Unipolarismo vs Multipolarismo: apocalisse in arrivo?

Unipolarismo vs Multipolarismo: apocalisse in arrivo?

Di Alessandro Fanetti per ComeDonChisciotte.org

Pochi giorni fa mi è capitato di rivedere il cartone animato “Asterix e il Regno degli Dei”, basato sugli immortali scritti e disegni di René Goscinny e Albert Uderzo. Le similitudini con ciò che abbiamo vissuto (e stiamo vivendo) dalla nascita del “momento unipolare” in avanti sono perfette e, nella loro semplicità, danno tutta una serie di spunti di riflessione per chiunque ne sia interessato.

Talvolta, in mezzo ad analisi, documentari, interviste e quant’altro di questo genere, un qualcosa di più leggero ma altrettanto significativo può essere utile per ampliare la platea di persone che cercano di comprendere il nostro “tempo geopolitico”. Dunque, è possibile affermare che la caduta del Muro di Berlino e la successiva dissoluzione dell’URSS hanno portato alla nascita del periodo unipolare. Anni nei quali il trionfo del liberalismo sembrava aver condotto alla “fine della storia”. O almeno questo è quello che in e l’occidente hanno cercato di far credere.

Un mondo dove i valori di stampo liberale avevano preso il sopravvento. Erano diventati “universali” e indiscutibili. Anni nei quali l’esportazione della democrazia e gli interventi umanitari “a favore” delle popolazioni che li subivano venivano considerati salvifici. Ben al di fuori del Diritto Internazionale e/o comunque con interpretazioni ultra-estensive e di comodo delle decisioni prese dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (vedi caso Libia).

Considerati salvifici sì, ma ahimè solamente dai mittenti e non dai destinatari. Dall’Iraq alla Jugoslavia, solo per citarne alcuni, si è così ricreato un movimento popolare e di governi ostili a ciò che l’asse euratlantico propugnava verbalmente e spesso metteva in pratica concretamente. Un movimento non uniforme e pienamente compatto ma che ha nell’ “idea multipolare” e nell’ostilità all’unipolarismo guidato dagli USA il suo collante.

Dall’America Latina all’Asia, dall’Africa all’Oceania, movimenti popolari e cambiamenti politici stanno sconvolgendo lo status quo, creando cambiamenti significativi ai quattro angoli del globo.

Solo per citarne alcuni:

  • Rinvigorimento dei BRICS, con Paesi che fanno la fila per aderirvi.
  • Disallineamento dell’Arabia Saudita dalla “fu” granitica alleanza con Washington.
  • Stravolgimento della posizione francese in Africa, con l’espulsione dei contingenti militari di Parigi dal Mali e dal Burkina Faso (il Niger sarà il prossimo?).
  • Rinvigorimento dell’ALBA – TCP in America Latina & Caraibi, insieme al costante sviluppo della CELAC.
  • Costituzione di assi “inediti” (ma non troppo) e sorti proprio in ottica multipolare, come il rafforzamento negli ultimi anni delle relazioni iraniane in
  • America Latina (in particolar modo con il Venezuela).
  • Riposizionamento politico delle Isole Salomone in Oceania attraverso la stipula di un accordo con la Cina (in chiara funzione antioccidentale).

A guidare questo tentativo di cambiamento epocale e a fare da “faro multipolare” ci sono la Russia e la Cina, le quali pochi anni fa hanno sottoscritto una “partnership senza limiti” e anche oggi proseguono la loro profonda collaborazione nonostante le pressioni occidentali e il conflitto in Ucraina. Proprio quest’ultimo è da considerarsi come la chiave di volta di questi cambiamenti, il pulsante che una volta premuto ha scatenato un’accelerazione decisiva al tentativo di modifica del panorama geopolitico globale e allo scontro unipolarismo vs multipolarismo (fino a questo momento sviluppatisi invece in modo più lento e meno diretto).

