Usa e Israele attaccano l'Iran: "Guerra preventiva". Teheran contrattacca colpendo le basi americane e chiude Hormuz

Usa e Israele attaccano l'Iran: "Guerra preventiva". Teheran contrattacca colpendo le basi americane e chiude Hormuz
Il punto sull'aggressione sionista e americana alla Repubblica Islamica dell'Iran. Ultime notizie dall'Iran con Hanieh Tarkian e Fabio De Maio - Di Logos e Civiltà

Le forze armate di Israele e degli Stati Uniti hanno lanciato una massiccia operazione di "guerra preventiva" contro l'Iran colpendo diverse zone strategiche proprio nel centro di Teheran; secondo le agenzie di stampa statali Fars e IRNA, sono stati segnalati attacchi anche nelle città di Isfahan, Qom, Lorestan, Karaj, Kermanshah e Tabriz. Un attacco congiunto di grande portata, iniziato stamani.

Israel Katz, ministro della difesa del governo di Tel Aviv, ha comunicato che "Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l'Iran per rimuovere le minacce allo Stato" e che " nell'immediato si prevede un attacco missilistico e con droni contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile".

Secondo quanto riporta la CNN, “l'esercito degli Stati Uniti sta intraprendendo un'operazione massiccia e in corso per impedire a questa dittatura radicale e malvagia di minacciare l'America e i nostri interessi fondamentali di sicurezza nazionale”, ha affermato Donald Trump in un videomessaggio. “Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica”. Ha affermato che l'Iran stava lavorando per ricostruire il proprio programma nucleare dopo i bombardamenti statunitensi di giugno 2025 sulle sue strutture nucleari.

L'obiettivo è il cambio di regime, Trump si rivolge agli iraniani mentre li bombarda: “Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo. Sarà vostro. Probabilmente sarà la vostra unica occasione per generazioni”, “per molti anni avete chiesto l'aiuto dell'America, ma non l'avete mai ottenuto. Nessun presidente era disposto a fare ciò che io sono disposto a fare stasera. Ora avete un presidente che vi sta dando ciò che volete, quindi vediamo come reagirete”, ha detto. “L'America vi sostiene con una forza schiacciante e devastante. Ora è il momento di prendere il controllo del vostro destino e di liberare il futuro prospero e glorioso che è a portata di mano”, ha continuato. “Questo è il momento di agire”, ha concluso il presidente. “Non lasciatevelo sfuggire”.

L'esercito statunitense ha denominato l'attacco all'Iran “Operazione Epic Fury”, Furia epica, mentre gli israeliani "Roaring Lion", Leone ruggente.

L'imperialismo è così, spietato e messianico, ce lo ricorda la giornalista della Cnn Tal Shalev che sul sito del broadcaster americano scrive:

"Il momento dell'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran ha un significato simbolico nel giudaismo. In vista della prossima festività ebraica di Purim, i fedeli leggono una parte specifica dell'Antico Testamento, nota come Zachor. Il passo del libro del Deuteronomio ordina agli antichi israeliti di ricordare l'attacco non provocato della nazione di Amalek e di sradicare il ricordo di Amalek una volta che gli israeliti si saranno stabiliti nella loro terra. Il brano viene letto pubblicamente prima di Purim per adempiere al precetto di ricordare Amalek come nemico archetipico di Israele".

Teheran ha sempre sostenuto che il suo programma nucleare è solo a scopo civile. Fino alla giornata di ieri si erano svolti negoziati indiretti in Oman tra Stati Uniti e Iran, questa è stata la risposta occidentale: non gli interessa la diplomazia ma la guerra di conquista.

Secondo fonti di stampa Reuters, la Guida suprema dell'Iran non si troverebbe a Teheran ma trasferito in un luogo sicuro, i media statali iraniani hanno affermato che il Paese si sta preparando a una "risposta schiacciante" agli attacchi. Intanto Israele, in stato di massima allerta, conferma "missili in arrivo", secondo quanto riporta l'agenzia russa Tass, Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell'Iran ha annunciato un'importante operazione di ritorsione contro Israele, mentre Netanyahu afferma che l'attacco è finalizzato a rimuovere una “minaccia esistenziale”.

"Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro obiettivi militari e civili, violando gravemente la sovranità dell'Iran, ha dichiarato il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica". Il ministero ha esortato tutti i paesi membri delle Nazioni Unite a condannare l'aggressione contro l'Iran.

Si è espresso in un comunicato il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano: "Questa mattina il sanguinario regime degli Stati Uniti, insieme al regime corrotto sionista, ha condotto un’operazione aerea contro alcuni centri del Paese. Ciò è avvenuto ancora una volta durante i negoziati, e questa azione malvagia è stata compiuta mentre erano in corso le trattative. Il nemico immagina che il tenace popolo iraniano, con questi atti codardi, si arrenderà alle loro meschine richieste. Le Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran hanno iniziato una risposta decisa alle loro azioni ostili e informeremo costantemente il caro popolo sugli sviluppi".

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Le quotazioni del greggio sono schizzate alle stelle in pochi minuti: il Brent del Mare del Nord ha superato agevolmente la soglia dei 115 dollari al barile, registrando un rialzo a doppia cifra, mentre il WTI americano viaggia di pari passo. Si arriverà al blocco o al minamento dello Stretto di Hormuz, lo snodo marittimo cruciale attraverso cui transita circa un quinto del consumo globale di petrolio? Anche i prezzi del gas naturale hanno subìto un' incredibile impennata sui mercati europei, in vista di una instabilità in tutto il Golfo Persico.

Il Vice Presidente del Consiglio di Sicurezza russo Dmitry Medvedev, ha così commentato sul suo canale Telegram l'attacco Usa - Israele alla Repubblica Islamica:

"Il pacifista ha mostrato ancora una volta il suo vero volto. Tutti i negoziati con l'Iran erano un'operazione di copertura. Nessuno aveva alcun dubbio al riguardo. Nessuno voleva davvero negoziare qualcosa di specifico. La questione è chi ha più pazienza per aspettare la fine ignominiosa del proprio nemico. Gli Stati Uniti hanno solo 249 anni. L'impero persiano è stato fondato più di 2500 anni fa. Vedremo tra 100 anni…"

Come riporta Russia Today, Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) dell'Iran, un ramo d'élite dell'esercito di Teheran, ha confermato che gli attacchi sono in corso, affermando che “in risposta all'aggressione del nemico ostile e criminale... è iniziata la prima ondata di attacchi missilistici e con droni da parte della Repubblica Islamica dell'Iran verso i territori occupati”.

Non solo il contrattacco iraniano colpisce anche basi americane nell'area: "La base aerea di Al Udeid in Qatar, la base aerea di Al Salem in Kuwait, la base aerea di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti e la base della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti in Bahrein sono state oggetto di attacchi missilistici", lo riporta il media iraniano PressTv. Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato che l'Operazione "Truth Promise 4", Promessa Veritiera 4, è stata lanciata "in risposta all'aggressione americano-sionista contro il territorio iraniano".

Lo spazio aereo è stato chiuso in Israele, Iran, Qatar, Bahran, Syria e Iraq.

L'agenzia di stampa britannica Reuters, per bocca di "un funzionario israeliano" afferma che "sia la Guida Suprema iraniana Ayatollah Ali Khamenei che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sono stati presi di mira dagli attacchi statunitensi e israeliani. I risultati degli attacchi non sono chiari (...) I media iraniani hanno anche riferito che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi è al sicuro."

