Un assalto a sorpresa alla Siria, ma potrà durare?

Questa settimana, con l'irruzione ad Aleppo di numerosi estremisti sostenuti dall'estero, i tentativi di destabilizzazione del nemico sono passati dal Libano alla Siria. Israele aveva avvertito che la Siria sarebbe stata la prossima vittima, ma potranno i militanti fare oggi quello che non erano riusciti a fare per qua

Un assalto a sorpresa alla Siria, ma potrà durare?

Haidar Mustafa
thecradle.co

Nel discorso con cui aveva annunciato l'accordo di Israele per il cessate il fuoco con il Libano, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu aveva minacciato direttamente il Presidente siriano Bashar al-Assad, avvertendolo che stava "giocando con il fuoco". Queste parole erano arrivate poche ore prima che le fazioni terroristiche armate di Idlib lanciassero un'offensiva shock sulle posizioni dell'esercito siriano nella zona di de-escalation, nella periferia occidentale di Aleppo. L'operazione era guidata da Hayat Tahrir al-Sham (HTS), incarnazione del Fronte Al-Nusra - il franchising siriano di Al-Qaeda - capeggiata da Abu Muhammad al-Julani, con la partecipazione di altre organizzazioni terroristiche internazionali come il Partito Islamico del Turkistan (TIP).

L'esercito siriano si sta preparando a contrastare le aggressioni

La mattina del 27 novembre, gruppi di estremisti armati hanno lanciato violenti attacchi contro le posizioni dell'esercito siriano nelle vicinanze del 46° Reggimento e verso i villaggi di Orem al-Kubra, Orem al-Sughra, Basratun, Anjara e le aree circostanti, situati a breve distanza dall'autostrada M5 Aleppo-Hama-Damasco.

Nel loro primo attacco a sorpresa, nell'ambito dell'operazione denominata "Deterrenza dell'aggressione", i militanti sono riusciti a entrare in alcuni villaggi che le forze dell'esercito siriano avevano evacuato per poter essere in grado di tamponare la breccia. Questo attacco è una flagrante violazione degli accordi di de-escalation del 2019 tra Turchia, Russia e Iran.

Gli scontri si sono rapidamente estesi alla strada internazionale e alla città di Aleppo. Una fonte della sicurezza turca, citata da Middle East Eye, finanziato dal Qatar, ha dichiarato che l'obiettivo dell'operazione militare lanciata da HTS e dai suoi alleati è il recupero delle posizioni conquistate dalle forze siriane con il sostegno della Russia durante le battaglie del 2017-2020.

I militanti sostengono che le "violazioni" degli accordi di de-escalation da parte dell'esercito siriano e di quello russo - e l'intensificazione dei loro attacchi su Idlib – li avrebbero costretti ad intraprendere queste operazioni militari per riprendere il controllo di queste aree. Secondo loro, la ritirata dell'esercito siriano nella campagna occidentale di Aleppo avrebbe galvanizzato i militanti, inducendoli a lanciare ulteriori attacchi verso la zona rurale a est di Idlib.

In tre giorni, i gruppi estremisti armati sono riusciti a raggiungere il cuore di Aleppo e a dichiarare il coprifuoco per 24 ore. Con l'intensificarsi degli scontri, i cacciabombardieri siriani e russi hanno lanciato una serie di violenti raid contro i siti e le linee di rifornimento di HTS e dei turcomanni a Darat Azza, Al-Atareb, Sarmin e in altre aree. Questi attacchi aerei sono ancora in corso, con filmati che rivelano pesanti perdite nelle file delle fazioni estremiste, mentre diverse fonti mediatiche confermano la morte di oltre 200 membri di HTS e di altri gruppi militanti nelle regioni di Aleppo e Idlib.

L'espansione degli attacchi aerei da parte delle forze siriane e russe ha portato, giovedì mattina, ad una battuta d'arresto tra le forze di HTS, che ha subito perdite umane e materiali. Fonti in prima linea rivelano anche l'arrivo di ingenti rinforzi militari nella principale zona di scontro, che si estende per oltre 26 chilometri nella parte occidentale di Aleppo - truppe e rifornimenti siriani che stanno pianificando un contrattacco per ripristinare lo status quo. L'esperto militare Haitham Hassoun ha spiegato a The Cradle che l'esercito siriano si è raggruppato su linee di difesa più arretrate, a una profondità di 7-8 chilometri, in preparazione del contrattacco.

Quali erano stati i preparativi dell'attacco?

