialmente.

    17. fuffolo 11 ottobre 2016

      "Io in 5 anni di dieta vegan sto guarendo dall'artrite reumatoide"
      o l'artrite non era particolarmente aggressiva oppure omette di riferire le terapie di fondo. Purtroppo l'artrite non si cura con la dieta che magari può essere di ausilio alle varie terapie mediche possibili.

    18. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Vede, lei dice "loro". I vegani. Come fossero una setta, non gente che semplicemente sta a dieta. Non confonda con gli animalisti.

    19. Enrico S. 11 ottobre 2016

      E su questo che dice - su sfruttati e sfruttatori - mi trova pienamente d'accordo.

    20. Enrico S. 11 ottobre 2016

      Si, concordo. Salvo smentite da parte degli interessati.
      Se la dieta vegana ha fornito un contributo sostanziale, deve esserle riconosciuto.

    21. Enrico S. 11 ottobre 2016

      Mi scusi: volevo dire "essi". :)

    22. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Che paragone è? Gli ultracentenari di oggi sono cresciuti e si sono formati prima, durante o nell'immediato dopoguerra, quindi hanno conosciuto la fame, o la scarsità di proteine animali. E ovviamente il loro cibo fino agli anni '70 era privo di OGM, ormoni e fitofarmaci.
      Oggi la media della vita sta calando drasticamente, e 1 su 3 persone si ammalano di tumore in tutta la loro vita. Tra qualche anno si passerà ad 1 su 2.

    23. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      "Purtroppo" l'ho sentito da tutti quelli che mi hanno imbottito di cortisoni e di methotrexate, senza alcun risultato.
      Ho smesso di prendere ogni farmaco tossico 4 anni prima di diventare vegano. La scelta alimentare nel mio caso ha fatto la differenza.
      L'ho consigliato ad altre persone con problemi alle articolazioni o i muscoli, soprattutto di eliminare il latte. Tutti guariti e che si ricordano di me ogni tanto proprio per questo consiglio.

    24. Enrico S. 11 ottobre 2016

      Perciò il problema si presenta a partire dagli ultimi, diciamo, trent'anni? Non è l'assumere proteine animali in generale, ora come allora?
      Non lo sapevo. Mi suona strano, ma ora ho più cognizione di causa.
      Non mi cambia niente, del resto: a provocare il cancro concorrono tanti di quei fattori, dall'inquinamento alle inalazioni di sostanze nocive, che questa della carne continua a sembrarmi sempre più una tesi pretestuosa e ideologicamente settaria.

    25. fuffolo 12 ottobre 2016

      Appunto o non era artrite o era una forma molto lieve, ha avuto la fortuna dalla sua parte.
      Fortuna e non alimentazione.
      Se fosse stato in una fase acuta di una forma aggressiva, magari con qualche complicanza di quelle che accompagnano l'ari, volevo sentire gli strilli per il dolore che non passava.
      Cortisone e metotrex sono rimedi datati, pur semple utili e necessari quando "devi passare la nottata", ma ci sono attualmene gli anticorpi monoclonali ed altro che spengono la malattia rapidamente.
      ps
      Io invece "purtroppo" me lo sono sentito dire da un camice bianco "alternativo" che dopo un anno infernale seguendo le sue castronerie sulla dieta e sull'alimentazione nell'artrite, dove mi aveva tolto quelle che lei chiama schifezze, mi congedò dicendo che non sempre funziona. Peccato per le mie due coxofemorali andate e da protesizzare, ma per lui erano solo piccoli particolari senza importanza.

    26. Roberto Giuffrè 12 ottobre 2016

      No, la questione è differente. Allora non erano così disponibili le proteine animali. Non erano dappertutto come il latte e la caseina. Non si trovava carne proveniente da tutto il mondo nei supermercati a buon prezzo.
      La mia famiglia aveva il macellaio di fiducia ed era sempre cibo del fine settimana. Il resto della settimana era riservato a verdure in tutti i modi. Grazie anche a mia madre che sapeva cucinarle bene.
      Oggi trovo ovunque specie al nord Italia una enorme povertà culturale in cucina, dove la maggior parte della gente ruota sempre intorno a quella decina di portate che contengono per lo più derivati animali.
      Mai visto un buffet di un'osteria di Lazio, Campania, Puglia e Sicilia a confronto con quello del Veneto, Lombardia, Piemonte?
      Se sei vegano o vegetariano al sud non c'è problema per la varietà e quantità di vegetali. Non vale lo stesso al nord, dove se al ristorante dici di essere vegetariano gli piglia il panico e ti servono sempre le stesse 4-5 portate tra insalata, fagioli in scatola, patate decongelate.

    27. Enrico S. 12 ottobre 2016

      Quello che dico sempre: l'importante è una dieta varia e bilanciata; carne e proteine animali, verdura, frutta, carboidrati e vitamine.
      Chi mangia SOLO carne fa del male a se stesso.
      Bisogna mangiare ANCHE carne.
      Concorda?

    28. Roberto Giuffrè 12 ottobre 2016

      No, non posso concordare, perché oggi la scienza medica e nutrizionale ci dicono che non mangiare più proteine animali si può.
      Perché la dieta è pianificabile, si conoscono tutti i nutrienti e si può vivere tranquillamente senza mangiare animali.
      Tutto è a portata di cittadino nei libri ufficiali della SSNV come il buon Veg Pyramid che spiega tutti i concetti sul cibo e la nutrizione.
      Per cui tra la disponibilità di vegetali e buoni prodotti, sia la conoscenza di scienze della nutrizione, si può abbandonare le proteine animali.
      Garantendo un vantaggio per la salute, l'ambiente, e anche la compassione per il mondo animale che non necessita più di essere sfruttato.

