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I files di Epstein, una apparente infinta collezione di emails, foto, video e interrogatori del famoso, ma anche misterioso trafficante di minori israelo-americano omonimo sono diventati lo zeitgeist degli anni Venti del terzo millennio. La conferma, sempre più evidente e inquietante, che per far parte della “America Bene” (che si fosse di destra o di sinistra, bianchi o neri, professori o principi, abili o disabili) si dovesse avere un contatto con Epstein e che molti di questi fossero volenterosi suoi amici ha sia vendicato il mondo complottista digitale ma anche scosso le coscienze di molti che non si sarebbero mai aspettati tutto questo marciume nei confronti di coloro che dovrebbero governarci, istruirci, pagarci e intrattenerci. Personalmente la depravazione delle élites americane (ma anche transatlantiche) era già evidente dai milioni di morti e torturati nei modi più orrendi dalla “Più grande democrazia del mondo”. Sembra molto evidente che Epstein lavorasse per il MOSSAD e che utilizzasse questa rete di traffico internazionale di minori (non tutta farina del suo sacco visto che non aveva lauree, cattedre, aziende o filiali) per ricattare tutti i personaggi più importanti degli Stati Uniti. L’FBI ha ammesso che l’attuale Presidente americano è compromesso e controllato da Israele, lo stesso che aveva dichiarato di aver smesso di frequentare Epstein molto prima di ciò che traspare dai documenti e che, sempre dalle fonti, sembra avesse superato in mostruosità il “Re delle Feste”. Un’analisi su simbologia e immagini a cura di Risorse Rosse.

Scrivo in questa sede concentrandomi sulla sezione più “esoterica” di questo club riservato di pedofili che governa l’Occidente. Dall’ultima tranche di files pubblicati dal Dipartimento di giustizia americano (rigorosamente pennellati di nero nelle parti più importanti) emerge la natura magica e malignamente spirituale di queste “sessioni”, con riferimenti a demoni della mistica ebraica, sacrifici umani, espianto di organi e anche cannibalismo. A quanto pare sembra che i teorici del “governo occulto cabalistico e satanico” siano stati confermati. Certo, già traspariva qualcosa dai numerosi gesti con le mani che le celebrità di Hollywood esprimevano sul palcoscenico e sui tappeti rossi, perlopiù liquidati velocemente come “coincidenze”, oppure presi dai “complottisti” come segni per decifrare un codice occulto. Ritengo che questi segni abbiano un genuino significato, ma che fossero semplicemente usati per rimarcare il fatto di essere élite e prendere in giro le capacità di pattern recognition dei più accorti. Se c’è un prodotto mediatico che ha offerto alle masse, in modo sincero, uno scorcio del mondo ritualistico ed esoterico della élite americana è Eyes Wide Shut, l’ultimo capolavoro incompleto del regista Stanley Kubrick. Il protagonista principale è interpretato da Tom Cruise (ironico vista la sua partecipazione a Scientology fin dal 1986) che fa tutto quello che deve fare per entrare nel club occulto con i suoi membri mascherati come un coro greco e avere così una possibilità di miglioramento sociale. Il regista morì poco dopo, in circostanze mai chiarite. Sappiamo che ci sono ventiquattro minuti finali mai pubblicati e non esiste un Director’s cut.
In questo articolo non voglio concentrarmi tanto sul più evidente “Testamento” di Kubrick contro l’impianto ritualistico e sacrificale dell’élite americana ma più sul precedente film, The Shining, il quale secondo me già precede tanti dei temi di Eyes Wide Shut, in una dimensione più intima e risuonante con il lettore di questo articolo che sicuramente lavora, cerca lavoro, insegue dei sogni e vede il mondo di Epstein da una distanza lontana, quella del generale usufruitore di social media.
Come sanno tutti, The Shining è tratto dall’omonimo libro di Stephen King (il quale aveva negato precocemente l’esistenza della lista di Epstein e si è ritrovato a perdere followers sui socials e lettori) ma la trama è stata cambiata così tanto dal regista da risultare un’altra storia. Se non sapete di cosa parla il film o come si svolge, recuperatevelo, hic sunt spoilers.
