Ho un amico a cui è successa una cosa terribile...

Ho un amico a cui è successa una cosa terribile...

DI MEMORIE DI UNA VAGINA

linkiesta.it

Tutto quel che avreste voluto sapere da un vegano (e non avete mai osato chiedere)

Ho un amico a cui è successa una cosa terribile, assurda, pazzesca, che mi ha lasciata interdetta, diffidente, un po’ turbata persino: è diventato vegano. Non vegetariano, badate, VEGANO. Ciò significa che non solo non mangia la carne e il pesce (scelta ormai praticata da circa il 10% della popolazione italiana), ma neppure il latte, le uova, i formaggi, il burro e in generale qualsiasi alimento di derivazione animale. Ciaoproprio al 95% del nostro regime alimentare. Ciao alla PIZZA margherita. Ciao alla parmigiana di melanzane. Alle crocchette di patate. Al cappuccino e brioche al bar. Alla lasagna. Alla carbonara. All’amatriciana. Agli agnolotti burro e salvia. All’agnello pasquale. Ai tortellini in brodo. Al risottino allo scoglio. Alla cotoletta. Ciao a qualunque cosa. Se ti invito a cena, di grazia, che cazzo ti faccio mangiare? «Esistono alimenti sostitutivi per tutto», mi ha detto. Ma io ero troppo sotto shock per ascoltarlo, perché va fatta una premessa: io sono italiana (pure lui, in effetti) e in Italia la tradizione gastronomica, si sa, è un pillar culturale primario, legato alla convivialità, al godimento condiviso, a valori affettivi, d'appartenenza, d'identità persino; di più, sono meridionale; peggio mi sento: sono PUGLIESE. Cioè io non solo — come tutti — sono cresciuta con il classico “mangia la carne che fa bene”, “mangia il pesce che diventi intelligente” e “bevi il latte che ti fa le ossa forti”, io vengo da un posto nel quale la virilità di un uomo si misura in kg di arrosto che riesce a ingerire; non assaggiare i formaggi (la burratina, la stracciatella, i nodini di mozzarella, la scamorza affumicata, il caciocavallo) dopo la pasta al forno e il polpettone con le patate di contorno, è tipo un CRIMINE. Dove il capocollo è una fede. Dove è sempre il momento giusto per arrostire qualche spiedino di BOMBETTE. Dove nelle ricette si usa la mortadella, invece del prosciutto cotto, che così viene tutto più saporito. Dove le polpette al sugo alla domenica sono un rito più trasversale e più sacro della Santa Messa. Dove non c’è nulla che possa inebriarti quanto il profumo di una bella frittura di pesce, che se ti impregna i capelli e i vestiti va bene, non è puzza, è allure. Va detto pure, tuttavia, che da anni sono sensibile al problema della qualità della carne e del pesce che mangiamo, che di solito, nei dibattiti sul tema, riassumo in “mangiamo la merda, gli ormoni, gli antibiotici”. Quindi l’argomento mi incuriosiva e così, con il mio amico, abbiamo fissato un pranzo insieme, in una veg-burgeria, a Milano (Flower Burger in Via Vigevano, se v'interessa), per farmi spiegare come gli è successa questa disgrazia del veganesimo. Mi ha raccontato che è partito tutto per caso, con un paio di mesi di prova da vegetariano. Poi che è inciampato in un documentario su YouTube, poi in un altro, poi che ha letto due o tre libri sul tema, e che gli si è aperta la mente, che gli è sembrato assurdo non averci pensato prima. E come nessuno ci pensi, in generale. «A cosa?», gli ho chiesto. «A quanto sia insostenibile, in termini etici e ambientali, il nostro regime alimentare. E su quante menzogne si fondi, su quale radicata distorsione culturale si basino i nostri costumi a tavola. In primis c’è l’idea di aver bisogno di proteine animali, come se fossimo degli atleti, quando poi esistono atleti vegani che stanno benissimo, che le proteine le prendono dai legumi, dai semi, dalle verdure, dalla frutta». L’ho ascoltato e mi ha spiegato che alla base del veganesimo c’è il rifiuto ideologico dello “specismo”, secondo il quale una specie (la nostra) è superiore alle altre e ha pertanto diritto di sfruttarle per sostentarsi, quando NON è necessario farlo. Ho appreso che c’è innanzitutto un tema etico, dunque. La scelta consapevole, politica persino, di non supportare l’industria alimentare che tortura, stupra, ammazza milioni di animali ininterrottamente; che, se ci pensi, un maiale non è diverso da un cane; un gatto non è diverso da una gallina; che sono tutti esseri senzienti, dotati di istinto di sopravvivenza, riluttanti a soffrire e a morire; che non arrivano in natura confezionati sotto forma di pancetta, o di salsiccia, e che prima di diventare pancetta o salsiccia, conducono una vita di merda, in cattività, fatta di costrizioni, di sofferenza, fino a essere macellati. E questo è il piano etico, per sommi capi. E vale anche per i pesci, che ci pensiamo meno, ma basta guardare un video girato su una tonnara, per capire quanto anche quella sia una vera e propria mattanza. I tonni non nascono già inscatolati pronti a farsi tagliare con un grissino.

«Ci sono quelli che sono quasi infastiditi dalla tua scelta, che la vedono come una forma di fanatismo, di estremismo, senza capirla, senza approfondire. Il razzismo all’incontrario, mi spiego? Io non pretendo di evangelizzarti, secondo me i vegani che assumono quell’atteggiamento sbagliano, perché mettono l’interlocutore sulla difensiva»

«Per non parlare dell’industria casearia - mi fa -. Di tutti i falsi miti che ci sono attorno al latte, del fatto che non esiste una sola altra specie in natura che, in età adulta, beva il latte, di un’altra specie per giunta!». In effetti, non puoi darci torto, neppure su questo punto. Come non si può negare che quello che subiscono le vacche è letteralmente uno stupro continuo. Non è che quelle il latte ce l'abbiano infinito, di default, a babbo morto. Lo producono quando sono gravide, quindi vengono continuamente inseminate artificialmente (il vitello poi viene separato dalla madre appena nato) e nel frattempo ci sono le pompe attaccate alle mammelle che ciucciano, per dare a noi la sottiletta da metterci dentro il toast. «E se, per esempio, ti rifornisci da allevamenti etici? Se ti fai arrivare i prodotti a casa, direttamente dalla cascina?» “Ci ho pensato, ma a parte che non puoi sapere DAVVERO come vivano gli animali, e comunque li stai sfruttando, stai condizionando la loro vita. Poi cosa vuol dire ‘allevamento etico’? Esiste un modo per ammazzare eticamente? Esiste uno stupro gentile? Ti sequestro e ti uso per i miei scopi, ma lo faccio con carineria? Non è un po’ ipocrita?” «Ma allora non dovresti neppure indossare il piumino di piume d’oca, perché pure quelle non fanno una bella vita» «Infatti sì. È assurdo anche che la gente si senta figa ad avere l'auto coi sedili in pelle, senza chiedersi di chi sia quella PELLE. Però è anche vero che si parte sempre da un punto, e poi si mette a posto il resto. Certo, se pensi di essere solo una goccia nell’oceano ti deprimi, ma è una scelta personale, è pur sempre qualcosa ed è di esempio». «A questo proposito, come reagisce la gente? Per esempio, i tuoi genitori?» «Mia madre non è mai stata particolarmente carnivora, del resto nessuno di noi lo è, biologicamente parlando. Tu non assomigli a un leone, la tua mandibola non si divarica come quella di una tigre, non hai gli artigli e i canini appuntiti. Tu assomigli più a un gorilla…» «Molte grazie!» «No, hai capito cosa intendo. Che vive mangiando vegetali. Banane, bambù, ed è un animale fortissimo. Mio padre, invece, mi guarda pensando che sia un fuori di testa. Ma mio padre ha 70 anni…» «E i tuoi amici?» «La maggior parte delle persone rispetta la scelta, molti ne sono incuriositi. Secondo me il trend aumenterà esponenzialmente nei prossimi anni o, per lo meno, me lo auguro. Naturalmente poi le teste di cazzo ci sono…» «Cioè?» «Quelli che sono quasi infastiditi dalla tua scelta, che la vedono come una forma di fanatismo, di estremismo, senza capirla, senza approfondire. Il razzismo all’incontrario, mi spiego? Io non pretendo di evangelizzarti, secondo me i vegani che assumono quell’atteggiamento sbagliano, perché mettono l’interlocutore sulla difensiva. Per contro però mi fa piacere se mi chiedi informazioni, e in generale mi piacerebbe se rispettassi la mia decisione senza trattarmi come un caso umano, senza fare battute ogni volta che a tavola arriva un tagliere di salumi, o qualunque altro cibo che ho escluso dalla mia alimentazione…» «Ma, fammi capire, è come quando sei a dieta? Che arrivano le patatine fritte a tavola, e tutti si ingozzano, e tu soffri in attesa delle tue verdure grigliate?» «No, quando sei a dieta non PUOI mangiare le patatine fritte. Io NON VOGLIO mangiare il salame. È differente». «Ma non ti mancano gli alimenti che ti piacevano fino a 3 mesi fa?» «A volte sì, naturalmente. Specialmente all'inizio. Poi pian piano alcune cose non rientrano più nella categoria "cibo" e viene più spontaneo» «Perché è un lavoro culturale insomma» «Esatto. E poi è importante non concentrarsi su ciò a cui si rinuncia, ma su ciò che si ha a disposizione; che è un UNIVERSO alimentare nuovo, ricco di cibi, alcuni anche buonissimi». E, in effetti, il veggie burger che ho strafogato mentre ci facevamo questa chiacchierata, era davvero molto buono. «Quindi tu vai al supermercato e trovi tutti surrogati?» «Al supermercato e anche nei negozi dedicati» «Costa di più mangiare vegano?» «Io a volte mi faccio infinocchiare e spendo 50 euro di semi e bacche, ma in linea di massima no, se pensi a quanto costano la carne e il pesce» “E quando vai a cena fuori?” «Quello è un problema; la ristorazione non è pronta per la clientela vegana. O vai in ristoranti appositi, oppure ti trovi in situazioni in cui puoi davvero ordinare solo riso in bianco. Però, devo essere onesto, ho trovato anche ristoratori che si sono ingegnati per prepararmi una pietanza più elaborata, vegana» «Come ti senti, fisicamente? Indebolito? Normale? Hai fatto le analisi prima e le farai dopo?» «Le faccio il prossimo mese. Fisicamente mi sento benissimo, ho più energia, nessun disturbo digestivo, magari è un effetto placebo, ma comunque va bene! Il fatto che si sviluppino carenze è un altro falso mito. Poi a me piace cucinare, sto sperimentando nuove ricette, esistono centinaia di vegan-blog, pieni di spunti che ti aiutano a pensare piatti equilibrati, non è difficile». «Ammetterai però che non è neppure semplice o immediato» “Non lo è, devi documentarti un po’, studiare un minimo per garantirti di assumere tutti gli elementi nutritivi di cui hai bisogno. Ma basta avere l’apertura mentale e riformulare la propria alimentazione. Inizia una nuova stagione della tua vita, non so come dire; come quelli che fanno coming out”, conclude, sorridendo. Tra una chiacchiera e l'altra è emerso un secondo tema legato al veganesimo, ed è quello dell’inquinamento. Pare esista il cosiddetto “agriculture pollution”, di cui si parla molto poco e che ha un impatto ambientale decine di volte superiore rispetto a quello derivato dai combustibili fossili (per questo vi rimando al documentario Cowspiracy, prodotto da Di Caprio e disponibile su Netflix). E poi c’è il tema della salute. Che mangiare tutta questa carne e tutto questo pesce contaminati, queste uova prodotte da galline che vivono in cattività ammassate le una sulle altre, questo latte che il cagotto ce lo fa venire non a caso, ecco tutto questo forse tanto bene non ci fa. Sono tornata a casa con diversi pregiudizi in meno e mediamente affascinata da chi fa questa scelta. Con la voglia di approfondire ancora. Di valutare l’opzione. Certo, al momento non posso permettermi di prendere alcuna decisione avventata, non a pochi giorni dal Natale in Puglia (darei un dolore troppo grande alla mia famiglia, probabilmente capirebbero meglio se mi bucassi, se battessi per vivere, se rubassi, se scegliessi di cambiare genere, se entrassi in Scientology, ma NON se rifiutassi ciò che mi mettono in tavola). Però ci penso. E ci penserò. E una riflessione, forse, per capire meglio di cosa parliamo, dovremmo farla tutti.