Scontro fra difensori dell’unipolarismo vs promotori del multipolarismo che si sta vedendo in vari contesti, fra i quali:

  • Continui interventi di Israele in Siria e Iran per limitare l’influenza di Teheran nella regione ed impedirgli di sviluppare un programma nucleare. Interventi sempre più massicci e decisi (come quello con droni del 28 gennaio 2023).(1) Alto rischio di espansione del conflitto, almeno a livello regionale.
  • Continue tensioni fra Taiwan e Repubblica Popolare Cinese, con l’isola ribelle fortemente sostenuta dagli USA. Rischio altissimo di conflitto in quella zona, con probabile intervento esterno al momento dell’utilizzo delle armi. Per dirla con il pensiero del Generale Michael Minihan della US Air Force (rese pubbliche il 28 gennaio), riportate fra gli altri da MercoPress:

Il generale dell'aeronautica statunitense Michael Minihan ha scritto in un promemoria interno reso pubblico che prevedeva uno scontro armato con la Cina entro il 2025. Il capo dell'Air Mobility Command ha predetto che la Cina avrebbe invaso Taiwan nel 2025 usando le elezioni presidenziali del 2024 a Taiwan e negli Stati Uniti rispettivamente come scusa e distrazione.Il mio istinto mi dice che combatteremo nel 2025”, ha scritto il generale. Il presidente cinese Xi Jinping “ha garantito il suo terzo mandato e ha fissato il suo consiglio di guerra nell'ottobre 2022. Taiwan terrà le elezioni presidenziali nel 2024, il che darà una ragione a Xi. Gli Stati Uniti terranno le elezioni presidenziali nel 2024, che daranno a Xi un'America distratta. La squadra, le ragioni e le opportunità di Xi saranno in armonia entro il 2025”, ha dichiarato Minihan. Il generale a quattro stelle ha anche detto ai suoi subordinati di allenarsi in modo più aggressivo e di occuparsi dei loro problemi legali personali. [...] Nel frattempo, una portavoce dell'AMC ha confermato l'autenticità del promemoria di Minihan: “Il suo ordine si basa sugli sforzi fondamentali dell'Air Mobility Command dello scorso anno per preparare le forze di mobilità aerea per un futuro conflitto se la deterrenza fallisce.”(2)

Ma è appunto il conflitto in Ucraina che ha scoperto le carte, che ha obbligato il mondo a schierarsi da una parte o dall’altra (chi in maniera più decisa e chi meno, ma comunque certamente in modo più lampante rispetto al pre - 24 febbraio 2022).

A tal proposito, il voto di marzo 2022 all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sull’intervento russo in Ucraina è stato molto significativo:

  • 141 Paesi che hanno condannato la Russia.
  • 5 contrari.
  • 35 astenuti (fra i quali l’India e la Cina, che in 2 fanno circa il 40% della popolazione globale).(3)

L’importanza che ha e i rischi che il conflitto in Ucraina comporta sono dunque sotto gli occhi di tutti: esso non è, appunto, solamente uno scontro fra due Paesi ma riguarda anche modelli di sviluppo, visioni geopolitiche opposte e alleanze internazionali contrapposte.
Un conflitto che dunque non si limita a interessare le parti direttamente coinvolte ma abbraccia interessi e visioni del mondo che hanno l’intero globo come confine.

Per dirla con le parole di Aleksandr Dugin (molto vicine al pensiero dell’élite politica russa):

“[...] L'Occidente si aggrappa al sogno impossibile dell'egemonia. Il conflitto in Ucraina è la “prima guerra multipolare” del mondo, in cui la Russia sta combattendo per il diritto di ogni civiltà a scegliere il proprio cammino, mentre l’Occidente vuole mantenere il suo globalismo egemonico totalitario [...]. Il multipolarismo non è contro l’Occidente in quanto tale ma contro la pretesa di esso di essere il modello, di essere l’esempio unico della storia e della comprensione umana [...]. Quando l’Unione Sovietica si era autodistrutta nel dicembre 1991, aveva lasciato alla “civiltà liberale occidentale globale” il controllo del mondo. Questo egemone si sta ora rifiutando di accettare il futuro in cui sarebbe non uno dei due, ma uno dei pochi poli messo al suo giusto posto come solo una parte, non il tutto, dell’umanità [...]. (Oggi) l’Occidente è “puro liberalismo totalitario” che pretende di avere la verità assoluta e cerca di imporla a tutti. C’è un razzismo intrinseco nel liberalismo occidentale perché esso identifica l’esperienza storica, politica, culturale occidentale [come] universale [...]. Nel multipolarismo non esiste nulla di universale e ogni civiltà può e deve sviluppare i propri valori. In particolare, la Russia ha bisogno di superare secoli di dominio ideologico occidentale e di creare qualcosa di nuovo, fresco, creativo che tuttavia si opponga direttamente all’egemonia liberale occidentale, alla società aperta, all’individualismo, alla democrazia liberale[...].”(4)

Uno scontro che, dunque, garantirà un pre e un post conflitto in Ucraina.