La trama, a livello estremamente superficiale, segue quella del libro: la famiglia Torrance – il padre Jack, la madre Wendy e figlio Danny – si trasferisce in questo hotel fondato a inizio Novecento tra le montagne del Colorado perché il padre è stato assunto come custode per la stagione di chiusura invernale. Questo lavoro darà la possibilità a Jack di far ripartire la sua carriera letteraria ma nel mentre l’albergo si rivela infestato dai fantasmi e questo farà impazzire il padre che si metterà in testa di uccidere la moglie e il figlio. Il figlio ha dei non meglio specificati poteri soprannaturali, soprattutto vedere fantasmi e leggere la mente. Le similitudini finiscono qui. Nel libro l’albergo è una entità in sé e per sé che ha bisogno di nutrirsi di energia psichica, per questo porta i suoi occupanti a commettere efferati crimini tra le sue mura e cerca di attirare persone con poteri psichici. Nel film l’albergo sembra maledetto perché fu costruito sopra un cimitero nativo americano. Nel libro Jack è specificatamente menzionato come alcolizzato ma ama genuinamente sua moglie e vuole genuinamente bene a suo figlio e si sacrifica alla fine per distruggere l’albergo maledetto. Wendy è una bionda nel libro, Shelley Duvall era mora. Nel libro ci sono cespugli a forma di animali che si muovono di mente propria, nel film c’è il Labirinto fatto con le siepi. Nel libro la stanza più malvagia è la 217, nel film diventa 237. Ora parliamo del film (anche se menzionerò a volte la miniserie del 1997 che è più fedele al libro ma anche meno artisticamente ambiziosa).
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L’Overlook Hotel (overlooking in inglese vuol dire ignorare) rappresenta gli Stati Uniti d’America. Il cimitero indiano sopra cui è stato costruito rappresenta il genocidio fondatore del paese. I Torrance rappresentano la famiglia media americana. La violenza collettiva e “legale” necessaria per fondare sia il paese intero sia l’albergo diventa la violenza individuale e “immorale” del padre che si accanisce sui suoi familiari tra le stanze private di una struttura in cui non ci sarà nessun altro fino alla fine dell’inverno. Questa interpretazione è generalmente accettata dai critici, per me si inserisce bene come successore tematico di Full Metal Jacket, dove i soldati sono addestrati a essere macchine per uccidere però poi Palla di Lardo uccide “illegalmente e immoralmente” il Sergente Maggiore Hartman, per poi uccidersi e danneggiare così una “Proprietà dell’Esercito Americano”.
Ullman, il direttore dell’albergo, durante il colloquio con Jack deve fargli presente che il precedente custode invernale impazzì e uccise moglie e figlie con un’ascia e chiede al candidato se lui farà la stessa cosa. Jack ovviamente risponde di no, con la tipica ambiguità facciale di cui era capace solo Jack Nicholson. È una domanda strana da fare, non sarebbe rassicurante ricevere un sì. L’Overlook è una fabbrica della violenza e Ullmann semplicemente testa la capacità di Jack di partecipare alla macchina dell’ipocrisia che è l’impero americano. Durante tutto il colloquio dietro a Ullmann su una mensola è presente una statuetta di un’aquila, simbolo per eccellenza del potere americano. Sulla parete dietro è presente una finestra che porta a un giardino che non dovrebbe esistere all’interno dell’albergo ma Jack non deve farsi domande, solo obbedire. Accanto a Jack si trova Bill Watson, che nel libro è un amico di Jack che lo sta aiutando a trovare lavoro dopo essere stato espulso dal college per un episodio di assalto fisico contro un altro studente. Nel film esprime una faccia strana, non tanto da amico, quanto da supervisore che deve controllare la sua “cavia”.
Le due strutture che hanno maggiormente ispirato le visuali interne dell’Overlook sono il Timberline Lodge in Oregon e lo Ahwahnee Hotel nella regione dello Yosemite, entrambi caratterizzati da un blend apparentemente complementare tra arte deco newyorkese e arte nativo americana. Una volta esisteva l’ellenismo, quando i greci mischiarono gusto natio con quello persiano ed egizio. Come avrete potuto immaginare, questi due siti sono stati eretti con lo sloggio (perlopiù violento) dei nativi e il riutilizzo commerciale della loro arte sacra.
