La Bossi-Fini e i successivi decreti Maroni sono stati decimati dalla Consulta e dalle Corti europee, ma non sul dovere di ogni Stato di
accogliere i profughi con diritto di asilo e
rimpatriare-espellere gl’irregolari. Sei mesi fa il commissario Ue all’Immigrazione,
Dimitris Avramopoulos, notava che “il sistema Ue di rimpatrio dei migranti irregolari non è sufficientemente veloce ed efficace” (riguarda solo il 37% dei clandestini, e in Italia molti di meno) e auspicava financo “la detenzione per chi si sottrae all’identificazione”. Ma la Corte di giustizia Ue ha stabilito che gli Stati membri
non possono recludere gli irregolari, ma devono espellerli. In Italia le espulsioni sono
rarissime (anche se – dati della Commissione Ue – l’80% dei nostri extracomunitari sono irregolari): sia per l’inefficienza della
macchina burocratica, sia perché questure e prefetture sono
senza soldi, sia perché abbiamo
accordi bilaterali con soli
quattro paesi di provenienza (Tunisia, Nigeria, Egitto, Marocco) e ne mancano un’altra decina, peraltro previsti dal
Migration Compact di Renzi, finalizzato proprio ad agevolare i rimpatrii. Da anni sentiamo ripetere dai mejo “riformisti” del bigoncio che
“la legalità è di sinistra” e l’immigrazione non si governa col
buonismo e le
avemarie.
E quando negli ultimi mesi fior di sindaci pidini del Nord, da
Piero Fassino (buonanima) a
Beppe Sala, da
Giorgio Gori al vicentino
Achille Variati hanno posto il problema di un
severo controllo dell’immigrazione, dai giornaloni si sono levati gridolini di giubilo perché finalmente la sinistra diventava moderna. Persino la follia populista dell’
esercito schierato da
Sala, Renzi e Alfano per le strade di Milano è stata salutata da cori di
“finalmente”, “era ora”, “quando ci vuole ci vuole”, “così si combatte
il populismo grillino-leghista”. Poi
Di Battista si permette di dire le stesse cose, anzi molto meno, reclamando il rispetto delle leggi italiane ed europee sui rimpatri degli irregolari (votate da governi e partiti di destra e di sinistra, mai dal M5S), e
apriti cielo! Ecco la prova che i 5Stelle sono
leghisti, anzi fascisti, e ora vedrete che si alleano con Salvini.
Repubblica, che fino all’altroieri ospitava fra gli applausi le intemerate di Sala&C., scrive che Di Battista vuole “
deportazioni” per “prendere più voti”, mentre Renzi – che ha sempre detto la stessa cosa – “sembra di
un altro pianeta” perché “ha disposto il recupero di centinaia di cadaveri” in mare. Invece
il M5S, siccome chiede come lui il rispetto della legge, li avrebbero lasciati sui fondali. Così almeno arguisce
Repubblica, che cita l’“analisi raffinata” di un imprecisato “blog Giap” per tacciarli pure di “
criptofascismo”. Massì, abbondiamo!
Purtroppo c’è un piccolo dettaglio da superare: due anni fa i gruppi parlamentari 5Stelle chiedono l’
abolizione del reato di immigrazione clandestina, introdotto nel 2008 dal decreto Maroni con l’unico risultato di intasare di fascicoli Procure e Tribunali e di far impazzire le forze dell’ordine per
inseguire e processare fantasmi che, ove mai si trovassero dopo anni di indagini, dovrebbero pagare una multa (essendo nullatenenti). Il Pd si dice d’accordo, Grillo e Casaleggio invece no e indicono la votazione online che li sconfessa e dà ragione agli eletti. A quel punto il Pd e il governo Renzi che fanno?
Mantengono il reato di clandestinità (tuttora in vigore) per timore di impopolarità, d’amore e d’accordo con i populisti-razzisti della Lega. Ma questo bell’epilogo, siccome smentisce il pregiudizio di
Repubblica, è meglio non raccontarlo.
I fatti non devono disturbare
la propaganda. Ecco dunque, nel finalino, l’analisi raffinatissima di
Repubblica: “Incoraggiate,
le tossine viaggiano e si moltiplicano nel
web. E il Paese beve in silenzio
razzismo a buon mercato”.
Ricapitolando:
se Napolitano e la Turco impongono i rimpatrii, sono democratici e accoglienti;
se Renzi vuole espulsioni e reato di clandestinità, è democratico e moderno (anzi, “di un altro pianeta”);
se Di Battista parla di rimpatrii, è un criptofascista e un razzista. È l’antipasto della
lunga campagna elettorale appena iniziata, in vista della quale è forse il caso che i giornali dicano subito come la pensano una volta per tutte, e per tutti.
La legalità è un valore democratico sempre, o solo quando la invoca il Pd? E
i fascisti sono i fascisti, o tutti quelli che non garbano a
Repubblica? Così, per sapere.
Marco Travaglio
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/trova-le-differenze/
10.12.2016
Adriano Pilotto 12 dicembre 2016
A volte la discussione su questo sito non ha nulla da invidiare ad un talk show. Ora c'è pure l'indovino, di nome Gino. Detto senza ironia, perchè che in quanto a lucidità Gino è comunque in grado di mettere alle corde un razionalista(?) come PietroGe: " Vedi, i "profughi con diritto di asilo" sono protetti da trattati
internazionali sui diritti dell'uomo. Cose che vanno preservate e
tutelate perchè fondamentali per non tornare alla legge della jungla.
Anche io VOGLIO IL DIRITTO di poter chiedere asilo come rifugiato se
sono un perseguitato politico o se cominciano ad arrivare bombe sopra
casa mia. Dunque non facciamo il gioco di toglierci diritti sacrosanti".
PietroGE 12 dicembre 2016
Quel diritto lo voglio anch'io. Qui però stiamo parlando di un diritto degenerato in una truffa. Se tu sei un perseguitato politico magari cercherai rifugio in Slovenia o in Svizzera, non andresti certo in India o in Afganistan.
Adriano Pilotto 12 dicembre 2016
Sulla base di quel diritto, dei suoi requisiti, sei in grado di distinguere all'interno del fenomeno migratorio. Sulla degenerazione di questo diritto, in gran parte dovuto all'abuso che ne fece l'Occidente durante la guerra fredda, non la si cura di certo abolendo il diritto.
Il movimento migratorio ha molteplici cause sia interne che esterne ai paesi che generano questi flussi, cause contingenti ed altre di lunga durata, in senso braudeliano: si tratta di un fenomeno complesso. Dubito che l'insipienza e la miopia dell'attuale classe dirigente sia in grado non dico di governarlo, ma nemmeno di gestirne gli effetti più immediati.
Con tutto ciò, al di là delle sovrapposizioni propagandistiche, il diritto d'asilo ha poco o punto a che fare.