Una colonia israeliana nel Salento? C’è già chi lo teme…

Una colonia israeliana nel Salento? C’è già chi lo teme…
Rappresentazione grafica del temuto epilogo del progetto immobiliare israeliano Coral 37 nell’immaginario dei critici.

Di Marco Pizzuti, altrainformazione.it

Chiesta una interrogazione parlamentare sul caso

Attorno al progetto immobiliare Coral 37 nel Salento, promosso da investitori israeliani, nasce il timore che non si tratti solo di un’iniziativa economica, ma di un modello di insediamento organizzato che secondo i critici potrebbe rapidamente trasformarsi in una vera e propria colonia di Tel Aviv sul suolo italiano. La loro tesi infatti è che anche in Puglia possa venire applicato lo stesso modello di occupazione applicato dai coloni israeliani nei territori palestinesi fino alla progressiva perdita di sovranità italiana. Altri, invece, considerano queste accuse esagerate o ideologiche, sottolineando che non esistono prove di una vera “colonia” politica.

Le dichiarazioni che hanno suscitato preoccupazione

Nel Salento, terra già profondamente trasformata dal turismo internazionale e dalla speculazione immobiliare, il progetto promosso dalla società Coral 37 continua a suscitare forti polemiche. Se per alcuni si tratta soltanto di un’iniziativa economica privata destinata ad attrarre investitori stranieri, per altri il fenomeno rappresenta qualcosa di molto più profondo: l’inizio di una progressiva erosione della sovranità territoriale e culturale italiana. Le preoccupazioni nascono soprattutto dal linguaggio utilizzato in alcuni video promozionali e dichiarazioni attribuite all’imprenditrice israeliana Orit Lev Marom, nelle quali il Salento veniva descritto come possibile “nuova terra promessa” per famiglie israeliane intenzionate a trasferirsi stabilmente in Puglia. Un’espressione che, inevitabilmente, ha evocato il tema delle colonie israeliane nei territori palestinesi occupati, uno dei nodi geopolitici più controversi degli ultimi decenni.

Il timore di un modello “coloniale”

Secondo i critici del progetto, il problema non risiede nella presenza di stranieri in Italia, un fenomeno storico già ampiamente diffuso, bensì nel modello politico e culturale israeliano di occupazione già applicato da molti decenni in Palestina. Nel dibattito pubblico, infatti, molti osservatori sottolineano come esista una differenza tra normali comunità internazionali integrate nel tessuto locale e progetti percepiti come enclave autonome, economicamente chiuse e caratterizzate da una ideologia suprematista. Proprio su questo punto che si concentra la preoccupazione di parte dell’opinione pubblica: il timore che si possa progressivamente replicare, una logica già vista nei territori palestinesi occupati. Per i detrattori del progetto salentino, ignorare questo contesto significherebbe sottovalutare le possibili conseguenze dell’iniziativa e c’è chi sta già invocando una interrogazione parlamentare sui veri scopi dell’insediamento nel Salento che attualmente è legale, ma che appena raggiunta la totale autosufficienza e un cospicuo numero di occupanti, potrebbe rivendicare lo status di territorio autonomo israeliano.

“Non è semplice investimento immobiliare”

Chi guarda con sospetto alla nascita di una comunità israeliana organizzata nel Salento sostiene che il caso non possa essere paragonato ai tradizionali insediamenti di britannici in Toscana o tedeschi in Alto Adige. Secondo questa lettura critica, il nodo centrale riguarda il rapporto storico tra Stato israeliano, espansione territoriale e sostegno geopolitico degli Stati Uniti. Israele viene accusato da numerose ONG internazionali, osservatori ONU e organizzazioni per i diritti umani di aver spesso agito in violazione delle risoluzioni internazionali senza subire conseguenze concrete, grazie anche alla protezione diplomatica garantita da Washington in sede internazionale.

La denuncia di Amnesty International e Human Rights Watch

Negli ultimi anni queste organizzazioni hanno pubblicato rapporti estremamente critici sulle politiche israeliane nei confronti dei palestinesi, parlando di segregazione territoriale, discriminazioni sistemiche e di ogni sorta di violazioni dei diritti umani. Per molti attivisti italiani, dunque, il timore è che il progetto Coral 37 non rappresenti semplicemente un investimento turistico, ma un escamotage per esportare anche in Italia il temuto modello di colonizzazione israeliano.

Un dibattito destinato a crescere

Tutto ciò premesso, è bene ribadire che ad oggi non risulta alcun atto ufficiale che configuri la nascita di una vera e propria entità autonoma o colonia politica nel Salento. Tuttavia, la vicenda ha comunque fatto allarmare e preoccupare parte della popolazione. Da una parte vi è chi considera ogni critica al progetto come una deriva ideologica o addirittura antisemita ma dall’altra, cresce un fronte che rivendica il diritto di interrogarsi sugli effetti geopolitici, economici e identitari di determinati processi immobiliari internazionali, soprattutto conoscendo l’aggressività e l’impunibilità garantita dagli USA a Israele.

Di Marco Pizzuti, altrainformazione.it

11.05.2026

Marco Pizzuti. Scrittore e saggista.

Fonte: https://www.altrainformazione.it/wp/2026/05/11/una-colonia-israeliana-nel-salento-ce-gia-chi-lo-teme/

Commenti (17)

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Mostra commenti 17 caricati
    1. mago 13 maggio 2026

      Xylella dice nulla vero ? ma questi se ultimamente vanno a Cipro o Argentina chi mandano poi al fronte ? possibile che un popolo di coloni o di religiosi con una economia di guerra che si protrae da 50 anni ed un Pil ridicolo abbia una tale disponibilita` di denaro per comprarsi ogni luogo dove vanno ad insediarsi ? riflettete.

