Simplicius
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La rivista geopolitica russa Global Affairs ha pubblicato un nuovo articolo di strategia militare scritto in collaborazione con il generale Yuri Baluyevsky, che, dal 2004 al 2008, aveva ricoperto la carica di Capo di Stato Maggiore dell'esercito russo, attualmente occupata da Gerasimov. È noto per essersi dimesso dopo essersi opposto alle controverse "riforme Serdyukov" che avevano trasformato – o svuotato, a seconda dei punti di vista – le forze armate russe nel periodo 2008-2012.
L'articolo si intitola "Guerra digitale: una nuova realtà":
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Come si vede dal sottotitolo, l'articolo esorta la Russia ad adattarsi il prima possibile a questa "nuova realtà". L'urgenza deriva dalla tesi secondo cui le capacità tecnologiche dei droni aumenteranno più rapidamente dei mezzi efficaci per contrastarli:
È improbabile che ci sia un esperto che neghi i cambiamenti rivoluzionari in campo militare: la "rivoluzione dei velivoli senza pilota" o la "rivoluzione della guerra dei droni". Forse, in senso più ampio, potrebbe essere definita la "guerra digitale". Ci sono tutte le ragioni per credere che questo processo continuerà ad espandersi e ad approfondirsi, poiché il potenziale di aumento della "guerra dei droni" supera la capacità di contrastare efficacemente questo tipo di arma.
Gli autori proseguono spiegando che i droni stanno diventando progressivamente più economici e più piccoli, aumentando al contempo la loro portata. Nel prossimo futuro, osservano, la retroguardia tattica diventerà una vera e propria "zona di sterminio", cosa che in sostanza è già accaduta secondo molti rapporti dal fronte.
Il campo di battaglia tattico e le retrovie, a decine di chilometri dalla linea di contatto, diventeranno essenzialmente una "zona di sterminio". Naturalmente, contrastare queste minacce sarà una priorità assoluta. Di conseguenza, la lotta armata si concentrerà principalmente sul raggiungimento della "supremazia dei droni" nell'aria. Di conseguenza, l'organizzazione delle forze militari deve allinearsi con l'obiettivo e lo scopo di raggiungere tale supremazia nell'aria e nello spazio.
Alla luce di quanto sopra, ecco un'interessante analisi di un canale russo che descrive come sull’asse di Pokrovsksi è evoluta la situazione in termini di logistica e posizionamento delle unità.
Continuiamo il nostro difficile lavoro per rifornire le nostre unità d'assalto nella direzione di Pokrovsk. Questo mese, l'attenzione principale è stata rivolta alle unità d'assalto, alle comunicazione e alla sopravvivenza sul campoi di battaglia.
Dobbiamo prima spiegare come si presenta la linea di contatto in questa direzione e, in generale, su tutto il fronte. In primo luogo, il personale militare assemblato e pronto a svolgere i propri compiti di combattimento viene portato al punto di raccolta a 20-25 km dalla linea del fronte. Quindi attendono l’ordine. Vengono caricati all'inizio del segmento successivo e lasciati in un punto a circa 10-13 km dalla LBS (linea di contatto), dove possono rimanere per un certo periodo di tempo, da alcune ore a diversi giorni. Si tratta di un punto di evacuazione vicino da cui è quasi garantito poter fuggire e sopravvivere.
Poi c'è il successivo punto di sbarco a 5-7 km dalla LBS: non è possibile proseguire oltre. Tutti gli sbarchi e gli spostamenti sul terreno tra campi minati e aree aperte sono effettuati da guide. Quindi, a piedi, raggiungono il punto da cui può iniziare l'assalto. Da lì, si avvicinano alle posizioni. Di norma, solo la metà di loro raggiunge le posizioni, mentre il resto rimane ferito o ucciso dagli attacchi dei droni.
Le truppe d’assalto che raggiungono le rovine di una casa di solito si muovono in coppia, nascondendosi tra le rovine e nei sotterranei. Non si avventurano all'esterno se non strettamente necessario. Da lì, devono mantenere la comunicazione con il loro comandante per rimanere informati su ciò che accade all'esterno, coordinare le loro azioni con i vicini, fornire assistenza e partecipare agli assalti. Possono trascorrere una settimana, un mese o due nelle rovine.
