Un involtino vietnamita vi seppellirà

I presidenti di Cina e Russia, all'ultimo forum sulla Belt and Road Initiative di Pechino e a quello di Valdai in Russia, hanno ribadito il loro impegno verso la costruzione di un mondo multipolare ma introducendo una novità non irrilevante: l'aspetto civilizzazionale. Le teorie di Huntington e Dugin sono calzabili ai

Un involtino vietnamita vi seppellirà

Di Fabrizio Bertolami per comedonchisciotte.org

I presidenti di Cina e Russia, all'ultimo forum sulla Belt and Road Initiative di Pechino e a quello di Valdai in Russia, hanno ribadito il loro impegno verso la costruzione di un mondo multipolare ma introducendo una novità non irrilevante: l'aspetto civilizzazionale.

Nel suo discorso Xi ha affermato:

“Il nuovo tipo di relazioni internazionali è diverso in quanto ha creato un nuovo percorso per le interazioni tra i Paesi, ha aperto un nuovo capitolo della storia mondiale in cui diverse civiltà e Paesi con sistemi diversi convivono in pace e cercano uno sviluppo comune, e ha aperto la strada a costruire una comunità globale di futuro condiviso ”

A Valdai, Putin aveva affermato che:

“Sono sicuro che l’umanità non si sta muovendo verso la frammentazione in segmenti rivali, un nuovo confronto tra blocchi[...]. Al contrario, il mondo si sta dirigendo verso una sinergia di civiltà-stati, grandi spazi, comunità che si identificano come tali.”

aggiungendo che:

[...]Ogni civiltà è diversa, ognuna è culturalmente autosufficiente, attinge alla propria storia e alle proprie tradizioni per i principi e i valori ideologici.”

Il riferimento alla dimensione civilizzazionale, e perciò culturale, è importante poiché da la misura di un accordo fondato su un mutuo riconoscimento e sul principio di non ingerenza a un livello più profondo di quello economico. Non è l'idea euro-americana di “compatibilità” democratico-liberale a dover guidare gli accordi e la cooperazione tra Nazioni, ma il mutuo riconoscimento di una specificità, verso la quale non si può “esportare” alcun modello politico o sociale che le sia proprio, per cause storiche o culturali.

I poli del futuro sistema multipolare dovranno primariamente fondarsi su omogeneità culturali e storiche , così come religiose e sociali.

Si riconosce che esistono civiltà specifiche e irripetibili, che danno luogo a società specifiche, con relazioni sociali specifiche e pratiche etno-religiose proprie, e che queste sono un fine in se e che l'attività economica non è che un mezzo per supportarle e farle prosperare, non un fine a cui essere assoggettati.

Il riferimento di Putin alla civilizzazione russa e al concetto stesso di civiltà, prende molta parte del discorso di Valdai, come nel punto in cui afferma:

“La civiltà [...] si basa sugli interessi fondamentali e a lungo termine degli Stati e dei popoli, interessi che non sono dettati dall’attuale situazione ideologica, ma dall’intera esperienza storica e dall’eredità del passato, su cui poggia l’idea di un futuro armonioso. “

in ciò a voler sottolineare che la linea del Cremlino è indipendente dalla volontà del suo attuale inquilino, ma è un progetto a lungo termine, se non strategico, almeno di orizzonte generazionale.

Le teorie di Huntington e Dugin calzano alla perfezione sui discorsi dei due Presidenti, mentre quella di Fukuyama viene relegata a “Wishful Thinking”, sebbene abbia plasmato il panorama geopolitico nei primi due decenni dopo la fine della guerra fredda.
La Storia non è finita, il progresso non sarà raggiunto in un unico modo, vi sono alternative e sono in concorrenza.

Già nel 2014 Kupchan faceva notare che stavano nascendo “versioni multiple della modernità in competizione tra loro nel mercato delle idee” (1), ed erano passati 7 anni dal famoso discorso di Putin a Monaco e quattro dalla nascita dei BRICS.

