Vannacci e il ciclo del catalizzatore: come il sistema produce i suoi oppositori

Piazze strapiene, ragazzi di sedici anni in fila, reti territoriali ex-pandemia riconvertite in sezioni locali. Il Vannaccismo funziona perché il sistema ha bisogno che funzioni: è sempre stato così, e il curriculum del generale lo dimostra con precisione quasi didattica.

Vannacci e il ciclo del catalizzatore: come il sistema produce i suoi oppositori
Roberto Vannacci

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Ogni sistema politico che attraversa una crisi di legittimità produce, con la puntualità di un meccanismo industriale, la figura che chiameremo catalizzatore: qualcuno che raccoglie la diffidenza accumulata, la canalizza in energia elettorale, e la restituisce al sistema in forma utilizzabile. Il Vannaccismo — il fenomeno politico costruito attorno alla figura del generale Roberto Vannacci, europarlamentare, fondatore di Futuro Nazionale, uomo con la divisa giusta al momento giusto — è l'edizione italiana 2026 di un copione che si replica da decenni con variazioni cosmetiche e struttura invariata.

Capire perché funziona, su chi funziona e soprattutto a cosa serve richiede di guardare il fenomeno dal lato che i suoi sostenitori non guardano mai: quello del curriculum.

Pierre Poujade radunava i piccoli commercianti francesi contro le tasse e la modernità nell’immediato dopoguerra; Jean-Marie Le Pen raccoglieva i reduci e i nostalgici dal 1972 in poi; Umberto Bossi mobilitava il Nord produttivo contro Roma ladrona; Beppe Grillo convocava i delusi di tutti i partiti nella piazza digitale del Vaffa. Ciascuno di questi personaggi ha intercettato una crisi reale, ha dato voce a una frustrazione legittima, e ha consegnato il proprio elettorato — esaurite le promesse, metabolizzate le contraddizioni — a una gestione del potere sostanzialmente identica a quella che diceva di combattere. Il Movimento 5 Stelle ha governato con la Lega, poi con il PD, poi con Draghi: la parabola vale come manuale.

Vannacci occupa lo stesso slot funzionale con un valore aggiunto che i predecessori non avevano nella stessa misura: la divisa. Trent’anni di carriera nelle forze speciali, il comando del Col Moschin, la Brigata Folgore, la Task Force 45 in Afghanistan, il contingente italiano in Iraq. La divisa trasforma l’opinionismo da bar in analisi strategica, il risentimento in disciplina, la chiacchiera in ordine del giorno. È un moltiplicatore semiotico potente, e il mercato editoriale italiano lo ha dimostrato con la consueta brutalità dei numeri: centinaia di migliaia di copie per un libro autoprodotto su Youcanprint — un servizio di self-publishing con stampa su richiesta, formato industriale alla portata di chiunque abbia un testo e una rete — venduto per la stessa ragione per cui vendono i calendari del papa: non per il contenuto, ma per il simbolo sulla copertina.

Il mondo al contrario non contiene nulla di strutturalmente antisistema. I bersagli scelti — omosessuali, immigrati, femministe, ambientalisti — sono tutti laterali: antagonisti orizzontali, mai verticali. Il padrone resta esattamente dove si trova; ad essere indicato come problema è il vicino di casa con le idee sbagliate. Questo è il meccanismo classico dello scontro orizzontale: tenere gli ultimi impegnati a combattersi tra loro mentre i primi amministrano indisturbati. Il fatto che il testo sia scritto con una certa competenza retorica — Vannacci non è uno sprovveduto, ha tre lauree e parla sei lingue — non modifica la funzione; semmai la rende più efficace, perché la fa sembrare argomento invece che riflesso condizionato.

