Valery Korovin e "LA FINE DELL'EUROPA": "L'élite UE è un gruppo di folli, la Russia vi salverà"

Intervista esclusiva di CDC al Direttore del Centro di analisi geopolitiche di Mosca sul declino del Vecchio Continente e all'analista Eliseo Bertolasi: “L’Italia è un Paese a sovranità limitata, dove ogni scelta politica è subordinata agli ordini di Bruxelles e Washington, non mi aspetto nulla di più”.

LA FINE DELL'EUROPA
LA FINE DELL'EUROPA

Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

È proprio vero che all'assurdo non c'è mai fine in questo Paese: a quanto pare, lunedì prossimo 11 dicembre presso il Senato della Repubblica, andrà in scena un convegno intitolato “I vantaggi di un mondo post-Russia”, su iniziativa dal Sen. Giuliomaria Terzi di Sant'Agata, oggi del partito di maggioranza relativa Fratelli d'Italia, Presidente della Commissione Politiche UE di Palazzo Madama, nel 2011 Ministro degli Esteri del governo tecnocratico presieduto da Mario Monti, nonché già Ambasciatore in Usa e Israele (1).

convegno “I vantaggi di un mondo post-Russia”

Quindi, sempre a quanto pare, l'Italia avrebbe dei vantaggi se la Russia andasse in pezzi, come vogliono da tempo immemore gli angloamericani. E c'è chi, nell'attuale maggioranza di governo sembrerebbe addirittura auspicare non solo un cambio di regime a Mosca, ma addirittura la dissoluzione del gigante eurasiatico, una nazione con cui l'Italia vanta decenni di cooperazione, rapporti economici e culturali importantissimi, nonostante le frequenti crisi geopolitiche.

I vantaggi di un mondo post-Russia”. Quindi ci conviene. E a chi conviene?

Mentre la NATO e gli euroatlantici di casa nostra fanno i conti senza l'oste e, sognano la fine di Putin - quando l'Ucraina è ormai da tempo alle corde - da Mosca, ci avvisano che invece è arrivata proprio “La Fine dell’Europa” (Anteo edizioni. 2023).

Il libro del sociologo Valery Korovin è uscito da poche settimane, ed è stato presentato a Verona e Milano da Eliseo Bertolasi, PhD in antropologia, russista, interprete e traduttore di lingua russa.

Li abbiamo incontrati entrambi, e visto che nelle nostre istituzioni si dibatte e si folleggia sulla fantomatica fine della Russia, siamo noi europei che stiamo davvero affondando in una crisi permanente.

Grazie a Korovin e Bertolasi per aver accettato questa intervista, che contiene la speranza di liberarsi dalle catene e risorgere, nonostante la nostra classe politica in primis, lavori contro di noi.

Correva l’anno 2022, a pochi mesi dall’inizio dell’Operazione Militare Speciale in Ucraina, l’Alto rappresentante per la politica estera UE, il tecnocrate spagnolo Josep Borrell ha definito l’Europa un “giardino”, mentre “La maggior parte del resto del mondo è una giungla, e la giungla potrebbe invadere il giardino”. La platea di Borrell era composta dai cadetti della European Diplomatic Academy, il nuovo centro di formazione comunitario che ha l’obiettivo di creare un corpo diplomatico a pieno titolo dell’Unione Europea. E così concludeva: “Custodite il giardino, siate buoni giardinieri. Ma il vostro compito non sarà quello di prendervi cura del giardino in sé, bensì della giungla là fuori” (2).

Da europei adulti e consapevoli, ci dissociamo dalle parole di Borrell, un tecnocrate non eletto da nessun popolo.

  • Quindi, Dott. Korovin, cosa vorrebbe rispondere a Borrell, come si vive nella “giungla”?

L’affermazione di Borrell è un tipico esempio dell’arroganza europea e, in generale, occidentale. Da questo punto di vista solo l’Occidente è “civiltà”, mentre tutti gli altri sono barbari (coloro che aspirano a diventare Occidente) o selvaggi (coloro che non lo fanno). Questo approccio è descritto in modo abbastanza approfondito nell’opera “The Eurocentric conception of world politics” di John Hobson, dove si analizza l’arroganza europea, che si è sviluppata nel corso dei secoli. Da qui il razzismo europeo, soprattutto anglosassone - la costruzione di una sorta di “gerarchia” di popoli, in cui gli anglosassoni si pongono al vertice e mettono gli altri sotto di loro in ordine - a partire da coloro che sono più simili a loro, fino a coloro che si sforzano di essere simili, ma non ci riescono affatto. Sotto, in un qualche “scantinato”, collocano quei popoli che difendendo la propria identità, cultura e peculiarità di civiltà non si sforzano di diventare Occidente. Il problema dell’Occidente è che nello “scantinato” o nella “giungla”, come dice Borrell, ha collocato la maggioranza dell’umanità – sette miliardi su otto - in tal modo mettendosi in contrasto con tutto il resto, ossia l’umanità non occidentale, attribuendole la categoria di “giungla”. Ma questi non sono tutti i problemi che devono affrontare i razzisti dell’élite occidentale: un altro problema è rappresentato dal fatto che nello stesso Occidente la maggioranza non condivide questa boria razzista e non accetta né i valori occidentali, né l’élite europea, cui lo stesso Borrell fa riferimento. Ne consegue che l’élite europea è minoranza nella minoranza cui appartiene l’Occidente. Ed è così che dovrebbero essere trattati: come un gruppetto di folli che dovrebbero stare in manicomio e non alla leadership dell’Unione Europea, dove l’opinione della maggioranza dei popoli europei nemmeno è rappresentata. Per preservarsi questo gruppetto di folli sta preparando il suo ricambio: un’élite diplomatica, politica e ideologica. Lo fa per sopravvivere, anche Borrell stesso capisce che, in generale, non c’è nessuno che interverrà a loro favore. Nel loro desiderio di trasformare l’intera umanità in un campo di concentramento, dove i tecnocrati europei si considerano sorveglianti, non solo non sono sostenuti dalla maggioranza dell’umanità, ma nemmeno dalla maggioranza sana degli europei – quegli stessi popoli che hanno creato l’Europa per secoli, ma che non si sono accorti della presa del potere su di loro da parte di un gruppo di maniaci ossessionati. A tal riguardo ho scritto molto nel mio libro “La fine dell’Europa”.

[caption id="attachment_197187" align="aligncenter" width="645"]Valery Korovin, sociologo. Valery Korovin, sociologo.[/caption]

  • Dott. Bertolasi, per Borrell, l’Europa è un “giardino” dove “tutto funziona”. Da europeo e da cittadino italiano che vive la sua quotidianità nella realtà, ha ragione Borrell o qualcosa non torna?

Se ci guardiamo intorno, non solo in Italia ma in tutto l’Occidente, è impossibile non osservare un generale collasso sia sul piano dei valori, che sul piano della qualità di vita. Non escludo che Borrell (come i suoi colleghi di alto ruolo dell’Unione Europea) abituato a vivere nella sua “torre d’avorio” fatta di privilegi e di retribuzioni inimmaginabili ai poveri “mortali” possa giudicare un “giardino” l’Europa; si certo per lui lo può essere, è il suo punto di vista, ma non certo per la stragrande maggioranza della popolazione europea. Per capire quanto questa élite viva distante dalla realtà è sufficiente entrare nelle strade delle città europee e ogni giorno affrontare la realtà quotidiana. Si stanno moltiplicando i quartieri e non solo nelle grandi città, dove realmente il temine “giungla”, come dice Borrell, sarebbe in questo caso assolutamente calzante: caos, degrado, sporcizia ovunque, delinquenza, terrore per chi ci vive, servizi pubblici fatiscenti, assenza dello stato.. Le politiche promosse dall’UE, spingono sempre di più i popoli europei verso un futuro duraturo e crescente d’inflazione e carovita, di recessione, precarietà, disoccupazione e povertà.
Facciamo solo un confronto con le condizioni di vita dell’Italia di venti - trent’anni fa! Pare già una realtà distante anni luce: occupazione, decorosi contratti di lavoro, mobilità sociale, servizi funzionanti, pressoché mancanza di microcriminalità.. Tutto sommato, un benessere diffuso che si rifletteva nella vita di tutti i giorni con maggiori possibilità economiche e con un buon tenore di vita.

  • Dott. Bertolasi, per quali ragioni sta presentando il libro di Valery Korovin?