Se il tempo è brutto: nebbia, pioggia, nevicate, allora le perdite si riducono drasticamente. I droni FPV quasi non volano sotto la pioggia: le gocce si attaccano alla telecamera. La cortina d'acqua blocca fortemente il segnale a 5,8 Ghz. Tuttavia, l'artiglieria nemica inizia a lavorare più attivamente. Il movimento di qualsiasi gruppo corazzato viene solitamente notato dal nemico 10-15 km prima della LBS. Quando i mezzi raggiungono le posizioni iniziali per l'attacco, ci sono già dozzine di droni FPV nemici nel cielo e altre dozzine pronti al lancio. Tutti questi poi si lanciano sul gruppo corazzato e sui paracadutisti. Sì, è difficile per le nostre truppe e ci sono delle vittime, ma siamo ancora in grado di dispiegare i paracadutisti e avanzare. Le nostre perdite sono principalmente sotto forma di soldati feriti.
Come descritto sopra, la zona a 25 km dalla linea di controllo è già diventata estremamente rischiosa, e qui la dispersione è necessaria per la sopravvivenza. Quindi, da 5-7 km in poi, si è essenzialmente in una "zona della morte", per usare la terminologia alpinistica.
Baluyevsky e il suo coautore affermano che lo sviluppo principale del campo di battaglia moderno è l'eliminazione totale della "nebbia di guerra", cosa che dà inizio a un'era di completa trasparenza sul campo di battaglia. Il pericolo principale risiede nell'ulteriore sviluppo e nel coordinamento incrociato delle risorse spaziali con quelle di altre tecnologie digitali e dei droni:
Il miglioramento degli strumenti di sorveglianza, dei sensori, della potenza di calcolo, delle reti di informazione, dei metodi di trasmissione e elaborazione dei dati e dell'intelligenza artificiale sta creando un ambiente informativo globale unificato terrestre, aereo e spaziale (lo "spazio di battaglia informativo") che fornisce e amplia sempre più la trasparenza tattica, operativa e strategica unificata.
A questo proposito, c'è una breve ma interessante digressione tratta da un altro recente rapporto russo. Esso descrive come l'ultima "unificazione digitale" dello "spazio di battaglia informativo" abbia portato con sé alcuni effetti collaterali indesiderati da parte di comandanti con a disposizione un eccessivo controllo informativo, tanto da cadere spesso nella microgestione o nell'iperconcentrazione su compiti o obiettivi tatticamente irrilevanti, a scapito dell'obiettivo tattico o operativo principale:
Nel lavoro di Markin A.V. "Generalizzazione dell'esperienza di combattimento della SVO fino al luglio 2025. Terzo quaderno" vengono evidenziati aspetti interessanti nel lavoro delle unità di fanteria insieme ai calcoli degli UAV. Si tratta di errori a cui pochi prestano attenzione, anche in una situazione di combattimento.
Il microcontrollo è una situazione interessante quando un comandante di alto rango, invece di occuparsi della gestione complessiva del combattimento, si siede a guardare una diretta streaming da un drone Mavik e inizia a impartire ordini per distruggere obiettivi secondari sul campo di battaglia, come un soldato ucraino che striscia nel bosco. Così facendo, perde il controllo della situazione nella sua area, ma in un episodio di combattimento separato sul monitor, si trasforma in un eroe.
Il secondo errore è cacciare a casaccio. Si vuole a tutti i costi “segnare” un mezzo distrutto o dei soldati nemici eliminati, trascurando il compito reale. Risultato: i droni finiscono quando le squadre d’assalto ne hanno più bisogno e gli uomini muoiono senza copertura. Intanto [questi comandanti] si vantano di un pickup danneggiato o di qualche fante nemico ucciso, che sarebbe stato comunque eliminato da altri.
