UNA CURIOSITA': I DUE TERZI DEI SENATORI CHE HANNO CACCIATO DILMA PER CORRUZIONE SONO SOTTO INCHIESTA GIUDIZIARIA

UNA CURIOSITA': I DUE TERZI DEI SENATORI CHE HANNO CACCIATO DILMA PER CORRUZIONE SONO SOTTO INCHIESTA GIUDIZIARIA
DI PEPE ESCOBAR

russia-insider.com

Non è mai stato tanto facile nella storia politica moderna "abolire le persone" cancellando semplicemente 54 milioni di voti espressi in una elezione presidenziale libera e giusta.

Non sono nemmeno ricorsi a brogli, come si fece in Florida nel 2000. Questo è un giorno che vivrà nell'infamia in tutto il Sud del mondo - perché è quello che ha trasformato una delle sue democrazie più dinamiche in un regime plutocratico, sotto una fragile patina parlamentar-giudiziaria, con garanzie costituzionali e legali che ormai sono in balia di misere élite di compradores.




Dopo una proverbiale maratona, il Senato brasiliano ha votato 55 -22 per mettere il Presidente Dilma Rousseff sotto processo per "crimini di responsabilità" - relativi alla presunta poca trasparenza del bilancio del governo.

Questo è il punto di arrivo di un processo interminabile, iniziato anche prima che la Rousseff rivincesse le elezioni alla fine del 2014, con oltre 54 milioni di voti. Ho definito Bastarda guerra di iene tutto il branco di artefici di quello che la creatività brasiliana ha chiamato 'golpeachment' ( NdT: Vedi * Articolo sotto) un mix di colpo di stato - "golpe" in portoghese - e impeachment)- .

Un sofisticato golpeachment - sostenuto da qualcosa che equivale a un Collegio di Inquisizione Elettorale - ha spinto una guerra bastarda fino a livelli inimmaginabili

E' una guerra bastarda quella che ha portato in Brasile tutti i più classici elementi di una rivoluzione colorata. Naturalmente non c'è stato bisogno né di una no-fly zone, né del (solito) imperialismo umanitario per "proteggere i diritti umani" - o per provocare una guerra civile. Ma considerando l'alto livello di resistenza dello stato vittima, nel quale la società civile è molto dinamica, chi ha progettato la guerra Bastarda, in questo caso ha dovuto scommettere su un mix di capitolazione - e tradimento - delle élite locali, il tutto mescolato con "proteste pacifiche" e con una incessante campagna di media main-stream . Diciamo 'Una Guerra Civile-Light'.

Che portava con sé un favoloso rapporto costi-benefici. Ora il sistema sistema politico legislativo brasiliano (corrotto fino all'osso) e l'attuale allineamento del potere giudiziario/esecutivo e dei media main-stream possono essere usati dai soliti noti per portare avanti la loro agenda geopolitica.

Benvenuti in un cambio di regime light - delle sole persone politiche, in poche parole - un altro modo di far guerra contro i BRICS. Un nuovo software, un nuovo sistema operativo. Metter mano a un patetico corollario; se gli Stati Uniti sono l'Impero del Caos, il Brasile ha ormai gloriosamente raggiunto lo status di sub-Impero fatto da Mascalzoni.

Quanti Mascalzoni ...

La Rousseff può essere accusata veramente di mal-gestione economica, e di essere stata incapace di trovare una giusta articolazione politica in quella fossa di squali che è la politica brasiliana. Ma lei non è corrotta, anche se ha fatto un grave errore nella lotta contro l'inflazione, permettendo che i tassi di interesse fossero fatti arrivare ad un livello insostenibile; così in Brasile la domanda è scesa drasticamente, e la recessione è diventata norma. Mentre Lei è diventata il (conveniente) capro espiatorio per la recessione del Brasile.