    29. Enrico S. 12 ottobre 2016

      Avevo il velato sospetto che mi avrebbe risposto così, gentile Sig. Giuffrè. :-)
      Facciamo così: mangiamo quello che ci va.

      Un saluto cordiale, ringraziandola per l'urbanità. Non sempre si riesce a confrontare opinioni tanto differenti con la dovuta civiltà.

    30. Roberto Giuffrè 12 ottobre 2016

      Il discorso sul cibo è troppo ampio per ridursi a 4 battute di commento ad una notizia.
      Il cibo e la relazione uomo-cibo e uomo-ambiente sono importantissime.
      Basti pensare al fatto che le terminazioni nervose nello stomaco sono prolungamento del cervello umano.
      O agli effetti di tante sostanze nel cibo che danno dipendenza ed assuefazione come i grassi, gli zuccheri e il sale, tanto è vero che il cibo industriale spazzatura è pieno di tutti e 3 questi componenti per fare profitti sulla salute della gente.

      Non puoi dire ad un onnivoro che da domani dovrà diventare vegano, perché instilli paura, angoscia, perché il suo mangiare proteine animali ha relazione con i peptidi che negli anni gli hanno dato soddisfazione stimolando i recettori oppioidi del cervello.
      Per cui il mangiatore incallito di carne che non riesce a smettere è prima di tutto dipendente da quel tipo di cibo.

      Psicologia del cibo è una branca delle scienze della nutrizione che affronta tutte queste tematiche.
      E da studente di neuroscienze io affronterò prima o poi anche questi concetti. Anzi mi piacerebbe fossero oggetto della mia tesi di laurea.

    31. Roberto Giuffrè 14 ottobre 2016

      Allora dovrebbe prendersela con tutti i media che continuano a mandare trasmissioni di gente che cucina solo animali, con gli annessi inserimenti pubblicitari dell'industria alimentare.
      Loro fanno proselitismo, ma in modo velato, o meglio propagandistico.

    32. Enrico S. 14 ottobre 2016

      Me la prendo con CHIUNQUE faccia propaganda o proselitismo; media e non, vegani e carnivori, Testimoni di Geova e Cattolici.

    33. Roberto Giuffrè 14 ottobre 2016

      Beh non è quello il mio caso.
      La mia filosofia è "per ogni onnivoro morto di tumore è un aiuto a ridurre la sovrappopolazione e si libera un posto di lavoro per un disoccupato".
      Quello che mi infastidisce sono le menzogne, bugie e disinformazione sulle qualità nutritive del cibo e i valori delle diete.
      Dato che ci sono 40 anni di evidenze scientifiche.

    34. Enrico S. 14 ottobre 2016

      Cosa non si farebbe per garantire il lavoro ai figli. ☻

    1. T/ebete 11 ottobre 2016

      Scusate lo spam.
      ho rivendicato la paternità dei termini TVebete e TWebete commentando su un sito di un
      noto giornale manettaro, ma mi hanno rimosso più volte il commento.

      Ho Coniato il termine TVebete e TWebete alle h 9.54 del 11/10/2016 il
      significato di questo termine è del tutto intuitivo.Si riconosce
      dall'abitudine di vedere poca pubblicità.Invece di Distrarsi Usa il
      telecomando nella ricerca spasmodica di sempre Nuovi Programmi di
      Aggiornamento.Il TWEBETE è invece lo stesso TVebete che poi riversa
      gli"aggiornamenti" acquisiti in tv sul web.
      Entrambi differiscono dal semplice Webete a causa del fatto che questi acquisiscono le varie declinazioni delle teorie complottiste etce sclusivamente tramite gli Upload forniti dai tg .e talk tv.

    1. uomoselvatico70 uomoselvatico7 11 ottobre 2016

      Magnifico!.... Quindi non mangiando carne, possiamo essere in 20 miliardi ad infestare la terra perchè gli attuali 7 miliardi e rotti di esseri umani sono ancora pochi.
      Quando questi pseudo-ecologisti della domenica comprenderanno che l'unico modo efficace per risolvere ogni problema del consumo globale di risorse è semplicemente quello di ESSERE MOLTI DI MENO A CONSUMARLE, sarà sempre troppo tardi.
      Io pur mangiando carne quasi tutti i giorni, con la mia sola decisione di non avere mai dei figli, ho già fatto per la terra e per l'ambiente più di tutti i vegani con prole del pianeta messi insieme.

      Perchè il mio impatto sul pianeta finirà con me mentre il loro proseguirà attraverso tutta la loro truppa di figli e la loro discendenza fino alla fine dei secoli.

      Io non potrei mai riuscire ad inquinare e devastare la terra quanto un vegano con figli neppure se spendessi ogni mio avere comprando le sostanze più tossiche e persistenti che esistono, e poi le sversassi di proposito nei mari, nei laghi, nei boschi, e nei fiumi.

      Amen.

    2. sfruc 11 ottobre 2016

      Non confondere strumentalmente le due tematiche, ossia lo stile alimentare e la crescita demografica.

      L'articolo sostiene semplicemente che, A PARITA' DI CRESCITA DEMOGRAFICA, l'alimentazione vegana (o comunque a basso tasso di prodotti animali) è molto più sostenibile. Il che è semplicemente un'ovvietà.
      Evidenziare questa ovvietà non esclude affatto che, SU UN ALTRO PIANO, occorra porsi anche il problema dell'impatto sull'ambiente della crescita demografica.
      Ma si tratta d'un argomento diverso, che l'articolista non affronta proprio perché diverso: non si è mai sognato di sostenere "diventiamo tutti vegani così possiamo fare 14 figli a testa". Ha solo detto l'ovvietà secondo cui, a mero titolo di esempio, con un'alimentazione vegana i terreni del UK potrebbero sfamare POTENZIALMENTE 200 milioni di persone invece dei 50 attuali (considerando nel calcolo il cibo importato in UK e non prodotto in loco). Ma non ha mai sostenuto di voler mettere 200 milioni di persone nel UK. Anzi, al contrario, ha sostenuto che con una dieta diversa da quella attuale una buona parte del territorio "produttivo" così "liberato" risulterebbe esuberante rispetto alle necessità alimentari della popolazione e potrebbe perciò essere restituito alla natura, in forma di "foreste pluviali, savane, paludi e altri sistemi naturali" (citazione testuale).
      Confondere i due piani - quello della dieta affrontato nell'articolo e quello demografico, non affrontato - è un mero inganno dialettico per tentare di cavarsi d'impaccio, con gran rumore di unghie sullo specchio.

