UN ESPLOSIVO TRANQUILLO AUTUNNO

UN ESPLOSIVO TRANQUILLO AUTUNNO

DI ALESSANDRO ROBECCHI

ilmanifesto.it


Credo che succederà questo. Che in settembre-ottobre avremo 700-800 mila posti di lavoro in meno (un impoverimento per alcuni milioni di persone). Che taglieranno fondi alle università con metodi furbetti parlando di merito e di efficientismo. Che aumenteranno le tasse universitarie. Che i terremotati de L'Aquila non avranno nuove case, con l'eccezione di una minuscola quota da mostrare in apertura di Tg1 e Tg5. Che i precari passati da «reddito poco» a «reddito zero» diventeranno un esercito. Che la crisi servirà a giustificare l'ennesima mattanza sociale. Insomma, credo che succederà quel che tutti dicono debba succedere: paura e casino.


Per una volta non è peregrino misurare la società con i meccanismi della domanda e dell'offerta: la domanda è molto forte. Domanda di stabilità, di difesa dalla crisi, di qualità dell'offerta scolastica. Domanda di uscire dalle tende. Domanda di arrestare l'erosione di reddito e di diritti. Domanda di dignità per il paese (vero, papi?). Domanda di fermare la ristrutturazione feroce attuata con la scusa della crisi. La domanda non manca, ma l'offerta è inesistente. Credo che succederà questo, che quando salterà il tappo non capiremo al volo.

Ci siederemo lì a leggere, che so, le pagelle della signorina Serracchiani. O annuiremo al vecchio buon senso progressista di Bersani su musica di Vasco. O commenteremo le astute strategie dalemiane di apertura all'Udc. O leggeremo come fondi di caffè le elucubrazioni di partitini inconcludenti che prendono il tre per cento se si presentano insieme e il tre per cento a testa se si presentano divisi, miracolo dell'aritmetica comunista.



Credo che ci siederemo comodi, tristi ma dignitosi. E quando comincerà a volare qualche sasso, e qualche schiaffone farà sciak!, ci chiederemo esterrefatti: ehi, come? Cosa? E dovremo reimparare da capo a scrivere e pronunciare la parola «conflitto». E sarebbe anche ora.

Alessandro Robecchi

Fonte: www.ilmanifesto.it

Link: http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090726/pagina/01/pezzo/255895/

26.07.2009

Commenti (43)

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    1. djsdong 28 luglio 2009

      giusto! sacrosanto! lo dico con dispiacere: questa è un analisi perfetta.

      se la gente aprisse gli occhi e si organizzasse... sarebbe una grande cosa.

    1. djsdong 28 luglio 2009

      ci vorrebbe un progetto politico?????????? ancora?????? la stessa politica che ha strozzato tutto il mondo??? NO !!!! ci vogliono persone con I COGLIONI e leggi "diverse" perchè se il gioco continua con le stesse pedine e le stesse regole tanto vale lasciare tutto com'è...

    1. myone 28 luglio 2009



      1) La domanda c'e' manca l' offerta.... buon segno.

      2) Bisogna finirla col dire " credo che succedera' questo"

      e dire " E' successo questo".

      3) Vedo che il peso di chi non risponde, va' a finire a sinistra,

      e che il comflitto auspicato che non si vede l' ora che scoppi......

      e' sempre nella mente dei soliti falliti fondamentalisti.


    1. msdfli 28 luglio 2009

      Bravo Robecchi.
      Anche noi ci siamo espressi come lui giorni fa.
      Da sottoscrivere tutto.

      Le avventure di Papi Chulo nel lettone dello Zar

      21/07/2009

      Siamo senza parole.

      Il testo è inequivocabile: “Ti vorrei far leccare da una mia amica”, “Abbiamo perso la voce”, “Aspettami nel lettone di Putin” … (il testo integrale è riportato più sotto come pubblicato da L’Espresso on-line).