Ciò che stanno dicendo è che, dando ai comandanti questi nuovi livelli di controllo tattico-militare, a volte si finisce per perseguire "punti", gloria o vanteria distruggendo obiettivi secondari per gonfiare i "rapporti" inviati ai superiori, trascurando i compiti primari; esempio: la fanteria amica che avanza e che potrebbe e aver bisogno di quei droni di riserva contro le fortificazioni nemiche, ecc.
Tornando al punto, l'aspetto più interessante dell'analisi dell'articolo di Global Affairs è il riconoscimento da parte di Baluyevsky e del suo coautore del fatto che la moderna guerra con droni digitalizzati ha sostanzialmente reso obsolete le classificazioni militari che erano state alla base della guerra per generazioni. Ad esempio, la "sfocatura dei confini tra tattico, operativo e strategico", nonché i concetti specifici dei ruoli dei veicoli corazzati e di altri sistemi d'arma.
Il risultato è l'impossibilità di concentrare e dispiegare segretamente forze e risorse nelle aree destinate alle operazioni principali, il che cambia radicalmente la filosofia stessa delle operazioni militari.
Alcune di queste idee riflettono le considerazioni di precedenti teorici sovietici, di cui avevo discusso in articoli come questo [tradotto su CDC], che prevedevano un futuro in cui anche il concetto di "fronte" sarebbe scomparso del tutto, annunciando una nuova forma di guerra "non lineare":
I sovietici vedono la battaglia non lineare come una battaglia in cui battaglioni e reggimenti/brigate separati e "tatticamente indipendenti" combattono battaglie di incontro e proteggono i propri fianchi mediante ostacoli, fuoco a lungo raggio e ritmo. . . . Le grandi unità, come le divisioni e gli eserciti, possono influenzare la battaglia attraverso l'impiego delle loro riserve e dei sistemi di attacco a lungo raggio, ma l'esito sarà deciso dalle azioni dei battaglioni e dei reggimenti/brigate interforze che combattono separatamente su più assi a sostegno di un piano e di un obiettivo comuni. . . . Il combattimento tattico sarà ancora più distruttivo che in passato e sarà caratterizzato da combattimenti frammentati [ochagovyy] o non lineari. La linea del fronte scomparirà e termini come "zone di combattimento" sostituiranno i concetti obsoleti di FEBA (Forward Edge of the Battle Area), FLOT (Forward Line of Own Troops) e FLET (Forward Line of Enemy Troops). Non esisteranno rifugi sicuri o "retroguardia profonda".
Nello stesso articolo sopra riportato, un teorico russo, il Maggiore Generale Slipchenko, ipotizza che la prima linea, le retrovie, ecc., si fonderebbero in un'unica zona bersaglio:
Inoltre, il teorico militare russo Slipchenko ha evidenziato l'idea precedente secondo cui tutti i concetti classici di campo di battaglia sarebbero stati gradualmente cancellati a causa della natura imprevedibile e onnicomprensiva dei moderni sistemi di attacco:
Concetti fondamentali come "fronte", "retro" e "linea avanzata" stanno cambiando... Ora vengono superati e sostituiti da due sole espressioni: "bersaglio" e "non bersaglio" per un attacco a distanza ad alta precisione.
L'analista russofobo di YouTube ed ex soldato dell'esercito americano Ryan McBeth menziona persino a malincuore in un nuovo post come la Russia abbia risolto il classico enigma del controllo del territorio da parte della potenza aerea circondando Pokrovsk essenzialmente con un anello di controllo del fuoco attuato tramite droni.
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Ciò fa eco a un'altra idea del maggiore generale Slipchenko riguardo a una rivoluzione negli affari militari che porterebbe a una forma di guerra di sesta generazione, "senza contatto", definita da forze opposte che non entrano necessariamente in contatto fisico, ma procedono tramite vari attacchi a distanza, una situazione non lontana dalla realtà su molti dei fronti attuali in Ucraina:
Secondo il defunto Maggiore Generale Vladimir Slipchenko, probabilmente uno dei più influenti teorici militari russi degli ultimi decenni, l'operazione Desert Storm era stata la prima manifestazione di quella che Ogarkov aveva definito una "rivoluzione negli affari militari", con riferimento al crescente uso di sistemi di attacco di precisione a lungo raggio nelle guerre future. Il concetto di guerra di sesta generazione elaborato da Slipchenko prevedeva la computerizzazione della guerra e il crescente uso di armi a distanza. La sua caratteristica più importante era quindi definita come guerra senza contatto, in contrapposizione alla tradizionale guerra di contatto di quarta generazione.