Conosco personalmente Korovin e lo leggo da tempo. Trovo il suo libro “La Fine dell’Europa” estremamente interessante, in quanto tocca questioni assolutamente attuali, a me molto care alla luce dei miei studi in antropologia - parlo delle questioni identitarie. Questioni cruciali che implicano direttamente il destino dell’Europa, quindi anche dell’Italia.

Soprattutto, tali questioni sono affrontate attraverso uno sguardo “dal di fuori”, per l’appunto dalla Russia, su questa Europa che sta cambiando con velocità impressionante nel sua configurazione identitaria. Il riferimento maggiore, certamente, è nei riguardi del grande flusso migratorio che negli ultimi anni sta interessando tutti i paesi europei, i cui effetti sono ormai talmente evidenti da essere oggettivamente sotto gli occhi di tutti. Sulla base del buon senso è inevitabile chiedersi fin dove l’Europa potrà contenere e assorbire al proprio interno tali incessanti ondate migratorie, insomma supporre un limite anche dettato dalle sue risorse sociali ed economiche non illimitate, che già scarseggiano. Si tratta di osservazioni tanto logiche, quanto evidenti, ma pare che in Italia sia tabù parlarne! Ebbene il libro di Korovin rompe questi tabù e affronta queste questioni. Addirittura Korovin si pone una domanda secondo me di grande portata simbolica: “Come e in che cosa noi (russi) possiamo aiutare l’Europa?…Capire l’Europa per salvare l’Europa è il nostro super-compito, alla cui soluzione è dedicato questo libro. Ma, ovviamente, non per salvare un’Europa qualsiasi, non quella attuale in particolare, ma quella che c’era prima e quella che dovrebbe essere”.

  • Dott. Bertolasi, se “La fine dell’Europa” come civiltà, come società, come economia è davvero vicina, che ne sarà dell’Italia?

Se l’Europa imploderà sotto il peso delle sue incongruenze e contraddizioni, sotto il giogo delle sue crescenti sfide interne ed esterne non sarà certamente a causa dell’innata passività del “Bel Paese”. L’Italia è un Paese a sovranità limitata, dove ogni scelta politica è subordinata agli ordini di Bruxelles o di Washington: davanti ai più ardui sacrifici il mantra della politica italiana è sempre lo stesso “ce lo chiede l’Europa”, “ce lo chiede Washington”...Il popolo italiano alla fine ingoia il boccone amaro e si adegua, magari escogitando l’ennesimo ripiego. Dall’Italia non mi aspetto nulla di più. Se l’Europa imploderà, allora l’Italia non farà altro che adeguarsi furbescamente senza né arte né parte in coda al nuovo andazzo.

Il Sommo Poeta nel VI canto del Purgatorio della Divina Commedia nei confronti dell’Italia già allora scriveva: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!”.

[caption id="attachment_197188" align="aligncenter" width="700"]Eliseo Bertolasi, analista e traduttore. Eliseo Bertolasi, analista e traduttore.[/caption]

  • Dott. Bertolasi, immaginando tra utopia e realtà, proviamo a pensare alla “fine dell’Unione Europea”: sarebbe una tragedia o una liberazione?

Io non ho mai nascosto il mio euroscetticismo, quindi per me sarebbe una liberazione. Poter immaginare il mio Paese libero, sovrano, in grado di determinare il suo futuro, in grado di diventare realmente l’erede della cultura millenaria che ha sempre rappresentato, sarebbe veramente una conquista straordinaria.

La Russia, ad esempio, ha amato l’Italia in modo struggente, e continua ad amarla, proprio perché l’Italia ha sempre rappresentato un faro a livello mondiale di arte, di cultura, di bellezza. Pensiamo solo a quanti artisti, musicisti, poeti, letterati russi si sono recati in Italia. Noi italiani non abbiamo forse il diritto di sentirci eredi di questa Italia così stimata e amata nella rappresentazione che i russi, e non solo, hanno del nostro Paese! Di difendere questa cultura e questa reputazione!
Nel suo libro Korovin parla del fenomeno migratorio che sta sconvolgendo la fisionomia dei popoli europei. Io mi chiedo, da italiano innamorato del proprio Paese: i nuovi “italiani” amano e ameranno la cultura italiana? Fino al punto di volerla salvaguardare, conservare, anche onorare? Quale sarà per loro il significato di un Dante Alighieri che ho appena citato, come pure di un Raffaello, di un Beato Angelico, o anche di Verdi, Puccini…? L’elenco di questi illustri personaggi che hanno contribuito a fare “grande” la cultura italiana è illimitato. Ma avere in mano un passaporto italiano e sentirsi italiano sono due concetti distinti che non vanno automaticamente in parallelo. Questa questione è sollevata da Korovin quando nel suo libro scrive:

“Secondo i burocrati europei, gli immigrati appena arrivati spadroneggiando tutti i tipi di contabilità e indennità, dopo aver studiato l’una o l’altra lingua europea e aver trovato un lavoro, ​​si trasformeranno nei tipici cittadini dei vari paesi europei e in coscienziosi contribuenti-consumatori. Ricevuti gli opportuni passaporti, loro diventeranno “francesi”, “tedeschi”, “italiani”, “norvegesi”.. Ed ecco, dal punto di vista legale sono già assolutamente uguali a tutti gli altri europei (con tutti i documenti correttamente preparati e tutte le formalità rispettate). Se una persona ha un passaporto e un visto Schengen è (formalmente) un europeo, tale da non poter essere distinto da un altro europeo, i cui antenati, invece, hanno vissuto per secoli in Europa: in Francia, Germania o Svizzera...Tra di loro non c’è alcuna differenza legale: ecco come la questione è vista dalla macchina legale europea… Ciò che non vedono i funzionari europei che si occupano di documenti è, invece, chiaramente visibile nelle strade europee. È lì che balza agli occhi il fatto che i nuovi arrivati ​​in Europa, persone di altri continenti, rappresentanti di altre razze e civiltà, seppure con in tasca i nuovissimi passaporti europei, certamente, non diventano “francesi” o “tedeschi”.. in senso culturale, storico, psicologico, mentale. Ma rimangono musulmani, africani, arabi, rappresentanti delle loro tribù, cioè portatori proprio di quelle identità collettive che da tempo hanno cessato di esistere nello spazio concettuale europeo. E poiché in quello spazio non esistono, allora dovrebbero comportarsi come europei, caricandone i corrispondenti valori nella loro memoria ripulita (come la vedono i funzionari europei)…”.

In ultima analisi è l’Europa dei Popoli che c’era, l’Europa che rappresentò la fonte di molti progetti di civiltà quella che ho in mente e che potrebbe rinascere con il crollo dell’UE; ma temo, non ritornerà, è troppo tardi. Quell’Europa è morta quando deliberatamente ha scelto di rinnegare la sua cultura cristiana millenaria. Nel suo declino non si scorge nessun eventuale “rinascimento”. Questo è il frutto amaro del pensiero unico globalista, migrazionista, progressista che si sta imponendo contro la coscienza, la morale, la tradizione.. veicolando una nuova serie di valori, in cui domina il vizio, l’individualismo, il nichilismo, l’indifferenza, dove il male diventa bene, la falsità diventa verità, il brutto diventa bello, e viceversa, e che inesorabilmente sta portando l’Occidente sulla via del tramonto.

  • Dott. Korovin, in realtà, la società liquida occidentale governata dal capitalismo della sorveglianza multinazionale corre verso l’estinzione. Sarà “La Terza Roma” a salvare la civiltà europea?

Che sia destinata a morire la società liquida liberale dell’Europa di oggi! La sua immagine è ben mostrata nel film delle sorelle Wachowski “Matrix” - in cui una persona è solo una batteria che riceve fluido nutritivo e rilascia energia per alimentare macchine controllate dall’intelligenza artificiale.

Questo è il destino che il capitale transnazionale ha preparato per l’umanità, e l’Europa di oggi è un “recinto” nel quale il capitale transnazionale conduce il suo esperimento antiumano, per poi estenderlo a tutta l’umanità. Per salvare l’umanità da questi sperimentatori, dobbiamo prima salvare l’Europa. Oggi solo la Russia sovrana, “Mosca – la Terza Roma”, può farlo, contando sullo Spirito, su Dio, sugli autentici valori umani tradizionali qualora gli stessi europei non riuscissero a liberarsi dalle catene dello sfruttamento americano diffusamente transnazionale. Questo scenario è descritto come positivo nel mio nuovo libro “La fine dell’Europa. Insieme alla Russia sulla via del multipolarismo”.

