SONO VEGANO PERCHE’ VOGLIO RIDURRE IL MIO IMPATTO SULLA NATURA

SONO VEGANO PERCHE’ VOGLIO RIDURRE IL MIO IMPATTO SULLA NATURA

DI GEORGE MONBIOT

theguardian.com

NON C’E’ NIENTE NEL MONDO CHE ABBIA UN IMPATTO SU DI ESSO QUANTO L’ALLEVAMENTO DEGLI ANIMALI: SE DAVVERO TENIAMO AL PROBLEMA DOVREMMO ELIMINARE CARNE, PRODOTTI CASEARI E UOVA

Il mondo può sostenere 7 miliardi di persone, anche 10, ma solo se smettiamo di mangiare carne. L’allevamento di animali è la cosa che amplifica al massimo l’impatto dell’uomo sul pianeta. Ciò che lo rende così distruttivo è la superficie di terra necessaria per sostenere una dieta a base di carne animale.

Uno studio condotto dall’agricoltore e ricercatore Simon Fairlie indica che il Regno Unito potrebbe benissimo alimentare la propria popolazione con prodotti nazionali; ma mentre una dieta basata su una quantità moderata di carne, prodotti caseari e uova richiede una superficie di 11 milioni di ettari di terra (di cui 4 milioni arabili), una dieta vegana richiede solo 3 milioni. Non solo gli essere umani non hanno alcun bisogno di foraggio, semi, legumi ed altri mangimi, ma potrebbero farne un uso più efficiente se invece di darli agli animali li consumassero per se stessi.

Quei 15 milioni di ettari di terra utilizzati oggi nel Regno Unito per l’allevamento, potrebbero essere destinati alla natura. In un mondo vegano, invece, il Regno Unito riuscirebbe ad alimentare 200 milioni di persone. Estendendo questo pensiero sperimentale al resto del mondo, non è difficile immaginare quanto si vivrebbe meglio se si smettesse di allevare animali. Potremmo convivere benissimo con foreste pluviali, savane, paludi e altri sistemi naturali, ma non con la nostra dieta attuale.

Non essendo stati in grado di comprendere il problema in termini di spazio, pensiamo di poter risolvere i problemi etici passando dagli allevamenti intensivi a quelli all’aperto. Niente è più lontano dalla verità. Gli allevamenti all’aperto sono sicuramente più gentili con gli animali ma molto più crudeli per il resto del mondo.

Quando la gente critica gli allevamenti, di solito utilizza il termine ‘intensivi’. Tuttavia, gli allevamenti “estensivi”, per loro definizione, provocano danni ancora maggiori alla natura di quelli intensivi, poiché per la stessa quantità di cibo, hanno bisogno di maggiori superfici di terra. Tenere gli animali in recinti, in Amazzonia, nelle praterie statunitensi o australiane o sulle colline inglesi, provoca più danno degli allevamenti intensivi, per quanto questi possano essere crudelI per gli animali.

Nel corso degli anni, mentre acquisivo sempre maggiore coscienza di queste scomode verità, ho eliminato gradualmente dalla mia dieta quotidiana la carne animale, ma continuavo a consumare uova e latte. Conoscevo l’impatto ambientale dei raccolti di mais, soia e legumi di cui si nutrono bovini e pollame. Sapevo della quantità di rifiuti prodotti, dei cambiamenti climatici, dell’ inquinamento atmosferico. Ma l’avidità aveva le meglio su di me: formaggi, yogurt, burro e uova mi piacevano troppo.

Poi è successo qualcosa che ha abbattuto il mio muro di negazione. Lo scorso settembre, volevo organizzare una giornata al fiume Culm nel Devon, zona rinomata per le sue bellezze naturali. Il tratto che avevo intenzione di esplorare lo trovai ridotto ad un fosso puzzolente, quasi senza vita, tranne che per qualche fungo nato nelle acque reflue. Cercando la causa dell’inquinamento, sono risalito ad un caseificio. Una persona del posto mi ha detto che ormai erano diversi mesi che si era verificato quel disastro, ma i suoi sforzi per convincere l'Agenzia per l'Ambiente britannica (ente regolatore governativo) a prendere provvedimenti erano stati del tutto inutili.

