Storica dichiarazione congiunta UE-NATO: chi comanda davvero a Bruxelles?

Firmata la terza intesa dal Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, dal Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal Segretario generale dell'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico Jens Stoltenberg

Storica dichiarazione congiunta UE-NATO: chi comanda davvero a Bruxelles?

Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

In tempo di guerra comandano sempre i militari, e - spesso - anche nel dopo, perchè alcuni di loro, nel frattempo, sono diventati politici. E oggi siamo in tempo di guerra. Quindi se l'entità politica (incompiuta) Unione Europea diventa subalterna, chi ne prende il comando?

Se la Ue storicamente nasce come contenitore geopolitico, economico e commerciale antisovietico sulla scia del Piano Marshall (da George Marshall, non a caso prima generale e poi ministro), anche la Nato viene concepita in funzione antirussa. E oggi il nemico con cui siamo in guerra è - appunto - la Russia.

Lo scorso 10 gennaio, una dichiarazione congiunta UE-NATO siglata nel quartier generale dell' Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico preannuncia non solo la possibile prossima escalation del conflitto, ma forse anche qualcosa in più. Leggiamo insieme alcuni passi e poi diamo spazio al testo integrale.

[caption id="attachment_167881" align="aligncenter" width="1032"]Storica dichiarazione congiunta UE-NATO: chi comanda davvero a Bruxelles? Michel, Stoltenberg, von Der Leyen[/caption]

Siamo in un "momento chiave per la sicurezza e la stabilità euro-atlantiche, che dimostra più che mai l'importanza del legame transatlantico e richiede una più stretta cooperazione UE-NATO", per questo si richiede "una difesa europea più forte e più capace, che contribuisca positivamente alla sicurezza globale e transatlantica e sia complementare alla NATO e interoperabile con essa".

"La NATO e l'UE svolgono ruoli complementari, coerenti e sinergici nel sostenere la pace e la sicurezza internazionali. Mobiliteremo ulteriormente l'insieme degli strumenti a nostra disposizione, siano essi di ordine politico, economico o militare, per perseguire gli obiettivi comuni nell'interesse dei nostri cittadini, vale a dire un miliardo di persone". Si ampliano i settori di cooperazione comune: "porteremo il nostro partenariato al livello successivo".

Nato e Ue, un'aquila a due teste: "invitiamo gli alleati in seno alla NATO che non sono membri dell'UE a partecipare il più possibile alle iniziative di quest'ultima. Invitiamo gli Stati membri dell'UE che non fanno parte dell'Alleanza a partecipare il più possibile alle iniziative della NATO".

Se il Premio Nobel per la Pace 2012, ossia l'Unione Europea, non è riuscita a unirsi davvero nonostante decenni di integrazione fatta a colpi di crisi (e non solo economiche), potrebbe riuscirci la guerra. E se in tempo di guerra comandano i militari, chi comanda oggi a Bruxelles?

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Testo integrale:

Dichiarazione congiunta sulla cooperazione UE-NATO, 10 gennaio 2023

1) Il partenariato strategico NATO-UE si fonda sui nostri valori condivisi, sulla nostra determinazione ad affrontare le sfide comuni e sul nostro inequivocabile impegno a promuovere e salvaguardare la pace, la libertà e la prosperità nella zona euro-atlantica.

2) Oggi ci troviamo di fronte alla più grave minaccia alla sicurezza euro-atlantica degli ultimi decenni. La brutale guerra della Russia nei confronti dell'Ucraina viola il diritto internazionale e i principi della Carta delle Nazioni Unite. Compromette la sicurezza e la stabilità in Europa e nel resto del mondo. La guerra della Russia ha esacerbato una crisi alimentare ed energetica che colpisce miliardi di persone in tutto il mondo.