In realtà, l'operazione di HTS non è stata affatto un'offensiva improvvisata, piuttosto il risultato di anni di preparativi guidati dall'intelligence statunitense e turca per unificare i ranghi di varie fazioni estremiste nel nord della Siria. Questo progetto era andato avanti sotto la diretta supervisione dell'esercito turco, che mirava a far convergere i gruppi militanti di Idlib e della campagna di Aleppo e a mettere il potere decisionale nelle mani dei due attori principali: il cosiddetto Esercito nazionale siriano (SNA), fedele ad Ankara, e Hay'at Tahrir al-Sham, l'affiliato di Al Qaeda in Siria.

In questo insieme di organizzazioni del terrore si inseriscono i gruppi "jihadisti" turcomanni e uiguri, utilizzati principalmente come forze d'attacco in specifiche operazioni militari, cosa che soddisfa in larga misura gli interessi dei loro finanziatori statunitensi e turchi.

L'esperto militare, il generale di brigata Haitham Hassoun, conferma che i preparativi per lanciare questa operazione erano iniziati "da molto tempo" e che i gruppi partecipanti avevano istituito una sala operativa congiunta circa un mese e mezzo fa. Ritiene che, nei giorni precedenti l'offensiva shock, per camuffare le loro intenzioni e i loro movimenti, i militanti abbiano beneficiato di operazioni di "depistaggio" e di guerra elettronica mediatica condotte dall'intelligence turca e dalle forze di occupazione turche all'interno della Siria. I militanti hanno inoltre beneficiato di informazioni sofisticate che li hanno aiutati a sfruttare le lacune esistenti sul terreno ed erano consapevoli dei vuoti nelle posizioni dell'esercito siriano, che hanno poi portato a questa breccia e alla confusione nelle linee di difesa.

Chi ha preso la decisione e qual è l'obiettivo?

Le scene di oggi a Idlib e Aleppo ricordano ai siriani un periodo che pensavano di essersi lasciati alle spalle dopo la liberazione di Aleppo del 2016 e le intese di de-escalation del 2019. Ma queste intese, faticosamente raggiunte, sono sempre state fragili, dato che la Turchia ha disatteso i suoi impegni di epurare la zona dell’autostrada M5 dai gruppi terroristici. La presenza nel nord della Siria di gruppi di terroristi serve ad Ankara per mantenere la pressione su Damasco. Questo spiega anche l'operazione armata di questa settimana, un'azione che, secondo i turchi, dovrebbe costringere il governo siriano a negoziare sotto il fuoco, soprattutto se gli estremisti armati dovessero rientrare ad Aleppo o interrompere la critica via di collegamento internazionale.

D'altra parte, uno degli obiettivi dell'operazione potrebbe essere la decisione degli Stati Uniti di mantenere uno stato di conflitto nella regione e di riorientare la pressione verso la Russia e i suoi alleati regionali in vista del ritorno alla Casa Bianca del presidente eletto Donald Trump.

Come molti commentatori hanno sottolineato, l'operazione militare è stata lanciata all'indomani delle esplicite minacce di Netanyahu ed è probabilmente collegata alla guerra regionale di Israele e alla determinazione di Tel Aviv di interrompere la rotta siriana per i membri dell'Asse della Resistenza. L'offensiva sembra essere stata coordinata con la Turchia, membro della NATO, sotto la direzione delle autorità di occupazione e dei servizi di intelligence turchi, che da anni gestiscono e sostengono i vari gruppi estremisti nel nord della Siria.

Secondo una stima preliminare, quello che sta accadendo è un ritorno alla situazione precedente al 2019, una reinvasione che, di fatto, cerca di far deragliare tutti i risultati del processo di pace di Astana. Ciò merita, a sua volta, una risposta altrettanto dura e radicale: una controffensiva militare siriana che non solo recuperi le posizioni occupate dalle forze dell'esercito siriano pochi giorni fa, ma che si spinga con decisione fino a Darat Izza e oltre, fino al valico di frontiera di Bab al-Hawa con la Turchia, tagliando le vie di comunicazione dei militanti nelle regioni di Aleppo e Idlib e riportando gli interi governatorati sotto il controllo del governo siriano.

Quello che è iniziato come un assalto shock potrebbe aver creato un'opportunità per porre fine allo stato di limbo in cui era piombato il nord del Paese alla fine della guerra siriana e potrebbe fornire a Damasco e ai suoi alleati un modo per evitare improduttivi accordi di de-escalation e dare allo Stato siriano una giustificazione legittima, legale e morale per liberare tutti i territori dalle organizzazioni terroristiche.

