Una serata in TV

Guido Cappelli e Giovanni Floris su La7
Guido Cappelli e Giovanni Floris su La7

Di Guido Cappelli

Martedì scorso sono stato ospite alla trasmissione di Giovanni Floris, invitato a parlare per 2 minuti e 9 secondi senza possibilità di replica. Non mi lamento: lo supponevo ed era un’esperienza che volevo fare, e che è risultata, politicamente e antropologicamente, molto, molto interessante. Intanto ho capito che, al di là delle filìe e delle fobie per questo tipo di programmi, è vero che non si tratta, propriamente, di informazione. Lo dice il nome stesso e l’ho potuto comprovare: è un talk show. Cioè uno spettacolo di parole. La messa in scena di un dibattitto accalorato. Un circo linguistico. Quanto più da bar, meglio. L’effetto è quello della ridda, o della rissa permanente, a maggior gloria di un solo ed unico soggetto: il giornalista-demiurgo, che alla fine, senza che nessuno se ne sia accorto, ha imposto, come un dato di natura una determinata angolatura, una precisa visione delle cose – non necessariamente la sua personale: microfisica del potere. Noi, cosiddetti “oppositori”, siamo il sale che serve a legittimare questo sistema di comunicazione-spettacolo, il quale peraltro non è neanche palesemente manipolato e parziale, ma, più semplicemente, sceglie un focus, un punto di vista, che essendo quello del Potere, esclude per definizione ogni visione realmente alternativa, condannandola al ridicolo o all’irrilevante: è come se il sistema dicesse: “vedete che le idee strane sono in minoranza (e per giunta noi che siamo buoni gli diamo spazio)?”. Anche chi si oppone, non può che farlo dal di dentro del quadro interpretativo fabbricato dal potere, i termini stessi del dibattito sono stabiliti da loro. Del resto, non abbiamo un presidente della Repubblica che si è lamentato della “troppa visibilità” data a chi non si allinea?

L’argomento era, ovviamente, la guerra. E il testosterone bellico si sprecava. Sembrava di essere tornati agli anni trenta, alla retorica dell’Italietta fascistissima e pseudoimperiale. Qualche voce discordante (compresa la mia, sia pur flebile) in funzione di legittimazione, e poi un ricco parterre di giornalisti con l’elmetto, politicanti d’assalto, pasionarie dal verbo tanto fiammeggiante quanto inconcludente, vecchie glorie del militarismo atlantista. Persino un capo dei servizi, sì, quelli segreti, che all’improvviso compare in uno spezzone d’intervista (registrata), inopinatamente, proprio a ridosso degli interventi critici mio e di un collega, per lanciare una curiosa, chiamiamola così, analisi “politica” su un presunto legame tra “no vax” e “putiniani”: vedete voi il livello. Una coincidenza: non si riferiva direttamente a noi. Ma l’occasione è ghiotta per chiedersi, e chiedere a quel signore, perché posizioni politiche fino a prova contraria legittime, e certamente argomentate e razionali, alternative anche se ovviamente non rispondenti alla sua rozza caricatura, debbano essere da “non sottovalutare” (cosi sì è espresso). Spero sia ancora lecito porre una tale domanda a un dipendente dello Stato.

E io che credevo che le posizioni legittime, argomentate e razionali fossero l’essenza della democrazia! Non la pensa anche Lei così, signor Gabrielli? Se tutta la retorica bellica che ci state ammannendo si sostiene su una presunta “superiorità” democratica, una riposta-chiarimento da parte di un dipendente dello Stato pagato, e legittimato, dai contribuenti sarebbe il minimo. Non ebbi la possibilità di domandare a quel signore dal tono vagamente intimidatorio, dietro l’aria del capo-detective professionale. Glielo domando qui perché credo che per la salute democratica di un Paese sia molto importante avere ai vertici individui al di sopra di ogni sia pur minimo sospetto di illiberalità; e approfitto anche per chiedergli la cortesia di non incasellare in caricature dozzinali il dissenso politico, perché, forse non lo ricorda preso dai troppi impegni di intelligence, questo non è quel che si dice un atteggiamento democratico, ma è più proprio dei “regimi” che lui e i tanti funzionari come lui dicono di combattere in nome della “democrazia”.

