Ucraina: equivoci, malintesi e incomprensioni

Di Thierry Meyssan, voltairenet.org

Ucraina: equivoci, malintesi e incomprensioni
Combattenti del battaglione Azov
All’origine della guerra in Ucraina ci sono innanzitutto l’ignoranza degli Occidentali di quanto stava accadendo in quel Paese, poi una serie di equivoci e malintesi. Gli Occidentali, concentrati su loro stessi e incapaci d’immedesimarsi nella mentalità della controparte, perseverano a commettere errori. Alla fine, quando le operazioni militari cesseranno e i russi avranno raggiunto i loro obiettivi, enunciati pubblicamente sin dal primo giorno, potranno persino convincersi di avere vinto. In fin dei conti quel che importa agli Occidentali non è salvare vite umane, ma potersi convincere di stare dalla parte giusta della Storia
La guerra in Ucraina è interpretata in modo molto diverso dagli Occidentali e dai russi. La comprensione delle parole e dei fatti è in entrambi condizionata dalle precedenti esperienze: di fronte agli stessi accadimenti gli uni e gli altri reagiscono in modo diverso e cercano conferme diverse. I due schieramenti non percepiscono allo stesso modo la medesima realtà. Ne nasce una serie di equivoci e fraintendimenti che alimenta un’incomprensione tale da propiziare accidentalmente un conflitto più grave.
Secondo i servizi di comunicazione britannici, questi tatuaggi hanno valore puramente decorativo.


I BANDERISTI

I due campi, che si batterono fianco a fianco contro il nazismo, non vissero quel periodo allo stesso modo, per cui ne hanno sedimentato ricordi diversi.

La stampa russa mette sullo stesso piano banderisti e nazisti. Vuole risvegliare il ricordo della Grande Guerra Patriottica (per gli Occidentali: la seconda guerra mondiale). Quando, a giugno 1941, la Germania attaccò la Russia, questa era impreparata e subì un tremendo contraccolpo. Stalin riuscì a unire i russi alleandosi alla chiesa ortodossa, fino a quel momento combattuta, e liberando gli oppositori politici condannati al Gulag. Rievocare oggi questo periodo storico significa assumere l’impegno di riconoscere a ciascuno il proprio ruolo, a condizione che difenda la nazione.

I russi considerano i banderisti/nazisti odierni pericoli esiziali. A ragione, perché i nazionalisti ucraini si ritengono «nati per sradicare i moscoviti».

Di conseguenza, gli attacchi occidentali alla persona di Vladimir Putin non colpiscono l’obiettivo e sono inefficaci. Putin non è più nel mirino degli oppositori russi. Che lo apprezzino o lo combattano, per i russi Putin è il loro capo, come lo fu Stalin dal giugno 1941.

Anche la stampa occidentale mette banderisti e nazisti sullo stesso piano, ma solo per poter più facilmente relativizzarne la rilevanza. Nel ricordo dei popoli dell’Europa occidentale, il nazismo minacciava solo le minoranze. Inizialmente malati mentali e vecchi incurabili, poi ebrei e zingari furono divisi dal resto della popolazione per poi sparire. Gli slavi ricordano invece eserciti che avanzavano radendo al suolo, uno dopo l’altro, ogni villaggio conquistato. Nessuno sopravviveva. Non soltanto il nazismo incute meno paura agli europei, ma gli anglosassoni sopprimono addirittura i simboli che potrebbero rinfocolarne il ricordo. Per esempio, a fine maggio i consulenti in comunicazione britannici hanno modificato lo stemma del reggimento Azov, rimpiazzando l’uncino del lupo (Wolfsangel), associato alla divisione SS Das Reich, con tre spade disposte in tridente, che evocano la Repubblica Nazionale Ucraina (1917-1920): hanno fatto sparire un’insegna nazista sostituendola con un’insegna antibolscevica. Infatti, l’immaginario europeo occidentale equipara Unione Sovietica e Russia, ignorando che la maggior parte dei dirigenti sovietici non era russa.

I consulenti in comunicazione britannici assicurano che i banderisti/nazisti ucraini sono paragonabili agli odierni nazisti occidentali: gruppuscoli marginali di arrabbiati. Non ne negano l’esistenza, ma vogliono far credere che siano irrilevanti. Così fanno sparire sia le tracce della loro attività parlamentare e governativa, cominciata nel 1991, sia le immagini dei monumenti a loro dedicati, sorti un po’ ovunque nel Paese.

Dal 1991 al 2014 i giornali di tutto il mondo hanno ignorato la lenta ricostituzione in Ucraina dei banderisti. Tuttavia, a febbraio 2014, quando fu rovesciato il presidente eletto Viktor Yanukovich, tutti i giornalisti che seguivano la “Rivoluzione della Dignità” si dissero colpiti dal ruolo centrale avuto dalle milizie di estrema destra nelle manifestazioni. I media di tutto il mondo hanno diffuso reportage su questi strani “nazionalisti” che esibivano croci uncinate. Ma un mese dopo, quando la Crimea, rifiutandosi di accettare l’ingresso al potere di questi estremisti, ha proclamato la propria indipendenza, le inchieste della stampa occidentale sono bruscamente cessate: continuare a rendere conto della deriva dell’Ucraina avrebbe significato dare ragione alla Federazione di Russia, che aveva accettato l’adesione della Crimea. Da quel momento, e per otto anni, nessun media occidentale ha fatto inchieste, per esempio, sulle accuse di rapimento e tortura su larga scala che hanno investito il Paese. Poiché in questi anni hanno deliberatamente ignorato i banderisti, ora non sono in grado di valutarne l’attuale ruolo politico e militare.

