Sul danno o l’utilità della religione

Sul danno o l’utilità della religione

Di Livio Cadè, ereticamente.net

Dopo essermi posto per lungo tempo la domanda “a che serve la religione?” son giunto a questa conclusione: “a nulla”. La sua importanza sta proprio nel mostrarci il valore dell’inutile, la bellezza di un agire senza scopo. La ricerca dell’utile indurisce il cuore, la religione lo ammorbidisce. Parlare di utilità della religione è dunque possibile solo in senso traslato. Viceversa, quando si parla del suo danno, lo si può ben fare in senso letterale, ricordando le concrete circostanze in cui la religione ha nuociuto all’uomo. È questa la ragione per cui, carichi di livore, molti se ne allontanano prima d’averne ben compreso la natura.

Alcuni sembrano rallegrarsi all’idea che nella società futura non esisteranno religioni. Secondo loro sarà la scienza a rispondere alle domande dell’uomo, e la tecnica a soddisfarne i bisogni. Ne consegue che non sentiremo più alcuna sete di Assoluto, né necessità che una macchina non possa contentare. La felicità consisterà nel godere di cose reali, oggettive, non di consolazioni metafisiche e immaginari aldilà. Tali profeti dan per certo che la religione diverrà una cosa inutile, non sapendo che lo è sempre stata. E non s’accorgono d’auspicare in fondo l’avvento d’una nuova religione, che sia culto dell’utile, fede nella scienza, promessa di paradisi terreni, sottomissione all’autorità di nuove Chiese.

Forse, come talvolta si dice del comunismo, la religione è rimasta sempre e soltanto una grande utopia. A legger la Storia del Guicciardini si crederebbe che nell’Italia rinascimentale, che si diceva cristiana, non esistessero religione, coscienza, virtù, e che dietro ogni azione umana si nascondessero sempre intrighi, vizi e corruzione. Cinismo dello storico? Più probabilmente specchio fedele d’una società che, come l’attuale, ama enunciare nobili principi senza metterli in pratica.

Le religioni sono “l’opera di persone d’ingegno a vantaggio degli spiriti mediocri e tardivi”, direbbe Chamfort. Nei dogmi e negli assiomi della religione i pigri credono di trovare la verità in modo rapido e sicuro, il che li dispensa dalla fatica di cercarla. Per questo, su tali credenti cala spesso l’ombra di un’esistenza inautentica, di ideali inapplicati.

Si può dire che la religione sia utile all’uomo perché lo educa a nobili intenti, lo sprona a coltivare valori etici, perseguire riforme umanitarie, compier battaglie per la giustizia ecc.. Tuttavia, questo sarebbe possibile anche a una dottrina puramente morale e, per altro, non sembra compensare i danni arrecati all’umanità dai settarismi fanatici, dalle persecuzioni e dalle guerre a sfondo religioso. Ma son questi giudizi che si fermano al sociale, allo storico e al psicologico, senza cogliere l’essenza del fenomeno religioso. Dunque, qual è il senso della religione?

Secondo san Gerolamo ‘giudeo’ significa “colui che vede Dio”. L’etimologia è dubbia ma è questa probabilmente la definizione più esatta di ciò verso cui tende lo spirito religioso. Esperienza quindi soggettiva, dato che non è possibile vedere con gli occhi di altri. La religione mi pare un’originaria scienza dell’essere, poi decaduta a credenza in oggetti astratti e sovrannaturali. Più che indurre l’uomo a rientrare in sé stesso, a cercare quella verità che “abitat in interiore homine”, produce in lui forme di falsa coscienza e lo irretisce in realtà oggettive, fuori di lui.

Comunemente si pensa che la religione incoraggi nell’uomo fantasie soggettive, l’elaborazione di entità fittizie. Ma questo significa solo che offre alla sua immaginazione oggetti che suscitano in lui particolari disposizioni interiori. La sua stessa anima diventa come un guanto rovesciato, un’interiorità esteriorizzata, e Dio l’Oggetto assoluto e sovrano che incombe sopra il suo destino.

Anche la preghiera oggettiva, che chiede qualcosa, ha in sé una volontà di appropriazione profana, estranea alla dimensione del sacro, che la allontana da quella contemplazione senza scopo che è prerogativa della vera religione. Un atto autenticamente religioso non si pone obiettivi. Infatti, la religione è vita dell’anima e l’anima è solo nel soggetto. L’esito coerente di una mentalità oggettiva sarà dunque la cancellazione dell’anima o la sua reificazione. Tale prospettiva è tipica di una scienza che ci inclina a vedere obiettivamente il mondo, credendo così di riportarci dai luoghi dell’immaginazione mitica o religiosa ai fatti nudi e reali della fisica. In realtà spostando la nostra fede nella realtà degli oggetti metafisici a cose fisiche, del cui ordine, della cui consistenza, non è più Dio il supremo garante ma la Natura. Finché la meccanica quantistica non ci fa notare che è l’osservatore a creare la realtà, rimediando in parte all’oblio del soggetto cui una Metafisica dell’oggetto ci aveva abituati.

Si crede che una percezione oggettiva del mondo debba avere chiarezza ed evidenza ‘cartesiane’, forse dimenticando che Cartesio, nella sua ricerca di un fondamento ultimo, approdò a un radicale soggettivismo. E forse lui stesso preferì scordarsene, preoccupato di riportare l’oggettività nelle cose e nelle idee, nelle anime e in Dio. Ma per Descartes l’utilità della metafisica stava nel fornire fondamenta stabili alla fisica e alla morale. I corpi sensibili, oggetti della fisica, gli parevano realtà dubitabili, finché la loro realtà non fosse dimostrata da ragioni universali. E la stessa fisica trovava per lui ragion d’essere nella sua utilità per la tecnica e la costruzione di macchine. La sua ricerca aveva dunque fin dall’inizio finalità pratiche, era attirata dall’artefatto, ossia dall’’oggetto’ per antonomasia.

L’uomo moderno, che trova superflua la metafisica, ha posto direttamente la Tecnica a principio e fondamento della realtà. Oggi è il progresso tecnologico in sé, a prescindere dalla sua utilità per l’uomo, a produrre una metafisica e, in modo analogo, a definire gli oggetti dell’etica, a imporre una morale retta non dalla nostra relazione con Dio o con l’uomo, ma con le macchine e la loro indubitabile bontà.

Anche le eterne questioni metafisiche vengono così ridotte a fatti oggettivi, pure nozioni, problemi cui non dovremo più cercare faticosamente una risposta in noi perché la troveremo in un’intelligenza artificiale che saprà tutto sull’anima e la verità, il bene e il male ecc.. Perfetta religione “per spiriti mediocri e tardivi”, coerente evoluzione di un pensiero dominato da credenze oggettive. La nuova fede algoritmica non farà che liberarci dalla dipendenza al magistero d’una Chiesa per legarci a quello di circuiti elettronici.