La presa sui giovanissimi si spiega proprio qui. Una generazione che non ha memoria dei tradimenti precedenti — non ha cicatrici dei 5 Stelle al governo, non ha vissuto la Lega di lotta trasformata in Lega di governo, non ha visto Bossi inciampare nelle note spese del figlio — incontra per la prima volta un’offerta politica che sembra meno ipocrita delle altre perché non ha ancora avuto il tempo di dimostrare di esserlo ugualmente. La novità è sempre credibile finché è nuova. I sondaggi di maggio 2026 collocano Futuro Nazionale tra il quattro e il cinque per cento, con flussi che provengono quasi interamente dalla Lega in caduta libera; ma comizi e conferenze raccontano qualcosa di più interessante dei sondaggi: ragazze e ragazzi che vengono da soli o a gruppetti, affascinati dalla divisa, dalla certezza, dalla promessa di un ordine comprensibile in un mondo che non lo è.

Il catalizzatore non minaccia il sistema: lo serve. Raccoglie la diffidenza, la neutralizza in voto, e riconsegna l’elettorato disilluso al ciclo successivo, pronto per il prossimo round.

Il dettaglio biografico più rivelatore del fenomeno Vannacci è anche il meno discusso. Somalia, Ruanda, Afghanistan, Iraq, Kosovo, Libia: non c’è una sola missione nel curriculum del generale che esuli dal perimetro NATO. Per trent’anni, Vannacci ha eseguito con distinzione l’agenda militare dell’atlantismo: ha comandato reparti d’élite nelle guerre del blocco occidentale, ha ricoperto il ruolo di capo di stato maggiore delle Forze speciali NATO in Afghanistan, ed è stato decorato con la Bronze Star Medal dall’esercito americano per il suo contributo alla campagna contro l’ISIS in Iraq. La Bronze Star è una medaglia militare statunitense: la porta sul petto il critico dell’ordine globale.

Poi, dal dicembre 2020, addetto militare dell’ambasciata italiana a Mosca — ruolo istituzionale, governativo, tutt’altro che dissidente, che alimenta però la narrazione filorussa di cui il suo elettorato ha bisogno. Il meccanismo è elegante: la carriera al servizio dell’atlantismo fornisce credenziali di competenza; la permanenza a Mosca fornisce credenziali di autonomia. Entrambe le cose sono vere sul piano biografico; nessuna delle due è ciò che sembra sul piano politico.

La critica all’Unione Europea, cavallo di battaglia fisso dei comizi, si ferma sempre un passo prima della soglia pericolosa: quella in cui si dovrebbe nominare il soggetto che l’Unione Europea l’ha costruita, finanziata e usata come strumento di contenimento dei paesi membri. Dire che l’UE non funziona è facile, applauditissimo e innocuo; dire che è una costruzione funzionale agli interessi americani è un’altra conversazione, che il generale decorato con la Bronze Star non ha mai avuto voglia di aprire.

C’è un test empirico semplice per distinguere un’opposizione reale da un’opposizione funzionale nel sistema politico occidentale: la posizione su Israele. Ogni forza politica che supera una certa soglia di scala e visibilità — che entra cioè nel circuito della legittimità mediatica e finanziaria — finisce per baciare quel muro. L’AfD tedesca, Marine Le Pen nella versione presentabile, Viktor Orbán quando tratta con Washington: il copione non cambia. Vannacci non fa eccezione; dai suoi comizi non emergono prese di posizione nette nei confronti di Israele, nonostante il doppio standard sulla Russia sia uno degli argomenti più frequentati. La coerenza si ferma esattamente dove conviene che si fermi.

Questo è il prezzo di accesso alla legittimità, e chi lo paga lo paga consapevolmente o per calcolo istintivo sviluppato in trent’anni di carriera in strutture che quel prezzo lo conoscono bene. La posizione su Israele è una firma sul contratto.

Futuro Nazionale è stato costruito, per dichiarazione esplicita del suo fondatore, come partito a comando verticale: chi entra deve aderire totalmente, il leader decide e gli altri si conformano, perché — dice Vannacci — quando decidono tutti non decide nessuno. La grammatica dell’autoritarismo viene presentata come efficienza organizzativa; la sottomissione come coerenza; la mancanza di struttura democratica interna come virtù strategica. È esattamente il modello che, applicato allo Stato invece che a un partito, si chiama con un altro nome.