La dimensione civilizzazionale ci porta nell'ambito geopolitico tanto di Huntington quanto di Dugin, poiché sposa la loro visione di globo suddiviso per aree di influenza “naturali” dovute a fattori non economici ma prima di tutto geografici, etnici, culturali, storici e religiosi. Le aree disegnate dai due autori differiscono nella forma, poiché Huntington parte da una base strettamente religiosa, e di conseguenza culturale, mentre Dugin abbraccia un insieme di fattori che si mescolano, dove sicuramente il fattore geografico è tra i più rilevanti.

A ben vedere il modello di Dugin ricalca quello delle pan-regioni di Hausofer, segno che la Geopolitica, dopo un secolo, riconosce dei fondamenti quasi “deterministici” alla sua disciplina, e ci riporta alla ricerca primaria di trovare un equilibrio nelle Relazioni Internazionali.

Secondo Dugin, infatti, una siffatta suddivisione del quadro geopolitico renderà la possibilità di conflitti altamente improbabile.

Possiamo qui immediatamente notare come simultaneamente questa teoria si opponga tanto alla visione unificante ed unificatrice di Fukuyama tanto a quella fondata sulle civiltà culturalmente omogenee di Huntington.
Essa disegna invece un mondo fatto di sfere di influenza spazializzate ma non per questo chiuse ad una cooperazione con le aree contigue.
In summa, sebbene Huntington e Fukuyama ritengano che l'occidente abbia una cultura distinta rispetto a tutte le altre, il secondo, ritiene che essa sia superiore e che la sua esperienza storica la qualifichi per essere un modello per tutte le altre civiltà indipendentemente dai presupposti storico-culturali (one size fits all).
Il primo, al contrario, ritiene che la specificità occidentale debba essere salvaguardata e difesa più che essere esportata a forza, pena la sua sparizione in un mondo demograficamente più forte e culturalmente troppo diverso.

Il filosofo russo sostiene invece che i fautori di un ordine multipolare devono opporsi alla creazione di un ordine mondiale atlantista fondato sulla globalizzazione economica a guida americana al fine di difendere l'esistenza della varietà culturale dei popoli del mondo, della loro tradizione religiosa e del diritto di ognuno di essi a scegliere liberamente il loro percorso di sviluppo storico.

A un mondo uni-civilizzazionale, con un'unico modo di intendere la realtà sociale, la vita, le aspettative, il senso religioso e spitituale, la Storia e il suo fine, Cina e Russia propongono, per ora al “Sud del Mondo” ma in futuro chissà, un nuovo modello fatto di cooperazione economica, ma senza l'imposizione di un modello sociale e culturale non autoctono.

Indubbiamente suona strano sentirlo dire dalle due potenze che nei 50 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, sono state portatrici di un'ideologia che imponeva a chi ne era sottoposto una rigida visione marxista-leninista-maoista dell'individuo e della società. Oggi queste due Nazioni guidano, insieme ad un'altra ex nazione socialista, l'India, un percorso di “affrancamento”, che è prima di tutto culturale.

L'India lo fa addirittura cambiando il proprio nome in Bharat (2), per cancellare un retaggio di colonizzazione, la Turchia vuole essere denominata come Türkiye d'ora in avanti e non Turkey, all'inglese (per evitare spiacevoli assonanze con il tacchino, che in inglese si dice appunto Turkey).

Sono piccoli passi ma denotano una consapevolezza culturale rafforzata da un momento storico favorevole (se ne sono accorti anche in Italia (4)).

I BRICS stanno per allargarsi ad altre 6 nazioni e sfidano apertamente, in un ottica che è ormai revisionista “de facto”, il sistema unipolare americano con suoi i satelliti europeo e australe, ma mentre questi hanno in comune un sostrato religioso (maggioritario) comune, come il cristianesimo, e un orientamento politico liberale e democratico, il gruppo leader del Sud Globale manca di amalgama.

Come trovare un fattore comune tra culture, sistemi politici, religiosità così differenti?
Xi Jinping e Putin propongono una “unione nella diversità”, fondata in primis su infrastrutture e vie di collegamento stabili e sicure tra Nazioni produttrici e mercati di sbocco, con accordi economici in valuta locale, aggirando l'egemonia del dollaro, senza contropartite di natura politica come nel caso dei prestiti concessi da FMI e Banca Mondiale.