      L'obiezione "demografica" avrebbe senso solo in un'ottica malthusiana estremistica - condivisa da alcuni folli élitisti - secondo cui occorrerebbe ridurre la popolazione mondiale a 1 miliardo di esseri (eliminando i cosiddetti "inferiori") e allora lo stile alimentare diventerebbe sostanzialmente indifferente in termini di sostenibilità. Se vuoi iscriverti a quel club, buona fortuna. Se ti fa orrore iscrivertici, allora non confondere le acque. Grazie

    3. Nicolass 11 ottobre 2016

      mai letto tante stupidaggini in una volta solo... ho bisogno di tempo per riprendermi

    4. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      7 miliardi di abitanti possono stare benissimo nel solo stato del Texas con una densità di popolazione di 10.000 abitanti per kmq. Quando la sola isola di Manhattan ne ha 18.000.
      Quindi il sovraffollamento è un non problema. Una percezione errata e portata avanti da farabutti psicotici eugenetici che promuovono riduzione della popolazione con genocidi e sterilizzazioni di massa.

    5. ga950 11 ottobre 2016

      C'è sempre qualcuno meglio di lei! Io ad esempio.

    6. ga950 11 ottobre 2016

      Coltiva anche lei canapa come l'autore?

    7. ga950 11 ottobre 2016

      Fino a qua mi era risultato simpatico, ora non più. Sono per una drastica riduzione della popolazione terrestre, massimo 500 mil. (cinquecento milioni)

    8. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Perché? Io amo la gente, mi piace starci insieme, di tutte le etnie.
      Ho vissuto in USA, Cina, Svizzera. Ho avuto donne peruviane, dominicane, estoni, vietnamite, moldave, rumene, ghanesi, finlandesi, russe.
      Ho amici di ogni parte del mondo, bianchi, orientali e di colore.

    9. ga950 11 ottobre 2016

      Ognuno coltiva le proprie preferenze. Io avrei voluto essere intimo di Erode, per un pelo non lo sono stato di Pol Pot, Stalin ed Hiltler, con mio sommo rammarico riconosco che hanno fallito.

    10. Grippato 11 ottobre 2016

      Mi sfugge come una Manhattan che copra l'intera Terra in stile Trantor possa essere anche solo vagamente ecosostenibile.
      Non il progetto di sterminare l'umanità, comunque.

    11. sfruc 12 ottobre 2016

      No, non coltivo nulla se non qualche olivo e, se possibile, qualche barlume di discernimento.
      Lei, invece, coltiva per caso sogni malthusiani?
      In questo caso le auguro di trovarsi dalla parte dei "superiori" ma non mi sento affatto di assicurarglielo. Si ricordi la vecchia filastrocca "Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare".
      E mi permetto in proposito anche di ricordarle Calderón de la Barca (La vida es sueño): "Quando il tradimento si è consumato, il traditore non serve più"; e infatti il beneficiario del tradimento fece impiccare il traditore… Auguri, di cuore

    12. ga950 12 ottobre 2016

      Mi spiace per lei ma non sono di questo mondo, quindi non vedo come possano prendermi. .

    13. sfruc 13 ottobre 2016

      Le anime disincarnate non possono battere le dita sui tasti di una tastiera. Quindi se lei, pur scrivendo commenti qui, non è "di questo mondo", devo dedurne che lei è un BOT, ossia un programma informatico di disinformazione sistematica e di inquinamento delle libere discussioni sul web.
      Grazie per la confessione, eviterò d'ora in poi di leggere i suoi commenti - tanto meno le risponderò ancora.

    14. Apollonio 13 ottobre 2016

      che peccato che sia tornato qua...!

    15. ga950 13 ottobre 2016

      Quanto grave la fa!
      E lei che sostiene che un disincarnato non possa battere le dita sui tasti, questa è una sua opinione.

    1. PietroGE 11 ottobre 2016

      Mah, noto che è completamente scomparso ogni riferimento alla demografia umana. Temo che anche con una dieta vegana non sarà possibile nutrire l'umanità della fine di questo secolo se le previsioni demografiche dell'ONU diventeranno realtà. E nessuno ha il coraggio di parlare di riduzione del numero dei figli perché hanno paura dell'accusa di razzismo, visto che la stragrande maggioranza della futura generazione è composta di gente non europea.
      La Cina va lodata perché di fronte all'esplosione demografica ha attuato la politica del figlio unico. Una scelta per molti dolorosa ma che ha permesso l'aumento del reddito pro capite e un relativo benessere per una parte della popolazione.
      Dubito però che una simile politica sarebbe implementabile da altre parti.

    2. ga950 11 ottobre 2016

      Non scrive il vero!! In "forum" abbiamo già affermato di "tagliare" la popolazione del 50%. Lei sosteneva solo il 5%.

    1. T/ebete 11 ottobre 2016

      La veganologia è scienza!

    1. Tonguessy 11 ottobre 2016

      "gli essere umani non hanno alcun bisogno di foraggio, semi, legumi ed altri mangimi"
      Se se ne sono resi conto anche gli inglesi siamo già a buon punto.