Finiremo con l’avere un’oggettività senza soggetto, un mondo che si esaurisce nel ‘fuori’, senza alcun ‘dentro’. Neuroni al posto della coscienza, ormoni al posto dell’amore ecc.. Non si tratta di opporre a questa assoluta oggettività una soggettività tutta racchiusa nella mente, di sostituire l’ossessione per gli oggetti con la fissazione sull’io. Un’anima senza mondo è infatti tanto inconcepibile quanto un mondo senz’anima. Il problema nasce quando incliniamo totalmente verso un mondo di cose, fatti, dati, valori e saperi obiettivi, perdendo di vista il loro invisibile soggetto.

Per ristabilire l’equilibrio occorre resistere all’assenso automatico e abitudinario che diamo a un sistema di credenze e opinioni, vedere che ogni nostro discorso dà per scontate innumerevoli cose di cui potremmo dubitare. Proviamo dunque a mettere in crisi le nostre parole, le nostre idee, le nostre intoccabili autorità. Non si può esser religiosi senza “uccidere il Buddha”, Dio e ogni altro idolo della nostra oggettività. Ci serve l’audacia del dubbio cartesiano per sottoporre a esame critico le convinzioni in cui ci adagiamo, ripartire dall’atto del pensare e del dubitare come certezza dell’essere. Questa ricerca di un senso ultimo non può però coincidere con i limiti di una coscienza immanente ma tende a una trascendenza che la illumina.

Dobbiamo mettere tra parentesi gli insegnamenti, i maestri, le rigide nomenclature che altri hanno stabilito, se vogliamo cercare una verità che può essere colta solo soggettivamente. In questo non ci assiste l’istinto sociale, che volentieri si piega all’autorità. E neppure c’è d’aiuto il comune ‘buon senso’, che facilmente si lascia convincere dalle ragioni dell’utile e della convenienza. Le varie religioni, dal canto loro, possono porci davanti a noi stessi come a un problema, dotarci di alcuni strumenti atti ad indagarlo, ma non possono darcene la soluzione. Sarebbero sempre risposte oggettive, riguardate dall’esterno, perciò radicalmente inadeguate.

Ogni religione implica una diversa segnaletica, è indicazione di una via. Se si parla d’una loro “unità trascendente” è solo in relazione a un unico centro e non alle sue diramazioni, a un fine generale – la visione di Dio – e non ai mezzi particolari e diversi che ciascuna religione ci offre. Questa differenza è un elemento prezioso e irriducibile. Alcuni vorrebbero operare sincretismi religiosi, come a cavarne un artificiale esperanto dell’anima. Ma ogni religione ha un particolare linguaggio, un suo retaggio di sapienza, un ruolo preciso nella storia.

Si possono trovare affinità tra i vari misticismi, tra Meister Eckhart e il Vedanta, sufismo e taoismo ecc., ma un’omologazione della fede non farebbe che indebolire quel carattere irriducibilmente individuale, idiosincratico, con cui lo Spirito si esprime. Carlo V diceva di usare lo spagnolo per parlare con Dio e il tedesco col suo cavallo, ma non esiste una lingua migliore delle altre e neppure una religione. Questo potrà suonare offensivo ai bigotti e ai fanatici, a quelli che non capiscono come tutte le nostre rappresentazioni e dottrine siano ugualmente incapaci di esprimere una verità assoluta. Ogni religione è confinata nello spazio di verità relative, determinata da fattori storici e culturali, contaminata da elementi mitologici e immaginari. Se v’è un linguaggio di Dio è il silenzio. “O Tu, di là da ogni cosa: come è lecito chiamarTi altrimenti?” dice Proclo.

Nondimeno, questi sforzi di concepire l’inconcepibile, di dargli un nome, non sono per il pensiero una vana occupazione ma uno stimolo a trascendersi, spingendosi oltre i limiti oggettivi della moralità e dei giudizi astratti. La stessa resistenza offerta dagli oggetti della nostra ricerca ci fa infine prender coscienza di Quello che non può essere cercato e desiderato, perché nessuna distanza lo separa da noi. E non fa differenza come lo chiamiamo: Dio, Brahman o Tathātā.

Si passa da un dubbio radicale, sospensione del giudizio sulle cose, a un giudizio semplice e sincero sulla nostra vita. Chi sono? Cosa devo fare? Perché? Giudicare viene da Jus – da cui ‘giustizia’ – e ancor prima dalla radice Yug, che indica il legare insieme. Esser religiosi è ritrovare in sé quel giudizio giusto che ricorda all’uomo la sua trascendenza e l’unisce a Dio. La religione può vivere senz’etica e filosofia, ma muore senza una mistica sperimentale, senza quell’energia che spinge l’uomo al fondo di sé stesso. Pazientemente ci si spoglia delle proprie illusioni. È una via che non aggiunge nulla a ciò che siamo ma anzi conduce verso la pienezza del nulla.

Questa pienezza è appunto la visione di Dio. Perché gli oggetti dei sensi o dei pensieri, materiali o immateriali, esistono come qualcosa fuori di noi. Ma Dio – il Tao, il Brahman – non è un oggetto, non esiste in nessun luogo. Non lo si può vedere come si vede un albero o una nuvola. Non lo si capisce come si capisce un teorema geometrico. Né lo si ama come si ama una creatura. Finché lo scambiamo per un oggetto non possiamo vederlo, amarlo, capirlo. Perciò diciamo che è un nulla, un vuoto, una trascendenza. Queste parole non sono il dito che indica la luna, perché questo ci chiuderebbe ancora in una visione oggettiva. Sono solo tentativi di distogliere l’attenzione dagli oggetti.

Ma se non usciamo dal pensiero oggettivo faremo anche del nulla, del vuoto un’altra cosa, e ci metteremo a cercarlo. Oppure vedremo in questo pieno-nulla un’astrazione. Eppure, come Cartesio, di tutto si può dubitare tranne che di questo essere vuoto, che nessun oggetto può riempire. Da questa certezza germoglia un distacco dalle cose. Non si tratta di trasalimenti estatici. “Anche tra le pentole sta il Signore” diceva Teresa d’Avila. Tutto il mio zen, diceva un vecchio monaco buddhista, è mangiare riso e restituirlo al cesso. Basta sentire il respiro segreto della vita, quel quid inattingibile che non è oggetto di studio ma un mistero sfuggente. Non serve cercarlo, perché «Io mi son fatto trovare anche da quelli che non mi cercavano, mi sono rivelato anche a coloro che non chiedevano di me».

Infine, la vera religione presuppone un’incrollabile fede in sé. Questa fiducia è la base della libertà. La società moderna vuole invece renderci sempre più dipendenti dall’informazione, dalle macchine, da ordini economici, dalle opinioni degli ‘esperti’, alienandoci da noi stessi. Non so quindi se il progresso decreterà la fine dell’uomo religioso. Dipende. V’è una religione dell’essere e una dell’avere, la prima legata al Soggetto, la seconda al possesso di cose. Una aspira alla grazia, l’altra pretende di farsi Potere e verità oggettiva. Viviamo così, pericolosamente in bilico, tra la purezza dell’inutile e le soteriologie tecno-scientifiche, tra l’attesa di Dio e i culti satanici. In questa alternativa, io credo, si determinerà anche un domani l’utilità o il danno della religione.