3) Condanniamo con la massima fermezza l'aggressione della Russia. La Russia deve porre immediatamente fine a questa guerra e ritirarsi dall'Ucraina. Esprimiamo piena solidarietà all'Ucraina e ribadiamo il nostro fermo e costante sostegno all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale del paese entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale. Sosteniamo pienamente il diritto naturale dell'Ucraina ad autotutelarsi e a scegliere il proprio destino.

4) Attori autoritari sfidano i nostri interessi, i nostri valori e i nostri principi democratici utilizzando molteplici mezzi – politici, economici, tecnologici e militari.

5) Viviamo in un'epoca caratterizzata dall'intensificazione della competizione strategica. La crescente assertività e le politiche della Cina pongono sfide che dobbiamo affrontare.

6) I conflitti, la fragilità e l'instabilità persistenti nel vicinato europeo compromettono la nostra sicurezza e forniscono ai nostri concorrenti strategici come anche a gruppi terroristici un terreno fertile per acquisire influenza, destabilizzare le società e minacciare la nostra sicurezza.

7) Come sottolineato sia nel concetto strategico NATO che nella bussola strategica dell’UE, si tratta di un momento chiave per la sicurezza e la stabilità euro-atlantiche, che dimostra più che mai l'importanza del legame transatlantico e richiede una più stretta cooperazione UE-NATO.

8) La NATO rimane il fondamento della difesa collettiva per i suoi alleati ed è essenziale per la sicurezza euro-atlantica. Riconosciamo il valore di una difesa europea più forte e più capace, che contribuisca positivamente alla sicurezza globale e transatlantica e sia complementare alla NATO e interoperabile con essa.

9) Il nostro partenariato strategico rafforza entrambe le parti e contribuisce a consolidare la sicurezza in Europa e oltre. La NATO e l'UE svolgono ruoli complementari, coerenti e sinergici nel sostenere la pace e la sicurezza internazionali. Mobiliteremo ulteriormente l'insieme degli strumenti a nostra disposizione, siano essi di ordine politico, economico o militare, per perseguire gli obiettivi comuni nell'interesse dei nostri cittadini, vale a dire un miliardo di persone.

10) Prendendo le mosse dalla dichiarazione congiunta di Varsavia del 2016 e dalla dichiarazione congiunta di Bruxelles del 2018, che hanno ampliato e approfondito in misura rilevante il partenariato avviato più di vent'anni fa, abbiamo compiuto progressi senza precedenti in tutti i settori di cooperazione.

11) Abbiamo conseguito risultati tangibili nella lotta contro le minacce ibride e informatiche e nella cooperazione operativa, in particolare sulle questioni marittime, la mobilità militare, le capacità di difesa, l'industria della difesa e la ricerca in materia di difesa, le esercitazioni, la lotta al terrorismo e lo sviluppo delle capacità dei partner.

12) Poiché le minacce e le sfide per la sicurezza che ci troviamo ad affrontare stanno evolvendo in termini di portata ed entità, porteremo il nostro partenariato al livello successivo sulla base della nostra cooperazione di lunga data. Rafforzeremo ulteriormente la cooperazione nei settori in cui già collaboriamo e la amplieremo e approfondiremo per affrontare in particolare aspetti quali la crescente competizione geostrategica, le questioni di resilienza, la protezione delle infrastrutture critiche, le tecnologie emergenti e di rottura, lo spazio, le implicazioni dei cambiamenti climatici per la sicurezza, nonché la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri.

13) Firmando la presente dichiarazione indichiamo la nostra volontà di sviluppare ulteriormente il partenariato NATO-UE in stretta consultazione e cooperazione con tutti gli alleati della NATO e gli Stati membri dell'UE, in uno spirito di piena apertura reciproca e nel rispetto dell'autonomia decisionale delle nostre rispettive organizzazioni, senza compromettere il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di ciascuno dei nostri membri. In questo contesto riteniamo fondamentale la trasparenza. Invitiamo gli alleati in seno alla NATO che non sono membri dell'UE a partecipare il più possibile alle iniziative di quest'ultima. Invitiamo gli Stati membri dell'UE che non fanno parte dell'Alleanza a partecipare il più possibile alle iniziative della NATO.