Memorie di una vagina

Fonte: www.linkiesta.it Link: http://www.linkiesta.it/it/article/2016/12/31/tutto-quel-che-avreste-voluto-sapere-da-un-vegano-e-non-avete-mai-osat/32840/ 30.12.2016


Commenti (250)

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    1. V_1988 11 gennaio 2017

      Il veggie burger....vi prego , che cosa ridicola ,
      se non è moda questo . C è pure il ristorantino consigliato .
      Costretti a mangiarsi il riso in bianco ...un piatto di pasta al sugo senza la spolverata di formaggio .Non è all'altezza ?
      E poi il video di Di Caprio , è moda citarlo , lui si che va controcorrente .sicuro .
      Questa tipologia la conosco piuttosto bene ,avendo esperienza nella ristorazione . Vengono al ristorante , non guardano nemmeno la carta , anzi non ti danno nemmeno il tempo di accoglierli che subito ti dicono che vogliono i piatti vegani .Non vedono l' ora di dirlo proprio .
      E gli si dice gentilmente , guardi abbiamo tanti piatti che potrebbero andare bene , può guardare la carta , ma loro no , ti chiedono , le verdure grigliate ? Un po' come il veggie burger ...mi sento sciocca solo a scrivere veggie burger. e penso a chi davvero segue una dieta con dei principi ,in tutta semplicità e discrezione e non una moda , che quando vanno al ristorante non ti accorgi nemmeno
      che sono" vegani "'perché sono e basta

    1. V_1988 11 gennaio 2017

      Il veggie burger....vi prego , che cosa ridicola ,
      se non è moda questo .
      Costretti a mangiarsi il riso in bianco ...un piatto di pasta al sugo senza la spolverata di formaggio ?Non è all'altezza ?
      E poi c è il video di Di Caprio , fa moda citarlo , lui si che va controcorrente .sicuro .
      Questa tipologia la conosco piuttosto bene ,avendo esperienza nella ristorazione . Vengono al ristorante , non guardano nemmeno la carta , anzi non ti danno nemmeno il tempo di accoglierli che subito ti dicono che vogliono i piatti vegani .
      E gli si dice gentilmente , guardi abbiamo tanti piatti che potrebbero andare bene , può guardare la carta , ma loro no , ti chiedono , le verdure grigliate ? Un po' come il veggie burger ...mi sento sciocca solo a scrivere veggie burger. e penso a chi davvero segue una dieta con dei principi ,in tutta semplicità e discrezione e non una moda , che quando vanno al ristorante non ti accorgi nemmeno che sono" vegani "'( anche questa parola mi da fastidio scriverla , la solita etichetta ) perché sono e basta .A loro va tutta la mia stima ...coraggio e pazienza

    1. Gino 9 gennaio 2017

      Molti anni fa, piu di 20 anni facendo parte della Leal (lega anti vivisezione) decisi di diventare vegetariano!
      MIa sorella gia lo era. Ma aveva problemi di anemia.
      Io mi informai. NOn avevo voglia di contribiuire al massacro degli animali.

      Dopo un po' rinunciai.
      Per coerenza!
      Se lo faccio per gli animali devo eliminare tutto ciò che riguarda la sperimentazione su animali, prodotti di origine animale nel vestiario e in tutto, cosmetici, medicinali e tutto.
      IN pratica avrei dovuto sostituire molte cose con prodotti specifici di cui c'è un grosso commercio per RICCHI visto che i prezzi sono altissimi.
      Non potendo permettermi i prodotti creati senza massacrare o torturare un animale ho capito velocemente che non ci sarei riuscito ad essere coerente.
      Avevo un gatto e dovevo comunque comprare carne e pesce per lui.

      I discorso è questo (il mio personale discorso).
      se lo faccio per amore degli animali devo essere coerente. INutile non mangiare carne e avere le scarpe con la tomaia di canguro o la cintura di pelle. O comprare il dentifricio che è stato testato sugli animali fecendoglielo ingoiare a forza fino a farli morore per determinare la lethal dose.
      Essere coerente è dispendioso e comunque impossibile. La maggior parte dei prodotti in commercio è macchiata di sangue animale!
      MI sono rassegnato. curo il mio gatto e i miei cani e fine! salvo anche gli insetti che mi entrano in casa buttandoli fuori dalla finestra delicatamente. non tocco ragni e altre bestie libere di fare le ragnatele dove vogliono. Faccio il mio per cio che posso. le zanzare e e mosche a volte le schiaccio per difesa. sono un assassino lo so!

      CHi vuole essere vegetariano per me è libero di farlo e non ho nessuna critica da fare.

      Critico chi lo fa pensando che la carne fa male.
      Fa male l'abuso di ogni cosa

      Critico chi lo fa per gli animali e poi ha lo shampo l'oreal in bagno. o le aspirine sul comodino o degli animali poi non gliene frega nulla.

      Citico chi non distingue gli allevamenti intensivi, veri e propri lagher, dall'allevamento che esiste da millenni e mai nessun problema ha provocato essendo nel ciclo naturale delle cose essendo una simbiosi tra uomo e animale con vantaggio per l'uno e per l'altro.

      Critico chi vuole imporre la sua ignoranza e superficialita ad altri che non sono vegetariani o vegani ma non sono meno sensibili e che quando hanno affrontato questi temi hanno deciso coerentemente e non sull'onda di nessuna moda che non esisteva in televisione o da nessuna parte.

    2. alessandroparenti 9 gennaio 2017

      Comoda! Se non riesco a salvare tutti tanto vale non salvare nessuno! Logica curiosa.(ma che vien comoda. Tu non sei mai stato vegetariano,scommetterei).

    3. Gino 9 gennaio 2017

      è sttraordinario come capiate le cose che vi interessano.
      Questa logica te la stai inventando. e siamo al limite del patologico.
      Ho detto altro.
      Non potendo salvare tutti faccio ciò che posso nel mio piccolo.
      cosa hai capito tu è l'opposto. allltro che analfabetismo funzionale. qui è proprio disfunzionale!!!
      ahahahah
      Scommetto che qui i vegetariano non fanno uso di sostanza testate su animali che sono praticamente tutte!?!?!?

    4. alessandroparenti 9 gennaio 2017

      Te l'ho già spiegato prima: sei in conflitto con le tue debolezze e devi trovarti una scusante tu per soddisfare unicamente il godimento del tuo palato infliggi sofferenze ad altri esseri senzienti,basta non vederlo. E' vigliaccheria, caro Gino, e lo sai.

    5. Nicolass 9 gennaio 2017

      "nessuno ha mai commesso errore più grande di colui che non ha fatto nulla perché poteva fare troppo poco” (E. Burke)

    6. ignorans 10 gennaio 2017

      Non basta. Devi conoscere "la legge" in tema di alimentazione che gli umani devono rispettare per stare bene. Di che legge si tratta?

    7. Gino 10 gennaio 2017

      no non la conosco

    8. Gino 10 gennaio 2017

      non ci senti e non sai leggere nè capire.

    9. ignorans 10 gennaio 2017

      "mangia e bevi poco. Ogni abuso sarà punito".

    10. Gino 10 gennaio 2017

      giusto.
      ma vedi poco e molto sono parametri relativi.
      "ascolta il tuo organismo"è la mia legge!

    1. Teopratico 9 gennaio 2017

      Quanti vegani fanno lavori pesanti qui? E quanti sono sportivi agonisti, professionisti o senior? Così, per curiosità e per ribadire che per la salute fisica è importante si l'alimentazione ma relativamente allo stile di vita e alla salute psicologica. I nostri avi consumavano dieci volte le calorie che consumiamo in media oggi. Quindi ben vengano queste diete povere visto che passiamo la vita in macchina, in ufficio e nel letto.

    2. alessandroparenti 9 gennaio 2017

      Beh, a parte che ho vinto un paio di titoli italiani master over 40 in atletica leggera,da vegetariano.Poca roba,lo so,ma se ti documenti scoprirai che in tutte le discipline sportive più logoranti chi è passato alla storia per longevità sportiva e dominio mondiale ininterrotto fu quasi sempre vegetariano. Per chi non lo sapesse persino nel culturismo. Sapevate che Albert Beckles fu secondo a Mister Olympia a 55 anni dietro solo al grande Arnold Schwarzenegger? E a 59 anni era ancora tra i finalisti.

    3. Teopratico 9 gennaio 2017

      Bene, uno...

    4. Gino 9 gennaio 2017

      quanti atleti vegani o no si dopano come i pazzi? andiaaaaaaaaamo su!!!!!!!!
      i prfessionosti tutti? ma proprio tutti?

    5. alessandroparenti 9 gennaio 2017

      Ma che cazzo c'entra, mi scusi,sa?

    6. Gino 10 gennaio 2017

      no nulla. mi bomobo di steroidi ma sono vegano. certo se vinco mister muscolo, il fatto che sono vegano è determinante
      mah! ma con che criteri ragionate?

    7. alessandroparenti 10 gennaio 2017

      Ma tu un minimo di logica la usi quando discuti? Nessuno sa se i vegetariani si dopino più degli altri. Forse lo sai tu. Boh? Ma se uno pensa che sia una dieta che non consente prestazioni fisiche equivalenti semplicemente lo informo. Per completezza e per chi sa chi siano posso aggiungere: Carl Lewis(4 ori olimpici consecutivi salto in lungo), Al Oerter(4 ori olimpici consecutivi lancio del disco),Edwin Moses(nove anni e nove mesi imbattuto nei 400 ostacoli),Martina Navratilova(ultimo Slam a 46 anni). Oltre ai migliori mezzofondisti del passato. L'elenco è solo per l'atletica, altrimenti diventa troppo lungo.

    8. Gino 11 gennaio 2017

      ma chi lo ha detto che i vegani si bombano di piu? Boh
      Ho detto che se sono vegano non conta nulla come esempio di BUONA ALIMENTAZIONE se poi mi bombo. i risultati ci saranno perche mi bombo nonperche mangio zucchine.
      Voglio dire che è perfettamente inutile portare l'esempio di atleti vegani come esempio che mangiare vegano fa diventare suèperman o non debilità neanche gli atelti. Perchè generalamente gli atleti si bombano.
      E' chiaro o devo fare un disegnino per renderlo piu comprensibile?

    1. Tizio8020 8 gennaio 2017

      http://www.myttex.net/forum/attachment.php?aid=437

      Se aprite la lista, noterete che è compreso, fra gli agenti "sospetti cangerogeni", anche l'Ethanol" in beverage.
      Cioè l'alcool etilico.
      Come mai non hanno fatto campagne di divulgazione di questa cosa?
      Come mai non si mettono fuorilegge le enoteche, si vietano gli alcoolici, e tutto il giro di affari che vi gravita intorno?
      Poi, chiaramente, la lista comprende le "nitrosammine", l'acrilammide etc. cioè sostanze che si formano cuocendo (male) la carne, friggendo, etc.
      Questo però l'hanno ben pubblicizzato e demonizzato.
      Occhio: fra le sostanze sospette, c'è pure la caffeina...

    2. Roberto Giuffrè 8 gennaio 2017

      I soliti interessi economici, di chi vive delle malattie altrui, causate da chi vende prodotti che danno ancora da vivere a tanti che li producono.

      E tutti lasciati in balia del proprio giudizio, della propria coscienza, e di informazioni false che si susseguono.

      Studio che dimostra che una sostanza fa male, ed ecco studi commissionati da chi quella costanza la produce/vende che dicono il contrario.

      Orde di coccodè che si sono bevuti il cervello e le capacità logico-deduttive, che ripetono a pappagallo: "mostrami gli studi", "il metodo scientifico lo conosci?". Salvo poi basarsi per le loro scelte su quei soliti quattro siti antibufala di idioti più idioti di loro...

      E avanti tutti con coccodè, coccodè, coccodè nel pollaio degli italioti da tastiera.

    3. Tizio8020 8 gennaio 2017

      Quella postata è la lista ufficiale , quella della IARC (International Agency for Research on Cancer).
      E' una branca della OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
      Non credo sia in discussione.