    1. aNOnymo 11 ottobre 2016

      La produzione di massa di carni e prodotti alimentari di origine animale fanno parte di un disegno ancora piu' grande che prevede tutto un circolo vizioso.
      Non e' vero che il consumo di carne sia insostenibile.
      Non e' sostenibile semmai il consumo sulle base di un capitalismo aggressivo che prevede uno spreco ed uccessivo consumo di carni.
      Questo fa tutto parte del meccanismo compra-spreca e ricompra.
      Adottiamo un altro paradigma economico dove il profitto non e' il nostro Dio e poi ne riparliamo.
      La soluzione non e' il ''veganesimo''.
      Come in tutte le cose.

    2. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Il consumo di carne è insostenibile se superiore al 5%, cioè 1 volta a settimana.
      In tutto l'occidente siamo arrivati a 2 volte al giorno.
      Ed infatti 1 persona su 3 si ammala di cancro, e tra qualche anno si passerà ad 1 su 2.

    3. aNOnymo 13 ottobre 2016

      "Il troppo stroppia".
      L'uomo nasce onnivoro.
      Se decide di mangiare solo vegetali è per sua libera scelta.
      In questo regime economico anche predurre carta igienica diventa insostenibile.
      Ma il vegano vero ha una soluzione anche per questo.
      Ciao

    1. ignorans 11 ottobre 2016

      Il linguaggio, croce e delizia degli umani....
      Vegano, non vegano.... non vuole dire nulla... è come dire con o senza mutande...
      mutande a parte, restano ancora miliardi di cose da definire

    2. Davide 11 ottobre 2016

      Beh, non proprio https://it.wikipedia.org/wiki/Veganismo

    3. ignorans 11 ottobre 2016

      Restano ancora miliardi di cose da definire.

    4. elisabetta 11 ottobre 2016

      Sono d'accordo, ho amici vegani che non fanno uscire di casa i gatti altrimenti potrebbero essere investiti, e quindi li fanno vivere come bambolotti per il loro bene...

    5. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Ma infatti, è una dieta, che viene scambiata per un'identità.

    6. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Il linguaggio è ciò che rende l'uomo tale, ed è ciò che ne fa evolvere l'intelligenza.
      L'intelligenza umana si sviluppa di pari passo col linguaggio.
      Concetti base di neuroscienze. Negarli è appunto da ignoranti.
      Bisogna scegliere però correttamente il linguaggio. Se intendiamo quella della politica allora è come dice lei.
      Ma se intendiamo quello della scienza, non cattura e non confina, è preciso, corretto (in base alle ultime conoscenze acquisite), e chi lo parla si capisce al volo con l'altro senza fraintendimenti.

    7. ignorans 11 ottobre 2016

      Io so solo che con lei non prenderei neppure un caffè

    8. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      C'è già pieno di nevrotici che hanno problemi nei rapporti umani armonici con gli altri, lei non fa eccezione.

    9. ga950 11 ottobre 2016

      per questo ha affermato di non bere il caffè con lei, la nicotina è un eccitante.

    10. ignorans 11 ottobre 2016

      Già, ma purtroppo il nevrotico, l'invasato è lei.

    11. Roberto Giuffrè 12 ottobre 2016

      Non nevrotico ma psicotico, dato che la proiezione è il modo principale di relazionarsi degli psicotici che hanno sempre il dito puntato sugli altri dopo avergli proiettato contro quello che lo psicotico pensa inconsciamente di se stesso.

    12. ignorans 13 ottobre 2016

      Il veganesimo dovrebbe migliorarla, dovrebbe renderla più capace di comprendere, abbracciare il mondo, ma lei lotta, combatte, si agita, in una furia senza senso. Si tranquillizza e andrà tutto bene.

    13. Come Don Chisciotte Blog 13 ottobre 2016

      A ignorans e Giuffré, i commenti coloriti sono ammessi tutti ma gli insulti no, la prossima volta sarete bannati entrambi

    14. ignorans 14 ottobre 2016

      Scusate ma non vedo l'insulto. Fatemelo vedere perché altrimenti potrei involontariamente ripetermi

    15. WM 14 ottobre 2016

      Darsi del nevrotico, invasato e psicotico non sono esattamente complimenti e non escono per caso, quindi evitate di ripeterli, per favore.

    1. sotis 11 ottobre 2016

      Salviamo una pianta , mangiamo un vegano.

    2. A R 11 ottobre 2016

      Che banalità.

    1. vocenellanotte 11 ottobre 2016

      Patetico. Il veganesimo è solo una psico-socio-patia. Andrebbe inserita nel registro dei disturbi mentali e curata come viene tentato di fare con l'anoressia che è la sua parente più stretta.

    2. A R 11 ottobre 2016

      Commento privo di senso.