Di Livio Cadè, ereticamente.net

16.04.2023

Fonte: https://www.ereticamente.net/2023/04/sul-danno-e-lutilita-della-religione-livio-cade.html

Commenti (68)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 68 caricati
    1. XL 22 aprile 2023

      Parlando di religione in generale, e non di questa o quell'altra religione, io sostengo che le religioni non possano essere definite utili o inutili, ma semplicemente ineliminabili.

      Poiché la sfera religiosa è quella che detta gli scopi, i fini ultimi, dell'esistere e dell'agire, qualunque visione -bislacca quanto si vuole- di questi scopi diventa per definizione una religione.

      Esistono religioni teiste, religioni atee, religioni spirituali e religioni materialiste.
      Persino il rifiuto di qualunque riflessione sul senso della vita, si traduce in pratica nella religione del capriccio immediato e della pretesa della sua soddisfazione.

      Se la vita poi viene considerata importante, credo sia meglio rifletterci su, piuttosto che lasciarla scorrere "a caso" e quindi reputo la religione utile per tutti coloro che attribuiscono una certa importanza alla propria vita.
      Per tutto il resto c'è mastercard.

    2. sbregaverse 23 aprile 2023

      Ma tu pensi che ci VOGLIA una religione per dire :
      "Ama il prossimo tuo come te stesso" ?
      O che ci vogliano due comandamenti per intimare di NON ammazzare e rubare?
      OVVERO ci vogliano le pene dell'inferno e rinascere come talpa per terrorizzare l'umanità con il castigo karmico nel male commesso?
      Fiabe per una tribù BAMBINA.

    1. AlbertoConti 22 aprile 2023

      Le religioni sono una questione tipicamente sociale, però originate dall’esigenza individuale di dare risposta al senso della propria vita e della propria morte, inscindibili dal destino dell’umanità che si spera sopravviverà a tempo indefinito, così come non è dato di sapere esattamente quanto manca alla propria dipartita. La religione è quindi una risposta al mistero dell’esistenza, che nel sistema di conoscenza duale si dirama in essere e non essere, vita e morte. Per quanto riguarda la vita è logico che la religione si traduca anche in regole di comportamento comuni, che codificano le opzioni dell’agire bene o male nel contesto della vita sociale, facilitando una ricerca interiore così condizionata ad integrarsi con i dogmi e le regole della religione d’appartenenza. Precetti necessariamente condivisi in quanto fondanti della dimensione sociale, e di riflesso ideologica per quanto concerne le scelte politiche, con tutto il relativo carico di inevitabili contraddizioni e ipocrisie.
      L’attaccamento alla vita rende assai difficile e doloroso concepire ed accettare l’ipotesi del nulla dopo la morte. E’ però possibile risolvere questo dramma con la convinzione di un aldilà, di una “propria” (ma di quale “chi”?) vita eterna ultraterrena e separata, della cui esistenza nessuno potrà mai sindacare, non potendone portare prove a favore o contro.
      L’idea di un Dio creatore (dell’esistenza universale), Padre onnipotente del cielo e della terra, che “vuole” il nostro bene pur concedendoci la libera scelta anche di sbagliare, è la sintesi più avanzata delle religioni storiche nella nostra cultura “occidentale”. Un Dio d’Amore che assorbe le figure archetipiche del Padre e della Madre, fondamentali nello sviluppo dell’esistenza materiale e spirituale, fisica e animica, di chi ha la fortuna di sperimentare l’amore dei genitori fin dalla nascita. Risulta quindi inevitabilmente diabolica la volontà politica di distruggere questa concezione valoriale cancellandone le stesse radici culturali, nel contesto di un’eterna e feroce lotta per la vita, tra un bene e un male che si autodeterminano vicendevolmente per contrasto. Non si può che provare un senso di grande umiltà e rispetto nell'approcciare la questione religiosa oggi, di fronte alla violenza degli accadimenti gravissimi ai quali assistiamo in questa fase storica di cambiamenti profondi. Per quanto si possano osservare con distacco, ne siamo comunque coinvolti.

    1. sbregaverse 22 aprile 2023

      La religione è utile quanto e come l'arte.

    1. sbregaverse 22 aprile 2023

      GIÀ, caro Cadette, il lemma religio è
      ~AMBIGUALENTE~

    1. absitiniuriaverbis 22 aprile 2023

      La o meglio le 'religioni'. Perché prenderne in esame soltanto una?
      O, meglio ancora, le istituzioni religiose.
      Le quali non sempre concordano tra di loro ed a volte nemmeno sui pochi punti cardine.
      Le istituzioni religiose non sono 'fede' e nemmeno spiritualità', sono piuttosto organizzazioni adibite al controllo, ovvero fanno del 'ti dico cosa credere e cosa pensare' il tema dominante.

      Meglio avere dubbi e cercare di venirne a capo con i propri mezzi. Per essere rispettosi verso se stessi e gli altri (animati e non) e verso quanto ci circonda non serve né religione né fede né spiritualità.

      Forse avere dubbi è una pratica di responsabilità che non si applica a tutti, ma finché le religioni saranno un traguardo, in pochi troveranno le proprie autentiche risposte mentre i moltissimi si accontenteranno di quelle preconfezionate.
      Facile facile ed il danno è fatto.

      Bisogna rispolverare le scuole di coscienza.
      Ma non convengono alle istituzioni di qualsiasi forma e tipo.

    1. danone 22 aprile 2023

      La religione serve a coloro che pensano che credere in un Dio, sia più importante che cercarlo, infatti si fanno bastare il primo dio pre-cotto e preconfezionato che trovano sotto casa, nella chiesa di quartiere.
      Io personalmente ho avuto accesso alla consapevolezza di cercarlo, Dio, abbastanza presto, e ho capito subito che c'era sempre qualcosa che non tornava anche nella ricerca di..un Dio.
      Come 'è possibile, mi son chiesto, che io, piccolo, ignorante, egoico arrogante e spocchioso, possa anche solo pensare in modo corretto al concetto di un Dio creatore?
      possa pensare anche solo di poter contenere l'idea di Dio, dentro questo mio essericino così piccolino.
      Figurarsi poi il ritenere di comprenderlo o anche solo contemplarlo.
      Poi ho capito, non sono scemo.
      Non sono io che devo credere in un Dio, per me è irraggiungibile anche solo l'idea, l'importante è che Lui creda in me, e se mi ha fatto, poichè Io Sono, vuol dire fuor di dubbio che non solo crede in me, ma mi ama anche parecchiotto.

    2. sbregaverse 22 aprile 2023

      Dannatissimo uan, hai dimenticato narciso?
      ma quanto(parecchiotto)
      azigogolatissimo sei

      ¿?

      ~♡*~

      *Sta per, fuori di dubbio, non sono scemo:
      ♡ .