Diversi culturalmente, di etnia differente, con valori religiosi i più disparati, con valute differenti e sistemi politici agli antipodi, ma uniti da un “revanscismo culturale” che diventa economico grazie agli investimenti e alle infrastrutture dei BRICS o solo ricerca di nuovi “centri di gravità permanenti” in un mondo che sta vedendo sgretolarsi l'ordine costruito negli ultimi 30?

Se sono i tratti culturali ed etnico-religiosi a definire in primis un individuo nel mondo odierno, è allora da quelli che si ripartirà per costruire quello nuovo. Il Soft power occidentale, fondato principalmente sull'immagine del modello culturale occidentale, perderà presa man mano che il nuovo sentimento multipolare e multi-civilizzazionale prenderà piede.
Potrà anzi verificarsi una contro-ondata culturale, con i giovani che già oggi usano più TikTok che Instagram e vestono magliette con caratteri cinesi o giapponesi anziché la classica scritta in inglese e che preferiscono ramen, kebab e sushi all'hamburger.

Un involtino vietnamita vi seppellirà.

Appendice:

Negli stessi giorni in cui si svolgevano i consessi internazionali in cui Putin e Xi hanno declamato il loro “Manifesto per l'era Multipolare”, un noto think-tank di Bruxelles, il CEPR, dettava il suo, ma per un era di “nuova guerra fredda”. Le firme sono di figure molto ascoltate in sede europea, tra le quali troviamo Joaquin Almunia, Giuliano Amato, Jean-Claude Juncker, Emma Marcegaglia, Mario Monti, Pierre Moscovici, Romano Prodi, Francesco Profumo, Lucrezia Reichlin, Herman Van Rompuy, André Sapir, Eleanor Spaventa, e Jakob von Weizsäcker (5).

Anche in questo caso si parla di civiltà, ma non in termini di civilizzazione, si parla di inclusività ma in conformità a regole stringenti. Si parla di cooperazione, ma in termini fiscali.
“Uniti nella fiscalità” ne potrebbe essere il motto.

Possiamo anche qui ritrovarvi qualcosa di quanto affermato sia da Dugin che da Huntington, il primo dove prefigura una pan-area Euro-Africana e il secondo dove si afferma che l'allargamento dell'Europa raggiungerà le 35 nazioni, ovvero tutte quelle dell'area culturale cristiana europea e parte di quella caucasica, a tendere, ma il senso del manifesto è complessivamente tecnocratico, e descrive un'Europa che si prepara a chiudersi per ricostruire all'interno di sé ciò che serve.
Oltre alle attività economiche ora delocalizzate, essa deve recuperare in termini tecnologici ed energetici, dove i propri “competitor” posseggono potenzialmente il 60% dello stock di idrocarburi mondiali e sono leader nella costruzione di semiconduttori e nuove tecnologie.

Si descrive un'Europa costretta a rincorrere, un ruolo inedito per il “Vecchio Continente”, che addirittura i firmatari vedono “uscire dalla Storia” (ndr), se non saprà compattarsi e unificarsi , in un “federalismo graduale e pragmatico”.

Secondo i firmatari, l'Europa dovrà federarsi attorno alle regole dettate dall'Europa stessa e quindi, primariamente, dal punto di vista fiscale, con l'obiettivo finale di un federalismo anche politico.

L'intero testo è disponibile qui , ma se ne forniscono alcuni estratti, significativi:

[...]
L’intonazione geopolitica e il ruolo della UE dipenderanno, in modo decisivo, dalla capacità europea di riconciliare la propria agenda interna con la propria agenda internazionale. A questo scopo, i protagonisti della scena europea devono acquisire la consapevolezza che l’attuale modello socio-economico, istituzionale e – alla fin fine – anche politico non è sostenibile in un mondo post-pandemico lacerato da guerre ‘calde’ e ‘fredde’.

Da un punto di vista socio-economico, la dipendenza dalla domanda esterna, il graduale arretramento rispetto alla frontiera tecnologica, il rischio di perdere la posizione di leadership nella lotta contro i cambiamenti climatici, una demografia stagnante e il progressivo sgretolarsi della coesione sociale stanno mettendo in discussione i capisaldi del modello economico e sociale europeo.