Questo è quanto riporta attualmente l'agenzia stampa cinese Xinhua che ha i corrispondenti sul posto: "Le immagini televisive mostrano enormi nuvole di fumo che aleggiano su un quartiere densamente popolato di Teheran, e i giornalisti di Xinhua hanno visto i residenti locali affollarsi sui tetti per vedere meglio la situazione in evoluzione. Alcuni hanno usato i loro telefoni per immortalare il fumo denso che saliva dalle esplosioni in lontananza. Eppure, nonostante il conflitto, la vita quotidiana in molte parti di Teheran sembra in gran parte inalterata. Le strade sono ancora trafficate e i bar affollati di giovani clienti. Mentre Xinhua stava scrivendo l'articolo, un amico iraniano ha contattato per chiedere se fosse tutto a posto. “Non aver paura, amico mio”, ha detto nel messaggio. “Era inevitabile che succedesse. Lo avevamo previsto da tempo”.

Secondo Press Tv, un attacco americano ha colpito una scuola a Minab, importante e popolosa città dell'Hormozgan, situata a est di Bandar Abbas nell'entroterra dello Stretto di Hormuz, uccidendo 36 studentesse - VIDEO.

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Intanto, Il ministero degli Esteri russo ha definito gli attacchi «un atto di aggressione armata premeditato e non provocato contro uno Stato membro dell'ONU sovrano e indipendente», chiedendo l'immediata cessazione della campagna militare e il ritorno alla diplomazia.
In una dichiarazione pubblicata su Telegram, il ministero ha accusato Washington e Tel Aviv di “nascondersi dietro” le preoccupazioni sul programma nucleare iraniano mentre perseguono un cambio di regime, avvertendo che gli attacchi rischiavano di scatenare una “catastrofe umanitaria, economica e forse nucleare” nella regione e accusando gli Stati Uniti e Israele di “far precipitare il Medio Oriente in un abisso di escalation incontrollata”. Mosca ha definito “inaccettabile” il bombardamento di impianti nucleari sotto il controllo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica e si è detta pronta ad aiutare a negoziare una soluzione pacifica, attribuendo la piena responsabilità dell'escalation agli Stati Uniti e a Israele.

Anche il Pakistan, altra potenza nucleare, giudica ingiustificati gli atti di guerra contro l'Iran, lo fa il ministro degli Esteri Ishaq Dar durante una telefonata con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi. Dar ha anche chiesto “l'immediata cessazione dell'escalation attraverso la ripresa urgente della diplomazia per raggiungere una risoluzione pacifica e negoziata della crisi”.

Al solito, incredibile e umiliante la dichiarazione della Ue in merito alla guerra in corso: "Invitiamo tutte le parti a dar prova della massima moderazione, a proteggere i civili e a rispettare pienamente il diritto internazionale". Così il Presidente del Consiglio Ue e la Presidente della Commissione in una dichiarazione congiunta: "moderazione da tutte le parti" mentre viene avviata un'azione preventiva ed unilaterale del proprio padrone d'oltreoceano contro una nazione indipendente, è il massimo della democraticità tecnocratica che possono esprimere i nostri della Ue, sempre al guinzaglio di Washington: come te nessuno mai.

E la nostra Meloncina nazionale? Ecco cosa hanno partorito stamani le nostre alte istituzioni tricolori:

"In questo momento particolarmente difficile, l’Italia rinnova la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici. Il Presidente del Consiglio si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni".

E la guerra dove sta? A Sanremo va tutto bene.

Come aveva predetto analiticamente pochi giorni il giornalista e analista geopolitico Pepe Escobar su Strategic Culture, l'Iran rappresenta "Lo scontro decisivo".

Tutto il dramma ruota attorno all'imperativo immediato di spostare l'attenzione dai Dossier Epstein – o dagli Stati Uniti dell'Isola di Epstein che si scontrano con il Collettivo Occidentale Epsteiniano. Il Sindacato Trump-Bibi-Epstein deve per forza cambiare la narrazione. Negli Stati Uniti imperversa una gigantesca bolla speculativa; storicamente, l'Impero del Caos, del Saccheggio e degli Attacchi Permanenti entra sempre in guerra dopo lo scoppio di una bolla. Il Dipartimento delle Guerre Eterne avrà un budget superiore del 50% nel 2027. Eppure le guerre devono iniziare ora. Il complesso militare-industriale, o meglio il MICIMATT, come memorabilmente definito da Ray McGovern (complesso think tank militare-industriale-congressuale-intelligence-media-accademico) è l'unica valvola di sfogo per un turbo-capitalismo occidentale in ritardo dal punto di vista economico e con la sua “credibilità” morta e sepolta.
Il nuovo paradigma – il caos internazionale senza alcun tipo di regola – è ora nudo. È estremamente, pornograficamente predatorio: l'etica di Epstein lo cattura alla perfezione. E la Storia si ripete – sempre come una farsa: la guerra per procura contro la Russia in Ucraina continuerà. È un'ossessione dell'“élite” europea. E proprio come nel 1941, è per le immense risorse naturali della Russia. Quindi Nietzsche aveva ragione, come al solito, già nel 1888. Stiamo vivendo gli ultimi spasimi della caduta occidentale e postmoderna nel nichilismo. La post-verità, in un'altra perla di (in)giustizia poetica, trova riscontro in Truth Social. Il nostro attuale malessere profondo e oscuro potrebbe essere facilmente analizzato come la conclusione logica di un lungo processo che comprende l'impero persiano, le guerre greco-persiane, il loro impatto sulla cultura greca, l'ellenismo, l'impero romano, l'emergere del cristianesimo e dell'islam, le Crociate, il Rinascimento, l'era delle scoperte che ha superato il commercio intra-eurasiatico, la Rivoluzione industriale, l'Illuminismo, l'indipendenza americana, la rivoluzione francese, l'idealismo tedesco, le rivoluzioni del 1848, Nietzsche, la prima e la seconda guerra mondiale.
Nel corso di due millenni, Platone e Aristotele fornirono l'architettura filosofica per questa tradizione. Poi, già nel 1945, l'intero edificio crollò. Il capitalismo liberale e la “democrazia” americana si sono imposti come verità incontestabili – e hanno posto fine allo spazio per un dibattito ideologico sostanziale. La fine dell'URSS diede vita alla suprema stoltezza della “fine della Storia” – e quindi alla fine del pensiero critico. Solo ora, con la trasformazione e l'ascesa della Cina, l'Occidente è costretto a tornare alla Storia, di cui d'ora in poi sarà per lo più spettatore. L’intero Occidente frammentato ha perso definitivamente la capacità di localizzarsi storicamente. L'Occidente è ora sotto il dominio totale dello Scombussolatore. La logica del Scombussolatore si applica, ad esempio, al suicidio energetico dell’UE. L'Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA), con sede in Ohio, ha recentemente stimato che entro il 2030 gli Stati Uniti potrebbero arrivare a produrre fino all'80% delle importazioni di GNL dell'UE. Ciò è legato all'accordo commerciale annunciato lo scorso luglio, che impegna l'UE ad acquistare la cifra mastodontica di 750 miliardi di dollari in prodotti energetici statunitensi entro il 2028. La perdita del gas russo a basso costo e la dipendenza dal costosissimo GNL dell'Impero del Caos rappresentano la fine delle imprese industriali in tutta l'UE. Chiusure e fallimenti sono già la norma, soprattutto nell'ex potenza industriale tedesca. Chiamiamolo il Trionfo della Deindustrializzazione.
Nel frattempo, gli attori razionali del RIC (Russia-India-Cina) investono in un complesso sviluppo strategico. Spunto su una combinazione tra l'intelligente impegno tattico della Russia, una promessa usata come leva, con alcuni domini in dollari statunitensi; la costante espansione dello yuan internazionalizzato; l'India che sfrutta anche le relazioni con gli Stati Uniti, promuovendo al contempo l'architettura del sistema di pagamento BRICS; e la sicurezza marittima interconnessa, come nelle esercitazioni navali Russia-Cina-Iran. La progettazione di cinque sfere di influenza da parte della Strategia per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti sta già annaspando: Stati Uniti, Russia, Cina (entrambi designati come nemici), India e Giappone (un vassallo degli Stati Uniti). L'NSS insiste sul fatto che “la sicurezza, la libertà e la prosperità del popolo americano sono direttamente collegate alla nostra capacità di commerciare e di essere implicati in una posizione di forza nell'Indo-Pacifico".
Quindi in realtà si tratta di una minaccia di guerra, non di un'offerta geoeconomica. Perfino l’India può vederlo. Qualcosa di totalmente in sintonia con il principale e disperato bisogno imperiale di risorse naturali e di controllo dei territori strategici. Il Nuovo Grande Gioco si evolve, ma il campo di battaglia chiave è pronto: Stati Uniti-Cina. Tutto il resto gli è subordinato. Neo-Caligola visiterà la Cina all'inizio di aprile. Quando si parla dello scontro decisivo.
Neo-Caligola cercherà, sotto pressione, di procurarsi una sorta di grande accordo per assicurarsi il dominio del dollaro USA. Grave fallimento garantito – poiché l’Impero del Caos cerca ancora di costringere la Cina mentre ha un disperato bisogno della sua cooperazione. Ciò che conta davvero per Pechino è internazionalizzare lo yuan costruendo corridoio dopo corridoio sostenuto dall’oro. E usando la sua potenza di fuoco finanziaria con discrezione – sia limitando le esportazioni di argento sia scaricando le tesorerie statunitensi. Pechino sa fin troppo bene che la pila di bolle tipicamente americane può essere sostenuta solo da un controllo oligarchico ferreo e da una stampa di denaro senza fine. Non esiste un piano B. Siamo già entrati in una nuova fase storica: niente esclusione di colpi, niente perifrasi, nemmeno un tentativo di giustificare qualcosa. Ciò vale, ad esempio, per la pirateria perpetrata dagli americani – e in una certa misura dagli europei – ai danni delle risorse navali russe.
L'Iran rispecchia lo scontro decisivo: o prevale l'imperialismo sionista statunitense, oppure prevale la multipolarità – come rappresentato dal partenariato strategico Russia-Cina e dai BRICS. Non c'è quindi da stupirsi che l'onnipresente campo di battaglia diventi sempre più feroce giorno dopo giorno.