Baluyevsky approfondisce questo concetto spiegando che anche il concetto di "fuoco diretto" è ormai obsoleto in Ucraina, dove i carri armati vengono utilizzati principalmente in modalità di fuoco indiretto, ovvero come pezzi di artiglieria, in parte grazie alla maggiore precisione di tiro ottenibile con l’uso dei droni. Si tratta proprio di uno stile di guerra moderna "senza contatto", in cui ogni attacco viene effettuato da oltre il raggio visivo, anche da sistemi originariamente non progettati per questo scopo:
La rivoluzione informatica sta cambiando le forme e l'aspetto della guerra. La "trasparenza" del campo di battaglia e l'acquisizione in tempo reale degli obiettivi stanno portando all'eliminazione della necessità del fuoco diretto a favore del fuoco indiretto. Per secoli, il fuoco diretto è stato alla base della guerra e le tattiche sono state costruite intorno alla garanzia della sua efficacia. Tuttavia, con l'avvento del fuoco indiretto, non è più necessario vedere il nemico direttamente davanti a sé. Al contrario, gli obiettivi possono essere individuati a qualsiasi distanza e colpiti con armi a guida di precisione (come i droni) lanciate oltre la linea di vista del nemico. La sopravvivenza e la stabilità in combattimento di qualsiasi mezzo di fuoco remoto disperso da posizioni nascoste e dei suoi equipaggi è molto più elevata rispetto a quella di qualsiasi arma in grado di sparare in linea di vista diretta. Ciò porta a un cambiamento fondamentale nella pianificazione dell'intero sistema volto a infliggere danni da fuoco al nemico.
Gli autori proseguono affermando che questa è la ragione principale dell'apparente obsolescenza dei carri armati sul campo di battaglia moderno:
Questa circostanza, e non la mancanza di protezione dai droni, è stata la causa principale della crisi dei carri armati. Il carro armato è il mezzo principale della guerra a fuoco diretto ed è stato progettato come piattaforma protetta per la guerra a fuoco diretto. Tuttavia, è diventato un bersaglio facilmente individuabile e vulnerabile, armato per sparare solo a distanza ravvicinata. Di conseguenza, il carro armato ha perso la sua importanza come mezzo principale di sfondamento e manovra dell'esercito.
Ecco poi un'altra affermazione chiave introdotta dagli autori: i droni hanno sostanzialmente cambiato le regole della guerra al punto che la "manovra" tattica non è più un requisito indispensabile per sconfiggere il nemico, il che richiede la riscrittura dei manuali delle operazioni di combattimento e dell'intera struttura organizzativa delle forze armate:
Pertanto, i droni stanno avendo un impatto rivoluzionario sulla scienza militare. Da un lato, stanno influenzando un fattore chiave come la concentrazione di forze e risorse e, dall'altro, stanno rendendo sostanzialmente superflue le manovre tattiche di forze e risorse per garantire la sconfitta. Questi cambiamenti fondamentali sia nella tattica che nell'arte operativa dovrebbero portare a una revisione non solo delle forme di operazioni di combattimento, ma anche della struttura organizzativa delle forze militari.
Questo concetto è più profondo di quanto sembri a prima vista ed è qualcosa su cui ho insistito a lungo. I lettori ricorderanno forse le mie opinioni "contrarie" all'ossessione degli analisti moderni per la "guerra di manovra". Ho sostenuto l'idea che tali fissazioni siano maschere deliberate volte a rafforzare l'idea che l'Ucraina stia vincendo e che la Russia sia incapace di sottomettere il suo nemico perché non sta praticando una "guerra di manovra" su larga scala. Negli articoli analitici avevo scritto fin dall'inizio che l'idea della "guerra di manovra" sembrava ormai superata, perché stavamo assistendo alla nascita di qualcosa di nuovo e le strategie di adattamento della Russia a questa nuova realtà dimostravano chiaramente che la vittoria avrebbe potuto arrivare anche senza questi classici e riduttivi archetipi.