Il mondo non è e non sarà più lo stesso, in quanto si stanno scontrando visioni del mondo contrapposte con attori che non hanno la possibilità (anche volendolo) di tornare allo status pregresso senza stravolgimenti in un senso o nell’altro.

Una situazione esplosiva, dunque, che può finire realmente e a lungo termine solamente in due modi:

  • Un accordo che non contempli un semplice cessate il fuoco Russia – Ucraina ma che sia ampio e comprendente tutte le potenze globali. La soluzione certamente più auspicabile. Semplificando, un nuovo Congresso di Vienna. Ovviamente attualizzato ai giorni nostri.
  • Uno scontro diretto fra Potenze che rischierebbe di portare alla catastrofe nucleare. Per dirla con le parole pronunciate nel 2015 (e oggi più che mai attuali) da un grande analista di nome Giulietto Chiesa:
“[...] Sono fortemente inquieto perché penso che siamo alla vigilia della guerra, di una grande guerra. Quello che sta accadendo sotto i nostri occhi è l'inizio della terza guerra mondiale. [...]. Possiamo fermare la guerra? Forse. Ma credo che ci siano delle ragioni molto pressanti perché questa guerra si sta facendo, si sta preparando sotto i nostri occhi e che la probabilità che si compia è molto più alta di quella che non si faccia. Ci troviamo in un grande pericolo. [...] La crisi dell'Ucraina è l'inizio dell'offensiva degli Stati Uniti d'America e dell'Europa [...].”(5)

In conclusione, dunque, è realisticamente impossibile prevedere al 100% se una guerra diretta fra potenze nucleari scoppierà davvero.

Lo scontro fra chi difende l’ordine unipolare e chi promuove quello multipolare è fra giganti (in termini economici, culturali, militari, politici e sociali) e avventurarsi in certezze sarebbe sbagliato e fuorviante.

È possibile però affermare che le tante crisi drammatiche e pericolosissime che si sono e si stanno sviluppando in giro per il mondo (e che vedono la partecipazione delle potenze nucleari) non lasciano ben sperare in un futuro di sicurezza, pace e prosperità per tutti i popoli del pianeta.

Le continue escalation che stiamo vivendo, in primis quella in Ucraina, non lasciano spazio ad una Politica e a una Diplomazia in grado di provare a risolvere le differenti vedute in modo sostanzialmente pacifico.

E le crisi non militari ma dovute ad un sistema redistributivo e di ricchezza inadeguato sono anch’esse all’ordine del giorno ed esacerbano la situazione.
Il tutto condito da una sostanziale incomunicabilità fra i principali attori geopolitici in competizione.

“Che fare?”

direbbe dunque il Padre della Rivoluzione d’Ottobre anche a distanza di più i 100 anni dal suo scritto originale.

Urge un ripensamento completo dell’architettura geopolitica globale che ha retto le sorti del mondo nel post Guerra Fredda, venendo anche incontro alle richieste e alle aspettative dei nuovi attori che nel frattempo sono “usciti dal letargo”. L’America Latina e i suoi popoli non sono più quelli della Dottrina Monroe, la Cina non è più quella dei “Trattati ineguali”, i popoli africani non sono più quelli della colonizzazione ottocentesca e l’Asia centrale non è più solamente quella del periodo sovietico.

Il mondo sta cambiando e l’élite politica deve comprenderlo, sedendosi quanto prima a un tavolo per discutere nuove e più condivise regole del gioco.

L’altra faccia della stessa medaglia è coperta dai popoli del mondo, i quali devono spingere per un cambiamento positivo delle relazioni internazionali e per la creazione di un sistema scevro da diseguaglianze scandalose come quelle odierne. Per dirla con le parole di Papa Francesco:

“È necessario mobilitare tutte le conoscenze (e le coscienze) [...] per superare la miseria, la povertà e le nuove schiavitù, nonché per evitare le guerre.” (6)

Di Alessandro Fanetti per ComeDonChisciotte.org

01.02.2023

Alessandro Fanetti, studioso di geopolitica e relazioni internazionali, autore del libro Russia: alla ricerca della potenza perduta (Edizioni Eiffel, 2021).