    1. sim 22 aprile 2023

      Dio è Amore, quindi la Religione (che 'lega' l'uomo a Dio) è un cammino che ci aiuti a crescere nell'Amore, a fare espandere l'Amore che c'è in noi, che è la nostra vera natura in quanto figli di Dio.
      In questo eterno e sacro cammino, quando ci troviamo qui sul pianeta Terra, incontriamo tante diverse religioni istituzionali, che possono aiutarci o ostacolarci nell'avvicinarci all'unico vero Dio, a seconda delle circostanze.
      Io prediligo la Via (piuttosto che una religione formale) di Gesù Cristo, così come ci è stata trasmessa dai Vangeli, ma non ho nessun problema se qualcun altro sceglie un'altra variante o religione, a patto però che proceda (davvero) nella direzione giusta!
      Provare a sondare Dio e noi stessi con l'intelletto ci aiuterà a scoprire tante teorie e risposte che potranno soddisfare (in parte) la nostra superficiale sete di conoscenza e la nostra vanità, ma su questa via non si riesce (davvero) a progredire nell'Amore. Io stesso ho cercato a lungo su questa falsa via, molto arida e dolorosa... e ora mi è venuta una sete terribile! Questa è la via di Giuda Iscariota, il ladro, il traditore, che vuole (e ruba) la conoscenza pur essendo privo della saggezza necessaria per farne buon uso, e così facendo finisce nei guai.
      La conoscenza intellettuale può darci un potere (effimero e limitato) su questa terra e sui nostri simili, ma accontentarci di questi infimi surrogati della Vera Conoscenza ci allontanerà sempre più dal quel Padre che davvero ci ama

    1. sbregaverse 21 aprile 2023

      Religioni oppio dei popoli ma forse l'oppio male non fa.

    2. Pfefferminz 22 aprile 2023

      Il placebo siamo noi.

    3. logos 22 aprile 2023

      Se si consuma in maniera "corretta" e non "corretta..." (sono due cose ben diverse) male non fa. Ad ogni modo anche nel peggiore dei casi non è lontanamente paragonabile al nuovo oppio dei popoli (🍐). l.

    4. sbregaverse 22 aprile 2023

      Corretto... grappa ¿?

    5. logos 22 aprile 2023

      Meglio che sambuca ;) . Non ho mai gradito la dolcezza innaturale. Meglio un "distillato" forte ma sincero. Poche aspettative ma nessuna brutta sorpresa, se non (eccetto esagerazioni) una calma fatua indotta per alcuni o una carica di allegro spirito per altri. l.

    6. Astronauta 22 aprile 2023

      L oppio è il padre di tutti i vizi

    7. sbregaverse 22 aprile 2023

      L'oppio è il padre dei VIP(I)

    1. Ultor 21 aprile 2023

      Dio, il Creatore Onnipotente, è il Signore della storia, ed è una storia di gloria e di trionfi, di potenza e di amore infiniti ed eterni, una storia in cui l'uomo ha il ruolo di dare testimonianza e di partecipare al disegno della vittoria del bene sul male. Questo è il nostro compito, e questo è quello che dobbiamo compiere affinchè il male, che oggi ha preso il sopravvento, non prevalga.

    2. sbregaverse 22 aprile 2023

      AI versus IA ¿?

    1. PietroGE 21 aprile 2023

      Diceva Chesterton : "Quando la gente smette di credere in Dio, non è vero che non crede in niente, perché crede in tutto." Facilmente dimostrabile al giorno d'oggi. La religione è stata la prima attività culturale della specie umana, l'usanza di seppellire i morti con gli oggetti che sarebbero serviti al morto nell'altro mondo è antica quanto la comunicazione orale o i primi disegni sulle pareti delle caverne. Denota la nascita della coscienza di se e quindi dell'intelligenza. Quanto alla scienza che dovrebbe sostituire la religione, io direi che non sostituisce un bel niente...diventa essa stessa religione, cioè da scienza diventa scientismo, cambia solo il nome. Da notare che la moda degli scienziati atei è recentissima, prima della metà del secolo scorso tutti o quasi gli scienziati erano religiosi e uno potrebbe anche sostenere la tesi che la società occidentale è in crisi proprio perché ha abbandonato la religione. Le domande fondamentali dell'esistenza: perché c'è qualcosa invece del nulla eterno, come e perché è nata la vita, cos'è il pensiero, esiste l'anima e una dimensione altra da quella materiale nella quale viviamo ecc. ecc. non trovano risposta nella scienza, la trovano, in parte o in toto, nella religione. Ecco, se proprio vogliamo trovare una utilità al di la della dimensione individuale, a cosa serve la religione.

    2. logos 22 aprile 2023

      Ed è risaputo che credere in tutto è ben più pericoloso che credere in niente. I tempi moderni ne sono prova incontrovertibile. l.

    3. sbregaverse 22 aprile 2023

      Tutto Niente le due facce della stessa MONATA
      ooops MONETA.

    4. sbregaverse 22 aprile 2023

      Sfacciatismum nihilicum

      ¿?

    5. Bertozzi 22 aprile 2023

      Posso farmi tutte queste domande anche senza essere religioso, posso avere un culto mio personale dei morti anche senza essere religioso e anche senza avere coscienza ma avendo solo intuito e istinto. Quando tutto questo diventa "collettivo" o minimamente "comunitario" ecco che cambia e diventa religione, cioè accordo tra gli uomini, che nel loro accordarsi sviluppano una coscienza ma cedono il lato istintivo naturale, trascendente verso il divino.
      E che triste la teoria che se non si crede in qualcosa si crede in tutto o in niente, per cui senza religione si è un balia dei venti, io non credo proprio, ci vuole più coraggio e pazienza; è come con il voto, per qualcuno devi votare sennò non conti nulla (cazzata). Meglio una qualsiasi forma politica che l'anarchia (altra cazzata). Se non si è abbastanza elevati ed evoluti per poter formulare e comprendere una vita senza religione o senza partecipazione politica non significa che si debba accettare la prima religione o la prima forma politica che ci impongono (guarda il caso per entrambe storicamente non è quasi mai stata una scelta libera) solo per paura del vuoto che ne seguirebbe. Scegliere per paura del vuoto dimostra debolezza di spirito e di carattere. Si prende la strada più comoda e semplice ma è come il famoso esempio del tizio che cerca le chiavi sotto un lampione arriva uno e gli fa "oh hai perso le chiavi lì da qualche parte?" E quello gli risponde "no, le ho perse nella strada qui a fianco ma là è tutto buio e sotto sto lampione invece ci vedo".

    6. PietroGE 22 aprile 2023

      Le domande di cui sopra te le puoi certamente fare, le risposte a quelle domande non le trovi né nella scienza né nell'ideologia sociale né nell'istinto o intuito. La religione nasce dalla intuizione dell'esistenza di una dimensione che trascende quella materiale delle nascite e delle morti, di un 'mondo' al di la della morte. Io non sono un archeologo, ma so che questa convinzione è antica come il mondo ed è presente in ogni cultura e popolo in forme ovviamente molto diverse tra loro. Si potrebbe anche dire che la religione è il substrato culturale che unisce tutti i popoli della Terra. Quanto al detto di Chesterton, chi non crede in Dio non ha nessun riferimento su come distinguere il bene dal male e quindi è portato a credere a tutto quello che gli si racconta. La secolarizzazione della società occidentale va di pari passo con la manipolazione dei popoli , portati a credere ad ogni scemenza che i media raccontano. Il vuoto non si può riempire solo con gli strumenti della cultura laica, questo fatto è stato chiaro ai popoli sin dall'antichità, la 'moda' dell'ateismo è recente, limitata all'occidente e, guarda caso, coincide con il suo declino.