La rete territoriale che sostiene questa struttura proviene in larga parte dai gruppi autorganizzati durante la pandemia: comitati locali, circoli informali, reti di resistenza civica che per anni hanno costruito capitale sociale e poi lo hanno consegnato al primo contenitore politico disponibile con l’estetica giusta. Il meccanismo è lo stesso dei 5 Stelle tra il 2008 e il 2012, con una variante strutturale importante: allora la rete nacque spontaneamente e fu occupata successivamente; qui l’occupazione è stata preventiva, più rapida, più consapevole da parte di chi la gestisce.

Ma a cosa serve, e a chi, il Vannaccismo? Serve evidentemente a raccogliere la diffidenza verso il sistema politico tradizionale prima che si trasformi in qualcosa di più difficile da gestire. Serve a canalizzare la rabbia dei giovani che non votano — o che votano per la prima volta — dentro un contenitore che ha l’estetica della rottura e la sostanza della continuità. Serve a tenere la critica all’UE separata dalla critica all’ordine atlantico che l’ha prodotta. Serve a preparare un elettorato al militarismo — alla sua naturalizzazione, alla sua desiderabilità estetica — in un momento in cui la pressione verso la spesa militare e la retorica del fronte si intensificano su tutta l’Europa.

Quest’ultimo punto merita attenzione. La retorica del generale — il pugno di ferro, la disciplina, la catena di comando, il sacrificio come valore — non è un elemento folkloristico del personaggio: è la sua funzione prospettica più precisa. Quando il sistema avrà bisogno di mandare qualcuno al fronte, avrà bisogno di qualcuno che lo abbia già reso desiderabile. In ciò la divisa è il messaggio.

Il sistema, in sintesi, non teme il Vannaccismo. Lo ha già inserito nel ciclo, lo sta guardando crescere con la tranquillità di chi conosce il copione, e aspetta il momento in cui il catalizzatore avrà esaurito la sua funzione di raccolta per passare a quella di consegna. È sempre andata così. La sala strapiena, i ragazzi di sedici anni, le sezioni locali ex-pandemia: tutto materiale già visto, già usato, già restituito. Il ciclo non si è mai interrotto.

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05.2026

FONTI

Wikipedia, “Roberto Vannacci” — it.wikipedia.org Virgilio Notizie, “Chi è il generale Roberto Vannacci: carriera militare”, agosto 2023 — virgilio.it Il Messaggero, “Vannacci, chi è l’ex generale: la vita, la carriera militare e politica”, febbraio 2026 — ilmessaggero.it Col Moschin, “Ambasciata Mosca: Gen. Vannacci è il nuovo Addetto Militare”, febbraio 2021 — colmoschin.it Ipsos / Corriere della Sera, sondaggio politico, 1 maggio 2026 — ipsos.com L’Unità, “Vannacci costruisce il suo Futuro Nazionale: le regole da monarca assoluto”, maggio 2026 — unita.it Newsroom Italia, “Futuro Nazionale supera i 50 mila iscritti”, maggio 2026 — newsroom24.it MasterX IULM, “Futuro Nazionale nel quadro politico italiano”, aprile 2026 — masterx.iulm.it

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Fonte: https://anotherworld.network/2026/05/vannacci-catalizzatore-ciclo-sistema.html

Commenti (28)

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    1. Martin 30 maggio 2026

      Il problema nr 1 dell' Italia è la Commissione UE. Siamo da decenni il terzo contribuente netto dopo Germania e Francia, e continuiamo dal 2004 a trasferire miliardi di sussidi all' Est Europa (40% del bilancio UE). Paghiamo il 12% delle spese UE, terzi dopo Germania (20%) e Francia (15%), spese che comprendono i miliardi di sussidi per l'agenda green e per l'armamento del dittatore ucraino e la guerra alla Russia.
      Nonostante tale posizione, per farla corta non possiamo andare in deficit e spendere i nostri soldi, grazie al Patto di Stabilità.
      Dal 2004 trasferiamo centinaia di miliardi all' Est Europa, che come ovvio a colpi di giganteschi sussidi gratuiti ha il debito basso e non è quindi sottomesso come noi (che paghiamo per loro) al Patto di Stabilità.

