Una accusa alla televisione italiana

Lettera aperta del Prof. Marco Galice

Una accusa alla televisione italiana

grandeinganno.it - 24 agosto 2021

Queste sono le parole scritte in una lettera aperta del Prof. Marco Galice, una accusa alla televisione italiana per i suoi programmi Trash. La nostra generazione sta per terminare, è ora di difendere i nostri giovani.

“ IO VI ACCUSO “

Barbara D’Urso, Maria De Filippi, Alfonso Signorini, Alessia Marcuzzi e tutta la schiera della vostra bolgia infernale… io vi accuso.

Vi accuso di essere tra i principali responsabili del decadimento culturale del nostro Paese, del suo imbarbarimento sociale, della sua corruzione e corrosione morale, della destabilizzazione mentale delle nuove generazioni, dell’impoverimento etico dei nostri giovani, della distorsione educativa dei nostri ragazzi.
Voi, con la vostra televisione trash, i vostri programmi spazzatura, i vostri pseudo spettacoli artefatti, falsi, ingannevoli, meschini, avete contribuito in prima persona e senza scrupoli al Decadentismo del terzo millennio che stavolta, purtroppo, non porta con sé alcun valore ma solo il nulla cosmico.
Siete complici e consapevoli promotori di quel perverso processo mediatico che ha inculcato la convinzione di una realizzazione di sé stessi basata esclusivamente sull’apparenza, sull’ostentazione della fama, del successo e della bellezza, sulla costante ricerca dell’applauso, sull’approvazione del pubblico, sulla costruzione di ciò che gli altri vogliono e non di ciò che siamo.
Avete sdoganato la maleducazione, l’ignoranza, la povertà morale e culturale come modelli di relazioni e riconoscimento sociale, perché i vostri programmi abbondano con il vostro consenso di cafoni, ignoranti e maleducati. Avete regalato fama e trasformato in modelli da imitare personaggi che non hanno valori, non hanno cultura, non hanno alcuno spessore morale.

Rappresentate l’umiliazione dei laureati, la mortificazione di chi studia, di chi investe tempo e risorse nella cultura, di chi frustrato abbandona infine l’Italia perché la ribalta e l’attenzione sono per i teatranti dei vostri programmi.

Parlo da insegnante, che vede i propri alunni emulare esasperatamente gli atteggiamenti di boria, di falsità, di apparenza, di provocazione, di ostentazione, di maleducazione che diffondono i personaggi della vostra televisione;

che vede replicare nelle proprie aule le stesse tristi e squallide dinamiche da reality, nella convinzione che sia questo e solo questo il modo di relazionarsi con i propri coetanei e di guadagnarsi la loro accettazione e la loro stima;

che vede lo smarrimento, la paura, l’isolamento negli occhi di quei ragazzi che invece non si adeguano, non cedono alla seduzione di questo orribile mondo, ma per questo vengono ripagati con l’emarginazione e la derisione.

Ho visto nei miei anni di insegnamento prima con perplessità, poi con preoccupazione, ora con terrore centinaia di alunni comportarsi come replicanti degli imbarazzanti personaggi che popolano le vostre trasmissioni, per cercare di essere come loro. E provo orrore per il compiacimento che trasudano le vostre conduzioni al cospetto di certi personaggi.

Io vi accuso, dunque, perché di tutto ciò siete responsabili in prima persona.

Spero nella vostra fine professionale e nella vostra estinzione mediatica, perché solo queste potranno essere le giuste pene per gli irreparabili danni causati al Paese.”

Marco Galice

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Commenti (24)

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Mostra commenti 24 caricati
    1. il pesce e l'albero 30 agosto 2021

      La deriva di cui parla Galice dei nostri ragazzi mi verrebbe da fare risalire ad una educazione familiare zoppa più che a personaggi televisivi decadenti. Mia nonna leggeva a casa famiglia cristiana e dal parrucchiere le riviste simil novella 2000 e nient'altro e si vedeva.. la tecnologia segue le necessità. Da insegnante vedo eventualmente il mio fallimento a cui lo stato non ha messo alcuna toppa, anzi. Nonostante tutto i nostri ragazzi sono dinamici e pronti a cambiare se gliene diamo l'opportunità, le loro energie rivoluzionare forse dovremmo saperle dirigere verso altri lidi che non criticare dove gli abbiamo permesso di andare. Non colpevolizzo né novella 2000 né Signorini. Forse dobbiamo reagire al dividi e impera poiché criticare le conseguenze non è detto aiuti a stanare la causa.

