Di Franco Maloberti per ComedonChisciotte.org
È ormai assodato che la decisione presa dal tribunale per i minorenni dell'Aquila è stata un enorme (e deliberato) errore che ha provocato danni, forse irreparabili, ai tre figli della coppia Trevallion.
La cosa è risultata immediatamente evidente a molte persone che hanno rumoreggiato anche in modo scomposto. È intervenuto anche Salvini, che, in un momento di lucidità, ha espresso ciò che una persona normale pensa della giustizia in Italia. Per questo rumoreggiare, il serioso consesso del Consiglio Superiore della Magistratura non ha mostrato l'opportuna comprensione emotiva per le sofferenze e le lacrime dei bambini, ma soprattutto non ha capito che c'era l'assoluta necessità di leggere gli atti, come fatto da altri, e vedere le abnormità della delibera, le manifeste inconsistenze, la palese violazione della convenzione di New York, e le false attribuzioni a pedagogisti famosi di concetti fantasiosi, le falsità sullo stato di una casetta su illuminazione, riscaldamento e umidità, le scuse su istruzione e stato di salute (ora compromessa) per giustificare l'allontanamento, la scelta di consulenti e tutori inadeguati che nascondono la realtà dei fatti. Senza parlare del costo in termini di denaro per la società!
In sintesi, il CSM non ha svolto il proprio ruolo di organo di governo. Invece, è intervenuto per chiedere l'avvio di una pratica a tutela. Sembra che questi importanti personaggi, pagati con stipendi di circa o più di 150 mila euro lordi annui, a cui si deve sommare l'indennità di funzione forfettaria mensile di 5.210 euro e, in aggiunta i 320 euro per ogni riunione del plenum (con un costo cadauno per il contribuente paria circa 1.096 euro al giorno), abbiano dedicato (20 su 24) una certa frazione del loro costoso tempo, direi un paio di giorni, per accordarsi e scrivere una dotta richiesta, dato che [1] "rientra nell'esercizio delle funzioni attribuite dalla legge alla giustizia minorile tipiche attribuzioni dell'autorità giudiziaria minorile e persegue esclusivamente finalità di protezione dei bambini coinvolti".
Infatti, quello che un comune uomo della strada aveva capito fin dall'inizio: il risultato dell'esclusiva finalità di protezione è stato distruggere una famiglia e rovinare per sempre tre bambini, come ampiamente dimostrato dalle notizie che la tutrice e gli assistenti sociali cercano di mascherare. E, a quanto pare, a loro non frega un c.
Per rispondere al "monello" Salvini, i "degni" si indignano dicendo
"alcune dichiarazioni pubbliche hanno definito la decisione come un 'sequestro' di minori, l'hanno qualificata con espressioni fortemente denigratorie e hanno annunciato iniziative ispettive e interlocuzioni dirette con i giudici investiti del procedimento. Tali affermazioni, provenienti anche da rappresentanti di pubbliche istituzioni, trascendono la legittima critica a un atto giudiziario e finiscono per colpire direttamente l'operato dei magistrati del tribunale per i minorenni, esponendoli a un'indebita pressione anche mediatica"
Giusto! Mica si può interloquire! Ogni parolina contro di loro è fortemente denigratoria. Se poi trovassero una parola in sostituzione di "sequestro" che spieghi come definire lo stato di tre bambini tenuti sottochiave, che non possono fare un giro in bicicletta attorno alla "casa di accoglienza", farebbero un grosso favore a questo pubblico di illetterati. Invece, esasperate abnormità quali:
"In considerazione delle gravi e pregiudizievoli violazioni dei diritti dei figli all'integrità fisica e psichica, all'assistenza materiale e morale, alla vita di relazione e alla riservatezza, i genitori vanno sospesi dalla responsabilità genitoriale",
descrivono la realtà e corrispondono all'eccezionalità richiesta dalla legge, vero? Ma dove vivono questi paludati signori? Pensano di essere sempre nel giusto per dedicare un "tempo adeguato" alla difesa della casta! Invece dovrebbero usare il cervello come un cittadino comune e, casomai, leggere le carte, così "fuorvianti". Pensano invece che quei buzzurri dei rappresentanti delle pubbliche istituzioni siano in errore quando ritengono che strappare bambini a una vita felice costituisca una palese violazione di quanto stabilito dalla Convenzione di New York. Lo pensano solamente quei dotti legulei che la giurisdizione, soprattutto in ambito minorile,
"opera in un quadro di legge complesso, sulla base di atti e di elementi tecnici, componendo interessi tutti meritevoli di rispetto: la libertà delle scelte educative dei genitori, il diritto dei bambini alla sicurezza, alla salute, alla socialità e alla riservatezza"... "La semplificazione di tale complessità in formule polemiche, che presentano l'intervento giudiziario come un sequestro o una violenza di Stato, finisce per minare la fiducia nella magistratura ed esonda in un'inaccettabile delegittimazione personale dei giudici titolari del procedimento, che hanno poi un immediato riflesso in gravi e scomposti attacchi attraverso i social".