Mentre su Teheran e altre città iraniane cadono le bombe dell’operazione militare congiunta Usa-Israele, Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià di Persia e figura di spicco dell’opposizione in esilio, ha immediatamente espresso un forte sostegno all’intervento di Netanyahu e Trump, invitando gli iraniani a essere pronti a scendere prossimamente in strada per il futuro “regime change” nel Paese.

In un messaggio pubblicato su X, rivolto ai “miei cari compatrioti”, Pahlavi ha descritto l’operazione come un “intervento umanitario” promesso da Trump e finalmente arrivato.

Pahlavi ha precisato che l’obiettivo non è l’Iran né il suo popolo, ma “la Repubblica Islamica, il suo apparato repressivo e la sua macchina di morte”.

هم‌میهنان عزیزم،

لحظاتی سرنوشت‌ساز پیشِ روی ماست. کمکی که رئیس‌جمهور ایالات متحده به مردم شجاع ایران وعده داده بود، اکنون رسیده است. این یک مداخله بشردوستانه است؛ و هدف آن، جمهوری اسلامی، دستگاه سرکوب و ماشین کشتار آن است؛ نه کشور و ملت بزرگ ایران. اما، با وجود رسیدن این کمک،… pic.twitter.com/kRiamgeCpS — Reza Pahlavi (@PahlaviReza) February 28, 2026

Magari l'intervento umanitario in corso sponsorizzato dal nuovo Pahlavi include anche le decine di bambine estratte morte dalle macerie della scuola di Minab buttata giu' da Stati Uniti e Israele, inclusa la clinica adiacente, per impedire la consegna di aiuti umanitari?

Il metodo del vecchio Pahlavi non tramonta mai quando gli sponsor sono sionisti e americani. Le ultime notizie parlano di 85 scolari morti.

Intanto, l'Alto Commissario Onu dei diritti Umani, sale sul cargo Ue della "moderazione" e condanna tutti, ci mancherebbe.

Volker Türk ha espresso rammarico per gli attacchi di Israele e Stati Uniti e per gli attacchi “di ritorsione” dell'Iran. “Come sempre, in ogni conflitto armato, sono i civili a pagare il prezzo più alto”, ha affermato Türk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. “Le bombe e i missili non sono il modo giusto per risolvere le controversie, ma causano solo morte, distruzione e sofferenza umana”. Ha invitato alla moderazione, alla distensione e al ritorno al tavolo dei negoziati.

Nessun aggressore, nessun aggredito. Eccezionale il cerchiobottismo ed il doppio standard Uccidentale.

La Cina chiede un'immediata cessazione dell'aggressione militare statunitense e israeliana contro l'Iran, si dice fortemente preoccupata per gli attacchi militari lanciati da Stati Uniti e Israele, lo ha dichiarato il Ministero degli Esteri, sottolineando che la sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale dell'Iran devono essere rispettate.

L'Iran ha chiuso lo stretto di Hormuz

Le navi con petrolio e gas si stanno accumulando nello Stretto di Hormuz, bloccato dalla Repubblica Islamica come ritorsione per gli attacchi.

Mancano meno di due giorni all'apertura delle contrattazioni in Borsa e al forte aumento dei prezzi del carburante. Si prefigura il rischio non solo di una guerra regionale ma anche di una crisi energetica senza precedenti a livello internazionale.

Intanto, la Tass riporta che, al momento, sarebbero più di 200 i morti e 700 i feriti a seguito degli attacchi odierni in ben 24 province iraniane, i dati provengono dalla Mezzaluna Rossa iraniana.

Mentre i media mainstream occidentali, citando fonti israeliane, danno per morta la Guida suprema iraniana Khamenei, alle 21.07 la televisione statale Press tv rilancia il Portavoce del Ministero degli Affari Esteri di Teheran: "il Leader e il Presidente dell'Iran sono al sicuro".

Scrive la TASS, Il leader supremo iraniano, l'ayatollah Ali Khamenei, e il presidente del paese Masoud Pezeshkian sono vivi e al sicuro. Lo ha dichiarato al canale televisivo Sky News rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica Esmail Bagai.

Iranian Foreign Ministry spokesman Esmail Baghaei says in an interview with Sky's @MarkAustinTV that the country's leadership is 'safe and sound'.

🔗 https://t.co/ABp9zYr8oo pic.twitter.com/ydeH72t5lS

— Sky News (@SkyNews) February 28, 2026

Anche secondo le agenzie di stampa Tasnim e Mehr riferiscono che l'Imam Khamenei è “saldo e determinato nel comandare il campo”.