Di certo può essere accusata di non aver previsto un piano B per combattere la recessione globale. Il Brasile lavora essenzialmente su due pilastri: esportazioni di materie prime e imprese locali che si alimentano entrambi dalle tette dello stesso Stato. Le infrastrutture in genere sono depresse - oltre a quanto viene descritto come il "costo brasiliano" per fare business. Con il crollo delle materie prime, sono diminuiti i fondi statali e si è paralizzato tutto - credito, investimenti, consumi.

Il pretesto per l'impeachment della Rousseff – presumibilmente il trasferimento di prestiti dalle banche pubbliche al Tesoro per mascherare le reali dimensioni del deficit fiscale del Brasile - è quanto meno fragile. In Occidente lo ha fatto qualsiasi amministrazione, inclusi Clinton, Bush e Obama.

L'Operazione Car Wash dopo due anni di indagini, avrebbe dovuto portare a scoprire la corruzione nel sistema politico brasiliano - come la collusione dei dirigenti del gigante petrolifero Petrobras, delle imprese di costruzione brasiliane e del finanziamento delle campagne politiche. Car Wash non ha avuto niente a che fare con la conduzione di questo golpeachment. Anche se queste sono due strade parallele che corrono verso una sola destinazione: la criminalizzazione del Partito dei Lavoratori, e se possibile al definitivo assassinio politico della Rousseff e del suo mentore, l'ex presidente Lula.

Quando il golpeachment è arrivato alla Camera Bassa del Congresso - uno spettacolo spaventoso - la Rousseff è stata sbranata da una serie di bastarde iene da guerra, iene della razza BBC; "BBC", in inglese, sta per "proiettili", "bibbia" e "bestiame", dove dicendo "Bullet" ci si riferisce alle armi e all'industria privata del security, "Bible" indica i pastori e gli evangelici fanatici, e "Cattle" la potente lobby dell'agroalimentare.

Le iene della "BBC" sono sparse in quasi tutti i partiti politici brasiliani, sono i Paperboys - i portaborse - delle grandi imprese e - last but not least - sono le stampelle della corruzione. Tutti hanno goduto di campagne politiche milionarie. L'intera indagine Car Wash in ultima analisi, ruota intorno al finanziamento delle campagne che, in Brasile, a differenza degli Stati Uniti, con le sue lobby legalizzate, è un selvaggio West degno del miglior Tarantino.

Il Senato brasiliano non è proprio un "piano nobile della Casa" - nel senso che non è tirato a lucido. L'80 % dei senatori sono uomini bianchi - in un paese dove l'incrocio delle razze è normale. Un incredibile 58% è sotto indagine penale - legata al Car Wash, mentre il 60% discende da dinastie politiche. E il 13 % non sono stati eletti e sono lì per sostituire altri senatori. Tra quelli a favore dell'impeachment, 30 su 49 sono nei guai con la legge. I reati contestati comprendono soprattutto riciclaggio di denaro, crimini finanziari e corruzione conclamata. Renan Calheiros, Presidente del Senato - che ha curato la votazione dell'impeachment - è coinvolto in almeno nove differenti reati per riciclaggio e corruzione - secondo le indagini relative al Car Wash, più altri crimini comuni.

L'incontro dei tre amigos della Banana Republic

Ora la Rousseff è stata sospesa per un massimo di 180 giorni, mentre una commissione del Senato deve decidere se metterla sotto accusa definitivamente. Entra quindi Michel Temer, il Presidente-pro-tempore/Temer - una persona ombrosa e controversa - etichettata "usurpatore" dalla Rousseff. E certamente è un usurpatore questo Brutus di provincia - secondo le sue stesse parole. Il 30 marzo dello scorso anno aveva mandato un tweet scrivendo che, "Impeachment è impensabile, si creerebbe una crisi istituzionale e non c'è nessun fondamento giuridico o politico per proporlo".

