Simplicius
simplicius76.substack.com
La troupe è arrivata nell'ufficio di Washington di "papà" per la ramanzina ufficiale. Se non altro, dobbiamo ammettere che l'incontro ha prodotto alcune delle immagini politiche più straordinarie, forse, della storia:
Si era mai vista una cosa del genere? L'intero pantheon della classe dirigente europea ridotto a bambini piagnucolanti nell'ufficio del preside. Nessuno può negare che Trump sia riuscito a "mettere in ginocchio" l'Europa. Non si può tornare indietro da questo momento di svolta, l'ottica non può essere riscattata.
Ma, a parte gli scherzi, obiettivamente dobbiamo sottolineare quanto la delegazione sia apparsa assolutamente sconfitta e a corto di energia. Basta osservare il linguaggio del corpo di "eminenti statisti" come Emmanuel Macron e Alexander Stubb che posano per la foto di rito, volta a trasmettere la solidarietà collegiale e l’"autorità" degli alleati:
President Trump, Ukrainian President Zelenskyy and NATO and European leaders posed for a “family photo” at the White House before a multilateral meeting on the path forward to peace between Russia and Ukraine. https://t.co/9BtwrPXsjL pic.twitter.com/buYVK5fzod
— CBS News (@CBSNews) August 18, 2025
Mani in tasca, sguardi confusi o disinteressati, occhi vacui e quella bizzarra atmosfera da "spazio morto" come una "TV sintonizzata su una stazione morta" (tanto di cappello al signor Gibson) [La citazione originale di William Gibson è "The sky above the port was the color of television, tuned to a dead channel." (Neuromancer, 1984), N.D.T]. È chiaro che nessuno vuole essere lì, e tutti sanno che la farsa sembra ed è artificiale.
Si potrebbero scrivere volumi su come si sia potuti arrivare ad un punto così basso dell'influenza europea. Ma ci accontenteremo di concludere che è chiaro che la questione della risoluzione del conflitto ucraino è di una tale importanza esistenziale per la cabala dietro le quinte che scrive il copione delle euro-marionette, che questa cabala è disposta a rischiare tutto, compreso il sacrificio politico dei suoi "comprador" che si atteggiano a leader eletti.
È inutile anche solo definire i dettagli, ma ci sono stati molti piccoli momenti umilianti durante l'incontro: dall'apparente non riconoscimento da parte di Trump del presidente finlandese - incapace di trovarlo nonostante fosse seduto proprio di fronte a lui - all'umiliazione da parte di Trump di Ursula, che si è presentata armata di una tiritera sui russi che rapiscono i bambini ucraini; Trump l'ha zittita facendole notare che si erano riuniti per parlare di tutt'altro, ovvero che la sua propaganda era irrilevante e indesiderata.
“Where are we here?” Trump’s dementia on full display. Trump can’t find the President of Finland, even though he’s seated at the table directly opposite him. Where’s the Jake Tapper investigation? pic.twitter.com/14907CAC5j
— Mike Sington (@MikeSington) August 19, 2025
🇺🇸🇪🇺🇺🇦🇷🇺 Ursula: “We need to make sure all children are back with their families”
Trump: “We’re here for a different reason” pic.twitter.com/dCakNpPZpQ — Lord Bebo (@MyLordBebo) August 18, 2025
Va inoltre notato che Trump non ha salutato personalmente nessuno dei messaggeri europei al loro arrivo, facendoli invece scortare da un accompagnatore, come bambini al parco giochi della Casa Bianca. In netto contrasto con lo sfarzo e la cerimonia della visita di Putin. Questo, ovviamente, è voluto; Trump, a tutti gli effetti, ha mostrato ai vili comprador europei il loro posto, da subordinati, nella sua lenta ristrutturazione dell'ordine mondiale. Trump rispetta solo il potere: i leader deboli e servili lo disgustano e si beccano sulla fronte il marchio del suo stivale.
Quindi, che cosa ha effettivamente ottenuto l'incontro, oltre ad aumentare il prestigio di Trump ed eliminare dai notiziari le narrazioni scomode?