Ma quanto la fanno complicata e che commendevoli sono queste preoccupazioni per gli elementi tecnici finalizzati alla tutela dei diritti dei bambini! E per difenderli, li si è messi in una prigione, anche detta struttura protetta, dove vengono ferocemente privati del diritto alla socialità. Prima correvano beati nei prati, andavano al parco giochi e al supermercato con la mamma; ora sono rinchiusi in una stanzetta con le finestre sbarrate. Perbacco, ancora: ma quanta preoccupazione per la legittimazione dei giudici! Ma questi "1096 euro al giorno" sono sicuri che la pratica di tutela legittimi la magistratura o, invece, faccia pensare alla gente che a loro non frega un c. dei bambini e che pensano solo a difendere la categoria? Infatti, a dimostrazione, ecco la ciliegina:
"Preoccupa che questa vicenda venga evocata in connessione con la prossima consultazione referendaria in materia di giustizia, che nulla ha a che fare con il caso in esame. Dovrebbe essere interesse di tutti, istituzioni politiche e istituzioni di garanzia, che il confronto sui referendum si sviluppi sul terreno delle opzioni normative e delle ragioni di merito, senza piegare a fini di propaganda casi concreti che riguardano minori e che sono ancora oggetto di valutazione giudiziaria"
Mica pissi-pissi bau-bau, la vera preoccupazione è questa: il referendum. È ovvio che il clamore mediatico su una vicenda minuscola (per loro) di "presunto abuso di potere e di supposta violazione della legge" della magistratura, posto così vicino alla consultazione, possa lasciare un qualche segno sui "pesci rossi" che devono andare a votare. La soluzione trovata, un pochino scalcinata, è allora la pratica di tutela, che significa anche: siamo intoccabili, dato che la Costituzione ci ha detto: "Eritis sicut deus scientes bonum et malum" (Genesi 3,5).
È questo il grave errore di quel gruppo di "servitori", che serve solo una piccola frazione della popolazione (loro stessi) distribuendo stipendi che un operaio non se li sogna nemmeno. Si dice che la stragrande maggioranza lavora con assiduità. A parte che fanno più ferie di tutto il panorama lavorativo italiano e che spesso partecipano a incontri ludici e svolgono incarichi extra, ma, come diceva mio padre quando tornavo a casa con un trenta, "l'è pärta däl tò döver". Parte del tuo dovere, giustamente! Invece, la "resa" dei magistrati è miserrima. I numeri parlano chiaro. Basta leggere l'articolo [2], pur scritto da legulei, per mettersi a piangere. Mancano magistrati, si dice? Ma quando mai! Avere altri superpagati che perdono tempo a scrivere motivazioni spesso contraddittorie, con brucianti offese ai poveracci che vengono creduti colpevoli, "inesattezze" e inventati arzigogoli come la "deprivazione della socialità", in questo caso poi ampiamente deprivata dai quattro muri della "casa famiglia".
L'errore dei magistrati del CSM è di non capire che la posizione egemonica, che incuteva rispetto e considerazione ossequiosa, si sta sgretolando. Le toghe che indossano non esprimono più autorità, giustizia e alto rango, ma soprattutto, quando indossate con supponenza, stranezza e ridicolaggine. È la presunzione di essere superiori, come verificata dalle ormai quotidiane interviste e dalle comparsate in televisione di magistrati, che ha portato a commettere l'errore (fatto ad altro fine?) della pratica a tutela.
Solo quattro membri del consesso dei 24 hanno capito che la mossa era sbagliata e che il risultato avrebbe casomai abbassato la cresta al "monello" Salvini, ma avrebbe aumentato la silente, già enorme, disistima della gente comune. Infatti, i social, ma anche alcuni mezzi d'informazione, non hanno seguito la regola aurea: la notizia è come il pesce e dopo alcuni giorni diventa immangiabile, ma continuano a martellare. La situazione è diventata ancora più critica con la decisione di rigettare il ricorso motivato con le stesse amenità della delibera di allontanamento. Ma guarda te, non è riuscita a rilevare "profili di macroscopica incongruenza". Non ha proprio visto cose ovvie, come, ad esempio, la presenza di elettricità e riscaldamento, e la mancata offerta ai bambini di "un ambiente accudente", avendoli relegati nella prigione casa-famiglia, e ha creduto chiusocchi alle panzane scritte sulla deprivazione (pardon, "semplificazioni pro domo mea" o, meglio, falsificazioni del pensiero dei padri della psicologia evolutiva). Il tutto è stato ben scritto dalla giudice Nicoletta Orlandi, il cui ingresso in magistratura a 31 anni, fresca di laurea, è da Guinness dei primati, avvenuto immediatamente dopo un'intensa attività al parlamento come deputata del Partito Comunista (X legislatura, 1987-92).