La sua amministrazione è cominciata con il peccato originale di essere illegale e oltremodo impopolare; il suo indice di gradimento fluttua tra un epico 1% ed il 2 %. E' stato già multato, la settimana scorsa, per aver violato i limiti di finanziamento della sua campagna. E, com'era prevedibile, sta annegando in una palude di corruzione - è stato chiamato a fare due patteggiamenti nel processo Car Wash con l'accusa di essere uno degli attori di un regime illegale per l' acquisto di etanolo e può anche essere dichiarato ineleggibile per i prossimi otto anni. Quasi il 60% dei brasiliani vogliono un suo impeachement – per gli stessi addebiti fatti contro la Rousseff.

Brutus 1 (Temer) non si crogiolerebbe al sole dei suoi 15 minuti di fama senza gli imbrogli fatti da Brutus 2 (il numero UNO dei truffatori brasiliani, l'ex speaker della Camera bassa Eduardo Cunha, accusato di corruzione e falsa testimonianza, titolare di conti illegali in Svizzera ed ora finalmente allontanato dalla Corte Suprema). E' stato Brutus 2 che ha aperto un corsia preferenziale per l'impeachment per pura vendetta contro il Partito dei Lavoratori che non è stato pronto a coprirsi le spalle mentre stava per essere travolto da uno tsunami di accuse per corruzione. Brutus 2 ha usato tutto il suo grande potere - finanziando tutto questo imbroglio fin dentro lo stesso Congresso - per ostacolare le indagini del Car Wash. Anche il suo sostituto, portavoce ad interim, è sotto inchiesta per corruzione.

Così si sono messi insieme Temer, Cunha e Calheiros; sono questri tre amigos le vere Star della Banana Republic fatta da Mascalzoni e Truffatori.

E come se alla Corte Suprema non ci fosse nessun mascalzone libero .... il giudice Gilmar Mendes, per esempio, è un umile vassallo dei plutocrati. Quando un avvocato ha avviato un'istanza per sospendere l'impeachment per conto del governo, ha commentato allegramente "Ah, possono andare in cielo, dal Papa, o all'inferno". Con fare arrogante un altro giudice, che aveva ricevuto una richiesta di esonero per Cunha già nel dicembre 2015, ha esaminato la richiesta solo più di quattro mesi dopo, quando l'intero imbroglio del golpeachment era già arrivato alla fase decisiva. E poi si è anche permesso di dire "Non c'è nessuna prova che Cunha abbia inquinato il processo di impeachment".

Infine, per completare al meglio tutta questa truffa, troviamo in prima fila i grandi media brasiliani, come il velenoso impero del Globo - quello che stesso che trasse generosamente profitto dal colpo di stato militare del 1964.

Tutti acclamano la restaurazione neoliberista

Wall Street - così come la City di Londra - non ha potuto nascondere la sua emozione per il golpeachment, perché sperano che Brutus 1-Temer farà qualche cambiamento nell'economia. Probabilmente, potrebbe osare di modificare il kafkiano codice fiscale del Brasile o fare qualcosa per l'enorme buco nel sistema pensionistico. Ma quello per cui stanno sbavando sia la mitica entità - quella dei "mercati" - che tutta la miriade degli "investitori" è la prospettiva dei favolosi tassi di rendimento in un Brasile riaperto-alla-speculazione. Il gioco di Brutus 1 sarà una festa neoliberale, in realtà una restaurazione, senza nessunissima rappresentanza popolare.

Tutta la banda del golpeachment si infuria davvero quando qualcuno li chiama golpisti. Eppure, non gliene frega assolutamente niente né dell'OAS, né del Mercosur e dell' Unasur - tutti organismi che hanno condannato il golpe - per non parlare del Santo Graal: i BRICS. Sotto Brutus 1, il Ministero degli Esteri, che sarà guidato da un senatore indolente e destinato a perdere, il Brasile è destinato ad affondare, malgrado il suo ruolo chiave, insieme a tutti i BRICS, a tutto vantaggio dell'Exceptionalistan.

Tutto quello che si deve sapere è che né il Premio Nobel per la Pace -"Kill List"- Obama né la Queen of Chaos Hillary - "Siamo venuti, abbiamo visto, è morto" - Clinton hanno condannato il cambiamento di regime/golpeachment che stava avvenendo alla luce del sole. Tutto questo era prevedibile, considerando che la NSA dell'Exceptionalistan aveva spiato sia la Petrobras che Dilma Rousseff personalmente - la genesi di quella che si sarebbe sviluppata come l'indagine Car Wash.