[caption id="attachment_197189" align="aligncenter" width="668"]LA FINE DELL'EUROPA LA FINE DELL'EUROPA[/caption]

Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

08.12.2023

NOTE

(1) https://www.freenationsrf.org/
(2) https://www.eeas.europa.eu/eeas/european-diplomatic-academy-opening-remarks-high-representative-josep-borrell-inauguration-pilot_en

Valery Korovin, sociologo, politologo, direttore del “Centro di analisi geopolitiche” di Mosca, vice presidente del “Movimento Eurasiatico Internazionale” è stato raggiunto dalla redazione per alcune domande sul suo libro.

Eliseo Bertolasi, PhD in antropologia, russista, interprete e traduttore di lingua russa, analista geopolitico si è unito all’intervista portando il suo punto di vista sulle questioni identitarie toccate dal libro di Korovin.

Commenti (76)

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Mostra commenti 76 caricati
    1. BrunoWald 11 dicembre 2023

      Il Duca Conte Sen. Giuliomaria Terzi di Sant’Agata, Gran Cav. Figlio di Putt., non a caso già ambasciatore in USA e Israele, organizzando un simile convegno politicamente inutile, teoreticamente idiota ed eticamente criminale, rivela nel modo più crudo il livello pietoso a cui è ormai sprofondata la dimplomazia occidentale, non solo italiana.

      Sarà che lui e quelli come lui sono terrorizzati dalla prospettiva che la gente cominci a rendersi conto dei vantaggi di un mondo senza di loro. Ma al posto suo non mi preoccuperei più di tanto: il fatto che abbia vinto le elezioni un partito che annovera tra le sue fila un ex ministro di Monti sta a dimostrare che l'Italia non s'è desta.

      In quanto all'aspirante liberatore russo, e al suo sodale italiano, ciò che dicono è ampiamente condivisibile, ma per evitare ripetizioni sottoscrivo il commento di @danone. È significativo il fatto che si denunci il razzismo anglosassone, ma non quello dei khazari che sono i veri padroni del tanto vituperato occidente, e considerano l'umanità intera, angli compresi, alla stregua di animali parlanti.

      Non sarà che, a detta di certe malelingue, la setta che possiede Wall Street controlla anche la finanza russa?

    2. Hospiton 12 dicembre 2023

      "Non sarà che, a detta di certe malelingue, la setta che possiede Wall Street controlla anche la finanza russa?" Data la notoria influenza ebraica negli affari russi e un'ipotesi da tenere in seria considerazione, senza dubbio, e anche se non la controllano del tutto pesanti ingerenze sono inevitabili. Peraltro noto che la mancata denuncia del ruolo della finanza ashkenazi (e non solo quella, per la verità) riguarda anche vasti ambienti della cosiddetta controinformazione, un fatto che mi lascia perplesso. La si butta su marxismo, sinistra, woke, che al massimo sono ormai meri strumenti, e si evita di puntare i riflettori verso una regia che delle ideologie politiche se ne infischia, usandole a seconda dei tempi e delle convenienze. In un'Europa martellata da 80 anno di propaganda antifascista è ovvio che per veicolare il mondo nuovo abbiano optato per la più spendibile "sinistra", dopo averla però privata delle istanze sociali di maggior pericolosità, e aver selezionato una nuova classe dirigente asservita al cartello bancario e a agende che più o meno immaginiamo. Ma la critica evita accuratamente di far cenno al direttore d'orchestra, divenendo a mio parere pura distrazione. Osservo comunque una certa tensione in Russia, quando si affronta l'argomento ebraico, e anche qui mi stupisco che tale tensione sia poco trattata in ambito contro-informativo. Avevo già citato il caso di uno dei più influenti rabbini moscoviti, Pinchas Goldschmidt, fuggito dalla Russia all'inizio del conflitto ucraino e recentemente accusato dal Cremlino di costituire una minaccia per la sicurezza del Paese, di seguito un articolo ANSA che tratta brevemente la notizia
      https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2023/07/02/lex-rabbino-capo-di-mosca-e-un-agente-straniero_f7f711de-40f0-4a84-b195-9b5cf9509d7f.html
      un accadimento degno di nota, soprattutto poiché passato quasi inosservato. Reputo questi i fatti da tener d'occhio, significativi proprio perché poco pubblicizzati (purtroppo anche nei siti alternativi sul web), sembrano quasi messaggi affinché "chi deve capire capisca", che indicano la presenza di un'effettiva tensione a alti livelli. Questo non significa che le lobbies che appoggiano Putin abbiano intenzioni salvifiche nei confronti dell'umanità, figuriamoci, ogni comunità deve pensare in modo autonomo, se ne è capace, o scompare come è sempre accaduto nella Storia...detto ciò, uno scontro tra gruppi di potere potrebbe creare margini di manovra a mio giudizio insperati, fino a pochi anni fa.

    3. Hospiton 12 dicembre 2023

      Altra notizia interessante sul rapporto Russia-Ebraismo, risalente al 2022
      https://www.linkiesta.it/2022/08/russia-putin-ebrei-israele/
      Anche qui segnali di tensione, di cui si parla poco e nulla sia nel mainstream sia altrove, per quel che ho potuto constatare negli ultimi 2 anni.

    1. Jimbo 11 dicembre 2023

      Dovrei rispondere ad ogni replica ma preferisco scrivere un post nuovo.
      Devo ammettere che mi sono rotto le scatole di leggere nei commenti che la responsabilitá del collasso occidentale sia solo e sempre di UKUSA, Sion, UE, Meloni, il PD, i media, OMS, mentre gli italiani divanizzati non hanno responsabilitá.
      Può darsi che qui su CDC non c'entriate nulla ma se si incolpano sempre i soliti noti resta il solito clichè trito e ritrito.
      E CDC diviene un circolino dove "noi siamo i buoni, i nostri padri.... i nonni poi..., loro sì... " e gli altri i cattivoni.
      La penso molto diversamente su questa questione rispetto alla quasi totalitá qui e per me è la coscienza delle colpe degli italiani il principale ostacolo ad un miglioramento della nostra societá, anzi l'arma per ridurre il collasso prossimo futuro.

    2. Bertozzi 11 dicembre 2023

      E non glielo dire che poi fan le bizze e gli sale la pressione, tocca chiamare l' infermiera con la pillolina.

    1. Arthur 10 dicembre 2023

      Mi preme fare due precisazioni.

      1.
      A proposito di salvezza e salvatori vari a cui si inneggia, ribadisco che c'è solo un Salvatore ed è Nostro Signore Gesù Cristo. Amen.
      Ovviamente occorre rimboccarsi le maniche nella vita, ma a ciascuno il suo.

      2.
      Il termine "utili idioti".
      Utilizzo tale espressione per indicare:
      1) i gruppi, le lobbies e le pseudo-élites che in Occidente ne stanno combinando di tutti i colori e che alla fine resteranno con il cerino in mano, travolti e spazzati via da un repulisti messo in atto a tempo debito dai manovratori, ossia dal vero potere che dirige da dietro le quinte;
      2) larga parte della sinistra (ceto politico e popolo della sinistra) imbevuta di millenarismo neo-marxista (woke, lgbtq, green, radical-chic, trash, etc.).
      Voglio assicurare che non ho in maggiore considerazione il popolo della destra, i quali sono da me considerati "inutili idioti".
      La sinistra è chiaramente utile e funzionale al perseguimento di certi scopi.
      A destra no, infatti se tutto il popolo fosse più o meno su posizioni tipiche della destra, non ci sarebbero le condizioni per portare avanti lo sfacelo a cui stiamo purtroppo assistendo.

    2. Arthur 10 dicembre 2023

      PS

      Sia chiaro: reputo che il popolo della destra su molte questioni sia di una ottusità e ignoranza da far venure il voltastomaco.

    3. Fantine 10 dicembre 2023

      "Inutili idioti" lo prendo in prestito, Arthur.
      Merci!

    4. Bertozzi 11 dicembre 2023

      Proprio vero, siamo pieni di inutili idioti, non si capisce proprio a cosa servano.