    7. Bertozzi 22 aprile 2023

      Beh, caro Pietro mi dici che non nasce dall'intuito ma da un'intuizione...(perché intuito è un sostantivo maschile e intuizione femminile? Anche tu ce l'hai coi maschi?;-) si scherza ovviamente, ma mi pare che tra intuito e intuizione passi poco. E in più, trovo davvero limitante e sminuente il concetto secondo il quale solo con un dio si conoscano bene e male, credo moooolto moooolto lontano dalla realtà, sarei più propenso a credere al contrario, cioè che sappiamo benissimo distinguere tra bene e male, e diamo successivamente il nome di Dio, e pure il merito del tutto, a questa distinzione. E da quel momento nascono i casini, il tutto in nome di un dio che ci siamo inventati e che ben presto passa ad essere a nostro uso e consumo.

    8. absitiniuriaverbis 22 aprile 2023

      Mi permetto una battuta perché trovo almeno 'pretestuoso' affermare che il declino dell'occidente sia favorito dall'ascesa dell'ateismo. Bisognerebbe dimostrare che la correlazione esista e non darla per scontata.

      Potremmo allora anche considerare che la luna si sta progressivamente allontanando dalla terra ed anche in questo caso arrivare alla stessa conclusione con lo stesso tipo di volo pindarico.
      O, che so, l'incremento dei fenomeni green, o la scomparsa della generazione hippy...o la carenza delle vocazioni. Così, per dire, mescolando di tutto e di più.

      Forse bisognerebbe essere più cauti nel correlare i fenomeni.

    9. PietroGE 22 aprile 2023

      Il declino dell'occidente è causato in buona parte dalla fine delle identità che sono state rimpiazzate dalla fuffa ideologica e dalla subcultura . Tra le identità dell'occidente figurava (al passato) tra i primi posti, e forse al vertice, il cristianesimo. Secondo me la correlazione esiste e come! L'occidente scomparirà dalla faccia della Terra se non ritrova le sue identità culturali e religiose.

    10. PietroGE 22 aprile 2023

      Nietzsche credeva che dopo la morte di Dio causata dall'illuminismo e dalla nascita della 'Dea Ragione' che lo avrebbe soppiantato, l'uomo rischiava il nichilismo, cioè l'abisso. Per evitare questo si era inventato la figura del Superuomo il quale era capace di darsi da solo la Legge Morale. Non ha mai chiarito cosa sarebbe successo, visto che l'uomo è un animale sociale, se due o più Superuomini avessero redatto leggi morali l'una contraria all'altra. La religione, almeno quella cristiana, perché quelle orientali non le conosco, ha al suo centro la Legge Morale valida per tutti e da una concezione razionale di quello che esiste al di fuori dell'uomo. Che non si tratti solo di fideismo lo avevano capito anche gli scolastici, i quali erano giunti a razionalizzare l'esistenza di Dio con intuizioni notevoli.

    11. absitiniuriaverbis 23 aprile 2023

      Si, avevo capito la tua convinzione in merito.
      Pensavo però di riuscire a capire meglio il perché tu metta in relazione i due fenomeni.

      Provo ad aggirare la questione, anche per provocare (amichevolmente, ovviamente) possibilmente un chiarimento della tua convinzione, cianciando dell'ascesa del cristianesimo che, secondo quello che ho capito dal tuo commento, è stato, insieme alla cultura, motore dello sviluppo dell'occidente.

      Un motore politico fin dalle origini (romani) imposto come alternativa al rogo (e non solo figurato) utilizzato per controllare il pensiero e le azioni, per giustificare le sofferenze terrene imposte dai governanti in vista di una ricompensa postuma, per guerreggiare a destra ed a manca, per eliminare i nativi e gli infedeli e, successivamente e finalmente per esportare democrazia (sic) mentre i più 'zitti e mosca'.

      Su queste premesse, se gli occidentali spariranno, sarà perché hanno smesso l'arroganza e la volontà di dominio (la loro, almeno) perché altre sono ovviamente in agguato inesorabilmente. Ovvero, ben venga l'ateismo dell'occidente. E quello dell'Oriente? A quando? E Nord e Sud...? E quello degli alieni?

      Non bisogna quindi disperarsi perché, sparito il retaggio religioso e culturale originario, né verrà un altro: la moda è un fatto effimero assodato mentre gli umani non cambiano mai.

      In sistesi: dici che bisogna combattere l'ateismo dell'occidente perché tra occidente ed il resto... meglio l'occidente?

    12. PietroGE 23 aprile 2023

      L'occidente è quello che noi siamo, scimmiottare la cultura di altri popoli diventa ridicolo non solo agli occhi nostri ma soprattutto a quelli del resto del mondo che si vorrebbe imitare. E se è vero che l'occidente ha commesso crimini evidenti nella storia, lo stesso hanno fatto le altre culture quando ne hanno avuto la possibilità. La guerra e gli omicidi, sono, come la religione, un substrato comune a tutti i popoli. Se gli occidentali spariranno è perché hanno abbandonato i presupposti di ogni civilizzazione, cioè la fiducia in se stessi, la convinzione della giustezza dei loro principi e le identità, compresa quella religiosa. Chi crede poi che scomparso l'occidente il mondo arriverà ad una nuova 'età dell'oro' crede alla Befana.

    13. SupernovaX 23 aprile 2023

      Premetto che sarei portato a riformulare il noto aforisma di Chesterton in questi termini:

      "Quando la gente è abituata a credere a tutto, perché così è stata educata, se gli insegnano a non credere in Dio sposterà il proprio sistema di credenze su quello che verrà loro propinato"

      a questo punto al posto di Dio puoi mettere quello che vuoi: patria, clima, scienza, mercati, comunismo, ufo... l'importante è che per l'élite al potere la narrazione funzioni. Ritengo che la religione sia una di queste narrazioni, narrazione che ha funzionato fino a qualche tempo fa ma che ora è stata rimpiazzata da argomenti ritenuti più efficaci.

      alcune considerazioni su quanto affermi:

      "La religione è stata la prima attività culturale della specie umana"

      Il primo sistema culturale non è stato la religione ma la magia, in epoche remote il potere era nelle mani di uno stregone o sciamano che si poneva come intermediario tra l'umano e le forze della natura ed il mistero della morte.
      Il sacerdote, e quindi la religione, come figura è molto successiva, quando oramai le società avevano assunto forme più complesse e stanziali; le prime forme di divinità documentate pare che fossero personificazioni femminili della Madre Terra (non sto usando un linguaggio scientifico e rigoroso, neanche io sono un archeologo... ).
      Poi arrivarono i culti politeistici, enoteistici (le varie divinità viste come aspetto di un'unica divinità) ed infine il monoteismo con l'idea di una figura divina maschile, immagine celeste del re terrestre.

      "chi non crede in Dio non ha nessun riferimento su come distinguere il bene dal male e quindi è portato a credere a tutto quello che gli si racconta"

      Esistono anche religioni non teiste ossia che prescindono dall'idea di un Dio personale; il buddhismo è l'esempio più noto di religione non teista ed ha come suo centro proprio il problema etico.
      Le questioni etiche e morali sono state affrontate, in realtà, più da un punto di vista filosofico e giuridico che dal punto di vista religioso; il famoso decalogo biblico esiste anche in altre religiose, teiste e non, come ad esempio negli otto precetti buddhisti.