    1. Bertozzi 30 agosto 2021

      Col tempo son diventato tranchant. Non è che c'è tanto da ragionare e fare tesi sociologiche. Non è la D'Urso il problema, il problema è chi la guarda. I genitori che hanno usato - e tutt'ora usano aiutati da pad vari - gli schermi come nutrici, come baby Sitter per figli di tutte le età avrebbero dovuto buttare quell'attrezzo disbolico e occupare il proprio tempo nella cura dei figli. Troppo difficile e troppo oneroso per chi preferisce venderli al primo venuto - l'attualità parla chiaro. E menomale che in Italia ogni guaglione è bello a mamma so'... Eh, come no. Posso perdonare il troglodita contemporaneo che 'non si accorge' che la TV è truffa e schifo, ma penso che la percentuale di esseri che nemmeno una volta nella vita si siano indignati e schifati di quello che vedevano proiettato sullo schermo sia lo 0.001 per cento. Per cui. Berlusconi ah Berlusconi, se non ci fosse stato lui sarebbe arrivato un altro, che credete la mer.da di me.rdaset replicava paro paro la robaccia che in America già andava da qualche lustro, e la colonizzazione in un modo o nell'altro sarebbe comunque avvenuta. Se non ti accorgi del mezzo dello strumento con cui ti inchiappettano ma anzi paghi per averlo con più pollici, sei complice di tale inchiappettamento e dopo devi solo stare muto. A partire dai luminari(e) dell'università e maestrini di scuola che non hanno mai alzato una voce mentre lo schifo avanzava - vedi stesso discorso del greenkaz - ed erano tutti muniti di attrezzo catodico-cateterico in casa da guardare assiduamente a ore pasti e o a notte inoltrata. Per favore. Mado', è un periodo che i proclami di sdegno che arrivano da ogni parte mi incolleriscono oltre modo. Fino a ieri dove stava tutta sta gente, criogenicamente conservata per il mantenimento dello status Quo?

    1. nathan5 29 agosto 2021

      Chi ci è nato co sta roba nn ha colpe ha trovato questo è a questo ha creduto. Il problema come al solito e che chi doveva mediare, spiegare e perché no spengere ha fatto proprio l’opposto. I morivi sono molto dalla paura di essere controcorrente e quindi inadeguato a quelli che proprio gli piaceva Ambra & Company.in fondo sentitevi il Boncompagni dell’epoca e vedete già lo schifo di oggi( in una canzone anche il Vasco Nazionale lo cantava). Ricordo a tutti che pensare è fatica quindi perché farlo quando qualcuno lo fa per te?
      Si potrebbero finire i bit di internet e ancora non avremmo esaurito l’argomento che in fondo è legato all’animo umano questo sconosciuto profondo abisso.

    1. cedric 29 agosto 2021

      Aho, ma che ve sete scordati tutti de CANZONISSIMA?

      Ma quanti anni ha sor Marco Galice? Lo sa chi era Ettore Bernabei che dirigeva l'EIAR (ops adesso se chiama RAI) col motto democristiano sopire, smorzare, troncare? E ha pure il coraggio di innalzare un lamento al decadentismo del terzo millennio? Con tale eredità di littorio stampo alle spalle cosa si aspettava?

      Se non altro il porco di arcore ha introdotto nella televisione il profitto (con la tv se ponno fa li soldi!) almeno qualcosa di concreto da combattere è arrivato. Prima non si sapeva neanche cosa fosse il profitto capitalistico e tutti adoravano il televisore manco fosse l'altare della chiesa su cui ogni sera, durante la cena familiare, si ascoltava il VERBO disceso dall'alto e recitato da un mezzobusto che leggeva le veline (ma lo sa sor Galice cosa sia un mezzobusto ed una velina?)

      A sor Marco Galice, e svegliate e studia un pò di storia della comunicazione, magari i tuoi studenti te stanno a sentì, a raccontà la tivvu de stato degli anni 70 c'è tanto da ride, o meglio da piagne!

    1. Astronauta 29 agosto 2021

      Ma chi doveva controllare che la tv italiana non facesse trasmissioni de mmm... dopo che ci hanno estorto dalle tasche il canone nella bolletta elettrica?
      il Renzi non ne sa nulla dopo che ci ha depredato col canone obbligatorio e n el contempo ha fatto arretrare la tv italiana a livelli da decerebrati?

