TRAVAGLIO SU ISRAELE

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AGGIORNAMENTO: AGGIUNTA NOTA DI PAOLO BARNARD TRA I COMMENTI

A CURA DI ALTRA INFORMAZIONE

Quello che segue è un interessante confronto privato intercorso tra Paolo Barnard e Marco Travaglio. Interessante perchè Barnard, pubblicandone il contenuto, ci ha dato la possibilità di conoscere “più da vicino” uno dei personaggi pubblici saliti “spontaneamente” alla ribalta come “tribuno del popolo”. Ci accorgiamo così che tutti i leader dell’antipolitica a cui viene concesso ampio spazio mediatico, sono tutti al guinzaglio dei soliti padroni.

Marco Pizzuti

Introduzione di Barnard

Il mio rapporto col collega Marco Travaglio inizia quando gli spedii il mio libro “Perché ci Odiano” (Rizzoli BUR 2006) sul grande terrorismo di USA, GB, Israele e Russia. Lo feci perché eravamo autori nella stessa collana, la Futuro Passato della BUR, e convinto di fargli cosa gradita, visto che il mio libro era soggetto a una censura feroce da parte di tutti i media. A pensarci oggi mi vien da ridere: Marco è un appassionato pro-sionista, un fan di Israele che non perdona gli arabi, e chi ha letto il mio libro sta ridendo con me.Seguì poi un secondo contatto con lui, che trovate qui sotto, uno scambio di mail molto sanguigno da entrambe le parti, ma che finì con l’ira di Travaglio al punto da sbattere il sottoscritto nella sua cartella spam.
In ogni caso, a parte gli screzi personali, il mio vero scontro con Marco Travaglio rientra nella mia critica all’ipocrisia, all’inutilità e alla dannosità dei ‘nuovi paladini’ dell’antisistema italiano.
Ho divulgato due pezzi su Travaglio: la prima fu una 'lettera aperta' [si veda anche la breve replica di Travaglio commentata a sua volta da Barnard N.d.r.] a lui diretta, sul pericolo della fama, cioè dello Stardom, dell’essere osannato come Guru, Vate. Era una riflessione, assolutamente essenziale, sui meccanismi con i quali il Sistema perfidamente ingloba i personaggi dell’Antisistema (lui e altri) attraverso l’uso del subdolo strumento della fama mediatica, che li risucchia nel circo dei VIP e nei suoi meccanismi travianti, annullandoli di fatto. Avvisavo Marco, lo invitavo a riflettere, e con lui i suoi compagni di Stardom.

Le email

Qualche giorno fa a Parma, durante una serata sul mio libro, una signora nel pubblico mi ha chiesto cosa pensassi della sopravvivenza di Report in RAI negli anni del Berlusca. Me lo chiedono da anni, me lo chiedevano sempre quando stavo a Report. Le ho risposto “Lo chieda a Travaglio, ne sa più di me” e le ho dato la tua mail.
La tizia mi ha girato oggi la tua risposta, e cioè che la Gaba è lì per puri meriti professionali perché ogni tanto qualcuno ci scappa.
Sai cosa mi è venuto in mente? Il famoso “ritrovamento” dei documenti di Mohammed Atta fra le rovine delle Torri Gemelle. Stessa plausibilità. Se è plausibile che Report stia 4 anni in prima serata lungo tutto l’olocausto berluscon/gasparriano, allora è anche plausibile che i documenti di Atta siano sopravvissuti appena bruciacchiati all’olocausto che ha disintegrato tonnellate di acciaio a NY.
Sai meglio di me che non sempre si hanno le prove dei fatti che osserviamo, ma per fortuna esiste l’intelligenza. Nel caso della Gaba è meglio un No Comment, se no uno che ha scritto quello che hai scritto tu sul vampirismo televisivo ci perde la faccia. I vampiri non si distraggono per 4 anni sulla prima serata, non si fanno sfuggire le Gabanelli e le sue inchieste dai buchi del mantello.
Un’ultima cosa. In “Inciucio” tu scrivi: “Report… già nel mirino delle polemiche e delle denunce per le puntate sul terrorismo filo USA in Sud America…”. Quali denunce e polemiche? Quell’inchiesta come sai è mia e ti assicuro che passò nel silenzio più blindato, non si mosse una foglia. Chi ti ha informato su questo punto? Grazie,
Paolo Barnard
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Travaglio 12 Dec 2006, dopo pochi minuti:

mah, francamente non capisco queste domande. le polemiche erano su tutti i giornali.
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Barnard:

Convenient…

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Travaglio:

vabbè, chiudiamola qui, perchè la conversazione si fa kafkiana
mt
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Barnard:

Non c’è nulla di kafkiano, tu non rispondi, tu come tutti, per supponenza, disonestà intellettuale, ma soprattutto maleducazione.
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Travaglio:

bene, sta a vedere che il maleducato sono io. continui a insinuare cose strane sulla gabanelli senza venire al punto, oppure pretendi che io mi schieri contro una collega brava e coiraggiosa per misteriosi motivi. non mi piace questo tuo modo di faree ti prego, d’ora in poi, di lasciarmi in pace. ho di meglio da fare.
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Barnard:

Ho scritto, in semplice italiano, che sulla ‘libertà’ di Report, su cui tu ti spendi pubblicamente, sarebbe prudente un no comment, e ho motivato la cosa con la semplice logica del tuo stesso lavoro. Non ho fatto alcuna insinuazione, né pretendo da te schieramenti, ho solo avanzato una logica speculativa, su cui avrei voluto discutere con te alla pari. Ho usato parole cortesi cui tu hai risposto con monosillabi maleducati e sarcastici nella scarsissima attenzione che dedichi a un collega che ti pone una questione. Sei troppo famoso e già si sente. Diventate così tutti. Spiace a questo punto offrirti un paragone, ma Noam Chomsky o John Pilger, al cui confronto io e te siamo intellettuali di cartapesta, rispondono da anni a ogni mia questione con cortesia a considerazione, anche quando siamo in grave disaccordo. Ti lascio in pace star.
Barnard
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Travaglio:
la star, caro il mio bel cafone, non c’entra nulla. rispondo sempre a tutte le mail. ma mi stufo di rispondere a chi vuole sentirsi rispondere quel che vuole lui. IO LA GABANELLI LA STIMO COME GIORNALISTA LIBERA E CAPACE: CHIARO? PUNTO E BASTA. passo e chiudo.
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Barnard:
E’ una piccolezza, ma la tua abilità nel sovvertire il vero, nel mutare la vittima in carnefice, è pari, qualitativamente e non quantitativamente, a quella di tutti gli orridi personaggi che trafiggi nei tuoi libri. Sei fatto così, così sono stati tutti i grandi censori.
Infine: comprendo perché hai così accuratamente evitato di rispondere alla mia mail sulla feroce censura di chi espone i crimini di Israele. Anche in quel caso la vittima è dipinta come il carnefice, roba che fa per te evidentemente.
Un abbraccio, e senza ironia.
B
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Travaglio:

ecco, dimenticavo di dirtelo: io sono anche appassionatamente filoisraeliano. ora vorrei lavorare in pace
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Barnard:

Sei filoisraeliano. Era sarcasmo o per davvero? B.
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Travaglio:

lo sono per davvero. da sempre. e ne sono fiero.
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Barnard:

Marco, ridiamoci su. Io che ti scrivo e che ti mando il mio libro perché è censuratissimo. Tu che tutto gentile mi dici “prego, fai pure, grazie!”. Poi mi immagino la tua faccia quando lo hai ricevuto…
Che divertente sta roba. In ogni caso se sei filoisraeliano o sei ignorante di storia mediorientale o sei emotivamente ricattato oppure sei un uomo senza pietà. Notte,
B.
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Travaglio:

io sono filoisraeliano per convinzione, perchè adoro israele e gli ebrei, perchè ci sono stato e ho visto di che cosa sono capaci gli arabi, perchè conosco la storia, perchè ho imparato la pietà studiando i campi di concentramento, perchè rifuggo dai ricatti emotivi e amo le democrazie per quanto imperfette ma sempre migliori delle tirannie corrotte arabo-musulmane. ma sono curioso di sentire tutte le campane e dunque leggo anche chi non la pensa come me. non vedo che ci sia di strano.
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Barnard:

No Marco, la tua pietà imparata studiando i campi di concentramento è cartavelina. Chi veramente conosce la pietà per un martirio, non la nega di fronte all’altro martirio.
Tu non sai nulla di Palestina e non hai visto nulla laggiù. Appari, e probabilmente sei, un cronista ben tenuto che non sa quello che dice. Sei troppo giovane, troppo famoso e troppo incosciente per poterti permettere di calpestare l’orrore patito da chi non ha mai conosciuto neppure un quarto d’ora della tua pasciuta vita. Siete tutti così, tu, Lerner, Teodori, Mieli, quelli che pontificano sulla barbarie dei negri mentre finiscono il carpaccetto all’aceto balsamico a Milano. Il mio libro ha una dedica a quelli come te. Te la riproduco qui sotto, ne hai bisogno.
“… e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno…”
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Travaglio:

Bene, signor Sotuttoio, adesso la mia pazienza ha un limite e non intendo farmi insultare oltre. ti sarei grato se la smettessi di importunarmi.in ogni caso, non risponderò più.
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Barnard:

Quelli della Pietas selettiva, dalla Moratti a te.. passando per tutti quei personaggi che, se mai messi in discussione 5 secondi, reagiscono come te: “lei mi insulta!”, da Dell’Utri a Cuffaro. Sei bravo a sputtanarli nei tuoi libri, li conosci bene, perché tu sei loro e loro sono te, arroganti, mistificatori di dialoghi, sovvertitori di ruoli, sprezzanti e ciechi di successo. “Verrà un giorno” Marco… e capirai cos’è la pietas senza condizioni. Arriva per tutti.
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Travaglio:

si, verrà un giorno in cui ti vergognerai di questi insulti. nell’attesa, ti comunico che sei entrato ufficialmente nella mia posta indesiderata. bye bye

Fonte: http://altrainformazione.it
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22.10.2008

Commenti (50)

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    1. veg65 26 ottobre 2008

      Molto esaustivo il tuo commento... sei un altro amico del sistema?... bravo!

    1. tixgo 26 ottobre 2008

      Bravo!

    1. zephyr 26 ottobre 2008

      In questo battibecco Barnard mi sembra un tantino paranoico.
      Inoltre è veramente da IGNORANTI, da parte sua, pubblicare Email private.

    1. TitusI 26 ottobre 2008

      la prima parte di quel che dice Hammurabi non la condivido, Barnard e' incazzato, c'e' chi tollere meglio lo schifo chi peggio, non e' questione di scopare o non scopare (vedere o non vedere..)ma per il resto ha perfettamente ragione...anche nel discorso calcistico ;).

    1. fanfara59 26 ottobre 2008

      Probabilmente la differenza tra i due è che il Barnard è comunque e sempre libero da impegni "terzi", mentre il Travaglio lo è solo fino ad un certo punto (sino a dove i kapi con la kippa non si inkapzano.....).

    1. Tao 25 ottobre 2008

      IL PUNTO

      DI GIANLUCA FREDA

      Blogghete!!!

      Mi scrive Roberto Pinzi:

      Ciao Gianluca,

      seguo da tempo il tuo blog con molto interesse, quindi innanzi tutto complimenti. Non solo, devo anche ringraziarti per aver messo a disposizione in pdf l'introvabile prima edizione di "Pasque di sangue", che altrimenti non avrei mai potuto reperire.

      Ti scrivo per segnalarti quest'articolo, in merito al quale mi piacerebbe conoscere la tua opinione. Più che un vero e proprio articolo è lo storico di uno scambio di battute via mail tra i giornalisti Paolo Barnard e Marco Travaglio, nel corso del quale il secondo fa delle affermazioni su Israele che mi hanno lasciato - e credo lasceranno anche te - a dir poco sbigottito. In passato, nel corso di interventi pubblici o televisivi si era già espresso in maniera effettivamente discutibile, ma mai in simili termini. Tengo a precisarti che io sono un ammiratore di Travaglio, ho comprato, letto, consigliato, regalato praticamente tutti i suoi libri, l'ho incontrato diverse volte a dibattiti e presentazioni.

      Parimenti stimo l'ottimo Barnard, che considero una fonte più che attendibile, comprenderai quindi il mio sconcerto per ciò che ha reso pubblico di questa loro corrispondenza.