Farms and pastureland carve their way into tropical forestland in the Brazilian State of Rondônia, one of the Amazon’s most deforested regions.

Aziende agricole e pascoli si fanno spazio nelle foreste tropicali della provincia Brasiliana di Rondônia, una delle regioni più boscose delle Amazzoni. Foto di: Planet

Ho pubblicato sul Guardian le foto che avevo fatto suscitando un certo scalpore. Ma l’Agenzia per l’Ambiente continuava a non agire. Poneva scuse talmente assurde che iniziai a capire che non si trattava di semplice incompetenza. Dopo aver pubblicato un altro articolo su questa situazione farsesca, due funzionari dell’Agenzia mi hanno chiamato separatamente. Mi hanno detto che gli era stato ordinato di non prendere alcuna iniziativa al riguardo di quell’incidente segnalato. I motivi, secondo loro, avevano a che fare con pressioni politiche governative.

Fu quella la mia scintilla: perché mai, ragionai, dovrei sostenere un’industria che il governo si rifiuta di regolamentare? Da allora, ho eliminato dalla mia dieta praticamente tutti gli alimenti che provengono dal mondo animale. Non è per me un fatto religioso o morale. Se mi trovo a casa di amici posso anche accettare in quella occasione una dieta vegetariana e non vegana. Se sono in viaggio mi può anche capitare di mettere un po’ di latte nel tè. Una volta ogni tanto mangio un uovo per colazione. Una volta al mese vado a pescare aringhe o sardine (se si pesca, è meglio pescare pesci in fondo alla catena alimentare). Forse tre o quattro volte l’anno, in occasioni speciali, posso anche mangiare carne di allevamento: un po' per gola e un po’ per non essere il fantasma della festa più di quanto non lo sia già. Questo adattamento occasionale credo sia anche utile per non ricadere nelle abitudini.

Però mangio carne di animali morti in incidenti stradali, quando è disponibile e di animali uccisi dagli agricoltori perché infestano i raccolti, che altrimenti finirebbero in discarica. Al momento attuale, poiché nel paese c’è abbondanza di piccioni, cervi, conigli e scoiattoli che vengono regolarmente soppressi poiché infestano l’agricoltura, mangiare la loro carne non ha conseguenze ambientali. Potrei essere definito oltre che vegano, un “infestariano”.

Tuttavia, questo mi capita piuttosto raramente. Ormai, il 97% della mia dieta quotidiana consiste in prodotti del mondo vegetale. Mangio molti legumi, semi, frutta secca e quantità industriali di verdure. Quasi mi considero incluso tra le 500,000 persone inglesi completamente vegane – anche se non del tutto. Ovviamente, queste scelte hanno un loro impatto, ma in genere molto minore di quelle legate al consumo delle carni, dei prodotti caseari e delle uova. Paradossalmente, se volete che si produca meno soia, mangiate più soia: mangiare prodotti animali tende a creare un consumo maggiore di soia, anche se indirettamente. Quasi tutta la soia coltivata nelle aree dove prima c’erano le foreste equatoriali è destinata ai mangimi animali. Sostituendo la carne con la soia si riduce il danno ambientale per chilo di proteine del 96%.

Dopo quasi un anno di questa dieta, ho perso circa 7 chili. Mi sento meglio di prima e la mia voglia di grassi animali è praticamente scomparsa. I formaggi non mi attirano più di un pezzo di lardo. La mia asma è quasi scomparsa. Ci saranno anche delle probabili spiegazioni, ma non sarei sorpreso se fossero collegate ad esempio all’eliminazione totale del latte. E’ vero, per cucinare devo impegnarmi di più, ma questa non è una cosa negativa.