Insistono a tenere chiusi gli occhi anche davanti all’involuzione del potere ucraino durante la guerra. La stampa occidentale ignora tutto della dittatura instaurata: della confisca da parte dello Stato di tutti i media, dell’arresto di personalità dell’opposizione, del sequestro dei beni delle persone che rievocano i crimini storici dei banderisti e dei nazisti, e così via. Per contro, la stampa russa segue minuziosamente l’improvviso mutamento ed è costernata di aver chiuso gli occhi per tanti anni.

Noi, sebbene con ritardo, abbiamo scritto la storia dei banderisti; un tema cui non è stato dedicato alcun saggio, segno che da questo punto di vista l’Ucraina appassiona nessuno. Le nostre analisi, tradotte in una decina di lingue, alla lunga hanno fatto breccia in molti responsabili militari e diplomatici occidentali. I quali hanno cominciato a premere sui propri governi per far cessare il sostegno a questi nemici dell’umanità.

Per poter invadere l’Iraq, gli Stati Uniti hanno mentito spudoratamente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Non se ne sono mai scusati.


LA CREDIBILITÀ DEI DIRIGENTI OCCIDENTALI E DEI DIRIGENTI RUSSI

Ci sono due diversi modi di misurare la credibilità di un dirigente: o se ne valutano le buone intenzioni, o si giudica il bilancio delle sue azioni. Gli europei occidentali, che si sono messi sotto la protezione degli Stati Uniti, sono convinti di non essere più protagonisti della Storia, ma di subirla. Perciò, diversamente dal secolo scorso, non hanno più bisogno di personalità politiche. Di fatto, eleggono solo gestori che si presentano pieni di buone intenzioni. I russi invece, dopo il crollo del Paese durante gli anni di Eltsin, hanno voluto riconquistare l’indipendenza e rompere con il liberalismo statunitense, nel quale per un decennio avevano creduto. Per questo motivo hanno eletto e rieletto Vladimir Putin, di cui hanno verificato l’efficienza. La Russia si è aperta all’estero, conquistando però l’autosufficienza in molti settori, compreso quello alimentare. Non considerano le sanzioni della Nato punizioni, ma, consapevoli che l’Alleanza Atlantica rappresenta solo il 12% della popolazione mondiale, una chiusura dell’Occidente al resto del mondo.

Indipendentemente dai regimi politici, i dirigenti civili che vogliono unire il più possibile la popolazione sanno che, per conservarne la fiducia, non possono mentire; al contrario, quelli al servizio di una minoranza che sfrutta la maggioranza sono costretti a mentire per non essere rovesciati. Peraltro, i dirigenti militari, che in tempo di pace tendono a scambiare i propri sogni per realtà, quindi a mentire, in tempo di guerra per vincere sono obbligati a rimanere il più possibile aderenti alla realtà.

Gli Occidentali sono stati segnati dall’impatto fortemente traumatizzante degli attentati dell’11 settembre 2001 e dalla sceneggiata del 5 febbraio 2003 del segretario di Stato statunitense, generale Colin Powell, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Gli attentati di New York li hanno sconvolti: prima hanno visto gente buttarsi dalle finestre, poi il crollo delle torri, e infine si sono resi conto dell’inattendibilità delle spiegazioni ufficiali. Hanno cominciato a essere diffidenti verso i politici che fingevano di credere a queste fanfaluche [1]. Poi, persuasi che un militare non potesse mentire su una minaccia alla sicurezza così grave, hanno creduto a quel che diceva un generale. Infine, si sono avviliti constatando che la messinscena era solo una scusa per rovesciare un governo che resisteva agli Stati Uniti e per impadronirsi delle sue risorse petrolifere e finanziarie. Il discorso del generale Powell [2] [nel quasi si attribuiva falsamente a Saddam il possesso di armi di distruzioni di massa, ndt] era stato scritto da politici: gli Straussiani dell’Office of Strategic Influence (OSI). Lo confessò più tardi lo stesso Powell, vergognandosene. Una fiducia mal riposta che è costata la vita a oltre un milione di persone [3]. Dal 2003 gli Occidentali non credono più alle promesse di chi li governa; un fenomeno un po’ meno evidente in Francia, che fu l’unico Paese a contraddire pubblicamente il generale Powell.

I russi invece distinguono tra politici che parlano per luoghi comuni da quelli che difendono l’interesse collettivo. Negli anni Duemila hanno dapprima creduto al discorso occidentale e sperato di poter godere della libertà e della prosperità. Ma hanno vissuto uno spaventoso crollo, assistendo impotenti al furto della ricchezza collettiva da parte di pochi delinquenti. Allora si sono affidati a persone con più solidi valori: concittadini che hanno a cuore l’interesse generale e formati dal KGB. Oggi vivono sperando di essere liberati da quanto resta di quel periodo di smarrimento: dagli oligarchi installati all’estero e da una certa borghesia mondialista di Mosca e San Pietroburgo. Giudicano ladri i primi e sono contenti che le loro ricchezze, per il Paese già perse, siano confiscate dagli Occidentali. Quanto ai secondi, sanno bene che esistono in Russia come in ogni altra parte del mondo globalizzato. Senza rammarico vedono alcuni andarsene dal Paese. I russi sanno che il presidente Putin e il suo gruppo di governo sono riusciti a risolvere il problema alimentare e a ridare lavoro; che hanno ricostituito le forze armate e li proteggono dal rifiorente nazismo. Ovviamente la Russia non è il Paese delle meraviglie, ma le cose sono molto migliorate da quando sono questi politici a governare.