      Successivamente il nostro Supereroe sente il bisogno di comunicare alla D’Addario che: “ha fatto un bellissimo discorso”, come se necessitasse di conferme dall’esterno. Peggio: come se la D’Addario fosse Rita Levi Montalcini o comunque una persona qualificata a giudicare l’operato di un Primo Ministro invece di essere solamente una graziosa e prospicace signorina che usa il proprio corpo per avere un alto tenore di vita, lavorando come escort nella squadra di Tarantini. Fatto ormai inequivocabile.

      E le altre cinguettanti “con il vestitino nero”? Chissà a quante di loro era stato promesso di essere inserite nelle liste elettorali…salvo poi essere cassate poco prima delle elezioni dopo i primi sentori di scandalo.

      Ed i video dei viaggi di SuperPapi a loro propinati,insieme alle romantiche canzoni napoletane e alle sue memorabili barzellette? Più di una, con un sorrisetto, avrà pure pensato: “Ma guarda cosa ci tocca sorbire per campare…”. Sempre meglio di lavorare in miniera…

      Se ne distilla un miscuglio allucinante (ed allucinogeno) di insicurezza, infantilismo, complesso di Edipo, satirismo senile, il tutto accompagnato da un forte e pruriginoso delirio di onnipotenza (“Dai, facciamo cose piccanti – do you remember Noemi? – nel lettone di Putin!”).

      Ma non trattasi forse del paladino del “family day”, di colui che voleva incarcerare i clienti delle prostitute? Tutt’altro: Papi Chulo in questo caso é soltanto un “utilizzatore finale”, perché furbescamente elargisce il salario stabilito in maniera diretta ma lo delega ai suoi fantozziani gerarchi-zerbino.

      Egli è colui che sta alla base del movimento che vieta, (giustamente,) gli alcoolici ai minorenni; ma contemporaneamente si traveste da uno dei Tre Porcellini e va a Casoria da Noemi e chissà chissà con chi…

      Ma no, suvvia, prima di tutto sono stralci di vita privata in cui non è giusto ficcare il naso nel lettone dello Zar Putin e poi, in fondo in fondo, sono le gentil donzelle che vanno da lui: egli le sollazza soltanto (fortunatamente direi), quando sono ancora minorenni, con simpaticissime telefonate. E quindi non commette reato…l’impunità morale esiste eccome.

      Ieri sera, ovviamente, nessuno, ma proprio nessuno, nemmeno l’ormai vetusto Televideo, ha dato la notizia della pubblicazione delle registrazioni. Soltanto stamani a Omnibus, su La7, il conduttore ha timidamente provato ad introdurre l’argomento, all’interno di una ridda di esponenti politici, tra cui Latorre (sigh!), che hanno solo poco convintamente tirato nuovamente fuori la questione morale, mentre un parlamentare leghista arringava contro le pubblicazioni delle intercettazioni.

      Ebbene, l’Italia si sta evolvendo in qualcosa di nuovo, mai visto prima nella Storia. Non isi tratta di un regime di stile Bulgaro o Turkmeno, perché l’opposizione è ancora forte, grazie a giornali potenti come la Repubblica, o ad urlatori parlamentari come Tonino Di Pietro (di sicuro non grazie al PD, letteralmente allo sbando). Il nostro Paese si sta trasformando in una melassa di orwelliana memoria, una finta democrazia del Grande Fratello o di Amici, dove la decerebrazione è totale. Gli adulti sono ormai incapaci di distinguere tra fatti, reality show e informazione manipolata per perseguire un fine (uno qualunque dei TG odierni). I ragazzi sono lobotomizzati dai personaggi di pongo di MTV e non hanno nessun ideale, inseguitori di esempi deleteri nello stile di vita da perseguire per raggiungere il “successo”; i palasport che si riempiono ai provini di X-Factor sono un evidente segnale dei tempi.