Abbiamo assistito a un'altra ripetizione della stessa routine dell'Alaska: si tengono colloqui, si annunciano importanti "progressi", ma non vengono forniti dettagli o prove concrete. In questo caso, si dice che il grande risultato sia l'accordo su un incontro tra Putin e Zelensky, seguito da un "trilat", come lo chiama Trump. Il problema è che non ci sono prove che la parte russa abbia accettato qualcosa di simile.
In primo luogo, gli organi di stampa hanno affermato che Trump avrebbe "telefonato a Putin" nel bel mezzo del suo incontro con gli europei - lo stesso Trump ha prontamente smentito la notizia:
— [email protected] (@bilosta19570645) August 20, 2025
Riporto questo esempio per illustrare ancora una volta la quantità di disinformazione che intasa l'etere su questo tema. E questo contestualizza il resto dell'analisi: ciò che la Russia può o non può aver accettato. Vedete, con la stessa facilità con cui gli organi di stampa mainstream hanno mentito sulla telefonata di Trump, potrebbero farlo anche sulle affermazioni ora circolanti secondo cui Putin avrebbe "accettato di" incontrare Zelensky.
I russi si sono tenuti molto stretti, anche più del solito. Sembra che abbiano adottato una strategia di deliberata ambiguità strategica per dare a Trump la licenza necessaria per giocare la sua partita contro gli europei e l'Ucraina, mentre i russi stanno a guardare. In questo caso, nel confermare il tentativo di Trump di far incontrare Putin e Zelensky, l'aiutante di Putin, Ushakov, ha modificato molto sottilmente il linguaggio dicendo che Putin e Trump hanno discusso di alzare il livello dei "negoziatori" e ha menzionato la possibilità che la Russia studi questa proposta - come ho scritto su X:
Un'interessante e evasiva insalata di parole come non-risposta nel consueto "linguaggio del Politburo". Non conferma nulla, se non che Trump e Putin hanno discusso di "alzare il livello dei negoziatori" tra Russia e Ucraina (omettendo specificamente quale sarebbe il livello). E, in realtà, non ha nemmeno detto che si è discusso dell'innalzamento del livello in sé, ma piuttosto della possibilità di "studiare" questa proposta. Sembra che la Russia per ora continui a giocare sull'ambiguità strategica per dare a Trump lo spazio di manovra di cui ha bisogno per "lavorare" sugli europei e su Zelensky.
La rivista russa Gazeta.ru ha confermato, leggete con attenzione, il sottile cambiamento:
"Secondo lui, i leader hanno discusso della possibilità di aumentare il livello dei negoziati diretti russo-ucraini. I presidenti di Russia e Stati Uniti hanno sostenuto l'idea di negoziati diretti tra le delegazioni russa e ucraina, ha detto l'assistente presidenziale".
Come ho scritto ancora su X:
Nota, la parte russa ha sostenuto l'idea di "negoziati diretti tra le delegazioni russa e ucraina". Non tra i presidenti russi e ucraini, ma "delegazioni".
Ora, quasi come se si trattasse di un trollaggio o di un blocco intenzionale del potenziale incontro, la Russia ha riferito di aver proposto un incontro Putin-Zelensky a Mosca come sede privilegiata:
[caption id="attachment_230817" align="aligncenter" width="784"]
Fonte[/caption]
Anche in questo caso, la notizia non proviene da fonti russe o ufficiali ma dall'AFP occidentale, quindi potrebbe essere falsa. Ma, se fosse vera, sembrerebbe un altro segnale da parte di Mosca che un incontro Putin-Zelensky è irrealistico.
Ma perché la Russia sta giocando a questi giochi indiretti, invece di annunciare apertamente a Trump e all'Occidente le sue linee rosse, le sue richieste precise e la sua posizione su un incontro con Zelensky? La Russia ha dichiarato più volte le sue richieste, ma negli ultimi giorni, con l'accelerazione dei "negoziati", ha nuovamente confuso le linee di demarcazione con le sue azioni e i suoi segnali contraddittori. Sebbene la maggior parte di questi segnali provengano da fonti occidentali, il fatto che la Russia non li neghi apertamente appare altrettanto eloquente.