      "Il declino dell’occidente è causato in buona parte dalla fine delle identità che sono state rimpiazzate dalla fuffa ideologica e dalla subcultura"

      Su questo concordo pienamente, ogni civiltà nasce, cresce, raggiunge un culmine, declina e muore. L'occidente cristiano sta declinando ormai da secoli e mi sembra spiritualmente già morto ma non perché abbia abbandonato il cristianesimo ma, piuttosto, per la morte del cristianesimo stesso. Il cattolicesimo e le varie congreghe protestanti sono solo le stanche parodie di un'idea ormai esaurita. L'unico cristianesimo ancora vitale sta attualmente nella Russia Ortodossa.

      "Chi crede poi che scomparso l’occidente il mondo arriverà ad una nuova ‘età dell’oro’ crede alla Befana."

      Concordo anche su questo. Sta arrivando, ed in parte è già arrivato, il nuovo medioevo tecnologico, molto peggiore di quello che seguì il crollo dell'Impero Romano. Si può evitare tutto ciò recuperando le radici cristiane? Temo di no, più che altro perché tali radici sono secche, a meno che non si avveri una vecchia profezia che diceva che un giorno "I cavalli cosacchi si abbevereranno alle fontane di Roma". Ce lo dovremmo auspicare? non saprei, visto che sarebbe l'epilogo di una terza guerra mondiale quasi sicuramente nucleare.

    14. absitiniuriaverbis 23 aprile 2023

      Penso di averti capito meglio.
      Tuttavia non mi convince il "abbandonato i presupposti di ogni civilizzazione, cioè la fiducia in se stessi, la convinzione della giustezza dei loro principi e le identità, compresa quella religiosa" come la causa della caduta. Forse una concausa.

      E se fosse invece che "il modello proposto" ha superato l'estensione geografica/culturale che lo rendeva proponibile e praticabile? O se fosse che il modello proposto ha perso il contatto con una realtà diversa da quella alla quale si riferiva? O se fosse che coloro che hanno predisposto il modello ne hanno accertato ed accettato i limiti e quindi hanno messo in atto i cambiamenti necessari a conservare il controllo, costi quello che costi?

      Le cose cambiano e chi manovra le fa cambiare e con esse le motivazioni e le convinzioni ed i punti di vista delle persone.

      Gli umani sono malleabili.

    15. PietroGE 23 aprile 2023

      La religione, cristiana e musulmana ad esempio, ha funzionato per secoli come legittimazione del potere dei signori feudali, questo non vuol die però che sia una 'narrazione' di quelle élite, e quando c'è stato il disaccoppiamento tra potere temporale e chiesa e alle élite è rimasto ben poco per poter legittimare il proprio dominio, si è scelto da una parte il 'Dio denaro' e dall'altra una pseudo religione messianica dell'uguaglianza forzata e della povertà generalizzata . Entrambe sono fallite. La religione è stata rimpiazzata dal 'carpe diem', dalla fuffa ideologica e dal consumo di droghe. I sistemi etici orientali possono essere influenti in quelle società, da noi non hanno cambiato un bel niente. Bisognerebbe chiedere a qualche archeologo cosa è venuto prima, se la credenza in un mondo ultraterreno o la magia. Per quello che ne so io, le prime sepolture dove era chiaro che il defunto era destinato ad andare in un altro mondo e per questo veniva dotato degli oggetti necessari, sono antichissime.

    1. SupernovaX 21 aprile 2023

      Nella realtà in cui viviamo gli aspetti duali finiscono sempre per intrecciarsi in modo indissolubile; la religione non fa eccezione, se da una parte crea identità, comunità e metodo, da un'altra sarà sempre strumentalizzata da un'élite al potere pronta a servirsi di essa per i suoi fini, il primo dei quali è sempre e comunque quello di garantirsi lo status quo.
      Le famose radici cristiane europee sono nient'altro che un utile espediente per garantire il trono alle vecchie case regnanti ed aristocrazie annesse; le nuove élite liberal-capitalistiche stanno, per contro, cercando di scardinare le vecchie élite minandole alla base attaccando o corrompendo quelle radici che ne costituivano il presupposto ideologico.
      Non si tratta di una lotta cosmica tra il bene e il male o una querelle filosofica tra il progresso e l'oscurantismo bigotto ma di una volgarissima guerra tra cosche mafiose.
      Inizialmente la religione sembra contenere, per così dire, elementi antisistema oppure appare come un metodo per uscire dal sistema ma, successivamente, il sistema troverà sempre un modo per neutralizzare e quindi cooptare ciò che gli era ostile. Roma ed il cristianesimo delle origini sono un esempio eclatante ma anche il mondialismo capitalista ed il cattolicesimo moderno stanno ripetendo lo stesso percorso;
      La religione e la politica finiscono sempre per diventare due aspetti della stessa realtà ossia due strumenti ad uso della stessa élite.
      La religione senza un aspetto politico non si può neppure definire tale, diventa spiritualità ma questa è tutt'altra cosa: non prevede dogmi, liturgie, dottrine sociali, clero e, cosa più importante, non è strumentalizzabile dal potere.

    2. Bertozzi 22 aprile 2023

      Ma infatti dice bene l'articolo, a proposito di religiosi - e politici: "spiriti mediocri e tardivi".

      (Tranne ovviamente gli aderenti al Bertozzianesimo, implacabile religione che si scaglia da sempre contro le debosciatezze del contemporaneo, le iniquità tra le generazioni, e l'annichilimento e l'addormentamento della società derivanti da quello strumento del demonio chiamato "pensione")

    3. SupernovaX 23 aprile 2023

      Aspettavo l'intervento del Maestro per proporre un nuovo dogma:

      "Non ci sono più le religioni di una volta"

    4. Bertozzi 23 aprile 2023

      Non volevo essere stucchevole, ma per fortuna c'è chi ricorda la prima legge dell'universo per me, grazie. Sentiamo anche la mancanza di qualche commento che inizi con "ai tempi di mio nonno..." Ecc.

    1. uomospeciale 21 aprile 2023

      in nome di Dio si sono commesse le peggiori atrocità della storia del genere umano, un credente è sempre un uomo molto pericoloso perché nella sua follia qualsiasi azione può essere giustificata con la frase:

      " E' il volere di Dio"

      Un credente può camminare su montagne di cadaveri, gli basta essere in pace con il suo Dio, per dormire sonni tranquilli.
      E questo vale per tutte le religioni, nessuna esclusa.

      Preferisco gli atei, loro almeno devono sempre rendere conto ad un giudice spietato che non dorme mai, non fa sconti, e al quale non basta una preghierina per essere messo a tacere.
      Un giudice chiamato coscienza.

    2. logos 22 aprile 2023

      Coscienza. Questa sconosciuta. Se fossi religioso, probabilmente direi che coscienza ed "io" li hai avuti per volere di Dio. Invece ti dico, ad ognuno il suo, purché si rispetti ed onori la Vita umana. E non solo, se possibile. l.