---

Commenti (30)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 30 caricati
    1. korch 2 febbraio 2023

      Buongiorno,
      ottimo articolo, descrive la contrapposizione tra i due sistemi in maniera molto chiara e comprensibile.
      La citazione di papa Francesco la trovo stucchevole, dato il suo ruolo diretto nel progetto globalista di smantellamento della Santa Romana Chiesa.

      Oltre a ciò, aggiungerei che la contrapposizione tra mono- multipolarismo passerà obbligatoriamente da un drastico ridimensionamento delle società multinazionali ed il ripristino di una economia locale.

      Questo a mio parere sarà il pezzo forte della riconversione perché gli attori nel quadro geopolitico non sono soltanto le nazioni.

      Un caro saluto.

    1. Arthur 1 febbraio 2023

      Comunque vada, alla fin fine è probabile che il multi-polarismo sarà un multi-pollarismo.
      E per "pollarismo" intendo l'arte di abbindolare le masse come polli.
      Ci saranno quindi diverse tecniche (psyop, balle, fesserie, amenità) per mantenere le persone nella condizione di polli (una volta si diceva pecore), ovviamente da spennare per bene.
      E questo vale per tutto il mondo, non solo per l'Occidente.
      Signore e signori, ecco il sol dell'avvenir, con Cina, Russia & Co.: il Multi-pollarismo.

      PS.
      Sbrega mi ha contagiato.

    1. danone 1 febbraio 2023

      Ma è appunto il conflitto in Ucraina che ha scoperto le carte, che ha obbligato il mondo a schierarsi da una parte o dall’altra (chi in maniera più decisa e chi meno, ma comunque certamente in modo più lampante rispetto al pre – 24 febbraio 2022).

      Proprio vero, il conflitto in Ucraina ha scoperto le carte, ma non nel senso che intende l'autore.
      Chi accetta la narrativa dei due blocchi contrapposti, ricade nella solita e voluta tecnica del divide et impera e non capirà che chiunque vinca lo scontro, sopra di lui ci saranno sempre i soliti signori della cabala occulta del vero potere.
      Credete che questo unipolarismo assassino possa vincere?
      Ma quando mai, che mondo sarebbe dopo?
      il periodo più oscurantista degli ultimi 2000 anni.
      Credete allora che vincerà il multi-polarismo?
      Certamente il nuovo modello ha molte più carte vincenti da giocarsi del vecchio modello neo-liberista ormai arrivato al capolinea, e mi sa che l'abbiano già scelto come cavallo vincente da cavalcare per il futuro.
      Lo scontro bellico, totalmente apparecchiato a nostro uso e consumo di plebaglia stupida ed ignorante, serve per convincerci che i nuovi padroni multi-polari sono diversi dai nostri leaders occidentali, tutti corrotti e criminali, mentre gli altri sono migliori, credono in valori genuini, non falsi e propagandistici come i nostri, non hanno nulla a che fare con gli usurai guerrafondai occidentali ed infatti li sconfiggeranno di sicuro, se non sul piano della forza bruta, speriamo, sicuramente sul piano dell'immagine, non appena girerà il vento della narrativa.
      La posizione occidentale è sempre più insostenibile oggettivamente e il fatto di essersi messo con le spalle al muro da solo, fa intuire che lo abbia voluto fare intenzionalmente, anche a suo danno, perchè deve portare avanti la sua parte dell'agenda, che è il suo stesso impoverimento radicale, che non potrebbe avvenire per opera dei brics, ma grazie al suo stesso crollo strutturale, che è stato tutto cercato ed ottenuto dai fenomeni di casa nostra, che sono talmente idioti (li hanno scelti così apposta) che non si accorgono nemmeno di seguire una agenda auto-distruttiva per l'occidente, infatti per me loro sono davvero convinti di vincerlo lo scontro contro i Russi e solo per questo dimostrano di essere dei burattini telecomandati da qualcun'altro, qualcuno a cui indubbiamente piace molto il multi-polarismo.