Questa idea è parte integrante del motivo per cui l'avanzata russa sta accelerando, nonostante il fatto che i componenti chiave della cosiddetta "forza di manovra" – ovvero i gruppi corazzati e meccanizzati – non vengano quasi più utilizzati. Lo scopo della guerra di "manovra" è quello di creare aperture nella profondità operativa, ma, con l'avvento di questo nuovo stile di guerra "di sesta generazione" e "non lineare", concetti come tattico, operativo, ecc. sono sfumati e perdono il loro significato tradizionale, almeno in una certa misura.
Baluyevsky e colleghi lo ribadiscono ancora una volta:
Conflitto post-industriale
La campagna in Ucraina ha segnato la fine di quasi un secolo di predominio della guerra meccanizzata, caratteristica delle società industriali. In questo senso, l'operazione militare speciale in Ucraina è stato il primo conflitto armato su vasta scala del XXI secolo, e ha segnato una rivoluzione negli affari militari e la transizione alla "guerra digitale". Queste tendenze, che sono già evidenti o stanno appena iniziando a emergere, continueranno probabilmente a plasmare il futuro della guerra nel prossimo decennio.
Si noti come gli autori affermino apertamente che attenersi rigidamente a concetti obsoleti di guerra meccanizzata porterà solo a una diminuzione dell'efficacia dell'esercito.
Proseguono elencando tre principali effetti dei droni sull'organizzazione delle truppe:
Ci sono tre fattori chiave nella guerra dei droni e nel suo impatto sull'organizzazione e sull'uso in combattimento delle truppe.
Primo. La necessità di una dispersione estrema delle forze e dei mezzi e una densità molto bassa delle formazioni di combattimento cambierà radicalmente l'organizzazione delle truppe e la loro interazione.
Secondo. Un forte aumento della profondità di distruzione delle parti avversarie e dei loro mezzi, fino alla profondità operativa. Le "zone di sterminio totale" raggiungeranno presto molte decine di chilometri. Ciò renderà impossibile manovrare e concentrare le truppe anche nella profondità operativa.
Terzo. La guerra ha dimostrato l'insormontabile problema dell'approvvigionamento delle truppe, che ora utilizzano veicoli vulnerabili e relativamente facili da distruggere dal nemico (un problema che covava da tempo, ma che era stato ignorato dagli strateghi sovietici). Nel contesto della "guerra dei droni" e delle vaste "zone di distruzione totale" delle forze e delle risorse in tutta la profondità operativa, il problema dell'approvvigionamento in termini operativi, tattici e "micro-tattici" ("l'ultimo miglio del fronte") diventa enorme e richiede soluzioni non banali e rivoluzionarie.
Secondo loro, il problema logistico è uno dei principali enigmi del nuovo campo di battaglia dominato dai droni. Proprio oggi un soldato ucraino in servizio al fronte ha descritto come la Russia abbia conquistato Pokrovsk restringendo fortemente le rotte logistiche dell'AFU:
È interessante notare che, nella sezione finale, gli autori russi lodano l'M2 Bradley americano come "macchina ideale" in guerra, date le sue buone capacità "a tutto tondo" nonostante la proliferazione dei droni.
Un altro "confine sfumato" di cui fanno menzione è che i reparti di supporto tecnico e logistico sono, nella guerra moderna, essenzialmente "ruoli di combattimento" a causa della battaglia costante che devono combattere contro i droni che operano nelle retrovie, dove tali ruoli di supporto godevano in precedenza di una sicurezza totale, o almeno relativa.
Facendo un ulteriore passo avanti, gli autori suggeriscono addirittura che l'esercito del futuro non dovrebbe nemmeno avere reparti di servizio strutturati rigidamente:
Pertanto, l'esercito del futuro non dovrebbe essere rigidamente suddiviso in rami di servizio, ma dovrebbe piuttosto essere una forza altamente unificata, integrata e multifunzionale, in grado di operare in qualsiasi ambiente di guerra moderno.