14) Valuteremo periodicamente i progressi compiuti.

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Fonti: https://www.nato.int/cps/en/natohq/official_texts_210549.htm

https://www.nato.int/nato_static_fl2014/assets/pdf/2023/1/pdf/230110-eu-nato-joint-declaration.pdfhttps://www.nato.int/nato_static_fl2014/assets/pdf/2023/1/pdf/230110-eu-nato-joint-declaration.pdf

https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/01/10/eu-nato-joint-declaration-10-january-2023/

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11.01.2023

Commenti (27)

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Mostra commenti 27 caricati
    1. indipendente 12 gennaio 2023

      Sin dagli albori, chi veramente detiene il potere, si è servito di concetti e istituzioni create ad arte con il fine di essere poi distrutte per il raggiungimento di un fine ben preciso. Le mandrie non possono che adattarsi.
      Noi stessi stiamo comunicando attraverso uno di questi mezzi.
      Gli Agenti vivono sull'inconsapevolezza delle mandrie.

    2. oriundo2006 12 gennaio 2023

      Gli 'agenti' o gli 'AGENTUR' ?

    3. Astronauta 12 gennaio 2023

      Questi mezzi ce li hanno regalati i militari.
      Remember

      La foto nell articolo dell alieno con morticia e un robot e' allucinante.

    1. Violetto 12 gennaio 2023

      Stranamente in questi casi pare non esserci "pressione" da alcuna lobby.
      Poco credibile.

    1. emilyever 12 gennaio 2023

      Si potrebbe inquadrare anche il Qatar Gate come un mezzo per screditare ulteriormente le istituzioni dell'UE e metterle sotto controllo della Nato.Faccio eco ai video ascoltati nel sito di coscienzeinrete.net in cui Fausto Carotenuto si chiedeva come fosse possibile che si fossero mossi 4 servizi segreti, tutti infiltrati comunque dalla Cia, solo per scoprire 4 spiccioli (si fa per dire) di mazzette qatariote..

    1. LuxIgnis 12 gennaio 2023

      A questo punto la Russia non faccia l'errore che ha fatto fidandosi degli accordi di Minsk. Appurato che dall'altra parte (la NATO) non ha degli interlocutori affidabili e onorevoli ma dei guerrafondai che mirano alla sua distruzione, la Russia deve colpire il più duro possibile in modo che questi sciacalli non abbiano più la forza per essere una minaccia per chiunque.
      Questi capiscono solo la forza non la ragione.

    2. oriundo2006 12 gennaio 2023

      Come è chiaro da tempo, il Leviatano che si nasconde dietro gli stati nazionali come dietro ai 'superstati' cambia veste ma non muta le sue caratteristiche antiumane. Nessuna configurazione politica ne è immune: la sua 'volontà di potenza' va oltre, molto oltre, gli interessi dei soggetti cui si applica, e lo rende ovunque e comunque un nemico del genere umano.
      Oggi è qui domani è là. E' un virus congenito ai sistemi politici tutti, quali che ne siano gli attori. Stiamone sempre lontani, ne va della nostra soppravvivenza come esseri dotati di un corpo e di un'anima.
      L' Ue con questo atto disgraziato, atto che esorbita dalle sue prerogative come anche dalle sue procedure, individua schmittianamente un 'nemico', non avvedendosi di averlo non di fronte ma alle spalle.

    3. Fantine 13 gennaio 2023

      No, il nemico è dentro la tua casa. È colui di cui ti fidavi, che ti ha avvelenato, vessato, sfruttato, tradito e venduto.