    1. FrancoMaloberti 10 dicembre 2023

      Quello che diranno i posteri non lo so e, francamente, lo ritengo inessenziale. Quello che è importante è la previsione di ciò che accadrà nel vicino futuro. Sembra evidente che il cosiddetto Sud del mondo, ovvero gli otto decimi della popolazione mondiale ha capito che il clan dei sette è fatto da bulli criminali (che uccidono e lasciano uccidere degli innocenti) e che l'unica strategia per una tale categoria non è di combatterli, ma di isolarli. Quello che allora prevedo è che i sette verranno ignorati dal resto del mondo, con interazioni commerciali e sociali che andranno a zero. Quella sarà la fine per disseccazione dei sette, ovvero dell'europa più usa, canada e giappone (in minuscolo, volutamente). Chi si salverà sarà chi abbandona la nave che affonda e si unisce al resto del mondo (quello che Korovin chiama multipolare). Che l'Italia sia capace di fare quel passo lo ritengo improbabile .... purtroppo!

    1. Nestor Halak 10 dicembre 2023

      Certo che è sorprendente il contrasto tra l'estrema arroganza dell'occidente che si vede unico faro di cultura e civiltà e la sua corsa verso l'autodistruzione proprio di quella cultura e civiltà sostituendola con un'ideologia di incredibile superficialità e insipienza.
      Da un lato si continua a tentare di esportare ed imporre al mondo (con grandi stragi peraltro), i "valori ed il sistema occidentale", dall'altro si distrugge in patria quella tradizione e quel sistema che ha portato l'occidente dov'è.
      A me pare perfettamente schizofrenico: non posso che concordare sulla diagnosi di follia degli oligarchi al timone. D'altra parte la maggioranza della popolazione sembra del tutto incapace di vedere anche la più plateale evidenza, di usare anche il più elementare buon senso.
      Ho sempre pensato che l'esito della guerra in Ucraina più vantaggioso per noi fosse quello di perderla clamorosamente in modo che il contraccolpo distrugga la Nato e magari l'Unione Europea, che sono sempre più difficili da distinguere.
      Per questo temo un accordo come quello quasi raggiunto a Istambul nel marzo del 22 che ci lascerebbe dalla parte sbagliata del muro.

    2. Jimbo 10 dicembre 2023

      Provo a metterla così: l'Uccidente Genocida (tutto, compresi tutti gli italiani, sia quei porci bastardi che in TV descrivono gli ucraini e i sionisti come buoni, che noialtri silenti alle mattanze) ha capito che l'attuale sistema economico basato sullo sfruttamento delle risorse altrui, il consumismo compulsivo e la crescita perpetua è a un punto di non ritorno, potrá muovere guerre a dx e a manca, all'Iran e al Venezuela, ma è a fine corsa quindi essendo arrogante, in maniera arrogante tenta di autodistruggersi.
      Provando a farlo gradualmente.
      Un'eutanasia a piccole dosi.

    3. Arthur 11 dicembre 2023

      "la maggioranza della popolazione sembra del tutto incapace di vedere anche la più plateale evidenza"

      Invece credo che moltissime persone abbiano iniziato a capire che non possono fidarsi più.

      Alcuni dati sono eloquenti.
      Secondo i dati forniti pare che la terza dose sia stata fatta da circa 40 milioni di italiani, ossia il 65-70% della popolazione (due persone su tre).
      Ma si è raggiunto un simile numero perché si era sotto ricatto.
      Senza le minacce probabilmente ci saremmo fermati al 50%.
      Mi pare piuttosto evidente che le persone in realtà siano molto più diffidenti, verso il potere e il sistema di informazione, di quanto comunemente si creda.

      Dopo il coso19 e le campagne di marchiatura, molti stanno male e non pochi ci hanno rimesso le penne.
      Prima o poi la situazione diventerà esplosiva.
      I media mainstream gestiti da certi individui non potranno più nasconderlo e saranno travolti.

      E, a parte il coso19, neanche le varie psyop serviranno a distogliere la gente dalla evidente catastrofe e dal cumulo di menzogne nascoste sotto il tappeto.
      Prima o poi i tappeti finiranno.

    4. Nestor Halak 11 dicembre 2023

      Speriamo tu abbia ragione, ma io continuo a vedere gente che crede di combattere il fascismo in assenza di fascismo, l'antisemitismo in assenza di antisemitismo, il patriarcato in assenza di patriarcato eccetera eccetera, mentre non vede cosa sta succedendo qui e ora sotto il loro naso.
      Eppure esiste anche una soluzione empirica che consentirebbe di indovinare la maggior parte delle volte anche ai deboli di mente: quello che la televisione ti indica come nemico, è il tuo amico e viceversa.

    5. Bertozzi 11 dicembre 2023

      Buongiorno!

    6. Hospiton 12 dicembre 2023

      Sono d'accordo, però ne dimentichi una fondamentale caro Nestor: il combattere la sinistra in assenza di sinistra, oggi in realtà un comitato d'affari che ha cancellato dall'agenda tutte le istanze economiche e sociali della "sinistra" d'antan. Gli attuali piddini (e i loro colleghi dem sparsi tra Europa e USA) sono semplici impostori prezzolati senza nulla in comune con le idee classiche della sinistra, basti osservare come son passati da sostenitori del proletariato a paladini delle sole minoranze selezionate dal WEF e adoratori dei colossi bancari... molti omettono di specificare questi aspetti essenziali, tenendo così vivo lo stantio e ingannevole dibattito destra-sinistra. Che lo faccia un Salvini o un La Russa è normale, bolse comparse nel teatro coloniale italiano (forse il più mefitico d'Occidente), che tale gioco lo si pratichi anche nell'informazione alternativa è grave, a mio avviso.

    1. danone 10 dicembre 2023

      Chi ancora crede di avere bisogno di un salvatore esterno per poter sperare di star bene, è già fottuto, e ancora non lo sa.
      Bisogna saper riconoscere la propaganda quando la si legge, di qualunque provenienza sia, è sempre propaganda, perchè non c'è direzione da dove non arrivi la propaganda.
      Può essere anche di alto livello, quando contiene molta verità, come in questo articolo, ma viene comunque usata strumentalmente per portare acqua al proprio mulino.
      Nessuno nega che oggi in Europa siamo talmente messi male che se fra un pò instaurassero il regime carcerario di Abu graib staremo quasi meglio, alla faccia del lager, per cui è facile pensare e sperare che vivendo dentro il modello multi-polare, spacciato per più tollerante e rispettoso dei popoli, si starà meglio.
      Il punto però è che noi non abbiamo ancora visto niente di questo benedetto modello, non sappiamo nemmeno quello che ci vogliono far passare per farci accettare tutti i cambiamenti che hanno deciso di farci vivere (visti i precedenti) e che comunque sempre uno 0,0001% dell'umanità avrà deciso, se ancora di umanità si tratta, per tutti quanti gli altri, noi compresi.
      Vi va bene cosi?
      Perchè se non vi va bene, non mettetevi a fare il tifo almeno voi.
      State sicuri che i tifosi, per chiunque e qualunque cosa, non mancheranno mai, evitatelo almeno voi, fatevi un favore.
      Le mie partite a risiko, quando ancora ci giocavo, erano più complesse in strategia.
      Questi stronzi che ci tele-guidano dall'alto di qualche olimpo degenerato, hanno impostato il giochino come segue (lo sapete, è una vecchia storia, eppure quasi nessuno se la ricorda e la tiene in conto quando fa analisi geo-politiche, si arriva quasi a sfiorare l'autismo, ma tant'è..)
      un bel divide et impera come struttura di base serve sempre, è un must, non si sbaglia mai.
      Poi ogni 70-80 anni, più o meno come l'aspettativa media di vita, così non se ne accorge mai nessun analista, si mette a capo di una fazione del divide et impera, a turno ovviamente, una classe dirigente di perfetti idioti, gente corrotta fino al midollo, perversa e depravata quanto basta per compiere azioni criminali come genocidi, stermini ed olocausti vari.
      Ovviamente stando così le cose, dall'altra parte chiunque ci metti a governare risulterà uno statista coi contro-coglioni, un fenomeno che nasce ogni 100 anni in un continente.
      A questo punto la narrativa per i posteri risulterà che in quel periodo storico il male assoluto fu sconfitto dalle forze del bene e del progresso, della democrazia e della libertà, e tutti dietro a queste stronzate periodiche in transumanza, convinti però di crescere, di progredire, di acculturarci.
      Branco di pecore zombificate ecco cosa siamo per gli osservatori di tutto il resto dell'universo.
      Se poi vi piace il tifo, fatelo, ma non vi lamentate poi se vi vengono le pustole.