Finché ciò non avverrà, Aleppo ovest e Idlib est rimarranno campi di battaglia attivi. Tuttavia, secondo fonti informate, è improbabile che i militanti rimangano a lungo in posizione di vantaggio, e questo per diverse ragioni fondamentali.

La prima è l'imminente arrivo nell'area di ingenti rinforzi militari siriani, che non permetteranno ad Aleppo di cadere nelle mani di estremisti sostenuti dall'estero.

In secondo luogo, questi gruppi militanti sostenuti dagli Stati Uniti e dalla Turchia hanno meno probabilità di raggiungere i loro obiettivi oggi rispetto ai primi anni della guerra, a causa dei cambiamenti politici ed economici in Europa, che teme la ripresa del conflitto siriano e un'altra ondata di rifugiati ai suoi confini.

In terzo luogo, Damasco è tornata all'ovile arabo, è rientrata nella Lega Araba ed è stata accolta da diversi Stati del Golfo Persico. Queste capitali non sono più interessate, in questo momento, a sostenere gli Jihadisti, a rianimare la guerra o a destabilizzare il Libano e l'Iraq, vicini e connessi alla Siria. Né sono interessate ad aprire nuovamente l'arena militare siriana a consiglieri o a forze iraniane.

Haidar Mustafa

Fonte: thecradle.co
Link: https://thecradle.co/articles/a-surprise-assault-on-syria-but-can-it-last
30.11.2024
Scelto e tradotto da Markus per comedochisciotte.org


Haidar Mustafa è un giornalista siriano e conduttore televisivo di programmi politici. Ha lavorato per diversi canali mediatici e istituzioni in Siria, Libano e Iraq. È anche autore del libro Eyewitness e si è laureato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Damasco.

Commenti (27)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 27 caricati
    1. Shax 3 dicembre 2024

      Imbarazzante la nostra carta stampata (da culo) e i giornalai a libro paga dei soliti noti nell'impossibile missione di dipingere i jihadisti come gentili e nemmeno contro lo svolgimento delle celebrazioni natalizie. Ci stanno vendendo i tagliagole come liberatori buoni, mentre attaccano i russi che hanno bombardato a tappeto su idlib e Aleppo. Islamisti jihadisti poi per modo di dire, visto che già giurano fedeltà ad israhell. Operazione anglosionista in piena regola, del resto come tutta la manfrina di al qaeda, al nusra e compagnia cantante.
      Il conflitto si sta espandendo, ormai nemmeno si nascondo più.
      O trump da una spallata a tutto questo e avvia un serio riavvicinamento alla Russia, o lo scontro sarà inevitabile.

    2. ric 3 dicembre 2024

      vedrai dive dara' la spallata Trumpetteeeee !

    3. Giudice Holden 3 dicembre 2024

      Per le nostre puttane mediatiche, gli islamici sono buoni o cattivi a giorni alterni. Dipende solo da chi colpiscono. Quando si fanno macellare come pecore ubbidendo agli ordini dei servizi occidentali, sono angeli liberatori. Quando lanciano missili sui sionisti, allora sono demoni.

    1. Dante Bertello 2 dicembre 2024

      Sono i colpi di coda di chi sa che sta per perdere, così come è successo con l'attacco a Kursk.
      Sono la BlackRock e le altre multinazionali anglo-americane, che non vogliono perdere i miliardi di dollari con i quali hanno finanziato la guerra in Ucraina.
      Cercano di avere qualcosa da mettere sul piatto della bilancia, quando dovranno far firmare a Zelensky la resa.
      Mi auguro che Putin non lasci alla su citata BlackRock, le terre che questa ha dichiarato di essere già sue, non volendo che vi vengano seppelliti i resti dei giovani ucraini, che hanno perso la vita per gli interessi americani.

    1. ws 2 dicembre 2024

      a causa dei cambiamenti politici ed economici in Europa, che teme la ripresa del conflitto siriano e un’altra ondata di rifugiati ai suoi confini.

      Ahahah
      l€uropa qualunque ordine riceverà dal padrone lo eseguirà e basta.
      L' €uropa non è un "soggetto" , è un OGGETTO.

    2. ric 2 dicembre 2024

      infatti gia' si sapeva da anni...