Mangiare carne è strettamente associato all’immagine convenzionale delle virilità, e alcune persone si sentono come smarrite al pensiero di non poter mangiare prodotti derivanti dal mondo animale. Un politico italiano pochi giorni fa ha proposto di arrestare quei genitori che impongono ai loro figli una dieta strettamente vegana – nel caso provochi la loro denutrizione o malnutrizione. Strano però, ha omesso di proporre la stessa misura in caso li nutrano di continuo con patatine fritte e wurstel.

Questa estate, durante un festival, per caso ho incontrato di nuovo quella persona del Devon che aveva tentato di persuadere l’Agenzia per l’Ambiente inglese a prendere provvedimenti per il degrado del fiume Culm. Mi ha detto che la situazione non è cambiata. Quando bisogna scegliere tra proteggere la natura e accontentare bramosie lobbistiche, la maggior parte dei governi sceglie la seconda opzione. Ma noi come individui possiamo dissociarci da questa forma di corruzione. Se ognuno di noi esercitasse questa scelta, dubito che se ne pentirà.

George Monbiot

Fonte: www.theguardian.com

Link: https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/aug/09/vegan-corrupt-food-system-meat-dairy

9.08.2016

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Commenti (178)

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Mostra commenti 54 caricati
    1. Primadellesabbie 15 ottobre 2016

      Egregi vegetariani, siete sicuri che la malcelata cupezza che vi portate dentro non abbia un impatto sulla natura, uguale o superiore, a quella provocata dai mangiatori di carni?

    1. Frank Brown 13 ottobre 2016

      Se costui desidera cosi ardentemente "ridurre il suo impatto sulla natura" esite un modo più semplice: si trasferisca altrove.

    1. Adriano Pilotto 12 ottobre 2016

      endiatri: religione e cibo e furore.

    1. Wal78 12 ottobre 2016

      Che noia...il vero problema è il turbocapitalismo che ha industrializzato sia l'allevamento che l'agricoltura. Non c'entra nulla l'essere vegano, carnivoro etc. Se allevi i tuoi animali e coltivi i tuoi vegetali seguendo i tempi e i modi della natura, la natura viene rispettata e non c'è altro da dire.
      Comunque, il veganesimo è una delle più grandi strategie di marketing dell'ultimo decennio (non a caso si sono inventati gli hamburger di tofu o seitan)...e il fine ultimo è portarvi a mangiare gli insetti (aspettate 3-5 anni e vedrete).

    2. ga950 12 ottobre 2016

      Il suo è l'unico commento che trovo in tema.

    1. stefano passa 11 ottobre 2016

      scusate.. ma vi risulta che nel mondo c'è carenza di cibo???
      o manca l'accesso al cibo?????
      qualcuno mi dica se l'agricoltura non inquini perchè sapete ho notizie diverse....
      ora qui oltre alle bagiante salutaristiche, le quali individuano la dieta onnivora come deleteria... senza nessun assunto scientifico,il problema è come si produce il cibo....
      e questo vale sia per i vegetali che per gli animali....
      l'agricoltura intensiva inquina quanto l'allevamento intensivo , ed entrambi usano prodotti chimici in modo intensivo....
      ultima cosa... una dieta vegetariana-vegana sbilanciata, fa gli stessi danni di una dieta onnivora sbilanciata, provate a mangiare solo pasta al pomodoro a pranzo e cena vediamo la glicemia dove va a finire, lo stesso vale per chi mangia solo carne

    1. stefano passa 11 ottobre 2016

      veganesimo è una religione. Comprende le principali caratteristiche di tutte le religioni:
      - il concetto di peccato ("mangiare carne = uccidere animali");
      - il progetto di salvezza ("non mangiare carne = salvare il mondo");
      - la distinzione fra puro e impuro;
      - la divisione fra fedeli che si salveranno e infedeli che bruceranno all'inferno;
      - le norme rituali (questo sì, questo no), codificate da una classe sacerdotale (i bloggers);
      - il proselitismo (basta andare a cena col vegan medio);
      - i testi sacri (di solito "Il dilemma dell'onnivoro" di Michael Pollan, ma in epoca di internet non esiste un solo testo sacro, quanto una molteplicità di siti incaricati di diffondere e mantenere il Sacro Verbo Vegan).