    2. Arthur 10 dicembre 2023

      "ogni 70-80 anni ... si mette a capo di una fazione del divide et impera, a turno ovviamente, una classe dirigente di perfetti idioti, gente corrotta fino al midollo, perversa e depravata quanto basta per compiere azioni criminali come genocidi, stermini ed olocausti vari.
      Ovviamente stando così le cose, dall’altra parte chiunque ci metti a governare risulterà uno statista coi contro-coglioni, un fenomeno che nasce ogni 100 anni in un continente.
      A questo punto la narrativa per i posteri risulterà che in quel periodo storico il male assoluto fu sconfitto dalle forze del bene e del progresso, della democrazia e della libertà... "

      Ottima sintesi.
      E molto simile a quello che vado ripetendo fino alla nausea.

      Per dire se si starà meglio o peggio di adesso, occorrerà aspettare.
      Io credo che dopo l'eliminazione degli utili idioti (le corrotte pseudo-élites occidentali), sarà probabilmente meglio.
      Non perché i veri manovratori occidentali siano mossi da amore e giustizia, ma per banale convenienza e per garantirsi il plauso delle masse, sedimentando così il proprio potere e consenso.

      Naturalmente non ci metto la mano sul fuoco.

    3. BrunoWald 11 dicembre 2023

      "Chi ancora crede di avere bisogno di un salvatore esterno per poter sperare di star bene, è già fottuto, e ancora non lo sa."

      Perfetto. Il problema è appunto che non lo sanno, di essere fottuti.
      Stai parlando al Commando Ultrà Curva Est.

    4. Bertozzi 11 dicembre 2023

      Occhio che se fai così arriva la moderazione polcor a dire che i tuoi sono attacchi personali e fai uso di turpiloquio, perché se uno fa propaganda e tu lo fai notare non si punisce il propagandista ma il tuo supposto "attacco personale", l'ovvio e la realtà vera e cruda sono diventate ovunque sovversive dopo il covid.
      Non si può più essere sinceri ma dobbiamo essere tutti ben moderati e politically correct.

    1. oldhunter 10 dicembre 2023

      Bella e illuminante intervista. Bene Berolasi di cui è da condividere la visione della realtà europea. Bravo Jacopo!.

    1. gix 10 dicembre 2023

      Tra non molto potrebbero essere costretti a farne un altro di convegno: "i vantaggi di un mondo pro Russia".

    2. ric 10 dicembre 2023

      e sarebbe ora che la GRANDE MADRE RUSSIA si imponesse come cultura eurpoea , abbandonado la porcheria a stelle e striscie...

    1. TorreNera 10 dicembre 2023

      Grazie ma faccio volentieri a meno della salvezza "made in Russia"!

    2. ric 10 dicembre 2023

      preferisci quella yankee ? Ci hanno gia' salvati nel " 44 " bombardandoci e radendo al suolo citta' e paesi.
      piu' ci bombardavano piu' ci salvavano...

      .

    3. Astronauta 10 dicembre 2023

      Adesso piu stipano bombe nellebasi Nato piu ci salvano dal nemico.
      Che sono loro che non vogliono andarsene mai.

    4. TorreNera 10 dicembre 2023

      Già! E non ti è bastato?

    1. Arthur 10 dicembre 2023

      Intervista molto bella e ricchissima di spunti.
      Mi riconosco largamente in quanto scritto, tuttavia ci sono alcune idee specifiche espresse da Korovin che non condivido.

      1.
      Non è assolutamente vero che la civiltà occidentale con la sua cultura millenaria non esiste più.
      Esiste eccome, ma non coinvolge tutti, bensì solo una parte del popolo europeo.
      La realtà europea non corrisponde alla cloaca ignobile rappresentata da TV, media mainstream e una certa pseudo-cultura trash, il tutto asservito ai folli che sono al potere.

      2.
      Non potrà essere la Russia a salvare l'Europa perché anche in Russia esiste lo stesso identico problema, che è iniziato molto prima, con la Rivoluzione del 1917, quando la Russia rinnegò la sua cultura e le sue tradizioni.
      Negli ultimi decenni ha cercato in parte di recuperare e forse ci sta riuscendo, forse.
      Ma la Russia è piena zeppa di neo-marxisti e "liberal" che fingono.

      3.
      Non ci sarà alcun collasso della civiltà europea perché i folli che costituiscono le pseudo-élites al potere sono solo utili idioti di cui il vero potere (quello che si siederà al tavolo del multipolarismo) si sta servendo e che a tempo debito saranno travolte e incolpate dei disastri compiuti.

    2. Arthur 10 dicembre 2023

      4.
      L'immigrazione selvaggia non ha lo scopo di stravolgere l'Europa o realizzare una sostituzione etnica in Europa: il cosiddetto piano Kalergi è una amenità.
      L’obiettivo vero è togliere di mezzo il popolo della sinistra (rompiballe, borghesizzato, troppo chic e con un DNA anti-occidentale), e sostituirlo con un nuovo proletariato alienato e da poter sfruttare senza rotture di scatole.
      Si procede in due mosse: fare in modo che i rompiballe (preparati mediante la nuova religione che plagia le coscienze conculcando la fede nella Scienzah) facciano spontaneamente certe cose (e il 99% ne ha fatte a raffica in 2-3 anni) e contemporaneamente far arrivare i sostituti.
      Ma senza eccedere: il 10-15% di nuove leve, in rapporto alla popolazione europea, basta e avanza.
      Ovviamente solo maschi e giovani (e infatti quelli che arrivano sono al 90% proprio questi) e niente procreazione, altrimenti, come dice l’intellighentia del potere, troppi “mangiatori inutili”.

    3. Arthur 10 dicembre 2023

      Riflessione finale.

      Ma come è possibile che il popolo della (neo)-sinistra non se ne sia accorto?
      Arrivano orde di quelli che lo sostituiranno e il popolo sinistro cosa fa? Esulta e proclama l’accoglienza!?!
      Capito?
      Ma ve lo immaginate, in un mattatoio, dove ci sono poveri animali in attesa di essere abbattuti e non c’è quasi più posto, arrivano nuovi animali e quelli in attesa iniziano ad esultare scodinzolando?!?
      Et voilà, i miracoli del millenarismo neo-marxista.

      Ma come è possibile che neanche la lobby innominabile (quella di cui non si può parlar male) si sia accorta di essere usata come utile idiota?
      Succede perché sia alla neo-sinistra, sia agli intoccabili, è stato fatto credere che erano nella condizione di poter realizzare un mondo a propria immagine, con il supporto di ricchi elitisti.
      Chi li ha intrappolati ci è riuscito facendo leva sulle loro convinzioni più profonde e radicate, largamente anti-occidentali.

      Ora mi fermo perché ho parlato davvero troppo.

    4. Fantine 10 dicembre 2023

      Concordo, Arthur, ottima intervista.
      Considerazioni e spunti interessanti e una boccata d'aria pulita.
      Leggere che c'è ancora qualcuno innamorato della propria civiltà, della sua parte migliore, dei tanti che l'hanno realizzata, mi rinfranca sempre.
      Grazie a @Jacopo e complimenti!

      Ps: una precisazione.
      Citare quella terzina di Dante a suggello della frase che la precede (...allora l'Italia non farà altro che adeguarsi furbescamente senza arte ne parte in coda al nuovo andazzo) è fuorviante, a mio parere, per come l'ho intesa nel contesto richiamato.
      Essa esprime il rammarico per le divisioni e il degrado della propria terra, l'Italia, che si vorrebbe fosse "quella che era prima e quella che dovrebbe essere", per dirla con le parole di Korovin riportate.
      «Ahi serva Italia, di dolore ostello,
      nave sanza nocchiere in gran tempesta,
      non donna di provincie, ma bordello!»
      (Povera Italia ridotta in schiavitù, dimora di sofferenza, nave alla deriva nel pieno della tempesta, non più signora dei popoli, ma luogo di prostituzione).
      Ed è vero che molti, e tra essi i Russi, hanno sempre e davvero visto l'Italia "signora dei popoli".
      Grazie Jacopo, per avere ricordato chi "siamo" e da dove veniamo.
      Continuo ad usare il presente, anche se l'imperfetto, forse, sarebbe al momento più appropriato sotto diversi profili.