Ritorna – come una nemesi, come una condanna – la vecchia legge dell’ipocrisia umana: quanto più si proclamano dei valori, tanto più significa che questi valori sono in via di estinzione. Così è accaduto con la democrazia in Occidente – e con tante altre belle “costruzioni etiche”, allegramente annichilite dalla nostra Decostruzione. In questo caso il nostro detective aveva ragione: ci ha definiti “antisistema”, ed è vero: sono profondamente avverso a questo sistema del caos e del collasso democratico e civile. Detesto un sistema in cui il dissenso sta diventando un’arte pericolosa soggetta a censure più o meno dissimulate, intimidazioni più o meno velate, pressioni più o meno legittime. Io sono un uomo d’ordine, appartengo all’ultima generazione erede di una cultura millenaria che per secoli ha elaborato i concetti di razionalità politica, democrazia, sovranità popolare. Mi piacerebbe sapere come la pensano i signori che si preoccupano tanto delle mie idee.

Così è accaduto con l’Occidente stesso, come concetto, come idea, come entità storica. Un vecchio frontman del berlusconismo più becero ha infatti liquidato le mie considerazioni sul tradimento delle élites occidentali (quelle che hanno provocato e cavalcato un’emergenza sanitaria e ora bellica) come “odio per l’Occidente”. Mio caro, tu lo ignori, non si sa se artatamente, ma l’Occidente di cui ti riempi la bocca non è certo questa macchina tecnocratica e postmoderna che sta divorando i propri popoli e cancellando, letteralmente, la propria cultura millenaria. Occidente è Achille che si commuove sui capelli bianchi del padre del nemico ucciso. Occidente è lotta per i diritti, la democrazia, la cittadinanza, la libertà di espressione e di pensiero e la libertà di scelta. Parrhesia è parola greca. Proprio quello che tu, e i transumanisti come te – che siano poliziotti solerti, politici furbacchioni, giornalisti mainstream o deputati d’assalto – state contribuendo a distruggere. La gente, qui in strada, nella vita reale, non vuole la guerra. La gente resiste alla vostra vuota e sinistra retorica del sacrificio e della morte, che copre solo il vostro nichilismo spettrale. Non ve lo permetteremo. In nome dell’Occidente e dei suoi valori migliori.

Di Guido Cappelli, docente di Letteratura italiana, Università degli Studi di Napoli L’Orientale

25.03.2022

Commenti (41)

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Mostra commenti 41 caricati
    1. uparishutrachoal 25 marzo 2022

      Non tutti si sono estraniati dalla società per mancanza di pazienza..e allora, chi ancora c'è dentro, si sente in obbligo di partecipare con le sue idee a prescindere..

    2. dom 25 marzo 2022

      concordo sulla buona fede di chi abbaia alla notte, ma friggono l'aria e pochi se ne rendono conto perché siamo assuefatti al virtuale, Che Guevara sarà stato narciso ma ci ha rimesso la pelle per cambiare le cose che non gli stavano bene.

    3. uparishutrachoal 25 marzo 2022

      Ognuno fa quel che può al suo livello operativo..anche nell'esercito è utile chi pulisce i cessi o fa spettacoli per le truppe..
      Voglio dire; a ognuno il suo..!
      L'importante è stare dalla parte giusta, perché in un modo o nell'altro, fa massa..

    1. Maryland 25 marzo 2022

      La guerra e la Russia come pretesto e capro espiatorio per distruggere l'economia e proseguire così col NWO (id digitale cioè controllo totale, reddito universale, addio alla proprietà privata...) come spiega V_V. Non l'ho ancora sentita ma è recente: https://peertube.it/w/cQ6tjBDANVzEG4gdbGnnoM

    1. dom 25 marzo 2022

      la perla che esce dallo scritto è che i dissenzienti vengono chiamati a dar vita allo spettacolo, se tutti i non allineati si rifiutassero di alimentare la bestia, il mainstream morirebbe d'inedia.

    1. sbregaverse 25 marzo 2022

      Robada incuò al marchà:
      "Ti vedarà, el putin mola le atomiche come nialtri le scorese."

    1. Bertozzi 25 marzo 2022

      No no, mai prestarsi al tritacarne mediatico, se lo si fa non ci si può lamentare dopo. Non è che ci si può aspettare niente di diverso - nel momento in cui vai da Floris o gente del genere, anche se animato da nobili intenzioni, ti presti ad essere strumento del loro giochino e volente o nolente lo diventi - per cui forse l'autore pecca di ingenuità o narcisismo, o non sapeva che sarebbe finita così - il che mi stupirebbe - o lo sapeva e ha voluto mettersi in po' in mostra, non credo sia il caso di parlare di 'ultimi baluardi' o eroismi vari. Andare in quelle trasmissioni è come votare, nel momento in cui aderisci, qualsiasi sia la tua volontà, legittimi il sistema e avalli le loro tecniche, per cui non fai altro che alimentarlo. Stiamo a casa, così non ci lamentiamo dopo. Con rispetto parlando.

