Un’analisi geopolitica del conflitto in corso

Un’analisi geopolitica del conflitto in corso
Fire and smoke rise following an Israeli airstrike, in Gaza City, Sunday, Oct. 8, 2023. The militant Hamas rulers of the Gaza Strip carried out an unprecedented, multi-front attack on Israel at daybreak Saturday, firing thousands of rockets as dozens of Hamas fighters infiltrated the heavily fortified border in several locations, killing hundreds and taking captives. Palestinian health officials reported scores of deaths from Israeli airstrikes in Gaza. (AP Photo/Fatima Shbair)

Riceviamo e pubblichiamo da Idee&Azione.

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Secondo la dottrina Brzezinski, l’espansione atlantista verso l’Eurasia, obiettivo dell’asse egemone globalista (vedi Kennan, Spykman), può essere raggiunta strategicamente purché l’asse atlantista riesca ad aprire corridoi prendendo posizioni strategiche nel territori che comprendono i "5 mari": (Mar Caspio, Mar Nero, Mar Rosso, Golfo Persico e Mar Mediterraneo).

In questo contesto, gli Stati Uniti hanno svolto un ruolo di normalizzazione delle relazioni e degli accordi di pace perseguiti tra l’Arabia Saudita (con posizione dominante nel Mar Rosso e nel Golfo Persico) e Israele.

L’attacco di Hamas, gruppo sedizioso finanziato dall’Iran, sarebbe un messaggio da parte degli Stati arabi per allertare l’Arabia Saudita sulle conseguenze di una normalizzazione delle sue relazioni bilaterali con Israele, che potrebbe sostanzialmente destabilizzare la fragile pace nell’area.

[caption id="attachment_190800" align="aligncenter" width="728"] La conquista dei mari [/caption]

L’Iran ha visto un’opportunità nelle pretese israelo-saudite. Non c’è dubbio che il conflitto in Ucraina sta diventando la grande sconfitta per gli Stati Uniti e la NATO. Il successo della Russia in Ucraina sta incoraggiando l’Iran a contrastare decenni di politica estera americana ostile in Medio Oriente. L'attacco di Hamas sembra dimostrare che l'Iran punta allo scontro diretto con gli Stati Uniti e Israele.

Se ci atteniamo alla grave crisi finanziaria che Washington sta attraversando, il governo americano in bancarotta è stato appena “invitato” a partecipare ad un’altra guerra. Un nuovo fronte, questa volta in Medio Oriente, strangolerebbe la catena di approvvigionamento militare e accelererebbe il declino finanziario dell’America. Partecipando ad un’altra guerra, il governo degli Stati Uniti sarebbe costretto a stampare trilioni di dollari, aggravando la spirale della crisi finanziaria e del debito. Affrontare un’altra guerra causerebbe un aumento significativo dell’inflazione e un declino economico accelerato di cui il Partito Democratico sarebbe direttamente responsabile.

Notiamo anche che se l’Iran decidesse con una strategia di prendere il controllo dello Stretto di Hormuz, la crisi energetica mondiale peggiorerebbe terribilmente. Ricordiamo che da questa zona passa quasi il 20% del petrolio mondiale e circa il 35% di quello commercializzato via mare. Vediamo anche che l'amministrazione Biden ha messo le mani sulla maggior parte delle riserve petrolifere degli Stati Uniti per stabilizzare i prezzi del petrolio interno. Le azioni guerrafondaie dell’Iran potrebbero aggravare sostanzialmente la crisi per l’amministrazione Biden.

In questo momento, il governo degli Stati Uniti e i suoi partner occidentali non possono permetterselo.

Detto questo, analizziamo un dato allarmante: com'è possibile che l'agenzia segreta più preparata del pianeta e l'esercito meglio addestrato al mondo abbiano permesso che una frontiera, che è in pratica una fortezza, venga colta di sorpresa dai suoi nemici? Per un periodo di quasi sei ore? Ci sono fazioni all’interno dell’amministrazione Biden che avevano bisogno di manovrare in quell’area e intensificare il confronto? In vista di cosa?

Nel frattempo, la Russia – che ha relazioni bilaterali e accordi amichevoli con Palestina e Israele – ha assunto una posizione di attesa poiché sembra comprendere lo scopo delle rivendicazioni israelo-americane riguardo alle sue alleanze con l’Arabia Saudita. È necessario aggiungere che Russia e Cina sarebbero i paesi più rafforzati economicamente da una crisi a Washington.

Nella Grande Scacchiera Geopolitica, l’Iran non farebbe altro che evitare una “presa di posizione” nel corridoio dei 5 mari e a sua volta, come effetto collaterale, aggraverebbe la crisi economica del suo principale e apparentemente irriducibile nemico, gli Stati Uniti.

08.10.2023

Fonte: https://t.me/ideeazione/10972

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Commenti (78)

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    1. Eugiorso 9 ottobre 2023

      Per quanto sembra che una parte diplomazia internazionale tutta cerchi di "abbassare i toni", sono certo che senza un deciso appoggio dell'Iran e di Hezbollah, Hamas e le altre organizzazioni armate di Gaza non avrebbero potuto impostare ed eseguire con successo l'operazione "Alluvione al-Aqsa" ... Per la prima volta l'entità sionista è stata colpita duramente all'interno, seminando il caos nei territori che occupa, da Sderot ad Ascalona, fino alla periferia di Tel Aviv.