    5. Arthur 11 dicembre 2023

      Non bisogna usare l'imperfetto.
      Va benissimo il presente.
      La civiltà occidentale è viva e vegeta.
      Purtroppo è governata da élites su cui è doveroso stendere un velo pietoso.

    1. alduccio 10 dicembre 2023

      Sempre pensato.
      Ancor di più dopo aver letto questo scritto di Blondet di u anno e mezzo fa.
      "E soprattutto, attenzione: dietro la Russia – terra d’ingresso di Byelo Vodje, la terra della Acque Bianche – si muovono potenze spirituali che non vanno sfidate. I cattolici, se vogliono fare qualcosa di utile, dovrebbero pregare e mantenersi in timoroso silenzio di fronte a quello che accade: perché sono in moto forze e processi che nessuno ormai può fermare. Guai a mettersi adesso contro la Russia e l’Oriente!".

    1. ignorans 10 dicembre 2023

      Farei un partito e lo chiamerei "Putin" Partito Unitario per la Totale Indipendenza Naturale

    1. oriundo2006 10 dicembre 2023

      Cito:
      ''..Quell’Europa è morta quando deliberatamente ha scelto di rinnegare la sua cultura cristiana millenaria. Nel suo declino non si scorge nessun eventuale “rinascimento”. Questo è il frutto amaro del pensiero unico globalista, migrazionista, progressista che si sta imponendo contro la coscienza, la morale, la tradizione..''.

      Quello che i 'benpensanti critici', tutti cristianissimi beninteso, è che NON si avvedono che le cause del declino stanno...nella loro religione e non altrove.
      Quando si cita il 'rinascimento' se ne dimentica la base fondante: gli studi classici umanistici, il ricordo e poi l' imitazione della grandezza di Roma PAGANA, l' oblio che da allora intercorse sul medioevo cristiano ( poi recuperato solo in tempi relativamente recenti ), considerato secolo 'buio' poi replicato dal papato romano nella criminale controriforma...eccetera eccetera.
      Non mi dilungo perchè l' ho già fatto in altri post.
      Il concetto fondamentale è che il ritorno del cristianesimo politico, nelle sue varianti occidentali cattoliche e protestanti, ritorno dovuto alla fine del comunismo come deliberato assassinio di una parte del portato evangelico, coincide oggi con la ristrutturazione del mondo secondo direttrici 'neo-cristiane', ampiamente ibridate con il giudaismo cabalista e il credo massonico, depauperate da ogni riferimento 'sociale' INTERNO perchè pericoloso come RICORDO DELL' IDENTITA' GENUINA: l'identità ancestrale pagana indoeuropea.
      Accoglimento del 'diverso', nessuna selezione delle qualità, sdoganamento di tutto e del suo contrario, nessuna 'discriminazione' neanche a livello intellettuale nelle differenti tesi che si contendono il primato politico, abbassamento delle facoltà umane superiori alla semplice remissività ed obbedienza verso le 'superiori' decisioni 'dall'alto'...eccetera eccetera.
      Manca solo il 'credo quia absurdum'.
      Tutte queste categorie 'spirituali' ( e false ), dovute al complesso religioso chiamato 'cristianesimo', oggi destituito di significato 'umanistico' ( quando prima si servette surrettiziamente per gli ingenui di questa bandiera per le sue pratiche politiche ) dovrebbero 'salvarci' dalle conseguenze delle loro stesse azioni, dei loro stessi propositi...
      Impensabile davvero.
      Queste conseguenze oltre a ciò non sono solo volute e perseguite scientemente con ogni mezzo, e reiterate fino allo sfinimento mediatico, sono sostenute dalle elites anche contro i propri popoli, e contro certi altri portati della religione stessa, ma attenzione, è quanto hanno da sempre fatto brandendo la croce e legnandola sui malcapitati popoli 'subjecti' in nome della 'doppia verità', le cui basi si trovano nello stesso vangelo.
      La fine del legame 'naturale' del cristianesimo con i popoli europei, tanto che oggi si ritorce contro questi, è l'esito necessario di un orrendo legame di dominazione e vassallaggio interiore ed esteriore sull' etnia finora più progredita intellettualmente: ed è inutile blaterare su papi più o meno in linea col magistero, perchè lo sono stati come lo è anche l'attuale: il magistero del POTERE DELLA CROCE A PRESCINDERE.
      Fra poco questa etnia 'bianca', dopo esser stata scientemente depotenziata e calunniata, verrà sostituita da altre, in quanto questa non pare più utile in prospettiva ad mondo futuro, formato però in base a quegli stessi postulati 'religiosi' che le furono imposti e che la condannano oggi alla marginalità ed alla sua scomparsa etnica.
      Bastano queste considerazioni a svelare l'arcano: la Russia non potrà proprio 'salvare' nessuno, essendo anch'essa parte della medesima 'cultura'.
      E lo stesso si può dire degli altri attori di questo occidente complessivo, in cui la mitologia cristiana e quella giudaica si intersecano nella completa demolizione delle basi del pensiero europeo, quello greco, latino e per quanto pochissimi ne è rimasto di dimostrato, di quello 'orientale'.
      Insomma, non voglio ripetermi. Aprite gli occhi per favore.

    2. Nestor Halak 10 dicembre 2023

      Su una cosa sono d'accordo: non è certo il ritorno al cristianesimo tradizionale e bigotto che ci salverà, di quello ne abbiamo avuto davvero d'avanzo. Tuttavia al momento mi pare un pericolo minore e si sa che il nemico del tuo nemico...

    1. Jimbo 10 dicembre 2023

      Siamo dentro una bolla, da soli o con le rispettive famiglie.
      La siringa avvelenata l'ha bucata, ma la bolla non è scoppiata nè si è afflosciata.
      Restano milioni di bolle in giro per il Belpaese, e milioni e milioni nell' Uccidente Genocida.
      Non sembra di vederle ma in qualche momento della giornata si scorgono. Se si vuole vederle, naturalmente.
      Dal foro invece chi ne ha voglia vede un pò della realtá. Quella reale.
      Ma il foro non è sufficiente.
      Anche perchè molti l'hanno tappato col cemento.
      Col cemento così si è più sicuri di non vedere cosa succede lá fuori.

    1. clausneghe 10 dicembre 2023

      Utile e gratificante intervista, grazie a CDC che ci permette di conoscere punti di vista altrimenti inconoscibili e/o censurati.
      Eliseo Bertolasi lo conosco virtualmente da un decennio almeno e se vi interessa lo potete vedere e sentire in questo video sul mio blog che non aggiorno da anni ma che resta a testimonianza.
      Un docu film di Sara Reginella con Bertolasi, Lilin, Senese è del 2015
      https://clausneghe.blogspot.com/2016/01/terre-nere.html

    1. Jimbo 10 dicembre 2023

      La Russia da sola non può farcela, occorrono altri popoli, ma non solo purtroppo, contro di Loro ci vorranno tante bombe, tanto sangue innocente altrove, dove non ci tange a noi in giro per mercatini o aspettando il Black Friday.
      Non vedo come un cambiamento epocale possa avvenire senza spargimento di sangue. Con le elezioni forse? Suvvia.
      Senza saremo sempre in gabbia, al guinzaglio, in Matrix.
      Il sangue scorrerá un pò anche qui, a prescindere, temo.
      Se ci dimostreremo sempre lessi e vigliacchi semplicemente scorrerá sangue qualche tempo dopo.
      Vivremo qualche anno in più nelle gabbie smarter senza pozze di sangue.
      Bisognerebbe anticipare il processo di crollo.
      Avere un disegno, un'ideologia, e combattere per quella (se possibile senza violenza ma non vedo come).
      Dovremo essere disposti ad accettare la decrescita, a stringere una mano agli africani e ai russi chiedendo il loro perdono, e affrontare a viso aperto chi ci sta chiudendo nella gabbia continuando a voler crescere senza risorse, ma stuprando chi le ha.
      Bisognerebbe farlo a breve, anticipandoli, ma mi pare impossibile combattere per altre idee stando da dio, alla fine verremo salvati senza combattere, semplicemente consegnandoci.
      Sempre da lessi, da vigliacchi.
      Sperando che per noi i salvatori non abbiano pronti altri guinzagli, altre gabbie.