Il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest si è limitato ai soliti proverbiali luoghi comuni: "momento difficile"; "piena fiducia nelle istituzioni democratiche del Brasile"; o anche "democrazia matura". Eppoi, ha aggiunto, forse intenendo qualcosa, che il Brasile è "sotto controllo".

Naturalmente, la fase attuale di una sofisticata strategia di guerra bastarda è stata completamente messa in atto, ma restano da affrontare ancora innumerevoli scogli. L'indagine Car Wash - che attualmente si sta muovendo al rallentatore - prenderà velocità e scoppierà improvvisa come uno sfogo sulla pelle con tanti patteggiamenti dubbi e creando le condizioni che serviranno per criminalizzare non solo Dilma Rousseff, ma anche il pezzo forte della scacchiera: Lula.

Gioco finito? Non così in fretta. Il fronte anti-golpeachment ha una strategia: a cominciare dal "profondo del Brasile", quello delle masse di milioni di lavoratori poveri, per imprimere in queste persone la nozione di cosa è l'illegalità; per ricostruire l'immagine della Rousseff come vittima di una profonda ingiustizia, per ridare-energia al fronte politico progressista, per assicurarsi che il governo di Brutus 1 fallirà e per creare - all'uomo che verrà dal freddo - le condizioni pe vincere le elezioni presidenziali del 2018.

Una House of Cards Brasiliana? Possiamo scommettere su tutto, anche sul fatto che potrebbe finire strisciante, come una Anaconda, con Lula che immobilizza le bastarde iene da guerra in una stretta da cobra.

La corruzione dei media non è uno scherzo, tutti hanno bisogno di aiuto se vogliamo avere qualche speranza di un reale cambiamento. Questo articolo è pubblicato (e tradotto) gratuitamente grazie a donazioni e al lavoro di volontari, chiunque voglia può fare la sua parte Spring crowdfund NOW LIVE on Indiegogo.



Fonte : http://www.counterpunch.org/

Link : http://www.counterpunch.org/2016/05/13/dilma-out-brazilian-plutocracy-sets-54mn-votes-on-fire/

13.05.2016

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l'autore della traduzione Bosque Primario


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Commenti (13)

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Mostra commenti 13 caricati
    1. idea3online 18 maggio 2016

      Se il Regno del Sud da BRICS diventa GRICS

    1. ProjectCivilization 18 maggio 2016

      Questa falsa rappresentazione dell'episodio , non aiuta . Il Brasile , come l'Italia , vive una maxi follia collettiva , in cui una casta di fetentelli saccheggiatori , si e' elevata a idoli , grazie alla tv . Sono completamente autoreferenziali . Non ha senso difendere Lulma , non lo merita per niente . Come non e' il caso di difendere Maduro . Come fa a far andare alla fame un paese ricchissimo di petrolio e fertilissimo...con migliaia di km di coste ???? I problemi non sono come gli avanzi della vecchia sinistra li descrivono . E guardando nella direzione sbagliata...non si risolvono di certo . Senza una maturazione Democratica delle masse , non ci sono vie d'uscita .

    1. iskra 17 maggio 2016

      I servi del capitale hanno tutti lo stesso volto in ogni parte del mondo .

      Adoperiamoci per spazzarli via dalla storia.
      Impariamo a scendere in piazza come in Francia.
    1. mystes 17 maggio 2016

      Alcuni degli interventi su CdC sono ammalati di infantilismo proto-marxista e proto-bolscevico.

      La realtà politica brasiliana non può essere vista più nell’ottica ideologica cara al partito dei lavoratori che governava quel paese fino alla settimana scorsa. La guerra fredda è finita da un pezzo.