I trenta capi di Stato e di governo della Nato che hanno la pretesa di decidere per l’intera umanità.


LA NATO È LA PIÙ GRANDE ALLEANZA MILITARE AL MONDO O UNA MINACCIA CONTRO LA RUSSIA?

Gli europei occidentali, nati e cresciuti in una regione sotto tutela degli USA, credevano che l’organizzazione unipolare del mondo sgorgasse naturalmente. Poiché da una sessantina d’anni non hanno guerre in casa propria (i francesi hanno dimenticato gli attentati di Parigi durante la guerra di Algeria), non capiscono perché il resto del mondo non voglia saperne della Pax americana.

I russi, dopo aver eletto Boris Eltsin e i suoi consulenti USA, subirono invece un brutale abbassamento di 20 anni della speranza di vita; ebbero due guerre in Cecenia, con annessi attentati islamisti, da Beslan a Mosca. I banderisti ucraini andarono a dar manforte agli jihadisti dell’Emirato Islamico di Ichkeria.

Poco importa agli europei occidentali che la Nato in Francia abbia tentato di eliminare Charles De Gaulle, in Italia abbia fatto assassinare Aldo Moro e in Grecia abbia organizzato il colpo di Stato dei colonnelli [4]. Sono vicende che conoscono solo gli specialisti e non trovano posto nei manuali scolastici. La Nato è la più grande alleanza militare della storia e le sue dimensioni garantiscono, in teoria, la vittoria.

Ma negli anni Novanta la Nato ha rifiutato l’adesione della Russia: si è data un nuovo assetto, non in quanto forza di stabilizzazione del continente, ma come organizzazione anti-Russia, anche a rischio di provocare una guerra in Europa. Gli Occidentali riscrivono la storia affermando di non aver mai preso l’impegno di non estendere l’Alleanza a oriente. Ma, al momento della riunificazione delle due Germanie, il presidente francese François Mitterrand e il cancelliere tedesco Helmut Kohl fecero inscrivere nel Trattato sullo Stato Finale della Germania (13 ottobre 1990) che le quattro potenze vincitrici del nazismo avrebbero concordato misure miranti a rafforzare la fiducia in materia di armamento e disarmo, per garantire la pace sul continente, conformemente ai principi stabiliti dall’Atto Finale di Helsinki (1° agosto 1975). Principi riaffermati nelle Dichiarazioni di Istanbul (Carta della Sicurezza Europea, 19 novembre 1990) e di Astana (2 dicembre 2010). Essi stabiliscono:
– il diritto di ogni Stato di concludere alleanze militari di propria scelta;
– come corollario del principio di cui sopra, il dovere di ogni Stato di non adottare misure di sicurezza che minaccino i vicini.

La Russia infatti non ha mai contestato l’adesione degli Stati dell’Europa Centrale e Orientale al Trattato del Nordatlantico, ma ha sempre denunciato l’insediamento di forze statunitensi sul loro territorio. In altri termini, la Russia non contesta l’esistenza della Nato, ma il suo funzionamento all’interno del Comando Integrato. È bene essere precisi: la Russia non si oppone a che Ucraina, Finlandia e Svezia si alleino agli Stati Uniti e siano protetti dall’art. 5 dell’Alleanza Atlantica; non accetta però che l’adesione implichi l’insediamento di truppe e di armi Usa sul loro territorio.

Per la Russia il punto non è prevenire tiri di missili dalla frontiera terrestre, dal momento che sottomarini potrebbero comunque avvicinarsi alla sua frontiera marittima. La preoccupazione di Mosca è altra. A differenza della maggior parte degli Stati, la Federazione di Russia ha una popolazione ridotta rispetto all’estensione. Quindi non può difendere i propri confini. Con l’invasione di Napoleone del 1812 ha imparato a proteggersi facendo conto sull’immensità del territorio: tagliare all’invasore le linee di approvvigionamento e lasciarlo morire di freddo quando arriva l’inverno. È la “strategia della terra bruciata”, che indusse a evacuare Mosca trasferendo la popolazione a oriente. Questa strategia richiede però che l’invasore non possa contare su retro-basi in un Paese vicino.

Una strategia anch’essa fonte di equivoci. La Russia non vuole estendere la propria influenza in Europa, come aveva fatto l’Unione Sovietica di Leonid Breznev. Non nutre nemmeno mire imperialiste, come la Russia zarista. Vuole solo che nessun grande esercito s’insedi in prossimità. Un atteggiamento che i cremlinologi meglio informati definiscono, a torto, «paranoico», ma che invece è frutto di attenta riflessione.

Smentendo i proseliti dello “scontro di civiltà”, i soldati ceceni hanno annientato i nazisti ucraini al grido «Allah Akbar!»


L’ARTE OPERATIVA

I film hollywoodiani mettono in scena atti eroici di pochi uomini che rovesciano le sorti di una battaglia, i film di guerra russi invece parlano di eroi che si sacrificano per rallentare l’avanzata del nemico e permettere alla popolazione di ripiegare. I russi non provano vergogna a ritirarsi, se questo serve a evitare un bagno di sangue.