      Non ti tedio oltre, questo è il link:

      http://altrainformazione.it/wp/2008/10/22/barnard-vs-travaglio

      Ti ringrazio in anticipo per l'attenzione, spero mi dirai le tue impressioni. Un saluto e ancora complimenti per il blog. A presto.


      * * *

      Caro Roberto, grazie per l’articolo linkato, che ho letto con molta attenzione. Se è autentico, le opinioni espresse da Travaglio sono incondivisibili e piuttosto repellenti, così come è repellente il suo trincerarsi dietro un supponente “no comment” quando gli vengono poste domande a cui non sa replicare con argomenti plausibili. Del resto non è stato Barnard il primo a far notare questo atteggiamento da parte di Travaglio, già altre persone avevano reso note corrispondenze dello stesso tenore, con risposte saccenti e maleducate a domande legittime.



      Detto questo vorrei però far notare quanto segue, non certo per difendere Travaglio, ma per stigmatizzare – come si usa dire – un atteggiamento di lite perpetua tra giornalisti intelligenti, che danneggia tanto i litiganti quanto il giornalismo in sé.



      1) Per quanto disgustose siano le sue opinioni su “gli ebrei”, “gli arabi”, “Israele” e via generalizzando, Travaglio se le è tenute, fino ad ora, per sé. Non ricordo un suo intervento scritto o televisivo in cui abbia pubblicamente propagandato queste sciocchezze, forse sapendo bene che si prestavano ad una rapida demolizione. Uno ha il diritto di credere a tutte le sciocchezze che vuole finché non se ne fa propagandista presso il grande pubblico a scopo di indottrinamento collettivo. Io giudico un giornalista dalle cose che dice e che scrive, il suo privato e il suo credo religioso (la fede nella bontà di Israele e nella malvagità degli arabi è per l’appunto una religione, pur rivoltante quanto si vuole) non mi interessano.

      2) Barnard ci ha chiarito quale sia la religione di Travaglio, e ha fatto benissimo. Da adesso in poi potremo ascoltare gli interventi del giornalista sapendo quale ideologia ne stia alla base, il che è assai utile. Non vorrei però che tutto questo servisse soltanto ad additare un nemico, come si usa in Italia. Cioè a considerare degne di essere ascoltate soltanto le persone che sui problemi del mondo la pensano esattamente come noi. Ogni movimento potenzialmente innovativo che sia mai sorto nel nostro paese, è andato incontro ad un rapidissimo decesso a causa di questa pulsione autodistruttiva, che consiste nel dividersi in una miriade di microparrocchie all’interno delle quali vengono accettati solo individui-fotocopia. Io trovo disgustose le posizioni di Travaglio sulla politica internazionale, ma questo non deve o non dovrebbe impedirmi di ascoltare con attenzione le sue dettagliatissime analisi di politica interna. Questo, naturalmente, se sono interessato all’informazione anziché alla santificazione del mio pensiero.

      3) Nel carteggio, Travaglio si è comportato, da questo punto di vista, nel modo più opportuno. Ha cioè cercato di eludere le domande di Barnard, per evitare di scatenare il prevedibile battibecco. Barnard, invece, sembrava interessato ad ottenere un avallo alla propria visione del mondo, più che un’opinione. Il suo scopo era quello di dividere il mondo del giornalismo in buoni e cattivi, dove i cattivi sono coloro che hanno opinioni, anche se solo in parte, divergenti da quelle della nostra parrocchia. Lo dico da “parrocchiano” che condivide al 100% le opinioni di Barnard: questo atteggiamento è inopportuno. Non solo indebolisce il giornalismo alternativo, creando - come tu fai giustamente notare - sconcerto tra i lettori, ma indebolisce la stessa posizione di chi lo pratica, facendolo apparire come un seccatore petulante interessato alla conferma del proprio punto di vista più che ad uno scambio d’opinioni. Se adottassi anch’io questo atteggiamento, avrei smesso da un pezzo di leggere, ad esempio, gli articoli di Maurizio Blondet, intrisi di un cattolicesimo beghino e di un’ostilità programmatica verso ogni legittima rivendicazione di categoria. Ho deciso invece di continuare a leggerli, dividendo il grano dal loglio, confrontandomi con le opinioni espresse, imparando a condividerle o ripudiarle sulla base di argomentazioni. E ho fatto bene, perché, fatta la tara delle sciocchezze (del resto, chi è che riesce a proferire solo verità inoppugnabili?), gli articoli di Blondet sono una miniera di informazioni preziose e punti di vista originali. L’ho fatto perché diventare come Travaglio è la cosa che mi fa più paura al mondo.