    2. mago 25 marzo 2022

      Praticamente vai al massacro consapevolmente,ma perchè questi ci vanno?

    3. Bertozzi 25 marzo 2022

      Vai a sapere.

    4. sbregaverse 25 marzo 2022

      Io ci andrei con occulta pistola ad acqua,armata di piscio, ed al momento giusto: zip ziiip ziiiipp...tutti aspersi.
      Vi rendete conto che potrei passare alla storia della televisione......scrivere un libro.....diritti cinematografici......mito per bambini.....enorme pubblicità per la causa....etc etc etc
      N.B.Con i proventi un buen retiro in isoletta caraibica.
      Accidenti ho regalato l'idea, rimedio subito mettendoci il copyright.

    5. danone 25 marzo 2022

      Le luci della ribalta mediatica sono un attrazione irresistibile per le falene un pò narcise.
      Anche il nostro buon Grimaldi è andato l'altra sera a Ballarò a farsi impallinare.
      Non può farsi bastare la grande stima meritata, che gli tributano quelli del web?
      Evidentemente non gli basta e in molti hanno nostalgia del grande palcoscenico.
      Perchè lo fanno?
      Falene narcise.

    6. mago 25 marzo 2022

      Mmmmh non sai in certi ambienti che effetto faresti....potresti rimpinguare piu che tutto il conto corrente altro che passare alla storia...

    7. sbregaverse 25 marzo 2022

      Dunque da falenottero, qual sono, ho le carte in regola!

    8. sbregaverse 25 marzo 2022

      Disfattista!
      Incoraggiami invece!

    9. LuxIgnis 25 marzo 2022

      Dico a te ma anche a Bertozzi.
      Non credo siano falene narcise, non credo conoscendoli e anche nell'inizio dell'articolo (ma anche tutto) si vede chiaramente.
      In realtà penso che facciano bene, purché con moderazione, non tanto perché ottengono qualcosa, e questo lo sanno bene. Non penso oramai che chi segua quei programmi sia in grado di fare una semplice operazione, figurarsi se sono in grado di capire un discorso leggermente più complesso del solito.
      Ma fanno bene perché è una memoria che rimane scritta e registrata. E questo secondo me è importante.
      Ora loro hanno, apparentemente il coltello dalla parte del manico e quindi usano anche l'interlocutore antagonista per rafforzare la loro narrativa. Ma prima o poi le cose cambiano, e quando cambiano ci sarà ulteriore testimonianza di quello che è stato compiuto da questi personaggi. La loro stessa retorica gli si rivolterà contro.
      D'altronde anche ai tempi del fascismo, per fare un esempio, vi furono coloro che osarono dire contro lo stesso. Non c'erano le TV ma c'era la piazza, il parlamento, e la radio. Hanno cambiato qualcosa? No. Al momento no e hanno preso pure le bastonate e l'olio di ricino. Ma sono testimonianze preziose.
      Quindi per me fanno bene. Sempre che non diventi un abitudine, allora il narcisismo entra.
      In più internet non è un mezzo di massa. E' una grande enciclopedia se vogliamo ma non è un media. Chi va su internet e lo sa usare bene non ha certo bisogno che qualcuno gli venga a dire come stanno le cose. Lo sa già.
      E' anche giusto che per quel minimo che si può fare vi sia qualcuno che tenta a dire qualcosa anche sui media.

      Viviamo in questo mondo, non ci possiamo sentire distanti e separati. Se fosse possibile, io l'ho sempre detto, ce ne andremmo via tutti e li lasceremo affogare nelle loro stesse stronzate. Sarebbe la soluzione più giusta e facile. E più efficacie. Rimarrebbero da soli a sputarsi veleno a vicenda. Si annienterebbero da soli. Ma non è possibile. Purtroppo.

    10. R66 25 marzo 2022

      Falene narcise te la rubo subito. 😉
      Questo lato che hai tirato in ballo è l'ennesima conferma che gli adoratori del mondo sono differenziati soltanto dal potenziale di impatto.
      Il giusto e lo sbagliato con cui tentano miseramente di scudarsi sono gran puttanate, mi compiaccio che quella difesa non ammalia tutti.
      Sono conscio che ai cercatori di paladini ciò risulta una gran bestemmia, ma questo è quanto; guardarsi dentro, il "drago" è unico, finché non lo si vedrà in se stessi non si saprà mai riconoscere il suo fare.