Quindi, di nuovo: perché la Russia fa questi giochi indiretti?
L'unica risposta logica sembra essere che la Russia si accontenti di dare a Trump e all'Occidente abbastanza corda con cui impiccarsi, sia che si tratti di tenerli occupati mentre la Russia continua ad avanzare in Ucraina, sia che si tratti semplicemente di permettere all'Occidente di annegare nel proprio delirio maniacale di "negoziati", lasciando che la malandata giostra giri a vuoto.
Un'altra possibilità, forse più realistica, è quella che ho già illustrato in precedenza: la Russia potrebbe essere interessata a lasciare "aperte" quante più porte e opzioni possibili. Inoltre, è probabile che la Russia voglia dare a Trump quante più munizioni possibili per consentirgli di esercitare il dominio e la supremazia sui suoi avversari - tra cui gli apparatchiki dell'UE - perché la Russia vede Trump come il suo unico, anche se poco affidabile, campione. Agli occhi della Russia, più Trump ha successo, più vittorie ottiene, sia in patria che all'estero, meglio è per la Russia, perché Trump ha chiaramente fatto sapere dietro le quinte di voler lavorare con la Russia; il suo problema è che, nel caso dell’Ucraina, ha le mani legate dallo Stato profondo ed è in grado di operare solo entro un raggio limitato di azioni "accettabili".
In quest'ottica, sarebbe contro gli interessi della Russia danneggiare Trump contraddicendolo apertamente in pubblico. Quando l'amministrazione di Trump si lascia andare a qualche grossolana esagerazione su come stanno andando le cose, la Russia potrebbe trovare utile "assecondare" e compiacere queste esternazioni per legittimare le manovre di Trump e contribuire a fortificarlo contro la stampa ostile e le altre forze che lavorano contro di lui. Trump ha chiaramente un grande rispetto per Putin, come si vede nel video qui sopra, dove nega di aver chiamato Putin durante l'incontro con i supplicanti prostrati non perché sarebbe stato irrispettoso nei loro confronti, ma perché sarebbe stato scorretto nei confronti di Putin - una giustificazione estremamente eloquente.
Leggendo tra le righe, si può notare che, allo stato attuale delle cose, le due parti non potrebbero essere più distanti . Zelensky ha ribadito ancora una volta che non rinuncerà a nessun territorio, non smilitarizzerà, vuole ancora entrare nella NATO, vuole che la Russia paghi riparazioni massicce dell'ordine di centinaia di miliardi e molto altro ancora. I labrador euro-comprador si stanno ora concentrando sulle garanzie di sicurezza militare nell'ambito dell'articolo cinque e sull’invio di truppe.
In una nuova dichiarazione, Lavrov ha ribadito che non ci potrà essere alcun accordo senza che prima sia risolta una serie di questioni, come il rispetto degli interessi di sicurezza della Russia, i pieni diritti dei russi etnici e la protezione della lingua russa in Ucraina, ecc:
Russian FM Lavrov accuses West of 'arrogant' approach toward international law, says peace impossible without recognition of Russian security interests pic.twitter.com/LiWuqqip66
— liten drage (@DrageLiten) August 19, 2025
Quindi, come potrebbero Zelensky e Putin incontrarsi tra due settimane - come ora previsto da Trump e co. - se nemmeno una di queste questioni è stata risolta e, peggio ancora, non è stata nemmeno discussa?