Le debolezze economiche e sociali, le incoerenze istituzionali e le tensioni politiche sono destinate ad aumentare e a portare alla paralisi della UE, nel momento in cui se ne prospetta l’allargamento a 35 membri e più.E’ necessaria una nuova sintesi che porti a un rinnovato contratto politico.

Un utile punto di partenza consiste nello specificare le strade che non vanno percorse. Il negazionismo rispetto ai cambiamenti climatici, l’ottica di breve termine propria a un mercantilismo con lo sguardo rivolto al passato, le tentazioni di perseguire un protezionismo tecnologico e di defilarsi dalle catene internazionali del valore, l’ascolto delle sirene a favore dell’autarchia demografica e l’esternalizzazione delle funzioni di difesa e sicurezza equivarrebbero a condannare la UE all’irrilevanza nella governance internazionale.

Per gestire efficacemente la sfida dell’immigrazione, occorre istituire una nuova relazione fra UE e Africa. Tale relazione deve essere fondata su accordi di cooperazione che non possono ridursi al contingentamento delle partenze dei migranti; si tratta, invece, di costruire un nuovo modello di inclusione negli stati membri della UE che si incentri sull’istruzione, sulla formazione e sulla creazione di opportunità occupazionali.

Gli stati membri dovranno scegliere di comune accordo se vogliono essere co-protagonisti insieme, o comparse marginali da soli. Se intendono fungere da protagonisti, essi devono essere pronti a dotare la UE dei necessari poteri. Ciò non significa inseguire fin da subito un’irrealistica federazione europea. Si tratta, invece, di perseguire una nuova articolazione fra politiche nazionali (coordinamento orizzontale) e fra livelli nazionali e livello centralizzato (coordinamento verticale). Si può denominare una tale evoluzione come un “federalismo graduale e pragmatico”.

La ricostruzione di rapporti di fiducia nella UE richiede anche la consapevolezza che i vincitori di ieri non sono i vincitori di oggi o di domani. In un mondo connotato da incertezza endemica e da continui shock, il dominio di “giochi a somma zero” può essere evitato solo se si fa ricorso a una solidarietà con base assicurativa, ossia a una solidarietà che offre sostegno a chi di volta in volta sopporta il maggior onere a causa di tali shock.

Fiducia reciproca, solidarietà non a senso unico, una capacità fiscale centrale permanente che offra Beni Pubblici Europei di natura economica e non-economica, una nuova politica industriale che dia un forte sostegno all’autonomia strategica della UE e l’inclusione sociale delle componenti più deboli della società sono gli ingredienti necessari per la graduale costruzione di un federalismo pragmatico.

Una riforma istituzionale dovrebbe anche prevedere la possibilità di procedere con geometrie variabili e con “club” di stati membri, purché in aree ben definite dove emerga l’esigenza di far progredire la frontiera dell’integrazione pur se in mancanza di un accordo.

Resta fermo che non si può fare tutto in una volta. Dopo aver raggiunto chiarezza sull’agenda istituzionale e politica e sulle iniziative di politica economica, i leader degli stati membri e della UE dovrebbero spiegare ai cittadini europei per quali ragioni la realizzazione di istituzioni della UE più efficaci ed efficienti non è un’oscura prerogativa che riguarda la burocrazia di Bruxelles ma è uno sviluppo decisivo per salvaguardare il futuro delle nostre comunità e, cosa ancora più importante, il futuro delle giovani generazioni. [...]

di Fabrizio Bertolami per comedonchisciotte.org

07.11.2023

Fonti:

1. Charles Kupchan The geopolitical implications of TTIP, Transatlantic Academy Paper Series, Giugno 2014.
2. https://www.lemonde.fr/en/international/article/2023/10/15/in-india-the-semantic-and-ideological-battle-to-rename-the-country_6175145_4.html
3. https://www.bbc.com/news/world-europe-61671913
4. https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/23_ottobre_21/mondo-post-americano-c1f71f24-7025-11ee-a2dc-ec63b3b04d4f.shtml
5. https://www.ilsole24ore.com/art/l-unione-europea-tempo-nuova-guerra-fredda-manifesto-AFRb0I6

Commenti (46)

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    1. absitiniuriaverbis 9 novembre 2023

      '... "deterministici” alla sua disciplina, e ci riporta alla ricerca primaria di trovare un equilibrio nelle Relazioni Internazionali'

      L'equilibrio citato porta almeno a due concusioni:
      * se non ci saranno mari/oceani a separare i blocchi, esisteranno sempre stati/nazioni/paesi di coccio tra vasi di ferro. Staranno al gioco con quali regole?

