Sul veto di Napolitano a Gratteri.... Matteo Renzi non la racconta giusta!

Si torna a parlare della poco limpida vicenda, che vide l'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, porre un veto assoluto, sulla nomina del Procuratore Gratteri a Ministro della Giustizia. Le nuove confessioni di Matteo Renzi, che partecipò alla decisione di Napolitano, non contribuiscono a fare chiarezza

Sul veto di Napolitano a Gratteri.... Matteo Renzi non la racconta giusta!

Di Megas Alexandros (Fabio Bonciani), ComeDonChisciotte.org

Nell'attuale disgustoso scenario di restaurazione, che va in scena nel teatro delle nostre istituzioni, il copione ora prevede gli "schizzi di fango", la cui finalità - oltre che a rendere più sporco qualcuno, affinché qualcun altro appaia più pulito - è soprattutto quella di coprire in modo definitivo la verità, su quanto di più torbido la nostra politica abbia potuto fare in questi anni.

Il protagonista indiscusso, a cui i poteri hanno affidato il compito di recitare questa parte, è senza dubbio Matteo Renzi.

Addirittura, la sceneggiatura ha previsto che Renzi scrivesse un libro, talmente pieno di fango, da rendere il più possibile inquinata la scena del crimine.

Tra le varie - e soprattutto gravissime - confessioni che Renzi fa all'interno del suo nuovo libro ("Il Mostro") - per le quali ancora nessun magistrato ha avuto il coraggio di aprire un fascicolo (la questione Ermini/CSM su tutte) - la stampa e le TV sono tornate nei giorni scorsi sul famoso veto che Giorgio Napolitano pose, alla nomina di Nicola Gratteri a ministro della Giustizia.

Nel volume, Renzi fa emergere una verità ulteriore - palesemente contrastane e poco verosimile - rispetto a quanto accaduto e riferito a caldo:

Magistrati come il procuratore della Repubblica di Roma, leader di varie correnti della magistratura, giudici eletti in Parlamento con altre responsabilità – sostiene Renzi – fecero arrivare al Quirinale, in modo più o meno diretto, la loro avversione totale all’ipotesi Gratteri

[dal libro Il Mostro di Matteo Renzi]

In pratica il leader di Italia Viva, a distanza di otto anni, ritrattando quanto ammesso all'epoca, vorrebbe riscrivere la storia e farci credere, che il veto non fu opera diretta dell'allora Presidente Napolitano, ma il risultato di una abile congiura di alcuni magistrati potenti capitanati dall'allora procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone, i quali fecero opera di convincimento su Re Giorgio.

Insomma, il solito "refrain" che va di moda da quando sono scoppiati tutti gli scandali che hanno coinvolto giudici e magistrati, venuti alla luce con le famose intercettazioni estrapolate dal trojan installato sul telefono di Palamara.

Il messaggio che si vuol far passare e dare in pasto alla gente, ormai è chiaro a tutti: tutta colpa della magistratura! E' lì dentro che si annida il potere profondo ed è lì che dobbiamo picchiare ed intervenire.

Non mi fraintendete, non sono qui certo a dirvi che la magistratura è l'Eden, io stesso porto addosso i segni della violenza presente in quel mondo. Ma porre i politici e gli oligarchi di casa nostra fuori dalle malefatte, significa fare il gioco di chi fa finta di cambiare per non cambiare affatto.

Sempre più spesso certa stampa, cerca di dipingere politici e colletti bianchi, come povere verginelle violentate da una magistratura, così cattiva e potente da essere identificata come il vero ed unico cancro che ha contributo a ridurre il paese e le nostre istituzione allo stato attuale.

Quindi, problema già risolto, ecco la soluzione: si riforma la magistratura ed il ministro Cartabia è stato scelto da Draghi proprio per questo.

I meno fessi, si alzerebbero in piedi e gridando "obbiezione Vostro Onore", direbbero: ma alle cene dentro l'Hotel Champagne, non c'erano anche i politici? Ma Palamara e Co. non si interfacciavano anche con i colletti bianchi? Ma le nomine non venivano fatte in stretta collaborazione con i politici di turno, seguendo la logica dell'appartenenza, il tutto all'interno del cerchio dove la trasversalità dei poteri profondi si unisce in un unico corpo?

