Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
Personalmente trovo inspiegabili i festeggiamenti della sinistra italiana e del progressismo occidentale dopo le elezioni parlamentari ungheresi, che hanno visto il trionfo della coalizione guidata da Peter Magyar, l'ex alleato di Orban e attuale portavoce dell'europeismo più stellato e del neoliberismo più sfrenato. Se bisogna davvero trarre una conclusione dal contesto dell'Ungheria è che ci si galvanizza sul prevalere dell’altra estrema destra rappresentata dal Partito del Rispetto e della Libertà.
Al solo sentire la parola libertà, gli occidentali vivono un senso di estasi, ignorando però come, se Orban è un fascista, Magyar non lo è da meno.
Ciò nonostante, i Paesi neutrali dell’Unione Europea e intenzionati a siglare accordi con la Russia - rari a tal punto da esser contati sulle dita di una mano - si sono maggiormente ridotti, proprio perché è venuta a mancare la componente “orbaniana”, che con la Spagna di Pedro Sanchez, la Slovacchia di Robert Fico, e se vogliamo insieme alla Turchia di Recep Tayyip Erdogan, era un fattore di resistenza all’austerità bellica predicata dalla Kallas e dalla Von der Leyen.
Sebbene l’ex premier abbia accettato con sportività il risultato dopo sedici anni di governo, il peso dell’Occidente si è fatto sentire comunque con Tisza. Entrando nel PPE, la nuova forza politica ha sposato totalmente l’agenda atlantista: sanzioni contro Mosca, invio di aiuti umanitari (armi) all’Ucraina e pieno sostegno all’adesione di Svezia e Finlandia tra le fila della NATO.
Il meccanismo celato dietro Magyar è lo stesso già visto all’opera con la Rivoluzione Colorata e il golpe nazista ucraino nel 2014. La compagnia DatAdat dell’ex primo ministro Gordon Bajnai, è stata in grado di sovvenzionare la campagna elettorale del nuovo premier mediante alcuni fondi ottenuti dall’ONG statunitense “Action for Democracy”, la quale, solo nel 2022, ha donato all’organizzazione ben 7,3 milioni di euro. In questo sistema di finanziamento è compreso il sindaco di Budapest, Gergely Karácsony, che ha lavorato a stretto contatto con il fondatore di A4D, David Koranyl. A sua volta, questa agenzia no-profit è una succursale della Open Society Foundation; non a caso molti membri del consiglio di amministrazione sono stati dei funzionari a libro paga di George Soros.
Kati Marton, giornalista ungherese-statunitense, oltre alla presidenza dell’Advisory Council di Action for Democracy, vanta una collaborazione per il Committee to Protect Journalists, finanziato proprio da Soros.
Francis Fukuyama, politologo di riferimento dei neocon e direttore del Center of Democracy, Development and the rule of Law a Stanford, organismo con lo scopo di formare i politici occidentali. Il think tank è stato sovvenzionato anch’esso dal banchiere. Oltre ciò, Fukuyama, in A4D rappresenta la linea ideologica dell’organizzazione.
Anne Applebaum, saggista e organizzatrice di punta di eventi della Open Society, membro del cda di Action for Democracy, sostiene che per eliminare le dittature, i cosiddetti democratici devono unirsi e costituire un’unica rete transnazionale di collaborazione.
La figura di Magyar non deve essere glorificata, in quanto non è una novità, bensì un perfezionamento del proprio simulacro. Mentre i salotti progressisti brindano alla vittoria, in Ungheria, il neoeletto premier ha già manifestato l'intenzione di chiudere i media di propaganda Stato, ossia quelle fonti che esprimevano una voce contraria alla guerra ed esponevano all’opinione pubblica l’intero apparato finanziario a supporto del leader di Tisza, il quale freme per sbloccare i 20 miliardi di euro congelati dalla Commissione Europea per le violazioni di Orban.
Il panorama che si prospetta apre un'incognita sulle future decisioni istituzionali di Budapest, divisa tra le prospere relazioni internazionali con la Russia e il globalismo europeo-atlantista dell'esecutivo subentrante.
Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
21.04.2026
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ric 21 aprile 2026
non comprendo lo stupore circa la sinistra itagliota
Il partito degli affari-sti con il CD , ha creato come i mandriani argentini una seconda staccionata attorno alla stalla , che corrisponde al CS , per evitare le fughe verso la liberta' ....