      Il problema è che gli italiani, da buoni voyeuristi con i pruriti, sono più interessati e divertiti dalle polluzioni notturne del premier che preoccupati dalla realtà che li circonda: il NULLA POLITICO.

      Tranne qualcuno ovviamente…ma le eccezioni confermano la regola.

      E badate bene non si tratta di un problema che riguarda soltanto gli elettori del PDL, ma anche i veltroniani inciuciatori. Non ha caso il buon Uolter si è prodigato qualche giorno fa in un elogio spassionato del marchese di Hammamet.

      Nel PDL c’é oggi chi parla di “atto intimidatorio”, con riferimento non esplicito alla pubblicazione delle registrazioni della D’Addario: hanno forse paura che siano ascoltate dalle massaie o dalle pensionate, ossia dallo “zoccolo duro” dei voti forzitalioti?

      La schiera dei supertogati ha già pronta l’artiglieria e per ora il Premier si è trincerato dietro un silenzio tombale; starà riposando dopo le fatiche del G8.

      Ma ci siamo chiesti poi, se qualcuno prima o poi potrebbe ricattare il nostro benamato premier. Magari la camorra, magari qualche imprenditore casoriano a cui deve dei favori… Già! E se fosse già successo? Si spiegherebbe ulteriormente la presenza di certi personaggi in Parlamento o nelle amministrazioni locali.

      Il nostro mitico “Papi Chulo” è ormai un mix tra l’ultimo Pinochet e un satrapo caucasico.

      E l’Italia assomiglia sempre di più all’Impero Romano in decadenza.

      …Ma è meglio eleggere una frotta di “signorine allegre” o fare senatore il cavallo, come fece il vilipeso Catilina? Di sicuro, l’Italia è sta vivendo una triste agonia: un Paese di vecchi governato da un vecchio satiro con un’opposizione castrata. Con Catilina invece l’Impero Romano era ancora ben saldo: meglio il cavallo senatore!

      Da una parte c’è un governo preoccupato più di raccogliere/mantenere il consenso piuttosto che fare qualcosa di effettivo contro la crisi economica che sta logorando il nostro paese. Dall’altra un PD che si sta avvicinando al suo Maelstrom e che per ora sopravvive applicando le regole del PCUS del 1951; pensiamo solamente alla reazione alla candidatura di Beppe Grillo.

      Chissà, forse nei prossimi mesi ci potrebbe essere un Big Bang finale e gli Italiani, ormai sfiniti e logorati dalla crisi e a corto di pane (ma non di circenses), potrebbero passare dal bipartitismo incompiuto ai forconi in piazza. L’implosione dei due FINTI GRANDI PARTITI darebbe inizio a una epocale rivoluzione politica e sociale.

      Agli italiani che non hanno né il lavoro né la casa, chi glielo spiega ora che PD e PDL passano le loro giornate a pensare alle veline di SuperPapi, a litigare per la carica di Segretario del PCUS o ad accogliere prezzolati e strafottenti cammellieri per ottenere succosi appalti petroliferi ?

      Chi glielo spiega che questa infolme e inciuciosa poltiglia politica non si sta minimamente preoccupando dei loro problemi ?

      A nostro parere lo scenario prospettato ha molte possibilità di realizzo e davanti a noi ci aspettano dei mesi/anni memorabili.

      msdfli.wordpress.com

    1. lino-rossi 28 luglio 2009

      l'hai fatto il vaccino?

    1. LucaV 28 luglio 2009

      Infatti non ci resta che piangere!

