UNABOMBER: Tra Idealismo e Follia – [DIBATTITO VIDEO]

Chi era Theodor John Kaczynski?

UNABOMBER: Tra Idealismo e Follia – [DIBATTITO VIDEO]

Chi era Theodor John Kaczynski, accademico, scrittore e terrorista statunitense, meglio noto con il soprannome “Unabomber”, condannato all’ergastolo nel 1996 e passato oltre lo scorso 10 giugno?

Scopriamo questo personaggio controverso e geniale con il giornalista e psichiatra Adriano Segatori, modera Urizio Federico.

Buona visione

Dibattito organizzato dalle Comunità Organiche di Destino e da​ Ideeazione – www.ideeazione.com

Commenti (18)

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    1. ndr60 21 giugno 2023

      Kaczynski è un personaggio da tragedia greca, ed è tipico di questi tempi che sia stato condannato all'ergastolo mentre altri, ben più assassini di lui, siano invece premiati.

    1. sardo17 16 giugno 2023

      grazie ted uomo vero,grazie per aver combattuto contro questa società di criminali psicopatici

    1. LuxIgnis 16 giugno 2023

      Per chi vuole qui c'è tutto il manifesto da leggere:
      http://www.serialkiller.it/public/contenuti_documenti/Il_manifesto.pdf

    1. BrunoWald 16 giugno 2023

      Kaczynski sottolineò inoltre il paradosso per cui, se la società attuale è infinitamente più potente delle società arcaiche, l'uomo moderno è invece assai più debole, dipendente e meno libero, dell'uomo arcaico, il quale era invece praticamente padrone del proprio destino.

      Un cacciatore del paleolitico, ma anche individui che fossero vissuti in aree selvagge fino a tempi recenti, potevano contare solo sulle proprie forze, e appunto per questo erano veramente liberi. L'uomo moderno, al contrario, non è che la insignificante rotella di un mostruoso meccanismo che egli non può comprendere del tutto, e tantomeno controllare. Da ciò deriva l'ansia, il senso di impotenza, e la intrinseca infelicità che caratterizzano l'individuo anonimo delle metropoli.

      La sola felicità possibile, per Kaczynski, consiste proprio nel senso di sé che deriva dal saper fare, dal controllare il proprio destino: come gli eroi omerici, capaci di costruire una nave, di usare un arco, di suonare la lira. Gli Elleni lo chiamavano areté.

      Sempre secondo Kaczynski, l'infelicità e la "mancanza di areté" dell'uomo moderno, nel senso di cui sopra, costituiscono la base psicologica dell'ideologia progressista, in senso generico di sinistra, che col pretesto di un presunto amore per l'umanità non fa altro che renderla sempre più debole e dipendente.

      Come vedete, il discorso sarebbe lungo, e interessante.

    2. omega 16 giugno 2023

      Concordo. Attenzione però a non mitizzare troppo il passato, inteso come età dell'oro.
      Anche il cacciatore del paleolitico doveva sottostare alle regole e alle dinamiche del gruppo che limitavano fortemente la sua libertà individuale rendendolo dipendente dallo stesso.
      Gli antichi greci, invece, avevano forte il senso del limite e dell'ineluttabilità del Fato e sapevano benissimo che oltrepassare certi confini ti faceva pagare un prezzo, talvolta anche troppo alto.

    1. BrunoWald 16 giugno 2023

      Se ricordo bene, Kaczynski sosteneva che la tecnica non può essere gestita in maniera oculata, o filantropica, perché per sua natura conduce alla schiavizzazione dell'umanità, indipendentemente dalle intenzioni di chi la controlla e ne fa uso. Ovvero, la tecnologia sarebbe intrinsecamente disumanizzante.
      E temo che in buona sostanza avesse ragione.

      Si potrebbe tentare una distinzione fra tecnologia pre e post industriale, ma staremmo solo eludendo il problema.
      Il fatto che tornare a uno stile di vita arcaico sarebbe non solo "irrazionale", ma praticamente impossibile, non modifica certo i termini della questione. E si ricollega direttamente al discorso che facevamo l'altro giorno riguardo ad Heidegger e al destino dell'uomo.

    1. gnorans 15 giugno 2023

      In Italia a suo tempo apparve un certo Unabomber che faceva attentati ai bambini.
      Ho sempre pensato che fosse un personaggio fasullo, inventato per screditare il nome Unabomber.
      Un innoente ingegnere venne identificato come il colpevole, ma si scoprì che erano state falsificate le prove contro di lui; fu scagionato e dell'Unabomber nostrano non si è più sentito parlare.

    2. Balabiott 15 giugno 2023

      All' epoca dell' 'Unabomber' nostrano ero un ragazzino..agiva, se ricordo bene, nel triveneto..chissà chi era (è)..

    3. Cangrande1965 17 giugno 2023

      L'epicentro geograficao degli attentati, era la basa USA di Aviano...