    1. Grippato 11 ottobre 2016

      Quest'articolo è inaccettabile.
      E' propaganda pura.
      Se l'autore vuole convincere qualcuno (al di fuori di chi si è già fatto indottrinare con argomenti emozionali, episodi eccezionali che non sono la regola, affermazioni generiche senza uno straccio di prova, un'esperienza personale che viene dipinta come assoluta, e qualche statistica buttata lì solo dove conviente) deve affrontare il problema con rigore scientifico.

      Difatti, il dibattito s'è subito trasformato in una inutile caciara tra cavernicoli, di cui, ahimè, faccio parte.

      In ogni caso, non capisco proprio come facciano a sentirsi così con la coscienza pulita tutti i vegani che però non mangiano biologico al 100% (la maggioranza).
      Come se antiparassitari, diserbanti ecc... dichiaratamente neurotossici, fossero la manna dal cielo per la natura.

    2. ga950 11 ottobre 2016

      Propaganda de che?

    3. Grippato 11 ottobre 2016

      Non mi sembra necessaria una spiegazione.

    4. ga950 11 ottobre 2016

      La ringrazio comunque, noblesse oblige.

    5. Grippato 11 ottobre 2016

      Prego.

    6. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      L'unico modo è non prenderla sul personale. Monbiot, che è un prezzolato che scrive per il Guardian tra l'altro (equivalente de La Repubblica in Italia), ha scritto il suo punto di vista. Fossero tutti vegani sparirebbero tradizioni meravigliose. Ma la "dieta vegana" (l'identità vegana non esiste, esiste solo nell'immaginazione di chi si sente parte di un gruppo e vede gli altri come un nemico), ha innegabili benifici per chi la segue e per l'ambiente. Punto. Anche usare meno la macchina ha innegabili benefici, ma detto ciò nessuno si mette a rompere i coglioni. Perchè quando si tocca l'alimentazione ci sentiamo tutti stimolati nella sfera emotiva?

    7. Grippato 11 ottobre 2016

      Ma certo.
      Ma perchè ogni volta che quando un vegano scrive il suo punto di vista, puntualmente vuole imporre subdolamente la sua dieta al resto del mondo?
      Con argomentazioni così falsamente buoniste?
      Credete davvero che un panzone divora hamburger, possa diventare vegano o almeno mangiare meno carne con argomentazioni come quelle del monsieur del Guardian?

      Nessuno si mette a rompere i coglioni con la macchina?
      Ma scherzi vero?
      Catalitiche, euro 1-2-3-4-5-6-n, la panzana dei diesel ecologici, e ora la panzana delle emissioni-zero?
      Stesse argomentazioni, stessi risultati:
      Zero.

    8. stefano passa 11 ottobre 2016

      ma chi lo dice che una dieta vegana è migliore di una onnivora???
      e chi lo dice che una dieta vegana migliora l'ambiente??

    9. Roberto Giuffrè 12 ottobre 2016

      40 anni di studi e ricerche di scienze della nutrizione, screening sulla popolazione e statistiche sulle malattie del metabolismo dicono che una dieta vegana è migliore per la salute.
      Riguardo alla questione ambientale non mi pronuncio, ma di sicuro trovo un'ingiustizia il fatto che 10kg di cereali potrebbero sfamare una famiglia per una settimana, ma se dati da mangiare ad un animale producono solo 100gr di carne.
      È per questo che se tutta la popolazione del pianeta fosse prevalentemente onnivora e carnivora le terre coltivabili usate per dare da mangiare al bestiame non basterebbero per più di 3 miliardi di persone.