    2. CptHook 29 agosto 2021

      Bè, l'arretramento feroce è cominciato ancor prima, quando la RAI ha dovuto mettersi al passo con Merdiaset...

    3. Astronauta 29 agosto 2021

      Mediaset ha avuto successo perché la Rai era arretrata e non accennava, malgrado il canone, ad essere a passo con i tempi.
      Finché i pacchi rimangono la Rai sarà sempre arretrata e lo resterà fintanto che in molti ci mangiano.Il canone obbligatorio ha fatto il resto.

    1. BALABIOTT 29 agosto 2021

      Eh già, è quella che io chiamo la 'cultura del nulla'..disegni portati avanti a livello globale da menti finissime, che hanno lobotomizzato generazioni di esseri umani..in Italia, l' epigono vivente, come ben sapete,è sua emittenza Berlusconi, colui che a fine anni 70 'rivoluzionò' l' etere, demolendo la stantia Rai con le tv private (sfociate poi in Merdaset), puntando tutto su tette e culi ed importando il 'meglio' del modello amerikano..

    1. Piero Casu 29 agosto 2021

      Una bellissima sensazione di libertà mi pervade ogni qualvolta osservo quell'apparato inanimato divenuto uno scomodo ed ingombrante sopramobile.Sono orgoglioso di poter affermare che dal momento della mia indipendenza economica fino ad ora,non ho mai acquistato un televisore,nemmeno usato.Non significa che non sono mai stato uno spettatore anzi,un minimo di lavaggio di cervello l'ho subìto come tanti però,ad un certo punto,se si possiede un tantino di considerazione per la propria persona,per coloro che ci stanno accanto e per i più giovani,è necessario dire basta.Che gli altri facciano ciò che ritengono sia più appropriato per se e nel caso per chi sta loro attorno.Sono riuscito a togliermi di dosso questa scimmia(gergo usato dai tossici)senza troppo dover penare per gli effetti della rota.Evito di parlare delle esperienze estere e dell'approccio con l'informazione M.S:uniforme.Godo della libertà di sedermi al tavolo di un servizio pubblico di ristorazione scegliendo espressamente quei luoghi privi di uno schermo che blatera ininterrottamente anche se impostato su video musicali.Cambia poco.Figuriamoci quelli sportivi.La giusta causa delle mie dimissioni da un incarico importante con un contratto illimmitato è stata appunto la seguente:mobbing televisivo.I titolari,amanti del calcio,costringevano me ed altri alla violenza di un tv acceso durante tutto l'orario di attività.E si sa quale servizio possa offrire un gestore di tv sportiva con abbonamento mensile tipo Sky sport o diavolerie del genere.De gustibus.Ognuno,per ciò che mi riguarda,potrebbe decidere di camminare per strada con una falange conficcata nell'occhio.Ma io che c'entro?Non mi si può obbligare a subire il Grande Fratello seduto al tavolo di un autogrill perchè la maggior parte dei presenti è ormai assuefatta dall'immagine piuttosto che dal contenuto.Basta che vi sia luce e colore,definizione e pixel sempre più mega,movimento,azione e soprattutto chiacchiera di sottofondo.Un mix adatto al rincoglionimento definitivo dell'individuo.Comunque bello l'articolo sulla base del quale rilascio il commento,

    1. Giovanni01 29 agosto 2021

      Giudicando da "non vedente" (censurai la scatola magica nei primi anni ottanta), mi torna alla mente l'antico dilemma se sia nato prima l'uovo o la gallina, ovvero se è lo schermo che rende idiota l'ascoltatore o se invece non sia l'ascoltatore che chiede programmi a lui graditi.
      Noto invece nei commenti che il cavaliere continua a "tirare".....

    1. gix 29 agosto 2021

      Credo che non sia il primo appello di questo genere fatto da intellettuali e persone di cultura (da molti anni a questa parte), regolarmente caduto nel vuoto, anche se condivisibile. Personalmente non credo molto nel libero arbitrio, che, se esiste, probabilmente consente solo una parziale autonomia e libertà dal contesto e dall'ambiente esterno, cultura ed intrattenimento compresi. Quindi è vero, a mio parere la responsabilità di questi personaggi e di coloro che li hanno imposti, riguardo al decadimento dell'ambiente culturale è immensa, anche se questo riguarda soprattutto i giovani, che purtroppo non hanno possibilità di paragone con altre situazioni. Ma, per quanto piccola, esiste sempre la possibilità di comprendere la nullità e l'inconsistenza del messaggio che si riceve, quindi la possibilità di valutare la pessima qualità dell'ambiente, in questo caso culturale, nel quale si è immersi. La responsabilità del decadimento non è mai tutta solo da una parte, ve ne è sempre una quota, magari piccola, in compartecipazione.