      4) Qualche tempo fa venni invitato ad aderire, con il mio blog, ad un “Network Progressista”, organizzato da altri blogger. Conoscevo bene i punti di vista degli altri autori. Sapevo che erano molto lontani dai miei. Sapevo anche che, se mi avevano invitato, probabilmente del mio blog avevano guardato soltanto il logo del titolo. Sapevo anche che, non appena qualcuno avesse dato un’occhiata ai contenuti (ad esempio a cosa penso del PD o della shoah), si sarebbe scatenato il putiferio, come infatti puntualmente avvenne. Mi scrissero dicendo che i miei contenuti erano incompatibili con il loro network e mi invitarono ad andarmene, cosa che feci seduta stante e senza fare troppo baccano. Loro non furono altrettanto urbani: continuo ancora oggi a ricevere in mail le loro discussioni su problemi di scarso rilievo e – nonostante li abbia invitati più volte a depennarmi dalla loro mailing list – alla fine, per liberarmi dalle chiacchiere, ho dovuto filtrarli. Avevo aderito al “network” perché penso che non esista la verità ma solo la ricerca della verità e che da questo punto di vista qualunque contributo, se condotto con convinzione e coraggio, può servire allo scopo. I loro blog, per quanto schierati su posizioni a mio avviso lontanissime dalla realtà, avevano i suddetti caratteri della convinzione e del coraggio, che sono per me quelli che contano. Non ho mai cancellato i loro indirizzi dall’elenco dei miei preferiti. Un “network” – cioè una rete – è fatta di tanti punti distinti tra loro che trovano una connessione. Se i punti non sono distinti ma coincidenti, non si ha nessun network e nessuna organizzazione, ma, geometricamente parlando, solo un unico, inutile punto perduto su un piano desolato. Non credo che un punto abbia alcuna chance di contrastare la tempesta che vedo profilarsi all’orizzonte. Se Travaglio vuole essere un punto, tanto peggio per lui. Io non voglio esserlo. Mi addolora che lo voglia Barnard.

      Gianluca Freda

      Fonte: http://blogghete.blog.dada.net

      Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2008-10-25

      25.10.08

    1. ghigo 25 ottobre 2008

      che cosa intendi? io ho scritto solo poche parole, se non le hai capite puoi rileggerle prima di ri-rispondere, non te la devi prendere oltre il dovuto. se, invece, sei davvero juventino prenditela e basta.

    1. tristram19 25 ottobre 2008

      Caro Paolo Barnard,
      ti ho scoperto oggi e sei stato una bella sopresa. Da quello che scrivi, da come lo scrivi, si legge che hai una ottima lucidità! Ci vedi bene!!

      La diatriba tra te e Travaglio però non ha più molto senso. Non per noi che non ne siamo direttamente interessati e che conosciamo la tua lettera aperta senza risposta. Che la tua lettera rimanga in rete per farla conoscere a chi ancora non la conosce. Chi ha un minimo di intelligenza e di onestà capisce dove sta la ragione.

      Ma, inviare delle conversazioni private non è corretto. Forse c'è del livore fra voi. Forse vuoi averla vinta sulla Gabanelli. Questo lo sai solo tu. Ma al di là di tutto, a quelli come NOI interessano i discorsi sul Paese e sul Sistema. La NOSTRA battaglia deve essere quella della Informazione Libera e della Lotta al Sistema.
      E tu hai aperto uno squarcio, sulle ipocrisie della attuale sinistra, che non ha i mezzi nè la volontà di fare l'opposizione.

      Andiamo avanti su quella strada. Noi ci siamo e non siamo pochi. Facciamo squadra. ;-)

      Un saluto

    1. hammurabi 25 ottobre 2008

      tu che vuoi dire? che chi non la pensa esattamente come te in ogni campo dello scibile umano è un servo, e magari un nemico da eliminare? "Sembrerebbe dire cose intelligenti, peccato che sia juventino, quindi non può essere".