      Nulla avviene a caso e non vi è niente di nuovo sotto il sole. Ci si dimentica che l’allontanamento dal governo della signora Rousseff è stato preceduto, e forse deciso, da un forte movimento popolare (l’ultima manifestazione contro la Rousseff ha registrato quasi 3 milioni di persone in piazza). Non è poco ed è indice di un diffuso malcontento popolare che si è concretizzato nel voto parlamentare che ha portato al governo il signor Temer.

      Capisco che ciò possa dispiacere a più di una persona, ma non si dica che si è trattata della solita operazione golpista patrocinata dalla CIA perché sarebbe una grossa bugia. Occorre essere più pragmatici e vedere i fatti così come sono. Nessuno vuol nascondere che nell’attuale governo non ci siano corrotti, ci sono e come, ma prima che il Brasile si liberi definitivamente da questo antico virus che lo lacera e lo dissangua, ci vorrà del tempo e il giudice Moro di Curitiba gode della fiducia popolare e non lascerà nulla di intentato per mandare in gattabuia non solo Lula, ma anche deputati e senatori che hanno abusato sfacciatamente del potere loro attribuito dal voto popolare e che adesso siedono sugli scranni governativi.

    1. AlbertoConti 17 maggio 2016

      Non si sa a chi credere, come al solito, ma i fatti sono fatti e qui l'immagine retorica che più mi salta agli occhi è "rubare le caramelle ai bambini".

      Hanno avuto la loro occasione per valorizzare le immense ricchezze naturali e onorare così le promesse elettorali, e la forza politica per tenere a bada la casta dei ricchi sfruttatori incistati nel precedente corso economico eterodiretto.
      Hanno fallito come bambini di fronte ai bulli, senza saper togliere loro l'acqua sporca nella quale sguazzano "naturalmente".

      Gheddafi era di tutt'altra pasta, ed hanno dovuto toglierlo di mezzo con tutt'altri mezzi, inapplicabili in questo contesto, o forse no, ma almeno avrebbero conservato l'onore alla memoria, come Simon Bolivar.

    1. yago 17 maggio 2016

    1. Fischio 17 maggio 2016

      Il Sistema Capitalista si basa sulla legge del libero mercato. Può essere che un andazzo fondato sugli interessi a prescindere, partorisca onestà e rettitudine? Quando mai!...Le istituzioni, figlie di quel Sistema rispecchiano i voleri del Sistema stesso. Lobby e gruppi incontrollati che nessuno ha messo lì, si spartiscono le ricchezze del mondo lasciando in mutande la massa planetaria. E chi governa tal Paese o l'altro deve rispondere alle chiamate di certi signori, e va da sè che la forma più semplice da dirigere e controllare è quella del presidenzialismo locale, abbiamo voglia di fare distinzioni: Renzi ad esempio agisce come un Presidente, alla faccia della sovranità del popolo!...Quando non farà più comodo alla grande Finanza, ai Banchieri e le Lobby di cui sopra, sarà rimpiazzato da un altro confacente. Ma come si è arrivati a ciò? Convincendo via via i subordinati, che la prassi democratica è di impiccio, meglio il leader, l'uomo che si innalza, che comanda. Insomma, al momento il popolo è gregge, gli piace essere fottuto...A quando il risveglio?

    1. oriundo2006 17 maggio 2016

      Leggendo i commenti precedenti mi sono fatto l'idea che il problema principale sta proprio nel meccanismo elettorale 'democratico', ovvero quando un partito 'populista' va al potere è costretto dalle sue stesse promesse elettorali a dilapidare il patrimonio pubblico proprio per mantenerle e corrispondere alle attese di almeno parte del suo bacino elettorale.