      Ah. ho visto adesso che la caffeina è ancora in "gruppo 3". Fiuuu!

    4. Leno Lazzari 9 gennaio 2017

      In primavera, puntualmente, mattino dopo mattino esco armato di tutto punto, spuntino e acqua da bere compresi, per girovagare per le colline della bassa Sabina a fare la posta agli asparagi selvatici . Surgelati li uso tutto l'anno e li regalo pure .
      Pappardelle asparagi e guanciale (fatto in casa in quel di Cascia)
      Omlette agli asparagi
      Risotto o orzotto asparagi e gamberetti sgusciati.
      E sempre accompagnato con massimo un bicchierozzo di Aglianico, Nero D'Avola ma anche altri come il bianco Vernaccia di San Gimignano .
      Ma sempre con moderazione e senza sensi di colpa .

    5. ignorans 9 gennaio 2017

      Noi possiamo anche consumare dei prodotti che fanno "male". Non occorre essere dei fissati salutisti. Però sappiamo anche che:
      1) il corpo ha la capacità di difendersi (alcune persone poca)
      2)alcuni alimenti o pratiche migliorano le nostre capacità
      3) siamo in grado di "sentire" la nostra vitalità e quindi di regolarci
      4) non tutte le indagini che hanno fatto sono realistiche perché le fanno in laboratorio senza considerare che i nostri corpi sono dei laboratori che hanno modi particolari di reagire
      5} siamo comunque liberi

    1. Leno Lazzari 8 gennaio 2017

      Rozzo sarai tu e tutta la tua schiatta per sette generazioni passate e sette a venire .
      Lezi, lazi e celie a parte, questi studi alla fine lasciano il tempo che trovano, almeno con i più di noi . Personalmente sono un onnivoro che, vista la tenera età di 67 anni, ha ridotto il consumo di carne a due volte la settimana e gli insaccati e simili solo raramente e se caserecci, dunque senza anti micotici, antiossidanti etc. . Compenso con legumi, pesce azzurro, un po' di formaggi stagionati e giù pesante con le verdure tra cotte e crude .
      Ma so di persone più e molto più avanti di me negli anni che mangiano da sempre carne "senza ritegno" e che stanno benissimo . Vivere in salute e a lungo in fondo dipende da uno stile di vita genericamente "misurato" . Per contro, un mio vecchio amico (ragazzi assieme), da sempre molto attento all'alimentazione (Tutti gli elementi scientificamente bilanciati e pedissequamente pesati) perché da sempre pentatleta ha avuto cinque anni fa due arresti cardiaci in mezz'ora mentre era in pronto soccorso . Talmente strana la cosa che il suo caso è usato per la didattica al Policlinico Umberto I di Roma .
      Il punto che mi preme fare è che molto ma non tutto dipende da stile di vita e DNA (l'eredità che uno si porta dietro) ma è fuor di dubbio che TUTTI gli eccessi possono portare a conseguenze spiacevoli, così che si ingozza da sempre di carne e grassi come fosse un muratore e così chi si inventa vegano senza avere la necessaria preparazione .
      Checché ne pensino gli altri e viste le mie condizioni (grat grat grat) credo di aver trovato il giusto equilibrio nel mio stile di vita, alimentazione compresa .

    2. nicolass 8 gennaio 2017

      mi verrebbe da dire bravo Leno ma non lo faccio.. sappi però che il fatto di averla sfangata fino adesso non ti assicura una vecchia serena e felice considerando che il tuo stile alimentare probabilmente ti predispone in un caso su tre al diabete, in un caso su due al cancro al colon retto e ad una elevata incidenza di rischio cardiovascolare acuto. Tranquillo non è necessario che corri dal medico e a fare le analisi del sangue probabilmente la natura è stata particolarmente generosa con te e magari saresti capace di digerire anche i sassi di fiume. Il tuo caso però statisticamente è irrilevante così come quello del tuo vecchio amico salutariano. Buona vita e buona grattata.

    3. Gino 8 gennaio 2017

      fai del brutto terrorismo e della pesante disinformazione a causa o del tuo bisogno di spargere l'ideologia vegana o solo per ignoranza. In ogni caso stai facendo una cattiva pubblciità a quello che vorresti sponsorizzare e manco te ne accorgi!

    4. nicolass 8 gennaio 2017

      terrorismo?? Questo articolo parla di alimentazione vegana e io a differenza tua ho tutti i titoli per poterne parlare. Cos'è ti da fastidio che qualcuno possa fare scelte di vita diverse dalle tue? Non ti fa sentire bene e a posto con te stesso? Di colpo hai paura di guardare nel piatto in cui mangi? Puoi sempre scegliere di non partecipare alla discussione se provi tanto fastidio, visto che cmq il tuo contributo ad essa è pari allo zero assoluto. Fai pace col cervello sempre se ti riesce e vai in pace amico.

    5. Gino 8 gennaio 2017

      ascolta. dire che il diabete e altre malattie vengano a causa del consumo di carne o lo dice uno in malafede o un ignorante.

    6. Leno Lazzari 8 gennaio 2017

      Beh, mezza fatica me l'ha risparmiata Gino dandoti sostanzialmente del terrorista. Ma scherzi a parte, è ovvio che il mio caso (o del mio amico) non faccia testo . Come neanche tu hai la garanzia a vita per essere al riparo da pressione ballerina, porstata capricciosa e via elencando . Forse sarai meno "a rischio", cosa che ti auguro . Ad ogni modo, avendo io avuto in famiglia casi di infarti per eccesso di colesterolo nel sangue, tumori vari etc è da anni che faccio periodicamente analisi di routine per tutto quello che può risultare dal sangue più roba più specifica come la prostata e la tiroide . Sono bradicardico e con la pressione tendente (talvolta fastidiosamente) al basso e dormo sei, talvolta sette ore per notte e se è quello buono non esiste che mi neghi un bicchiere di vino la sera a cena..........................behhhhhhhh, certo che se ho amici a cena............... .

    7. stefano passa 8 gennaio 2017

      perciò secondo te il diabete e l'ipertensione sono provocati dalle proteine animali.......... ok abbiamo capito tutto

    8. nicolass 8 gennaio 2017

      cos'è fai il macellaio di professione?? perché in tal caso la tua crassa ignoranza sarebbe almeno in parte giustificabile con la malafede. Non lo dico io che il consumo di carne causa il diabete e altre malattie lo dice la SCIENZA. Lo dice l'OMS (organizzazione mondiale di sanità) che ha stabilito che la carne è potenzialmente cancerogena e le carni trasformate sicuramente cancerogene al pari del fumo di sigarette. Non ti piace? non ti soddisfa?? il mondo se ne farà una ragione.

    9. stefano passa 8 gennaio 2017

      il diabete è una forma di cancro???
      mi posti gentilmente un documento dove si afferma che le cause del diabete ed ipertensione siano da imputare alle proteine animali??

    10. nicolass 8 gennaio 2017

      a differenza di quello che pensa Gino non era mia intenzione spaventarti o creare inutili allarmismi... non scrivo mai cose a caso ma ho citato delle statistiche su cui baso le mie fonti per averle studiate e approfondite. Poi ognuno è libero di alimentarsi come crede.

    11. nicolass 8 gennaio 2017

      si è proprio così, ma non perderò più tempo a risponderti perché sono sicuro che sei sufficientemente intelligente per arrivarci da solo senza chi io stia sempre qui ad imboccarti.

    12. stefano passa 8 gennaio 2017

      veramente nono mi hai mai risposto postando documenti...

    13. Roberto Giuffrè 8 gennaio 2017

      Di sicuro però vanno in remissione abbandonando le proteine animali.
      Che facciamo, rifiutiamo i vantaggi tangibili sulla malattia dati dalla dieta vegana perché abbiamo dubbi su cosa sia la causa?

    14. Nicolass 8 gennaio 2017

      tutti i documenti di cui hai bisogno li ho postati più in basso se hai voglio di leggerli, ma ho come l'impressione che invece di cercare di capire un punto di vista diverso dal tuo cerchi solo delle argomentazioni pretestuose per screditare le mie affermazioni e portare acqua al tuo mulino. Questo non è l'atteggiamento giusto per approcciarsi alle cose. E' un vero peccato perché un po' di apertura mentale non potrebbe che farti bene.

    15. Gino 9 gennaio 2017

      Vedi cosa è l ignoranza? questo! la scienza e l OMS non dicono questo. ma gli analfabeti funzionali non riescono a capire quello che leggono. quello che dice Roberto Giuffre gia è un'altra cosa su cui si può discutere.

    16. Gino 9 gennaio 2017

      no. certamente. parliamo di alcuni cancri. ma ancora non siamo certi. vedi il consumo di carne esiste da millenni mentre l esplosione endemica di alcuni tumori inizia con l era industriale. paesi dove il consumo di carne è altissimo (tipo il Brasile) non hanno una incidenza maggiore di certe malattie. in molti posti li le vacche girano libere in posti incontaminati. ci sarà relazione?

    1. nicolass 8 gennaio 2017

      se la maggior parte degli onnivori fossero costretti a uccidere per procurarsi la carne di cui si nutrono probabilmente smetterebbero di mangiarla... fanno tanto gli spavaldi ma vorrei vedere quanti di loro avrebbero il coraggio di uccide un agnellino, un maiale o un vitellino per cibarsi. Anche questo è un altro inganno del carnismo: creare nella mente delle persone la dissociazione che la carne è un prodotto come un altro, che nasce incelofanato e ammiccante negli scaffali del supermercato e non, invece, un pezzo di un animale che è stato ucciso perché in fondo la sua vita è meno importante delle nostre pulsioni culinarie. Per lavarsi la coscienza hanno delegato la sofferenza e lo strazio che c'è dietro l'uccisione di un animale a qualcuno altro. Qualcuno che faccia il lavoro sporco per noi e che venga retribuito per questo. Non per niente i macelli sono stati collocati in posti decentrati e periferici lontani dalla vista e dalla coscienza di chi se ne nutre come se questo bastasse ad assolverli.

    2. stefano passa 8 gennaio 2017

      io ho fatto per decenni pesca subacquea mai avuto problemi, come non hanno mai avuto problemi le generazioni precedenti

    3. nicolass 8 gennaio 2017

      io invece per anni mi sono immerso limitandomi a godere del privilegio di nuotare con i pesci e godere della loro vista.. purtroppo questa fortuna è diventata sempre più rara in quanto di pesci ormai se ne vedono ben pochi... non è che per caso ci immergiamo nello stesso mare e sei tu la causa della loro sparizione?? A parte gli scherzi se i pesci avessero potuto gridare forse ti avrebbero sfondato i timpani con le urla di dolore mentre li infilzavi con la fiocina, ma forse per te non avrebbe fatto nessuna differenza lo stesso.

    4. stefano passa 8 gennaio 2017

      ma sai sono consapevole che per nutrirmi devo uccidere...
      che sia una pianta,un pesce,un animale, bisogna farlo, cosi madre natura ci ha creato, e cosi va avanti da milioni di anni

    5. nicolass 8 gennaio 2017

      sai anch'io sono consapevole che posso nutrirmi senza uccidere nessun animale... mi consola il fatto che godrò di una salute migliore della tua e che avrò una vecchiaia felice e serena. Ti auguro altrettanto naturalmente anche se la vedo dura.

    6. stefano passa 8 gennaio 2017

      non ti preoccupare, i miei nonni hanno vissuto a lungo una nonna è arrivata a 97 anni, mangiando anche carne...

    7. Leno Lazzari 8 gennaio 2017

      ........"Non per niente i macelli sono stati collocati in posti decentrati e periferici lontani dalla vista e dalla coscienza di chi se ne nutre".......
      Scusa la curiosità nicolass, ma dov'è che vivi ?
      Da me non sono affatto periferici .

    8. nicolass 8 gennaio 2017

      facci un giro allora ogni tanto giusto per ricordarti da dove viene quello che finisce nel tuo piatto e apri bene le narici così potrai sentire il tanfo della morte almeno da un miglio di distanza.

    9. Tizio8020 9 gennaio 2017

      Vero anche questo.
      Ma proviamo a "girarla" a rovescio, e vediamo se il ragionamento regge.
      "Se tutti i vegani fossero costretti a coltivarsi da soli tutto quello che consumano, vedi tu come tornerebbero a mangiar carne!"
      Ragionando per estremismi, non ci si accorderà mai...