    2. Hospiton 1 febbraio 2023

      Condivido alcuni punti Danone, ma ce n'è uno su cui continuo a dubitare: il fatto che questo teatrino sia messo in piedi per convincere -in modo subdolo- l'opinione pubblica occidentale che gli esponenti del multipolarismo siano moralmente superiori ai nostri "Leaders", e quindi statisti cui possiamo affidare le sorti del Mondo Nuovo. In realtà mi pare che la maggioranza degli occidentali consideri i vari Putin, Erdogan, Bolsonaro, XiJinping dei despoti amanti della violenza, del sopruso, tiranni indesiderabili. Insomma non vedo le premesse perché la nuova ripartizione del potere venga ben accolta dalle masse euro-americane, la propaganda anzi spinge in direzione opposta, senza pause ed eccezioni. Certamente le classi dirigenti nostrane, comunque stiano le cose, si stan preparando a saltare sul carro multipolare, e possiamo scommettere che i meno esposti pubblicamente (quindi i più influenti) ci riusciranno senza sforzo. Che però l'abbiano concepito esattamente come si sta presentando, e non in parte subito a causa di lotte intestine, difetti sistemici ecc mi convince sino a un certo punto. Il rincoglionimento di un buon 70% della popolazione, più l'impotenza della restante parte, fan pensare che avrebbero potuto effettuare questa sorta di transizione (più che altro un consolidamento, quando mai è esistito un mondo effettivamente unipolare? Negli anni 90 del XX secolo, forse neppure allora) senza tutto questo schiamazzo. Insomma "molto rumore per nulla", Shakespeare o chi per lui avrebbe liquidato così questi megalomani.

    3. Hospiton 1 febbraio 2023

      Non credo, chi vive per decenni con un certo tipo di propaganda non lo convinci cambiando versione all'improvviso, a mio avviso, meglio: non puoi spacciar per buono un qualcosa che gli hai venduto per tutta la vita come negativo, malvagio. Per intenderci, L'Europeo "democratico" non accetterà mai di esser messo nelle condizioni di dire "grazie" a Putin, ai cinesi, al "fascista"Bolsonaro. Il meno peggio, per chi è imbevuto di una qualsiasi propaganda, prevede che la soluzione arrivi dal proprio paladino o comunque da qualcuno col giusto profilo (io non vedo questa figura, per ora...), il resto è giudicato spazzatura a prescindere. Poi è chiaro, questo quando la pancia è piena...se radi al suolo un Paese o un continente il primo che arriva e ti porta pane e acqua viene idolatrato, almeno a chiacchiere. L'abbiamo visto in Italia, con folle che festeggiavano soldati che fino a due minuti prima bombardavano le nostre città...ma a quel punto la propaganda e lo spettacolo, il cosiddetto teatrino, diventano inutili, è solo una questione di forza bruta, perciò non capisco numerosi avvenimenti, o meglio non riesco a inserirli in un quadro che preveda una regia unica.

    4. danone 1 febbraio 2023

      Secondo me Hospiton, la popolazione che deve vedere credibili i nuovi leaders, e i loro nuovi modelli di sviluppo, sono i popoli del mondo non-occidentale, più che noi occidentali, quindi i 4/5 della popolazione mondiale, che tra l'altro già li hanno in simpatia, mentre gli americani e l'occidente collettivo attualmente sono odiati profondamente come non mai.
      Gli occidentali non hanno scelta secondo me, saranno impoveriti e destabilizzati dall'assurda ed eccessivamente aggressiva politica attuale anti-russa, e questo serve per ridimensionare le velleità geo-politiche del polo occidentale stesso (quindi è un agenda che deve andare avanti obbligatoriamente), che si è arricchito eccessivamente, negli ultimi 50 anni, alle spalle di tutti gli altri continenti e perchè serve un pò di giustizia ri-equilibratrice (fasulla come tutto ciò che proviene dall'alto per il bene dei popoli ovviamente) per far ripartire le cose da capo con un nuovo modello, senza pastoie e retaggi del passato che possono frenare lo sviluppo futuro.
      Lo scontro serve per tutti sostanzialmente, serve per scrivere la storia di questi anni e di questi eventi che hanno portato grandi cambiamenti nel modello di globalizzazione, che governerà il mondo dopo l'unipolarismo americano.
      Se non ci fossero le operazioni psicologiche di manipolazione di massa, e le guerre sono fra le principali operazioni di questo genere, le popolazioni si accorgerebbero, presto o tardi, che l'umanità è tenuta in cattività, è tenuta intenzionalmente ignorante della verità, affinchè non si sviluppi mai il suo vero potenziale.
      Inoltre scoprirebbero anche chi li governa davvero.