    3. sbregaverse 22 aprile 2023

      Preferisco l'uva passa che mi dà più calorie.
      ~ Batti ato, se ci sei, un colpo~

    4. sbregaverse 22 aprile 2023

      NON c'è altro VOLERE se NON QUELLO.

    5. sbregaverse 22 aprile 2023

      Che ti serve la salute se non hai il tempo di goderla e che ti serve il tempo se non hai
      VITA ¿?

    1. maghi 21 aprile 2023

      religione significa attaccamento a Dio. Le religioni monoteistiche hanno tutte lo stesso primo comandamento, che è di amare Dio sopra ogni cosa. Le altre non le conosco così bene, ma tant'è. Se uno vuol seguire Dio, essere attaccato a Dio, è molto semplice, gli basta considerare Dio come la mia nipotina di 14 mesi considera me. Infatti appena mi vede, mi butta le braccine per essere abbracciata. Dio prova lo stesso sentimento d'amore, che io provo per lei, per me, quando io lo invoco, lo chiamo. lo seguo. Ora io, avendo fede nel Dio dei cristiani, ho gioco facile perchè Dio Padre ci ha mandato Suo Figlio, il Cristo, e anche se la Chiesa secolarizzata ha reso molto difficile seguire Gesù ai fedeli in Lui, Dio ha sempre mandato santi veri e profeti ispirati, perchè coloro che avevano almeno un pò di buona volontà, lo potessero seguire. Tutti possiamo avere un pò di buona volontà per seguire Gesù, che diventa a questo punto il miglior amico che si possa avere. E' un fatto che ti cambia la vita e per me è stato molto utile, fondamentale, perchè ha dato alla mia esistenza i fondamenti giusti, i valori necessari e basilari, proprio come Lui dice alla fine del discorso della montagna del discepolo, che costruisce la casa sulla roccia e nè venti, alluvioni, terremoti possono abbatterla.

    2. maghi 22 aprile 2023

      purtroppo tutte le religioni riconosciute hanno il comune difetto di cambiare o aver cambiato il concetto di Dio, annebbiandolo con precetti umani per il loro tornaconto. Dicono che gli ebrei abbiano più di 700 prescrizioni e regole inventate dai capi religiosi per tenere soggiogato a loro il popolo dei credenti in Dio. Gesù stesso già 2000 anni fa si scagliava contro questa degradazione della religione in forma di dominio e, nonostante i grandi segni divini, fu messo a morte, perchè toglieva il potere alla gerarchia religiosa sulle masse. Lo stesso processo è successo anche nelle altre due grandi religioni monoteistiche trasformandole da religioni divine di pace, amore e concordia in macchine di guerra, violenza e morte, come dimostrato dalla storia. Gesù aveva avvertito in Matteo 7,15 di questa degradazione: "Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. 16Dai loro frutti li riconoscerete". Si sono arrogati addirittura il potere di mandare i credenti all'inferno o in Paradiso, mentre l'unica competenza data loro da Gesù e Dio ,era quella di portare le anime dei credenti al loro creatore. In pratica, invece di incentivare la buona volontà a seguire Dio, hanno incentivato e stanno incentivando i vizi capitali e le ideologie umane per mandare più anime possibile all'inferno, tranne qualche buon sacerdote, che è stato ordinato tale prima da Dio per vocazione. Il resto son lupi rapaci travestiti da pecore. Già mia mamma mi avvertiva di ascoltarli e non giudicarli dal loro operato, ora mi pare che sia meglio nemmeno ascoltarli, ma rivolgersi direttamente alla fonte del sapere divino, meglio con un vangelo di 50 anni fa, come il mio, perchè ho notato che stanno continuando a cambiare piccole parti, piccole definizioni, poche parole, per rendere ancora più oscuro il messaggio divino. Vogliono avere il controllo mentale per avere seguaci obnubilati, che poi è anche il sogno della matrix davosiana con la quale le religioni si sono sempre schierate. Penso dalla preistoria col sodalizio antagonistico per il potere nei primi gruppi umani tra il capo tribù e lo stregone. Un esempio le famose lotte per le investiture del medioevo per la nomina dei vescovi-conti tra papato ed impero, finita solo con l'illuminismo, mentre nell'Islam son stati più accorti, mandando Averroè in esilio a Marrakech prima che ci fosse una rinascita intellettuale islamica, che avrebbe tolto potere ai capi religiosi. L'onestà intellettuale non è mai stata una prerogativa umana.

    3. sbregaverse 22 aprile 2023

      Sì, Mosè comincia bene
      《IO SONO QUEL CHE È》
      poi peggiora con i 10 e ,definitivamente, si va in bambola con le prescrizioni aggiuntive.

    4. sbregaverse 22 aprile 2023

      Religio, etimo più corretto,
      mia doxa,
      re ligo = lego assieme
      versus
      super stitio = tutto quello che legato assieme non è.

    5. sbregaverse 22 aprile 2023

      Profeta*non sarò ~ Demis~
      ma i miei fichi* , che non sono sterili*, danno frutti* dolcissimi*.
      * dottissime citazioni bibliche.

    6. maghi 22 aprile 2023

      tra l'altro stamane lo Spirito Santo mi ha condotto in una chiesetta dedicata all'Adorazione Eucaristica Perpetua dove alle 0600 viene celebrata la Santa Messa da uno dei pochi sacerdoti santi, che è pure esorcista, quindi scelto per seguire la via di Cristo nella lotta al demonio, e nella prima lettura San Paolo ribadiva l'obbligo per i sacerdoti di seguire SOLO il comando di pregare e predicare. Come a ribadire che tutte le regole che non hanno a che fare con l'Amore, sono solo preoccupazioni inserite nella gerarchia dal diavolo per allontanare i sacerdoti dalla lotta al male e favorire la caduta infernale delle masse di credenti in Dio, cui è stata distorta la via del Paradiso da insulse regole inventate dai capi religiosi proprio per avere il favore del demonio in una sorta di patto faustiano.
      A Sbrega devo dire che può smetterla di sparare trollate, che nemmeno le leggo. Sei simpatico solo quando spari cazzate sulla fica, ma anche quelle lasciano il tempo che trovano. Quindi anche su quelle ti chiedo di non esagerare troppo. Risus abunda in ora stultorum.

    7. sbregaverse 22 aprile 2023

      Ho capito sei più di chiesa che di siesa.
      ~ mi spiace, solo, sia tu a NON capire me~

    8. sbregaverse 22 aprile 2023

      Guarda che chiesette d'or nascoste in mezzo ai fior, ce ne sono anche dalle mie parti, con S.S. annesso e connessi preti&santi&esorcisti , che poi sono anche frequentazioni abituali .
      Mentre la preghiera per me, secondo la prescrizione di Paolo ,quello Santo, è ININTERROTTA.
      Ma , al contrario di qualche altro,
      NON meno vento ( cfr. vanto)
      NON ho obliato un biblico πόλεμος che ebbi con te ai tempi in cui il buon Blondet apriva ai commenti.
      Fu allora che , viste le risultanze, decise di chiuderli.
      ~ in effetti come adesso finisti per fare, insieme a lui, una figura di ~
      dissi allora a Blondet e confermo ora:
      《 Mi piaci al 99 % peccato per quell'uno % mancante》~

    9. sbregaverse 22 aprile 2023

      Chissà, come mai, dati i lunghi anni che frequento questo romitorio, nessuno della redazione s'è accorto che sono un trolley ¿?
      Ciao baciapalle ooops pile.