      * i blocchi multipolari dovranno essere autosufficienti. Qualora non fosse e senza interventi di tecnologie futuristiche, rimarrà la necessità di assicurarsi risorse sempre meno disponibili.

      Detto in altri termini, stiamo nuovamente cercando di lasciare un'impronta senza calpestare alcunché.
      Conoscendo gli umani, lo definirei arduo. Molto arduo.

    1. nicolass 8 novembre 2023

      Tutto bello e condivisibile.. bravi Putin e Xi Jinping ma finché sarà più facile distruggere i ponti che costruirli la vedo dura. Finché l'entità anglo sionista non verrà annientata e posta nella condizione di non nuocere più quello di Putin e Xi Jinping rimarrà solo un libro dei sogni purtroppo

    2. maghi 8 novembre 2023

      penso che entro pochi anni tra Xi, Putin e Sion ci faranno una bella festa. Tutti d'accordo sotto sotto, ovviamente.

    3. nicolass 8 novembre 2023

      vabbè tu sei fuori come un balcone.. per cui non fai testo per fortuna. A te l'involtino andrà di traverso

    4. Arthur 8 novembre 2023

      Che Sion, Russia e Cina si possano essere messi d'accordo per fregarci è una ipotesi alternativa di cui avevo scritto tempo addietro.

      Infatti non è escluso che certi soggetti oggi saldamente al comando in Europa e Nordamerica (lobby innominabile e sinistra fabiana neo-marxista) si siano da tempo organizzati per mandare l'Occidente al suicidio e consentire così a certe potenze (marxiste o ex-marxiste o neo-marxiste) di prendere il potere del mondo e instaurare un comunismo distopico.
      Del resto questi soggetti sono gli eredi di quelli che fecero il colpaccio in Russia nel 1917.

      Ma se hanno davvero in mente un progetto del genere, è impensabile che gli establishment conservatori americano (soprattutto quello WASP), britannico ed europeo, non ne sappiano nulla e non abbiano subdorato il pericolo.
      In realtà lo sapevano e lo sanno benissimo, sin dal 1917.
      E, secondo me, si sono organizzati per sterminare i congiurati.
      Ne ho già ampiamente parlato.

      L'unico dubbio è se Russia e Cina si siano accordate con i soggetti occidentali destinati al macero e quindi facciano parte della congiura.

      Onestamente, credo che i Russi e i Cinesi siano a conoscenza della trappola organizzata dai vertici (quelli veri) dell'Occidente e si faranno i fatti propri.

    5. Arthur 8 novembre 2023

      PS

      A tutti quelli che pensano si tratti di fantapolitica priva di fondamento mi permetto di ricordare che tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale nel mondo anglosassone, specie negli USA, circolavano i celebri testi di Henry Ford.
      Ne furono venduti milioni di copie.
      Una parte imponente della società anglosassone, in primis di quella conservatrice, condivideva le idee di Ford e vedeva certi soggetti come un serio pericolo.
      Quindi si era perfettamente a conoscenza di certi ipotetici disegni che erano condiderati plausibili e per nulla fantasiose farneticazioni che oggi sono bollate come fantapolitica.

      E notate bene: gli ambienti conservatori WASP degli USA hanno mantenuto il controllo degli apparati militari e delle forze di polizia.
      Per decenni hanno incentivato la vendita di armi ai civili e la formazione di un vero e proprio esercito paramilitare costituito pressoché totalmente da persone della destra conservatrice (e fanatica).

      Più chiaro di così...

    6. maghi 8 novembre 2023

      In mediat stat virtus, dicevano i filosofi latini. Penso che questa "mediat" sia follia per la maggior parte delle persone.
      Poi a me piace mangiare come parlo. La robaccia orientale la lascio a chi non sa cucinare.

    7. absitiniuriaverbis 9 novembre 2023

      Ad essere fuori come un balcone c'è un vantaggio innegabile: si possono vedere anche le stelle.