      Chiaramente questo viene fatto con un flusso di danaro 'fuori contabilità' e comunque sempre fuori ogni regola 'economica': ma questo serve a mantenere in piedi l'apparato per nuove elezioni. In Brasile come in Italia, beninteso...Diventa dunque facile, anzi facilissimo per gli oppositori politici di dx ( ma non lo sono: sono solo portatori di un'altra tendenza del capitalismo malato terminale ) far leva sulla ( presunta ) 'buona gestione' violata per scalzare i 'populisti' e riprendere in mano il potere. Questo è il gioco democratico come l'abbiamo conosciuto negli ultimi settant'anni in Occidente: mai dunque creare aspettative esagerate...e se lo fai devi dare opera di razionalità poi nel condurre il gioco...
      Stupisce infatti la assoluta improntitudine di Lula e Dilma nel condurre le cose senza preoccuparsi delle conseguenze. Insomma, non puoi far parte dei Brics senza capire che tutto questo ti verrà computato nel conto da pagare. Inoltre, un paese ricchissimo di materie prime e non certo povero come sono altri in America Latina, poteva ben darsi delle prospettive di lunga portata ( ovvero dilatare le attese in un futuro lontano ) e nel contempo operare subito verso i mali strutturali del Paese, che tutti qui ben conosciamo, essendoci stati da viaggiatori o da residenti. Se vogliamo i due sono stati incapaci di uscire dal guado dell'idea del capitalismo sanatore di tutti i mali, insomma idee da anni '80, quando questo è appunto alla sua fase terminale e deve essere sostituito da una pianificazione intelligente: altrimenti questa pianificazione la fanno le multinazionali ( e i loro tirapiedi politici ) con i loro interessi globali supportati da poteri e saperi elevatissimi: e ti levano la sedia di sotto al c.

    1. Tanita 17 maggio 2016

      Predatori scatenati urbi et orbi...

      "1984" (Orwell) full speed...

    1. fendente 17 maggio 2016

      Mi prendo la briga di diradare un altro po di nebbia.
      Le mie opinioni sono quelle della gente di strada che normalmente sono il vero termometro politico, economico e sociale di un paese.
      Per quanto attiene l'innocenza di Dilma si sentono parecchie voci contrarie.
      Quando lei era ministro del petrolio sotto il governo Lula, la Petrobras fu gradualmente trasformata da colosso mondiale del suo settore e adibita a "caixa elettronica" del potere politico fino a farla arrivare allo stato penoso attuale ( non si sa se riuscirà a sopravvivere).
      Mettendo che lei fosse all'oscuro di tutto e volendogli riconoscere, con una larga e generosa valutazione, una postura integerrima, resta sempre il fatto che lei era ministro del petrolio. Ministro che faceva capo al governo Lula.
      Ora siccome dalle indagini risulta che il famigerato mensalo era ed è figlio del petrolao cioè delle "propine" (tangenti) pagate dalla Petrobras, ed è stato già appurato che Lula ed il PT sono dentro fino al collo, mi viene difficile pensare che Dilma possa scansarsi dall'essere coinvolta.
      In un processo per rapina ad una banca vengono condannati tutti anche quelli che restano fuori a fare da palo ed in caso di morte ricevono la stessa condanna dell'omicida.
      Il mio contributo continua, senza nessuna pretesa, a tentare di diradare la nebbia calata su questo caso.


    1. azul 17 maggio 2016

      Molto bene fendente! Continua pure a farti irradiare il cervello dai raggi catodici della Globo, Bandeirantes e SBT e continua a trasmetterci le illuminanti opinioni della patinata Veja.

      Grosso errore quello del PT di non creare e sviluppare propri media alternativi a quelli delle elite. I frutti avvelenati e tossici poi si vedono, si sentono e gli zombie purtoppo si incontrano anche in una buona parte della popolazione ignorante (non solo il nostro amigo fentente), bombardata da menzogne, falsitá ed ipocrisie.
    1. fendente 16 maggio 2016