Ciò contraddice le notizie diffuse da Reuters e dai media israeliani secondo cui sarebbe stato ucciso oggi nei raid aerei statunitensi-israeliani.

"Khamenei è morto", lo ha scritto Trump su Truth Social. Il capo della Casa Bianca non ha dato dettagli, ma ha osservato che gli Stati Uniti e Israele hanno utilizzato un sistema di sorveglianza avanzato per eliminare gli esponenti di spicco dell'Iran.

Lo rilancia la TASS: Il primo post dall'inizio degli attacchi di Israele e Stati Uniti contro l'Iran è apparso sulla pagina ufficiale della Guida Suprema dell'Iran Ali Khamenei su X. La frase “nel nome di Ali” scritta in persiano è apparsa sull'account di Khamenei.

Tra conferme occidentali e smentite iraniane sulla sorte di Khamenei, per l'agenzia di stampa Fars, quattro membri della famiglia del leader supremo sarebbero stati uccisi a seguito di attacchi israeliani e statunitensi contro il Paese. Tra questi ci sarebbero una figlia, un genero, un nipote e una nuora.

Le sirene continuano da tutta la giornata a Tel Aviv, bersaglio continuo dei missili iraniani, anche in questi minuti. Le esplosioni continuano nei territori occupati ed anche nei cieli sopra Doha, in Qatar, come riporta Aljazeera.

Secondo un recentissimo lancio dell'agenzia stampa IRNA, oggi 1 marzo ore 1:40 AM - "L'ufficio relazioni pubbliche del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato che sono iniziate la terza e la quarta ondata dell'operazione True Promise 4 in risposta all'aggressione statunitense-israeliana. L'operazione continua a colpire obiettivi militari e di sicurezza statunitensi e del regime sionista con missili più avanzati di quelli utilizzati in True Promise 3, sferrando attacchi più precisi e devastanti".

Una notte di guerra, l'ennesima, per un Medio Oriente tanto ricco quanto dilaniato dall'imperialismo.

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Ultimo aggiornamento ore 00,05

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Perchè L'Iran?

Di Lo Sparviero per ComeDonChisciotte.org

Lo scritto che presentiamo è la relazione svolta da Nicola Casale in un dibattito che si è tenuto a Mestre sabato 21 febbraio sull'"amletico" tema: "Iran: sollevazione popolare spontanea o tentativo occidentale di instaurare un governo amico?".

La semplice, chiara e tagliente relazione di Nicola scioglie ogni amletico dubbio. Non si tratta, a nostro parere, di "libero confronto di diverse opinioni" ma di schieramento di forze lungo opposte linee di tensione fisiche/materiali e ideali/spirituali. Il carattere della lotta è esistenziale, per la vita o per la morte, non solo per la Repubblica Islamica iraniana. Questa Lotta Suprema drammaticamente in atto in Iran, in Palestina, in tutta l'Asia occidentale è infatti parte di una lotta generale che coinvolge il mondo intero ed il suo tema di fondo è stato molto ben centrato in un intervento che abbiamo recentemente presentato al "pubblico" italiano: "E' necessario comprendere che la scelta che abbiamo davanti non è tra diversi tipi di capitalismo, ma tra il capitalismo e la sopravvivenza umana. I bambini che piangono nelle prigioni di Epstein e i bambini che muoiono a Gaza gridano la stessa voce, chiedendoci di scegliere tra preservare un sistema che premia i mostri e costruire un mondo in cui la dignità umana diventi il fondamento dell'organizzazione economica e politica..." (1)

Aggiungiamo alla relazione di Nicola un testo ancora più semplice, chiaro e tagliente di Caitlin Johnstone, autrice della cui matrice politico-ideologica nulla conosciamo e non ci interessa di conoscere per apprezzarne il sincero ed esemplare slancio anti-imperialista.

Ognuno/a, ciascuno/a per come può e si sente, si disponga lungo la linea di tensione fisica e spirituale che ci è imposta dalle cose, dai fatti. Ready for Supreme battle!

1. Vedi: "Perché i pedofili sono i capitalisti di maggior successo?" in

https://comedonchisciotte.org/fuori-e-oltre-gli-orrori-delle-isole-e-dei-ranch-di-epstein-spezziamo-la-cappa-di-omerta/

Teheran: Ready for Supreme battle!

Conoscere dall'interno l'Iran (e non solo tramite la propaganda occidentale) dovrebbe essere il minimo per chiunque abbia una visione almeno critica del sistema in cui viviamo. Il fine non è quello di aderire o meno alla forma di potere che vige lì, tanto meno di proporla come esempio da diffondere da noi o altrove. Ma quello di interrogarci sul perché le potenze che, come ha detto Rubio a Monaco, per 500 anni hanno dominato il mondo, odiano così pervicacemente l'Iran e cercano di inculcare lo stesso odio nelle masse dei propri paesi. Il problema, quindi, non è di stabilire se l'Iran corrisponda o meno ai nostri modelli preferiti, ma se contrastiamo o no l'aggressione imperialista dei nostri stati oppure facciamo i pesci in barile prendendo le distanze da entrambi, i nostri stati e l'Iran. È storia vecchia. Il colonialismo europeo si è fatto strada come portatore di civiltà ai popoli barbari. I socialisti, anche quando si opponevano a specifici interventi coloniali dei propri stati, condividevano di essere parte di una superiore civiltà caricata del compito di portare i barbari al progresso. Aggiungendo, ovviamente, le loro specifiche denunce dei regimi barbari come anti-proletari e anti-democratici. Con ciò, si lasciava intendere ai proletari che non fosse il caso di battersi per impedire il colonialismo, e che, tutto sommato, un'occupazione europea avrebbe elevato i barbari alla moderna lotta di classe, quella che avrebbe favorito il socialismo. Tutto il colonialismo europeo si è basato su questo patto di classe. Non era solo fatto ideologico, ma drammaticamente pratico per i risvolti delle famose briciole di cui parlava Lenin. La storia, si sa, è una grande maestra di vita. Peccato che abbia pochi discepoli. Così oggi vediamo gli epigoni dei socialisti di allora, partecipare alle fanfare contro Gheddafi, Assad, gli Ayatollah, ecc. per evitare, come allora, di dichiarare: giù le mani del colonialismo e dell'imperialismo da qualunque paese, a prescindere da ogni giudizio sul suo sistema politico ed economico! Insomma, l'auto-determinazione tanto cara a Lenin! L'Iran, non di meno, non è uno dei tanti paesi da sottomettere e saccheggiare, ma devono esserci altri motivi vista l'intensità dell'aggressione. Cercherò di richiamarli brevemente.

Perché l'Iran?