    1. ghigo 25 ottobre 2008

      vuoi dire che per essere di destra oggi bisogna essere ebrei o filosionisti entusiasti? (a parte fini che ormai è ebreo, e ciò sembrerebbe darti ragione, pure tu sei ebreo?) travaglio ha detto questo, ciò lo qualifica come servo, poco importa se dice una parte della verità tacendo l'altra parte per servilismo schifanesco. ergo: non tutte le persone che scopano (scopeo=vedere) guardano oltre il proprio naso.

    1. SpikeZ 25 ottobre 2008

      Povero Bernard... a questo punto ormai mi fa quasi tenerezza .

    1. hammurabi 25 ottobre 2008

      Barnard mi fa solo pena: si faccia una scopata, oppure inizi a prendere psicofarmaci, e allora forse la smetterà di vedere nemici dappertutto e di accusare ogni interlocutore di essere un ingranaggio del sistema, dopo avergli scartavetrato le palle per ore. Mio dio, dopo questo scambio di mail capisco meglio cosa dev'essere successo tra lui e la Gabanelli.
      Se vi stupite tanto per il suo appoggio agli israeliani vi dirò un'altra verità sconvolgente: Travaglio è di DESTRA!!
      Lo ha sempre detto, non è un uomo di sinistra, e se si oppone al governo Berlusconi è solo per motivi contingenti (ovvero per il piccolo dettaglio che al governo sono tutti ladri).
      Questo per me, che mi ritengo di sinistra, non lo rende inattendibile: al contrario. Ma forse qualcuno preferisce un compagno di strada che spara cazzate a raffica, ma per la giusta causa.

    1. ElwoodBlue 25 ottobre 2008

      Che articolo senza interesse,

      Leggendolo la mia stima per travaglio non è né aumentata né diminuita, mentre quella per barnard è scesa parecchio.

      L'unica cosa che ho imparato leggendo queste righe è che se qualcuno vuol provocarti meglio chiuderla il prima possibile.

      Oltretutto secondo me è abbastanza scorretto rendere pubbliche delle comunicazioni private.

    1. Stevin 25 ottobre 2008

      Travaglio è molto informato sulle vicende giudiziarie e su certi retroscena della politica, ma avevo già notato che non è interessato al livello superiore, come NWO, signoraggio, e terrorismo di stato. Ogni suo articolo è basato su atti ufficiali magari scomodi ma in genere riconosciuti da tutti e non smentibili. Non lo vedevo certo quindi a sostenere il ruolo dei neocon negli attentati dell'11 settembre.
      Non stupisce neanche che difenda la Gabanelli.
      Mi delude invece la presa di posizione in favore di Israele, sia pur in un contesto di corrispondenza privata. Mi sarei aspettato un "no comment".

      Comunque, anche se sono d'accordo con Barnard su tutti gli argomenti, non lo sono altrettanto sul suo modo di sostenerli.
      E' capitato anche a me, nel mio piccolo, di sostenere tramite e-mail le mie tesi un po' troppo animosamente, mal sopportando che il mio interlocutore contestasse verità a mio avviso lampanti. Ma tornando indietro non lo rifarei, perchè ho rischiato addirittura di perdere delle amicizie.
      La gente ha bisogno di tempo per essere convinta; meglio condire le proprie affermazioni con un po' di ironia e non aggredire sistematicamente l'altro.