Il murale contro cui Jack lancia la sua pallina da tennis è un riferimento a un’opera d’arte veramente esistente del popolo Navajo che rappresenta i sacerdoti e gli iniziati nell’intento di comunicare con gli dei del cielo, specialmente quello legato all’Arcobaleno. Si tratta di opere disegnate sulla sabbia con ocre sacre, dipinte la mattina e fatte scomparire la sera, perché nessuno può creare cose eterne se non gli Dei. Queste raffigurazioni piacquero così tanto ai colonizzatori che i nativi furono costretti a vendere i diritti per guadagnarci solo una misera parte. Gli artisti, per non far arrabbiare i Vecchi Saggi, cambiarono alcuni dettagli per evitare la commercializzazione del sacro. Jack si sente meritevole di essere alla pari di un dio, ciò creare un mondo (fittizio) e distribuire conoscenza tra i mortali ma semplicemente non lo è. Tutto l’albergo è costellato di simbologia nativo americana. Nella stanza frigorifera è presente un barattolo di alluminio raffigurante la testa di un capo Lakota e la scritta Calumet, cioè la pipa della pace che doveva essere fumata da entrambe le parti per ratificare i trattati di pace, quelli che di solito i colonizzatori non rispettavano perché potevano additare la diversa religione degli indios per rendere il pezzo di carta nullo agli occhi del Dio cristiano.
Nel film tutta la simbologia indiana rappresenta il divino, la natura, il mistero e il sublime ma viene sequestrata, stuprata e invertita per fini commerciali. Niente è sacro al consumerismo e, appena il blocco comunista europeo è crollato, la religione cristiana così tanto alleata del capitalismo liberale è stata sacrificata anch’essa all’altare del denaro. Nel film molti oggetti e immobili cambiano continuamente posizione. Ciò è stato attribuito ai fantasmi dell’albergo stregato o ad allucinazioni dei protagonisti. Per me semplicemente l’albergo, a livello metatestuale, è un palcoscenico tanto quanto la sua funzione reale. Tutto può cambiare a seconda della volontà del demiurgo (Kubrick, il Deep State o lo Zio Sam) e i personaggi sono sia personaggi che attori di tale setting cangiante.
D’altronde si può parlare di setting sia per una recitazione sia per un esperimento sociale. All’inizio del film compare questo post su una parete che titola MONARCH e ha come immagine uno sciatore. Ciò non ha senso per la trama e il worldbuilding del film perché l’albergo è chiuso d’inverno. MONARCH ha senso come riferimento al programma omonimo della CIA, branchia meno nota del più famoso MK-ULTRA, la ricerca dei poteri paranormali nelle persone da sbloccare con droghe, torture e condizionamento psicologico. MONARCH si occupava più specificatamente del condizionamento psicologico per la creazione di agenti dormienti.
Se le immagini dicono sempre qualcosa in The Shining lo fanno anche i numeri. Il principale è 237. Perché 237 e non 217? 237 è stato collegato con la teoria del finto allunaggio del 1969 che sarebbe stato diretto da Stanley Kubrick perché aveva già diretto 2001 e allora la NASA gli avrebbe chiesto di fare anche questo. Nella stessa scena Danny indossa un golf casalingo raffigurante Apollo 11. 237 mila miglia era la distanza media tra la Terra e la Luna generalmente conosciuta per i tempi (oggi è più accuratamente misurata come 238 mila miglia). Per me è più semplice organizzare un vero allunaggio che fingerne uno, anche perché le spie sovietiche e cinesi avrebbero potuto approfittare dell’opportunità. Penso i riferimenti all’allunaggio siano: una citazione a 2001: Odissea nello Spazio, un omaggio genuino alla Missione Apollo 11 che ha concretizzato per metà lo scenario del precedente film di Kubrick, un ringraziamento alla NASA per le lenti che gli furono fornite per riprendere Barry Lindon (1975) e infine una metafora per la natura trascendentale della ‘Luccicanza’ di Danny.
237 in realtà ha una spiegazione più semplice: 2 x 3 x 7 fa 42, che si può ottenere anche moltiplicando 6 per 7. 6 e 7 sono numeri sia sacri (i sei giorni della creazione e le 7 virtù capitali) sia molto demoniaci (666, i 7 peccati capitali e i 7 re infernali secondo alcune tradizioni cristiane ed esoteriche).