Anche l'ordinanza dell'11/12/2025 è tutta un programma: nomina, tra l'altro, l'ignota Dott. Simona Ceccoli, per valutare se i genitori presentino caratteristiche psichiche idonee a incidere sull'esercizio della responsabilità genitoriale. Pensate che questa Ceccoli sia una docente universitaria, un primario di psichiatria o una psichiatra che svolge attività professionale? Sbagliato! Secondo LinkedIn, come mostrato in figura, è un assistente medico part-time presso il Presidio Ospedaliero Villa Letizia (e non è uno dei diciassette dottori elencati sul sito web del presidio) che ha svolto l'attività di psichiatra per un solo mese nel lontano 2001 (si pubblichi un curriculum aggiornato, se incorretto).
Dell'attività di una certa dottoressa Simona Ceccoli c'è traccia in un articolo di Il Centro del 9.2.2019, in cui si riporta l'impropria attività di distribuzione di farmaci scaduti ai pazienti della Villa Dorotea, succursale di Villa Letizia per la riabilitazione, e la decisione di annullare la sentenza di condanna (articolo di Il Centro del 22.6.25), poiché la data di scadenza dei farmaci "non appare necessariamente sussumibile nella nozione di farmaco guasto o imperfetto". Pertanto, il "venir meno dell'efficacia terapeutica del farmaco scaduto" può verificarsi dopo, che so, un tot di giorni o di settimane, in quanto "il venir meno dell'efficacia terapeutica del farmaco" dovrebbe essere fondato "anche su indagini di tipo statistico" (sic!). Quindi, in attesa della decisione se un farmaco è scaduto o scaduto solo un pochino, come la ragazza incinta, ma solo un pochino, di Enzo Biagi, questa Simona Ceccoli è ancora indagata.
Il CSM non è, come ci si dovrebbe aspettare, il controllore dell'operato e il garante di un'efficiente e corretta giustizia, per evitare, ad esempio, situazioni come quella della famiglia Trevallion. Nel caso in esame non lo fa, e non è un'eccezione; è invece la punta dell'iceberg di un evidente disastro, stante i tantissimi casi di malagiustizia che costano, in aggiunta alle infinite sofferenze e alle grosse spese di tantissimi poveracci, circa il 5% del PIL nazionale (stima di L'opinione delle Libertà [3]). Per meglio capire, sarebbe opportuno che tutti i 27 membri del CSM leggessero l'articolo [4], comprese le note 8, 9 e 10 (in cui si ipotizzano investigazioni improprie prima dell'intossicazione), scritto da Alessandro Simoni, professore ordinario di sistemi giuridici comparati a Firenze.
L'autore, con la scusa (secondo me) di scongiurare un possibile inquinamento del referendum sulla giustizia, critica con ferocia e acume l'operato dei giudici, dei carabinieri e degli assistenti sociali. In particolare, demolisce il concetto di "fatiscente", sostenendo che il giudizio può essere influenzato dalla visione personale dell'osservatore. Relativamente alla vita di relazione, si chiede quale sia stata la qualità dell'interazione con la famiglia, tenendo conto anche delle scarse competenze linguistiche dei familiari, dei bambini, dei Carabinieri e degli assistenti sociali.
Relativamente alla "vita di relazione", è legittimo invece chiedersi quale sia stata la qualità dell'interazione con la famiglia, anche viste le scarse competenze linguistiche della stessa in italiano (in particolare dei figli) di cui non è certa la compensazione con competenze in inglese degli assistenti sociali o dei Carabinieri. Il primo provvedimento collegiale del tribunale dei minori non è confortante in questa prospettiva e si può dunque in effetti rilevare qualche elemento di incompletezza dell'istruttoria.
Critica fortemente anche la decisione di allontanare i bambini dai genitori:
in assenza di una situazione di emergenza o atti di violenza o minaccia, la separazione di un nucleo familiare, con l'assegnazione dei figli a una struttura distante in cui possono rimanere con la madre poche ore al giorno e vedere il padre molto di meno, è una "cosa seria".