    10. stefano passa 12 ottobre 2016

      prima di tutto nessuno studio SERIO afferma che la dieta vegana è migliore, perchè se da un lato diminuisce l'incidenza di alcune patologie, dall'altra ne aumenta l'incidenza di altre,
      per quanto riguarda l'ambiente e la nutrizione in generale, ti risulta che ci sia carenza di cibo nel mondo???
      ora nessuno dice che è un bene mangiare tutti i giorni una bistecca od un pollo, ma da questo abolire totalmente la carne, pesce, e derivati animali ce ne passa..

    11. Roberto Giuffrè 12 ottobre 2016

      E chi li definisce gli studi seri?
      Ma soprattutto quale incidenza di altre patologie aumenterebbe?
      In America c'è la ADA, in Italia la SSNV, sono società scientifiche quindi composte solo da accademici, medici e ricercatori.
      E loro hanno sancito che:

      "È posizione dell'American Dietetic Association che le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti."

      Se lei pensa di saperne più dei 70.000 membri della ADA, vada da loro o dalla SSNV a dire che si sono sbagliati.

    12. stefano passa 12 ottobre 2016

      roba vecchia... buona lettura.... da notare che sono studi su popolazioni anglosassoni dove l'assunzione di carne è molto ma molto maggiore di noi mediterranei

    13. Roberto Giuffrè 12 ottobre 2016

      No, in Italia ci sono le ricerche della SSNV che hanno confermato la posizione americana.
      In Italia c'è il prof. Pinelli che ha +150 pubblicazioni scientifiche su questi argomenti.
      E pure gli altri membri.
      Poi ci sono Veronesi e Berrino che sono della medesima idea.
      A me bastano per avere garantita la conoscenza sufficiente ad una vita sana con alimentazione vegana.

    14. stefano passa 12 ottobre 2016

      quello è uno studio su anglosassoni un italiano mangia in media 78 kg l'anno un americano 120.... fai te...

    15. Apollonio 13 ottobre 2016

      Signor Giuffrè i suoi interventi da Saccente hanno stancato...!

      è un Talebano e dovrebbe essere bannato perché è PERNICIOSO
      oltre che Fanatico.

      Lei è un talebano del Veganesimo spaccia falsità a iosa e pensa di avere verità in tasca dando del falso a tutto quello che la contraddice scientificamente.. !

      dovrebbe essere bannato lei è PERICOLO
      i suoi interventi da Saccente hanno stancato...!

    16. Apollonio 13 ottobre 2016

      Certo certo.. Si Si ha ragione..!
      aspettiamo lei ha certificare la verità ..!

    17. Roberto Giuffrè 14 ottobre 2016

      Succede sempre così che gente ignorante dia del saccente a chi invece la letteratura sull'argomento se l'è studiata.
      Basta prendere il libro ufficiale della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, che conta migliaia di membri accademici, medici e ricercatori, che contiene dentro ogni dettaglio sui cibi, i loro nutrienti, e i riferimenti bibliografici alla letteratura scientifica che spiega come e perché facciano male o bene.
      Quando leggi la letteratura scientifica ufficiale una delle prime cose che succede è che ti accorgi quando qualcuno dice cazzate sia in TV che nei blog e forum.

    1. ga950 11 ottobre 2016

      Il sig. Simon Fairlie che uso ne fa della canapa che produce? Forse la fuma?

    2. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Mah, sarà biologica?

    1. nicolass 11 ottobre 2016

      il consumo di carne ha ucciso più persone di tutte le guerre da quando sono state inventate fino ad oggi... altra triste verità.

    2. stefano passa 11 ottobre 2016

      veramente è stata l'introduzione delle farine raffinate.... altro che arni

    1. poisonedtooth 11 ottobre 2016

      "Il vero esame morale dell'umanità, l'esame fondamentale (posto così in
      profondità da sfuggire al nostro sguardo) è il suo rapporto con coloro
      che sono alla sua mercé: gli animali.
      E qui sta il fondamentale fallimento dell'uomo, tanto fondamentale che da esso derivano tutti gli altri" [cit.]