    2. Sonia Milone 10 dicembre 2023

      Il coraggio è la virtù più importante perchè è quella che permette alle altre di essere. Puoi avere i principi più nobili ma se non hai il coraggio di difenderli concorri a creare la realtà distorta come chi non li ha. Per avere cor-aggio però ci vuole cuore (stessa radice infatti) cioè sangue che scorre nelle vene, cioè vita.
      Ma pare che i vampiri lo abbiano succhiato tutto a questo popolo di vigliacchi, presenti soprattutto nell'area del dissenso che sono i più vigliacchi di tutti.
      Siccome non vediamo materialmente macerie e sangue, non ci accorgiamo della guerra che è qui da anni. Quelli ci attaccano e noi, in 3 anni, non abbiamo raccolto neanche dei sassolini. Mai si è visto nella storia un popolo che si fa sterminare senza opporre un minimo di resistenza, incapace di pensare a un piano di sopravvivenza. Ci basta sfogarci su internet, scrivere quanto sono brutti e cattivi. La coscienza è a posto.
      Nessuno verrà a salvarci, al massimo cambiamo padrone.
      Forse bisogna fare come Enea, che mentre Troia bruciava prese il padre e il figlio (la tradizione e il futuro) e qualcosa salvò venendo a gettare il seme che fece nascere Roma...Prima che il fumo oscuri ogni via di fuga...

    3. Moderatore 10 dicembre 2023

      Il commento era finito in moderazione.
      Forse per "Troia" bruciava.
      Ci scusiamo del disguido.

    4. Nonso 10 dicembre 2023

      Vinsero battaglie grazie alla loro f*ga.

      *u

    5. Nonso 10 dicembre 2023

      Moderatore, come mai Sonia Milone continua a parlare male della comunicazione digitale e degli strumenti di dibattito (sf*g*) come CDC, ma è sempre online a commentire?

      *o

    6. Moderatore 10 dicembre 2023

      Nonso, non lo so. Dovrebbe rivolgere la domanda a lei. ;)
      Sotto il profilo del rispetto delle regole nella esposizione del suo pensiero è, come molti utenti, ineccepibile.

    7. Jimbo 10 dicembre 2023

      Sono d'accordo, nessuno ci verrá a salvare direttamente, qui.
      Ma potrebbe iniziare un cambiamento fuori da qui.
      Ci penseranno altri popoli, magari creeranno un altro modello di sviluppo economico.
      Non mi aspetto più nulla dagli italiani, almeno per un pò di anni.

    8. Arian Van Heisen 11 dicembre 2023

      lei modera troppo e male ..!
      ha sbagliato mestiere

    9. Moderatore 11 dicembre 2023

      Se il riferimento è al messaggio messo in attesa dal sistema (che ho provveduto a sbloccare), le comunico che si tratta di impostazioni del sito (filtri), inserite dai tecnici che se ne occupano, volontari come noi moderatori, che di mestiere facciamo altro e che non siamo una sola persona.
      Io non sono il moderatore (persona fisica) che è intervenuto poco sopra, ma l'intervento del collega moderatore era volto ad esortarla al rispetto delle regole del sito sul rispetto degli altri utenti/interlocutori. Che è il compito della moderazione.
      Non se l'abbia a male, non c'era nulla di personale.
      Grazie della sua collaborazione.

    1. Jimbo 10 dicembre 2023

      È un pò che lo scrivo, ma insisto: abbiamo solo una possibilitá per salvare il nostro futuro (non il presente perché continuiamo a stare da dio... e questo è un grossissimo problema), che ci salvino gli altri popoli.
      La Russia non ce la potrá fare da sola.
      Io punto molto sugli africani.
      Popoli che lottano rimettendoci la pelle a decine di migliaia.
      Noi siamo troppo lessi, non abbiamo più le palle.
      Siamo troppo vigliacchi.

    2. Astronauta 10 dicembre 2023

      Continuiamo a stare da dio? Con sei milioni di poveri assoluti italianinon credo si possa star da dio.Quando arriva la poverta se ne e’coinvolti tutti.
      Dar da mangiare da vestirsi e un tetto SEMPRE al povero assolutovuol dire aumento di tasse.E il ricco evasore che non paga mai lascia tutto sugli altri mezzi poveri che lo saranno di piu col tempo.Sei milioni di poveri saranno di piu non fra molto.E il ricco sara piu ricco.
      Aveva ragione Pasolini quando scriveva dell Italia ….sprofonda nel tuo bel mare, libera il mondo.

      La Russia non verra in aiuto.Siamo stati ceduti alla Granbretagna poi passati alla Francia (Macron vuole Draghi alla CE) e Putin se ne sta a casa sua.
      La vera geopolitica e’ un vespaio.

    3. Arian Van Heisen 10 dicembre 2023

      Lei si,...che è lesso, anzi ormai Bollito..!

    4. ric 10 dicembre 2023

      anch'io punto sugli ameri-cani : Punto il bazooka --

    5. Jimbo 10 dicembre 2023

      Ci saranno anche 6 milioni di poveri ma il PIL non li vede.
      E neanch'io.
      Ovunque vada.

    6. Jimbo 10 dicembre 2023

      Io di sicuro Arian ma sono in buona compagnia.
      Una compagnia di milioni.

    7. Moderatore 10 dicembre 2023

      Capisco che in tema di epiteti affibiati a commentatori ci sia di molto peggio.
      Tuttavia, si può fare di molto meglio evitandoli del tutto.

      Contiamo sulla sua collaborazione per fare di questo spazio un luogo civile di scambio di opinioni sulle opinioni.
      I commentatori tutti e gli autori vanno rispettati.

      Grazie in anticipo.

    8. nandoricciardi 10 dicembre 2023

      O ti muovi tra Piazza di Spagna, Via Montenapoleone e Piazza della Signoria (ma non staresti a scrivere qui!), o frequenti l'informazione Mainstream e Il grande fratello, o (l'ipotesi più probabile) sei uno dei tanti dannunziani-sgarbiani che si atteggiano a provocatori e anticonformisti. E comunque reciti una parte, e mi dispiace per te.

    9. Moderatore 10 dicembre 2023

      Contiamo sulla sua collaborazione per fare di questo spazio un luogo civile di scambio di opinioni sulle opinioni.

      I commentatori tutti e gli autori vanno rispettati evitando di indirizzare a loro epiteti più o meno variopinti od offensivi e titoli in generale.

      Grazie in anticipo.
      A rileggerla.

    10. Arthur 10 dicembre 2023

      "Io punto molto sugli africani."

      No dai, non si può proprio leggere.
      Lo dico con tutto il rispetto per gli amici africani, molti dei quali sono cento volte meglio di certi occidentali incivili.
      Volevo metterti pollice giù, ma ho visto che hanno provveduto già tre utenti, quindi mi astengo, anche perché non è bello vedere che tutti danno addosso a un altro.
      Però se scrivi sta roba...

    11. Jimbo 10 dicembre 2023

      Non astenerti Arthur sentiti libero e lasciati andare anche perchè insisto con maggiore determinazione.
      Ci potrebbero salvare loro, sí gli africani, non certo da soli ma agganciandosi ad un treno sul quale noi codardi uccidentali non abbiamo il coraggio di saltarci su.
      Non verranno a salvarci qui ma potrebbero contribuire ad un cambiamento.
      Noi siamo sfatti.