    5. Hospiton 1 febbraio 2023

      Se ti riferivi a una buona "presentazione" delle beltà del multipol. al resto del mondo sono d'accordo, è una possibilità. Rimane da vedere quanto il resto del pianeta stia effettivamente seguendo gli eventi ucraini e il resto dell'agenda Davos, se con partecipazione o indifferenza. Da quel che leggo mi viene da pensare più alla seconda ipotesi, la propaganda e le varie crisi sembrano confezionate su misura per noi, perciò continuo a pensare che l'obiettivo primario per l'establishment sia l'implementazione del modello "tecno-gleba sostenibile in Europa, per il resto c'è tempo. Naturalmente Concordo per quel che riguarda l'occidente, accordo o meno il nostro ridimensionamento è già stato stabilito, evidente, qui si che decisioni di rara idiozia assumono un senso! D'accordo pure sul finale e le manipolazioni di massa, questo deve farci tenere in mente un fatto: se organizzano continuamente macabri spettacoli come il macello in Ucraina -senza neanche averci dato il tempo di digerire il covid- significa che non hanno il potere smisurato che a volte attribuiamo loro, e che ci temono più di quanto non sospettiamo (o che qualcosa è sfuggito loro di mano, dopotutto un'entità onnipotente ci dominerebbe apertamente, senza tanti complimenti)

    6. Hospiton 1 febbraio 2023

      In questo momento non riesco a individuare una figura risolutoria né ente/istituzione che sia credibile per la massa, che soddisfi più o meno tutti, allineati e anti-sistema. Non puoi bruciarlo ma deve avere esperienza, notorietà, autorevolezza, insomma bell'equilibrismo. Ma torno al discorso di prima, vista l'arrendevolezza del cittadino medio italiano e europeo è necessario un nuovo Uomo della provvidenza? Poi credo si debba dar per scontato che ora come ora l'instaurarsi di una qualche forma di potere sia inevitabile, avverrà per forza di cose pena un caos che condurrebbe a scenari alla "The Road" (tra i film più disturbanti che abbia visto, poiché estremamente verosimile) dato che l'uomo è pronto a tutto meno che a autogovernarsi...troppe parti tra cui mediare, troppi interessi in ballo, le soluzioni che non accettino il "meno peggio" (Putin e l'ormai famigerato multipolarismo?) saranno attuabili-forse- solo in micro-realtà, su questo non mi illudo.

    7. Hospiton 2 febbraio 2023

      Ho visto migliaia di film, pochissimi mi hanno lasciato sensazioni così spiacevoli. In quanto alle tue ipotesi sono certamente plausibili, come escludere che abbiano già in mente chi proporre come Deus ex machina?Purtroppo ci mancano inevitabilmente troppi dati, troppe info fondamentali, per esempio: fin dove progettano di spingersi? Per quanto ne sappiamo la guerra potrebbe andare avanti per altri anni e ampliarsi progressivamente, e tutti i commenti e le analisi 2022-2023 andranno a farsi benedire. Se la crisi bellica è solo agli inizi e puntano a un'escalation, con coinvolgimento diretto degli europei e magari operazioni belliche che interessino il territorio UE, bè lì è difficile prevedere che reazioni avrà l'opinione pubblica e quanto sarà semplice spingerla nella direzione voluta. Noi magari dubiteremo di qualsiasi soluzione venga proposta dalle istituzioni ma la massa, il complesso di milioni di esseri umani che compongono una nazione, prima o poi dovrà accettare il "meno peggio", il "nuovo" paradigma. Assodato che un Risveglio esteso sia oggi impraticabile, rimane la speranza che non esista un accordo su scala planetaria, accordo che temo renderebbe complicatissime anche esperienze su piccola scala, micro-comunità e roba analoga.

    8. Hospiton 2 febbraio 2023

      Sull'ultima aggiunta: già, le due realtà potrebbero essere molto distanti, o forse hanno combinato un pasticcio che richiede sforzi non indifferenti e crisi in serie per esser risolto. Cecchi ne parlava già anni fa, in tempi non sospetti, per questo è un'opzione che tengo in seria considerazione, non è solo una mera questione di pensare "positivo"!

    1. nicolass 1 febbraio 2023

      Tutto bello e interessante ma la chiosa finale di Papa Imbroglio l'autore poteva anche risparmiarsela...

    1. indipendente 1 febbraio 2023

      Ascoltare persone che danno seguito a ciò che dice un figuro come Bergoglio nuoce gravemente alla salute.
      Serve più cuore e meno incudine.
      Sono Tempi in cui la verità, o la si percepisce e la si "sente", oppure si soccomberà irrimediabilmente.
      Penso alla sfilata di Bergamo....