Definendo "finita" l'era dei grandi battaglioni, gli autori citano il DeepState ucraino che descrive le dottrine attualmente utilizzate dalla Russia in prima linea:
Crediamo che tutti abbiano notato il recente post pubblicato dalla fonte ucraina DeepState, che descrive la "nuova dottrina di fanteria" delle forze armate russe e dimostra chiaramente l'adattamento delle tattiche militari alle esigenze della "guerra dei droni". Ci sono quattro aspetti chiave dei cambiamenti tattici da parte russa.
Primo. Maggiore utilizzo di sistemi robotici terrestri, munizioni vaganti e FPV pesanti, cosa che porta alla "robotizzazione di alcuni processi di combattimento". Attualmente, il compito delle operazioni di assalto e del supporto di fuoco è stato completamente delegato ai droni per impedire il rilevamento dei gruppi d'assalto.
Secondo. Il passaggio ad azioni portate a termine da un gran numero di gruppi "frammentati" composti da sole 2-4 persone.
Terzo. Riduzione al minimo dei combattimenti con armi leggere e degli attacchi frontali alle posizioni e, in generale, avvicinamento della fanteria al nemico, trasferendo il ruolo principale del supporto di fuoco dagli aerei d'attacco ai droni.
Quarto. L'uso diffuso di tattiche di infiltrazione lenta e "strisciante" o di aggiramento delle principali posizioni nemiche da parte di piccoli gruppi, compreso l'uso di dispositivi di mimetizzazione (ottica, termica, ecc.), con penetrazione il più possibile in profondità nelle retrovie, ricerca e neutralizzazione degli operatori di droni, delle squadre di mortai, ecc.
È chiaro che la struttura, l'organizzazione e l'equipaggiamento delle truppe devono essere adattati di conseguenza. L'era dei "grandi battaglioni" è finita.
In particolare, la quarta sezione di cui sopra è qualcosa che gli stessi ucraini hanno urgentemente evidenziato nel mese scorso su diversi fronti. Infatti, continuano a scrivere che, a causa della densità estremamente bassa delle attuali linee, dove solo pochi uomini dovrebbero difendere un chilometro di fronte, le forze russe sono in grado di "infiltrarsi" oltre i difensori ucraini nelle trincee fino ad arrivare nelle posizioni arretrate. Una volta in numero sufficiente, interrompono le retrovie, causano confusione e caos, essenzialmente attuando una sorta di moderna forma tattica di sfondamento senza la necessità di "manovre" meccanizzate.
A proposito, anche gli USA stanno cercando di imparare a proteggere i depositi dalla minaccia ubiquitaria dei droni. Ecco un recente video che mostra i test di gabbie anti-drone per i depositi di rifornimenti e munizioni dell’Esercito americano.
The DOME by the US Company OAST is designed to protect facilities from UAVs. The protection consists of gabions filled with sand and an anti-drone net. Here it is severely tested by grenade drops, FPV attacks, and finally by a large “Shahed”-sized fixed-wing kamikaze UAV. https://t.co/z1inPe9uoJ pic.twitter.com/qEEkFdVxPA
— Roy🇨🇦 (@GrandpaRoy2) October 22, 2025
L'articolo di Global Affairs si conclude con un ultimo appello alla Russia affinché recuperi il ritardo nel campo della potenza di calcolo, che, secondo gli autori, sarà la chiave per il futuro della guerra, al di là del "controllo territoriale o delle risorse". Ritengono che, sebbene la Russia sia attualmente in ritardo in questo campo, abbia ancora i suoi tipici vantaggi e una breve finestra temporale per recuperare:
Nel medio termine, la Russia sarà indietro rispetto ai leader mondiali in termini di sviluppo della potenza di calcolo (mancanza di competenze, capacità industriali e capacità del mercato interno). Questo problema dovrebbe essere affrontato immediatamente, altrimenti il divario aumenterà, minacciando gli interessi strategici del Paese.