    4. germana 13 gennaio 2023

      Ho vissuto gli anni di piombo, con l'ingenuità di quell'età: non capivo i morti, non comprendevo la loro lotta armata: contro chi? Poi, con il tempo, non comprendevo la disgregazione industriale del nostro paese, anche se l'intervista a nino galloni, cominciò ad aprirmi gli occhi; possibile che tutto l'apparato politico del nostro paese, si fosse bevuto il cervello all'improvviso? O fu quella destabilizzazione a convincerli?Tempo fa, il professore ( Prodi), ha chiarito il dubbio:"Le privatizzazioni? Erano obblighi europei…Scusi, a me che ero stato a costruire l'Iri, a risanarla, a metterla a posto, mi è stato dato il compito da Ciampi – che era un compito obbligatorio per tutti i nostri riferimenti europei – di privatizzare.. le pare che avrei distrutto una mia creatura se non mi fosse stato chiesto?". Tutto iniziò tra il 96 e il 98, prima dell'euro, quando stati come la francia, avevano messo dei vincoli ovunque, dal pubblco al privato. Gli anni di buio, un mezzo per distruggere l'intero tessuto sociale italiano e renderlo schiavo e succube. Ascolto, sempre con interesse e preoccupazione, un vecchio motivo, ancora valido, di Gaber, che mette il punto su grandi verità: " io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono".
      

    5. oriundo2006 13 gennaio 2023

      ''.. Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare
      il figlio dal padre, la figlia dalla madre,
      la nuora dalla suocera: e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa..'' ( Matteo 10,32-11,5 ).
      E' il programma politico vero del cristianesimo, al di là delle fesserie dei preti: il vostro 'bone Jesu' è un mostro di iniquità. E' l' anticristo di sè stesso: pur di farsi credere quello che non è tradisce il suo mandato.

    6. Fantine 13 gennaio 2023

      Oriundo, se mi scrivi che il mio buon Gesù, onorata, è un mostro di iniquità e l'anticristo di se stesso, travisando le sue parole da te citate, il cui significato è arcinoto da duemila anni, persino a coloro che sono lontani dal cristianesimo, cosa posso dirti?
      Capisco avercela coi preti, capisco avercela coi cristiani - soppesa il mio "capisco" - ma avercela con "Gesù" nei termini da te espressi.
      Potrei riempire pagine per risponderti nello specifico, ma servirebbero a qualcosa, Oriundo?
      Magari ci torneremo, se vorrai.
      Ma non stasera.
      Pace e bene a te, Oriundo.
      Dalla parte migliore di me.

      Ps: ti confido che la parte non migliore di me (ma che non è neppure la peggiore, poiché è scevra da risentimento e piuttosto orientata al mio benessere, che lascia prevalere la razionalità più pura che posseggo sulla parte più autentica della mia persona) si astiene dall'interloquire in taluni casi.
      E sebbene ciò che hai scritto potrebbe in ipotesi determinare la mia scelta di tacere, ciò non è accaduto ed anzi è naturalmente prevalsa la parte migliore di me.

    1. PietroGE 12 gennaio 2023

      Articolo di una ingenuità disarmante. In Europa comandano gli USA dalla fine della WWII e la NATO non è nata (meglio : stata imposta) solo per tenere a bada l'URSS ma anche e soprattutto per tenere divisa e sottomessa la Germania, solo per questo è stata accettata da Francia e GB. La sovranità militare di Italia e Germania non esiste più da 78 anni e quella degli altri Paesi è limitata. Inutile dire poi che una potenza economica come gli USA usa logicamente il dominio militare per imporre anche quello economico. Il testo della dichiarazione è l'epitaffio per la cosiddetta Eurasia cioè l'alleanza tra Europa, Russia e nazioni asiatiche con l'esclusione degli USA. La nazione perdente da questi sviluppi è ancora una volta la Germania, più degli altri Paesi europei, i quali perdono molto anche loro. In Europa comandano gli USA mentre in Asia comanda la Cina, questa è la situazione oggi.

    2. Jacopo Brogi 12 gennaio 2023

      Sappiamo chi comanda dal '45. Il punto e' che in tempo di guerra la politica la fanno i militari, che finora erano in qualche modo spalleggiati dai civili (tecnocrazia Ue). Il rischio concreto e che da ora in poi l'integrazione Ue la fara' la Nato, quindi direttamente gli Usa e non piu' il tecnocrate di turno.