    11. gix 25 marzo 2022

      In linea di massima sono d'accordo con te e anche con Bertozzi: bisognerebbe evitare di frequentare certe bettole pericolose, hanno ragione le mamme a mettere sull'attenti le figlie vanitose ancorchè (presunte) ingenue. Ma un paio di considerazioni occorre farle, al punto in cui siamo arrivati, anche se non credo che il professore, per fare un esempio, sia andato ponendosi questi interrogativi. Ormai certe trasmissioni i danni che dovevano fare li hanno fatti, certa tv e certa informazione hanno annientato da un bel pezzo la capacità critica agli italiani, almeno quello che rimaneva a quella parte ancora inconsciamente dubbiosa. Ma l'ossessione ripetitiva del pensiero unico può portare a tale assuefazione che, paradossalmente, anche una parola giusta detta al momento giusto, può risvegliare qualche briciolo di attenzione nei più esauriti. E poi, il semplice fatto che un pubblico totalmente assuefatto possa vedere che, nonostante tutto, esistono persone che non la pensano come dicono i più, può creare qualche piccolo cortocircuito. Infine, è possibile che sia sempre una buona cosa andare a vedere le carte del nemico, scoprire se sono un bluff o una cosa seria.

    12. R66 25 marzo 2022

      Dal mio punto di vista è il contrario.
      Perché c'è il poliziotto buono nella coppia?
      Se fossero entrambi cattivi, la situazione non sarebbe più evidente?
      Questi edonisti che vanno a farsi mazzuolare fanno dei gran danni.

    13. danone 25 marzo 2022

      Posso capire Gix se vanno da Del Debbio o da Giordano che hanno un pubblico un pò più allertato su certe narrative, ma andare ai talk show della 7 è come impiccarsi da solo, secondo me.

    14. gix 25 marzo 2022

      Specialmente per la 7 non c'è dubbio, è un posto pericoloso, ci vuole una certa dose di masochismo per frequentarlo

    15. gix 25 marzo 2022

      Non ne hanno avuto bisogno del poliziotto buono per fare quello che hanno fatto. A meno che uno non creda che la Meloni faccia una onesta opposizione, se ne fregano altamente della forma democratica. Che poi sia tutto un gioco di ricatti e di interessi reciproci, questo può essere un altro discorso.

    16. R66 25 marzo 2022

      Ne hanno sempre avuto bisogno invece, il poliziotto buono lo fanno fare ai Fusaro, ai Grimaldi e simili.
      Loro credono di rivestire un ruolo diverso, ma la Regia, facendo perno sul narcisismo, gli fa svolgere tale funzione.
      Il telespettatore così compie un salto di insieme andando a considerare il sottoinsieme quello principale, gli effetti sono quelli che vediamo: speranza nel risolutore e puntare il dito al cattivone, ma mai, mai e poi mai pensare che nel marcio ci naviga dentro egli stesso.

    17. jeints 25 marzo 2022

      Certo, e anche il sistema è utile a Fusaro per dargli un ruolo (poi se lo beccano in spiaggia senza mascherina si ritira con tante scuse). E a sua volta Fusaro è spalleggiato da Mazzucco, in fondo anche lui ingranaggio utile. Certo, rimane poco in piedi, quasi solo il comportamento individuale e la libera lettura di articoli proposti da CDC, che pero',oibo', Grimaldi lo propone spesso e guai a toccarlo. Con tutto il rispetto.

    18. BrunoWald 25 marzo 2022

      Pur con tutto il rispetto per le tue legittime opinioni, le parole pronunciate in un talk show non sono affatto testimonianze, tantomeno preziose. Gli atti sono testimonianze, ma in questo fase sono impossibili. Perciò al nemico va opposto un silenzio ostile, e nient'altro. Quanto alla gente che spreca ore della propria esistenza assistendo a programmi del genere, cosa vorresti dirgli? Bisognerebbe fare come l'architetto Melandri, quando salì in piedi sulla finestra per pisciare di sotto.

    19. oxalidaceae 26 marzo 2022

      C'è una uguaglianza di suono, sottile, fastidievole, che ad ogni orecchio disincantato di certo non sfugge.

      Sentir pronunciare “La7” e percepire in automatico “La Setta”, è sovrapposizione che immediatamente scatta e perfettamente combacia.

    20. LuxIgnis 26 marzo 2022

      Parole scritti, atti tutto è testimonianza.
      Sembra che vivete in un mondo altro. Ma non c'è un mondo altro.