    8. absitiniuriaverbis 9 novembre 2023

      Cacellato, postato sotto il successivo.

    9. absitiniuriaverbis 9 novembre 2023

      Il discernimento, come il buonsenso e come la consapevolezza e come perfino lo spirito, non te lo insegna nessuno.
      Tutti quelli che ci provano sono degli autodidatta...

    1. Jimbo 8 novembre 2023

      Se si supererá indenni questo periodo di guerre, cioè se le guerre non ci toccheranno direttamente, occorrerá metter mano al sistema economico.
      Quelli del CEPR andrebbero gettati alla prima discarica, quello che dicono non conta. Tutta roba rancida e corrotta.
      Serve qualcosa di nuovo, delle teste pensanti dovranno indicare la via per fare in modo che l'uccidente non perisca.
      Non possono essere teste uccidentali (non solo quei disgraziati del CEPR) perchè tutte corrotte, putrefatte.
      Ci potranno salvare solo teste pensanti di altri continenti, chessò indonesiane, mongole.
      Idee nuove, ideologie nuove.
      Altri popoli ci indicheranno la strada (con le buone) o ci costringeranno ad intraprenderla (con le cattive).
      Gli italiani non possono salvare l'Italia.
      È impossibile.
      E non i farabutti europei o americani.

    2. Arthur 8 novembre 2023

      "Ci potranno salvare solo teste pensanti di altri continenti, chessò indonesiane, mongole.
      Idee nuove, ideologie nuove.
      Altri popoli ci indicheranno la strada (con le buone) o ci costringeranno ad intraprenderla (con le cattive)."

      Mi spiace, ma se scrivi una roba simile mi costringi ad appiopparti pollice giù.
      Te lo sei proprio meritato.

      E sappi che tutto il mondo è largamente occidentalizzato nella mentalità, nello stile di vita e nelle strutture politiche, economiche e sociali di cui le varie nazioni si sono dotate.

      Diciamo la verità: in Occidente ci sono dei grumi di potere ignobili, tutti riconducibili a ideologie e lobbies che disprezzano l'identità culturale e la storia occidentali, le quali, come quelle dei popoli non occidentali, non sono robaccia di cui vergognarsi e fatte di soli crimini.
      In questo momento il vero problema dell'Occidente è costituito da questa gentaglia di fogna che non solo sta facendo danni terribili qui, ma pretende di esportare altrove la porcilaia nella quale sguazza, imponendola con la forza e bullizzando le nazioni che si rifiutano di adeguarsi alla melma.
      Ma non è la melma dell'Occidente, è la melma di chi odia l'Occidente e vuole creare un mondo a propria immagine, un'immagine lercia.

    3. Jimbo 8 novembre 2023

      Se ritieni fai benissimo Arthur, no problem. Scrivo (a volte a capocchia) per discutere.
      Penso che (se non si scatenerá un inferno peggiore in MO) siamo arrivati a fine ciclo e ci sará un cambio non improvviso ma graduale.
      Questo cambio ha a che fare con il sistema economico che non può continuare a reggersi sullo sfruttamento e non penso possa svilupparsi con delle elezioni (in Sassonia AFD è stata dichiarata organizzazione estremista, anche in Turingia mi pare) e nemmeno grazie a gruppi di intellettuali e affini, tutti marci.
      Non vedo grumi di potere ignobili, vedo solo potere ignobile. Tutto è ignobile.
      Indi x cui solo sulle spinte esterne non uccidentali si potrá risolvere.
      Non vedo la stessa melma nel mondo non uccidentale.
      Neanche lontanamente.
      A mio parere naturalmente.

    4. ric 8 novembre 2023

      ovvio, mancano valori morali , restano quelli immediati ma deleteri . Ovvio che una societa' si distrugge,, vasti vedere gli yankkes...