      Purtroppo, ma anche un po' per fortuna, e a dispetto di tutti coloro che in questi tempi bui si affannano (come Monbiot) a cercare le più utopiche soluzioni a tutti i mali del Mondo, c'è un Popolo di valorosi che sta cercando, nemmeno troppo nascostamente, di risolverli Tutti (i mali) in un sol colpo (con una speciale tecnologia nucleare di loro invenzione): dal sovrappopolamento alla scarsità di risorse, dal Capitalismo in cancrena all'iniqua distribuzione della ricchezza.
      Ebbene questo Popolo, che è anche il primo popolo fieramente obeso della storia umana conosciuta, non avrebbe mai trovato la forza e la volontà di esistere in un perenne stato di guerra, praticamente dalla loro nascita ad oggi, senza il fondamentale apporto di una dieta equilibratamente basata sul consumo quotidiano di hamburgers, bistecche e hot-dogs.
      Difficile non mettere in correlazione la propensione alla belligeranza di questo popolo, con la corretta alimentazione merdariana basata sul consumo di sangue che contraddistingue la loro cultura.
      Altro che quei finocchi-pacifisti-buddisto-vegetariani! Un Uomo vero, per essere veramente vero, deve sempre avere un hamburger in una mano e la pistola nell'altra. Come John Wayne.
      Ciao a tutti, evitate il karma se potete, e alla prossima portata.

    1. nadia 11 ottobre 2016

      Sicuramente l'eccesso di carne e latticini può creare seri problemi di salute,e sostituirli nella dieta con altri prodotti può risolvere patologie anche molto gravi.Questo l'ho sperimentato sulla mia pelle ,altrettanto certo è che prima di cambiare dieta bisogna informarsi sul valore nutritivo degli alimenti e le giuste combinazioni,vedi gli antichi risi e bisi etc.Anche mangiare subito tutto integrale può creare irritazioni al colon.In generale integratori fra cui di vitamine B sono utili a tutti perchè la dieta odierna ,carne o non carne è povera di nutrienti e ricca di tossine.Attenzione però a non prendere ferro e calcio insieme perchè non sono compatibili e non si assorbono.Purtroppo da quando sono iniziate le irrorazioni massicce di scie chimiche il biologico è teorico e vanno LAVATI BENE tutti i cibi dell'orto.Penso che scelte di base sane con un margine di flessibilità sia un buon modo di mangiare e di vivere...BUON APPETITO!

    1. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Oltre le opposte tifoserie, è lo stile di vita contemporaneo che ci mette tutti in pericolo. La dieta può aiutare alcuni. Ma tutti dobbiamo fare attenzione all'alimentazione, e compiere scelte coraggiose. Se mangiamo carne, compriamola solo dai piccoli allevatori. Se mangiamo formaggio, compriamolo solo da chi lo produce in proprio. Se seguiamo una dieta vegana, mangiamo vegetali biologici e di qualità, coltivati in zona. E gli integratori di B12 servono a tutti, vegani o onnivori. Siamo tutti pieni di glifosato, e aggrediti dall'inquinamento elettromagnetico. Bisogna evitare il cibo industriale a tutti i costi. Se poi vogliamo della carne, muoviamo le chiappe e andiamo al mercato della coldiretti dal piccolo produttore. Se no, vegani o meno, siamo complici del sistema e di chi ci avvelena.

    2. ga950 11 ottobre 2016

      "Bisogna evitare il cibo industriale a tutti i costi. " Cosa che condivido con tutte le mie "fibre" come mi pare sostenga anche GioCo.