Partiamo da Israele

Per Netanyhau l'Iran è la testa del serpente da schiacciare per uccidere tutto il serpente. Se non viene distrutto l'Iran, Israele non può dichiarare la vittoria completa e compiere il suo progetto: schiacciare i palestinesi e assumere l'egemonia su tutta l'Asia Occidentale. Il serpente è l'Asse della Resistenza: Hamas, Hezbollah, le milizie iraqene, Ansarallah. Tutte queste sono state organizzate, sostenute e armate dall'Iran, la testa del serpente. Senza questo meticoloso lavoro progettato da Soleimani, assassinato da Trump, e ai sacrifici che è costato all'Iran, non ci sarebbe stata la Tempesta di Al Aqsa, Israele non sarebbe stato esposto a una bruciante sconfitta che ne ha distrutto la mitica deterrenza, non avrebbe dovuto affrontare la guerra più lunga della sua storia, su molteplici fronti che lo hanno messo a dura prova, e, probabilmente, prostrato fino al punto che il suo futuro è sempre più incerto. Netanyhau vede giusto o è pazzo? Per stabilire il pieno dominio sui palestinesi, non basta opprimerli in ogni modo, ma Israele deve fare terra bruciata intorno a loro. Le coalizioni arabe delle prime guerre sono state dissolte. Le monarchie arabe sono state messe sotto il controllo Usa, l'Egitto di Nasser è stato distrutto dall'interno e sottomesso alla dipendenza finanziaria da Washington e dalle monarchie del Golfo, le velleità dell'Iraq a favore della Palestina sono state bruciate in due delle aggressioni più brutali dell'imperialismo collettivo, la Libia di Gheddafi è stata annichilita e trasformata in uno stato fallito. Mentre tutti i nemici reali o potenziali di Israele venivano eliminati, attorno ai palestinesi si è creata una nuova cerchia di solidarietà, l'Asse, che si è rivelata molto più potente di tutte le alleanze precedenti, perché non basata sulla resistenza di stati, ma sulla resistenza dei popoli. Al punto che, per sconfiggerla, Israele ha dovuto invocare l'intervento diretto dell'imperialismo. Questo è fallito con lo Yemen, ha ottenuto risultati parziali in Libano che non riesce a consolidare e deve rinnovare continue minacce all'Iraq per indurlo a sciogliere le milizie popolari. Israele non ha ancora vinto, e può vincere davvero solo se schiaccia la testa del serpente. Ci può piacere o no la direzione politica, ideologica, religiosa dell'Asse, ma non possiamo evitare di riconoscere che questo per Israele si è rivelato un nemico formidabile, il più formidabile che abbia mai dovuto incontrare, e che ha dato ai palestinesi una nuova speranza di resistenza vittoriosa.

Perché l'Iran?

Ancora per Israele

Israele è un paese piccolo e senza risorse che risiede in una regione con centinaia di milioni di abitanti che non potranno mai essere trasformati in acquiescenti sostenitori di Israele, e che, dunque, potranno di continuo dar vita a forme di resistenza. Perciò, per sopravvivere Israele deve circondarsi di stati falliti (Siria, Libano, Libia, Sudan), a minaccia continua di fallimento (Giordania, Egitto) o sotto stretto controllo Usa (Paesi arabi del Golfo). L'unico stato che cerca di esercitare una politica indipendente e contraria a Usa e Israele rimane l'Iran. Costringerlo a capitolare o distruggerlo spianerebbe la strada al definitivo assoggettamento dei palestinesi e darebbe a Israele la garanzia di diventare la potenza egemone di tutta la regione, con risvolti anche sul piano dello sfruttamento economico delle risorse e del valore espropriato al lavoro.

Perché l'Iran?

Per l'imperialismo

Israele è, fin da quando è stato concepito, un insediamento di una colonia di europei nel cuore della Palestina. Il sionismo è l'ideologia con la quale si sono radunate le bande di europei colonizzatori e si è nascosto il loro insediamento dietro la coltre morale del pagamento del debito storico dell'Europa per le persecuzioni anti-ebraiche. L'Inghilterra lo concepì nel momento in cui l'Impero Ottomano stava per disintegrarsi. Mentre prometteva agli arabi un'unica nazione araba, si spartiva i resti dell'Impero con la Francia. Insieme disegnarono confini di nuovi stati con monarchi sotto la loro protezione e, per porre il sigillo definitivo del loro potere, insediarono Israele. Il mondo arabo sarebbe stato diviso per sempre e per sempre dipendente e sottomesso all'unico paese a cui sarebbe stato consentito lo sviluppo economico, finanziario, commerciale, militare: Israele. In quel momento si voleva evitare un'unica nazione araba, la cui demografia e ricchezza di risorse rischiava di trasformare in un fenomenale concorrente sul piano industriale, commerciale, geopolitico, militare, ecc. E, poi, si iniziava a comprendere l'importanza del petrolio e gli immensi giacimenti che erano diffusi in tutta l'area.

Perché l'Iran?

Ancora per l'imperialismo

Dopo la II g.m., il nuovo egemone imperialista, Usa, ha preso in mano il testimone e perfezionato sia la potenza israeliana che il dominio diretto e indiretto su tutti i paesi della regione. L'equilibrio dell'Asia Occidentale attorno al perno Israele è stato fondamentale per tutta l'epoca che arriva fino a noi. Gli Usa hanno costruito intorno a esso il totale dominio sulle risorse petrolifere che hanno svolto un ruolo decisivo nella ripresa dell'accumulazione capitalistica dopo la II g.m. Controllo delle quantità estratte, del commercio, e del prezzo. Ma anche appropriazione della rendita che scaturisce dal commercio, lasciata in parte a poche oligarchie dominanti su una regione conservata nel sotto-sviluppo. E con la disponibilità della rendita petrolifera e la protezione ai monarchi hanno trasformato il dollaro nella valuta mondiale di scambio e riserva, costruendo un sistema che gli ha consentito di arricchirsi alle spalle di tutto il resto del mondo, assieme ai fedeli vassalli felici.

Perché l'Iran?

Ancora per l'imperialismo

Perno del controllo della regione, e perno dell'imperialismo a scala mondiale. Non solo Usa ma anche del gruppetto di vassalli felici che ne hanno beneficiato, tra cui le potenze europee, Italia compresa. Ristabilire e consolidare l'ordine dell'Asia Occidentale con perno su Israele è, perciò, vitale anche per l'imperialismo collettivo. Tanto le esigenze autonome di Israele, quanto quelle convergenti con l'imperialismo rendono, quindi, l'Iran la testa del serpente che entrambi devono necessariamente schiacciare. Con la capitolazione o la distruzione dell'Iran sarebbero realizzati una serie di obiettivi decisivi per l'imperialismo che elenco, senza approfondire:
  • rimettere Israele al vertice sommo della regione e dirottare le forze militari Usa altrove, in Asia Centrale e Orientale;
  • aprire un cuneo verso l'Asia Centrale contro Russia e Cina;
  • interrompere le Vie della Seta cinesi di cui l'Iran è un terminale fondamentale;
  • controllare completamente gli stretti della penisola arabica, Hormuz e Bab el Mandeb;
  • eliminare un pericoloso esempio di nazionalizzazione del petrolio;
  • rinforzare il dominio mondiale sul petrolio per salvare il dollaro, le finanze Usa e per condizionare lo sviluppo di Cina e altri paesi;
  • sanare la ferita dell'umiliazione subita con la rivoluzione del '79.
Questo è il lavoro sporco che Merz e tutto l'imperialismo si aspettano da Israele, in collaborazione con gli Usa e con la stessa UE che non ha mai sospeso la sua aggressività contro l'Iran.

Perché l'Iran è contro Israele e l'imperialismo?