    1. albertgast 25 ottobre 2008

      In tutta sincerità delle diatribe fra Barnard e Travaglio non me ne potrebbe interessare di meno. Travaglio l'ho sentito in una intervista televisiva dire che ammirava tantissimo Israele, perchè è uno stato piccolo che resiste con le unghie e coi denti da tantissimi anni contro chi lo vorrebbe cancellare. Ognuno è libero di pensarla come vuole, io non concordo con questa versione, ma fa niente. Vorrei però far notare che come giornalista si è "specializzato" in giornalismo processuale, e in questo c'è poco da eccepire, la sua conoscenza di processi, diritto, sentenze ecc è molto profonda. Fa abbastanza ridere chiedergli di economia o di finanza o di ambiente, cose sulle quali io credo ne sappia come qualsiasi persona normale. Facciamo un altro esempio: io non sopporto Sgarbi, lo trovo maleducato, arrogante e spesso supponente, ma se dovessi chiedere un parere su qualcosa relativo all'arte, allora sceglierei lui, perchè credo che di arte siano in pochi a saperne altrettanto. Ancora: qualcuno sarebbe disposto a chiedere come uscire da questa crisi mondiale a Galeazzi? Eppure quando parla di calcio tutti lo ascoltano, concordi o meno. Se c'è una categoria che a mio modesto parere è da NON ascoltare, è proprio quella dei tuttologi, che sanno sempre tutto di qualsiasi cosa, e alla fine non sanno niente. Se debbo farmi un'idea sulla crisi mediorientale, mi rivolgo a chi ne sa di queste cose, non certo a Travaglio. Mi è capitato di sentire una conferenza su medioriente, ma anche su Afghanistan e Iraq dal giornalista Lorenzo Bianchi, e ho capito che conosceva benissimo i fatti e le situazioni (peccato che scriva così poco sul quotidiano dove lo leggevo). Ma se debbo sapere l'esatta sentenza che ha condannato Andreotti, allora lo chiedo a Travaglio, che sa citarmela parola per parola.

    1. totonno 25 ottobre 2008

      Caro Barnard okkio che i signori in Kippà sono ovunque e questa meravigliosa conversazione con il sionista Travaglio non fa che confermarlo.

    1. WONGA 25 ottobre 2008

      Provo a ricordare il ruolo di calunnia che Travaglio ebbe nella vicenda di Ultimo:Santoro e Betulla pari sono
      Inviato da antonella il Ven, 06/10/2006 - 09:47. Comunicatostampa
      Mai avrei pensato in passato di dover scrivere che Santoro e Betulla pari sono.

      L'argomento del programma di Santoro ieri e' stato "la mafia". Cosi', tanto per far finta di parlare di qualcosa di serio. Non hanno detto che un giornalista antimafioso in sicilia che si e' visto recapitare a casa un manifesto mortuario con il nome in bianco, non hanno parlato dell'altro collega carlo ruta che sta rischiando 8 mesi di carcere per aver detto verita' scomode sulle mazzette tra banche e procure ecc ecc. No, hanno parlato del covo di Riina.

      Un argomento attualissimo, quindi, che ha solo 13 anni, su cui e' stato fatto un processo al capitano ultimo, assolto per non aver commesso reato.

      In studio: Travaglio e Ingroia.

      Travaglio ha esordito con la frase "sappiamo che c'e' stata una trattativa tra le istituzioni e la mafia in cambio della consegna di Riina"

      Ora, quello che pochi sanno, e' che il processo contro Ultimo, e' partito proprio da queste affermazioni, fatte da ANCHE dai giornalisti, tra i quali Lodato (compagno di merende di travaglio) e Bolzoni. Davanti al giudice, che chiedeva chiarimenti su questa trattativa, Lodato (l'amico di travaglio) se la cavo' con qualche "non so, non ricordo, e' passato tanto tempo", l'altro disse che non poteva parlare perche' non voleva bruciare le fonti.

      Quindi sul fatto che ci fu questa trattativa abbiamo solo la loro parola, che viene da fonti anonime. Travaglio ha parlato, come davvero non mi sarei mai aspettata, in maniera poco professionale oltre che da persona poco informata dei fatti (di fatto, non ha seguito alcun processo, si e' solo fatto raccontare qualcosa da qualche amico, suppongo, dato che non l'ho visto da nessuna parte durante le udienze)

      E gia' qui la trasmissione vacilla, se vogliamo parlare di trasmissione che fa informazione vera.

      Tocca ad Ingroia (quello che chiamo' gli operai del mafioso Aiello per ristrutturarsi la casa, avete presente? Proprio lui)

      Alla fine delle boiate di Travaglio, e' il suo turno. Dice candidamente: "non ci fu dolo, ma per me il favoreggiamento c'era"

      Qui mi stava per scoppiare una vena, perche' il caso l'ho seguito in tutte le sue tappe, anche quando nella requisitoria Ingroia esordi' con "premesso che nutro grande stima per il colonnello De Caprio...."