Una diversità che ha portato i militari slavi a concepire l’“arte operativa”, a metà strada fra strategia e tattica: non è lo studio di come dispiegare eserciti, né di come condurre una battaglia, ma di quanto potrebbe essere fatto per rallentare l’esercito nemico e prevenire lo scontro. Anche gli eserciti occidentali hanno cercato di escogitare un’“arte operativa”, ma non ci sono riusciti perché non ne hanno alcun bisogno.

Sul piano militare la guerra in Ucraina può essere così riassunta: l’obiettivo, stabilito pubblicamente dal presidente Putin, era «disarmare e denazificare» l’Ucraina. Il piano messo in atto dallo stato-maggiore è inizialmente consistito nel seminare confusione fra gli avversari, poi, dopo aver disorganizzato l’esercito ucraino, nel raggiungere l’obiettivo.

Lo stato-maggiore russo ha attaccato da tutte le frontiere possibili; da Rostov, dalla Crimea, da Belgorod, da Kursk e dalla Bielorussia. In questo modo le forze armate ucraine non sapevano dove concentrare gli sforzi. In un apparente disordine, i russi hanno distrutto le difese aeree ucraine e sono piombate sulla centrale nucleare di Zaporijjia, da cui hanno recuperato le riserve illegali di uranio e di plutonio, nonché su diversi laboratori militari, dove hanno distrutto contenitori di virus e altre armi biologiche [5]. Quando gli Occidentali hanno deciso d’inviare armi al fronte, i russi hanno distrutto le ferrovie. Poi hanno combattuto il reggimento banderista Azov nel feudo di Mariupol. Ora ripuliscono le parti degli oblast di Donetsk e Lugansk occupate dagli ucraini.

Frattanto gli Occidentali hanno creduto che i russi volessero prendere Kiev e arrestare il presidente Volodymyr Zelensky, che mai sono stati loro obiettivi; infine che volessero occupare l’intero Paese, cosa non volevano assolutamente fare. Gli Stati Uniti hanno preso un abbaglio con la Blitzkrieg: credevano di dover evitare la caduta rapida del regime, mentre avrebbero dovuto difendere le riserve di Zaporijjia. Poi hanno creduto di dover proteggere Odessa e Leopoli, invece era Mariupol cui i russi puntavano. L’“arte operativa” dei russi si è dispiegata per raggiungere gli obiettivi annunciati in tempi record; nel frattempo gli Occidentali si rallegravano per aver impedito il raggiungimento di obiettivi immaginari.

Gli Occidentali sono in generale talmente egocentrici da non sapersi di calare nella mente degli avversari. Il Pentagono ha ancor più facilmente sbagliato in quanto la maggior parte degli ufficiali ignorava le attività degli Straussiani: l’organizzazione dei banderisti, i loro collegamenti con elementi di estrema destra di numerosi eserciti occidentali (l’Ordine segreto Centuria [6]) e i loro programmi di armamenti segreti [7].

Di Thierry Meyssan, voltairenet.org

Traduzione
Rachele Marmetti

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Questo articolo è il seguito di:
1. «La Russia vuole costringere gli USA a rispettare la Carta delle Nazioni Unite», 4 gennaio 2022.
2. «In Kazakistan Washington porta avanti il piano della RAND, poi toccherà alla Transnistria», 11 gennaio 2022.
3. «Washington rifiuta di ascoltare Russia e Cina», 18 gennaio 2022.
4. «Washington e Londra colpite da sordità», 1° febbraio 2022.
5. “Washington e Londra tentano di preservare il dominio sull’Europa”, 8 febbraio 2022.
6. “Due interpretazioni della vicenda ucraina”, 15 febbraio 2022.
7. “Washington suona la tromba di guerra, ma gli alleati desistono”, 23 febbraio 2022.
8. “È agli Straussiani che la Russia ha dichiarato guerra”, 7 marzo 2022.
9. «Una banda di drogati e neonazisti», 7 marzo 2022.
10. “Israele sbalordito dai neonazisti ucraini”, 8 marzo 2022.
11. «Ucraina: la grande manipolazione», 22 marzo 2022.
12. «Con il pretesto della guerra si prepara il Nuovo Ordine Mondiale», 29 marzo 2022
13. «La propaganda di guerra cambia forma», 5 aprile 2022.
14. «L’alleanza di CIA, MI6 e banderisti», 12 aprile 2022.
15. «La fine del dominio occidentale», 19 aprile 2022.
16. «Ucraina: la seconda guerra mondiale non è finita», 26 aprile 2022.
17. «Con la guerra in Ucraina Washington spera di riaffermare la propria superpotenza», 3 maggio 2022.
18. «Il Canada e i banderisti», 10 maggio 2022.
19. «Si prepara una nuova guerra per il dopo-disfatta contro la Russia», 24 maggio 2022.
20. «I programmi militari segreti ucraini», 31 maggio 2022.