Nel frattempo, ecco il tipo di strane falsificazioni riportate dagli organi di stampa tradizionali:
L'unica possibilità che questo sia vero è che Putin decida che forse ha bisogno di incontrare Zelensky solo una volta, per dimostrare in modo decisivo al mondo che non sono in grado di raggiungere un accordo. Ma anche questo avrebbe poco senso, perché, così facendo, legittimerebbe Zelensky e contraddirebbe tutte le sue precedenti dichiarazioni riguardo al fatto che Zelensky non è una controparte legittima. Una tale marcia indietro metterebbe in dubbio molte delle altre dichiarazioni apparentemente solide di Putin sul controllo costituzionale della Russia su alcune regioni e cose del genere. È assai improbabile che la Russia decida di lasciarsi andare su un pendio così scivoloso, ma l'"ambiguità" strategica è chiaramente in gioco.
Putin potrebbe facilmente dichiarare: "Ho detto più volte che Zelensky non è legittimo e quindi è incompatibile con un incontro con me a livello presidenziale". Ma pensate a come verrebbe accolto: tutti i leader mondiali e le testate giornalistiche direbbero che Putin è "spaventato" dalla sua controparte, convalidando le stesse accuse di Zelensky. Si può vedere la trappola in cui cadrebbe Putin se rifiutasse apertamente qualsiasi possibilità di incontrare Zelensky a tu per tu. Ecco perché la deviazione "ambigua" appare l'opzione strategicamente più sensata da un punto di vista pragmatico. Putin deve rimanere il più possibile pubblicamente amichevole e disponibile, utilizzando l'ambiguità strategica quando necessario, mentre lascia che siano gli intermediari come Ushakov, Lavrov e altri a pronunciarsi in modo più netto e sgradevole.
E, tra l'altro, anche Zelensky sta bluffando allo stesso modo: ha comunicato a Trump la propria disponibilità ad accordi, lasciando intendere di essere aperto a concessioni territoriali, eccetera, ma oggi ha dichiarato che i dettagli territoriali veri e propri "saranno discussi solo direttamente con Putin", sviando ancora una volta l'impegno su un'eventualità che sa che non si verificherà. Trump, da parte sua, sta bluffando anche con il suo pubblico interno, affermando che tutti sono quasi d'accordo e che rimangono solo gli ultimi particolari. È per questo che l'intera farsa è un esempio perfetto di fumo e specchi, in cui tutti bluffano e mentono per continuare a dare calci al barattolo mentre la narrazione costruita si allontana sempre di più dalla realtà. La motivazione principale, ovviamente, è facilmente intuibile:
Tra l'altro, dopo il teatrino alla Casa Bianca Zelensky ha anche cancellato un'intervista programmata alla Fox, così come il vertice in Alaska era sembrato essere stato interrotto, probabilmente per la stessa ragione: non è stato raggiunto nulla di sostanziale e ciascuna parte vuole evitare l'imbarazzo.
Questo ci porta alla logica domanda finale: dove andranno le cose dopo la scadenza del nuovo termine di due settimane fissato da Trump? Trump ha infatti chiarito che sapremo tra "due settimane" o giù di lì dove andranno gli eventi, oltre a fornire una tempistica simile per le sanzioni durante il vertice in Alaska. Possiamo solo supporre che la parte russa dovrà avanzare altre richieste, come aveva fatto Lavrov in precedenza, e ricordare gentilmente all'Occidente che sarebbe sempre meglio iniziare a trattare questi temi prima di prendere in considerazione una drastica escalation dei livelli negoziali.
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Fonte[/caption]
Politico se n'è accorto:
Il linguaggio calibrato della Russia segue uno schema familiare: accordo in linea di principio, stallo nella pratica. Una dinamica simile si era verificata a maggio, quando Putin aveva proposto un incontro con Zelenskyy per i colloqui di pace, per poi inviare una delegazione di secondo livello.
Ma sarà interessante osservare, anche per me, come si risolverà questo particolare vicolo cieco. Forse la Russia tirerà davvero fuori la carta di Mosca e annuncerà che Putin incontrerà Zelensky solo in quella sede, ma questo sembra suscettibile di attirare il ridicolo tanto quanto il rifiuto assoluto di qualsiasi incontro. Ricordiamo dal precedente articolo che Zelensky aveva immediatamente rifiutato la presunta proposta di Putin sulla sede di Mosca:
La fonte ha detto che il presidente ucraino, che in quel momento si trovava alla Casa Bianca con i leader europei, "aveva risposto 'no'".