    1. nicolass 8 gennaio 2017

      ho affermato che ci sono ormai numerose evidenze scientifiche riguardanti la minore incidenza di mortalità per patologie cardiovascolari e tumori nei vegetariani/vegani rispetto agli onnivori. Questi sono i principali studi scientifici per chi avesse voglia di approfondire:
      - L’Oxford Vegetarian Study: uno studio prospettico a lungo termine sulla salute di più di 11.000 persone residenti nel Regno Unito - Appleby, P. N.; Thorogood, M.; Mann, J. I.; Key, T. J. A. (1999). The Oxford Vegetarian Study: an overview. Am J Clin Nutr; 70(suppl):252S-31S.
      - lo studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) il più vasto studio di popolazione (coorte) condotto sui rapporti tra dieta e salute http://epic.iarc.fr/
      -EPIC-Oxford più ampio studio condotto ad oggi sui vegetariani e vegani dei Paesi Occidentali http://www.epic-oxford.org/
      -AHS (Adventist Health Studies) http://www.llu.edu/public-health/health/ index.page

      Buona visione.

    2. Tizio8020 8 gennaio 2017

      Mi riservo di leggerlo.
      Ma un paio di domande sorgono spontanee: tutte questi studi, mettono a confronto persone che assumono lo stesso numero di calorie, hanno lo stesso tenore di vita e soprattutto, lavorano negli stessi ambienti?
      Se non fosse così, puoi arrivare a qualunque risultato voluto.
      Se ad esempio confrontassimo una persona che lavora con carbone & merda varia, assume 6000 (!!) Kcal al giorno di origine animale, magari pure bevitore e fumatore, con un artista miliardario che per diletto viaggia il mondo in barca a vela , e si nutre solo di zooplancton...capisci bene che non funziona!
      Sarà che sono sempre studi "statistici", ma il più delle volte dimostarno esattamente quello che è richiesto dal finanziatore dello Studio stesso.
      Comunque è questione di scelte (nel limite del possibile).
      Che il fumo provochi il cancro è scritto persino nei pacchetti, ma la gente (compresi mooolti medici!!!!) fuma lo stesso!
      Che l'alcool sia tossico per l'organismo lo sappiamo da decenni, ma ancora c'è un giro d'affari miliardario dietro la sua vendita.
      A quando le etichette sul vino con scritto che "è tossico" ?

    3. Roberto Giuffrè 8 gennaio 2017

      Guarda sempre lui quello di Oxford, arrivato prontamente ad inizio anno scorso dopo il calo significativo di produzione e vendita di prodotti carnei.
      Vegetariani e vegani ormai sono in aumento esponenziale, raddoppiano ogni 4 anni.

      Che ti aspettavi? Però professionisti seri come Berrino, il compianto

      Ah in un altro messaggio ho messo alcuni bei link sulle frodi scientifiche e la varianza statistica piegata ad arte...

      Allora facciamo una cosa, dato che qui è molto più semplice provare su se stessi.
      Io mi baso sulla mia esperienza personale e dei miei parenti che mi hanno seguito.

      Io ho avuto remissione artrite, calo di peso, miglioramento analisi del sangue, maggiori prestazioni fisiche e mentali.
      La mia ex quando mi ha conosciuto ed ha provato è dimagrita, sono sparite ipertensione, emicranie, reflusso gastrico. Dopo che ci siamo separati ha ripreso dieta carnea e sono subito tornati i disturbi precedenti.
      Mio fratello, dimagrimento, migliori prestazioni fisiche e mentali.
      Mia madre anziana miglioramento fisico e mentale, e ha ridotto alcuni farmaci che prendeva.
      Lei era già semi-vegetariana, ma diventando vegana ha visto ulteriori miglioramenti.

      Bastano 5 mesi senza proteine animali per vedere risultati tangibili.

      La maggior parte della gente non riesce perché col cibo ha abitudini radicate e dipendenza affettiva. È questione che comprende tutta la sfera psicologica dell'individuo ed è difficile da cambiare diversamente da molte altre abitudini.

    4. Nicolass 8 gennaio 2017

      scusa Roberto forse non ti è chiaro, ma siamo dalla stessa parte della barricata.

    1. Andrea Tonon 8 gennaio 2017

      Non mangio carne da fine 2011 e non ricomincerò più, ho scoperto l'Alimentazione.
      La gente comune e rozza è superficiale anche nel mangiare...Come su tutto.

    2. stefano passa 8 gennaio 2017

      per quale motivo chi mangia carne è rozzo e superficiale mentre chi è vegano non lo è????

    3. ignorans 8 gennaio 2017

      Questa cosa che uno deve chiedere chiarimenti è incomprensibile. Fai l'esperienza e vedi da solo cosa succede.

    4. stefano passa 8 gennaio 2017

      stiamo su un forum chiedere chiarimenti su alcune affermazioni mi sembra normale

    5. ignorans 8 gennaio 2017

      Ma tanto a che ti serve che un altro ti descriva le cose? Puoi verificare solo provando. L'altro potrebbe mentire...

    1. Leno Lazzari 8 gennaio 2017

      Per chiudere il cerchio e completare il mio ragionamento di poc'anzi allego questo (poco confortante) articolo del bravo Stefano Filippi:

      http://www.ilgiornale.it/news/i-padroni-cibo-1316575.html
      ...........dalla cui lettura traggo una conclusione : salutisti, vegetariani e vegani avranno vita sempre più dura, di pari passo con la difficoltà di reperire alimenti davvero "puliti", o se volete, naturali, che sono alla base di ogni forma di alimentazione che vuole essere anche solo minimamente sana . Ma a ben pensarci questo vale anche per i carnivori amanti, come me ogni tanto, del filetto alla tartara o dello stracotto alla toscana.

    1. Leno Lazzari 8 gennaio 2017

      Non vorrei scombinare i ragionamenti dei "pro-vegani" ma anche dei carnivori indefessi e impenitenti . I vegani parlano (e forse è giusto in teoria) di un mangiare più sano evitando la "cadaverina" che pare si sviluppi nelle carni appena dopo la macellazione. E non metto in dubbio che sia così . Purtroppo il vegano per lo più osservo che trascura un dato fondamentale rappresentato dalla quasi impossibilità a trovare alimenti veramente biologici . La mia non è una disquisizione di lana caprina . Noi tutti sappiamo che in agricoltura (ma anche negli allevamenti) si usa una quantità spropositata di prodotti chimici che fanno crescere il prodotto più grande a parità di tempo, più bella e ne aumentano la vita di magazzino . Esistono dei negozi dove il compratore (utilizzatore finale) ha delle garanzie abbastanza solide ma sono davvero pochi . Il grosso guaio sta nel fatto che la maggioranza delle massaie non può permettersi il lusso di farvi spesa dati i prezzi .
      E' però un dato di fatto che negli ultimi 20 o più anni sono, e di molto, aumentate le intolleranze o resistenze/allergie a medicinali come gli antibiotici .
      Un discorso a parte meritano, visto l'uso spropositato che se ne fa, i prodotti del bancone della norcineria dove si perpetrano forse le peggiori nefandezze a tutto danno del consumatore ignaro..............anche per sua stessa colpa .

    2. Tizio8020 8 gennaio 2017

      Esatto.
      Quindi ripongo la domanda.
      Dove prendono i "vegan" gli alimenti di cui si nutrono?
      Li coltivano da soli?
      Dove/come/quando?
      Uno che ha una masseria sperduta nei monti senza inquinamento può dire che "se li fa da solo", ma il 99% mi sa che li acquista in negozio.
      E si fida di quel che gli viene detto.
      Quindi del nulla.
      Si stanno contrapponendo due cose agli antipodi: mangiare carne da allevamenti intensivi o non mangiarne affatto.
      Nel mezzo, ci sono miliardi di sfumature.
      L'ho già detto: gli abitanti dei soli USA consumano risorse come metà del resto del mondo.
      Eliminando loro, il resto camperà bene?

    3. Leno Lazzari 8 gennaio 2017

      Caro Tizio, ho testé postato un link sull'argomento e che ti può interessare e rispondere meglio di me ai tuoi quesiti .
      Evito di augurarti buona lettura, sarebbe una contradizione .
      Per parte mia direi che la stragrande maggioranza dei vegetariani e vegani Sono costretti a fidarsi di quello che gli viene propalato come biologico . Un esempio facile facile ? Non so se tu sia mai stato a Forca Canapina sopra a Norcia . Si tratta di Castelluccio di Norcia che è assiso su un crinale di montagna che domina la bellissima piana omonima e che è famosa per la "Lenticchie di Castelluccio" DOP . Lenticchia che, anche a guardare il pianoro da profani uno si deve per forza domandare come cavolo facciano a coltivare li tutta la lenticchia etichettata Bio e di Castelluccio che trovi ovunque in Italia ma anche in migliaia di negozi negli USA, in Canada, in Australia e persino in estremo oriente .
      Appena ti sarai ripreso e se ne hai ancora lo stomaco di posso raccontare la favola della norcineria tipica DOP di Norcia ma ti avverto che ti servirà del Gaviscon.............meglio se prima .
      Poi ognuno fa le sue scelte in merito all'alimentazione da seguire . Insopportabile e chi vuole imporre agli altri quello che ritiene giusto per se .

    4. nicolass 8 gennaio 2017

      la principale motivazione che spinge una persona a seguire una dieta vegana è quella etica cioè la compassione e il rispetto per tutte le altre forme di vita ... al secondo posto c'è una motivazione salutistica perché tutte le evidenze scientifiche ormai hanno dimostrato che un'alimentazione basata sul consumo di carne, uova, latte e derivati apporta un eccessivo introito di proteine nell'organismo che è all'origine di patologie gravi come malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, cancro.... è altrettanto vero che i vegani sono molto attenti a quello che mettono nel piatto cercando di privilegiare l'assunzione di alimenti biologi, salutari e a Km zero, ma questa non è la motivazione principale della loro scelta alimentare. Nessun vegano rinuncerebbe ad un'alimentazione vegetale perché la frutta e la verdura sono inquinate da pesticidi e fitofarmaci, semplicemente perché questa non è la principale motivazione della loro scelta. Allo stesso modo la difficoltà di reperire sul mercato alimenti biologici non può essere il pretesto per giustificare un'alimentazione a base di prodotti animali come cercano di fare molti onnivori, soprattutto perché l'alimentazione onnivora è molto più inquinante e impattante sull'ambiente di una a base vegetale. Inoltre per sua informazione gli antibiotici trovano impiego soprattutto nell'allevamento intensivo animale, perché altrimenti la necessità di allevare gli animali con tali metodiche li esporrebbe a gravi malattie e infezioni. Antibiotici che poi inevitabilmente finisco nel piatto in cui mangiamo.

    5. stefano passa 8 gennaio 2017

      non esiste nessun studio dove si afferma che la dieta vegana è migliore di una onnivora......

    6. Tizio8020 8 gennaio 2017

      Mi sa che stiamo dicendo la stessa cosa.
      Ho vissuto in famiglia la grande mania dei cibi "bio".
      Però quando chiedevo a chi li comprava "che garanzie aveva", la risposta era " mi fido del negoziante".
      Non ci penso nemmeno!
      Sulla cassetta c'è scritto "bio", ma quando è vuota, puoi metterci dentro quello che vuoi, è una cassetta!
      La frutta di mio padfre, son sicuro sia "bio", ma credimi è inguardabile!
      "Frutta che cammina da sola", la chiamo io.
      E qualche trattamento lo facciamo, sennò non raccoglieresti nulla.
      Non dico che si debba mangiar carne "tanto è tutta merda", ma non crediate mica di mangiar sano, perchè è , semplicemente, impossibile.
      Qui si stanno ponendo solo due scelte: o consumi 6.000 calorie animali al giorno, oppure campi di bacche&radici.
      Ci sono miliardi di scelte intermedie.