    1. ws 2 dicembre 2024

      Durerà il tempo necessario alla aviazione russa per liquidare tutti i tagliagole "islamisti" fatti arrivare li da ogni parte del mondo.
      Già ne erano stati liquidati lì 100000 ma evidentemente "la mamma degli islamisti è sempre incinta"

    2. ric 2 dicembre 2024

      gli islamici centrano nulla...

      quelli che attaccano dal interno la Sira ed il Libano sono mercenari barbuti al sevizio della CIA su ordine dei nasuti.

      La religione viene evidenziata fortemente dall' occidente per confondere le idee al mondo intero.

    3. ws 2 dicembre 2024

      allora spiegami perche' nella "Legione" sono tutti islamici.

    4. ric 2 dicembre 2024

      legione ? quale ?

    5. ws 3 dicembre 2024

      la banda terrorista islamica armata dagli U$A , pagata dagli emiri e coordinata da israele e turchia che occupa il nord della siria ,
      Cioè in sintesi:
      la "legione islamista" di U$rael.

    6. ric 4 dicembre 2024

      vedi...li si identifica tutti con sigle poco chiare...Hamas , al Qaeda ,, Islamici , Jidaisti, terroristi ecc.. tanto per dare una connotazione poco chiara...
      esattamente come facciamo noi a chiamare ; contestatori , antagonisti , chiunque manifesti opposizione ai governi...

    1. Dario Lampa 2 dicembre 2024

      Mettetevi l:animo in pace, la terza guerra mondiale è già iniziata, e da qualche anno!
      Ora si intensifica sempre di più come accadde nella prima e nella seconda [mondiale]. Ma la storia non insegna niente?
      Torniamo ad oggi; Gli stati Uniti, nel loro inutile affanno di non perdere l’egemonia e contrastare l’ascesa del mondo multipolare, si stanno orientando verso una fase di guerre calde contro la Russia, la Cina e l’Iran in tutte le aree del mondo.
      Indipendentemente dal cambio di amministrazione a Washington, tra Biden e Trump, questa è la politica del gruppo di potere neocon che trasversalmente domina entrambi gli schieramenti democratico e repubblicano. Si è proprio così: Rep o Dem, mutatis mutandis, sono la stessa identica cosa. Così come da noi i governi destrorsi e sinistrorsi.
      Qui di, se non vogliamo che i nostri figli e nipoti muoiano sui campi di battaglia per la criminale follia della casta al potere dobbiamo mobilitarci contro la guerra e per sillogismo abbattere la sua "genesi": il sistema liberal-capitalista.

    2. Ciaparat 2 dicembre 2024

      a me sta bene tutti, figurati, l'analisi è un po' sempliciotta ma va beh...
      ma che cosa c'entra il "sistema liberal-capitalista" che metti dentro a tutti gli interventi? E che cos'è, esattamente, questo "sistema"?
      Quando vado al mercato e compero patate (da un commerciante PRIVATO che lo fa per GUADAGNARE, nota bene - non in un'impresa di stato gestita dalla "collettività" come piacerebbe a te), questo è "sistema liberal-capitalista"? Perché se è così a me va benissimo.
      Lo chiedo davvero, spiegami/spiegatemi.

    3. ric 3 dicembre 2024

      il sistema libero-capitalista ha nulla a che vedere con il contadino e le patate del mercato . ma ha tutto a che vedere con le grandi imprese senza nome che riempiono i supermercati apolidi di patate provenienti dai paesi che hanno ceduto al prezzo dimezzato , me nei supermercati il prezzo e quadruplicato.al vertice di ogni scelta politica il liberismo ha sempre la prima fila.

      il sistema liberal capitalista ha nulla da spartire con le necessita' sociali che devono essere stabilite a priori con la collaborazione, ma fa dell egoismo fine a se stesso il suo credo. Ti basti come esempio ultimo la Piaggio che cessa la produzione in itaglia per delocalizzare in india dove la sicurezza sul lavoro, le paghe , e le garanzie sanitarie sono dei tabu' perseguiti per legge.
      il LAMPADARIO ha perfettamente detto la verita'.

    4. Ciaparat 4 dicembre 2024

      Pss... hai appena scritto che tu avresti tolto il pane di bocca agli operai indiani, te ne sei accorto?
      Comunque ok, ho capito, grazie.
      Adesso vorrei sapere fino a che punto il produttore di patate è un onesto contadino e quando diventa un latifondista. E quando chi vende patate diventa un bieco monopolista.
      Anche perché io compero mutande, calze, camicie; auto, lavatrici, lampadine; telefono e computer; ecc. ecc. da venditori privati che comperano da produttori privati...