    1. Martin 8 novembre 2023

      I falsi idealisti che predicano l'integrazione europea continuano a far finta di dimenticare che il passaggio all'unanimita' in politica estera e della difesa, nonche l'attribuzione di una "capacita' fiscale permanente" alla Commissione UE eletta da nessuno, richiedono inesorabilmente l'assenso unanime di 27 Governi e di 27 Parlamenti nazionali, nelle maggioranze qualificate necessarie per le modifiche delle Costituzioni nazionali, in procedure che in diversi Paesi prevedono altresi' il referendum popolare.
      Questo assenso unanime non esiste, come recentemente fatto presente da diversi Paesi medi e piccoli dell'UE, e non esistera' mai.

      E' appena il caso di far presente a questa gentaglia che in assenza di un assenso unanime di 27 Governi e Parlamenti nazionali, la manovra in questione sarebbe letteralmente eversiva.

      Invece di invitare a "spiegare" ai cittadini europei le ragioni di tale auspicata involuzione democratica, forse questa gentaglia dovrebbe affrontare la realta' dell'evidente, mancato consenso a qualunque ulteriore riduzione dei poteri dei Governi nazionali eletti dal popolo a favore dell'incremento dei poteri già oltremodo smisurati della Commissione UE, ossia di un organismo burocratico eletto da nessuno.

    2. absitiniuriaverbis 9 novembre 2023

      Leggevo ieri che uno studio ha concluso che il cervello umano rende meglio quando cerca di ragionare su 'carta' piuttosto che su 'schermo'.
      Il fatto è che molti non utilizzano carta stampata, quanto piuttosto carta igienica.
      Forse la situazione che hai riassunto si spiega così.

    1. mago 8 novembre 2023

      Ben venga un mio conoscente si è ritirato in Pensione a 60 anni in Vietnam con 40.000 euri si è fatto la villetta fronte mare mangia aragosta quando vuole e va al Ristorante quasi ogni giorno..altro che UE ma siamo che la nostra sia la strada giusta ?

    2. sbregaverse 8 novembre 2023

      Sì e poi ....... cchiù pilu pe' tutti.

    3. mago 8 novembre 2023

      dai Sbrega vedessi quando le Vietnamite sui ponteggi costruivano la casa..altro che unghie e ciglie finte..

    4. maghi 8 novembre 2023

      dovevano essere tutt'altro che arrapanti. Ma questa libidine de' noaltri mi pare completamente fuori luogo. Basta vedere le foto delle quarantenni, ma anche meno, italiche di un secolo fa per capire come siamo ormai fuori di testa completamente.

    5. sbregaverse 8 novembre 2023

      Vengo, virtvirtvietttthhh vietvitvieetttttt vishhhhhhhhhh,
      anchi' io.

    6. Martin 8 novembre 2023

      Guarda che dopo un po' ci si annoia comunque. Ho avuto la fortuna di passare periodi lunghi nei Caraibi, e dopo un po' ti stufi anche del mare cristallino e delle aragoste,,,, in un isoletta del Belize con la classica barriera corallina da sogno (squali comunque inclusi) dopo una settimana gia' non ne potevo piu', e non solo io

    7. sbregaverse 8 novembre 2023

      Ame mi , le femmine che lavorano col sudore della fronte, mi arrapao arrapao arrrapaooooo.
      (anche quelle che non lavorano)

    8. Nonso 8 novembre 2023

      Eccellenza onomatope*ica

    9. sbregaverse 8 novembre 2023

      A* prezzata la topanomastica.
      *non sitratta di alfa privativo

    10. Nonso 8 novembre 2023

      Da che ho MEMORIA, sbre...
      E sì che noi vieniamoinpace, vatteacapi'!'

    11. sbregaverse 8 novembre 2023

      EH sì ti/ci manca lo spago.

    12. ric 8 novembre 2023

      troppa fatica....

    13. ric 8 novembre 2023

      vabbe' ma la top... non mi piace dove l' hanno messa . troppo scomoda. non era meglio sulla nuca ? nella schiena? o due sotto le ascelle? una di scorta?

    14. Nonso 8 novembre 2023

      Ritieniti un privilegiato, puoi addirittura esternare vizi e capricci. Devi averne da regalare.

      E poi, premesso che è perfetta dov'è, e premesso che menomale che c'è, e premesso che è abbastanza difficile trovarne una, se proprio ti manca quella di scorta, fatti l'amante. Non sia mai che la tua donna buchi proprio quando tu non sei in casa.