Per motivi religiosi? Per Israele e i governi occidentali l'Iran è una feroce dittatura islamica che per vuole sterminare gli ebrei e sottomettere tutti i paesi vicini alla propria ideologia religiosa. Per espansione territoriale? Altro motivo sostenuto dagli stessi è che l'Iran ha il solo obiettivo di affermarsi come potenza sottomettendo tutte le altre e, quindi, in realtà usa i palestinesi solo in modo strumentale. Credere a tali giustificazioni non solo è indice di accettazione della propaganda di guerra dei nostri governi e di Israele, ma è anche un violento torto alla storia dell'Iran e alla storia generale del mondo in cui viviamo. L'Iran nell'800 è stato oggetto di contese del Grande Gioco tra Impero Zarista e Inghilterra. Dissolto l'Impero Zarista, l'Inghilterra si inserì strappando concessioni petrolifere che rapinavano l'Iran delle sue risorse, lasciandolo nella miseria. Nel 1951, con Mossadeq, l'Iran nazionalizzò il petrolio, ma il suo governo fu abbattuto con un golpe di Cia e servizi inglesi (accompagnato da una delle prime "rivoluzioni colorate") che dette allo Shah il potere assoluto. Questi continuò a lasciare libera mano al saccheggio dell'imperialismo, istituì una crudele dittatura, con una sanguinaria polizia segreta, la Savak, e cercò di realizzare un'occidentalizzazione forzata dei costumi (le donne con il velo erano aggredite in strada, arrestate, e, a migliaia, torturate e violentate). Il suo regime era alleato di Israele anche contro i palestinesi. Il movimento di opposizione che scaturì contro questa dittatura era, perciò, sia contro la rapina imperialista, per nazionalizzare il petrolio, conquistare l'autonomia politica ed economica nazionale che contro l'occidentalizzazione forzata dei costumi. La rivoluzione del 1979 avvenne sotto la rivendicazione dell'autonomia nazionale e l'appropriazione delle risorse per promuovere lo sviluppo economico e sociale, impedito dal furto e dal dominio imperialista. E, allo steso tempo, contro l'occidentalizzazione forzata. E fu anche contro Israele perché è la pedina fondamentale del dominio imperialista nell'area. La direzione politica fu presa dagli ayatollah anche per la debolezza delle forze anti-imperialiste laiche e socialiste, che in tutta la regione scontavano il fallimento del progetto panarabista socialista. Il bilancio tra aspettative e risultati raggiunti dalla rivoluzione del '79 può fare individuare senz'altro i limiti e le contraddizioni dell'ordine politico retto sugli ayatollah, ma sarebbe oltremodo ingiurioso verso sé stessi non tenere conto che l'ostacolo principale allo sviluppo economico e sociale dell'Iran è lo strangolatorio regime delle cosiddette sanzioni cui è sottoposto da 47 anni, che impediscono lo sviluppo, il commercio del petrolio e persino la cura della popolazione. Con lo stesso meccanismo, gli Usa dopo aver fatto tutto il possibile per far fallire lo stato cubano oggi dicono che è fallito... per colpa sua e promettono di liberare il popolo dalla dittatura socialista. Un potere fondato direttamente sulle classi sfruttate potrebbe fare di meglio? Forse sì, ma anch'esso non avrebbe potuto esimersi dal combattere Israele e l'imperialismo. Porsi, oggi, l'obiettivo di una prima tappa di liberazione dagli ayatollah per regolare, dopo, i conti con Israele e l'imperialismo sarebbe una scelta semplicemente suicida. Per qualunque iraniano che lotti per l'indipendenza politica ed economica del suo paese con un punto di vista di classe, è vitale fare fronte con le masse contro Israele e l'imperialismo, e nell'ambito di questa lotta, anti-imperialista, lavorare a creare le condizioni per un potere più coerentemente fondato sugli interessi di classe, che, solo se sorretto da un protagonismo diretto delle masse, potrebbe, allo stesso tempo, sostituire l'ordine politico basato sugli ayatollah ed essere persino più coerente di loro a fronteggiare l'imperialismo e il suo principale agente, Israele.

Conclusioni

Solo due accenni molto veloci. 1. I palestinesi si augurano che l'Iran resista all'aggressione Usa-Ue-Israele e di rivedere i missili iraniani contro Tel Aviv. Invece di volerci continuamente sostituire a loro e alla loro "arretratezza politica" per dargli lezioni, faremmo meglio ad ascoltarli. La cancellazione dell'Iran anti-imperialista sarebbe per i palestinesi la definitiva pietra tombale. Sostenere Palestina Libera vuol dire, per noi oggi, contrastare l'aggressione imperialista all'Iran. 2. Il mondo è davanti a un'epoca di grandi sconvolgimenti. Le classi sfruttate e i popoli di tre quarti del mondo sono stanchi dei 500 anni di oppressione e rapina e, in particolare, dei 150 anni di rapina imperialista con le specifiche caratteristiche capitaliste. Possono piacere o no i soggetti o gli stati che sono oggi alla testa di questa rivolta, ma questo non deve distoglierci dalla realtà, dal contenuto dello scontro. Il quale ci pone con sempre maggiore chiarezza la domanda: da che parte stare? Dalla parte di Gaza-Mondo che resiste con tutta la sua incredibile fermezza alle forme più terribili e disumane di oppressione

o

dalla parte di Israele-Mondo che pur di mantenere il proprio predominio e i propri privilegi non esita a esercitare la più feroce brutalità? La Palestina anche in questo è il Cuore del Mondo. Nicola - 21 febbraio 2026

Teheran: Ready for Supreme battle!

Solo gli idioti credono alla propaganda di guerra sull'Iran

Caitlin Johnstone • 29 gennaio 2026 Non c'è niente che tu possa dirmi che mi convinca che l'interventismo statunitense per un cambio di regime in Medio Oriente sia una buona idea. Non c'è nulla che tu possa dire per convincermi che l'amministrazione Trump ci stia dicendo la verità sull'Iran. Non c'è nulla che tu possa dire per convincermi che i mass media ci stiano dicendo la verità sull'Iran. Non c'è nulla che tu possa dire per convincermi che le persone che hanno appena trascorso due anni a incenerire Gaza abbiano buone intenzioni nei confronti del popolo iraniano. Non c'è nulla che tu possa dire per convincermi che proteggere Israele sia una cosa buona e auspicabile che gli occidentali dovrebbero sostenere. Non c'è nulla che tu possa dire per convincermi che l'alleanza di potere globale, simile a un impero e vagamente centralizzata attorno a Washington, debba essere al comando del nostro mondo. Non c'è nulla che tu possa dire per convincermi che dovrei aiutare gli Stati Uniti e Israele a creare il consenso per una guerra per un cambio di regime criticando il governo iraniano nel mezzo di una frenetica campagna di propaganda di guerra. Non è accettabile essere adulti nel 2026 e continuare a credere che l'intervento degli Stati Uniti per un cambio di regime in Medio Oriente porterà a risultati positivi. Non è accettabile vivere in un mondo post-invasione dell'Iraq e non capire ancora che ci stanno mentendo sull'Iran. Non è accettabile aver vissuto ciò che questi mostri hanno fatto alla Libia e credere ancora che rovesciare con la forza il governo iraniano sia una causa morale e giusta da sostenere. Non è accettabile aver visto questi mostri trasformare Gaza in un parcheggio di ghiaia invaso dall'odore di cadaveri in decomposizione e credere che abbiano nobili intenzioni nei confronti del popolo iraniano. Non mi interessa se stai sostenendo i tuoi argomenti a favore del cambio di regime da una prospettiva di destra anti-Islam, da una prospettiva liberale umanitaria pro-democrazia, da una prospettiva di sinistra di "solidarietà con i nostri compagni persiani" o da una prospettiva anarchica di "opposizione equa a ogni tirannia". I tuoi argomenti sono una merda e la tua posizione è sbagliata. L'obiettivo di rovesciare il governo iraniano è dominare il pianeta in generale e il Medio Oriente in particolare. Potreste pensare che si tratti di qualcos'altro, ma vi sbagliate. Riguarda il potere e il controllo, e tutte le vostre fantasiose idee sulla libertà e la democrazia per il popolo iraniano saranno immediatamente subordinate a questi obiettivi. Se questo non vi è chiaro, siete degli idioti. L'obiettivo non è portare libertà e democrazia al popolo iraniano. Gli Stati Uniti e Israele non permettono alla democrazia di prosperare in Medio Oriente a meno che non ne possano controllare gli esiti, come stanno cercando di fare in questo momento in Iraq . Gli Stati Uniti e Israele non sono abbastanza popolari in Medio Oriente da consentire alla popolazione di controllare il proprio governo. L'obiettivo è instaurare un regime fantoccio a Teheran, o balcanizzare la nazione in più stati indipendenti facilmente controllabili, o sprofondare l'intero stato in un caos ingestibile come è successo in Libia. Nessuno di questi piani promuove gli interessi del popolo iraniano. Se sostieni i programmi di cambio di regime di Trump in Iran, allora sostieni anche l'imposizione di questo al popolo iraniano. Questo è ciò che otterresti nello scenario migliore. Nello scenario peggiore, otterresti una guerra tra Stati Uniti e Iran che scatenerebbe orrori inimmaginabili. Farebbe sembrare l'invasione dell'Iraq e tutte le sue conseguenze come un episodio di SpongeBob. Non c'è niente che tu possa dirmi che mi spinga a sostenere tutto questo. Chiamami traditore. Chiamami amante dei dittatori. Chiamami antisemita. Dimmi tutto quello che vuoi su quanto sia cattiva e meschina la leadership iraniana. Non mi importerà. Ti licenzierò, perché sei mio nemico. Chiunque sostenga la guerra con l'Iran è mio nemico. Chiunque voglia infliggere tali orrori alla specie umana è un nemico dell'umanità. Prometto che non mi farò cambiare idea. Mi piace avere la mente aperta, come si dice, ma non così aperta da farmi cadere il cervello.