      Il fatto che gli ebrei, occupatori illegali della Palestina, non siano riusciti minimamente a prevenire l'azione militare palestinese, ci suggerisce un "degrado", rispetto ad un passato ormai lontano, della loro forza militare e di intelligence, probabilmente iniziato con la seconda guerra isaraelo-libanese del 2006, conflitto in cui Hezbollah, attore principale libanese e piccola forza armata priva di aviazione, ha rischiato di vincere contro la potenza vendicativa della stella di davide, che commise molti errori militari...

      Vero è che nella guerra dello Yom-Kippur del 1973 Egitto e Siria colsero di sorpresa, militarmente, gli ebrei, ma ora si tratta non di eserciti regolari di stati, supportati dall'aviazione, ma di milizie che non hanno forze aeree e sono comunque inferiori a un esercito regolare ... milizie che si "ingegnano" con razzi di ogni tipo, droni e addirittura parapendii a motore, perché la guerra di oggi non è più quella del 1973 e anche del 2006.

      Cari saluti

    1. TizianoS 9 ottobre 2023

      È da capire se Israele sia stato veramente colto di sorpresa dall' attacco di Hamas, o se invece abbia volutamente lasciato agire lo stesso, per creare un nuovo 11 settembre.
      Io propendo quasi per la seconda ipotesi, ma come fa intendere l'articolista, sono le risorse che ormai scarseggiano all'Occidente per poter mettere in piedi una nuova operazione di questo genere.

    2. Cleon XIII 9 ottobre 2023

      Non sappiamo come si articolerà il piano di guerra studiato a Theran.
      Questo è, ovviamente, solo l'inizio. Ora ci sarà la risposta israeliana e temo che Gaza sarà spazzata via, non senza aspri combattimenti. Poi si possono solo fare ipotesi. Cosa succederà in Cisgiordania? Ogni singolo insediamento coloniale sarà un bersaglio? E poi? Ci sarà l'invasione di Israele stesso? Vedremo come si comporterà l'aviazione israeliana nelle sue ridenti città? Se ci pensate, portare la guerra dentro Israele è l'unico modo per disabilitarne l'aviazione.

    3. ric 9 ottobre 2023

      oh cacchio...non intervengono i caschi Blu' , la Croce Rossa ? Il Papa ?

    4. Astronauta 9 ottobre 2023

      La risposta israeliana non e'una risposta ma una vendetta sullo stile del dio biblico,cioe'fuori dal tempo.
      Gaza non e' la risposta.
      la risposta prima e' Hamas Hezbollah e Iran, poi altri...E se bibi va achiedere aiuto oltreoceano la risposta arrivera' in breve tempodai vicini.
      Che se ne vada oltre le colonne d ercole, dai suoi "amici"guadando l atlantico.

    1. nicolass 9 ottobre 2023

      Hamas sta facendo contro gli israeliani quello che da almeno 70 anni di occupazione gli israeliani fanno contro i palestinesi.. e tutte le verginelle della stampa nostrana si fingono scandalizzate e inorridite. Palestina Libera

    2. ric 9 ottobre 2023

      sante parole !!!

    3. Astronauta 9 ottobre 2023

      70 anni di occupazione della Palestina? Di piu...il primo congresso sionista di Basilea nel 1897 ha sancito lo stato di Israele in Palestina con l appoggio di Rothshild. Da li comincia la mattanza dei palestinesi. La Nabka stava iniziando allora.Nel silenzio dell occidente di cui ora dovra pagare giustamente gli interessi.
      Sulla stampa nostrana caliamo un velo pietoso, sulla tv anche e sul governo pure.

    4. ric 9 ottobre 2023

      preparati a rivedere tutti il film sulla shoah .........

    5. Astronauta 9 ottobre 2023

      Se tutte le tv vogliono essere affossate in breve tempo, che mandino in onda i film sulla shoah...

    6. Jimbo 9 ottobre 2023

      Hahaha haha arghhhhh

    7. ric 9 ottobre 2023

      e' un classico che negli usa funziona. Sondaggi fatti periodicamente se percepiscono un calo di attenzione sugli ebrei vengono mandati in onda filmati di correzione della pubblica opinione.

      eccone un esempio :

      http://www.cinemecum.it/newsite/index.php?option=com_content&view=article&id=1408%3Asondaggio-film-sulla-shoah-e-ora-di-dire-basta&catid=105&Itemid=219

    1. Gear of destiny 9 ottobre 2023

      prendiamo atto che, a causa del predominio russo in campo militare e del rafforzamento dei brics in campo economico, l'ala interventista di soros e netanyahu ha preso temporaneamente il sopravvento sull'ala moderata kissingeriana, il quale però non starà con le mani in mano potendo fare affidamento su una vasta e consolidata rete di relazioni. Inizia la guerra intestina

    2. ric 9 ottobre 2023

      relazioni ben progettate ,,,ma :

      https://www.controinformazione.info/taci-tu-non-rappresenti-leuropa-leurodeputata-critica-la-posizione-filo-israeliana-del-capo-della-commissione-europea/

    3. Martin 11 ottobre 2023

      Prendi atto molto male, perche' Netanyahu e Soros rappresentano due fazioni completamente diverse ed in lotta tra loro all'interno della cd comunita' ebraica: i territorialisti pro Israele ed i neoglobalisti (l'80% della comunita' ebraica USA piu' Soros), per i quali Israele e' assolutamente secondaria. L'obiettivo primario e' la Russia e l'Ucraina, patria d'origine della comunita ebraica askhenazi mondiale.