      Per la sinistra, va tutto benissimo con l'UE, mentre a destra, solo la Lega cerca di opporsi a tale deriva. Vannacci sembra decisamente contro l'UE e dal mio punto di vista va sostenuto specie contro Forza Italia, che ha totalmente tradito la politica estera di Berlusconi (pre 2011). Il pericolo purtroppo è che non aggiunga ma tolga voti alla Lega. Salvini purtroppo non ha afferrato che il sovranismo e la lotta all'immigrazione NON possono comprendere alcuna giustificazione della condotta genocida di Israele.

    1. ric 30 maggio 2026

      io aspetterei a giudicarlo . Attendo le sue prese di posizione negli schieramenti internazionali...

    1. akel 29 maggio 2026

      Si può pensare a Vannacci come a una novità nel panorama politico italiano solo ignorando completamente la storia degli ultimi 80 anni.
      La X-mas tanto amata da questo signore ha fornito gli uomini che hanno formato la "banda giuliano" (ancora oggi ufficialmente mafiosa) che nel dopoguerra in sicilia assassinava i carabinieri, colpevoli di essersi schierati col re, iscritti ai sindacati e ai partiti di sinistra e responsabile per la strage di portella delle ginestre. Il suo comandante (eroe del fascismo e della repubblica democratica, chiaro!) ha iniziato a collaborare coi servizi segreti alleati molto prima della resa del fascismo e ha scelto di intregarsi solo al capo dei servizi segreti americani (gesto veramente eroico). Sono ormai pubblici innumeri documenti che mostrano como il comandante della X-mas sia il centro dell'alleanza, in prospettiva anticomunista, tra repubblica democratica italiana, vaticano e mafia siciliana. E solo per non smentire il feroce anticlericalismo degli eroici fascisti è stato sepolto in una chiesa, adesso al lato di un papa. Si dovrebbe anche prestare attenzione a chi era l'uomo forte del vaticano in sicilia nel primo dopoguerra e anche a dove stava nascosta la principessa, intima amica di mussolini, proprietaria delle terre dove attuava la banda giuliano.
      Veramente possiamo aspettarci grandi novità!

    2. Arian Van Heisen 29 maggio 2026

      ma cosa c'entra quel minestrone che hai scritto ? siamo nel 2026..!
      riscrivere la storia a propria discrezione ideologica serve solo a soddisfare il proprio ego non la verità.
      Onore alla X- Mas veri patrioti della 2 W. War

    3. akel 29 maggio 2026

      Lei ha già dimostrato di essere rimasto, quanto a conoscenze della storia italiana del dopoguerra, più o meno alla terza elementare, quindi veramente non merita nessuna attenzione.

    4. Martin 30 maggio 2026

      No guardi, è Lei che ha la classica interpretazione ideologica della storia, che come sempre mischia elementi veritieri con gigantesche falsità e altrettanto gigantesche omissioni. Mi limito solo a quanto segue. Il fascismo sradicò letteralmente la mafia con decine di migliaia di arresti e condanne. Molti mafiosi ripararono negli USA. Le famiglie USA collaborarono attivamente con lo sbarco USA in Sicilia e la mafia riprese praticamente subito il controllo del territorio siciiano. Può magari documentarsi su Lucky Luciano su wikipedia, sia in italiano che in inglese.