    10. maghi 22 aprile 2023

      ma che cazzo scrivi? Ho ragione a non leggerti più.

    11. Bertozzi 22 aprile 2023

      Eccola qui, dopo un sacco di pippe, la misericordia cristiana.

    12. maghi 23 aprile 2023

      non sai nulla di misericordia e di Dio, che lascia i suoi figli andare per la loro strada, anche se sbagliata. Poi se hanno qualcosa di buono nell'anima, tornano al Padre, come il figliuol prodigo. Confondi la misericordia col buonismo stupido ed in questo ti metti allo stesso livello di quei sacerdoti che credono di obbedire al falso comandamento di amare il prossimo favorendo l'immigrazione illegale ed incontrollata. Misericordia non è mettersi sempre a 90° per soddisfare la voglia di discorsi sballati o esigenze sfrenate e chi ha questi bisogni distorti, talvolta di origine malefica, vada pure per la sua strada. Gesù stesso non corre certo dietro a chi non lo accetta e io faccio uguale. Siete liberi e andate pure dove volete. Io, per misericordia e per dovere, posso solo avvisare. Uomo avvisato, mezzo salvato. Ma tutti i profeti della Bibbia alla fine finiscono male, perchè essere avvisati non piace alle persone storte. Difatti tutti quelli che ho avvisato di non aver paura del covid e di non farsi i vaccini, non mi hanno ascoltato, ma io mi sono sentito in dovere di avvertirli. Se poi qualcuno mi ha mandato a quel paese, pace all'anima sua, anche se per ora nessuno degli avvertiti è morto, ma eventi avversi ne ho visti tanti. A Dio è fatta giustizia da tutti i suoi figli. E' una frase evangelica, che penso voglia dire che Dio non ha bisogno di essere riconosciuto da chi non vuole farlo.

    13. maghi 23 aprile 2023

      riguardo al comandamento di amare il prossimo, pare a qualunque costo per gli stupidi, più che falso in sè, è falso, perchè ambiguo e quindi si presta ad indurre comportamenti illogici e deleteri. I veri comandamenti sono quelli sinaitici, ma non i 10 del catechismo della chiesa cattolica, perchè sul 5° ci hanno marciato troppo, cambiandolo a loro piacimento per scopi umani. Comunque, caro Bertozzi, se a te paiono pippe, sei libero di sputare veleno quanto ti pare sulle cose sante. Allearsi col demonio per tanti, come i davosiani, può sembrare proficuo. Spero vi porti bene. Scherza coi fanti e lascia stare i santi.

    14. Bertozzi 23 aprile 2023

      Bel papiro, ti ci vorrebbe un pulpitino. Preferisco i sermoni di sbregaverse.

    15. maghi 23 aprile 2023

      ho capito.

    1. GioCo 21 aprile 2023

      La religione è il modo che hanno le persone di usare argomenti di estrema importanza e utilità umana per incensare il proprio ego e la propria sete di prevaricazione sul prossimo. Facedo finta che no.
      Per ciò i contenuti buoni (che hanno radici storiche di ben altra origine, portata e spessore) sono mescolati con quelli meno buoni. Come il buddismo tibetano che nasconde dietro sorrisi e modi gentili pratiche ataviche, tipo la tortura per sport e la pedofilia, dei "nobili" sacerdoti verso la classe inferiore, perché "si". Ci credo che poi il Dalai Lama ottiene così tanto consenso, pubblicità e protezione in occidente. Rappresenta i sogni bagnati della nostrana plutocrazia. La realtà è una doccia fredda che è destinata a gelare il sangue di tutti anche di questi buonisti dell'ultim'ora che cercano di riverniciare l'indifendibile d'una patina di accettabilità. Non esiste la spiritualità del "re-ligare" (legare assime). La spiritualità appartiene a se stessa e basta. Per questo verremo a prescidere bastonati, per liberarci da queste fregnacce e vedere finalmente in faccia le cose come stanno.

    2. sbregaverse 22 aprile 2023

      AMOR GRATIA AMORIS.

    1. gianB 21 aprile 2023

      Il danno delle religioni si evidenzia quando sull'imponderatezza dell'assoluto divino, sulla sua pervasivitá del nulla, si creano delle regole. La creazione della seppur sfuggente regola diviene subito corruzione dell'immagine di un'assoluto (divino).
      Detto questo, noi occidentali, nati e cresciuti nelle regole del monoteismo giudaico-cristiano, siamo estremamente corrotti, anche non volendolo essere.

      Quanto sopra, detto da un'agnostico.

      Ps.: L'autore fa un gioco di parole con "Sull'utilitá e il danno della storia" di un ben piú famoso filosofo. E non a caso vi é una correlazione diretta tra storia e religione. Citando altri studiosi, C.Preve afferma che, prima della comparsa del concetto moderno di storia, il libro che puó considerarsi quale libro di storia é, infatti, la Bibbia. Meditate gente, meditate.

    2. sbregaverse 22 aprile 2023

      gianBirbante ¿?

    3. gianB 22 aprile 2023

      Te disi metà birba e metà brigante!?

    4. sbregaverse 22 aprile 2023

      È satto .

    1. LuxIgnis 21 aprile 2023

      Una voce parla alla tua chiarezza. Muoviti fino al momento della tua morte. Considera quello che veramente vuoi. Ora chiama e comanda a te stesso. Tu sei il re. Formula la tua domanda, e aspetta la grazia di una risposta.

      Rumi

      Le vie delle religioni dovrebbero solo aiutare a porre le giuste domande mai dovrebbero dare risposte. Quando iniziano a dare risposte diventano "l'oppio dei popoli".

    2. sbregaverse 22 aprile 2023

      Lux
      più sei breve
      più sei bravo
      più ( mi) piaci
      ~non come i pici
      e nemmanco come
      la femmina in bici~

      Sbregolaversadirumi.*

      * Indi poscia lunganni di interminabile attesa ,
      ottenne l'AGOGNATO~ prize~

    3. sbregaverse 22 aprile 2023

      Le vie delle religioni sono infinite
      ~ come quelle del signore* e delle SIGNORE*;
      non lo si ignori miei cari signori ovvero monsignori~
      * Errai nel MINUSCOLATO e parimenti nel maiuscolato.

    4. LuxIgnis 22 aprile 2023

      Vedi questa poesia di Rumi è un ottimo esempio di come una cosa detta apparentemente semplice e breve sia in realtà di una complessità notevole. Ogni parola nella poesia è un oceano di indicazioni, una via tracciata.
      Quello che dice, se colto, può cambiare un uomo per sempre.

    5. sbregaverse 22 aprile 2023

      Ma certo Luz ne sono convinto da sempre.
      Prendiamo il solo lemma, per esempio,
      DIO( la complessità che ci sta DENTRO E FUORI intendo)

Visualizzati 68 di 68 commenti approvati.