    3. Nicolass 11 ottobre 2016

      Ecco il commento sprezzante del solito mangia cadaveri di turno che per sentirsi a posto con la coscienza scarica la propria bile su coloro che fanno una scelta etica, salutistica e rispettosa dell'ambiente. Sono vegano da molti anni, una scelta questa che ritengo la più importante della mia vita a tal punto da dedicare la mia vita a insegnare agli altri che ci si può nutrire senza distruggere l'ambiente, senza fare del male a se stessi e rispettando gli animali e la natura con cui siamo chiamati a condividere questo pianeta. Alla base della mia scelta ci sono tre ordini di motivi:
      1) l'impatto ambientale del consumo di carne e degli altri derivati animali non è sostenibile in quanto è la principale causa di inquinamento ambientale in termini di emissioni di CO2. L'allevamento animale inquina più di tutte le auto, le navi, i treni, e gli aerei messi insieme. Come se ciò non bastasse per fare un kilo di carne ci vogliono 15 kili di cereali, 25.0000 litri di acqua, la distruzione di un campo di calcio di foresta tropicale. Tutto ciò non è sostenibile e va da se che se tutti diventassimo vegani ci sarebbe cibo a sufficienza per ogni persona e sparirebbe la fame nel mondo.
      2) il consumo di proteine animali è responsabile delle cosiddette malattie del benessere che affliggono sempre più persone: ipertensione, diabete, obesità, malattie cardiovascolari etc.. Scegliere di mangiare vegano è il miglior favore in termini di salute che puoi fare a te stesso e a chi ti circonda , infatti, i vegetariani/vegani vivono più a lungo e hanno una incidenza delle malattie di cui sopra molto più bassa.
      3) gli animali, per sfamare la bramosia di carne e derivati degli umani, sono stati trasformati in macchine da cui poter spremere fino all'ultima goccia di sangue. Costretti a vivere in immense fabbriche della morte, senza mai vedere la luce del sole, una zolla di terra, imbottiti di medicinali e ormoni, nutriti e ingrassati con mangimi che non fanno parte della loro alimentazione naturale. Sono vittime innocenti e inconsapevoli di chi ritiene che soddisfare il proprio palato sia più importante che togliere la vita ad un altro essere vivente.
      Chi sceglie di essere vegano fa una scelta rispettosa dell'ambiente, di se stesso e degli animali e poi quelli strani sarebbero i vegani.

    4. Davide 11 ottobre 2016

      Prima di commentare leggere gli articoli !!!!

    5. elisabetta 11 ottobre 2016

      Il commento è un po' forte però.. il consumo di carne di per sé non è insostenibile. Insostenibile è soltanto il "turbocapitalismo", è l'essere comandati da un 1% che per stare belli comodi rende tutto insostenibile, carne industriale compresa. Combattere contro questi qui con il veganesimo è combattere un tumore con le medicine per l'acne. Comunque liberi di non mangiare carne, può senz'altro essere giusto. Ma non spacciamolo per salvataggio del mondo perché fa davvero ridere.

    6. A R 11 ottobre 2016

      questo, sì, è un commento sensato. L'unico modo di combattere "questi qui" è armati. Nel piccolo, nella nostra "democrazia del consumatore", ci sono le scelte etiche che, spesso, influenzano anche il mercato.

    7. Apollonio 11 ottobre 2016

      Non si può crescere, vivere, svilupparsi armoniosamente senza l' apporto di certi alimenti che contengono proteine e aminoacidi contenuti nella carne nelle uova e nel latte, che non sono presenti nel vegano, pertanto credo anch'io che il Vegano si tratti di una psico socio patia per certi versi assimilabile all' anoressia

      Tutto il discorso della filiera socio alimentare che salverebbe il Pianeta è un po troppo semplicistica, risibile, quello che si può sostenere invece è che vi sia un 'abuso di consumo di carni o prodotti derivati dal lalte specialmente in certi paesi come quello dell' articolista.

    8. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Puoi mangiare ciò che desideri, in pace con la tua coscienza, senza dare del disturbato a chi, senza rompere i coglioni a nessuno, ha scelto di non nutrirsi di prodotti animali.

    9. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Quando vuoi ne possiamo parlare con le analisi del sangue mie e di mia moglie vegani da molti anni.

    10. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Falso.
      La vit. B12 manca anche nei prodotti animali. Sa uno screening sulla popolazione in Veneto è apparso che i più carenti di B12 erano proprio gli onnivori.
      Il ferro nei vegetali è presente in maggiore quantità e gli scienziati hanno scoperto che se associ vit. C ad alimenti vegetali ricchi di ferro hai un apporto completo. Il ferro non è un problema per i vegani.

      Su tutto il resto sei smentito dalla ADA American Dietetic Association che comprende oltre 70.000 membri del mondo scientifico ed accademico che in oltre 40 anni di studi sull'alimentazione ha decretato le diete vegane per pianificate adatte ad ogni età e categoria umana compresi neonati, gestanti e atleti.

    11. nicolass 11 ottobre 2016

      mi dispiace deluderti ma l'uomo non nasce carnivoro contrariamente a quello che hanno voluto farci credere per cui la carne non è affatto necessaria nella dieta dell'uomo... l'animale più simile all'uomo in termini evoluzionistici è la scimmia antropomorfa di cui condividiamo fino al 98% del patrimonio genetico.. quindi la dieta naturale dell'uomo è del tutto simile a quella delle grandi scimmie che si nutrono prevalentemente di frutta, vegetali, semi, radici e tuberi... Nel corso dei millenni dell'evoluzione le caratteristiche anatomiche dell'uomo sono rimaste sostanzialmente identiche a quelle dei nostri progenitori antropomorfi infatti l'uomo non ha nessuna caratteristica anatomica riconducibile ai carnivori: non ha le zanne e artigli per strappare la carne, non ha l'intestino corto dei carnivori, ma lungo, non ha l'enzima uricasi utile a digerire la carne etc.. non ha nulla del carnivoro salvo il fatto di essersi adattato a questo tipo di dieta quando è stato costretto a vivere nella savana a causa dell'arretramento della foresta tropicale per gli stravolgimenti climatici.. quindi l'uomo si è adattato a mangiare carne perché costretto ma questo non vuol dire che l'uomo sia carnivoro.. allo stesso i sopravvissuti ad un incidente aereo che si sono adattati a mangiare il cadavere dei compagni morti per sopravvivere non fa dell'uomo un cannibale
      Le proteine sono ampiamente presenti nelle verdure, nei legumi, nei cereali, nella frutta secca, nei semi oleaginosi per cui sono ampiamente in grado di sostituire quelle animali anzi sono più salutari.
      Il ferro è ampiamente presente in molti vegetali come gli spinaci, gli asparagi e tanti altri e non ha la tossicità del ferro della carne per cui è preferibile assursero in forma vegetale anziché animale
      la vit.B12 è ormai addizionata in molti latti vegetali e inoltre l'organismo ne ha bisogno in quantità infinitesimale. Senza contare che la carenza di vit.B12 è molto comune anche tra i carnivori.
      Non ci sono valide motivazioni per non abbracciare una alimentazione vegana anzi i benefici dal punto salutistico, ambientale e sociale sono ormai ampiamente dimostrati.