    2. Spartan 13 maggio 2026

      Finchè tengono per le palle gli USA, saranno gli yankee a morire per loro

    1. Spartan 13 maggio 2026

      L'evoluzione ebraica dell'insediamento e colonizzazione di un territorio straniero. Anticamente colonizzavano i rioni di grandi città (ghetto Il termine "ghetto" indica un quartiere separato e confinato , originatosi dal Ghetto di Venezia del 1516. Deriva dal veneziano "getto" (fonderia)).
      Ma poi, il baffetto, l'aveva trovato comodo e quindi, dopo la guerra, si è passati a nuovi modelli per "rubare " il territorio agli altri......

    1. Spartan 13 maggio 2026

      LA bionda in questione, residente a Lecce , non conosce l'italiano, e quindi parla inglese o ebraico. In modi , gentili, e con il sorriso spiega , ad un cronista, di essere stata fraintesa dal fatto che i volantini ed gli annunci , scritti in inglese, usano il termine " colony " mentre , Lei, in ebraico, intendeva " MOSHAVA"........
      Andate a vedere cosa sono stati questi insediamenti in cisgiordania....

    1. Gio 13 maggio 2026

      Nessun problema ragazzi, c'è la SCU che non perderà tempo ad educarli "alla loro maniera".

    2. Spartan 13 maggio 2026

      Mi sa che sarà il contrario

    1. Dante Bertello 12 maggio 2026

      Pare che anche in Valsesia (Piemonte) stiano tentando una operazione simile.

      https://www.ilfoglio.it/cronaca/2025/03/10/news/cosi-gli-ebrei-ripopolano-la-valsesia--110214

      Si dice che 11.000 persone siano intenzionate a venire a vivere nell'alto Piemonte.
      Il naufragio nel lago Maggiore dove morirono due dei servizi italiani e uno del Mossad, potrebbe avere un nesso.

    2. ric 13 maggio 2026

      suma a post !

    1. ric 12 maggio 2026

      sempre meglio un MUSSULMANO in casa che un ebreo distante 1000 km

    1. Martin 12 maggio 2026

      LOL, è appena il caso di menzionare che il Saaalento è anche un territorio che campa e stracampa di turismo. Mi risulta che la Regione Puglia si è sempre opposta a grossi investimenti turistici, proprio come la Regione Sardegna e la Regione Toscana - perfino D'Alema ha cercato di portarli e non ci è riuscito. Un esempio, la costa nord ovest della Sardegna, centinaia di km di spiagge lasciate alle pecore.
      Quindi se la si smettesse di piagnucolare: la Spagna ci ha sorpassato da ormai 5 anni per presenze turistiche, grazie a enormi investimenti (decine di villaggi turistici con piscine e campi da golf).

    2. ric 12 maggio 2026

      la Sardegna e' bella anche perche' ci sono km di spiagge lasciate a chi ci vuole andare , pecore comprese . altrimenti diventerebbe tutta come quel cesso della costa adriatica. Bastano la santacche' e simili per distruggere qualsiasi angolo della natura.

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      Posizionata nel nord della Corsica, la spiaggia di Saleccia è un paradiso tropicale nascosto e difficilmente accessibile. Circondata da una profumata macchia mediterranea, questa lunghissima spiaggia di sabbia fine e acqua turchese si è mantenuta completamente selvaggia: infatti è immersa nel suggestivo Deserto degli Agriates, un’area incontaminata che ha preservato la spiaggia dallo sfruttamento turistico e dall’affollamento. - https://www.franciaturismo.net/corsica/spiagge-corsica/spiaggia-saleccia/

      https://www.franciaturismo.net/wp-content/uploads/sites/4/corsica-spiaggia-saleccia-mare.jpg

    1. nicolcass 12 maggio 2026

      un timore giustificato..vedere Cipro...

    1. clausneghe 12 maggio 2026

      Se si comporteranno come i "Goym" e si conformeranno alle loro regole, cosa di cui dubito, nessun problema, forse.
      Ma se inizieranno, come è loro ancestrale abitudine, a tirare su muri e recinti guardati da soldati armati e nel contempo infastidire i vicini, si accorgeranno a loro spese che i Pugliesi non sono i Palestinesi. Saranno sradicati prima che possano allignare con la loro mala erba.

    2. nicolcass 12 maggio 2026

      i pugliesi saranno sradicati...schiacciati come taralli

    3. ric 12 maggio 2026

      ci sono altri metodi.....per farli tacere

    1. PietroGE 12 maggio 2026

      Gli israeliani vogliono impiantare loro colonie in territorio italiano? A parte il fatto che già ci sono, anche se non ufficialmente, e una loro, che si spaccia per italiana, è a capo del Pd, mentre altri controllano i media. Adesso capite perché gli ebrei sono tutti per la società multietnica e multiculturale quando non sono nel loro Paese, dove fanno pulizia etnica anche dei legittimi proprietari della terra. E così i futuri 'palestinesi' saremo noi. Bravi, continuate con questa idiozia della società multiculturale e poi meravigliatevi se il Belpaese ( e buona parte dell'Europa occidentale) viene di fatto considerato come un albergo, aperto a tutti, terra di nessuno pronta per essere occupata. Il rincoglionito popolo italiano diventerà ben presto minoranza nel suo stesso (ex) Paese. Gli israeliani lo hanno capito, al contrario del popolino nostrano, e vogliono anche loro una fetta della torta, pardon, della terra. Perché meravigliarsi.

    2. oliver 12 maggio 2026

      Si infiltrano dappertutto. É una realtà

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