    1. rossland 11 ottobre 2016

      Non so se le mie scelte alimentari salveranno l'ambiente, so per certo che salvano la mia salute. E tanto mi basta.
      Senza essere talebana, mi nutro da sempre con un'alimentazione vegetale all'80%. E ogni volta che, per compiacere qualche amico, la "socializzazione" o la gola, ho inserito nella mia dieta per più di una volta ogni tanto (per ogni tanto intendo 2/3 volte l'anno per alcuni ali menti, e una volta al mese per altri), ne ho pagate le disastrose conseguenze in termini di malesseri di varia natura.
      Non solo evito per quanto mi è possibile di mangiare carne, ma evito pure di mangiare pasta e farine: hanno sul mio organismo un effetto malefico che scatena stati infiammatori così sgradevoli da farmi evitare come la peste questi alimenti.
      Senza essere talebana, dicevo, misurando con equilibrio ciò che mangio senza penalizzare eccessivamente i piaceri della gola: non è l'uovo sodo ogni tanto a disturbarmi, così come mangiare di tanto in tanto un dolcetto (che contiene farina, uova, burro, ecc) so che anche la testa vuole i suoi piaceri.
      Forse basterebbe provare su di sé i benefici di una dieta senza carne animale e con una forte limitazione delle farine bianche, per capire che chi accusa i vegan-vegetariani di fare crociate non si accorge di farlo solo per difendere la propria intossicazione, i propri fegati malandati, i propri colesteroli alle stelle o la propria ciccia addominale senza la quale non sa riconoscersi più...

    1. GioCo 11 ottobre 2016

      Praticamente aderisco all'idea, anche se vegano non è vegetariano, ma un modo per intendere la dieta vegetariana (più restrittivamente). Per quanto mi riguarda non mi faccio mancare niente, ma di certo prediligo la dieta vegetale e confermo tutto quello che c'è scritto, come decine di amici e conoscenti che registrano una drastica perdita di peso e varie infezioni virali "stagionali" dell'apparato respiratorio seguito in generale da un miglioramento della risposta immunitaria direttamente corrispondente alla limitazione del consumo di latte e derivati del latte.
      Se sia o meno placebo non lo so e mi importa poco, mi importa stare bene e noto che tutte le polemiche circa le diete in effetti toccano di rado bevante dolci e gassate, le merendine, i biscotti, le conserve (compresi i salumi) e tante altre prelibate pietanze che in effetti sappiamo perfettamente avere un tasso di nocività molto più alto delle zucchine o dei pomodori freschi. Senza contare che essendo prodotti industriali facenti parte di filiere produttive producono indirettamente un sacco di inquinamento.

      Ma l'uomo medio pur di indulgere farà tutto quello che è in suo potere per giustificare il suo indulgere per ciò mi limito a osservare che per me certi cibi non sono gradevoli e lascio ad altri il compito di mangiare il rimanente.

    2. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      la mia artrite reumatoide è migliorata eliminata la carne, ma i vantaggi maggiori sono avvenuti a 5 mesi dall'eliminazione di ogni fonte di caseina, la proteina del latte!
      Sento solo di gente che sta meglio contrariamente agli articoli strumentalizzati quando un bambino vegano viene denutrito, si punta il dito sulla dieta, non sui genitori che non gli davano abbastanza.

    3. Unaltrouniverso 11 ottobre 2016

      E lo yogurt?

    4. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Raramente, anche la ricotta perché la caseina è stata trasformata nel primo dagli enzimi, e non è presente nella ricotta.

    5. ga950 11 ottobre 2016

      Nei suoi confronti mi sento sfortunato! Non sono mai guarito da niente. Sono nato sano e continuo ad esserlo, peccato!

    6. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Vero, anche a me all'inizio. Poi o è passato o mi ci sono abituato :) comunque quasi mai raffreddori, se vengono durano mezza giornata. Antibiotici non ne prendo da anni. Boh, quando ero onnivoro stavo molto peggio. Tonsilliti a iosa, ecc. Forse è un caso, forse no. Certo è che ne sono contento :)

    7. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      A me ormai fa impressione nutrirmi di secrezioni di ghiandola mammaria di bovino, in qualsiasi forma esse siano. Le evito e basta.