    7. leo 18 gennaio 2017

      Vorrei proporti un paradosso dinanzi al quale mi sono trovato io al tempo in cui ero vegetariano. Trovai un articolo sul web di una setta buddista americana in cui l'autore si genufletteva di fronte alla visita di un grande savio tibetano. Alla domanda se egli fosse vegetariano lui rispose che se fosse stato invitato a casa di altri e gli avressero proprosto di mangiare carne egli lo avrebbe fatto (mi sembra di aver capito che questa scelta dipendeva dal precetto buddista di non anteporre il proprio ego ecc.) A parte la motivazione egli la giustifico anche da questo altro punto di vista (cito a memoria) : "Tu dici di non mangiare carne per non contribuire ad uccidere esseri viventi. Ma quando il contadino ara il suo campo uccide una miriadi di insetti con la sua zappa. Quando mangi il tuo riso, tanto vale che ti beva una tazza di sangue".
      Scusa, non voglio essere polemico (e non sono buddista, anche se tiro sempre fuori le religioni) ma riguardo al primo punto del tuo intervento, dove poni il limite tra le specie che non si possono uccidere e quelle che invece le si possono e perché?

    1. nicolass 8 gennaio 2017

      direi che da un breve sondaggio fatto su questo blog i vegani battono gli onnivori 4 a 0.... da una parte, infatti, argomentazioni avvalorate ormai da inconfutabili prove scientifiche e documentali, dall'altra solo elucubrazioni mentali e contorsioni verbali di chi cerca di non arrendersi all'evidenza pur di portare avanti le proprie scelte alimentari sbagliate e deleterie.

    2. Gino 8 gennaio 2017

      ecco cosa non sopporto dei vegani.

      "contorsionismi verbali di chi cerca di non arrendersi all'evidenza pur di portare avanti le proprie scelte alimentari sbagliate e deleterie."

      Già questo dimostra un indottrinamento forte.
      Scelte alimentari!
      Se scelgo di mangiarmi il detersivo puo essere sbagliato e deleterio
      Ma certo se compro una bistecca non puo essere considerato sullo stesso piano.
      La bistecca non è veleno.
      Quindi magari scegliere di avere un'alimentazione variegata può essere una scelta tanto valida quanto scegliere di mangiare prevalentemente vegetali o esclusivamente vegetali.

    3. nicolass 8 gennaio 2017

      si fidi la sua scelta alimentare è sbagliata perché in primo luogo è un attentato alla sua salute predisponendola a malattie cronico degenerative come cancro, diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e quant'altro.... in secondo luogo deleteria per l'ambiente e l'habitat che siamo chiamati a condividere.. poi per carità ognuno è libero di scegliere di che morte morire

    4. Gino 8 gennaio 2017

      mangiare carne non è attentato a nulla. Una alimentazione squilibrata lo è. Mangiare troppa carne è un attentato come mangiare troppi fagioli. Sull'ambiente e l'habitat ciò che è dannoso sono gli allevamenti intensivi, non certo le vacche che pascolano nei prati.
      E guardi come le è stato imposto un modello che lei si beve senza porsi domande!

    5. alessandroparenti 8 gennaio 2017

      Anche io sono contrario ai principi imposti dagli altri. Io stupro le tredicenni orfane e se lo consideri sbagliato sei libero di non imitarmi, ma perchè vorresti imporre agli altri di non farlo? Del resto io sono una persona perbene: non stuprerei mai tua figlia come tu non mangeresti il mio gatto.

    6. Gino 9 gennaio 2017

      ma io non voglio imporre niente a nessuno. controbattere alle sciocchezze alle menzogne e alle falsità non è voler imporre nulla.

      purtroppo molti per giustificare una scelta dettata dal main stream non hanno altre Argomentazioni

    7. alessandroparenti 9 gennaio 2017

      Forse non hai capito il senso del mio intervento,o l'hai capito al contrario.Intendevo dire che se tu pretendi che non ti venga imposto niente per principio,anche se questo principio è ritenuto giusto dagli altri, devi essere anche tu a tollerare azioni considerate ingiuste o crudeli da te . In parole povere: a nessun vegetariano interessa niente della tua salute, ma vogliono impedirti di provocare terrore e dolori atroci agli animali che vengono scannati. Come immagino che tu ti opporresti vedendomi stuprare una tredicenne per principio,anche se non riguardasse la sfera dei tuoi conoscenti. E non mi venire a dire che una persona è una cosa e un animale un'altra. Lo dimostra il fatto che se vedi una persona che sta ammazzando un cagnolino a bastonate e lo senti guaire sicuramente intervieni,. Poi magari mangi gli animali uccisi da altri perchè ti fa comodo non pensarci. E' un comportamento da uomo?

    8. Gino 9 gennaio 2017

      sei attorniato da cose testate sugli animali ma nemmeno te ne accorgi. le usi e ne hai bisogno.

    9. alessandroparenti 9 gennaio 2017

      Le solite scuse. Ammettilo al meno: sei un debole. Per il tuo godimento più dozzinale e banale,quello di mangiare,per mandare in solluchero le tue papille gustative sei disposto a infierire su bestiole che hanno un sistema nervoso,pensano e provano paura. Al punto di farle scannare tra sofferenze pazzesche. Senza averne il benchè minimo bisogno. E così ci inventiamo cazzate come le proteine nobili,il valore biologico delle stesse o la convivialità. Convivialità che serve a mascherare i rapporti sempre più superficiali che abbiamo tra persone. Se al supermercato potessi scegliere tra sapone testato facendo soffrire animali o no so cosa sceglierei,se ci fosse scritto sopra. Ma se compri del cibo non è difficile scegliere. E' solo egoismo. Chiamiamo le cose con il ìl loro nome!

    10. Gino 10 gennaio 2017

      prima ero io quello che imponeva le scelte agli altri.
      Poi ho scritto chiaramente il mio pensiero e ho scritto chiaramente che non ho nessuna critica ai vegani.
      che giustamente hanno iniziato a insultarmi e a impormi la loro scelta!
      e per questo critico i vegani che vogliono fare gli eroi ma solo a convenienza e pavoneggiandosi di una scelta di moda.
      Butta tutti i prodotti testati sugli animali che usi e poi ne riparliamo ipocrita! adotta tre cani che trovi per strada e curali al costo di farti prestare i soldi e poi ne riparliamo, vivi la tua vita amando e stando attento anche alle formiche e poi ne riparliamo, fermati per strada e dai da mangiare a tutti i randagi che vedi e poi ne parliamo, adotta tuttii i gatti del vicinato che invadono il tuo cortile a costo di litigare coi vicinie poi ne riparliamo prenditi cura anche dei cani abbandonati che ti lasciano anche se gia non hai piu spazio pgni vola che la gente di merda li abbandona davanti casa tua. non ammazzare i toèi che ti entrano in casa ma lotta fino a che non li catturi con l'ingegno e poi lasciali in campagna in una scatola e poi ne parliamo.
      sono perfettamente coerente e senza il minimo senso di colpa. non impongo niente a nessuno mentre gli ipocriti alla moda e generalmente poco intelligenti e colti cercano di imporre le loro idee piccole piccole perche le hanno sentite in tv.

    1. nicolass 8 gennaio 2017

      E' sempre divertente vedere le contorsioni mentali di chi cerca di auto assolvere se stesso e le proprie perversioni culinarie. I vegani sono mediamente più attenti all'alimentazione dei frequentatori di fast food questo mi sembra abbastanza ovvio. I vegani non solo rinunciano a cibarsi di prodotti animali (carne, uova , latte e derivati, miele) ma rifiutano di indossare pellicce di animali, di usare scarpe o accessori di cuoio, farmaci, creme e lozioni testati sugli animali. Per contro il resto dell'umanità, la stragrande maggioranza purtroppo, trova perfettamente normale tutto ciò. In fondo lo specismo cos'è se non la pretesa che l'uomo in quanto essere superiore abbia il diritto e il dovere di uccidere, seviziare, torturare tutte le altre specie animali in quanto ritenute inferiori e indegne anche di vivere. Sull'altare dello specismo miliardi di esseri senzienti vengono sacrificati ogni giorno per sfamare chi si nutre di carogne. Lo specismo a ben vedere è sinonimo di razzismo, di prevaricazione del più forte sul più debole. La radice di quell'odio che è alla base dello specismo è la stessa che giustifica la violenza e il sopruso verso l'altro che è diverso da noi. L'ideologia che sta dietro allo specismo è la stessa che giustifica i peggiori crimini commessi dal genere umano. Il parallelismo tra un campo di concentramento di Auschwitz e i moderni capannoni lager delle industrie alimentari della carne non è molto distante dalla realtà. La nostra società, il nostro modello di vita è permeata dalla violenza, dal sopruso, dalla sopraffazione ed è questo che da tanto fastidio del veganismo inteso come rispetto di tutte le forme di vita. Per gli ipercritici di convenienza quello che i vegani fanno non è abbastanza perché ancora si ostinano ad abitare nelle loro case, ad usare l'automobile o lo smartphone. Per altri invece è tutto inquinato per cui che senso ha prendersi la briga di non uccidere per mangiare, di vestire pelli animali, di vivisezionare cavie di laboratorio perché tanto la merda è sempre merda e muoia Sansone con tutti i Filistei. Per altri ancora essere vegano non va bene perché anche i vegetali hanno un'anima.
      Ci sono poi quelli che giustificano il tutto perché tanto poi ci sono le lobbies dei vegani che sfrutterebbero il mondo allo stesso modo se non peggio delle lobbies tradizionali. Anche qui quello che fa la differenza è la conoscenza. Mediamente i vegani essendo più attenti all'alimentazione degli onnivori scelgono di acquistare prodotti biologici e a Km zero, rifiutano la logica del fast food e del supermercato, sono attenti ad un modello di vita più attento e solidale. Non è abbastanza o non è sufficiente? sempre meglio che stare a pontificare con un cosciotto di agnello tra i denti per giustificare le proprie perversioni alimentari.
      La verità è che è più facile scegliere il modello sociale e alimentare che ci è stato imposto facendoci credere che sia una scelta libera, piuttosto che decidere di andare contro corrente per essere coerenti con se stessi.

    2. Tizio8020 8 gennaio 2017

      Guarda , potrei anche condividere quasi tutto.
      Però vorrei che i vegani mi spiegassero "da dove" provengono i prodotti che consumano.
      Da dove viene la soia, e tutti quei prodotti esotici.
      Secondo me, scoprireste che la maggior parte di queste cose sono coltivate dall'altra parte del mondo, da poveracci, su terreni di proprietà di multinazionali, trasportate via mare, e sbarcate qui.
      Avete mai visto coltivare banane, in Italia?
      Avete idea di quanti trattamenti chimici subisce una semplice mela?
      Ripeto: non è possibile scegliere "cosa" mangiare, finchè il problema è "se" si riesce a mangiare tutti i giorni.
      Non si può generalizzare, ma se il fenomeno "vegan" verrà trattato come quello "bio", allora vi hanno già fregfati!
      Sapete "come" si controlla se un prodotto è "bio" oppure no?
      Sulla carta!!!!
      IN teoria, tu potresti aprire una Azienda certificata "bio" , chennesò, di un ettaro, circondata da mille ettari di proprietà di una multinazionale che utilizza glifosate.
      Le falde sarebbero completamente inquinate, il glifosate arriverebbe per via aerea sulle tue piante, ma tu saresti "in regola" !!!
      Sulla carta è tutto bello , ma la realtà è molto diversa.

    3. nicolass 8 gennaio 2017

      sai la proporzione tra coltivazione di soia destinata all'alimentazione umana e quella destinata alla produzione animale qual'è?
      solo il 6% della soia coltivata è destinata all'alimentazione umana mentre i 3/4 della produzione mondiale è destinata all'allevamento del bestiame (pollame e suini) e si tratta di soia transgenica principale responsabile della distruzione della foresta amazzonica.
      secondo le statistiche della Fao, il 50% della produzione mondiale di cereali ed il 90% di quella di soia sono destinate al bestiame come mangimi. L’industria alimentare sfrutta ad oggi circa il 40% dello spazio disponibile sulla Terra. Un esempio su tutti: la foresta Amazzonica, in cui l’88% del territorio disboscato è stato adibito a pascolo.

    4. Gino 8 gennaio 2017

      Perversioni alimentari??? qui diamo di matto proprio ormai!!!

      mentre tu credi che non ti è stato imposto il modello alimentare vegano?
      ahahah
      buona domenica a te!

    1. GioCo 8 gennaio 2017

      Ho provato a postare la mia, ma si è bloccato il browser per un errore di questo sito e il mio post è stato cancellato (dopo essere stato salvato e tra una modifica e l'altra) dall'errore.
      Segno che si devono essere accavallati un po' troppi tentativi di commentare contemporanei.