    1. ranxerox 28 luglio 2009

      La storia la fa chi vince e, visti i risultati, il suo insegnamento non mi garba. Tornando al tuo punto di vista non ho menzione di progetti politici che abbiano portato l'umanità al di là del mero Potere. Ci vuole altro che la politica. Purtroppo quest' altro lo chiamano utopia. Ciao

    1. Aktarus73 28 luglio 2009

      Ieri sono andato al supermercato a fare la spesa, percorrevo il "tappeto mobile", coperto dalla pioggia da un bel "tetto di legno" e poco prima che giungessi davanti alle "porte automatiche", che alla loro apertura mi avrebbero permesso di incontrare i "colori" delle "scatole accattivati" di tutti i "prodotti possibili ed immaginabili", mi sono detto: "non sto andando a fare la spesa, sto andando a fare la guerra !!! I miei nemici non li conosco nemmeno e non li colpisco direttamente con la mazza, li ammazzo direttamente a casa loro, in Africa. Io mangio il mio bel cioccolato con riso soffiato, scartato da sberluccicanti incartamenti colorati che ne preservano la fragranza e le freschezza e ad ogni mio morso sto uccidendo 10 bambini innocenti". Sapete che vi dico ??? Fin che questo era chiaro solo agli Africani, non succedeva mai nulla, perché la lontananza, la fame, la paura, gli stenti sono i loro diretti nemici, anche se causati da noi. Ma quando saranno i nostri vicini di casa ad accorgersene che loro figlio muore ad ogni morso del nostro bel cioccolato con riso soffiato, allora si che saranno dolori ... FORTI.

    1. Truman 28 luglio 2009

      sic

    1. Truman 28 luglio 2009

      Mi capita a volte di giocare a scacchi. E' un gioco dove la strategia è importante, perchè la forza bruta consistente nel calcolare le prossime mosse (tipica dei computer) ha sempre una visione limitata.


      Eppure a volte ci sono partite stupide, dove non si riesce ad impostare una strategia valida, dove ci si trova in difficoltà.

      Allora vale sempre la pena di ricordare Sun Tsu: Chi si trova in svantaggio di forze deve resistere.
      Non parla mai di resa Sun Tsu, forse perchè chi non si arrende ha sempre speranze. Ecco io credo che bisogni accettare il conflitto e resistere finchè la situazione non sarà cambiata. Le sole battaglie davvero perse sono quelle che si ha paura di combattere.

    1. redme 28 luglio 2009

      " il pessimismo della realtà e l'ottimismo della buona volontà" ...siamo alle solite...ci vorrebbe un progetto politico ....coraggio...

    1. dozio 28 luglio 2009

      hai ragione, non succederà nulla di nulla.

    1. LucaV 28 luglio 2009

      Siete la rovina dei lavoratori (tutti! Dipendenti e NON)!
      Vi spartite le poltrone come facevano i democristiani e sopratutto NON STUDIATE. Avete i paraocchi per tutto quello che non è definito (da chi???) di sinistra. Questa è la fine che dovete fare: chiudere il giornale. Se non vendete è bene che chiudete.
      Ma il manifesto prende i contributi per l'editoria??? Sarebbe il colmo!
      ESTINGUETEVI PER IL BENE DELLA SINISTRA.

    1. sacrabolt 28 luglio 2009

      Oggi arrivando al lavoro un po' più tardi ho visto il futuro: una ragazzina (avrà avuto 15 anni), una donna anziana, un paio di uomini adulti, tutti nei loro abiti piuttosto consunti (nessuna uniforme o tuta): strappavano a mano le erbacce dalle aiuole di un ipermercato. Neanche i guanti.
      Qualcosa che comincia ad assomigliare alla casta degli intoccabili che ho avuto la fortuna di vedere in India, in uno dei miei viaggi da finto alternativo de sinistra.

    1. lino-rossi 28 luglio 2009

      un po' di autocritica per le fisime radical chic zapateriste?

      quando capirete che impugnando i diritti "civili" a discapito di quelli sociali vi siete rovinati? e soprattutto avete tradito coloro che avevano voi come riferimento.

      la "battaglia" per il referendum del '05, filo big-pharma, è stato l'apice di quel delirio.

      finchè non uscirete da quelle sabbie mobili in stile "repubblica" non ci sarà speranza.