Di Lo Sparviero per ComeDonChisciotte.org

28.02.2026

Commenti (32)

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    1. TizianoS 28 febbraio 2026

      Per voler seguire le politiche anti-russe l'Italia si è privata di una fonte a buon prezzo di sostanze energetiche, di cui non occorre sottolineare l'importanza per un paese che ne è privo.
      Adesso per seguire le politiche usa-israeliane l'Italia deve subire impotente un quadro potenzialmente catastrofico per le proprie residue fonti di sostanze energetiche.
      L'Italia farà la fine di Cuba, con cinque ore di corrente elettrica al giorno?
      Il governo di destra e il presidente della repubblica fuggiranno a Brindisi?
      Povera Italia, nave senza nocchiere in gran tempesta!

    1. oliver 28 febbraio 2026

      .. nel mio piccolo e nella mia impotenza oltre alle maledizioni contro le democrazie occidentaloidi non mi rimane altro che boicottare tutto ciò che proviene da quegli stati criminali e terroristi.

    1. alduccio 28 febbraio 2026

      In breve
      Amalek era semita 100% in quanto figlio di Elifaz e nipote di Esaù,
      e questo è scritto sulla Torah.
      Il 90% degli ebrei attuali non sono semiti, ma turco-finnici con lontani legami mongoli,
      l'ebreo Koestler ha scritto dei Kazari, ed anche altri illustri storici.
      Ashkenaz discende da Jafet (non da Sem),
      ed anche questo è scritto sulla Torah.

    1. Spartan 28 febbraio 2026

      Ho come la sensazione che ,in Iran, qualcosa di atomico scoppierà. Poi , vallo a sapere se è stata una bombetta israeliana o una "presunta " testata iraniana, "appena" assemblata.........

    2. oriundo2006 28 febbraio 2026

      Meglio neppure pensarlo...anche se è nelle paure di tutti.

    1. mago 28 febbraio 2026

      gli Iraniani hanno il freno a mano tirato,poi se Cina e Russia danno il via libera vedremo come si mette.

    2. Dario Lampa 28 febbraio 2026

      Dubito fortemente che Cina e Russia interverranno se non con sterili e laconici comunicati di condanna come hanno già fatto il Brasile e la Spagna. Servono azioni concrete come un embargo totale contro gli USA e Israele invece di inopportune giustificazioni come sta facendo il nostro vergognoso governo!

    3. ric 28 febbraio 2026

      embargo della RUSSIA E CINA contro gli usraeliani ?

      sarebbe in ogni caso una scadente rappresaglia...

      e'l'eurpoa che dovrebbe svegliarsi....

    1. Dario Lampa 28 febbraio 2026

      "Il principe iraniano in esilio Reza Pahlavi ha esortato gli iraniani a prepararsi a tornare in piazza mentre la Repubblica islamica “crolla” e ha invitato le forze militari, di polizia e di sicurezza del Paese a rompere con l'establishment clericale e ad unirsi a quella che ha descritto come una spinta per una transizione “stabile e sicura”".
      Ecco un altro scellerato alla pari di Trump & "Compagni di merenda": in pratica è un appello alla guerra civile nel suo Paese infischiandosi delle conseguenze che ciò comporterebbe ovvero la destabilizzazione totale dell'Iran e dell' intera regione.

    2. Dario Lampa 28 febbraio 2026

      P.S.: Oramai sembra chiaro che USA (ovvero le lobby ebraiche che comandano il buffone alla presidenza), Cina e Russia si sono spartiti il mondo e questo spiega la loro "inerzia" di fronte all' aggressione USA-ebraica. D'altronde non credo che le caste al potere di quelle nazioni vogliano annichilirsi a vicenda: la lotta contro i criminali aggressori deve partire dal basso per l'appunto, dal proletarito!
      P.S.: "...Meloni: Italia vicina agli iraniani che chiedono rispetto dei propri diritti...(Sic!!!!???)".
      E ancora:" Raid sull’Iran, Salvini giustifica Trump: Aveva i suoi motivi".
      Ecco: questo è il nostro governo traditore degli italiani, altro che " " governo patriota!!! Non ho altre parole da aggiungere se non che: una maggioranza in minoranza (l'ossimoro è d'uopo) che governa con un 23% dei voti dell' intero elettorato è di fatto delegittimata dall' astensione e non può stare al governo soprattutto quando è succube e vergognosamente suddita degli USA che infrangono sistematicamente il diritto internazionale. E le conseguenze ricadono sul "cittadino comune" già in forte difficoltà.

    1. clausneghe 28 febbraio 2026

      Questa è la prova del nove su quanto sia valida la parola data da Russi e Cinesi che si erano detti pronti a difendere l'Iran dall'attacco congiunto di Usa-Sion con ogni mezzo.
      Per ora pare che gli ordigni Israelo Americani stiano piovendo dal cielo su Tehran senza nessun disturbo.
      Che abbiano utilizzato quell'arma "esotica" vantata da Trump come decisiva per la riuscita del blitz contro Maduro?
      Il Trumpone assassino sceglie sempre il fine settimana per gli attacchi, per via di non disturbare troppo le borse..
      Sono Mostri e se qualcuno non li ferma divoreranno il Mondo intero. Sono animati dai Demoni, che sia chiaro.

