Una scoperta casuale potrebbe risolvere il problema della resistenza antibiotica

Una scoperta casuale potrebbe risolvere il problema della resistenza antibiotica

Eric Brown, professore di biochimica e scienze biomediche della McMaster University, membro del Global Nexus canadese per le pandemie e le minacce biologiche e del Michael G. DeGroote Institute for Infectious Disease Research, sembra aver trovato una possibile soluzione al preoccupante e crescente problema della resistenza antibiotica. Mentre stava facendo studi su infezioni di animali e testando alcuni trattamenti, ha notato che alcuni composti funzionavano molto meglio rispetto ad altri e ha scoperto alla fine che l’ingrediente chiave era il bicarbonato.
Adesso insieme al suo team è già al lavoro per sperimentare una preparazione potenzialmente rivoluzionaria a base di bicarbonato e azitromicina per il trattamento delle ulcere del piede diabetico infette, una patologia che ogni anno colpisce 140 milioni di persone con diabete in tutto il mondo e per la quale attualmente non esistono antibiotici topici in grado di curare perché si formano batteri molto resistenti ai farmaci.

Brown ha dichiarato di avere mescolato il bicarbonato con diversi antibiotici e di aver riscontrato al momento che l’azitromicina risponde meglio poiché, con l’aggiunta di bicarbonato, migliora nettamente il suo assorbimento da parte delle cellule infette.
Secondo il professore il bicarbonato potrebbe quindi essere un ingrediente chiave nello sviluppo di nuove soluzioni antibiotiche per contrastare ogni genere di antibiotico resistenza, sia contro i patogeni gram-negativi che gram-positivi. Ad esempio, in futuro potrebbe essere utile per preparati topici da usare per il trattamento delle ustioni infette o per spray aerosol che possano contrastare le infezioni polmonari croniche che spesso sono una complicanza della fibrosi cistica o, ancora, un altro potenziale bersaglio per un trattamento con aerosol a base di antibiotici e bicarbonato potrebbe essere la tubercolosi che attualmente richiede cicli di mesi di più antibiotici orali senza dare risultati soddisfacenti.

Insomma, la scoperta ha un grande potenziale e potrebbe essere un punto di svolta nel campo dello sviluppo della ricerca sulle malattie infettive.
Essendo l'azitromicina già in uso da anni e il bicarbonato una sostanza altrettanto conosciuta, non dovrebbero esserci problemi o ostacoli normativi per proseguire con la sperimentazione. Sempre che interessi risolvere il problema dell’antibiotico resistenza, un fenomeno grave che sta impattando a livello globale e una delle maggiori preoccupazioni in sanità pubblica dal momento che stanno aumentando continuamente le infezioni contro cui non funzionano gli antimicrobici attualmente in uso (l’Italia, assieme alla Grecia e alla Romania, è uno dei paesi in Europa con i maggiori tassi di resistenza ai Gram-positivi e Gram-negativi).
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VB

Commenti (7)

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Mostra commenti 7 caricati
    1. arbaman 28 giugno 2022

      Nel 2019, appena poco prima dell'arrivo del Covid, Walter Ricciardi, Direttore dell'Osservatorio nazionale sulla salute, diceva testualmente:
      "C'è una strage in corso, migliaia di persone muoiono ogni giorno per infezioni ospedaliere, ma il fenomeno viene sottovalutato, si è diffusa l'idea che si tratti di un fatto ineluttabile"
      Anche se un po' datati, i morti stimati per il 2016 ammontavano a 49.301 persone.
      Difficile, vista la situazione sanitaria degli ultimi due anni, che siano diminuiti.
      Sarebbe invece interessante sapere se con un sim sala bim, questi numeri temibili (30% di tutte le morti UE per questa causa) siano spariti dai morti per infezioni per far posto nelle statistiche ai morti con Covid.
      Aggiunti a quelli per influenza e complicazioni respiratorie attesi, migliaio più migliaio meno, i due dati sommati per due anni, assomiglierebbero curiosamente e inquietantemente ai numeri dei morti per il mortale virus.
      Qui l'articolo Ansa: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2019/05/15/allarme-rosso-infezioni-ospedaliere-49-mila-morti-lanno_41a0e9c5-8f5d-4373-acda-4f46014f9dd0.html

    2. Cachafaz 29 giugno 2022

      Infatti nel maggio di ogni anno davano il numero di morti per sepsi, sia pure arretrato ad anni prima. Da maggio 2020 hanno smesso di dare il dato: si sono subito messi in azione.

    1. Cachafaz 27 giugno 2022

      Buong. Dott.ssa Bennati, ot. Si puo' occupare , con le sue conoscenze, delle risultanze delle analisi portate avanti dal dr. Giovannini di Mantova?
      https://disq.us/url?url=https%3A%2F%2Fwww.telecolor.net%2F2022%2F06%2Fcoaguli-nel-sangue-dei-vaccinati-lindagine-del-dott-giovannini%2F%3AOk1kkoSzIhIPSwkdQATFOFmSIl4&cuid=3540056
      in base a 1006 campioni, l'80% di quei vaccinati presenta coaguli del sangue , con impilamento globuli rossi, grafene a go-go. manifestazioni cliniche spaventose ecc. ecc.
      Siccome nel video il dr. Giovannini parla velocemente e si mangia alcune parole, almeno io non riesco a decifrare tutte le parole, in particolare i test e le apparecchiature che usa per le indagini. Ci vuole un addetto ai lavori. Sarebbe utile riuscire a scrivere tutte le sue parole, per provare a farle leggere ai vaccinati.

    2. Valentina Bennati 1 luglio 2022

      Ci sono degli aspetti ancora da chiarire e approfondire in merito, motivo per cui non si è ritenuto opportuno al momento dare visibilità a queste informazioni.
      Poco più di un mese fa è stato chiesto un parere sul video in questione al prof. Paolo Bellavite, che ha risposto così sul suo canale Telegram:

      “Mi chiedono un parere su un video che mostra immagini di globuli rossi di vaccinati e non vaccinati.
      Penso che siano fenomeni reali ma bisogna tener conto di alcune cose:

      1) non c’è una analisi statistica di quanti casi sono stati studiati e a quale distanza di tempo

      2) non è un fenomeno tipico dei “vaccini”: i globuli rossi si aggregano con molta facilità in tante condizioni di malattia, così come aumenta la velocità di sedimentazione

      3) ciò che avviene nel test “in vitro” dipende molto dalla tecnica usata e non è detto avvenga “in vivo”

      4) le “vere” microtrombosi in vivo comprendono anche le piastrine

      5) si parla di grafene ma non è fornita prova che quei frustoli bianchi che si vedono in qualche immagine sia grafene; laddove si vedono tanti puntini bianchi non può essere grafene per un banale ragionamento di diluizione del “vaccino”.

      6) il fattore patogeno dei “vaccini” a mRNA non è il grafene (che ha casomai funzione di tracciante elettromagnetico) ma la spike.”

    3. Cachafaz 1 luglio 2022

      Grazie!

    1. LuxIgnis 27 giugno 2022

      Si sa da tempo che il bicarbonato essendo l'antiacido per eccellenza funziona contro i batteri. I batteri prolificano in un ambiente acido. Modificando l'ambiente hanno meno presa.
      Associato a un antibiotico probabilmente crea la coppia perfetta.
      Il problema è che costa poco.

    1. Cachafaz 26 giugno 2022

      Ma questo risolverebbe un problema, meno malati meno morti! No non va bene.

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