    1. IVANOE 28 luglio 2009

      Non succederà niente.
      Ha ragione barnard.Il popolo italiano (beota al 95%) ormai è abituato a tutto.Nel passato vedi caso moro, br, strage della portella della ginestra, il caso mattei ecc. ecc., la strategia della tensione, e non è mai successo niente.
      Ed anche questo autunno non succederà niente, perchè ad essere colpiti come in passato sono solo delle minoranze ed a macchia di leopardo sul territorio nazionale. E' sempre stato così. Il sistema attuale ed anche quello passato che è poi lo stesso, è troppo forte e resistente a qualsiasi cambiamento. Non saranno mica qualche centinaio di migliaia di emarginati ( purtroppo ) a mettere paura.
      Anzi serviranno solo a rafforzare come in passato lo status quo.
      Guardate la maggioranza dei lavoratori o di precari da chi è fatta :
      impiegati statali ( che stanno bene il pane è assicurato sempre );
      grandi aziende private ( dove la meritocrazia è solo un lontano ricordo ) dove sono imboscati le seconde e terze linee della politica ( e sicuramente non sono persone che auspicano la protesta di piazza anzi la contrastano con ogni forza per non perdere i privilegi ).
      I precari sono per la maggior parte single e ormai loro malgrado sono per l'equazione : stò bene io stanno bene tutti !!! )
      Al sud la popolazione ha imparato ad arrangiarsi da sola o con l'aiuto delle organizzazioni..., al nord molte persone fanno doppie o triple attività per cercare di campare meglio e che gli tolgono la vita piuttosto che orgnizzare una sana protesta sulla qualità della vita.
      Molti giovani faranno i vitelloni a vita rinunciando a qualsiasi responsabilità ed il sabato tutti gli italiani fanno i piccoli briatore sentendosi ( poveracci !!! ) importanti nei centri commerciali o nelle vie del centro.
      I militanti dei sindacati e dei partiti sono stipendiati ed aspirano a sistemare i parenti... E allora chi la fà la protesta ? Chi scalderà l'autunno ? Nessuno
      SPerchè la maggioranza di noi ha in qualche modo girato il verso della storia verso destra e lo facciamo con i nostri comportamenti tutti i giorni : quando aspiriamo ad una macchina più bella, ad un lavoro più protetto e meno faticoso, nel guadagnare soldi facili. In sostanza il classico e inconfondibile egoismo italico.
      Il nostro giornalista del manifesto è un'altro che deve scrivere per campare... ma sà benissimo ( e basta che tutti ci guardiamo intorno ) quanta indifferenza c'è del prossimo.
      Per avere un barlume di cambiamento ( secondo me ci vorranno almeno altri 70 anni di crisi continua ) si dovrà crare una disoccupazione dl almeno 5/6 milioni di persone, caduta dei consumi e della produzione del 30/40 % ( siamo adesso al 3/4% solo il solletico !!!).
      Purtroppo per i prossimi decenni vigerà la regola dei polli di allevamento tra tanti ogni tanto a qualcuno tireranno il collo ( poche decine di migliaia di licenziamenti in tre mesi cosa sono contro 20 milioni di italiani occupati ? ).
      Signori è il gioco dei numeri e questi sono tutti ancora ma ancora dalla loro parte !!!

    1. redme 28 luglio 2009

      la storia ci insegna che le ribellioni senza un progetto politico insediano altre elite dello "stesso tipo"..e tutto come prima..saluti

    1. Eli 28 luglio 2009

      Sarebbe ora che tutti aprissimo gli occhi e ci...arrabbiassimo. E' già troppo tardi.

    1. ranxerox 28 luglio 2009

      Alle volte, se la situazione è disperata, non si attende un progetto per ribellarsi.Certo, sono vari i gradi di disperazione ma, quando si toccherà quel fondo, la soluzione non sarà scavare.

    1. redme 28 luglio 2009

      conflitto senza progetto?...dove ci porta?

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