    1. ton1957 29 agosto 2021

      Il professore ha ragione, peró semplifica troppo. Non resisto piú di 10 secondi alla TV di questi maestri del buonismo e dell'amore talmente spinto che l'odio diviene cosa naturale ed apprezzabile, dopo scatta un tormento allo stomaco, non riesco a guardarli senza rischiare il vomito. Ma la colpa é loro o é di coloro che li guardano? massa di zombi da TV assetati di sangue e di miserie altrui, falliti come uomini o come donne che si nutrono di odio, rancore, gender e disgrazie altrui, seduti sul divano drogati di cattiveria che confondono volutamente per amore e buoni sentimenti, la violenza ed il razzismo veicolato verso gli uomini uomini, le donne donne ed anche i gay gay (che nulla hanno a che fare con le tante maschere, sculettanti, da finocchio, pubblicizzate come modello da seguire per i nostri figli, che si vedono in TV).
      Dimmi che TV guardi, ormai quasi tutta, TG compresi, e ti diró se sei una merda o un essere umano.

    1. gianB 29 agosto 2021

      Chi paga il canone da soldi a costoro.(punto)
      La vera strada, innanzitutto per la propria sanitá mentale, consiste nell'eliminare fisicamente la televisione. E non pensiamo che agire in questo modo significhi fare una grande scelta. Eliminare il televisore é solamente eliminare uno strumento che oramai sta divenendo obsoleto di per se. Ed in quanto strumento obsoleto non puó che essere media di messaggi antiquati. I giovani sono piú distaccati dalla realtá della TV di quanto lo siano le persone con qualche anno in piú, in particolare la fascia 18-24 anni. La televisione si caratterizza sempre piú come un'"anestetico" per l'anziana popolazione italiana piú che una forma di condizionamento per la gioventú. Il condizionamento sceglie sempre piú le vie del www, dove peraltro anche tanti soggetti televisivi cercano il proprio rilancio.

    1. danone 29 agosto 2021

      Si ok, giusto prendersela coi programmi di intrattenimento e relative soubrettes conduttrici, il giudizio di Galice su di loro è giusto e condivisibile.
      Ma il vero danno, secondo me, lo hanno fatto più i giornalai e i pidocchi politici dei tg e dei talk-show.
      E' da li che si monta una narrativa, giorno dopo giorno, che fa dire alla gente..lo hanno detto in tv, non dicono mica lo ha detto la de filippi o la d'urso, che certamente rappresentano un esempio deleterio di modalità di interazione fra umani delle più squallide e becere, ma che è sempre possibile ri-bilanciare attraverso relazioni e rapporti della vita reale, in famiglia e con gli amici, relazioni più vere e sincere perchè reali, quindi migliori di quelle sempre finte della tv.
      La narrativa mainstream delle questioni geo-politiche, della situazione economica, delle giuste regole del gioco e dei comportamenti responsabili da prendere come cittadini, ce le danno h24 tg e talk-show, definibili intrattenimento pure loro oggi certamente, con i servizi e le notizie montate con relativa colonna sonora, oscillante tra l'allegro andante o lo strappalacrime, funzionale all'emozione prevista ed evocata nel tele-utente, idonea alla notizia data.
      Quindi tutto fa danno, ma è peggio il giornalista e il politico dei talk, che come diceva la facciona-annunziata dai pulpiti della sua trasmissione "la 1/2 ora atlantista", deve indirizzare-educare il pubblico, non solo intrattenerlo.
      Anche perchè finchè si parla di tv di intrattenimento, le alternative alla d'urso e alla de filippi esistono, dal non guardare la tv e fare altro, al guardare altri canali, tematici o meno, dalla lirica alla pesca, la scelta è varia, ma per l'informazione e lo (pseudo) approfondimento, non c'è altro se non l'unica monolitica versione standard mainstream, qualunque tg o talk-show si guardi in occidente.
      Qui radio Londra e Istituto Luce messi insieme, siamo avanti un bel pò.