NOTE

[1] L’autore di questo articolo, Thierry Meyssan, ha pubblicato L’incredibile menzogna, il libro che rivelò le menzogne dell’11 Settembre [NdlR].
[2] “Colin Powell Speech at the UN Security Council”, by Colin L. Powell, Voltaire Network.
[3] « Plus d’un million d’Irakiens tués sous l’occupation US », par Dahr Jamail, Michael Schwartz, Joshua Holland, Luke Baker, Maki al-Nazzal, Réseau Voltaire, 9 février 2010.
[4] La storia come mai vi è stata raccontata. Gli eserciti segreti della Nato, Daniele Ganser, Fazi editore, 2018.
[5] “I programmi militari segreti ucraini”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 31 maggio 2022.
[6] “L’alleanza di CIA, MI6 e banderisti”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 12 aprile 2022.
[7] Ibid. “I programmi militari segreti ucraini

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link fonte: https://www.voltairenet.org/article217177.html

07.06.2022

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (27)

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Mostra commenti 27 caricati
    1. Divoll 22 giugno 2022

      Meyssan stranamente sembra aver dimenticato o sottovalutato il ruolo dei media e il loro continuo spargimento di menzogne e il capovolgimento dei fatti. Come per esempio attribuire ai russi quegli eccidi che compiono invece gli ucraini e il continuare a tacere sugli 8 anni di guerra fatta da Kiev contro il sudest russofono del paese. Se ne parlassero, infatti, la gente in occidente vedrebbe le cose in modo ben diverso e capirebbe sia perche' la Crimea voto' per il ritorno alla Russia, sia perche' oggi il Donbass, Mariupol, Harkov, Odessa, vengono riprese una a una dai russi. Le loro popolazioni, ben lungi dal "resistere" (come scrivono i nostri quotidiani), chiamano l'arrivo delle truppe russe "liberazione".

    1. absitiniuriaverbis 21 giugno 2022

      Ci voleva e ben fatto! Un articolo che spiega le differenze (e non poche) nell'interpretazione dei fatti, degli stessi fatti. Differenze che indicano non solo culture differenti ma anche storie altrettanto differenti, vissuti individuali differenti.
      Pensare quanto sarebbe proficuo mettere a buon uso queste differenze (ed altre reperibili in Asia) per modellare un futuro migliore mi fa rammaricare ulteriormente dello stato attuale degli umani.

      Vi racconto di quando ero in Olanda, anni orsono agli albori dei telefonini, e di come a cena, i genitori fossero seriamente irritati nei confronti del figliolo. Il figliolo aveva un tetto alla spesa mensile frutto dell'uso del telefonino e la spesa era ststa superata. Quindi l'irritazione dei genitori.
      La sera stessa volo in Brasile e, per pura coincidenza, la sera successiva sono a cena presso una famiglia brasiliana di origini olandesi con esattamente lo stesso problema, del quale ridevano apertamente con il figlio!
      Differenze, appunto.

      Ho letto avidamente i commenti e mi compiaccio di avere la fortuna di essere tra di voi.
      Grazie.

    1. danone 21 giugno 2022

      Meyssan secondo me è troppo concentrato sul dato particolare e gli sfugge, come a quasi tutti gli analisti che leggiamo, la visione d'insieme degli eventi, anche nelle tempistiche, e mi continuo a chiedere il perchè di questa lacuna, non essendo poi così complicato il dato di realtà che faccio notare da tempo.
      L'occidente ha vissuto la pandemia, come narrazione, più pesantemente del resto del mondo, una pandemia finta ovviamente, ma per i più, facciamo l'80% della gente, vera, quindi il dato di realtà per noi è che le nostre leadership ci hanno mentito, per tutti gli altri l'evento pandemico è passato veramente ed ha lasciato conseguenze serie.
      Appena passata la devastante pandemia, che ha fatto danni enormi reali alle nostre economie, e che ha messo in evidenza forti criticità su tanti aspetti del nostro sistema di governance, su cui bisognerebbe dedicare tempo ed attenzioni, da parte delle nostre autorità preposte, per cercare dei rimedi validi, ecco che scoppia il conflitto in Ucraina, ma non per sfiga tipo c'è la siccità, ha tirato il terremoto, oddio le inondazioni, no no anzi, è stato provocato intenzionalmente e sollecitato in modo sfacciato dai nostri stessi leaders, da almeno 8 anni a questa parte, con evidentissime provocazioni negli ultimi mesi, stile bullizzazione della Russia , negando perfino i sui stessi interessi vitali legittimi, palesi e dichiarati, gli stessi eccellentissimi leaders di noi occidentali, che fino al giorno prima si prodigavano per salvare più vite possibili nel mondo.
      Bene, fino a qui abbastanza ovvio.
      Ma l'altro giorno al World Economic multi-lateral forum di S.Pietroburgo, ecco Putin che esce e presenta ufficialmente il mondo multi-polare, e accusa esplicitamente le elites occidentali di delinquenza manifesta, e che avranno i mesi contati.
      Tutto questo non vi sembra un teatrino messo su per noi?
      No? il fatto che abbiano presentato ufficialmente un modello alternativo a quello dell'egemonia occidentale proprio ora, dopo che per due anni i nostri leaders si sono scavati la fossa da soli con la pandemia, le sanzioni ed il continuo perorare soluzioni demenziali e contro-producenti nei fatti, non solo nelle opinioni (e speriamo che non l'abbiano scavata anche a noi popoli europei la fossa), non vi risulta come dire abbastanza costruito il tutto?
      Solo a me fa questa sensazione?