    1. mago 25 marzo 2022

      Noto con sgomento che questi predicatori parlano di Guerra Atomica come fosse acqua fresca manco avessero già prenotato un bunker dove vivere felicemente per i prossimi anni,si tratta solo di gente che il maggior sforzo é quello di pubblicare un libro in un paese dove nessuno legge piu,se cioavvenisse questi saranno come quei barboncini da salotto in mezzo ad una orda di lupi....vorrei vedere come se la spasseranno poi.

    1. Maurizio 25 marzo 2022

      "un punto di vista, che essendo quello del Potere, esclude per definizione ogni visione realmente alternativa, condannandola al ridicolo o all’irrilevante: è come se il sistema dicesse: “vedete che le idee strane sono in minoranza (e per giunta noi che siamo buoni gli diamo spazio)?”.

      Ecco appunto, proprio per questo bisogna evitare come la peste quella monnezza, e lasciare che se la cantino e se la suonino da soli.

      Se l'intento del Prof. era di buttare qualche pillola qua e là sperando di instillare il dubbio in qualche telespettatore, forse non si è reso conto che il QI medio dell'utenza di questi spazzatura-show equivale a quello di uno scaldabagno.

    2. sbregaverse 25 marzo 2022

      Scaldabagno SENZA termostato!

    1. nicolass 25 marzo 2022

      la cosa più squallida della Tv italica sono le badanti ucraine arruolate nei programmi televisivi per discettare di geopolitica ed attaccare con ferocia chiunque non si unisca al coro di Putin criminale di guerra

    2. LuxIgnis 25 marzo 2022

      Che poi tra l'altro non è che per forza sono rappresentative di tutte. Selezionate appositamente. Io conoscevo una donna ucraina (bella e simpaticissima) e lei mi diceva sempre di sentirsi russa e non ucraina. Non gli ho mai chiesto da che regione provenisse.
      Perché non vanno a intervistare lei?

    3. sbregaverse 25 marzo 2022

      Se mi passi un pizzino con numero di telefono ci vado io ad INTERVISTARLA, chissà, non poniamo limiti alla provvidenza, anche più di una volta!

    4. Maryland 25 marzo 2022

      Sì, fa venire un nervoso assoluto. Tutto è funzionale alla propaganda.

    5. Maryland 25 marzo 2022

      è un po' come nelle interviste sul vax o su altro, chiamano solo quelli "comodi" onde evitare chi va fuori dal gregge: https://twitter.com/RosannaRuscito/status/1474389306689171459

    6. LuxIgnis 25 marzo 2022

      Dispiace ma sono molti anni che non la vedo più. Credo sia ritornata in Ucraina e spero stia bene. E comunque ci sono prima io!!!!!!

    1. LuxIgnis 25 marzo 2022

      Ottima analisi. Da incorniciare.

    1. gix 25 marzo 2022

      Ormai queste trasmissioni si rivolgono ad un pubblico che probabilmente cerca solo di cogliere qualche residuo di interesse in un tono di voce, in un eloquio un pò diverso dal normale, che quindi incuriosisce più del solito, oppure qualche immagine un pò inconsueta: Ma è un miscuglio che appare sempre più indefinito e privo di veri stimoli, tolta la iniziale (ormai lontana) fase di novità che queste trasmissioni hanno rappresentato. Per l'appunto è come al bar, si ascoltano molte caxxate, alcune (poche) divertenti, la maggior parte quantomeno fastidiose, quasi nulla che rimanga impresso per più di pochi istanti. Rimane un pubblico che probabilmente non ce la fa più nemmeno seguire l'ascolto in maniera continuativa, girando in modo ebete sul telecomando, in cerca di qualcosa di decente. Perciò non mi preoccuperei più di tanto, se fossi il professore ospite, poichè tra un bar inconcludente e una trasmissione con pretese di verità incomprensibili, per la maggior parte rimane tutt'ora meglio il bar, dove un cornetto e un cappuccio, buoni se si ha fortuna, almeno te li puoi ancora gustare.

    2. lurker 25 marzo 2022

      Sempre che ti lascino entrare nel bar...

    1. Hospiton 25 marzo 2022

      "Ospite alla trasmissione di Floris...era un’esperienza che volevo fare". Von Sacher-Masoch le fa un baffo, caro Cappelli.

    2. casalvento 25 marzo 2022

      Penoso l'altra sera Tremonti con il broncio, strapazzato dalla perfida sensuale Concita, come anche anche Cacciari torturato dalla conturbante Gruber. Stanno davvero scivolando nel sadomaso.

    3. Hospiton 25 marzo 2022

      Arriveranno a propinarci Telese e Parenzo in lattex che inneggiano a Macron

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