      Devo dire però che non sono scontento di aver perso il precedente commento, eccessivo sotto troppi punti di vista. A tratti biloso. Ma vorrei riprendere alcuni concetti chiave che cercavo di esprimere circa il vegano, sperando che tra le memorie di questa vagina rimanga anche qualcosa di buon senso, oltre le stupidaggini. Il vegano non è un movimento di buon senso, ma capire perché ci vuole un piccolo sforzo.

      Il primo punto da mettere bene in chiaro è che il movimento che si auto-dichiara contro il consumo di carne e contro l'allevamento intensivo, non è contro queste cose.
      Non è cioè il suo obbiettivo REALE a meno che le anime pie non vogliano coprirsi gli occhi e vedere l'evidenza con tanto di segnaletica al neon che hanno davanti.

      Partiamo dal primo problema: il movimento isola un idea, quella dello specismo, come se fosse il motore ideale che produce gli allevamenti intensivi. Ma già qui si capisce che c'è qualcosa che non va. Gli allevamenti intensivi sono una soluzione tecnica a un problema pratico ed economico sistemico: produrre una massa di carne senza precedenti con tecniche industriali avanzate che uniscono ricerche moderne sulla vita in diversi campi scientifici.

      Si tratta cioè di un prodotto tecnologico altamente avanzato ma in campo industriale e per ciò è tutt'uno con la ricerca medica, chimica, biologica e quant'altro.

      E' un prodotto di questa struttura consumistica e le grandi distribuzioni (leggi "centri commerciali") sono parte del problema che ha come obbiettivo quello di produrre aumentano produzione insieme alla consumazione di qualsiasi cosa.
      Non importa cosa.

      Quindi, la prima cagata è che se si va al supermercato a prendere cibo vegano, si alimenta la stessa struttura che ha prodotto (come soluzione) gli allevamenti intensivi e quindi ti becchi il transgenico o qualche altra schifezza.

      Quindi il vegano non è un rifugio per un alimentazione salutare. Lo potrà essere per un tempo necessario a renderlo appetibile a una parte di popolazione, ma la sostanza è identica al fast-food, però orientato al "cibo complicato". Non nel senso che è complicato cibarsene, ma che è un prodotto altamente tecnologico che finge di essere "più naturale" e mira a sostituire quello non tecnologico (in tanti modi e vedremo quali). Infatti uno degli alimenti centrali è la soia e nessuno si chiede perché come non ci si chiede perché si ricava così tanto dalla soia (latte, olio, farina e quant'altro).

      Il vegano è un dogma. Infatti non mira a spiegare perchè dovrebbe esistere un allevamento intensivo, ma crea un idea a prescindere di "errore" nel consumo di carne e derivati in generale. Cioè non ci spiega perché da almeno 8000 anni ci sono popolazioni che hanno vissuto di carne e derivati, stando benone, ma dice che "la carne fa male". A prescindere e per "palese incompatibilità biologica". Sarà, ma dimostrare un cosa del genere è dura, invece creare un dogma non lo è affatto. Ma perché creare un dogma di questo tipo? Semplice, perché così il vegano crea problemi aggiuntivi alla catena di produzione locale di carne e latticini, già messa in ginocchio dagli ormoni (che sono obbligatori per legge, dato che sono distribuite come "vaccinazioni" e chi ha orecchie per intendere stia attento, no?) e dai tanti altri interventi sanitari obbligatori di circostanza che alzano i costi di produzione, dalla difficoltà di approvvigionamento degli alimenti, dalla concorrenza con le multinazionali e tanto altro ancora. Così ecco spiegato l'arcano: si tolgono di mezzo gli allevatori locali comprando per due soldi le produzioni locali che sono in questo modo costrette ad adeguarsi, come in America.
      Così il vegano (che si sente a posto con la coscienza come con la sua salute) lottando per un ideale condivisibile, finisce per ottenere l'opposto.

      E' pur vero che oggi mangiare cibi che siano almeno non avvelenati è un terno all'otto. Acqua, aria e terra sono continuamente alimentati di veleni, basta ricordare che per ogni cosa che comperiamo viene prodotto 9 volte lo scarto industriale (in peso). Questo vuol dire che la raccolta differenziata funziona come il vegano. Mette a posto (al meglio delle prospettive) il l'10% dei rifiuti prodotti dal ciclo produzione-consumo, così nessuno si interessa dell'altro 90%.
      Ma questo fa il gioco del vegano che non dice che la carne e il latte oggi non hanno niente a che vedere con gli alimenti di 50 anni fa. Non mette sotto accusa il centro della questione, cioè che siamo obbligati a consumare veleno. No, dice che "la carne fa male a prescindere da sempre".

      Ma da dove arriva questo "aulico" giudizio? Da quel paese che all'inizio degli anni '60 ci propinava le diete sane, con bilancini e tabelle complicatissime che dovevi imparare a usare tramite appositi corsi salutisti. Era perchè la popolazione Americana (non la nostra, attenzione!) iniziava ad essere sovrappeso, si diceva per eccesso di consumo e gli zuccheri erano al centro della guerra. Tutto vero, peccato che il primo prodotto naturale da sempre sia lo zucchero: con cosa dovremmo credere facciano le api il miele? Lo sterco? Mica sono mosche! Con lo zucchero prodotto dalle piante. Lo zucchero è la benzina delle cellule e il primo alimento necessario a un corpo vivente, ma io non vedo api grasse (se lasciamo perdere la regina ovviamente). Come non vedevo persone grasse prima che arrivassero i fast food. Meglio, era un grasso molto diverso che si accumulava fino a un certo punto ed erano pochi quelli che ne accumulavano in eccesso. In genere un poco di moto metteva le cose a posto.
      Mentre adesso il problema è la ritenzione idrica che sembra grasso ma è gonfio. Grazie alle diete dimagranti ora in USA ci sono persone sopra i 200 Kg. Ha funzionato? Evidentemente no. Perchè le cose sono peggiorate visibilmente. Ma questo ha attivato un pochetto almeno la critica? Evidentemente no. Perchè le diete dimagranti ancora ci obnubilano il cervello ci ca%%ate. Però una cosa l'anno ottenuta, la distrazione dal problema centrale che è la diffusione di fast food. A cui è legata la diffusione della carne prodotta da allevamento intensivo.

      Avete mai sentito o visto un movimento vegano protestare davanti a un fast food? No? Ma che strano. Però a tavola sentenziano facilmente che la carne fa male a prescindere, perchè l'uomo non è adattato a mangiare carne. Sapete qual'è il modo in cui uno studioso capisce che un animale è adattato al consumo di carne? La presenza di canini perché il corpo ci mette milioni di anni a svilupparli. Mio cugino è nato senza canini, ma questo non conferma che la nostra specie non è adatta al consumo di carne in generale, si chiama "eccezione che conferma la regola". In particolare tutti i primati sono adattati al consumo di carne occasionale. Perchè quindi non dovrebbe esserlo l'uomo, dato che l'ultima volta che ho controllato ho trovato che eravamo anche noi primati? Facciamo eccezione? Certo che a mangiare la merda velenosa che sembra carne, forse poi uno qualche problemuccio può svilupparlo, no?

      Ma c'è un altro aspetto ancora più pernicioso, più appiccicoso e repellente della demagogia vegana. Lo stile di vita che conduciamo è il diretto responsabile dell'estinzione di massa dei viventi di questo pianeta. Questa estinzione, questo collasso della biosfera che sta mettendo a rischio non solo il nostro futuro, ma il futuro della vita su questo pianeta e che si profila cataclismatico (perchè multi-sistemico) è un nostro sotto-prodotto, ma garantito esclusivamente dal fatto che noi si possa continuare a gozzovigliare tra le meraviglie del progresso tecnologico.

      Quindi il consumo è obbligatorio e centrale per la sopravvivenza di un sistema tecnofrenico, il primo responsabile di un aspetto (se vogliamo anche del tutto secondario) che è l'allevamento intensivo oltre che dell'estinzione di massa in corso.
      Avete visto per caso qualche vegano sollevare dubbi sul proprio stile di vita? No, va al super, gira in auto, ha una casa come tutti gli altri, va in vacanza, insomma fa tutto quello che fanno gli altri. Solo non mangia carne e latticini e con questo pensa di essersi messo a posto la coscienza: con il suo stile stermina il 90% della popolazione vivente di questo pianeta, ma si sente con la coscienza a posto; e lo fa credendo che la sostituzione di tecnocoltivazioni sia funzionale al combattere i tecnoallevamenti. Che è come dire che se Godzilla batte King Kong (al cinema) siccome lo dice il cinema, allora di sicuro il mondo potrà essere salvo.

      Pentitevi, questo non è solo un dogma è la chiamata alle armi (propagandistica ma per il bene dell'umanità!) per il guerriero della "cosa giusta" 2.0 (che manco le crociate): salvate le povere mucche o perirete nella colpa di aver incentivato gli allevamenti intensivi e di avere fatto del male a degli innocenti animali.

      Penso che se potessero avere la parola "gli animali" forse potrebbero spiegare alle menti vegane che "innocenti" è un termine cretino riferito a loro, per quanto ho controllato, non si sono mai preoccupati che uccidere ed essere uccisi attribuendo a questo "una colpa" (anche facendolo in modo estremamente brutale) e questo è andato bene giusto per qualche miliardo di anni, garantendo (tra le altre cose) una longevità invidiabile alla vita stessa sul pianeta. Da quella vitalità straordinaria è poi uscita l'umanità, che forse il resto della vita oggi è tentata almeno in un caso, il nostro, a fare una eccezione che confermi la regola: farci sparire dalla storia come non fossimo mai stati qui e per sovraccarico di idiozia. La nostra.

    2. ignorans 8 gennaio 2017

      Questo post è molto peggio di quello cancellato!!
      Tu proprio non sai leggere la realtà è perciò sbagli continuamente.
      Il movimento vegano è invece molto positivo pur con i suoi limiti.
      E perché? Mi piacerebbe che tu fossi in grado di rispondere da solo, ma siccome non lo sei, devo suggerirti la risposta.
      Il veganesimo è positivo perché ha come base l'autolimitazione, l'autocontrollo, cosa che in una società liberale viziosa e marcia non pratica più nessuno. Hai capito vizioso? Hai capito che l'eroe è chi frena le pulsioni più basse come la sagra della salsiccia? Hai capito che vivi in un paese il cui massimo culturale è la sagra del fringuello?

    3. Teopratico 8 gennaio 2017

      Stai rasentando il moralismo così, comunque io la penso come GioCo e ti domando: rinunci tu anche al supermercato? Ti limiti nel riscaldare casa? Nel comprare oggetti di plastica? Bruci idrocarburi raffinati per spostare il tuo leggerissimo corpo ? Etc. Etc. Come in ogni periodo di decadenza, come nel medioevo, i vegani dovrebbero andare a piedi nudi vestiti di stracci e magari auto-infliggersi qualche scudisciata sulla schiena, allora si potrebbero fare la morale. Altrimenti no. Ci sono passato anch'io, so che significa rinunciare a un consumo devastante come quello del petrolio, mi sentivo un santo e facevo la morale e giustamente le persone reagivano male. Oggi ho smesso, vado in bici perché mi rende più sano e felice ma non rompo più le palle a nessuno, non mi sento migliore degli altri e comprendo che non tutti possano o debbano fare questa scelta, dico solo di guidare piano e stare attentia pedoni e ciclisti.

    4. Gino 8 gennaio 2017

      Ignoranz. Occhio. Controllati per essere consapevole non significa frenati.
      Controllati significa GUARDATI attentamente ma senza giudicarti quindi senza forzarti. Guardati forzarti guardati eccedere guardati sbagliare guardati giudicare etc etc.
      La repressione di ciò che si vuole esprimere è causa di conflitto. La non concoscenza di se ,causa questo. Il cattolicesimo ne è un esempio con il sesso.
      Le pulsioni basse nonn vanno frenate. Vanno comprese, accettate. Poi tutto viene da se. Se agisci con sforzo nel volerle frenare vai nella direzione opposta

    5. ignorans 8 gennaio 2017

      Te sei troppo avanti. Prima ti devi controllare, poi capisci dove esageri e infine trovi un equilibrio. Che senso ha fare l'elogio della terza fase senza apprezzare le prime due? Le prime due hanno lo stesso valore della terza. Ma tu te ne scordi e pensi solo al finale. E diventi un "liberale". Ma si diventa liberali solo dopo aver ristretto. Il liberale che non sa stringere è uno perso.