    2. ric 1 febbraio 2023

      pensa che il coglione e' andato in Congo a predicare la non-violenza...

      con il benestare yankee e di israele ...tanto per confondere le idee.

    1. Bertozzi 1 febbraio 2023

      Ma non era già scoppiata da mo' la terza guerra mondiale? Non dovevamo evitarla grazie alle elezioni? Che roba, è un anno che si sente parlare di escalation e di conflitti nucleari come se niente fosse, come se fossimo in grado di prevedere il futuro, quando basterebbe saper vedere il presente. Grande aria fritta, chiacchiere e chiacchiere tra una toccata di maroni e l'altra, con chiosa finale del santo padre (Sic!), un po' di emozioni negative instillate appena si fa giorno, utili non si sa a che cosa - a sentirci tutti geopolitici e anche determinanti nel gioco del mondo - fuori c'è il sole e di bombe in testa non ne arrivano. Ognuno ha l'apocalisse che si merita.

    2. ric 1 febbraio 2023

      aspetta che la pistolera nana si metta l' emetto....poi ne riparleremo

    1. PietroGE 1 febbraio 2023

      Sarà, ma ho il sospetto che tutto questo bel mondo multipolare sia un wishful thinking, una reazione all'unipolarismo americano. Che sia desiderabile non lo metto in dubbio, solo che bisognerà un po' vedere come si evolve la situazione prima di trarre conclusioni. Prima di tutto, l'unipolarismo di tipo economico (che è poi quello che conta) esisteva già ai tempi della guerra fredda, perché l'URSS, dal punto di visto economico non contava niente e la Cina era in povertà assoluta. Quello che è cambiato è l'ascesa della potenza economica e finanziaria cinese, che molto probabilmente sarà seguita da quella militare. La cosiddetta 'amicizia senza limiti' tra Cina e Russia è squilibrata a favore della Cina. La Russia funge solo da junior partner e da fornitore di energia e materie prime per la potenza cinese. Da punto di vista militare dubito che possa venire in aiuto della Cina quando ci sarà lo scontro con gli USA per Taiwan. In sostanza, quello che si vede a questo punto è il tentativo di sostituzione dell'egemonia americana con quella cinese, più che una tendenza verso il multipolarismo. Da qui seguono le analisi ( e i war game) americane, dirette, come si vede, unicamente verso la Cina.

    2. PietroGE 1 febbraio 2023

      Povertà si riferisce ovviamente al confronto con l'occidente. La Cina è uscita dalla povertà a partire dalla fine degli anni '70, quando, morto Mao, gli eredi hanno cominciato a disfarsi di quella disgrazia economica e sociale chiamata comunismo.

    3. ric 1 febbraio 2023

      pensa un po' come sarebbe il mondo se oltre un miliardo di CINESI e RUSSI si fossero comportati come quei bastardi di yankees con quella disgrazia sociale ed economica chiama liberismo...

    4. PietroGE 1 febbraio 2023

      I FATTI dicono che la Cina (e anche la Russia, ma in misura minore) ha cominciato a incrementare il reddito pro capite dei suoi cittadini quando ha abbandonato la disgrazia comunista. L'alternativa non è liberismo o comunismo.

    5. ric 1 febbraio 2023

      l' alternativa unica per una sana societa' di individui e quella che assicura a tutti i beni essenziali per la sua esistenza. I Beni essenziali sono i piu' facili da individuare .
      per i beni superflui e inutili ognuno e' libero di cercarseli a sue proprie spese. Nessuno deve essere obbligato a produrre come un forsennato beni superflui e dannosi come uno schiavo per potersi guadagnare il denaro per ottenere l' essenziale...
      Poi chi sia Il COMUNISMO o un NAZIONAL-SOCIALISMO a garantire un equilibrio mi e' indifferente.. il bero dramma della umanita' e' il liberismo .democratico , che garantisce a parole ai sudditi una esistenza dignitosa

    6. PietroGE 1 febbraio 2023

      Vince', perché non chiedi ai cinesi se vogliono ritornare al comunismo? Sentiamo che ti rispondono.

    7. ric 1 febbraio 2023

      ma l' hai chiesto tu ai cinesi se sanno dove stanno andando ? sentiamo cosa ti rispondono.