    1. LuxIgnis 15 giugno 2023

      Non ho visto il video ma conosco la storia di Ted K. e invito tutti a volerne capire di più a leggersi direttamente il suo manifesto facilmente reperibile in rete. Invece delle varie interpretazioni che sono discutibili.
      Sicuramente è un personaggio complesso e acuto nel vedere le problematiche della società moderna. In sostanza quello che dice è che abbiamo inventato le macchine per liberarci e invece queste, non opportunamente gestite, sono diventate la principale fonte della nostra schiavitù. E questa è una verità sotto tutti i punti di vista. Ma diventa molto estremo nella soluzione che consiste nella distruzione della società tecnologica.
      Sicuramente era un uomo ferito dalla società, dagli affetti, dalla famiglia. Un uomo che aveva un forte rancore verso tutti. Il suo essere poi stato sottoposto a esperimenti psicologici crudeli a Harwad da parte di un certo Murray, legato alla CIA, sicuramente ha condizionato la sua vita.
      A sua colpa il fatto che colpisse non solo persone che in qualche modo rappresentassero il potere tecnologico ma anche persone che in qualche modo possiamo definire innocenti o semplicemente parte di un sistema un po' come tutti. Ad esempio l'uccisione di un proprietario di negozio di computer.
      Questa la sua parte "malata". E che è anche giusto che sia stata fermata.
      Ma c'è anche la parte lucida, acuta nel vedere la società. La parte più interessante e pericolosa per il sistema. Quella che poi il sistema ha fatto di tutto per sminuirla. Ted non è stato solo tradito dal fratello che altro non poteva fare, ma anche dal proprio avvocato che non gli ha permesso di seguire la sua linea difensiva che avrebbe potuto avere successo e spingendolo verso una dichiarazione di infermità mentale. Cosa che lui rifiutò dichiarandosi, ormai senza scelta, colpevole.
      Il suo mettere bombe non era un fine a sé stesso come in molti altri serial killer o bombaroli, ma un'attirare l'attenzione in modo che le sue idee venissero propagate e conosciute. Cosa che ottene con la pubblicazione del manifesto che fu autorizzata solo perché in quel modo avrebbero avuto un'impronta di lui, una sorta di impronta digitale linguistica. Strategia che si rivelò vincente. Grazie all'analisi di quel manifesto e al riconoscimento da parte del fratello dello stile in esso che fu poi catturato. Dopo 20 anni. La sua più grande conquista fu il suo più grande errore.
      Ma forse ne era consapevole.

      Il suo manifesto è più che attuale. E molto moderno. Ci si trova molte delle cose che si dibattono oggi, ed è stato scritto 30 anni fa ma le sue idee in germe partono molto addietro.

      Vi sono dei film sul personaggio ma sono tutti scarsi in quanto puntano sui suoi presunti disagi psicologici. In Ted K. del 2021 viene fatto passare come un represso sessuale, che era anche vero ma non era certo la sua caratteristica principale ne la sua motivazione per i suoi atti.
      Interessante invece e molto bella la seria TV Manhunter (unabomber) del 2017 la prima stagione, in cui, anche se viene vista dalla parte del profiler che fu decisivo per incastrarlo, da anche molti spunti sull'idee che Ted K. portava. Ed è ben fatta. Purtroppo mai doppiata in italiano e si trova solo in inglese, ma si trovano i sottotitoli in italiano ma bisogna trovare il file giusto.

    2. Pfefferminz 15 giugno 2023

      "Yuval Noah Harari , consigliere chiave del WEF e braccio destro del presidente Klaus Schwab, ha presentato un piano per sostituire i politici di tutto il mondo con "esseri non organici" e "algoritmi privi di emozioni". In un'intervista , ha affermato che " nei prossimi anni la terra sarà sempre più popolata o addirittura governata da entità inorganiche"."

      Forse Ted K. aveva intuito che sarebbe finita così.

    3. LuxIgnis 16 giugno 2023

      Ci sono diversi passaggi nel manifesto che possono far pensare a quello che hai detto. Chiaramente non poteva prevedere qualcosa del genere, ma immagina un futuro dove il controllo è in buona parte delle macchine. E lo fa molto lucidamente.

    1. Maia 15 giugno 2023

      Matthew Ehret ha inserito l'UNABOMBER in un contesto ampio. Vale la pena di impegnarsi in questa analisi molto approfondita.https://www.nogeoingegneria.com/motivazioni/sociale/le-radici-delleco-terrorismo-moderno-da-mk-ultra-e-unabomber-a-maurice-strong-e-yuval-harari/

    2. LuxIgnis 15 giugno 2023

      Che il fatto che l'Unabomber sia stato utilizzato in diversi contesti sicuramente è vero, ma lui non era un eco terrorista.
      Le somiglianze che fa Ehret sono decisivamente fuori luogo e forzate.

    1. omega 15 giugno 2023

      Vicenda interessante di uno che si mette da solo contro il sistema e ovviamente perde, tradito dal fratello su istigazione della cognata.

    2. Arian Van Heisen 15 giugno 2023

      già le femmine....! sempre loro

    1. Martin 14 giugno 2023

      E' una vicenda che a suo tempo ho seguito attentamente, dato che vivevo negli USA quando Unabomber agiva e quando fu arrestato, su segnalazione di suo fratello. Il suo manifesto, pubblicato su sua richiesta (o ricatto) sui maggiori quotidiani USA, contiene una esposizione della storia dello sviluppo tecnologico indubbiamente interessante ed acuta sotto diversi profili, ma che non elimina ne' attenua la dimensione criminale e terroristica delle sue azioni.

    1. indipendente 14 giugno 2023

      Personaggio dotato di una mente geniale che purtroppo ha perso il confronto con la scimmia elucubratrice e mentitòra.
      A suo merito, l'essere forse l'unico non appartenente al famoso club dell'MK Ultra.
      Buona visione.

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