    2. ndr60 29 agosto 2021

      Mi hai tolto le parole di bocca ( o meglio, i bit dalla tastiera). La tv è un immenso markettificio, e la merce venduta più a buon mercato è la verità pre-costituita dei vari programmi di "approfondimento" (?) officiati dal Vespa o dal Fazio di turno. A me fanno più ribrezzo quei due che la D'Urso e Signorini, anche perché (che tu li veda o no) la bolletta della luce la paghi lo stesso.

    3. CptHook 29 agosto 2021

      Per anni ho sostenuto che "Mondo Nuovo-Ritorno al Mondo Nuovo" avrebbe dovuto essere un testo di studio di base..., e oggi ripenso con sorpresa ad una ragazzina 14enne che conoscevo ai miei 21 (50 anni fa), la cui prof di inglese aveva dato come testo della prima liceo "1984"..., che io lessi avidamente dato che ne avevo letto nel "Ritorno".

    4. Joseph Toureau 30 agosto 2021

      I programmi officiati dal Vespa o dal Fazio di turno? Questi due soggetti sono da tempo immemore in Tv e non sono "dal" ma lo sono e basta.

    1. JA 29 agosto 2021

      In realtà fu la giudaica avidità affarista di una impolitica merdel in scanno che puntò sui più bassi e meschini istinti umani per far soldi e poi replicando la stessa depravazione socio-culturale con le veline in parlamento e senato, che contribuì in modo determinante al presente degrado morale della società e sinistro abusivismo di governo.
      E non ostante questo gli italiani lo hanno ancora premiato con il 10% dei voti per continuare a danneggiare l’Italia pur con un piede (se non due) nella fossa.
      Qualcuno ricorda quando quel porco (DOM nel mondo anglosassone) a due zampe alla tv tunisina diceva: 'Casa e lavoro a chi viene in Italia'?" VIDEO
      https://video.repubblica.it/dossier/emergenza-lampedusa-2010/quando-berlusconi-alla-tv-tunisina-diceva-casa-e-lavoro-a-chi-viene-in-italia/65267/63835

    1. alessandroparenti 29 agosto 2021

      Non sono d'accordo nell'incolpare tutti questi cafoni per la cafonaggine diventata come modello. Loro facevano il loro lavoro di cafoni e non potevano che rallegrarsi del seguito ottenuto. I responsabili sono coloro che li hanno messi lì. Quelli che comandano, tutti quelli con il potere di decidere che televisione fare, a partire dal primo, tal Silvio Berlusconi, che fu il primo a trarre vantaggio dell'eliminazione dei valori tradizionali, cultura,onestà e responsabilità. Celebrando invece l'attività e l'istinto,più facilmente manovrabili dall'alto.

    2. alessandroparenti 29 agosto 2021

      Volevo dire celebrando l'emotivita e l'istinto

    1. IlContadino 29 agosto 2021

      Che a futura memoria nessuno possa accusarci di non aver fatto nulla per contrastare questa tirannia oppressiva, che nessuno possa venirci a dire di non aver alzato un dito: muoviamo quanto meno il pollice, in alto, tastino rosso.
      Figlio mio, nipote mio alla fine ci sono riuscito, non è stato facile, la mente ed il corpo si sono ribellati continuando a bramare l'abituale droga quotidiana, io con tenacia e devozione ho resistito, l'ho fatto per te, per il presente ed il futuro, oggi ti chiedo perdono per i tanti anni sprecati di fronte a quello schermo, ma non temere, ora giace in discarica, i fantasmi capelli biondi non infesteranno più la nostra intelligenza

    1. BrunoWald 29 agosto 2021

      Ci svegliamo adesso... Ma la tele faceva vomitare già negli anni ottanta, se non prima.
      "Spero nella vostra fine professionale e nella vostra estinzione mediatica, perché solo queste potranno essere le giuste pene per gli irreparabili danni causati al Paese.”
      La giusta pena sarebbero i lavori forzati in miniera per tutti coloro che hanno gestito la televisione in Italia - dirigenti e guitti - nell'ultimo mezzo secolo.