    5. ric 4 dicembre 2024

      te lo spiego subito : il contadino produttore e venditore di patate limitato al suo appezzamento di terra oltre che a mantenere se stesso svolge una funzione sociale ,.quando diventa latifondista lo diventa perche' ha fatto tabula rasa del circondario , ha tolto ad altri la possibilita' di vivere per un puro egoismo .
      Ma scusa , sai benissimo che una volta c'erano in italia , almeno un milione di negozietti , che fornivano le merci necessarie al popolino , su questi negozietti viveva una famiglia , e "piu' o meno " pagavano le tasse che si riversavano sulla comunita' itera. Ora non deve sfuggirti che a qualcuno , tempo fa' venne in mente di appropriarsi di tutti i guadagni dei negozietti , inventando il supermercato.

      per le conseguenze arrivaci da solo.

    6. Ciaparat 4 dicembre 2024

      Va bene.
      Io resto con il sospetto che con il "controllo sociale" o "della collettività" (cioè dello stato, cioè dei burocrati) avresti PIU' supermercati (magari vuoti) e MENO negozietti.
      La storia del socialismo qualcosa insegna...

    7. Nonso 4 dicembre 2024

      L'utilizzo finale del plurale mi suggerisce che tu sia aperto a spiegazioni da chiunque.
      Eccone un'altra:
      parlare di liberismo con chi è intellettualmente disonesto può essere fuorviante, per questo mi trovo ad appuntare che l'ordoliberismo prevede la manina corrotta dello Stato.
      Il capitalismo è Satana, il mercato è l'inferno.
      Le frange ideologiche al cospetto del Male sono tante e sono sempre facili da difendere per chi è abituato alla pratica perché le fanno a forma di doppio gluteo.

      Prendilo come uno spunto per poi arrangiarti da solo.

    8. ric 4 dicembre 2024

      il socialismo non ha storia.. un secolo e' una inezia al confronto di individualismi di cui abbiamo memoria delle loro nefandezze.

      E' solo un embrione di una societa' piu' giusta. Tutto e' perfettibile , tranne una societa' liberalista individualista ......

    9. Ciaparat 5 dicembre 2024

      Se il mercato è l'inferno mi aspetto che tu ottenga ciò di cui hai bisogno nella vita di tutti i giorni in uno dei seguenti modi:

      1. ti produca tutto da solo, dalle patate al cellulare;
      2. lo rubi.

      Se aspetti che te lo dia lo stato (tuo unico Dio, e che tu scrivi maiuscolo), è una variante della soluzione 2: aspetti cioè che lo stato lo rubi al posto tuo.
      Non ci sono altre soluzioni logiche.

    10. ric 5 dicembre 2024

      se non trovi altre soluzioni logiche al problema della coesistenza sociale ti paragoni alle pecore nel recinto alto 50 cm , dove si rassegano a non poter scappare. a tutto c' una soluzione , tranne che alla morte.

    11. Nonso 5 dicembre 2024

      Certo che lo scrivo con la S maiuscola, come anche Ciaparat, ma che c'entra?

      Il Mercato attuale è l'Inferno, in quanto basato sulle regole di Satana che (sotto le spoglie dell'Ordoliberismo o di qualsiasi altro precetto) è complessivamente il Cap(r)italismo (da "capro espiatorio", perché poi il problema, in un senso più essenziale, è solo la patetica e pericolosa presunzione di superiorità, riflesso del debole e dell'insicuro).

    12. Ciaparat 5 dicembre 2024

      Ma qualcuno che risponda nel merito in modo logico, mai??

    1. mago 2 dicembre 2024

      se gli usa hanno attaccato gli sciiti come leggo ora che andavano in soccorso di Damasco non sarebbe più una guerra per procura ma di cui ora abbiamo la paternità salvo che non sono i sionisti in prima linea.fa parte del grande risiko per chiudere i conti con la Russia Iran ed associati,da condannare il silenzio del mondo arabo che non ha capito che pezzo per pezzo alla volta il grande Israele da pura utopia si sta trasformando in realtà’.

    2. ric 2 dicembre 2024

      ieretz israel

      tutto e' gia' scritto....
      -------------------------------------------------------------------------

      https://www.globalsecurity.org/military/world/israel/greater-israel-maps.htm

    3. Metis 2 dicembre 2024

      Però, mica fesso Psycho yahve. Ai rutti naziebrei ha lasciato una terra promessa piena zeppa di pozzi petroliferi e giacimenti di gas come quelli di Gaza, mi sa che lo psicopatico dio non è ecologista.

Visualizzati 27 di 27 commenti approvati.