TUTTI IN PIEDI

di fronte a Hussein Ali Faqih

TUTTI IN PIEDI

Di Ucp

Un uomo del Libano meridionale che dormiva tra le macerie della sua casa muore come simbolo di resistenza alla pulizia etnica israeliana

Hussein Ali Faqih, l'87enne conosciuto come "Abu Ali", diventato un punto di riferimento della resistenza nel Libano meridionale, è deceduto ieri. La sua morte segna la fine di uno dei tanti rituali di resistenza contro la continua campagna israeliana volta a spopolare e radere al suolo i villaggi di confine attraverso bombardamenti sistematici. Dopo la distruzione della sua casa a Srifa, Abu Ali si rifiutò di accettare la condizione di sfollamento definitivo, recandosi ogni giorno sul luogo della sua abitazione distrutta. Occupando le macerie come se la struttura fosse ancora in piedi, trasformò i detriti in un luogo di presenza attiva, riappropriandosi delle rovine della sua casa dal peso psicologico dei bombardamenti che cercavano di recidere il suo legame con la terra.

La veglia quotidiana di Abu Ali tra le macerie di cemento e le barre di ferro contorte è diventata un simbolo locale di incrollabile resistenza di fronte a una strategia di pulizia etnica volta a rendere il Sud inabitabile. Il suo rifiuto di abbandonare le rovine, pur non offrendo alcun riparo, rappresentava un silenzioso ma fermo rifiuto della definitività della barbara campagna israeliana nel Libano meridionale. Sebbene la sua morte segni la scomparsa fisica della silenziosa sentinella di Srifa, l'immagine del suo rifiuto di lasciare le rovine rimane una testimonianza del legame indissolubile tra la popolazione del Sud e i villaggi che Israele sta tentando di cancellare.

TUTTI IN PIEDI di fronte a Hussein Ali Faqih

Commenti (5)

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    1. absitiniuriaverbis 16 maggio 2026

      Morire e' il destino finale di tutti.
      Che la terra gli sia lieve.

      Come scriveva Toto' la morte e' una livella, non guarda in faccia a nessuno, non e' razzista, non e' sessista, non si compromette per spiccioli o tesori e ride della compravendita di indulgenze.
      Fa il suo mestiere e basta.

      Quello che rattrista e' che ,visitando i cimiteri, nelle lapidi si leggono solamente epitaffi che esprimono la grandezza, la bonta', ...le doti migliori degli uamani. Come se i bastardi ed i loro complici e leccapiedi et similia non fossero ospiti nei cimiteri. Ma la morte livella tutti mentre l'ipocrisia dei vivi regna sovrana.

      Ai cimiteri con le lapidi e le cappelle prefersco quei luoghi di sepoltura che dalle ceneri del defunto germogliano alberi. I frutti degli alberi sono visiibili e non cadono lontano dalla pianta. Basta saperli riconoscere per non rischiare l'avvelenamento.

    2. ric 16 maggio 2026

      a me piacciono tantissimo certi cimiteri....mi danno allegria...

      https://www.havanathevan.it/itinerario-sulle-tracce-dello-sbarco-in-normandia/

    1. oliver 14 maggio 2026

      Onore e rispetto ad Hussein Ali Faqih
      viva la Resistenza Palestinese, Libanese, Iraniana,
      🇵🇸🇱🇧🇮🇷
      fuori l’ imperialismo sionista-angloamericano
      ✊🏽

    2. ric 15 maggio 2026

      ah...zio Adolfo....

    3. Spartan 15 maggio 2026

      Aaaaa.... come imbiancava Lui...........

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