Ora abbiamo la notizia che Zaluzhny sta preparando in silenzio una campagna presidenziale, con un vero e proprio quartier generale della campagna che si sta formando intorno a lui:
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Fonte[/caption]
Questo scoop coincide curiosamente con la notizia che il Regno Unito intende "aiutare" - leggi: orchestrare - le "prime elezioni" in Ucraina dopo la fine della guerra:
Ma quanto sono generosi. Naturalmente, è una pura coincidenza che Zaluzhny sia un uomo di Londra, che vive e lavora lì come "ambasciatore" ucraino mentre raduna il suo esercito politico.
L'unica cosa in discussione è la tempistica: lo scenario ideale del Regno Unito è quello di costringere la Russia a un congelamento del conflitto il più possibile favorevole all'Ucraina, per poi cacciare rapidamente la "canaglia" Zelensky tramite "elezioni" e installare il loro uomo per prendere immediatamente il comando dell'Ucraina e trasformarla in una nuova macchina da guerra contro la Russia.
E, a proposito di presidenze, l'ex consigliere di Zelensky, Aleksey Arestovych, che nel suo profilo ora sfoggia un vestito e si definisce "Candidato alla presidenza dell'Ucraina", ha scritto un magnifico testo politico che delinea un completo rovesciamento delle basi ideologiche del progetto ucraino. Per contestualizzarlo, non solo ha cambiato la foto del suo profilo, ma anche l'immagine del banner, che recita simbolicamente Rus-Ucraina, evocando le inscindibili realtà storiche che ora difende:
Il mini-manifesto è una lettura imperdibile, sia per la sua sconvolgente inversione di rotta rispetto al corso politico precedente, sia per la sua incisiva precisione:
Il dilemma strategico dell'Ucraina: Scelte progettuali e continuità storiche:
In tutti questi racconti dell'Alaska, il compito principale dell'Ucraina di oggi è quello di preservare l'indipendenza politica a lungo termine.
Nonostante il capitale simbolico condiviso con la Russia e la Bielorussia, esistono evidenti divergenze di fondo nelle visioni sui diritti e le libertà, e su ciò che è corretto e possibile nelle forme di organizzazione politica.
L'inevitabile paradosso è che, nell'ambito di un progetto nazionalista e ristretto, l'Ucraina non ha conservato questi punti di vista, ma li ha persi (in pratica), diventando massimamente simile alla Russia e alla Bielorussia, adottando la forma di una dittatura autoritaria - un tratto eccessivo delle radici storiche condivise, che derivano da Bisanzio.
La decisione fondamentale della Russia di convertire il capitale simbolico in capitale politico, ossia il sequestro forzato di ex territori imperiali e il rifiuto collettivo dell'Occidente di condividere il capitale simbolico con l'Ucraina (non siamo considerati parte dell'Europa e ci è stato negato l'ingresso nell'UE e nella NATO), sollevano la questione delle prospettive per l'indipendenza che ancora rimane.
L'Ucraina ha un solo modo per preservarla: riconoscere il capitale simbolico condiviso con la Russia e la Bielorussia, adottare uno status di neutralità e costruire relazioni di buon vicinato con la Russia e la Bielorussia, mantenendo l'indipendenza politica e il ruolo unico di "crocevia di mondi" - tra Russia ed Europa.
Dal punto di vista economico, il ruolo più promettente è quello di "corridoio della steppa" - tra Russia, Asia centrale, Caucaso meridionale e UE. In breve, si tratta di un cambiamento fondamentale nell'orientamento del progetto, da un orientamento ristretto e nazionalista a uno ampio e orientato al transito.
In un certo senso, si potrebbe parlare di un "grande ritorno" al ruolo storico e culturale naturale dell'Ucraina.
Per analogia, il moderno Kazakistan.
Se ciò non avverrà volontariamente, il cambiamento dell'orientamento del progetto (le principali direzioni della politica estera e interna e della strategia di sviluppo) avverrà forzatamente.