    12. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Questo è quello che vogliono farci credere l'industria di chi vive di cibo di origine animale.
      Va di moda questo dare contro i vegani e farli passare per disturbati.
      Diamo qualche numerino? Solo uno -50% nel consumo di carni rosse negli ultimi 10 anni.
      Chissà quanti miliardi di euro solo in Italia....
      E chissà perché impazzano così tante trasmissioni di cucina dove ci sono sempre porchi fritti e altri animali cotti.

    13. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Confermo. A chi parla di canini mostragli la foto di quelli del gorilla e chiedigli come mai ne abbia bisogno se alla fine mangia quasi esclusivamente frutta...

    14. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Anche il complottismo. Lei legge CDC, probabilmente, secondo molti, andrebbe considerato uno psico-sociopatico e curato, come gli anoressici. Come vede ha molti colleghi che rifiutano ciò che gli fa paura.

    15. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Riguardo vitamina B12 e ferro "non presenti nel vegano", se mi stacchi un pezzo di carne e lo analizzi vedrai che anche i vegani contengono B12 e ferro :) puoi mangiarci

    16. Apollonio 11 ottobre 2016

      La carne, rossa in particolare, migliora l’assorbimento del ferro ricavato da alimenti diversi dalla carne. Il vitello, l’agnello e la selvaggina contengono le quantità maggiori di ferro,.

      Gli OSSALATI diminuiscono l’assorbimento del ferro non proveniente dalla carne. Sono composti derivati dall’acido ossalico presenti ad esempio negli spinaci, nei cavoli verdi, nelle barbabietole, nelle noci, nel cioccolato, nel tè, nella crusca, nel rabarbaro, nelle fragole e negli aromi come l’origano, il basilico e il prezzemolo.

      La presenza degli ossalati negli spinaci spiega perché il ferro presente negli spinaci non viene assorbito. Si pensa invece che il ferro presente negli spinaci che viene assorbito sia probabilmente quello delle minuscole particelle di sabbia o di terra che si attaccano alla pianta, anziché quello contenuto nel vegetale stesso.

    17. rossland 11 ottobre 2016

      O forse, bisognerebbe chiedersi perché tu veda come patologico chi fa scelte diverse da quelle cui tu rimani aggrappato come fossero salvagenti senza i quali non sai nemmeno più di saper comunque nuotare...

    18. Apollonio 11 ottobre 2016

      La vitamina B12 è una vitamina idrosolubile indispensabile per la costruzione e rigenerazione di molte cellule.
      Il fabbisogno giornaliero di vitamina B12 di un adulo sano è di 2.4 microgrammi.
      In parte le sue funzioni sono strettamente legate all’acido folico, un’altra vitamina idrosolubile.
      Entrambe sono coinvolte nella sintesi di DNA e RNA e nella conversione dell’omocisteina in metionina (un amminoacido essenziale).
      L’omocisteina in eccesso può facilitare la formazione di coaguli e provocare danni ai vasi sanguigni, per questo un suo aumento nel sangue è considerato oggi da molti medici un fattore di rischio cardiovascolare.

      La vitamina B12, indipendentemente dall’acido folico, è inoltre coinvolta nella sintesi della guaina mielinica che protegge i nervi.

      Quali sono le fonti alimentari di vitamina B12?
      in natura si trova in molte forme chimiche, ma non tutte sono metabolicamente attive nell’organismo umano.

      Attualmente sappiamo che le fonti alimentari di vitamina attiva nella nostra dieta sono la carne, il pesce, le uova e in minor quantità i latticini (prevalentemente stagionati), perché gli animali sono in grado di accumulare la forma attiva nei loro tessuti sono in grado di accumulare la forma attiva nei loro tessuti.

      Per anni nella comunità scientifica c’è sempre stato il dubbio sul fatto che le alghe possano o no diventare fonti affidabili di vitamina B12 nelle diete vegetariane.

      In uno studio recente studio pubblicato nel 2014 su Nutrients è stata individuata nell’alga nori anche la presenza di vitamina B12 attiva.
      Data però la contemporanea presenza anche di molti analoghi INATTIVI potrebbe ostacolare l’assorbimento della forma attiva. Per tali ragioni, in mancanza di ulteriori ricerche sull’uomo, NON è RACCOMANDATOo utilizzare le alghe come unica fonte affidabile di vitamina B12, soprattutto nelle diete VEGANE.

    19. Apollonio 11 ottobre 2016

      Ecco perché siete un po' disturbati avete carenza di Ferro e di vitamina B12 dovuti alla dieta Vegana..."!
      eheheh..!
      sto scherzando naturalmente

    20. Apollonio 11 ottobre 2016

      I danni della dieta vegana la noti nel tempo e quando te ne accorgi dall' esame del sangue forse è troppo tardi...!

      La vitamina B12 per essere assorbita dal nostro intestino, ha bisogno di essere separata dalle proteine alle quali si trova associata attraverso l’azione dell’acido cloridrico e della pepsina, prodotti dallo stomaco, per poi essere legata ad una glicoproteina chiamata fattore intrinseco, anch’essa prodotta dallo stomaco.
      L’assorbimento avverrà nella parte finale dell’intestino tenue, ma affinché venga riconosciuta dai recettori intestinali, questa vitamina deve essere necessariamente legata al fattore intrinseco.