Nella foto ripresa nella scena finale del film assistiamo a una “reincarnazione maligna” di Jack Torrance, trasportato indietro nel tempo nel 1921, nell’epoca degli “anni ruggenti” caratterizzata dai grandi parties dell’alta società americana. Tutti sono vestiti elegantemente di nero, le donne indossano preziosi gioielli, gli uomini possono sfoggiare il loro successo sociale, tutto è grandiosamente illuminato e l’alcool scorre a fiumi. Il “frat party” degli immigrati che arrivavano negli USA in terza classe diventa il rito di socializzazione della borghesia imprenditrice americana degli anni Venti. In mezzo, il padre di famiglia della classe media americana a picco economico in seguito alla “trickle down economics” reganiana e oltretutto scrittore/sceneggiatore fallito diventa l’anima della serata, la mano destra girata verso l’alto e quella sinistra girata verso il basso. Questo è un collage della testa e di un braccio di Nicholson sovraimposti su un vero intrattenitore, Santos Casani.
La gestualità, per chi è esperto, rimanda al Baphomet, personaggio dell’esoterismo occidentale con corpo umano, testa caprina e ali di uccello. La prima rappresentazione ed effettiva creazione del Baphomet risale al 1856, in Dogma e Rituale, scritto da Éliphas Lévi. Il riferimento che il creatore e poi la cultura popolare hanno voluto affibbiare al Baphomet era il culto esoterico di cui i Cavalieri Templari furono accusati e poi messi al rogo dal re francese Filippo IV per accaparrarsi le loro ricchezze. Baphomet (o Bafometto) suona molto come Maometto e ai tempi l’islamistica non era ancora una branchia della ricerca approfondita quindi può essere stata una confusione di termini. Il Baphomet nell’esoterismo rappresenta la risoluzione delle contraddizioni e l’unione degli opposti. Sui suoi bracci ci sono scritti “solve” e “couagula”, risolvi e unisci, la base del pensiero alchemico medievale, progenitore della moderna scienza. Il Baphomet è stato retroattivamente collegato al Satana cristiano quando è stata fondata la Chiesa di Satana (da cui poi è derivato il più moderato Tempio Satanico), quindi un simbolo negativo, sia al dio greco-romano Fauno, metà uomo e metà caprino, dio della natura selvaggia e degli spazi liminali della civiltà, quindi una sintesi positiva, un rimando a non dimenticare la nostra origine animale e il nostro legame con Madre Natura.
La foto è il richiamo più esplicito nel film a un’architettura rituale e massonica nel tessuto del mondo dell’Overlook Hotel. La massoneria nasce contemporaneamente alla borghesia inglese e poi francese nel XVIII secolo e immediatamente parte con un’ossessione totale per l’antico Egitto. L’infatuazione dell’Occidente con l’Egitto era già iniziata con l’arrivo del culto di Iside e Osiride a Roma nel Primo secolo Avanti Cristo, importato dalla Regina egiziana Cleopatra quando frequentava politicamente e romanticamente Giulio Cesare. Il culto, pubblico ed egalitario dal punto di vista dei generi maschili e femminili (anzi le donne erano Supreme Sacerdotesse), permase fino a quando tutte le religioni non cristiane furono messe al bando dagli Imperatori di Costantinopoli, anche se l’iconografia di Iside e del Figlio Horus influenzò molto quella della Vergine Maria e di Gesù.
Iside, come tutte le Grandi Madri mediterranee, aveva dei rituali che includevano la trance e la dissociazione mentale tramite varie sostanze psicotrope per raggiungere un ipotetico piano mentale superiore e fare comunione con lei e Osiride. Quanto di questa conoscenza sia stata tramandata dalla fine del mondo antico all’inizio dell’età moderna non so; quindi, è più probabile che l’egittomania massonica sia da datare al XVIII secolo. La massoneria e tutta l’estetica della politica e magistratura britannica riprendono dall’Antico Egitto, perché la sostanza di questa forma di aggregazione è sostanzialmente l’appropriazione coloniale di simboli di altri popoli e la loro inversione di significato, non per ottenere illuminazione spirituale ma per reiterare il potere temporale.
Danny sopravvive alla fine del film perché comprende la geometria sacra di cui è impregnato l’albergo ma non la utilizza per fini consumistici, come invece fa il padre. Lo scontro finale con il genitore omicida si svolge nel labirinto innevato e non è un caso. Il labirinto è la casa del Minotauro; il mostro nacque perché Re Minosse non sacrificò il toro di Poseidone e quest’ultimo venne manovrato per mettere incinta la moglie del re e generare questa creatura chimerica. Una persona che, seppur nata innocente, viene imprigionata e cresciuta come una bestia cannibale. Stanley Kubrick fu molto attento a non traumatizzare l’attore bambino che interpretò Danny, facendolo recitare in scene separate dal resto del film e proibendo a chiunque di raccontargli la sceneggiatura. Il regista che protegge l’innocente si contrappone alle élites culturali e politiche che si approfittano dei bambini.