    6. Gino 8 gennaio 2017

      se non metti come base la conoscenza non puoi trovare l'equilibrio.
      Cosa controlli se non sai?
      Cosa controlli e come se non sai cosa e perchè?
      Prima devi controllare, non TI DEVI controllare.
      Prima devi controllare e conoscere te stesso, cioè esaminare. Su questa base potrai decidere di controllarti in alcune cose o no.
      Se parti dal controllarti crei tensione.
      L'essere parsimoniosi e controllati (come nei monasteri) non è una lotta contro se stessi ma uno studio di se stessi.
      Fino a quando è una lotta non c'è consapevolezza. quando arriva la consapevolezza non c'è lotta.

      Non mi freno nella sagra della salsiccia perchè così non conosco nè me di fronte alla saslsiccia nè la salsiccia. Uso una morale imposta da qualcuno : la salsiccia è male.

      Chissenefrega della morale.
      Faccio ciò che sento. mi strafogo di salsiccia (se lo sento) ma consapevolmente studiando me e la salsiccia.
      Alla prossima sagra della salsiccia non avrò bisogno di nessuno sforzo per controllarmi. Tutto diventerà naturale e non mi strafogherò piu perchè ho conosciuto me, la salsiccia e il risultato dello strafogamento.

      tu dici : prima devi controllarti poi capisci dove esageri. (usando morali e etiche preordinate da qualcuno)
      Io ti dico prima devi fare esperienza. poi non avrai bisogno di controllarti.
      senza esperienza non c'è studio senza studio non c'è conoscenza senza conoscenza non c'è equilibrio.
      Se ti forzi a autocontrollarti (reprimerti)non farai esperienze e baserai il tuo controllo e equilibrio non sulla tua esperienza ma su quella di altri.

    7. ignorans 8 gennaio 2017

      Ma non riesci a osservare il fenomeno "vegani" senza dargli una colorazione tua? Ci sono degli individui che, magari per motivi sbagliati, si pongono dei limiti. Punto. La questione è: è giusto porsi dei limiti? Risposta si è giusto. Tutti devono porsi dei limiti. Beato chi si limita! Grande chi si considera limitato! Chi conosce i suoi limiti sa stare meglio in questo mondo. E pesa meno sugli altri.

    8. ignorans 8 gennaio 2017

      Non c'è niente di imposto dall'esterno quando tu, forte della tua esperienza, vivi la tua vita come desideri, cioè con i limiti che hai deciso tu stesso.
      Certo, ci sono icondizionamenti ma non puoi prescindere dai condizionamenti. Prima devi passare dal condizionamento e poi tene devi sbarazzare anche se molti si incagliano da una parte o dall'altra di questo processo. Ma la scoperta del limite o l'auto imposizione del limite è molto importante nella costruzione di te stesso, nella tua uscita dalla massa.
      Siamo umani e l'umano è un essere limitato. Quando incontro qualcuno gli dico:"Buongiorno essere limitato, come va?"

    9. Gino 8 gennaio 2017

      "Non c'è niente di imposto dall'esterno quando tu, forte della tua esperienza, vivi la tua vita come desideri, cioè con i limiti che hai deciso tu stesso."

      Gia! Ma come fai esperienza se inizi limitandoti e dunque non conoscendo? Conoscenza è no limiti, esplorazione è rischio.

      p.s.: Non potrai mai sbarazzarti del condizionamento ma solo dell'illusione che esista un qualcosa di condizionato e un condizionamento stesso!

      pps: la discussione è interessate ma credo siamo molto OT. se vuoi ho creato adesso uno spazio aperto di discussione
      https://disqus.com/home/channel/nondualita/

    10. Roberto Giuffrè 8 gennaio 2017

      Da studente di scienze psicologiche a indirizzo neuroscienze cognitive non posso che rimanere basito, ma anche esterrefatto davanti ad un commento del genere... Cervellotico, esagerato, e solo per esternare rabbia proveniente da angoscia e paura. Che conferma proprio tutto ciò che sto studiando sul funzionamento della psiche umana.

      Mi spiego meglio da quasi-neuroscienziato ma con parole semplici e comprensibili e frasi molto brevi.
      La carne contiene peptidi che reagiscono coi recettori oppioidi del cervello dando soddisfazione e quindi in molti individui anche assuefazione.

      La rabbia proviene dall'angoscia, la paura.

      Chi ha instaurato una dipendenza affettiva nei confronti del proprio cibo segue meccanismi identici a quelli di un qualsiasi tossico-dipendente.

      Davanti al pericolo che si diffonda e sia riconosciuta come corretta e valida una dieta vegana, molti consumatori di carne che sono anche dipendenti da questo cibo hanno la medesima reazione che un tossico o un fumatore avrebbero davanti alla minaccia che gli venga tolta la sostanza da cui dipendono.

      In persone semplici la reazione è violenta, verbalmente e fisicamente.

      In persone sovrastrutturate come lei la reazione è verbosa, prolissa, bilosa. Cercando argomenti che invalidino il veganismo e allontanino il pericolo che lo si debba accettare rinunciando alla propria dipendenza affettiva nei confronti della carne.

      Come le è stato risposto dall'utente Ignorans, il veganismo ha di interessante l'autolimitazione.
      Per un semplice motivo, la dieta carnea è insostenibile eticamente, ambientalmente, economicamente. Per gli sprechi di acqua, carburanti, l'inquinamento e i costi in salute che questa comporta.

      Solo un esempio facile da capire. Per far produrre ad un bovino 100gr di carne ci vogliono circa 10kg di cereali. 100gr di bistecca li mangia una sola persona in un pasto. 10kg di cereali ci sfami una famiglia per una settimana.
      La dieta carnea è insostenibile.
      Limitarsi deve essere una questione etica e consapevole che non si può andare avanti così.

      Per questo dico sempre che questo pianeta non avrebbe alcun problema ad ospitare più del doppio degli attuali abitanti se fossimo tutti vegani. Perché la dieta vegana è la più efficiente dal punto di vista ambientale, energetico e di preservazione delle risorse.

    11. Roberto Giuffrè 8 gennaio 2017

      Lei non studia, e non si informa per poi fare scelte corrette.
      Lei studia e si informa per creare sovrastrutture che soffochino le sue angosce.
      E non sto a fare il suo analista. Semplicemente osservo i suoi messaggi, verbosi pieni di rabbia per poi andare a dire che la sua scelta è migliore perché dettata da studio e scelta oculata.
      Ma di tutto ciò che lei studia, tiene solo ciò che le fa comodo tenere per giustificare le sue scelte. Egoistiche il più delle volte.

      Come ho scritto, per fare 100gr di carne ci vogliono 10kg di cereali, dobbiamo scegliere se mangiare un solo pasto di carne o settimane con quegli stessi cereali che avremmo dato ad un bovino per darci quei 100gr di carne.

      Ma lei rifiuta questo semplice confronto e usa le sue sovrastrutture e tutte le cazzate che ha letto e raccolto tra tutto lo scibile a cui ha avuto accesso, per giustificare la sua dipendenza affettiva dalla dieta carnea, che lei stesso riconosce ma nasconde abilmente sotto le sovrastrutture e i fiumi di parole.

    12. Gino 8 gennaio 2017

      I messaggi scritti non contengono il tono della voce nè niente altro che lo scritto. Perciò solo chi legge attribuisce un'"emozione" allo scritto. La rabbia la deduce lei, deduco avendocela dentro. verbosi...è possibile. non lo nego.
      Le scelte che faccio io lei non le conosce.
      Cosa leggo e studio nemmeno.
      Se io abbia angosce o meno e quali eventualmente, nemmeno.
      Deduce anche una mia dipendenza dalla dieta carnea.
      Fa tutto da solo.
      Conosco benissimo le proporzioni da lei descritte e ho scritto di non essere a favore degli allevamenti intensivi.
      Deduce anche che io abbia letto e/o raccolto cazzate.
      Non ho mai detto che la mia scelta sia la migliore.
      Forse se si arrabbia di meno capisce meglio ciò che c'è scritto.

    13. stefano passa 8 gennaio 2017

      basta tornare all'agricoltura ed allevamento non intensivi....
      non abolire del tutto la zootecnia, anche perchè se manca l'allevamento poi è costretto ad usare fertilizzanti chimici...

    14. Gino 8 gennaio 2017

      comunque forse ha sbagliato a rispondere e voleva rispondere a un altro.
      Chi ha mai detto che rifiuto il fatto che per 100gr di carne ci vigliono10kg di cereali??? bbboh!

    15. fb76 8 gennaio 2017

      ancora con il rapporto 100gr di carne = 10 kg di cereali? e basta.... e chi li produce sti 10 kili di cereali ? tu ? se non servono al bovino ne fanno biocarburante... non li danno certo a gratis a te o ai morti di fame del terzo mondo

    16. Roberto Giuffrè 8 gennaio 2017

      Era per Gioco la risposta mi spiace...

    17. Roberto Giuffrè 8 gennaio 2017

      Lei non studia, e non si informa per poi fare scelte corrette.
      Lei ho capito che studia e si informa solo per creare sovrastrutture che soffochino le sue angosce.
      E non sto a fare il suo analista. Semplicemente osservo i suoi messaggi, verbosi pieni di rabbia per poi andare a dire che la sua scelta è migliore perché dettata da studio e scelta oculata.
      Ma di tutto ciò che lei studia, tiene solo ciò che le fa comodo tenere per giustificare le sue scelte. Egoistiche il più delle volte.

      Come ho scritto, per fare 100gr di carne ci vogliono 10kg di cereali, dobbiamo scegliere se mangiare un solo pasto di carne o settimane con quegli stessi cereali che avremmo dato ad un bovino per darci quei 100gr di carne.

      Ma lei rifiuta questo semplice confronto e usa le sue sovrastrutture e tutte le cazzate che ha letto e raccolto tra tutto lo scibile a cui ha avuto accesso, per giustificare la sua dipendenza affettiva dalla dieta carnea, che lei stesso riconosce ma nasconde abilmente sotto le sovrastrutture e i fiumi di parole.

    18. Roberto Giuffrè 9 gennaio 2017

      Giusto, cambiamo argomento, glissiamo, qualunquiamo, l'importante è tornare a mangiare la bistecca che sennò coi cereali ci fanno la benzina.
      Tutto va bene purché non si smetta di mangiare la bistecca.

    1. leo 8 gennaio 2017

      Sono stato vegetariano per anni. Poi sono diventato credente e, leggendo gli Atti degli Apostoli ho trovato questo passo. Pietro ha una visione. Vede in cielo un enorme lenzuolo sorretto da quattro angeli. Sopra vi sono una miriade di animali. Poi sente la voce di Dio che gli dice "Coraggio Pietro. Uccidi e mangia". La visione sparisce. Pietro rimane perlesso.
      Questo passo ha fatto terminare la mia visione animalista della vita. Non credo più alla parità delle specie. Certo, mi disgustano le atrocità compiute sugli animali (soprattutto ritengo un abominio la vivisezione) ma, nel mio medesto modo di vedere la vita ed i suoi accadimenti, ritengo che dietro la filosofia animalista, come in tanti altri aspetti del mondo moderno, ci siano all'opera forze che una sana mente razionalista taccerebbe come paranoie da fanatico religioso. Per conto mio, per quel che vale, grazie a queste paranoie ho trovato un senso ed un ordine a ciò che prima era solo caos. Col senno di poi, sarei anche potuto rimanere vegetariano (per la mia avversione alle verdure non ho mai contemplato la possibilità di diventare vegano) ed evitare la certezza di un destino superiore dell'uomo diventasse anche disprezzo per gli altri esseri viventi. Ecco, di questo mi dispiace, ma se devo scegliere un mentore, meglio la Parola di Dio che di qualunque Guru.

    2. nicolass 8 gennaio 2017

      è strabiliante pensare che al giorno d'oggi ci sia ancora qualcuno che basa le proprie scelte di vita sulla credenza che il verbo si è fatto carne e sulla moltiplicazione dei pane e dei pesci.... del resto cosa sarebbe ancora oggi il cattolicesimo senza lo specismo.