    2. ducadiGrumello 21 giugno 2022

      difficile da dire Dan, è un puzzle così complicato e con un tale numero di pezzi che per noi, pur pesantemente coinvolti dal punto di vista delle conseguenze sulle nostre vite ma totalmente esclusi dal processo decisionale e dalle logiche retrostanti, avere delle certezze è praticamente impossibile. Io fondamentalmente sposo la tua ipotesi, e dal punto di vista pratico applico questa filosofia cercando da anni di lavorare prevalentemente su me stesso, che resta a mio parere la cosa più importante, e poi di relazionarmi in piccolo con ciò che mi circonda, in quell'ottica di prossimità di cui parla spesso R66 e che perlomeno mi dà l'illusione di vedere un effetto reale delle mie azioni

    3. R66 21 giugno 2022

      Una risposta ovvia è che tu, io e altri che commentano non ci mangiamo con i post, ne tremiamo di fronte all'eventualità di passare da scemi, chi invece in qualche maniera ci campa deve ponderare.
      Urlano "terra" solo quando è in vista, di più non osano, cannare probabilmente comporterebbe dei costi in termini di utenza e varie.

    4. Primadellesabbie 21 giugno 2022

      Sembra che ci siano diversi "strati" dove ci si fronteggia, e ci si aggiorna in corso d'opera, per raggiungere obbiettivi sovrapponibili.

    5. buddyboy 21 giugno 2022

      D'altro canto, se Putin, prima e durante il forum, non avesse stigmatizzato la governance delle leadership occidentali, l'intuizione , che tu da tempo dichiari, di assistere ad un teatrino, l'avrebbe avuta, ancora più marcata, il restante 95% della popolazione...

    1. Primadellesabbie 21 giugno 2022

      È agghiacciante la facilità con cui si radica e si strumentalizza il nazionalismo, coloro che, nel timore che eliminato l'assolutismo le guerre non avessero più adeguati promotori, inventando gli Stati Nazione 'fai da te' hanno fatto davvero un buon lavoro!

    1. Dante Bertello 21 giugno 2022

      Cito: "All’origine della guerra in Ucraina ci sono innanzitutto l’ignoranza degli Occidentali di quanto stava accadendo in quel Paese, poi una serie di equivoci e malintesi. "

      I neocon americani (Soros, la Nuland, ecc.) sapevano benissimo cosa stavano facendo quando hanno pompato miliardi di dollari nell'economia ucraina.
      La Russia è stata tirata per i capelli in questa guerra, ed i colpevoli sono proprio da ricercare in USA.
      Solitamente mi trovo in accordo con quanto scrive Meyssan, ma questa volta sembra peccare troppo d'ingenuità.

    1. buddyboy 21 giugno 2022

      Sbaglierò, ma sono abbastanza convinto che Putin porterà avanti il conflitto almeno per altri sei mesi, cercando così di ottenere il massimo risultato strategico politico da questa operazione speciale. Mi spiego, i Russi stanno conducendo la partita nel modo a loro più congeniale, "costringono i difensori all'attacco ", dal punto di vista bellico, sono arroccati nel Donbass ed in Crimea spingendo verso l'esterno come un rullo compressore, pochi km al giorno ma inesorabilmente avanzano, costringendo gli Ucraini, i quali presagiscono giorno per giorno che la pressione continua prima o poi farà cedere le linee difensive strutturate ai confini del Donbass, a continui contrattacchi che vengono sistematicamente respinti, e giorno dopo giorno si assottigliano le forze ed il morale..
      Stessa strategia adottata con sanzioni e controsanzioni verso i veri promotori e sostenitori dell'Ucraina, abbiamo Macron sempre più debole e incapace di potere mantenere un fronte interno interventista, in Italia è più che probabile che tra Settembre e Ottobre il governo verrà sfiduciato, in Germania la situazione creatasi con le carenze negli approvvigionamenti di gas è assai pesante a livello industriale, e quando il " Generale inverno" ( da sempre stratega russo...) si farà vivo, con le necessità di grandi consumi per riscaldamento, la situazione diverrà veramente tesa..., negli USA a Novembre ci saranno le elezioni di Midterm, le quali evidenze e conseguenze porteranno quasi sicuramente a sfiduciare e probabilmente anche a far dimettere Biden ed il suo entourage...
      Quindi, chi può ancora pensare che Putin abbia interessi a scendere a compromessi o ad innalzare l' intensità del conflitto, quando può vincere su tutti i fronti e continuare a fare molto male ai suoi avversari lasciando che cuociano a fuoco lento ??

    2. ducadiGrumello 21 giugno 2022

      ottimo commento, in effetti una volta il generale inverno lavorava sul campo, stavolta potrebbe operare a livello politico, con un autunno/inverno veramente tosto per le forniture insufficienti di ciò che serve a mandare avanti veramente una società, ossia energia e gas, non Gigabyte di dati sullo smartphone e sfilate per i diritti di minoranze inventate sul momento. Qualche doccia fredda a dicembre potrebbe indurre molte persone a riflettere, specie se poi esci dal bagno già battendo i denti e ti ritrovi in una casa non riscaldata

    1. R66 21 giugno 2022

      [Provando a tener presente l'ipotesi di una Russia non complice dello stesso disegno]
      Da quel che è dato sapere finora la mossa russa risulta una reazione ad una provocazione sempre in crescendo, strano però non considerare che la provocazione ha proprio l'obiettivo di generare una reazione.
      Quale genio scatenerebbe una reazione senza aver preso contromisure per reggere l'urto?
      Da una parte si deride la versione del Putin pazzo e dall'altra si abbraccia lo stesso principio ritenendo l'altro fronte totalmente idiota.
      "No, non bisogna pensare che la Russia voleva concludere l'attacco in pochi giorni, non l'hanno mai detto!" - però - "l'occidente credeva di ottenere immediatamente dei risultati con le contromisure, non li hanno ottenuti!" - come se invece loro l'avessero detto.
      Davvero regge la versione per la quale una delle parti è stata presa completamente alla sprovvista e compie mosse deleterie per se stessa quasi fossero scelte prese a casaccio?
      Alcune risposte plausibili:

      • stanno testando la risposta russa in vista di un conflitto più ampio
      • stanno prendendo tempo mentre lavorano su altro
      • è una mossa trasversale per ledere ad altre popolazioni
      • le contromisure avranno effetto più avanti
      • il conflitto è esattamente parte del piano per il cambio di paradigma, un innesco in pratica

      Potrei continuare per ore...
      Nel fronte della controinformazione noto sempre più spesso il classico "due pesi e due misure", l'unica differenza con la versione ufficiale riguarda i fattori da sottoporre al processo.
      Iniziano ad essere rarissimi gli scrittori che non si fanno prendere da forme di isteria.

    2. Nestor Halak 21 giugno 2022

      Quel che dici mi pare sensato e ragionevole. La Russia, a mio avviso, è stata attirata in una trappola, allo stesso tempo, il fatto che ci si sia cacciata mani e piedi, lascia supporre che prevede degli esiti diversi da quelli del nemico.
      Resta da stabilire quale delle due parti ha fatto i calcoli migliori (sempre tenendo conto che il futuro è essenzialmente imprevedibile), ma questo lo vedremo sul campo.
      Non credo invece all'ipotesi di una complicità delle dirigenza russa con l'elite occidentale; l'ipotesi, insomma, di un'"ammuina", ma questo non significa che sia impossibile.

    3. oriundo2006 21 giugno 2022

      Direi che le due asserzioni potrebbero trovare un punto di convergenza ammettendo il ruolo ‘poliforme' di Sion, unitamente alle prese di posizioni anti-israeliane degli ultimi tempi da parte della Russia. A questo dobbiamo unire la crisi irreversibile del sistema democratico parlamentare in Sion, adesso di nuovo alle prese con le rielezioni, fatto le cui cause sono travisate ma che risiedono essenzialmente nel ruolo egemone dei talmudisti-cabalisti, anche nell’armata, e la necessità di uno stato di poter fare ‘real-politik’ quando conviene. Sono note le divergenze in seno alle comunità dell’ Europa centrale sulle mosse troppo filo-nazi dello scriteriato Zé, mosse favorite dall’ assist verso di lui di quello stato profondo in Israele che è appannaggio dei rabbini, assist dovuto al desiderio di condurre il ‘grande gioco’ alla rovescia, ovvero a ripristinare quell’entità kazaro-mittle europea in auge fino alla II GM. Per poterlo fare, è utile servirsi anche delle mosse russe, che non a caso definisce l’operazione speciale come antinazi a ‘copertura’, come giocatore che sa di essere giocato e si muove nell’ambito del terreno dell’avversario, mentre pare assolutamente slegata da tutto ciò la posizione UK, cinica e spregiudicata quanto basta da mettere una ipoteca molto forte sul futuro del continente europeo. Brexit un fico secco...
      In sintesi, un bel casino. Normalmente questo porta alle conseguenze più gravi e le parole del comandante dell'aeronautica tedesca, il generale Ingo Gerhartz, hanno aumentato a dismisura le possibilità di una catastrofe ( lo scriteriato ha dichiarato: "La NATO deve essere pronta a usare armi nucleari contro l'esercito russo in Ucraina” ). Ci avviamo non a dipanare i malintesi ma ad esserne vittime assai consapevoli.

    4. emilyever 22 giugno 2022

      Intanto prima di distruggere la Russia stanno distruggendo l'Europa, a partire dal nord stream tedesco, e a volte mi chiedo se questo non sia il vero obiettivo degli Usa. Non mi ricordo più chi scrisse che l'alleanza fra potenze di terra, come la Germania e la Russia, è sempre vincente contro quella fra potenze marittime, Gran bretagna e Usa. Come spiegare la nostra volontà suicida?

    5. Divoll 22 giugno 2022

      L'idea che gli Usa, con questa proxy war, vogliano testare le capacita' militari russe, e' senz'altro vera, ma non e' il motivo pricipale. Sanno bene che in Ucraina non vengono impiegati che armamenti convenzionali e un assaggio delle capacita' russe lo hanno gia' avuto in Siria.

    6. R66 22 giugno 2022

      Approfitto per rispondere anche a @Divoll, 2 in 1! 😉 Indipendentemente da Schwab, un sistema unico è il sogno di sempre, la ovvia direzione di ogni forma di controllo direi, la differenza con ieri è che oggi la tecnologia lo rende molto più facile.
      Per la sua realizzazione però, ognuno dovrebbe perdere tutto ciò che rema contro: leggi statali, usi, costumi e credo "indisponenti" verso altri ecc...

      Ora il problema è il fattore tempo, con 60-70 anni a disposizione non servirebbero nessuna guerra e nessuna pandemia, basterebbe aspettare che i vecchi muoiano e nel frattempo plasmare i giovani nel verso che più si confà all'obiettivo.
      A quanto pare non vogliono aspettare e quindi, dato che di norma l'uomo non è propenso ad abbandonare le vecchie abitudini, hanno bisogno di creare i presupposti per farlo richiedere.
      Come fare?
      Rendere la vita impossibile!