In definitiva Renzi, vorrebbe dirci che chi vuole male a Gratteri non è certo il potere politico, ma la gelosia ed il potere di certi magistrati?

Povero presidente Napolitano, cosa poteva fare, appena Renzi ha salito le scale con la lista dei ministri per mostrargliela, alla vista del nome di Gratteri, l'allora procuratore di Roma Pignatone (secondo il racconto di Renzi stesso), sarebbe saltato addosso (in senso metaforico) al "Vecchio", il quale ormai in età avanzata e non in grado di opporre resistenza, non poté fare altro che eseguire quanto ordinato.

Qualcosa non torna!

Il Dott. Gratteri anni dopo raccontò per filo e per segno in una intervista a Peter Gomez, come andarono le cose. [1]

Gratteri chiarisce che la prima volta che parlò con Renzi dell'argomento fu la sera prima che lui si recasse da Napolitano; quindi - a meno che non sia stato Renzi stesso ad avvertire Pignatone, il quale poi avrebbe dovuto parlare con il Presidente della Repubblica - delle due l'una: o Pignatone era veramente nella stanza quando Renzi consegna la lista dei ministri e questo, se accertato, sarebbe un reato gravissimo contro la nostra Costituzione; oppure Matteo Renzi mente su chi realmente pose il veto su Gratteri.

Il mio ragionamento è talmente limpido e chiaro, che pare lo abbia fatto anche il procuratore Gratteri, non appena udite le nuove confessioni di Renzi.

Che ci abbia pensato e che sia arrivato alle mie medesime conclusioni, lo dimostrano le sue parole nell'ultima puntata di Piazza Pulita dove è stato ospite di Formigli, ascoltatele:

(cliccate sulla foto qua sotto ed ascoltate dal minuto 26:15)

Il giornalista Corrado Formigli, dopo aver letto le confessioni di Renzi ed essere rimasto anche lui, evidentemente colpito dalla nuova versione del "bomba" sul caso Gratteri/Napolitano, invita l'ospite a ripercorre quei momenti.

Gratteri è molto preciso nella sua ricostruzione e riconferma di aver parlato per la prima volta con Renzi, la sera prima di salire al Colle, dopo le 20:00 - dopo di che apprese della sua bocciatura il giorno seguente, appena finito l'incontro tra Renzi e Napolitano.

Addirittura Gratteri ricorda perfettamente che prima di entrare nella stanza del Presidente della Repubblica (erano le 15:45 dice il magistrato), Renzi lo chiama e gli conferma che è nella lista dei ministri.

Ma Gratteri da buon magistrato, padrone del suo mestiere, non si limita a rispondere alle domande del giornalista, vuole anche risposte:

Ora LEI invita Renzi qui, in occasione di questo suo nuovo libro e lo interroga per bene, così finalmente sapremo altri nomi ed altri suggeritori di Napolitano

Chiarissimo! un magistrato non può essere messo così nel mezzo e fatto passare da cretino, come i nostri politicanti sono abituati a fare con il popolino.

E' palese che Renzi con questo libro continua a non dirci tutta la verità o forse a dire solo quello che è funzionale al potere a cui appartiene.

E di questo se ne è accorto anche Nicola Gratteri.

Insomma, giorno dopo giorno, vengono sempre più alla luce spaccati di estremo disgusto relativi a quello che realmente succede nei palazzi della politica. Anche questa storia ha dell'incredibile e le domande a cui Renzi dovrebbe rispondere sono molte: il procuratore di Roma Pignatone, era veramente in quella stanza? Chi sono gli altri che gridavano "vade retro Satana", alla vista sul foglietto del nome di Gratteri? perché Gratteri è così tanto inviso a certi poteri, al punto che importanti magistrati ed alte cariche dello Stato si spingono fino a violare i principi a fondamento della nostra Costituzione, pur di non averlo tra i piedi? oppure Renzi mente per proteggere Napolitano?

Chi, se non Renzi - visto che era lì presente e visti i numerosi messaggi di avvertimento che da tempo lancia nell'aria verso chi solo lui sa, dimostrando così di saperne molto di più sulle vicende che racconta - può rispondere di tutto questo agli italiani ed a quei pochi magistrati indipendenti rimasti?