    3. leo 8 gennaio 2017

      Non sono cattolico

    1. Strijbos Dave 7 gennaio 2017

      al di là di ogni considerazione salutiscitcca (ognuno sceglie di ammazzarsi come preferisce) ed etica (c'è gente che non gliene fotte niente dei figli e della moglie, cosa vuoi che gliene importi di un coniglio??) uno degli aspetti più importanti che riguarda TUTTI ma proprio TUTTI è l'impatto ambientale degli allevamenti intensivi... Avete mai sentito parlare di overshoot day? Lo stile di vita occidentale NON è sostenibbile a lungo e questo lo capisce un bambino di 5 anni. Ma magari gente con 2 lauree no. Amen, alla fin fine siamo una razza animale come ce ne sono a migliaia, alcune sopravvivino alla storia, altre si estinuono..e noi, dall'altro della nostra grande "intelligenza" stiamo facendo di tutti per distruggere il pianeta che ci ospita.
      (Ma vuoi mettere una fiorentina, rispetto al futuro dei miei figli? Ahahaha!)

    2. stefano passa 8 gennaio 2017

      guardi le do una informazione... le coltivazioni di riso inquinano come gli allevamenti intensivi.... che facciamo aboliamo anche il riso???

    3. Strijbos Dave 9 gennaio 2017

      Grazie dell'informazione,è la prima volta che la sento..posso sapere da che fonti proviene?
      In ogni caso, con tutta la tecnologia che c'è... Possibile che non si trovino soluzioni? Ed infine,possiamo distruggere il pianeta e/o avvelenarci tutti per il riso?

    4. stefano passa 9 gennaio 2017

      basta scrivere su google riso-metano.... naturalmente queste cose non vengono pubblicizzate perchè il male è solo sugli allevamenti...

      http://www.lescienze.it/news/2015/07/22/news/coltura_nuovo_riso_piu_amido_meno_metano_orzo-2701807/
      http://www.ecoblog.it/post/3350/il-metano-delle-risaie

    1. Strijbos Dave 7 gennaio 2017

      Premesso che in questo genere di discussioni la maggior parte dei carnivori non manca mai di mettere in mostra una bella dose di ignoranza,presunzione e patetici luoghi comuni, lasciamoli pure mangiare tonnellate di carne e derivati. S chiama selezione naturale...e tra qualche anno si vedrà chi è campato più a lungo e più in salute. In questa epoca gli ignoranti non durano tanto, in tutti i campi.
      Siamo ancora al livello di cultura che se si ammala un vegano (raro) è colpa della dieta, se si ammala un "buongustaio" di cadaveri (facilissimo) è sfiga.
      Pensate che chi critica la salubrità delle diete veg,macro,crudiste,ecc, spesso ha appena portato i figli a mangiare merda dal Mec.... (ma questi non andrebbero internati...è NORMALE, quindi va bene.
      Pace e bene.

    2. stefano passa 8 gennaio 2017

      prima di tutto noi siamo innivori non carnivori, poi non mangiamo nessun cadavere, casomai carcasse, le faccio notare che le popolazioni piu longeve al mondo mangiano ANCHE carne...... i vegani si ammalano di meno?? fonti????

    3. Strijbos Dave 9 gennaio 2017

      Lo so benissimo che siamo onnivori (anche se agli albori dell'umanità eravamo frugivori), x "carnivoro" intendo chi si nutre di carne (faccio notare che i consumi odierni - 125 kg/annui procapite negli USA- non si sono mai visti nella storia umana!).
      Premesso che personalmente son convinto che ci siano alimenti ben più dannosi della carne (quella sana) le statistiche dei paesi occidentali hanno come 2 cause principali di morte patologie cardiovascolari e tumori, entrambi associate (non da me ma da moltissimi studiosi) al consumo di cibi animali.
      A questo punto vorrei un chiarimento sulla differenza tra cadavere e carcassa,grazie.

    4. stefano passa 9 gennaio 2017

      i primati sono onnivori si presume che anche noi siamo sempre stati onnivori.
      se negli USA si mangia troppa carne è un problema loro, da questo ad abolirla ce ne passa
      per quanto riguarda il termine "cadavere" esso è riferito solo ai morti umani, per gli animali il termine è carcassa o carogna

    1. GioCo 7 gennaio 2017

      C'è un problema etico nel cibarsi di carne, ma attenzione a non generalizzare. Un conto è la carne prodotta in America, dove le lobby di produttori di carne hanno sufficiente forza da obbligare la politica interna ed estera a favorire i loro profitti, diventando così il primo fattore di inquinamento mondiale in assoluto. Questo tipo di allevamenti devono essere intensivi e ammassati se no non possono crescere economicamente, ma sono giganti dai piedi d'argilla e ogni secondo rischiano di fare il botto cadendo. Se il problema al solito lo si parcellizza in un aspetto, come l'allevamento intensivo e l'etica specistica, si fa la solita demagogia gorillica perfettamente inutile. Più o meno come "lavoratori di tutto il mondo unitevi" di altri tempi. Fico, se non che poi ti ritrovi (oggi) in un call center per 800€ e un contratto da rinnovare ogni bimestre, se ti va bene. Cioè siamo diretti sparati a sognare impieghi del tipo "Ciàula scopre la Luna". Ma con l'Iphone. Sai che merda.

      Senza contare che "la colpa è tutta degli extracomunitari", portati a vagonate sulle nostre coste da un business multimiliardario che accontenta tutti quelli che contano, perchè fornisce abbondanza di schiavi manipolabili a piacere, da mandare nei vari macelli.

      Il problema è etico, certo, ma affrontato così è strutturalmente deficiente, come il medioevo affrontato dal cristianesimo, valuti una superficie e attribuisci il male tutto a un aspetto dell'insieme, il che in un certo senso è peggio. Quando dico "deficiente" indico l'etimo, cioè una mancanza di conoscenza, una parzialità di vedute che impedisce una critica pensata complessa. Ci si accontenta delle quattro cagate che si leggono su qualche libro e su qualche sito, assorbendo passivamente quello che non è sottoposto a critica e per ciò appare di "buon senso", anche se in effetti è esclusivamente un dogma religioso camuffato. Perchè non esiste un ragionamento ma solo una valutazione di merito su cos'è giusto o sbagliato.
      In apparenza è "buon senso", soprattutto perché si eleva a metodo di guerra contro uno stile di vita fondato sugli eccessi. In questo senso è sicuramente positivo.
      Ma in effetti se ci si ragiona un attimo, non rifiuta niente di quello stile, non cambia nient'altro che la superficie, la pelle dell'etica: sposta il problema più in là, come si fa con gli stronzi che galleggiano quando ti accorgi che la merda ti è arrivata sotto il mento.

      Ora, facciamo giusto quattro conti, tanto per far capire il livello epico delle ca%%ate di cui stiamo parlando. La carne, il latte e le farine bianche sono spesso piene di schifezze al punto da essere puri veleni. Oggi è davvero un terno all'otto vinto riuscire a consumare cose "commestibili". Ma se è successo a questi alimenti, perché acqua, aria e terra si stanno arricchendo di quei veleni questi prodotti (pensiamo solo agli scarti industriali che sono circa 9 volte quello che ogni singolo prodotto ci arriva in casa poi produce come rifiuto) e perché le pratiche che abbiamo pensato per abitare il pianeta (come l'uso di combustibili fossili, dighe, centrali nucleari, inceneritori, guerra, e molto altro) sono semplicemente TUTTE inadatte alla vita, quanto tempo occorrerà per avere altrettanto veleno nella merce vegana? Cosa sperano di ottenere i "vegani" a parte spegnere i pochi neuroni che gli sono rimasti nel cervello nel tentativo di far tacere la coscienza? Non è penoso oltre ogni ragionevole giudizio sentirsi meglio perché non mangi carne e pesce o derivati dello "sfruttamento animale" quando il semplice abitare case o spostarsi in auto è la principale ragione per cui stiamo sterminando il resto della vita su questo pianeta? Non è togliere la pagliuzza dall'occhio del vicino per non rimuovere la trave che sta nel proprio?

      Se si volesse essere davvero pratici e non obbiettivamente sciocchi (e attenzione che io sono il primo a dirmi appartenente al secondo gruppo, anche se almeno ho la decenza di non nascondermi dietro un dito e lo ammetto) lo stile di vita che si cercherebbe è prima di tutto un cambio di paradigma che rovesci ogni idea che ci abita come un calzino. Una cosa che manderebbe in pappa il cervello del 99% della mentalità occidentale cresciuta nell'idea della propria salvaguardia ad ogni costo. Cioè CRITICO, ma non per salvare il Dio Moloc che ci sta chiedendo in sacrificio il pianeta ne tanto meno pensare che ci si può salvare con l'anello di Sauron se si usa per combattere Sauron. L'anello è Sauron. Così "Vegano" è parte del problema, nasce dentro il modello che ha generato carne e latte immangiabili e non può pertanto essere in nessun caso una soluzione.

      Ma ovviamente non pretendo che nessuno salga nei QI oltre quello che occorre per godere un film di fantasia di Hollywood. In America insieme al fenomeno dei predicatori, dei caucus e degli altri raduni oceanici, anche aziendali, come ai concerti per eleggere idoli che poi sono pupazzi che saltellano e gridano facendo scena (ma possibile che a nessuno venga in mente "il teatrino di mangiafuoco"?) come le diete che ci hanno ammorbato la mente con super-ca%%ate dagli anni '60 per salvare la merdacucina del fast-food e ottenere obesi da 200 Kg per ritenzione idrica che bisogna spostare con la gru, l'America ci ha dato sta ennesima fetecchia del vegano.

      Ciò che mi perplime oltremisura però, non è che ci sia un seguito così orgoglioso di persone che ci credono a ste vaccate, ma che ancora si riesca a credere ed accettare acriticamente qualcosa che arriva da quella parte di pianeta che è fonte della maggior parte delle pene che sta passando il resto dei viventi qui ed ora. Globalmente.

      Questo davvero ancora non ho capito come sia possibile. A meno che non sia ammesso che siamo di fronte a un collasso di intelligenza generale.

    1. Teopratico 7 gennaio 2017

      Secondo me questa discussione è figlia dell'abbondanza in cui viviamo e infatti fa il paio con l'articolo sulla povertà del 1974 in home. Il consumismo abbiamo scoperto non è un sistema salubre, benissimo, ridimensioniamoci, impoveriamo anche nella dieta. Alla prima crisi economica ( petrolio, trasporti costosissimi), quando la maggior parte dei consumatori non potrà consumare, si ripartirà daccapo, come i nobili rinascimentali, con selvaggine ripiene di piccioni e maiali all'ingrasso e gotta a go go. Solo per una cosa pregherei i vegani contemporanei: nel dubbio, ché la scienza non può essere perfetta, una alicetta a settimana datela ai minori.

    2. cdcuser 7 gennaio 2017

      a mio parere, più che figlia dell'abbondanza è "occidentalistico-centrica";

      poi, come giustamente dici, la scienza non può essere
      perfetta
      e i sostenitori di questa "pratica" (il veganesimo)
      basa le proprie ragioni su alcune ricerche scientifiche (logicamente direi,
      poiché su qualcosa bisogna sostenere delle tesi, caso contrario bisogna "imporre" dei dogma) ma la biologia ed in particolare la zoologia, che si occupa dello studio degli animali (di cui l'uomo fa parte se non sbaglio), identifica i seguenti tipi di nutrizione: Erbivoro, Carnivoro, Insettivoro, Granivoro, Frugivoro, Folivoro, Nettarivoro;

      quindi,

      [la scienza non può essere
      perfetta e non lo è, non è la Verità assoluta ed è (e deve essere) Revisionista (anche perché non potrebbe essere il contrario, senno diventa altra cosa)]

      dove viene collocato in ambito scientifico il veganesimo? ma forse non è che con la scienza non ha niente a che vedere? forse avrà a che vedere con il marketing, la pubblicità o la propaganda? boooh!

    1. stefano passa 7 gennaio 2017

      per me il vero veleno sono le farine raffinate....
      questa è una opinione di un nutrizionista
      https://www.youtube.com/watch?v=QsHLrHH__mc
      https://www.youtube.com/watch?v=EYUpitGo8qg

    2. nicolass 7 gennaio 2017

      l'unica cosa sensata che ha scritto finora

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