    1. nicolass 11 ottobre 2016

      la carne è buona solo per ingrassare i macellai e i gestori dei macelli.. okkio

    1. Unaltrouniverso 11 ottobre 2016

      La carne ci vuole nella dieta, basta osservare la natura. Le scimmie mangiano foglie tutto il giorno, poi all'improvviso organizzano una bella battuta di caccia alla scimmietta, quella tipo Remì, e se la pappano. Un paio di bistecchette al mese, anche tre o quattro é il corpo che le vuole. D'accordo ad abolire gli allevamenti intensivi in tutto il mondo, d'accordo sul discorso dell'impatto ambientale, ma per favore evitiamo di cadere nell'eccesso opposto con questo veganismo, parente prossimo al femminicidio, all'adozione gay e a tante boiate moderne.

    2. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Falso, sempre falso. Sono abitudini.
      Il mio corpo dopo 5 anni da vegano non chiede assolutamente carne. Anzi mi da il voltastomaco, e ci sto male se la mangio.
      I peptidi della carne reagiscono coi ricettori oppioidi del cervello e danno assuefazione.
      Quindi quel "è il corpo che lo vuole" descrive in realtà un problema di dipendenza da quel meccanismo.
      Tutti studi scientifici degli ultimi 40 anni, nero su bianco e possiamo parlarne quanto ne vuole.
      Come la tossicodipendenza da glicotossine della cottura e da idrocarburi policiclici aromatici che si sviluppano nella cottura arrosto della carne.
      Sono tutte dipendenze.
      Einstein era Vegano, la Margherita Hack. E anche Carl Lewis vegano, ha dichiarato che le medaglie e i record sono del suo periodo crudista fruttariano.

    3. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Che il veganesimo sia anche un'ulteriore elemento anti-tradizionale non c'è dubbio. Ma c'è anche molto poco di tradizionale nell'industria dell'alimentazione. Basta non diventare talebani. Io a dieta vegana da molti anni sto benissimo, come mia moglie. Magari a qualcun altro farà male. Che ognuno mangi ciò che vuole. Nessuno nasce vegano, siamo tutti stati carnivori prima. La boria e il senso di superiorità di molti vegani a volte mi fa vergognare di dire che sono anche io a dieta. Così come la boria di chi vuole convincere il prossimo che la carne è essenziale. Probabilmente per qualcuno lo è e per qualcun altro non lo è. Pace e buon appetito.

    4. Unaltrouniverso 11 ottobre 2016

      Carl Lewis si dopava anche, anche se non l'hanno mai beccato.

    5. Enrico S. 11 ottobre 2016

      Scusi, cosa c'entra se Einstein era Vegano?
      Se per questo Hitler non mangiava carne.
      Guardi che non sono argomenti validi, aldilà di un intento propagandistico fine a sé stesso.

    6. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Si dopava, ma non l'hanno mai beccato. E se non l'hanno mai beccato lei come fa a saperlo se si dopava?

    7. ga950 11 ottobre 2016

      Soffro di boria.

    1. nicolass 11 ottobre 2016

      per chi volesse approfondire i costi ambientali e sociali del consumo di carne consiglio questo video
      Dossier carne
      https://www.youtube.com/watch?v=Dt_275rGPeY

    1. nicolass 11 ottobre 2016

      anche questo video è molto bello e lo consiglio a tutti
      Cowspiracy
      https://www.youtube.com/watch?v=7p0Vs_4VDsY

    1. Bugiardo1975 11 ottobre 2016

      A me sto veganismo m par na strunzata. Anche le scimmie vanno a caccia di carne di tanto in tanto. L'uomo ne ha bisogno. Poca, molto poca, ma ci vuole.

    2. Roberto Giuffrè 11 ottobre 2016

      Sempre tutto smentito dalle società scientifiche di nutrizione in oltre 40 anni di studi.
      Falso tutto, dal calcio del latte e latticini alla Vit. B12 che si troverebbe solo negli alimenti di origine animale.

    3. Filippo Gregoretti 11 ottobre 2016

      Ma che ognuno mangi quello che vuole senza rompersi i coglioni a vicenda. Basta.

    1. Nicolass 11 ottobre 2016

      Per chi volesse approfondire i costi sociali e ambientali del consumo di carne consiglio questo video..
      Dossier carne
      https://www.youtube.com/watch?v=Dt_275rGPeY

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