    5. akel 30 maggio 2026

      La discussione sarebbe mais interessante se lei si riferisse a quello che io ho scritto e non a quello che sta nella sua fantasia. Dove io affronto il problema delle relazioni tra fascismo e mafia?
      Forse quando parlo di «dell’alleanza, in prospettiva anticomunista, tra repubblica democratica italiana, vaticano e mafia siciliana»?
      E quali sarebbero le gigantesche falsità del mio testo. Si legga con calma i processi di mafia iniziando proprio da quello di viterbo riguardante la banda giuliano e osservi, a proposito delle «novità», per esempio il nome dell'uomo forte del vaticano in sicilia in quegli anni.
      Si legga i processi per terrorismo dove gli uomini della x-mas, tutti rapidamente passati nei servizi segreti della repubblica democratica, sono una presenza costante (a destra e a sinistra) ma mai indagati.
      Quanto alla collaborazione del comandante della x-mas con gli odiati angloamericani e con l'odiato clericalismo potrà trovare varie dichiarazioni dello stesso che le confermano.
      Mi sembra proprio che sia lei che voglia a tutti i costi difendere un'ideologia addirittura si inventando cose che io non ho scritto.

    6. akel 30 maggio 2026

      Vuole un esempio?
      La famosa mini morris parcheggiata in via fani che blocca la macchina di moro era usata nell'occasione da un ex x-mas arruolato nei servizi segreti democratici. E una piccola indagine su questo signore sa dove avrebbe portato? A via Gradoli, lá dove c'era il famoso covo delle br. L'hanno «scoperto» molti anni dopo. e comunque mai investigato: infelisi dichiara letteralmente «figuriamoci se vado a preoccuparmi con le macchine posteggiate!».
      È lei che prefere difendere un'ideologia e ignorare la realtà.

    7. Martin 30 maggio 2026

      Guardi, per me è impossibile discutere con Lei. Mi preme solo che sia chiaro che il Fascimo sradicò la mafia siciliana, ritornata con l'invasione americana con l'attivo sostegno delle famiglie italoamericane USA.
      Poi, se Lei crede che le BR siano state manipolate da servizi stranieri, Lei racconta favole per il gregge. A parte che ho vissuto quegli anni e ne ho conosciuto diversi protagonisti di diversi settori, ci sono stati oltre 4000 arresti, detenzioni e confessioni, e a parte il caso di Frate Girotto nei primi anni 70, non c'e' ancora traccia alcuna di alcun membro di servizi stranieri.
      Solo favole!

    8. omega 30 maggio 2026

      La X nasce prima del fascismo.
      Di Giuliano e della sua fine si sa poco.
      Sicuro è che divenne sempre più disfunzionale dopo la concessione dell'autonomia alla Sicilia e dopo la sconfitta delle sinistre contro De Gasperi nel 1948.

    9. akel 30 maggio 2026

      Lei continua ad inventarsi cose che non scrivo! Che senso ha?
      Sono sicuro che lei non ha vissuto le vicende di quegli anni, al massimo le avrà osservate da fuori, altrimenti dovrebbe sapere che una parte della sinistra rivoluzionaria amava raccontare di «cavalcare la tigre», dichiarava non aver nessun problema con sponsorizzazioni non molto chiare: raccontavano del treno di Lenin…
      Qunindi che senso ha chiedersi se “le BR siano state manipolate da servizi stranieri”?
      E comunque in vi fani c’erano solo due macchine posteggiate. Tutte due in uso a funzionari del servizio segreto (uno ex x-mas) e tutti e due legati direttamente all’edificio di via gradoli dove c’era il covo delle br.
      Non c’è mai stata nessuna indagine in questi quasi 50 anni a rispetto di questo. Sono solo coincidenze vero?
      Guardi che le racconto solo dei fatti che se volesse potrebbe verificare.

    1. omega 29 maggio 2026

      E allora?
      Per intanto, Vannacci è funzionale a raccogliere i voti dei delusi di destra e di altri schieramenti, e quindi può far vincere sia la destra che la sinistra a seconda della sua collocazione.
      Sul discorso dell'attacco orizzontale o verticale avrei dei dubbi.
      Certe elite apolidi globaliste propongono soluzioni che Vannacci combatte e anche certi potentati nostrani lo fanno.