    3. oriundo2006 12 gennaio 2023

      A mio avviso è la ratifica di quanto accade esplicitamente almeno dagli ultimi tre o quattro anni.
      In questo lasso di tampo abbiamo avuto la PROVA di quanto i governanti europei siano corrotti, avidi, servili ed inetti: a comandare è sempre e solo stata la NATO attraverso i suoi think-tank 'covered' formati da uomini dei servizi, militari, intellettuali, giuristi, professori universitari, giornalisti che hanno dettato la 'linea' su tutta la odiosa propaganda che ha intossicato i nostri rapporti sociali ( già deteriorati abbondantemente ).
      Quest'ultimo atto suggella la RESA DEL POTERE POLITICO DI FRONTE A QUELLO MILITARE, come da tempo sto dicendo.
      Accusata di corruzione manifesta, prontissima a mettere il SEGRETO sui suoi atti, persino sulla carta igienica se necessità vi fosse ( in questo il potere italiano ha preceduto tutti, come è uso fra delinquenti seriali che copiano il peggio appena possibile ), opaca all' inverosimile sulla conduzione eterodiretta dei nostri affari domestici, determinandone le decisioni sempre e comunque, con quest' ultimo atto l' Europa ufficiale ha valicato il Rubicone.
      D'ora in avanti, messa di fronte alle prove provate della sua corruzione manifesta, della sua insulsa veste 'democratica', l' Eu troverà giustificazione e forza solo dalla sua militarizzazione: si appoggerà al potere che l' ha sempre sostenuta nelle sue decisioni peggiori, non capendo o meglio non volendo accorgersi che questa è una resa totale della democrazia. Sotto la veste surrettizia della 'difesa' ne prepara la fine.
      E' inutile dire quanto questo osti ed osterà al nostro dettato costituzionale: è perfettamente inutile a questo punto segnalarlo, nè potrà bastare qualche sottile 'distinguo' da parte delle cariatidi costituzionali, imbalsamate nei loro ruoli del tutto ininfluenti a proteggerci: perchè la censura costituzionale non opera, guarda caso, sui trattati internazionali, a sensi dei quali i presupposti ideologici e politici criminali che determinarono i conflitti precedenti, cacciati dalla porta, rientrano dalla finestra.
      E' l' ultimo atto che precede formalmente l' entrata in guerra del nostro Paese. L'abito è stato cucito addosso al condannato a morte.
      Rendiamocene conto.
      Orban ha l'altro giorno lo ha sottolineato, chiarendo che il suo Paese sta iniziando la procedura di escissione dal mostro europeo. I magiari se ne vanno: gli italiani, eredi di un Paese meraviglioso finora incapaci di coscienza nazionale, sapranno e sopratutto potranno fare altrettanto ?

    4. LuxIgnis 12 gennaio 2023

      Io direi che la resa è verso un potere economico occulto che comanda e che poi si serve del potere militare per imporre le sue direttive.
      Ma sono sottigliezze. Si dà il fatto che il potere politico non esiste più.

    5. sbregaverse 12 gennaio 2023

      IMPERIUM DIRECTE IMPERA.

    6. Jacopo Brogi 12 gennaio 2023

      considerazioni giustissime che colgono l'esatto senso dell'articolo.
      "Quest’ultimo atto suggella la RESA DEL POTERE POLITICO DI FRONTE A QUELLO MILITARE"

    7. Jacopo Brogi 12 gennaio 2023

      Da troppi anni, secondo me, il potere, o meglio, il capitale finanziario transnazionale era gia' di fatto il vero potere politico, esercitato tramite la tecnocrazia. Purtroppo credo che siamo di fronte ad un cambio di passo. Il capitale finanziario transnazionale non puo' continuare ad imporsi attraverso crisi o guerre economiche o psicologiche. Di fronte ad una parte del mondo magari disallineata o in via di smarcamento e di fronte a popoli occidentali ormai largamente impoveriti e gia' spremuti, sofferenti e largamente insofferenti, per continuare ad imporsi ha bisogno di altro. E servono i militari, quelli da oltre atlantico che pero' sono gia' qui da un bel po'.