      Va da se che tutte quelle persone che soffrono di patologie allo stomaco come ad esempio la gastrite atrofica (frequente nella popolazione anziana) sono a rischio di carenza per mancato assorbimento.

      Oltre alla gastrite, altri danni a carico dello stomaco o del piccolo intestino possono determinare carenza di Vitamina B12.

      Un’altra categoria di persone a rischio di carenza di vitamina B12 sono i vegani e talvolta in misura minore anche i vegetariani se non assumono adeguate porzioni di uova e latticini o cibi addizionati.

      In una meta-analisi pubblicata nel 2014 sul giornale scientifico Nutrients, gli studiosi indicavano una prevalenza del 50-70% di valori di vitamina B-12 non ottimali nei vegetariani e vegani residenti in diversi paesi europei e extra europei tra cui anche l’Italia.

      E’ necessario precisare che, come l’acido folico, anche la vitamina B12 viene continuamente secreta e riassorbita con la bile.

      Proprio perché buona parte di questa vitamina viene continuamente riassorbita, è raro che le persone sane sviluppino carenza di questa vitamina, anche quando l’assunzione dalla dieta è minima.

      La maggior parte delle forme di carenza di vitamina B12 infatti riflettono un problema di assorbimento per mancanza di fattore intrinseco.

      La carenza di vitamina B12 può comunque anche osservarsi nelle persone che seguono una dieta vegana da molti anni (anche 10-15 anni), questo perché ad un certo punto il corpo termina le sue scorte e il riassorbimento dalla bile non è più in grado di soddisfare il fabbisogno.

    21. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Presumo che prendere gli integratori che prendevo anche quando mangiavo tutto sia sufficiente. Insieme a mangiare le verdure biologiche che colgo io senza lavarle troppo. Lei sa in natura da dove viene la B12 vero?

    22. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Un altra persona secondo me informata, più di tutti noi, è Berrino. Allopata, primario oncologo, non vegano. Il quale consiglia di non assumere proteine animali. O almeno di assumerne il meno possibile. Senza andare a sentire gli esaltati senza titoli tipo Vaccaro. Bernard, Campbell, Berrino, lo stesso Veronesi, nel bene o nel male, non sono certo degli improvvisati. Inoltre, chi segue una dieta vegana, mangia meglio in generale poichè segue con più attenzione l'alimentazione. Per cautela, un integratore di B12 (Holland & Barrett vende un integratore da 1000Mg a pochissimo), insieme ad altri va preso comunque. E' la modernità che ci mette in pericolo, non la scelta della dieta. Il glifosato lo assumiamo tutti, vegani o carnivori.

    23. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Conosco molte persone che, in quanto lettori di CDC, ci considerano complottisti, afflitti da psico-sociopatia. E che ci curerebbero, come agli anoressici. Come vede, la paura offusca il giudizio.

    24. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Vero. E' solo una dieta.

    25. ga950 11 ottobre 2016

      Perché non va a caccia di Renzi?
      Visto che le piace il sangue e vuole dimostrare la sua "machosità" potrebbe impallinarlo!
      Invece no, ha una paura boia della guardia del corpo, meglio sparare a degli animali indifesi.

    26. ga950 11 ottobre 2016

      Deve sopportarlo! Mangia carne.

    27. ga950 11 ottobre 2016

      Lei sì che se ne intende!

    28. ga950 11 ottobre 2016

      Commento inarrivabile.

    29. ga950 11 ottobre 2016

      Genialeeeeeeeeeeee!!!

    30. ga950 11 ottobre 2016

      Lei deve essere nuovo di questo sito perché cerca di sprecare energie con certa gentaglia.

    31. ga950 11 ottobre 2016

      Anche lei deve essere nuovo di questi luoghi....

    32. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Quella della presenza di Vit. B12 nelle carni da allevamenti intensivi è stata smentita da molti provvedimenti di polizia veterinaria fatti dopo screening sulla popolazione che ha mostrato carenza di B12 sugli onnivori.
      Cioè la maggior parte degli onnivori credono di non avere bisogno di integrare ed invece dovrebbero perché non ne assimilano a sufficienza, perché gli animali da allevamento non ne producono più per molti motivi, sia perché imbottiti di antibiotici, sia perché non vivono oltre i 4 anni, e la flora che produce B12 non solo deve sopravvivere agli antibiotici, ma deve consolidarsi e produrne in forma utile entro i 4 anni prima della macellazione.
      Fonte di tutto ciò che ho scritto la SSNV e la Dr.ssa Luciana Baroni.

    33. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Ed invece l'acido ascorbico (Vit. C) neutralizza l'effetto degli ossalati, e favorisce l'assorbimento di ferro dai vegetali. Basta una spremuta di arance o aggiungere succo di limone nell'acqua a tavola quando si mangiano legumi e alimenti vegetali ricchi di ferro.
      Il ferro-eme della carne rossa è ormai sospettato di alcune forme di tumore.
      Il ferro non è un problema dei vegani.

    34. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      ahahah purtroppo, nonostante a me non freghi niente, anzi mi piace l'odore della carne e adoro la tradizione culinaria, quando sento dire "i vegani", voglio sempre puntualizzare. Ci trattano come una setta. Quando io non "sono" vegano, io "mangio" vegano. E' una dieta cribbio :)

    35. stefano passa 11 ottobre 2016

      veramente la maggiorparte delle scimmie mangia anche carne ...
      però vabbe....

    36. MarioG 11 ottobre 2016

      "Mangiacadaveri"...
      Pretende forse che si sgranocchino le bestioline vive?

    37. ga950 12 ottobre 2016

      Se non è mai stato in India dovrebbe andarci dal momento che le piace l'odore della carne, li i cadaveri umani sono bruciati pubblicamente, subirebbe un orgasmo olfattivo.