La Russia ha le risorse per correggere questa situazione e detiene ancora un vantaggio scientifico e tecnologico. Tuttavia, il ritmo del cambiamento globale è così rapido che potrebbe essere impossibile sfruttare appieno queste opportunità.
Per rendersene conto, è necessario mettere da parte le differenze politiche e concentrarsi sulle urgenti sfide amministrative e tecnologiche.
Certo, dato che la Russia è una superpotenza energetica e leader mondiale nel nucleare, ha almeno una base solida per espandere i centri di calcolo, se necessario.
È evidente che servono nuovi concetti per capire le dinamiche del campo di battaglia moderno. Sarebbe eccessivo buttare via del tutto le tradizioni militari, ma i confini si sono confusi abbastanza da far sì che chi si ostina a usare le definizioni classiche di guerra è destinato a non comprendere i successi attuali della Russia sul terreno, che prossimamente si concretizzeranno nella cattura di diverse città ucraine di alto profilo.
Simplicius
Fonte: simplicius76.substack.com
Link: https://simplicius76.substack.com/p/the-new-reality-of-war-russian-think
05.11.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org



oriundo2006 8 novembre 2025
Ragioniamo.
Se la tesi dell' articolo è vera, allora la prima conclusione è una sola: la guerra moderna è guerra che si combatte ovunque, non più solo nel 'fronte' ma specificatamente anche e sopratutto nelle retrovie specie 'civili' e specie per garantire la logistica ( conclusione necessaria ).
Si salda dunque con la militarizzazione della vita ordinaria, ne indirizza le scelte sociali ed economiche complessive e diventa potenzialmente anche guerra interna agli stati stessi, dato che i 'cervelli' che la dirigono sono situati in complessi 'data center' lontani dagli scontri diretti ma individuabili da controresistenti tipo partigiani e simili.
E' dunque guerra totale oltre il fronte propriamente detto, dato che diventa subito anche guerra di opposte partigianerie e di 'classe'.
E' infine guerra civile ed è guerra che non avrà alcun 'santuario' protetto, come già Gaza insegna con le sue immani distruzioni dell'habitat dei sopravvissuti, uno dei suoi veri obiettivi finali.
Ma, conclusione, si può 'vincere' una guerra simile, dato che la controresistenza può durare anni ed il controllo del territorio esser sempre precario e le distruzioni esser tali da impedire ogni logistica di approvigionamento o di semplice sopravvivenza anche delle proprie milizie ?
Torniamo un istante al passato.
Quale era il simbolo definitivo della raggiunta 'vittoria' sul nemico ?
Nel medievo era la presa del castello, poi la capitale del nemico in tempi più vicini a noi.
Oggi quali sono i 'castelli' da prendere ? Quali le città da conquistare in modo definitivo come 'capitali' quando i centri di controllo sono 'disassati' rispetto al resto e possono mandare ordini quando gli eserciti non ci sono più ?
Tali obiettivi non ci possono esser più perchè se anche se ci fossero sarebbero ammassi fumanti di rovine, ben oltre Stalingrado, tanto per fare un esempio.
Dunque, la vittoria definitiva e 'cinematografica' è e resta un miraggio in quanto dato il vero obiettivo, la sua logica conclusione porta ad affermare che questa è la pura e semplice distruzione di tutto con ogni mezzo: anche dei propri soldati.
Dire di NO alla guerra 'moderna' e 'cibernetica' è dire di sì alla prosecuzione della Vita su questo Pianeta.
Di tutti.
Tertium non datur.
CptHook 8 novembre 2025
Torniamo un attimo a "1984"..., serve la guerra perenne, lo conferma il fatto che gli eurochiuaua della guerra la stanno cercando a tutti i costi come mezzo per proseguire quanto iniziato con la pandemenza e, d'altronde, guerra significa legge marziale, sospensione automatica di quelle poche tutele costituzionali rimaste...
oriundo2006 8 novembre 2025
Perchè alla fine il vero obiettivo siamo noi 'civili'.