    8. Fantine 13 gennaio 2023

      Non posso fare a meno di provare insofferenza di fronte alla ipocrisia del testo integrale riportato.
      "La brutale guerra della Russia nei confronti dell’Ucraina viola il diritto internazionale e i principi della Carta delle Nazioni Unite".
      "Sosteniamo pienamente il diritto naturale dell’Ucraina ad autotutelarsi e a scegliere il proprio destino".
      "Attori autoritari sfidano i nostri interessi, i nostri valori e i nostri principi democratici".
      Mi chiedo se la sfacciataggine di ciò che scrivono sia frutto della spudoratezza, che gli deriva dalla impunità protratta, o sia piuttosto dovuta alla loro considerazione dello scarso livello delle capacità di discernimento dei "cittadini" europei.
      Forse entrambe.
      Parole come partenariato, sinergia, competizione strategica danno la misura della vacuità e inconsistenza della sostanza.
      Quanto al fatto in sè, a mio modo di vedere, non è altro che l'avanzamento della esautorazione delle istituzioni nazionali (peraltro già manifestamente infiltrate) in favore di entità sovranazionali, apolidi e autoreferenziali.
      Continueranno ad erodere libertà in nome della sicurezza.
      Continueranno a isolare l'individuo da ciò che gli è "prossimo", dandogli l'illusione di essere parte di ciò che gli è distante e che è soltanto un inganno, rendendolo sempre più privo di identità e legami, precario e solo.
      Il singolo che aspirava alla affermazione della sua identità e unicità nella comunità (che non è somma dei singoli), viene progressivamente reso anonimo e alienato, livellato verso il basso.
      E la sua "cultura", la sua "appartenenza", non quella della proprietà, ma del legame, gli viene portata via con il suo avallo.
      La superficialità, la banalità, l'ignoranza del sapere e del sentire dei più, con ciò che ne consegue, non sono cause, sono effetti.
      L'uomo destrutturato è funzionale.
      La destrutturazione dell'uomo non è il fine, è un mezzo. Il fine è sempre il medesimo. Le modalità divergono, invero nemmeno poi tanto.
      Di certo la loro pervasività fa la differenza nei risultati.

    9. Jacopo Brogi 13 gennaio 2023

      Sicuramente si tratta sempre di cessioni graduali di sovranità, come ce ne sono in continuità dal dopoguerra, visto il Paese occupato che siamo. E' noioso leggersi i documenti ufficiali, ma è molto importante. I passi che vengono fatti sono via via tutti messi per iscritto, ciò che non lo è ancora, è l'accelerazione che si tramuta dopo un dato tempo in crisi o in guerra. Come si legge dal documento in questione, i firmatari dicono di agire a difesa di un miliardo di persone, cioè a difesa nostra, quando mai come oggi siamo a rischio non solo come società ma come esseri umani e non sto parlando di rischi nucleari o di Ucraina. Sto parlando della gestione politica delle nostre società "occidentali", e più in particolare di quella italiana visto che siamo qua. Siamo messi come siamo messi, ma lo fanno per noi. Sono propositi che sentiamo spesso, e più lo rivendicano e più che rischiamo grosso.