      Il limite non è dato sapere, diciamo che in linea di massima fino al punto in cui i popoli imploreranno una soluzione e questa, d'incanto, comparirà.

      In passato ce ne sono stati diversi di cambi di paradigma, quello dopo la GMII che ha portato al miracolo economico italiano ne è un esempio, più o meno la tecnica è stata uguale e anche allora se ne sono accorti in pochi.

      Di vere novità e di uscire dal vortice il popolo non ne vuol sapere, addirittura oggi stiamo difendendo la precedente imposizione dall'attuale: un paradosso, specie tenendo presente che sono state congeniate entrambe dagli stessi.

      Al momento ci dispiace abbandonare le vecchie catene per le nuove, ci eravamo così ben abituati ad esse da considerarle sinonimo di libertà.
      Detto questo, credo che se non bastassero le conseguenze della penuria di beni per generare l'implorazione, un allargamento del conflitto diventerebbe abbastanza probabile (sempre che non abbiano già deciso per quest'ultima opzione).

    1. sbregaverse 21 giugno 2022

      Se la MORTE fosse il massimo dei valori :
      GLI ELETTI sarebbero tutti MORTI,
      NOI TUTTI IMMORTALI.
      Sono sbregaverse mica trottolino amoroso.

    1. Nestor Halak 21 giugno 2022

      "All’origine della guerra in Ucraina ci sono innanzitutto l’ignoranza degli Occidentali di quanto stava accadendo in quel Paese, poi una serie di equivoci e malintesi"

      Non ne sono per nulla convinto. Secondo me gli americani sapevano benissimo cosa stava accadendo in Ucraina se non altro perché l'hanno organizzato loro.
      Si sono serviti dei nazionalisti neonazisti come in altre circostanze dei fanatici islamisti non perché li amino particolarmente, ma perché erano la forza più conveniente da sfruttare in loco. Gli americani tentano sempre di far combattere gli altri per i loro interessi.
      Francamente non mi pare ci sia molto da fraintendere o equivocare.
      Nella guerra Ucraina vedo l'esplicitarsi del sogno di sempre delle elite anglosassoni: distruggere la Russia. Saranno disponibili ad un cessate il fuoco solo dopo aver straperso sul campo e comunque con la riserva mentale di ricominciare non appena qualche altro fesso sarà disponibile a combattere per loro. Ai russi il compito di capire che non c'è accordo possibile senza prima dar loro una solenne lezione. Altrimenti dovranno tornarci sopra a breve.

    2. sbregaverse 21 giugno 2022

      Fin dal Vietnam quando gli ALTRI erano i NERI DI CASA.

    3. cedric 21 giugno 2022

      gli americani sapevano benissimo cosa stava accadendo in Ucraina

      Non solo gli americani ma anche tutta l'Unione Europea ne era perfettamente a conoscenza.. Nonostante tutto gli europei continuano a fare la parte degli ascari. Non che abbiano molta scelta

      I fedeli sudditi della corona del regno unito stanno finalmente combattendo la guerra che aspettavano dal 1945: non hanno mai accettato che l'armata rossa di Stalin arrivasse fino a a Berlino e men che meno di essere stati ridicolizzati dai russi per la faccenda di Philby e compagni (uno addirittura arredava il tinello di HMtQ!).

    4. emilyever 22 giugno 2022

      Concordo, e aggiungerei una motivazione che ho appreso più dai personaggi delle soap americane che dagli analisti politici, per cui deridetela pure: la vendetta. Agli Usa, e soprattutto a Israele, non è andata proprio giù come sia finita in Siria, con l'intervento dei russi in sostegno di Assad, l'acerrimo nemico ancora al suo posto. La Russia si è permessa di sparigliare le parti in Medio oriente, terra di conquista e di balcanizzazione del trio Usa- Nato- Israele? ebbene, gli han preparato una guerra ai confini di casa

    5. Divoll 22 giugno 2022

      Per "europei" intendiamo le elite finanziarie e politiche, piu' una percentuale di europei che non sanno o non capiscono quel che davvero succede (o sono antirussi per principio).

    6. Divoll 22 giugno 2022

      Non credo che il motivo sia la vendetta, se pensi che la dottrina di demolire la Russia agendo attraverso l'Ucraina (e le altre rep. ex-sovietiche) fu esposta da Brzezinski piu' di 30 anni fa e perseguita da ben prima della guerra in Siria. Storicamente, l'opposizione alla Russia e la volonta' di conquistarla, tutta o in parte, (di volta in volta, tartari, regno polacco-lituano, Svezia, impero ottomano, Francia, impero britannico, Germania e Usa) conta secoli. Lo storico svizzero Guy Mettan ha scritto un libro assai ben documentato proprio su questo tema.

    1. Hero of Sky 21 giugno 2022

      Mi sego leggendo gli articoli di Meyssan. Inappuntabile

    1. sbregaverse 21 giugno 2022

      Signore e signori siamo tutti invitati al gran VEGLIONE per la Fine del Mondo. Ricchi premi e cotillons.
      I beveraggi sono aggratis : forniti dagli ETILISTI (elitisti) anonimi atlantisti e si balla con i valzer di SRAUSS(Leo)

    2. Divoll 22 giugno 2022

      Non credo che si arrivi a questo.

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