    12. Fantine 10 dicembre 2023

      Jimbo, ma tu hai mai conosciuto persone di altre culture?
      Hai mai parlato con loro o diviso del tempo con loro.
      Hai mai ospitato o sei stato ospitato da musulmani, con cui hai stretto amicizia?
      Sai, i musulmani non sono tutti uguali, come non lo siamo noi.
      E quando si parlava davvero insieme (non ho usato il termine chiacchierare, ma parlare) arrivati ad un detetminato punto emergeva una differenza inconciliabile.
      Inconciliabile, Jimbo.
      E non era certo questione di non mettere a tavola affettati o carne di maiale, Jimbo o di non mettere al letto le lenzuola bianche.
      Di un amico, che era comunista e non credente, e lo sapevamo solo in tre che non credesse in Allah, altrimenti sarebbe stato ucciso, Jimbo, temo ancora per la sua vita. Una gran brava persona, dal cuore grande.
      Come per un'amica che si era in segreto convertita al cristianesimo e che fu graziata dalla sorella che le trovò una croce nascosta e che mantenne il segreto, pena la morte.
      Hai idea di cosa sia uno Stato islamico?
      O una comunità islamica?
      Sono certa che molti, forse per ciò che la massoneria ha fatto ficcare nelle zucche di molti sull'Islam "tollerante", abbiano una visione distorta.
      E non parlo di duecento anni fa, Jimbo.
      E lasciamo stare la questione dei due pesi e delle due misure di molti nei confronti del cristianesimo e dei cristiani, legati ad ignoranza e disonestà intellettuale.
      Mia opinione, legittima quanto quella di coloro che si sciacquano la bocca con la mia religione e il mio Signore.
      Liberi di non credere, ma non di offendere e dileggiare o mentire o raccontare la storia fritta delle crociate, delle streghe e bla bla, ma benevoli con druidi e pagani e le guerre arabo-islamiche di conquista.
      Come se l'Africa settentrionale, completamente arabizzata (nella lingua e nella etnia, ancor prima che nella religione islamica) o la Spagna fossero state occupate dai figli dei fiori.
      E di qua, poi, secoli dopo dagli Ottomani.
      Chiedere ad Austriaci e Serbi.
      Ma non è questo il punto.
      E perdona la divagazione.
      Hai mai parlato con degli africani, Jimbo?
      Non che sia necessario, ma perché se la convivenza tra le persone con senso di fratellanza risulta complessa, hai idea di cosa sia la convivenza tra persone che tale senso di fratellanza non ce l'hanno?
      Lo sai che io non potrei girare in molti quartieri "francesi"?
      Non parlo di Riyad,,Jimbo, parlo di Parigi.
      Prima di sparare a zero sui molti occidentali onesti e brave persone, accomunandoli ai delinquenti folli che sono gli sgherri dei loro padroni, magari, fermati a pensare e a porti dalla loro parte.
      E magari ricordati chi siamo e da dove veniamo noi, i nostri padri, i nostri nonni e i nostri avi.
      Rispetto per le diverse culture, che come ho sempre scritto sono ricchezza, quando non c'è sopraffazione, vale anche per la nostra, che anche io amo e in cui mi riconosco e di cui sento la mia profonda appartenenza.
      E non sono io a sentirmi offesa dal tuo uccidente, ma lo trovo ingeneroso e mi rammarica.
      Grazie del tempo che ti sei preso per leggere questa risposta, Jimbo.
      E complimenti per la tua pacatezza.

    13. Dico no 11 dicembre 2023

      Le differenze ci portano ad una maggiore comprensione di chi siamo. Ci aiutano a conoscere l'ampiezza del contesto e a collocarci. E, con un po' di fortunata umiltà, ci migliorano.
      La chiiusura è l'anticamera del conflitto.

      Le differenze inconciliabili sono concilianti.

    14. Arian Van Heisen 11 dicembre 2023

      si moderi Moderatore ..! ho solo risposto ad un offesa provocatoria, quindi doveva moderare innanzitutto jimbo non Arian...!

    15. Arian Van Heisen 11 dicembre 2023

      Le differenze sono inconciliabili altrimenti non sarebbero DIFFERENZE..!

    16. Dico no 11 dicembre 2023

      Concilianti, non conciliabili.
      È differente.

      Ci avvicinano alla comprensione

    17. BrunoWald 11 dicembre 2023

      "Io punto molto sugli africani".

      Loro invece puntano molto su di te, per vivere alle tue spalle. Poi, quando saranno abbastanza forti ti prenderanno tutto, liberandoti da ogni preoccupazione terrena. In questo senso saranno effettivamente dei "liberatori".

      "Noi siamo troppo lessi, non abbiamo più le palle.
      Siamo troppo vigliacchi".

      Quando si fanno questo tipo di affermazioni, sarebbe buona norma parlare per se stessi.

    18. Moderatore 11 dicembre 2023

      Una precisazione, nel caso le fosse sfuggito il senso della Moderazione.

      Il commentatore Jimbo non si è rivolto a nessun altro commentatore in modo specifico, ha scritto in generale, quindi la Moderazione non è intervenuta.

      Lei, invece, si è.rivolto a lui direttamente, quindi la Moderazione è intervenuta.

      A rileggerla.

    19. Jimbo 11 dicembre 2023

      A me pare che tu sia fuori tema, almeno fuori dal mio.
      Io non li voglio a migliaia qui da noi gli africani, e nemmeno supporto il multikulti. Sto dicendo che non siamo capaci per vari motivi di svegliarci e che quindi l'unica speranza per noi uccidentali sono gli altri.
      Non devono venire qua, ma possono se agganciati a un altro treno che non sia genocida dare un contributo lì da loro e aiutarci a svegliarci dal torpore.
      "Uccidentali senza palle e vigliacchi", ovviamente generalizzo, vuoi che scriva ogni volta "escluso quelli di CDC"? Ma perchè? Siamo sicuri che nel nostro piccolo mondo non siamo un pò responsabili?

    20. Fantine 11 dicembre 2023

      Ho compreso meglio il tuo pensiero, Jimbo, che non condivido, ma ti ringrazio del chiarimento.
      Sulla precisazione di escludere gli utenti di CdC, non occorreva, non l'ho presa sul personale. Era un discorso generale ed esprime un tuo punto di vista.
      Sul mio piccolo mondo, che preferisco tenere per me, posso risponderti che no, non sono e non mi sento responsabile, perché non da oggi ho scelto, pur con i miei limiti, che tipo di esistenza condurre.
      Ciò non significa che non si possa fare di più e volere fare di più o sentire di dover fare di più, ma si vive e si può sempre migliorare se stessi, soprattutto nell'amore e nella umanità.
      Grazie di questo scambio, Jimbo.

    21. Fantine 11 dicembre 2023

      Se ho ben compreso il senso del tuo commento, lo condivido, Dico no.

    22. Dico no 11 dicembre 2023

      Boh, tu cos'hai capito?

    23. Bertozzi 11 dicembre 2023

      Dici delle cose giuste e ovvie. Niente di strano che nessuno ti capisca. Poi bisogna capire dove tira il vento, caro Jimbo, pure qui, che è diventato politically correct e volemose bene, alcune cose proprio non puoi dirle, alla faccia della libertà di parola.

    24. Arian Van Heisen 11 dicembre 2023

      quindi posso scrivere in senso generale che i moderatori sono dei cretini ?
      eheheheh..!

    25. Moderatore 11 dicembre 2023

      Ci sono moltissimi esempi di epiteti più o meno ingiuriosi rivolti a gruppi/nazioni/enti/etc. sui quali la moderazione non interviene.
      Esiste inoltre un filtro automatico in aggiornamento, che provvede a bloccare in automatico messaggi con epiteti 'sospetti'

      Diverso sarebbe se lei desse del '...' a me direttamente nel corso di uno scambio di opinioni tra noi due. In questo caso ci sarebbe un intervento della moderazione.

      Se non fossi stato chiaro, resto a sua disposizione.

    26. luben 11 dicembre 2023

      Gli Italiani sperano sempre che qualcun'altro li salvi, senza che loro non debbano far nulla e come se il salvataggio fosse gratuito; Ma stiamo ancora pagando molto caro quello del '45.
      L'ignavia sociale e politica è la caratteristica più profonda del nostro popolo, tutto, da nord a sud, e le eccezioni non riescono a cambiare lo stato delle cose. Ma non ci sono santi in paradiso, per un popolo infantile, in vacanza dalla storia e dal proprio destino.

    27. BrunoWald 11 dicembre 2023

      A parte l'accenno all'incolpevole D'Annunzio, sottoscrivo.

    28. BrunoWald 11 dicembre 2023

      "Non devono venire qua, ma possono se agganciati a un altro treno che non sia genocida dare un contributo lì da loro e aiutarci a svegliarci dal torpore."

      Ma è così difficile capire che se fossero migliori di noi non verrebbero qui ad approfittare della situazione, ma farebbero la rivoluzione a casa loro?

      Vogliono esattamente le stesse cose che hanno gli occidentali che tanto disprezzi, solo che a differenza di questi ultimi non hanno nulla da perdere e se le prenderanno con la forza.

      Infatti su un punto hai ragione: presto "ci daranno la sveglia", alla grande, e sarà un momento glorioso perché per ogni venti o trenta pecoroni che si lasceranno sgozzare, ce ne sarà uno che venderà cara la pelle.

    29. Cachafaz 21 dicembre 2023

      La Russia non ci puo' salvare? Dipende. A breve avranno un mucchio di sarmat...poi, possono anche far finta che non ce l'hanno, ma purtroppo per noi (loro) ce l'hanno...

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