Di Megas Alexandros (Fabio Bonciani), ComeDonChisciotte.org

NOTE

[1] Gratteri, il retroscena su Napolitano: 'Non mi ha voluto ministro' (blastingnews.com)

Commenti (14)

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    1. Indro 4 giugno 2022

      gratteri quello che riempe i giornali di arresti ma le indagini successive non portano a nulla, se non la chiusura di aziende meridionali, quello che dice non si può indagare la massoneria perchè pericoloso?

    1. Dante Bertello 31 maggio 2022

      E' un peccato che abbiano chiuso il sito "Libreidee", ogni tanto qualche notizia interessante dal mondo massonico, veniva pubblicata.

      Nel 2014 Gioele Magaldi diede alle stampe il saggio "Massoni" per Chiarelettere, dove disse esplicitamente che l'allora Presidente della Repubblica, Napolitano, era massone.

      Pochi mesi dopo il Capo dello Stato rassegnò le dimissioni... (sarà stato un caso?)

      Secondo quanto poi scritto in quel libro, sarebbero dovuti seguire altri due libri che avrebbero ulteriormente aperto i nostri orizzonti, ma questo non è avvenuto...

      Per capire quello che è avvenuto, dobbiamo sempre dipendere da qualcuno "del giro", e comunque siamo sempre 2 o 3 passi indietro a loro.

    1. fuffolo 30 maggio 2022

      "Tutta colpa della magistratura"
      Prima era "tutta colpa dei politici", inziata con il poliziotto diventato giudice e poi ministro.
      La gestione della politica tramite la magistratura, durata circa trenta anni, finisce perchè è cambiato il sistema economico ed istituzionale. Per manovrare parrucconi inconsapevoli devi comunque dargli un potere vero ed è quello che ora deve essere tolto. Il manovratore potrebbe venire disturbato con un'indagine...

    1. JHON 30 maggio 2022

      Il filone sulla Magistratura e in particolare del Procuratore antimafia Gratteri, sembra interessare il nostro Megas alias Fabio e non solo lui. Una domanda subito all'autore dell'articolo: secondo te Fabio, uno come Gratteri, potrebbe ricoprire il ruolo di Procuratore Generale antimafia, e addirittura di ministro di Giustizia? Seconda domanda: visto le bocciature subite da parte del duo Renzi/Napolitano e successivamente dall'altra coppia Mattarella/Minniti, non ti suggerisce nulla sull'integrità del personaggio? In quei posti ci vai e li occupi, solamente se sei disposto a " patteggiare", la linea di cui portare avanti il tuo ruolo. Tutto questo per dire, secondo la mia visuale, come ebbi già a sostenere recentemente su questo sito, se togliessimo dal suo ruolo Gratteri, che fino ad ora non ha accettato posti di prestigio pur avendone le capacità e lo sostituissimo con un magistrato meno preparato e senza esperienza nella lotta alle cosche, cambierebbe l'impegno della classe politica, nella lotta alla Mafia? Io direi di no! Dunque lunga vita a Gratteri, le bocciature subite, sono la pagella di Magistrato integro.

    2. Megas Alexandros 30 maggio 2022

      Pur non conoscendolo e non mettendola mano sul fuoco su nessuno.... la questione mi interessa particolarmente per quello che sta dicendo.... parole forti!!! il suo curriculum dice sarebbe stato il migliore per andare all'antimafia, ma noi sappiamo (sistema Palamara docet), che le scelte no vengono fatte privilegiando la professionalità ma l'appartenenza. Certo le bocciature da parte di chi sappiamo sono di sicuro una medaglia per lui.
      Quello che tutti dovete sapere e mettervelo bene in testa (ma tu, vedo ne sei cosciente), l'attuale picchiare sulla magistratura e la riforma in atto.... ha un unico scopo: disinnescare i pochi, anzi pochissimi, magistrati che non si sono allineati al potere profondo.... basta guardare i requisiti referendari. NON LO FANNO NE PER NOI NE PER LA GISUTIZIA!!!!