    2. Gino 30 agosto 2021

      Pier Paolo Pasolini, citazione tratta da Scritti Corsari:
      «Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni. Le strade, la motorizzazione ecc. hanno oramai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè – come dicevo – i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.
      L’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che “omologava” gli italiani. Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale “omologatore” che è l’edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo.
      Non c’è infatti niente di religioso nel modello del Giovane Uomo e della Giovane Donna proposti e imposti dalla televisione. Essi sono due persone che avvalorano la vita solo attraverso i suoi Beni di consumo (e, s’intende, vanno ancora a messa la domenica: in macchina). Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria). Lo hanno accettato: ma sono davvero in grado di realizzarlo?
      No. O lo realizzano materialmente solo in parte, diventandone la caricatura, o non riescono a realizzarlo che in misura così minima da diventarne vittime. Frustrazione o addirittura ansia nevrotica sono ormai stati d’animo collettivi. Per esempio, i sottoproletari, fino a pochi anni fa, rispettavano la cultura e non si vergognavano della propria ignoranza. Anzi, erano fieri del proprio modello popolare di analfabeti in possesso però del mistero della realtà. Guardavano con un certo disprezzo spavaldo i “figli di papà”, i piccoli borghesi, da cui si dissociavano, anche quando erano costretti a servirli. Adesso, al contrario, essi cominciano a vergognarsi della propria ignoranza: hanno abiurato dal proprio modello culturale (i giovanissimi non lo ricordano neanche più, l’hanno completamente perduto), e il nuovo modello che cercano di imitare non prevede l’analfabetismo e la rozzezza. I ragazzi sottoproletari – umiliati – cancellano nella loro carta d’identità il termine del loro mestiere, per sostituirlo con la qualifica di “studente”. Naturalmente, da quando hanno cominciato a vergognarsi della loro ignoranza, hanno cominciato anche a disprezzare la cultura (caratteristica piccolo borghese, che essi hanno subito acquisito per mimesi). Nel tempo stesso, il ragazzo piccolo borghese, nell’adeguarsi al modello “televisivo” – che, essendo la sua stessa classe a creare e a volere, gli è sostanzialmente naturale – diviene stranamente rozzo e infelice. Se i sottoproletari si sono imborghesiti, i borghesi si sono sottoproletarizzati. La cultura che essi producono, essendo di carattere tecnologico e strettamente pragmatico, impedisce al vecchio “uomo” che è ancora in loro di svilupparsi. Da ciò deriva in essi una specie di rattrappimento delle facoltà intellettuali e morali.
      La responsabilità della televisione, in tutto questo, è enorme. Non certo in quanto “mezzo tecnico”, ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si concreta una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare. È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere.
      Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre. »
      Corriere della Sera, 9 dicembre 1973
      (i grassetti sono miei)

      Nel Pasolini del ‘73 c’è quasi tutto il presente; l’unico dettaglio nel ‘73 ancora impercettibile è ciò che poi sarebbe diventato noto, e trasmesso, mediante il termine “virtuale”; ovvero, a consuntivo, la più eclatante conseguenza dell’avvento della tecnologia informatica. In tal senso il recente articolo sul Zuckerberg bramoso di accaparrarsi, già fin d’ora, una gran fetta dell’imminente ed enorme mercato del “metaverso”, è senz’altro una buona introduzione all’elemento finale nella triade passato (Scritti corsari, prima del 73), presente (l’articolo che stiamo commentando, circa le attuali evidenze) e orrido futuro (quello del “metaverso”).

    1. IlFiccanaso 29 agosto 2021

      VACCINI-GOVERNO: 10 SCOMODE VERITÀ
      1- Pfizer ammette nei propri documenti che esistono farmaci efficaci anti-covid19 già in commercio.

      2- Il Governo italiano,Ministero della Salute e Aifa hanno pubblicato documento ufficiale in cui dichiarano che sin dal 27 dicembre 2020 attendevano decessi causa vaccinazioni.

      3- Il Sindacato Italiano Militari e Carabinieri pubblica diversi comunicati dichiarando che le Forze dell’Ordine non sono topi da laboratorio per le lobby farmaceutiche e che i vaccini sono sperimentali e senza autorizzazione.

      4- Il documento del consenso informativo alla vaccinazione è volontariamente mancante di informazioni importanti e vitali pertanto non assolve la propria funzione informativa.

      Video: https://rumble.com/vkrh8e-vaccini-governo-10-scomode-verit.html

      Questo video è dedicato al Dott. Giuseppe DeDonno.
      Grazie per il Vostro tempo e se lo trovate utile per favore condividete, aiutatemi ad informare piu concittadini possibile e relativi figli.

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