    10. Fantine 13 gennaio 2023

      Concordo.
      Preciso che l'insofferenza di cui ho scritto deriva proprio dalla lettura dei documenti. Leggere proclami di tal fatta, che non si sforzano neppure di rivestire di un minimo di forma e sostanza "giuridica" o istituzionale, in linea con la tendenza alla vacuità dello stile manageriale e pubblicitario, che straborda di insulsaggini e tautologie (del tipo: il nostro obiettivo è raggiungere i nostri obiettivi; i risultati si raggiungono con la sinergia e "il team". Frasi vuote, buone per ogni occasione) acclara tutta la nostra condizione: in mano a chi siamo, Jacopo.
      (Mi permetto il tu, come con i compagni di CdC).
      Concordo soprattutto con la considerazione che è in gioco la gestione politica delle nostre società, con ciò che ne consegue direttamente nelle nostre vite, quali singoli e nel contesto.
      Laddove scrivi "Siamo messi come siamo messi, ma lo fanno per noi", mi permetto di osservare che essi dicono di farlo per noi, ma nulla è più distante dalla verità.
      E per quanto i soggetti in questione siano degli utili idioti (non sciocchi, ma arrogantemente idioti e per nulla dotati di misura, che è una delle direttrici dell'agire politico), non sono così idioti da pensarlo.
      Sinceramente non faccio così idiota da crederci nemmeno la maggioranza degli europei, come vorrebbero farci credere.
      E questo a prescindere da ideali o consapevolezze, se non altro per ragioni di opportunità.
      E tornando al "siamo messi come siamo messi", purtroppo siamo messi male.
      Chissà se questo è il prezzo che dobbiamo pagare perché si possa tornare (noi o coloro che verranno dopo di noi) ad una dimensione dell'essere umano più autentica.
      Voglio crederlo.
      Al di là di come ciascuno di noi abbia impostato la sua vita.
      Non può essere solo una dimensione personale e privata, per quanto condivisa, sebbene, come in ogni cosa, si debba cominciare sempre da se stessi.
      Ti auguro una serena notte.
      E grazie di questo scambio.

    11. Jacopo Brogi 13 gennaio 2023

      Condivido pienamente. Un caro saluto.

    12. germana 13 gennaio 2023

      " o sia piuttosto dovuta alla loro considerazione dello scarso livello delle capacità di discernimento dei “cittadini” europei" I test cui, nei secoli, le masse sono state sottoposte, rivelano sempre lo stesso risultato: gli addestratori, armati di fruste, o di parole,riusciranno sempre a rinchiudere i "sottoposti" entro i confini stabiliti, siano essi materiali o ideologici: la minoranza militare di fronte alla maggioranza dei popoli, non avrebbe scampo, invece si preferisce morire un pò per volta, anche sacrificando il proprio futuro, vaccinando i piccoli innocenti, sperando che il sacrificio sia gradito e apprezzato dai poteri forti.Non so se siamo arrivati a un limite, non vedo ancora fame, il clima è tenuto a bada, le masse continueranno a "collaborare" a dare il consenso a tutto, senza comprendere che è un nodo scorsoio quello che abbiamo intorno al collo: e li abbiamo autorizzati noi a trattarci così

    1. mago 12 gennaio 2023

      Basta scrutare nei loro occhi ed espressione..il nulla.

    1. Primadellesabbie 12 gennaio 2023

      Sembra che le multinazionali esautoreranno l'apparato UE e si affideranno alla Nato per unificare l'Europa.

      Il processo sarà molto più semplice e rapido, e la dipendenza da Oltre Oceano più chiara e definita.

      D'altronde se la Potenza Marittima non controlla direttamente le due sponde del Mare che le ha dato la ragione di esistere...

      Vorrò vedere quelli dell'identità negata recitare ai vertici militari, noti per l'apertura mentale, la fiaba del leso sovranismo, e gli economisti spiegare la MMT ai generali con la penna bianca e la siringa nel fodero.

      Con ogni probabilità perderanno la guerra, ma difficilmente perderanno questa occasione.

    2. sbregaverse 12 gennaio 2023

      ...perderanno la guerra...
      rebus sic stantibus , abbiamo perso la PACE.

    3. Primadellesabbie 12 gennaio 2023

      La ritroveremo armi in pugno, anche dovesse essersi nascosta sotto al letto!

      Eh, eh...

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