FONTE: ROSSLAND (BLOG)
Tempi, quelli odierni, in cui lo stato spende 1.050€ al mese per sfamare, vestire, "integrare" migranti economici (non si capisce bene dove o come si dovrebbero integrare, vista la penuria di posti di lavoro disponibili) mentre ne offre, a parametro per misurare giovani braccia o cervelli fini, previa Carità di Stato che diventa così misura del proprio valore sul "mercato del lavoro", 485€ al mese.
A queste cifre da disoccupati ricattati, uno stipendio di 600€ dovrebbe sembrare a un ingegnere plurilingue e disposto a trasferte, offensivo al massimo grado.
Ma non sembra lamentarsene nessuno.
Poi ci si chiede perché ancora non scoppi una rivoluzione.
Forse perché, per agire, per muovere il culo dalla tastiera, sarebbe necessario avere almeno in sé una profonda motivazione e un'autostima pressoché intatta: non ci si va a far sbattere sul naso manganelli dai questurini se ti hanno ormai desertificato l'anima a furia di deprezzamenti salariali e bisogni primari compensati con ricatti da schiavismo di stato.
Gli anni dell'edonismo reaganiano saranno anche stati pecorecci, ci saranno anche stati corrotti e quindi corruttori, ma almeno i soldi giravano e, nel magna magna generale dei grandi, campavano decentemente anche i piccoli e gli onesti.
Faceva schifo? Forse.
Qualcuno ancora si autoconvince che è da quella corruzione che è nata quella attuale. Per me quella attuale è potuta fiorire solo dopo che si è provveduto a far fuori quella di allora, che si limitava a passaggi di mano fra industrie e politici, mentre ora è estesa fino ai più infimi livelli del magna magna di organizzazioni buoniste che si rubano i poveri da sfamare e vestire sotto casa.
Oggi, a furia di "onestà" e "moralità", a furia di spending review e buonismo dal tratto mafioso, i corrotti e i corruttori speculano ormai tutti indistintamente sulla carne umana a colpi di dumping sull'umano; e quel costo da buttato via che dovrebbe far girare l'economia, in realtà la distrugge facendo di tutti, nei tempi lunghi, dei miserabili a perdere.
Carne umana che produce reddito importata a colpi di migliaia di corpi aitanti e muscolari da una parte così da meglio mandare al macero altrettante migliaia di depressi locali svuotati di tasche e autostima dall'altra.
Non invidio chi oggi ha 30 anni, e mi vado sempre più convincendo che meglio sarebbe se le famiglie con figli in età scolare investissero sull'acquisto di un rudere con annesso campo da coltivare, anziché su una laurea e un Erasmus pagati di tasca propria per fornire cervelli retribuiti 600€ al mese a un'élite di barracuda senza neanche più il fascino letterario di un vecchio Gordon Gekko degli anni '80.
Anni '80 (e forse anche '90) che diventa sempre più difficile indicare come "i peggiori anni della nostra vita", visto il ben triste futuro che si va intanto delineando: una estrema povertà allargata e globalizzata, che colpisce strato dopo strato chiunque e alla quale nessuno, alla fine, avrà forse più la forza e la rabbia per ribellarsi.
Forse però, poi mi dico, è proprio questo il futuro cui i 30enni di oggi aspirano: niente più volgari "misurazioni di pisello" sul quanto guadagni, niente più scollacciato edonismo reaganiano, tutti ugualmente poveri e tutti ugualmente (e obbligatoriamente) onesti.
Insomma, una revival dell'Unione Sovietica condita in salsa Vaticana.
Ne sarebbe contento Sveto Karaman, l'immenso raffinato personaggio uscito dalla penna di Enzo Bettiza nel suo I fantasmi di Mosca, che ben aveva lì descritto l'uguale schema di potere di Vaticano e U.R.S.S. staliniana: ipercontrollo fin nei più nascosti pensieri delle masse che arriva a produrre automatiche autocensure, così che il dominio scavi strade fin dentro le coscienze, modificandole così per generazioni.
Per me, ve lo dico: ridatemi i rampanti cocainomani prodotti dal corrotto Craxi&C., e tenetevi questa tristemente onesta miseria.

Primadellesabbie 9 giugno 2017
Qualsiasi cosa pensiate del '68, la forza che ci spingeva ad accomunarci e ci legava in quegli anni ve la sognate.
Che poi ci si culli con la considerazione di come si sia riusciti a volgere tutto al peggio, con impegno, droga e iniziative anche peggiori, fino ad arrivare ad un:
"...revival dell'Unione Sovietica condita in salsa Vaticana..."
e sia andata puntualmente proprio così, che questa sarebbe stata la tendenza se avesse prevalso un certo egoismo spicciolo, si intuiva e si temeva, ma ci si sono messi in troppi. contro, e troppo forti.
Truman, questo é un passaggio dal libro di cui si parlava qualche giorno fa:
"...Il cattolicesimo deve alla sua antichità e alla sua avversione per ogni violenta formazione di massa, la quiete e l'estensione che esercitano una fortissima attrazione su molti. La diffidenza verso la massa non ha più abbandonato il cattolicesimo da molto tempo, forse fin dai primi movimenti eretici dei montanisti, che si volsero contro i vescovi con risoluta mancanza di rispetto. Il pericolo di improvvise esplosioni, la facilità di eccedere, propria della massa, la sua rapidità e imprevedibilità, e soprattutto la soppressione delle distanze obbligate sulle quali poggiano le distanze della gerarchia ecclesiastica - tutto ciò ha indotto ben presto la chiesa a riconoscere nella massa aperta il suo peggiore nemico e ad opporvisi in ogni possibile modo. ..."