DI JACQUES SAPIR
russeurope.hypotheses.org
Il "Presidente eletto" e non ancora insediato degli Stati Uniti, Donald Trump, è stato attaccato molto violentemente sui suoi legami reali o presunti con la Russia. Le dichiarazioni di Barak Obama (Presidente in carica fino al 20 gennaio 2017) riguardanti la possibile responsabilità del governo Russo nella "pirateria" del server informatico della direzione del Partito Democratico (DNC) sono venute ad inscriversi in questo contesto. La Harvard Gazette ha intervistato l'ex generale Kevin Ryan su questo argomento [1]. Il generale Kevin Ryan è stato generale di brigata dell'esercito degli Stati Uniti. Attualmente in pensione, è il direttore di progetti di difesa e d'intelligence al Belfer Center presso la Harvard Kennedy School, dove egli elabora le relazioni di sicurezza tra Stati Uniti e Russia, le informazioni militari e le capacità di difesa antimissile. Il generale Kevin Ryan è stato addetto alla difesa, durante la sua carriera, all'Ambasciata degli Stati Uniti in Russia e direttore capo regionale per gli Stati slavi presso l'ufficio del Segretario alla Difesa.
Egli fornisce una serie di precisazioni alle accuse riportate dalla stampa americana e riprese da una parte della stampa francese, sempre in prima linea non appena si tratta di denunciare la Russia e Vladimir Putin. E' utile rivedere precisamente ciò che è noto e ciò che invece non è chiaro su questo tema.
Si tratta di pratiche abituali ?
L'intervista si apre con una domanda in cui si chiede al generale Ryan se l'intrusione sul server del DNC può essere paragonata ad un atto di guerra. La sua risposta, ricordandosi di ciò che erano state le sue precedenti responsabilità , è molto interessante: "No, perché questo non costituisce una minaccia né prossima né remota per l'esistenza degli Stati Uniti." La precisazione è importante. Il server violato non era un server dell'amministrazione. Ma, il generale Ryan aggiunge subito dopo:.. "l'idea che i governi stranieri vorrebbero sostenere dei candidati amici durante un'elezione è antica. È vecchia almeno quanto la storia. E gli stessi Stati Uniti apertamente e con diverse risorse, sostengono i candidati in alcuni paesi che, secondo loro, sarebbero benefici per gli interessi e gli obiettivi degli U.S.A. nel mondo. Dunque, che un paese come la Russia tenti d'immischiarsi nel nostro processo elettorale non è sconosciuto. Non sto cercando di sostenere che sia corretto, o che sia equivalente a quello che noi abbiamo fatto, ad esempio, per aiutare i candidati e i partiti in Ucraina e Georgia con le "rivoluzioni colorate" ".
Con la sua risposta, egli riconosce che le ingerenze sono pratiche correnti. In più, ammette che si tratta di una modalità che viene regolarmente utilizzata dal governo degli Stati Uniti. Il fatto che leghi ciò agli interventi degli USA in paesi come l'Ucraina o la Georgia è altamente significativo, pur utilizzando molta cautela nell'esprimersi; e questo è riscontrabile, in virtù delle sue pregresse responsabilità nonché di quelle attuali, con l'espressione..."io non sto cercando di sostenere che sia corretto o che sia equivalente a quello che abbiamo fatto noi...". Egli avrebbe potuto anche ricordare gli interventi dei paesi occidentali (Stati Uniti e Germania in particolare) all'epoca dell'elezioni presidenziali russe del 1996, a favore di Boris Eltsin. Queste cose sono note e documentate [2]. Infine conclude aggiungendo, circa tale presunta azione del governo russo: "... lo non la considero come un atto di guerra." Egli lo affermerà ancora successivamente durante l'intervista ribadendo che, pur preoccupante che sia questa attività, poiché rivela una vulnerabilità sicura degli U.S. alla pirateria digitale, certamente non merita una escalation militare.
Quale influenza reale?
Interrogato sulla realtà dei fatti dell'azione attribuita al governo russo, egli aggiunge allora, e anche qui bisogna riconoscere che si tratta di parole seriamente soppesate..: "è importante notare che questa è più che una semplice possibilità, ma è meno di una certezza - io penso che è proprio questo che vogliono dire. Ciò significa, ad esempio, che il direttore dell'intelligence nazionale [James R. Clapper] ritiene che il governo russo ha diretto il processo di compromissione delle e-mail al fine d'influenzare o interferire con il meccanismo elettorale. (...) Io immagino che noi non otterremo le prove dirette... ». Il punto è importante. C'è sospetto, ma non la certezza. Bisognerebbe, per avere una qualsiasi certezza, che l'amministrazione Obama mostri delle prove, e il generale Kevin Ryan evidentemente non pensa che ne avremo.
Di questo, l'amministrazione del Presidente Obama in realtà ne ha tenuto conto, come ha detto successivamente: "Io penso(...) che abbiano scelto di non anticipare pubblicamente qualcosa (durante la
Adriano Pilotto 29 dicembre 2016
Parafrasando il caro vecchio Guy Debord potremmo dire che la società dello spettacolo si stà evolvendo, o, a seconda del punto di vista, involvendo, nella società dell'avanspettacolo.