    38. aNOnymo 12 ottobre 2016

      Tipo?
      Non mangiare carne?
      O non comprando diamanti e oro?
      oppure non acquistando neanche uno Smartphone.
      Forse una scelta etica e giusta coerente con i propri pensieri sarebbe quella di non comprare neache Nike e Adidas.
      Frutta e verdura dell'Argentina e della Spagna?
      Computers?
      Palloni da calcio e vari?
      La democrazia del consumatore non esiste.
      Puo' anche sembrare che tu scelga ma in verita' vieni indirizzato/a dal Marketing.
      L'unica vera soluzione per me e' cambiare l'essere umano.
      Ciao.

    39. A R 12 ottobre 2016

      "Cambiare l'essere umano". Ho preso appunti. Grazie. Saluti.

    40. Roberto Giuffrè 12 ottobre 2016

      Io faccio riferimento a Leonardo Pinelli vice presidente della SSNV che ha +150 pubblicazioni internazionali sull'alimentazione vegetariana e vegana anche in età pediatrica, ed è colui che ha firmato i menu vegetariani dei nidi e scuole materne di tutta Italia. E che è il pediatra di mio figlio piccolo.
      L'altra persona che seguo la Dr.ssa Baroni collega di Pinelli che ha moltissimi video su Youtube dove spiega molte ricerche e questioni riguardo al cibo.

    41. Apollonio 13 ottobre 2016

      ha ragione lei ha altro tipo di problemi..!

    42. Roberto Giuffrè 14 ottobre 2016

      L'uomo quando mangia carne in quantità superiore a quanto il suo sistema immunitario riesca a depurarne le sostanze tossiche si ammala.
      Se mangia frutta e verdura in qualsiasi quantità e varietà non si ammala, anzi di solito inizia pure a depurarsi e guarire.
      Questo ha un significato secondo lei?

    43. stefano passa 14 ottobre 2016

      non diciamo stupidaggini .... ci sono popolazioni che hanno una dieta prettamente carnivori tipo gli eschimesi od i masai ed non hanno particolari problemi,
      invece se fai una dieta vegana devi essere molto pèreciso nella dieta altrimenti ci rimetti di salute, ad esempio DEVI mangiare tutti i giorni semi oleosi, come non devi farti mancare i legumi.....

    44. Roberto Giuffrè 14 ottobre 2016

      Prima questione su questi popoli, gli ultimi studi hanno scoperto che hanno subito nei millenni una mutazione genetica per poter sopportare una dieta a base di pesce e omega3.
      Seconda questione, la loro vita media è 35 anni.

      http://www.classicult.it/?p=8214

    45. stefano passa 14 ottobre 2016

      http://gianlucagrossi.blogspot.it/2010/06/dagli-inuit-il-segreto-per-vivere.html

      http://musolino.jimdo.com/neverpressed/paleodiet/la-dieta-degli-eschimesi/

      comunque se te sei convinto che una dieta vegana sia migliore di una onnivora, nessuno ti impedisce di seguirla, ma per favore non andate in giro a dire che è migliore... perchè non è cosi...

    46. Roberto Giuffrè 14 ottobre 2016

      Nessuno dei due articoli riportati parla delle mutazioni genetiche che gli Inuit hanno subito per poter fare quel tipo di dieta.
      Anzi il primo li mette a confronto con gli italiani che mangerebbero solo 10kg di pesce l'anno. Il pesce è un forte acidificante del sangue.

      Inoltre guarda queste due notizie che parlano della stessa cosa, la prima dice che non c'è nessun pericolo per la salute.

      http://www.today.it/scienze/dieta-vegetariana-mutazioni-genetiche.html

      La seconda di un sito di persone dichiaratamente onnivore dice che potrebbe essere causa di tumori.

      http://www.tumangia.it/scienza-shock-dieta-vegetariana-aumenta-rischio-problemi-al-cuore-e-tumori/

      Che conclude con un paradosso da far morire dal ridere:
      "Ridurre il consumo di carne industriale, scegliendo di spendere un po’ di più per carni ‘cruelty free’, derivanti da animali allevati localmente in condizioni di vita felice, macellati con amore da professionisti che amano il loro lavoro, può essere il primo passo."

    47. stefano passa 14 ottobre 2016

      lassa perde gli eschimesi il quale era solo un esempio... ti rammento che il pesce è eliminato al pari delle carni nella dieta vegana....
      ripeto, e te lo ripeto per l'ennesima volta...
      la dieta vegana non è migliore di una dieta onnivora, come la supposta sostenibilità per il pianeta.. sono tutte fesserie

    48. Roberto Giuffrè 14 ottobre 2016

      E lei che ne sa?
      La ASL di Milano ha perfino formato un migliaio di medici per usarla per curare il diabete di tipo 2. Vada a dirgli che si stanno sbagliando.

      http://www1.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Benessere/Salute-Asl-Milano-a-medici-prescrivete%20dieta-vegana-ai-diabetici_314256700116.html

    49. stefano passa 14 ottobre 2016

      lo hai letto l'articolo??

      bene abbiamo appreso che la dieta vegana apporta un basso valore di zuccheri... e fa bene a chi ha il diabete
      e questo cosa c'entra col ritenersi piu sana??

    50. stefano passa 14 ottobre 2016

      da l tuo stesso articolo....
      Accanto alla dieta vegana resta l'intramontabile dieta mediterranea che prevede un'alimentazione comunque "ricca di verdura, frutta fresca e secca oleosa, cereali integrali, legumi e semi, olio di oliva; moderatamente ricca di pesce e con latticini consumati soprattutto in forma di yogurt; ma povera di carne, soprattutto rossa e trasformata, e di grassi saturi e trans (acidi grassi industrialmente idrogenati presenti in prodotti da forno e fritture industriali e dei fast-food); e ancora povera di zuccheri e bevande zuccherate".

Visualizzati 124 di 178 commenti approvati.