    2. Arian Van Heisen 29 maggio 2026

      funzionale a chi ? non è ancora detto che si coalizzi e dipenderà dalla legge elettorale oltre che dal programma che presenterà alle elezioni

    3. omega 30 maggio 2026

      Comunque rimane funzionale, volente o nolente, perchè in grado di far perdere uno dei 2 schieramenti principali.

    1. oriundo2006 29 maggio 2026

      Sapete cosa vi dico: utilizziamolo come tale. Cos'ì com'è. Servirà ? Chi lo sa. Se devo dirla tutta, la posizione di Vannacci la seguo con interesse ma, e qui la cosa si fa pesantemente delicata ( ossimoro voluto ! ), la sua linea di politica interna è debole perchè poi sempre al traino della dx 'ufficiale' di governo, assai cialtrona, quella economica minima, quella di costume invece forte ma quella di politica internazionale, come altri ha detto, assolutamente 'embedded' proprio sul punto nevralgico: Gaza, la Palestina, Hamas. Qui non mi piace...ma chi sà capisce il perchè.
      Insomma, ci è o ci fa ? Propendo per la seconda. Forse c'è sempre qualcosa di buono in un 'nuovo' che emerge. Forse. Seguiamone le mosse anche perchè di innovativo c'è poco adesso in Italia. dei vecchi giocatori di poker incalliti che si trovano al primo piano del saloon per spartirsi meglio che possono il bottino.
      Ah, un'ultima idea: è ricattabile ? Se lo sarà e come lo sarà ci farà capire di più.
      Una cosa la reputo veramente importante e premiante: ha introdotto nell'agone politico sia qui che a Bruxelles un elemento finora in subordine. La razionalità. Il discorso serio. E non è poco. Anzi, tantissimo.

    2. omega 29 maggio 2026

      Il fatto che non segua la canea sull'antisionismo posticcio me lo fa apprezzare un pochetto. Diffido molto di più dell'ebraismo apolide e globalista che del sionismo nazionalista, ammesso (e non concesso) che non siano 2 facce della stessa medaglia.

    3. ric 30 maggio 2026

      molto verosimile...sovente inventarsi un nemico e' propedeutico a sporchi e indicibili scopi...

    1. Arian Van Heisen 29 maggio 2026

      Mah--! questo articolo appare pi+ una propaganda surrettizia piuttosto che una critica oggettiva, ora l' unica prova empirica che determina la coerenza del Generale Vannacci, stà nel fatto che non ha votato i provvedimenti e i finanziamenti a favore dell Ucraina dimettendosi da Vice Pres della Lega e questo non si puo dire sia un comportamento da BRONZE STAR per il resto aspettiamo il programma ed i candidati per giudicare.
      Certo per anotherword network una volta preso i voti:Fratoianni la shlein e il campo stretto non andranno dalle chippah a new york per accreditarsi le consegne del deep State .

    1. Martin 29 maggio 2026

      Ma certo! Il sistema invece teme la Schlein, i 5 Stalle e Fratoianni, quindi possiamo stare tranquilli, come no! Ancora grazie!

    2. ric 29 maggio 2026

      il sistema teme per nulla la Schlein e CS. Sono esattamene pedine del sistema per dare una parvenza di cambiamento affinche' il potere sia sempre nelle stesse mani..Nessuno impedisce agli Elkann di essere proprietari nel ombra di altre squadre . l' importante e' che gli stadi siano sempre pieni di cogl...i pronti a scannarsi e a restare divisi...