Wendy, dopo aver tramortito Jack con la mazza da baseball, aver tentato di contenerlo nella cella frigorifera, allontanato una seconda volta ferendolo alla mano con il coltello nell’iconica scena della porta e aver cercato Danny per tutto l’albergo assistendo alle più allucinanti visioni “paranormali”, si riunisce con Danny all’entrata del labirinto e scappano insieme guidando il gatto delle nevi. Wendy sopravvive perché non pretende di essere una iniziata ai Grandi Misteri, rimane il tramite terreno del più spirituale Danny, per non lasciarlo da solo nel suo percorso mistico. Quando lo reincontra getta il coltello nella neve e abbraccia il figlio prima di scappare insieme. Wendy è guidata dalla fede, non saprà tutto ma il suo istinto non sbaglia mai. Shelley Duvall fu posta sotto la massima pressione da Kubrick – rispetto a tutti gli altri attori – per ottenere la performance che possiamo ammirare in tutta la sua paura. Kubrick sembrava apparentemente cattivo e anche selettivamente prepotente con Duvall ma faceva tutto parte della regia psicologica del film per aumentare il senso di paranoia e isolamento e alla fine l’attrice non ha denunciato nessun comportamento abusivo di Kubrick.
Jack viene sconfitto perché non possiede la forza mentale necessaria (triade oscura o triade chiara) per assorbire neanche i Piccoli Misteri. Jack è il folle, il babbeo che vorrebbe essere il Signore Infernale. Lui è semplicemente la cavia, l’esperimento, il giullare e il sacrificio per il Solstizio di Inverno per far ripartire il Mondo. Jack non è stato liberato dalla cella frigorifera dai fantasmi, è stato liberato perché lo hanno permesso i burattinai, gli scienziati a guida dell’esperimento, i patroni di tutto questo rito. Jack è la dimostrazione di cosa succede quando un miracolo viene affidato all’uomo consumistico. Viene sprecato e il “capro espiatorio” sacrificato agli elementi naturali. Il film non avrebbe raggiunto neanche metà della sua godibilità se non fosse stato per la recitazione demoniaca e mentalmente malata di Jack Nicholson, il quale sembra letteralmente posseduto a metà film.
1921, cosa succede quando sommiamo questi numeri? 1+9+2+1 = 13 = 6+7. 1921 fu l’anno di una grande recessione economica negli Stati Uniti ma anche l’anno del grande massacro a sfondo razziale nella cittadina di Tulsa a danno degli afroamericani. Ancora una volta, la violenza collettiva “legale” diventa violenza individuale “immorale”. Il custode estivo Dick Hallorand è un afroamericano che nel libro sente più volte l’albergo insultarlo razzialmente e ha sviluppato la luccicanza in tenera età parlando senza muovere le labbra con sua nonna. Nel film questo suo potere è più ambiguo ma il significato rimane lo stesso: chi fa parte di un gruppo secolarmente marginalizzato tramite politiche dirette e non mediaticamente amplificato tende a ricordare più quietamente. Ancora oggi, quando si tratta di Giorno della Memoria, non parliamo tanto del sacrificio sovietico per sconfiggere il nazismo, del bombardamento angloamericano di Dresda, di Aktion T4, degli “italiani brava gente”, delle decine di milioni di slavi uccisi dai nazisti e decine di milioni di cinesi uccisi dai giapponesi. Sono sempre rilevanti i soliti noti, perché la liturgia collettiva a favore di Israele serve di più.
La recessione economica è il modo con cui viene normalizzata la “ciclicità del capitalismo”. I “meritevoli” si elevano e i “colpevoli” cadono, perdono il favore della Dea Fortuna. Esiste la ruota delle stagioni, la ruota dell’Oroscopo, i cicli induisti, il samsara buddista e la Dharma del Budda. La sacralità e il potere magico della ruota viene sequestrato e violentato per giustificare un sistema innaturale che nessun animale applicherebbe mai, pena l’estinzione. In realtà i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri. Il lavoro definisce l’uomo e non il contrario. L’uomo è alienato dal lavoro e venera il denaro. Dio è solo una cambiale adesso. Se i tuoi familiari si pongono davanti al raggiungimento del “successo” allora devi disfartene. Elon Musk ha ripudiato la figlia trans perché “degenere” però aveva chiesto a Epstein se potesse partecipare ai parties, ricevendo un no.