    15. ric 8 novembre 2023

      da regalare non direi..ho sempre cercato di guadagnarmela,,,Unica fortuna e' che non l'ho mai pagata ,, Ma mi sa che mi e' e' costata piu' cara di quanto vale...

    16. Nonso 8 novembre 2023

      Allora restituiscila, sicuro è una truffa.
      Fai come me, fumati una sigaretta

    17. maghi 8 novembre 2023

      basta che il sudore non puzzi.

    18. absitiniuriaverbis 9 novembre 2023

      Pensa tu che una volta, alle femmine, si faceva il filo.

      Oggi è tutto wireless.

    19. mago 9 novembre 2023

      Martin e` nella quotidianità che ci si perde...importante ritrovare la strada di casa.

    20. mago 9 novembre 2023

      esatto..

    21. Martin 9 novembre 2023

      L'esistenza autentica e inautentica (Heidegger)

    22. sbregaverse 9 novembre 2023

      Ti perdi il meglio.

    23. sbregaverse 9 novembre 2023

      Quello che diceva il famoso cinematografaro ALLEN:
      IL SESSO ? Troppa fatica per gonfiare la bambola.

    24. ric 9 novembre 2023

      si ma a lui piacevano le vecchie non piu' in carne...Per questo le gonfiava solo a meta' ..sai l' eccitazione delle rughe..delle croste...,

    25. Nonso 9 novembre 2023

      Mi soni stancato.
      In altre parole: andasse a cartigienicizzarsi la barbie, ci sono cose più importanti della sua immagine meschina, sterile ed egoiSTICAZ.

      E poi la plastica inquinah, lo dice anche GRETTA.

      Di recente ho letto che anche ila rodetore può sognare ed immaginare. Sorprende? NO.

    1. PietroGE 8 novembre 2023

      Il manifesto culturale BRICS è chiaramente una sconfessione della società multietnica e multiculturale europea e americana, giustamente considerate ormai come alberghi più che nazioni e soggette ad una vera e propria invasione dal terzo mondo. Ironia della storia, alcune di queste nazioni BRICS hanno compiuto una svolta a 180 gradi passando dal socialismo al 'nazional socialismo' inteso nella sua dimensione etno-culturale. Gli USA e l'Europa invece hanno scelto il cavallo perdente e ora annaspano come il naufrago in cerca di qualcosa che galleggi. L'Europa in particolare è già fuori della storia, non ha niente da dire nelle vicende più scottanti di questi ultimi decenni, si ritrova a rimorchio degli USA con due illusioni pericolose : la prima è quella della protezione da parte dell'ombrello nucleare americano, la seconda è quella di poter gestire, in crisi demografica evidente, una invasione di gente che non si integrerà mai nella società europea. Per non parlare poi di un welfare che diventa ogni anno più difficile da finanziare e una economia che ha già perso il treno della modernizzazione e che, anche per via della crisi demografica, è destinata ad africanizzarsi.

    2. absitiniuriaverbis 9 novembre 2023

      Si chiude una porta USAta e si apre un portone BRICS.
      Fa più corrente, prendi freddo, ti ammali e muori.

      Io corro il rischio.

    1. Jimbo 8 novembre 2023

      Il decadente impero americano è agli sgoccioli, le Forze del Male UKUSIsrahell proveranno a vincere la "Guerra ai bambini" ma politicamente hanno perso anche lì in MO perchè
      nessuno si fida più di noi uccidentali e i popoli del mondo sono attratti sempre più dai nostri avversari (la collocazione dell'Italia è chiara quindi siamo uccidentali).
      La Russia pur colpendo duramente le Forze del Male in Ucraina era sempre in ritardo subendo l'iniziativa ma Gaza ha cambiato la prospettiva (Donbass in cassaforte e Fronte comune molto allargato contro UKUSIsrahell).
      L'unica chance delle Forze del Male è scatenare una guerra più allargata, devastante e ricostruire dalle macerie.
      Noi europei dobbiamo decidere se arrenderci al nuovo che avanza, continuare a servire i Padroni o accoltellarli alle spalle.

    2. Nonso 8 novembre 2023

      Sto affilando là lama

    3. ric 8 novembre 2023

      carico il bazooka ... e vado a muro del pianto

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