      Ora, se penso che una persona ha favoreggiato Cosa Nostra, io non lo stimo. Ingroia si, pero'. Evidentemente e' abituato a stimare chi favorisce la mafia, come il maresciallo Ciuro, per esempio, che l'ha affiancato per anni e poi e' stato condannato nel processo delle talpe in procura.

      Ma il pezzo forte deve ancora venire. Visto che c'e' un processo mediatico in corso, visto che Ultimo e' al banco degli imputati, il suo avvocato pensa bene di telefonare e chiarire quelli che sono stati dubbi per tanti italiani. Santoro, quello messo a tacere per cinque anni dal governo berlusconi che fa? Non lo fa parlare. Invita pero' Ultimo in trasmissione, con un ghigno tipo smorfia, a presentarsi con un cappuccio in testa (visto che siamo al circo, esageriamo pure con le maschere), visto che "tanto vuole venire pure Cuffaro..."

      Ultimo, con una taglia sulla testa da parte di Cosa Nostra, secondo lui va in diretta tv? O Santoro e' ingenuo o maledettamente consapevole che tanto non ci andra' mai, risparmiando cosi' quel contraddittorio che avrebbe messo in crisi i suoi amichetti Ingroia e Travaglio. E cosi' si decapita il problema, si toglie la parola a Ultimo.

      Notevole la mancanza di rispetto verso chi, invece di fare chiacchiere, dopo tre mesi dall'incarico di prendere Riina, l'ha fatto (ed era latitante da anni!!!)

      Chiedetevi una cosa, amici: mettetevi al posto di Ultimo. Se foste davvero favoreggiatori di Cosa Nostra e foste i soli a conoscere il covo di Riina, lo andreste a dire ai superiori? Oppure fate finta di niente e dite che avete preso per caso Riina? Non sarebbe stato piu' facile omettere il covo che e' costato un anno di processo, lo scioglimento della squadra speciale, e il conseguente trattamento che gli e' stato riservato?

      Travaglio ha detto (e da qui si capisce quando e' poco documentato) che i boss sono andati a svuotare la casa del boss, che non c'era piu' neanche un capello. Le foto della perquisizione, fanno vedere tutto il contrario. Anche lettere sui comodini, cancelleria, tavole ancora imbandite, c'era tutto. Inclusa la cassaforte.

      La parola negata a Ultimo ieri sera, e' sintomatico di come si voglia attutire la verita'. Tutti hanno mentito, ma sapendo di mentire, perche' la verita' la conoscono bene

      Travaglio, si informi meglio la prossima volta
      Ingroia, un po' di rispetto verso le istituzioni che tanto decanta. C'e' un assoluzione fatta da un giudice. Se pensa non sia giusta, va in appello, non in tv.
      Santoro, ho lottato per il suo ritorno in tv... Mi rendo conto, invece, che si fanno meno danni prendendo soldi senza lavorare, che lavorando male. Il suo professionismo e' morto con la sua credibilita', lasciando il posto all'insolenza.

      saluti
      antonella serafini
      p.s. chi vuole le prove che le parole di travaglio e di Ingroia sono frutto di menzogne, basta cliccare su questo link

      E' scritto chiaro, non e' la mia versione, e' una ricostruzione dei fatti presa dallo studio accurato delle udienze che ho seguito. Udienze che IO ho seguito, non mi sono fatta raccontare.

      Ci sono foto del covo che smentiscono Travaglio, ci sono i file audio del processo (non tutti, ma ci sono)
      E' on line la sentenza.
      La verita' e' una, e prima o poi la si viene a sapere. Nonostante l'informazione volutamente sbagliata.

      p.s. come ho scritto all'email di protesta inviata alla redazione di azzozero, io non traggo nessun vantaggio personale a parlar bene di Ultimo. Travaglio, a parlarne male, si. Ingroia anche.

    1. Dayan 25 ottobre 2008

      Mamma mia che trituratore di palle...

    1. ghigo 25 ottobre 2008

      che bel commento, ci mancava ...

    1. tixgo 25 ottobre 2008

      Ma come si fa a pubblicare un articolo così?

      La fiera delle paranoie

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