    1. uparishutrachoal 30 maggio 2022

      Andare contro Napolitano sarebbe una strategia suicida per Renzi..che non è intelligente ma molto furbo..e sa dove colpire per avere credito.
      E' indubbio che negli ultimi tempi è stato scaricato dal potere politico che si è servito dei magistrati come esecutori, e Renzi colpisce questi ultimi perché gli è possibile e ed sicuro che questo sia il momento per farlo.
      C'è da dire che parla a nuora perché suocera intenda.
      In parole povere Renzi è una mina vagante intelligente che si orienta dove gli è concesso e non ha la disposizione del kamikaze e spera intuitivamente di forzare la mano a chi comanda davvero per reintegrarsi in politica da dove è stato escluso perché inaffidabile per i suoi slanci populisti fuori dalle righe: Renzi è troppo estroverso per essere gradito a quelli che contano e nello stesso tempo ha troppa ambizione per lasciarsi emarginare senza combattere..

    2. Cachafaz 30 maggio 2022

      Qualcosa ancora non e' chiaro ma secondo me, facendo parte di questa repubblica morente, ed essendo molto ambizioso di suo e giovane, non ci sta' a farsi mettere da parte; quindi tenta pure di riciclarsi per il futuro...chissa' cosa e' disposto a portare a galla, sempre se non lo fanno fuori. Ma lui ha fatto sapere di essersi cautelato...bella gente, davvero.

    3. Megas Alexandros 30 maggio 2022

      Eh si, bella gente.... mi sa però che qui c'è la necessità di far fuori o meglio legare definitivamente le mani a quei pochi magistrati onesti... basta guardare i quesiti del referendum

    4. Hospiton 30 maggio 2022

      Basti pensare al caso Consip, una roba che in un Paese normale sarebbe sufficiente a far sparire un politico dalla scena per 30 anni, ed invece niente di niente, coltre di silenzio...nel libro di Pino Corrias, "Fermate il Capitano Ultimo", il colonnello De Caprio racconta come, nel pieno delle indagini su Tiziano Renzi, Alfredo Romeo, Carlo Russo & C, si fosse verificata la classica fuga di notizie. Il quotidiano di Belpietro, "La Verità", rivelò dell'inchiesta in corso (fino a quel momento tenuta segreta) e le intercettazioni divennero via via sempre più inutili. La questione è articolata e non si può riassumere in poche righe, di certo lascia intendere come il buon Matteo abbia le spalle abbastanza coperte.

    5. Megas Alexandros 30 maggio 2022

      Certo fu avvertito da Saltalamacchia e Del Sette... praticamente viviamo in un paese dove i carabinieri mettono le "cimici" ed il generale dei carabinieri avverte quelli a cui hanno messo le cimici.... e dopo questo, tutti al suo posto.
      Che gli appalti Consip passavano tutti tramite il famoso studio di commercialisti (ora alla sbarra), di riferimento a Renzi, un mio avvocato me lo ha detto quasi un anno prima che uscisse sul Fatto Quotidiano

    6. Hospiton 30 maggio 2022

      Esatto Megas...niente di stupefacente per chi conosce la storia italiana (consiglio in merito il poco conosciuto film "Segreti di Stato" con Antonio Catania, incentrato sulla strage di Portella delle Ginestre, piuttosto istruttivo), ma è agghiacciante veder la sempre maggiore indifferenza con cui l opinione pubblica accoglie questi scandali, continuando imperterrita a recarsi alle urne (meno numerosa di un tempo ma non abbastanza da delegittimare il sistema, per quanto possa valere)

    7. Megas Alexandros 30 maggio 2022

      Troppi ancora vivono affiliati a massonerie e mafie... anche per due spiccioli, la maggioranza per due spiccioli vendono il futuro dei loro figli

    8. Hospiton 30 maggio 2022

      Senz'altro, e un buon numero (parliamo di milioni di elettori) continua a vivere la politica come fossimo ancora ai tempi di Berlinguer e Moro. Questi ultimi sostengono un sistema marcio, forse in sostanziale buonafede ma pur sempre lo sostengono.

    9. omega 31 maggio 2022

      Ci sono ancora anche tanti fessi.

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