Gli animali compaiono spesso nel film, il più delle volte sono ritratti naturalistici e scientifici o teste imbalsamate. Molti animali sono cari ai nativi americani e ritorna il tema della desacralizzazione delle culture native, impagliando queste magnifiche bestie. Durante il suo viaggio mistico Wendy si ritrova davanti a uno dei facoltosi clienti dell’albergo – uomo bianco di mezz’età – ricevere sesso orale da un altro uomo, presumibilmente più giovane, indossante un costume intero che rappresenta un animale – ancora una volta chimerico – a metà tra l’orso e il cane. Viene celebrato periodicamente, in una inaccessibile località tra le Montagne Rocciose, il Bohemian Groove, dove i super ricchi dei paesi del capitalismo avanzato indossano maschere animali o di varie divinità greco-romane e reinterpretano riti della classicità e della spiritualità india presso un focolare, oltre che fare società nei salotti bene. Il rito dei clubs riservati è l’inversione e la violazione del sacro. Non penso i partecipanti a questi eventi credano davvero nel diavolo cristiano. Non sono proprietà di nessuno, il mondo è loro proprietà, fa tutto parte del senso di rafforzamento del proprio potere sul sacro e la materia.
Nella miniserie del 1997, più fedele al libro, compare il cabarettista con la maschera da lupo, che salta dalla parte destra dello schermo cercando di spaventare Danny, nella sezione di storia in cui le presenze paranormali si fanno più forti e impavide. Il significato cambia poco perché può rimandare a Licaone, il re anatolico che venne punito da Zeus quando al dio travestito da viandante fu offerta carne umana. Il re sacrilego fu trasformato nel primo licantropo; torna il tema del cannibalismo e della violazione della sacralità della persona umana.
Jack vuole creare ma è sterile mentalmente. Sia nel film di Kubrick sia nella miniserie compare lo “Scrapbook” del libro, un album dove sono conservate foto e pezzi di giornali narranti la cronaca nera che ha “funestato” l’albergo sin dalla sua fondazione. Anche con il letterale Testo Sacro che cade dal Cielo, Jack non può creare (limitandosi a ripetere sulle pagine “All work and no plays make Jack a dull boy”) perché è intrappolato in un eterno ciclo di male e stagnazione creato da lui stesso (ma forse anche impiantato). Danny si ritrova in un ciclo parallelo. La sua seconda personalità, Tony, nel film di Kubrick è semplicemente espressa con un dito e sembra una parte della mente traumatizzata di Danny (che subì una slogatura per colpa del padre in passato) cresciuta precocemente. Nel libro e nella miniserie Tony è un uomo fluttuante che si scopre nel seguente libro Dr Sleep essere una proiezione mentale di Danny dal futuro. Il ciclo in cui Danny opera è un ciclo positivo, dove il sé maturo del futuro guida il sé bambino del presente e dove i figli imparano dagli errori dei padri.
Il film risuona bene con i complottisti perché è un crash course sulla geometria sacra e i pattern magici, permette all’uomo medio, ingranaggio anonimo della società borghese finto meritocratica e finto-democratica, di scorgere il mondo delle élite rimanendo sul divano, mentre Eyes Wide Shut è il film più corrispondente alla “power fantasy” della scalata sociale e delle feste riservate. Il film vuole trasmettere il messaggio che il male non crea, deforma e basta, esso è un cerchio piatto inconcludente. Il bene è una spirale che, anche se sembra tornare indietro, il suo movimento raggiunge una dimensione superiore e sintetizza passato, presente e futuro.
I malvagi ottengono quello che vogliono subito sacrificando tutti gli altri ma cadono sempre, i buoni soffrono sempre ma con la pazienza raggiungono quello per cui hanno combattuto, sacrificando il proprio egoismo.
Questo testo è dedicato al Maestro Stanley Kubrick
artverkaro.altervista.org
Fonte: https://artverkaro.altervista.org/the-shining-e-i-percorsi-del-capitalismo-esoterico/
ric 11 febbraio 2026
nulla di nuovo.....nelle loro abitudini....
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I rapporti sessuali con un bambino al di sotto degli otto anni d’età sono leciti (Sanhedrin, 69b).
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https://www.storico.org/prime_civilta/talmud.html