L'orizzonte temporale è di 10-15 anni.
Il costo sarà la perdita dell'indipendenza politica e, al posto dell'Ucraina, ci sarà un distretto federale chiamato "Piccola Russia", con tutte le conseguenze che ne derivano per le discussioni su diritti, libertà e caratteristiche distintive.
Qualsiasi negoziato, qualsiasi strategia che non affronti questo cambiamento nell'orientamento del progetto è priva di significato - davvero, "bende per i morti".
Tale è la scelta e tale è il prezzo.
In conclusione, la sfida fondamentale per l'Ucraina non sta nelle manovre tattiche, ma nel riconoscere la prospettiva strategica: la necessità di reimmaginare il proprio ruolo di Stato neutrale, orientato al transito, al fine di preservare l'indipendenza nell'ordine geopolitico emergente.
Il problema di quanto detto è che l'Ucraina aveva già sperimentato la neutralità di cui parla, ed era stata fatta a pezzi dall'Occidente con un colpo di Stato non appena Yanukovich si era anche solo leggermente inclinato verso la Russia su una singola questione neanche eccessivamente importante.
Da questo momento in poi, come potrebbe la Russia fidarsi di una "neutralità" ucraina gestita dall'Occidente? Qualsiasi neutralità di questo tipo sarebbe destinata a decadere nuovamente in unilateralità da parte di una classe politica occidentale rabbiosamente radicata che nutre un'inimicizia generazionale nei confronti della Russia. L'unica soluzione è che l'Ucraina venga definitivamente resa innocua, come era successo alla Germania e al Giappone dopo la Seconda Guerra Mondiale - e questo significa una smilitarizzazione forzata.
Come ultimo punto, l'Occidente sembra finalmente aver preso coscienza del fatto che la Russia è una Grande Potenza da non sottovalutare e con cui non si può scherzare:
Questo è edificante perché contrasta nettamente con l'immagine della leadership europea vile e sottomessa che abbiamo visto in precedenza. Ora l'abisso non potrebbe essere più ampio tra il potere e l'influenza della Russia e quelli della "piccola" Europa.
Simplicius
Fonte: simplicius76.substack.com
Link: https://simplicius76.substack.com/p/trump-breaks-europe-over-his-knee
20.08.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org







natascia 20 agosto 2025
In poche parole, la situazione venutasi a creare e’ a dir poco distopica. Sembra che Trump abbia forza e facoltà, mentre cerca di tappare falle economiche spaziali. Sembra che la Gran Bretagna sia ancora parte dell’Unione Europea. Sembra che i rappresentanti dell’Unione siano stati sedati in massa prima dell’incontro con il perdente. Sembra che l’attore ucraino abbia innescato il pilota automatico per lo sterminio di tutti i suoi cittadini nella speranza che non restando più nessuno, non debba mai rendere conto di nulla. Non so perché, ma mi viene in mente Pasolini ne: “ Salo’ o le 120 giornate di Sodoma”, ansia ,disgusto, massima coercizione .
oriundo2006 21 agosto 2025
Vorrei far notare che non sappiamo assolutamente nulla di quanto realmente si sono detti nei colloqui privati P. e T.
Nulla.
Dopo e' stata imbastita la 'narrazione' mediatica. E dopo ancora la recita collettiva a W. con comprimari sedati anticipatamente e molto tristi.
Da cosa dipende?
Ci sono fattori 'eso' che sono entrati prepotentemente in gioco ?
Altri attori su cui non mi pronuncio ma che sicuramente hanno fatto la differenza ?
Una conclusione e' certa.
La UE come unione di popoli ancora 'in fieri' e' tramontata nel suo aspetto politico e diplomatico.
Rimane solo un guscio vuoto completamente privo di autorita' negoziale e progettuale e, a questo punto, di complessiva legittimita' agli occhi del mondo intero.
Prima o poi qualcheduno ne reclamera' le spoglie.