    2. Dario Lampa 28 febbraio 2026

      E complice di questi "Demoni" è il nostro scellerato e svergognato governo ,asservito in tutto e per tutto agli aggressori, e il nostro PDR!
      Ma tornando ai russi e ai cinesi, che ti credi? Tutto , secondo me è stato deciso con la diplomazia. Come disse un capo di stato del passato, la diplomazia non scende in campo per evitare la guerra ma per prepararla (anche se poi il più delle volte sfugge di mano).
      Chi può fermare questi demoni sono le sollevazioni popolari, cioè le sollevazioni del popolo dei tartassati, dei lavoratori, della gente comune i quali, sia tra i vinti che tra i vincitori, sono le sole vittime di ogni guerra.
      Le guerre che conduce il putrefatto "Occidente collettivo" sono la prova lampante della crisi mortale che attanaglia il sistema liberal-capitalista, fallimentare e insostenibile sotto tutti gli aspetto il quale non può più sopperire ai falsi e alle irraggiungibili aspettative inculcate con la menzogna agli ignari nonché circonvenuti cittadini. E, dunque, l'infame sistema occidentale a guida anglo-giudaica-americana ira è costretto, per continuare a imperversare su uomini e ambiente, a mostrare il suo vero, crudele e orrendo volto!
      Solo i popoli uniti nella lotta possono sconfiggere il Demone!

    3. maghi 28 febbraio 2026

      hai troppa fiducia nei popoli. Te l'ho già detto più volte quello che fu il '68, ma te duro come il muro continui coi soliti discorsi. O ci sei o ci fai.

    4. maghi 28 febbraio 2026

      mezzi aggressori distrutti 0%, mezzi dei difensori distrutti 95%. Come al solito. I demoni non c'entrano una pippa. E' tutta e sola propaganda.

    5. Dario Lampa 28 febbraio 2026

      Sono i popoli che nel bene o nel male decidono. Lo ripeto ancora una volta (repetita iuvant): la rivoluzione (popolare) non è una moda della decade ne qualcosa legato ad una ideologia ma un moto perpetuo innato nell'animo umano che si innesca ineludibilmente e istintivamente per evitare la "fine" della società umana.
      E se questo non accadesse allora sarebbe un' altra specie a dominare il pianeta nel prossimo futuro o, nella migliore delle ipotesi, torneremmo all' età della pietra (o forse ancora più indietro).

    6. maghi 28 febbraio 2026

      ma smettila coi discorsi da terrapiattista. I popoli si ribellano solo di fronte alla loro estinzione per genocidio violento o per fame. Se il genocidio è strisciante o la fame non è generalizzata, nessuno si ribella. Al limite sperano che tocchi al vicino rompipalle.

    7. ric 28 febbraio 2026

      quali popoli ? manca il capo branco , senza il quale le pecore sono nulla.

    8. ric 28 febbraio 2026

      quando mai un popolo , massa ignara della sua forza ha deciso qualcosa ?

    9. ric 28 febbraio 2026

      sollevazioni popolari...significa una massa che reagisce a dei soprusi...solo nei film pio' succedere....

    10. Dario Lampa 28 febbraio 2026

      Il disfattismo non serve a nulla

    11. Dario Lampa 28 febbraio 2026

      Il disfattismo non serve...

    12. ric 28 febbraio 2026

      ma non sono peggiori delle illusioni..

    13. ric 28 febbraio 2026

      come reagisci tu a questo tizio ?

      aspetti una sollevazione popolare ?

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    14. maghi 28 febbraio 2026

      e allora continuiamo a sognare.

    15. clausneghe 28 febbraio 2026

      Bah, stando alle dichiarazioni ufficiali sia di Russia che di Cina non sembra che lascino passare liscia questa aggressione non concordata, se lo credi hai capito male.

    16. clausneghe 28 febbraio 2026

      Aspetta a parlare, genio. I conti si faranno a partita chiusa e cmq già ora i Gringos hanno perso le basi in M.O. Tutte polverizzate e duecento soldati Usa morti. Informati. Inoltre su Tel Aviv piovono missili a dozzine, informati. I Demoni non c'entrano dice il mago al plurale, ma intanto i Kipputi hanno bruciato vive 40 e più bambine di una scuola elementare, come fosse un sacrificio, si nutrono degli odori dei bimbi cotti, i loro Demoni, sappilo.

    17. oriundo2006 28 febbraio 2026

      Dimostrano che ci sono aspetti esoterici importanti nella loro azione, in cui nulla è 'casuale'. Nulla. Anche il nome dato all'attacco. Anche il fatto che l' Iran sia l' unico Paese al mondo a sostenere la bandiera del Mahdi, chiaro riferimento alla lotta contro il Dijjal sionista ed il suo 'messia' omicida. Anche il fatto del giorno dell'attacco con le sue connessioni astrologiche e 'bibliche'. Tutto converge.

      Il sacrificio per olocausto è una chiamata diretta all'azione del loro 'dio', un suggello alla 'santità' della loro azione perchè volta a confermare il 'patto' sciagurato attraverso 'sacrifici' congegniali al mostro che, riconoscente, amplifica le azioni degli adepti.
      Non tengono in conto quanto ho sempre detto, cioè l'azione di un elemento esoterico che prima non era presente e che oggi è attivo contro di loro.

      Mi pare che difficilmente si possa sostenere, come nel primo attacco, che vi sia una regia concordata del 'minimo danno' e del 'massimo risultato mediatico'.
      Difficile capirlo in ogni caso dal nostro limitatissimo orizzonte informativo, qui in Italia tutto orientato a mascherare e a legittimare i nostri Padroni: una oscenità che verrà meno solo se il confronto continuerà sino alla prova finale.

      E' inutile dire quale.

      Nel frattempo leggo una notiziola data in sordina, ma che potrebbe essere davvero dinamite: la portaerei G.Ford, attraccata ad Haifa, sembrerebbe una 'anatra' zoppa utile per consentire un false flag decisivo ma anche una 'risorsa' altrettanto utile per un 'regime change' addirittura in ...israele. Oggi l' intero stato giudeo è pieno di armamenti americani , di aerei, di personale USA: un forte attacco iraniano che decapiti la dirigenza sionista potrebbe essere la 'causa' di una immediata 'occupazione' con 'surroga' a scopi di 'difesa'. Ammetto che si tratti di una ipotesi fantasiosa...ma rientra nel possibile.

    18. maghi 28 febbraio 2026

      Mah, va. Mi dispiace per i morti. Speriamo servano a levarci di torno il Trumpone, che ora vuole il 3° mandato. Comunque le immagini tramesse danno 0 danni a USraele e dei danni all'Iran, come da copione. Poi, che i missili li fermino i demoni è tutto da verificare. Intanto ho fatto i pieni alle auto, perchè i prezzi vengono decisi in nottata e l'attacco è iniziato a giorno. Prima di essere un mago, preferisco restare coi piedi per terra. Se poi non bastano i piedi, scomoderò gli angeli, ma solo da ultimo e per forza. Sai , Loro si scomodano solo se ne vale la pena, cioè a fin di bene e in questa storiaccia non ce ne vedo. Di bene, intendo.

    1. Scalca 28 febbraio 2026

      Guerra preventiva? 🤔

      Ci sará un aggressore e un aggredito?🤔

    2. RixGa 28 febbraio 2026

      Così fan sempre i "buoni" delle democrazie occidentali.
      Che vomito.

    3. ric 28 febbraio 2026

      guerra preventiva...mai termine piu' appropriato..Era preventivata da molto tempo al pentagono giudaico...

    4. Spartan 28 febbraio 2026

      Cosa vuoi, c'è la guerra preventiva, quella corrente e quella consultiva .

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