Si riporta l'articolo ripreso da Archeo Reporter su una curiosa ed importante scoperta archeologica a Roma, come sempre accade quando si iniziano dei lavori di scavo, in questo caso per le opere da realizzare in occasione del Giubileo, è emersa una fullonica del II secolo d.C., con mosaici e reperti vari, aprendo una nuova conoscenza sulla storia antica della capitale.
Scoperte archeologiche a Roma per il Giubileo. Le vasche, una dietro all’altra, indicano che la Roma imperiale aveva bisogno di pulire, lavare i panni sporchi. E di farlo in un modo che ora definiremmo da “lavanderia industriale”: quella trovata negli scavi archeologici di emergenza in Piazza Pia, all’ombra di Castel Sant’Angelo, è infatti una grande fullonica.
Chi ha visitato Pompei – l’officina dei fullones è una costante delle città romane. In una città di provincia come quella vesuviana le dimensioni erano ovviamente più contenute. Qui invece siamo al cospetto con un’attività imprenditoriale di alto livello nella Roma antica: i fullones si occupavano di lavare le vesti, smacchiarle, ma anche di prepararle. Le toghe romane erano indumenti importanti, non semplici da gestire, con un’enorme quantità di stoffa. Insomma, i fullones, con i loro collegi, diremmo “corporazioni”, erano figure necessarie e anche importanti in tutto il territorio dell’impero, e le testimonianze archeologiche sono numerose. Qui la fullonica appare con le sue caratteristiche: le vasche e i contenitori – vasi interrati – dove si lavava e risciacquava. Grande era l’utilizzo di sostanze con ammoniaca, l’urina soprattutto, che era un bene non sprecato nella Roma antica.
In realtà anche questo è un sito pluristratificato come sempre nell’archeologia urbana, a Roma poi non ne parliamo: fino alla prima età imperiale era un edificio ad uso abitativo, come provano anche i mosaici – tessere di palombino – con cornice a tessere nere.
Nel cantiere cantiere della nuova piazza Pia c’erano tutti: Ministro della Cultura, Sangiuliano; il Sindaco di Roma Capitale, Gualtieri; Mons. Rino Fisichella; la Soprintendente Daniela Porro; l’amministratore delegato di Anas, Aldo Isi. Si tratta di un esempio non da poco di archeologia di emergenza, con impegno archeologico, infrastrutturale – stanno costruendo un sottopasso per il giubileo – che ovviamente ha intercettato reperti importanti, cosa che data la zona non può serto essere una sorpresa, e infatti nessuno ha nulla da dire su questo.
Il ministro ricorda che “È fondamentale salvaguardare la nostra storia e trovare con ragionevolezza e buon senso un punto di equilibrio tra le esigenze di tutela e l’esigenza di modernizzazione del tessuto urbano”. Dichiarazione di buon senso naturalmente, che significherà, in poche parole, spostare i reperti, salvaguardarli il meglio possibile, forse a Castel Sant’Angelo, e farlo in tempi utili. Nessuno vuole buttare fuori Roma dal XXI secolo, ma nessuno vuole più annullarne e non valorizzarne il passato. Una bella spesa e un bel grattacapo per Soprintendenza e anche ANAS, naturalmente.
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Scavi archeologici in Piazza Pia a Roma per i lavori del Giubileo: un dettaglio della fullonica (foto ANAS) Archeologia di emergenza per il Giubileo[/caption]
Il progetto di riqualificazione e pedonalizzazione di piazza Pia, è finanziato da quasi 80 milioni di euro del Giubileo. La creazione di questa nuova grande piazza pedonale unirà di fatto l’area di Castel Sant’Angelo a via della Conciliazione e quindi alla Basilica di San Pietro, garantendo contemporaneamente ai pedoni di non rischiare la pelle, e agli automobilisti di tirare meno accidenti ai gruppi di turisti.
Le nuove indagini archeologiche, scrive in ministero, hanno portato in particolare “al racconto di paesaggi urbani e brani di storia della Capitale finora sconosciuti. L’area era occupata in antico da alcune importanti residenze imperiali suburbane (horti Agrippinæ, horti Domitiæ), che lambivano la riva destra del Tevere, affacciandosi sul fiume in modo scenografico con portici, passeggiate e giardini”.
BrunoWald 19 giugno 2024
Non seguo molto la vicenda ma mi sembra che riguardo ai lavori per il giubileo si parli di una spesa di 3 miliardi di euro.
Chi paga? Il governo? Il comune di Roma?
Trattandosi di una questione che riguarda unicamente la Chiesa, perché non se lo finanziano loro, visto che possiedono capitali immensi e, tra l'altro, mezza Roma è di loro proprietà dal punto di vista immobiliare?
Visto che ciò è ovviamente utopistico, potrebbero chiedere ai fedeli di pagarsi l'indulgenza come ai tempi di Lutero: con mille euro ti abbonano un anno di purgatorio, con un milione indulgenza plenaria, vai direttamente in Paradiso!!!
PS: a proposito, coloro che amano discutere di sovranità/sovranismo dovrebbero tener conto del fatto che a fine guerra l'occupante installò in Italia tre guardiani dell'ordine atlantico: il Vaticano, la massoneria e la mafia. Hai voglia a "liberarsi dalle tutele"...
Astronauta 20 giugno 2024
Il vaticano e l aventino c erano prima dell occupante.
Di fatto a Roma ci sono due extraterritorialita’.
Per agevolare la “repubblica” quella messa si dall occupante.
BrunoWald 20 giugno 2024
Hai ragione, ho sbagliato io ad usare il termine "installò":
il Vaticano c'era già da quasi duemila anni, ma l'occupante gli ha ridato un potere immenso sull'Italia, che aveva perduto, proprio perché complice del dominio americano e funzionale ad esso.
Pochi sanno che l'organizzazione della Chiesa cattolica, beneficiata dal Concordato sottoscritto dall'incauto Mussolini, era passata dalla parte dei nemici dell'Italia ben prima del 25 luglio 1943, ed infatti svolgevano spionaggio in favore degli alleati: spionaggio diretto da quel Gianbattista Montini che poi sarebbe diventato Paolo VI.
Mafia e massoneria erano state entrambe costrette a mettersi in sonno dal fascismo: con la "Liberazione" tornarono in auge come non mai.