      Inserzione soprpassata dagli avvenimenti.
      Temer è già presidente ad interim beneficiando di quei 54.000.000 milioni di voti che sono stati espressi dai brasiliani per ambedue i personaggi in congiunzione. La percentuale di gradimento al omento attuale lascia a desiderare per ambedue i personaggi.
      Ora visto che il Parlamento comunque corrotto a prescindere dal colore politico con maggioranza di 2/3 ha votato a favore dell'empeachment contro Dilma ma in maniera vistosamente contro il sistema di potere del partito Trabalhista, non vi èe altra strada che quella del Presidente inaricato TEMER
      Il Tribunale Superiore Federale d'altro canto non può operare contro la corruzione senza colpire Dilma ed il Partito Trabalhista. Sono loro che hanno promosso la corruzione a sistema di potere un po come avvenne ai tempi del CAF in italia (Craxi, Andreotti, Forlani).
      La corruzione in Brasile era ed è un male endemico ma mai era stata promossa a sistema di potere.
      Prarticamente tutte le imprese statali più le consociate e le appaltatrici di opere pubbliche sono munte regolarmente dal sitema di potere Lula-Dilma. In questo contesto trovano facile presa le richieste di tangenti a tutti i livelli. Si va dall'ex colosso petrolifero (totalmente dissanguato) "Petrobras" alle centrali nucleari, dalle grandi dighe ai canali di trasposizione, dai porti agli aeroporti, dalle supestrade alle mulattiere, dalla "bolsa familha" alle merende dei bambini alle scuole e via di seguito alla grande.
      Cunha non è il responsabile del sistema di corruzione che mantiene il potere, ma uno che approfitta maldestramente della sua posizione per arricchirsi.
      Le responsabilità, senza concedere sconti a Cunha, di Lula e Dilma sono di tutt'altro tenore.
      Dilma e Lula sanno benissimo che la loro posizione può risolversi anche con forti condanne penali che invializzerebbe qualsiasi progetto politico futuro del Partito Trabalhista e allora stanno mobilizzando la loro area di consenso con la storia del "Golpe". Ma secondo il mio modesto parere non esiste Golpe.
      Una evidente dimostrazione della non esistenza del golpe è nel comportamento difensivo dell'avvocatura di stato ( organismo che secondo me dovrebbe limitarsi alle vicende legali dello stato chiamato in giudizio e Dilma non è lo stato).
      L'Avvocatura di Stato ha interessato il Superiore Tribunale Federale per almeno 5 volte per supposti vizi di procedura nei due rami del parlamento sulla condotta nell'iter di ammissibilità al processo d'empeachment, ma mai questo Organismo ha interessato il Supremo Organo Giudiziario per esprimersi sul merito delle accusazioni rivolte a Dilma.
      Tutta questa storia finiribbe in un batter d'occhio e Dilma tornerebbe con tutti gli onori a ricoprire la carica di Presidente se i crimini attribuitigli non sussistono.
      Ma il grande rischio, che essi non vogliono correre, è che il Supremo Organo Giudiziario si esprima riconoscendo come criminoso il comportamento di Dilma.
      A questo punto non ha ragione di esitere il processo d'empeachment al Senato e la cagnara sul Golpe calerebbe di tono con grave disaffezione della mobilitazione dell'ala oltranzista del Partito Trabalhista a meno di voler accusare di "Golpe" il Superiore Tribunale Federale.
      Bene!! Spero di aver diradato un poco di nebbia.

    1. oriundo2006 16 maggio 2016

      E' possibile che qui si realizzi una delle tante previsioni marxiane andate deluse altrove: ovvero che allo scatenarsi delle contraddizioni sociali, moltiplicate dalla 'rimozione forzata' del Presidente liberamente eletto, le masse ( diverse decine di milioni di disperati ) decidano che è venuto il loro momento e facciano saltare la logora e falsa veste democratica con cui le oligarchie odierne amano paludarsi: facciano insomma la rivoluzione. O ci provino. E' possibile...Cinicamente, vedremo cosa farà il governo degli oligarchi per sedare ogni velleità in questo senso: visti i tipi non è detto che alla mala parata non decidano di prendere per prima la cassa e poi darsi alla fuga. Rimarrà dunque solo l'esercito in campo: odiato e temuto al tempo stesso. ma saprà tenere insieme un Paese 27 volte grande l'Italia ?

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