    1. AlbertoConti 29 maggio 2026

      "quando decidono tutti non decide nessuno"
      E' esattamente l'opposto del messaggio originario di Beppe Grillo : uno vale uno, e vai con la "democrazia diretta".
      Anche un generale in divisa è l'opposto di un buffone genovese.
      Con questa ricetta, degli opposti idiotismi, il sistema cerca di sopravvivere all'autodissolvimento, causato principalmente dal cappio USA-Israel che ci soffoca da almeno 80 anni. Principallmente ma non solo, mai dimenticare la "democrazia" imposta dai padroni universali: non avrai più niente e sarai felice (e intanto immigrazione selvaggia, "cultura" LGBT..., ecc. ecc.)
      Insomma siamo messi bene, tra un "cupio dissolvi" indotto da un consumismo vizioso, fine a se stesso, e la propaganda di morte finto-ecologista e vero-stragista guerrafondaia, da fine-di-mondo.
      Ma è proprio quando il gioco si fa duro che la buona coscienza emerge in tutta la sua forza esistenziale. Almeno si spera, di solito è così.

    1. alduccio 29 maggio 2026

      Tutto vero, tutto giusto. Vannacci non tirerà fuori né l'Italia né l'Europa dal suo gorgo, ma venendo al sodo lo preferisco a Salvini.
      Il seguito alle prossime puntate.

    2. ric 29 maggio 2026

      persino una pantegana e' preferibile al papettaro....

    1. PietroGE 29 maggio 2026

      Anche questo articolo è la replica di quello che dice ormai da decenni sulla società che genera la 'opposizione' organica a se stessa per poi inglobarla e trasformarla in una copia riveduta e corretta di se stessa. Esistono però sviluppi di societò che fanno saltare questa giostra che gira sempre su se stessa. IL primo è il declino ormai impossibile da nascondere sotto il tappeto della società occidentale, declino demografico, economico e forse anche militare. Il secondo è l'immigrazione di massa che sta cambiando il volto delle città europee (e americane) con tensioni sociali che possono esplodere in uno scontro devastante. La prima reazione di un elettorato incapace di analisi con la propria testa è la rabbia e qui il generale è stato furbo e bravo nello stesso tempo a coagulare attorno a se questo sentimento. Manca ovviamente un programma politico che affronti i problemi facendo saltare sia il contesto giuridico globalista e individualista che ha fatto da catalizzatore per il declino, che la gabbia mediatica di supporto e manipolazione. Vannacci è una figura 'di rottura' e basta, non è un leader politico, almeno sino ad ora non lo ha dimostrato. Vedremo in questo anno che ci sapara dalle eelezioni se sarà capace di diventarlo.

    1. uomospeciale 29 maggio 2026

      Infatti nonostante Vannacci piaccia a molti e le sue idee siano in gran parte sensate e condivisibili, sono troppo vecchio per non vedere chiaramente che è soltanto un altro inganno del sistema funzionale a intercettare, incanalare e neutralizzare lo scontento del popolino raccattando voti tra le masse dei delusi, gli arrabbiati e tra quelli che non votano più da decenni.*
      Funzionerà certamente, perché gli italiani sono come bambini, non hanno coscienza del passato, ma solo illusioni e speranze sul futuro.
      D'altra parte chi crede che esista ancora una destra e una sinistra e magari siano pure nemici quando vanno tutti insieme a mangiare negli stessi ristoranti godendo degli stessi privilegi mentre il popolo che li mantiene nel lusso non fa che impoverirsi da 40 anni, che volete che capisca?

      *A proposito io il libro l'ho comprato, e Vannacci l'ho sentito di persona più volte, non giudico senza sapere o per partito preso come fanno tanti altri.

    2. Arian Van Heisen 29 maggio 2026

      pi+ che vedere, lei uomospeciale stà facendo un processo alle intenzioni con dei pregiudizi.

    3. uomospeciale 29 maggio 2026

      Meglio essere prevenuti che continuamente fregati.
      Quanto al pregiudizio, non criticarlo:
      Sopratutto quando nasce dall'esperienza e dalla conoscenza, è un meccanismo fondamentale che ha permesso alla nostra specie di evitare pericoli e fregature.
      Insomma di evolversi restando in vita.

    4. Arian Van Heisen 29 maggio 2026

      il pregiudizio è l atteggiamento negativo che si forma prima di conoscere i fatti o la persona , prevenuto è lo stato d animo della persona che si forma a causa di quel pregiudizio si mostra ostile diffidente o maldisposta

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