    8. PietroGE 1 febbraio 2023

      Mi rispondono che stanno diventando una superpotenza più grande degli USA

    9. ric 1 febbraio 2023

      allora finiranno malissimo .. essere" grandi"
      imitando i bastardi USA e' una stronzata tipica occidentale.

    1. Arthur 1 febbraio 2023

      Io ho l'impressione che tutti i contendenti si siano messi d'accordo prima.
      Butto giù alcune brevi riflessioni, per ricapitolare in breve il mio punto di vista.

      1.
      Tra la seconda metà del XIX secolo e gli inizi del XX il mondo era dominato dall'Impero Britannico colonialista.
      Ma l'establishment britannico sapeva che non sarebbe stato possibile continuare con un colonialismo sfacciato, poiché i tempi ed i valori stavano cambiando.
      Così hanno deciso di organizzare la parata: concedere indipendenza ed una parziale libertà a nazioni e popoli martoriati, ma tutto sotto il controllo di multinazionali e, a partire dal dopoguerra (dopo la 2GM) sotto il controllo del grande scagnozzo, cioè gli USA, che a partire della 1GM erano stati cooptati negli affari della vecchia Europa.
      Nel frattempo lo scagnozzo ha allargato sempre più le sue prerogative, spesso facendo danni enormi.

      2.
      Dopo un po' di tempo, gli establishment anglosassoni delle due nazioni farabutte si sono resi conto che il nuovo imperialismo non avrebbe potuto continuare per molto tempo, così hanno organizzato il passaggio ad un nuovo ordine multipolare con un nuovo equilibrio che comprende, tra l'altro, la eliminazione di una parte dell'establishment occidentale (una parte del mondo liberale e la neo-sinistra globalista, ma non solo) che sarà additata come capro espiatorio dei numerosi misfatti e crimini.

      3.
      Quelli che resteranno governeranno in Occidente più o meno tranquilli e ad un livello di accettabile armonia con il resto del mondo.

      4.
      È tutto pianificato, come è pianificata una trappola ai danni di uno stuolo di utili idioti che in Occidente sono stati adoperati per calpestare diritti e libertà, impoverire la società, portare avanti pseudo-valori ed idiozie, ma soprattutto spargere terrore.

      5.
      A tempo debito la sostituzione delle "élites" occidentali.

    1. Primadellesabbie 1 febbraio 2023

      Quando il meccanismo di sopravvivenza si affrancherà dal liberismo cambierà l'uomo e l'architettura della società.

      Fino a quel giorno tutto procederà secondo gli schemi che conosciamo e i cambiamenti, se ci saranno, saranno solo nominali.

    1. Eugiorso 1 febbraio 2023

      A proposito di unipolarismo contro multipolarismo, cioè impero del male statunitoide-nato contro le Potenze Libere, ecco il link a un artiolo interessante, in cui si ipotizzano sviluppi nucleari a partire dal conflitto ukraino:

      http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/obiettivo-aiuti-occidentali-ucraina/

      L’obiettivo dei prossimi aiuti occidentali all’Ucraina: la fine della guerra di trincea
      Cari saluti

    2. nicolass 1 febbraio 2023

      mucchio di spazzatura che mi sono pure pentito di aver letto... già che parte dall'assunto di una probabile sconfitta russa nella campagna di Ucraina la dice lunga sull'attendibilità dell'articolo completamente campato in aria. Non merita nemmeno un minuto della mia attenzione... e forse nemmeno della vostra

    3. nicolass 1 febbraio 2023

      postate qualcosa di intelligente se ci riuscite o lasciate perdere per carità di Dio

    1. IlContadino 1 febbraio 2023

      "Mobilitare le coscienze per superare le nuove schiavitù" dice il Papa.
      Io sono ancora impegnato a liberarmi di quelle vecchie; quelle nuove, per il momento, sono costretto a metterle da parte, ci penserò a tempo debito, nel frattempo comunque seguo il consiglio, mobilito la coscienza, e come primo compito di questa mobilitazione mi do quello di comprendere chi è che adora prendermi per i fondelli.
      Se non riesco a sintonizzarmi sulla verità posso comunque tenere ben dritte le antennine che captano la menzogna, quella mi riesce di vederla, è già qualcosa, anzi è un compito più che gravoso. A forza di togliere menzogne poi vedrò cosa rimarrà nel paniere, vuoi vedere che saranno sparite le fantomatiche schiavitù, vecchie e nuove che siano

Visualizzati 30 di 30 commenti approvati.