    4. Gear of destiny 11 ottobre 2023

      l'obiettivo è il grande israele e in definitiva il governo mondiale, solo che una fazione vuole accelerare l'esito del destino loro assegnato dal loro dio, mentre l'altra fazione, più credente, attende l'arrivo del loro messia ed è più "millenarista". Ovviamente il grande Israele comprende il medioriente fino all'iran incluso e a nord l'ucraina e parte della russia ashkenazita

    5. Martin 11 ottobre 2023

      Puo' darsi, ma io li vedo in rissa tra di loro (territorialisti israeliani contro neoglobalisti), e non e' un fatto primariamente religioso: Netanyahu (e il fronte ortodosso) e Soros, per esempio, si odiano e si disprezzano a vicenda, per evidenti ragioni: uno e' un nazionalista autoritario, l'altro un distruttore di nazioni ed autorita'.
      E mentre i Dem USA sostengono la fazione NeoGlobal, Trump sostiene la centralita' di Israele. Lo scontro e' violentissimo.

      Siamo noi Gentili o Goi che non siamo nemmeno in grado di lavorare sulla loro divisione interna, ossia di fare quello che loro hanno sempre fatto con noi.

    6. Gear of destiny 12 ottobre 2023

      una cosa è certa: giocano con noi da almeno un paio di secoli; a londra sono più liberi di agire mentre in israele devono essere più cauti (finora) per ovvi motivi. La loro conquista del mondo è tortuosa e molto dispendiosa, agiscono su più livelli, ma sono spinti da una loro folle credenza millenaria, aiutati dal male sin dai tempi dei farisei. Dai tempi di sodoma e gomorra non hanno imparato niente, testardi come muli e stupidi come capre; il loro potere non deriva dalla loro intelligenza, visto che evidentemente non lo sono, ma dalla loro debolezza che li ha spinti ad adorare il demonio.

    7. Martin 12 ottobre 2023

      Sono molto intelligenti, il tasso medio dell' IQ degli Ebrei Askhenazi e' superiore al tasso medio occidentale, e purtroppo sono abituati a prenderci le misure, oltre ad aver occupato i media occidentali, americani in primis.
      E purtroppo regna una intenzionale confusione: com'e' possibile sostenere al tempo stesso Netanyahu e l'ala ortodossa, ossia i nazionalisti e territorialisti autoritari israeliani, e Soros, ossia un distruttore delle identita' nazionali delle societa' e Stati occidentali?
      In teoria, uno dovrebbe sostenere O uno O l'altro, no?
      Invece, a prova dell'intenzionale confusione, l'opinione pubblica occidentale sostiene entrambi.

    8. Gear of destiny 12 ottobre 2023

      se sono così intelligenti come mai tutto il mondo sa quello che stanno facendo? ottengono pochi risultati col massimo sforzo. l'occidente li sostiene perchè per il governo mondiale la russia deve essere sconfitta e il grande israele, cioè la nazione capitale politica e religiosa, deve essere realizzato

    9. Martin 12 ottobre 2023

      Tutto il mondo? In Occidente a stento il 5%!! Controllano l'85% dei media USA e europei, italiani inclusi.

    10. casalvento 13 ottobre 2023

      Sono entrati parassitariamente nell'occidente, oggi ormai inebetito, e ne fanno loro la politica. Sono come due tribù, una che segue il progetto stato con Netaniahu, e una il progetto globalista con Soros. In fondo sono due strade in cui possono comunque emergere come dominanti e quindi perché non provarle tutte e due. Data la sanguigna unità che comunque resta anche tra queste due specie di tribù, non fanno che giocare su due tavoli. Chi si illude di dividerli, non li ha capiti.

    11. Martin 13 ottobre 2023

      Sono in Occidente da sempre, come comprovato dai molteplici provvedimenti di espulsione o limitazione delle loro attivita' dal 1100, in tutta Europa. Esistono anche mappe con le date, in materia. Cercare quanto meno di dividerli sarebbe il minimo, ma non siamo in grado, in primis perche' dal 1945 e' scattata la censura e la falsificazione storica, poi per l'automatica accusa di antisemitismo. E' un discorso molto complicato, che investe in particolare la falsificazione della storia dello scorso secolo. Qui su CDC tempo fa era uscito un lungo articolo sul Pale of Settlement e successive vicende, se digiti Pale of Settlement su "cerca", lo trovi.

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