Inoltre, contesta la citazione a padri della psicologia dell'età evolutiva, come il vostro scrivano ha modestamente fatto in un altro articolo [5], spiegando che:
Gli esperti sanno che si tratta di una semplificazione del pensiero degli autori citati, in particolare di quello di Vygotski(8). Ma il punto non è tanto questo bensì la mancanza di elementi utili a provare che i minori non avessero relazioni significative anche in assenza di frequenza scolastica, sullo sfondo dell'assenza di indicatori circa lo svolgimento di incontri di qualità comunicativa tale da accertare l'effettivo isolamento dei bambini. Quale che sia l'importanza astratta dei "pari", il punto essenziale è comprendere come fosse strutturata, in termini relazionali, la quotidianità dei bambini e se vi siano state occasioni adeguate per verificarlo.
Per essere ancora più chiari: l'unico modo per sapere qualcosa del "mondo relazionale" di quei tre bambini era un'interazione estesa con loro da parte di personale specializzato, con competenze linguistiche adeguate, che non sembra vi sia stata.
Nota 8: Come noto, nelle sue opere (particolarmente Pensiero e linguaggio e Sviluppo, educazione e patologia della mente) Vygotskij si concentrò sulla determinazione in modo scientificamente misurabile degli effetti che il contesto socio-culturale ha sullo sviluppo psichico nell'infanzia, realizzando una varietà di ricerche empiriche su bambini cresciuti in ambiente urbano e nelle campagne, su orfani senza tetto e su popolazioni nomadi dell'Asia Centrale. A differenza di Piaget, Vygotskji «vide nella relazione sociale tra il bambino e gli altri (in primo luogo la madre) il presupposto essenziale per lo sviluppo normale dei processi psichici». Fondare tout court sulle teorie di Vygotskij un elenco di effetti negativi correlati al «confronto e all'interazione con i compagni in ambito scolastico», i "pari", appare alquanto forzato rispetto all'effettivo nucleo delle sue elaborazioni, tese piuttosto a dimostrare che un contesto relazionale (quale che sia) «che fornisce adeguati strumenti cognitivi, consente al bambino di anticipare il proprio sviluppo mentale rispetto ad altri bambini che non hanno tali possibilità ambientali». Il concetto centrale è quello di «area di sviluppo prossimo» (o «zona di sviluppo prossimale»), ossia la differenza tra «il livello di prestazione cognitiva che il soggetto può raggiungere quando opera da solo ed il livello di prestazione che può raggiungere quando opera con un altro soggetto che si colloca ad un livello di sviluppo superiore. Questo partner, in genere, è l'adulto, in particolare nel suo ruolo di insegnante». Sul suo pensiero v. in sintesi la sezione a cura di L. Mecacci, in A. Fonzi (a cura di), Manuale di psicologia dello sviluppo, Firenze, Giunti, 2001, pp. 25 ss. da cui sono tratti i primi due passaggi citati (la terza, sulla «zona di sviluppo prossimo», ivi a p.69, è di F. Carugati). Luciano Mecacci è il principale studioso di Vygotskji in Italia e traduttore delle sue opere dal russo.
Ovvero, in modo inequivocabile, dice che la delibera firmata dalla giudice Angrisano si è basata su sciocchezze o, meglio, su vere e proprie falsità scientifiche.
Parla anche dei benefici dal punto di vista educativo della vita a contatto con la natura menzionando
specifici indirizzi pedagogici che si ricollegano all'idea di outdoor education: anche questa ha padri fondatori degni di citazione, come il tedesco Kurt Hahn e lo svedese Gösta Fromm, che nella loro elaborazione partivano dalla consapevolezza dei danni allo sviluppo della personalità derivanti dalla distanza dall'ambiente naturale.
È una lettura un po' lunga che farebbe bene a tutti i 27 membri del CSM perché a tutti questi, compreso il presidente, va attribuita la colpa del declino costante della magistratura. Serve loro a capire che è la loro incapacità di governo che rende la magistratura un disastro. IL CSM deve governare, ascoltare il parere dei cittadini e usarlo come utile strumento di feedback, e non difendere privilegi. La ragione è anche il credere di essere sempre giusti, il nascondersi dietro agli eroi del passato e il dimenticare, troppo spesso, di punire i numerosi illeciti disciplinari, ma anche le stravaganze di alcuni. È il lassismo e l'inadeguatezza di chi dovrebbe controllare a rendere le ordinanze dei giudici piene di travisamenti, falsità e affidamenti di incarichi a persone inadatte o a amici.
Invece, il CSM è sollecito nell'assegnare valutazioni di professionalità, che, nel caso della settima, comportano l'attribuzione di uno stipendio annuo di euro 132.872,82, più indennità speciale. Per contro dimentica di rispettare il DL 5 aprile 2006, n.160, art. 45 che limita le funzioni direttive a 8 anni.
La dott. Cecilia Angrisano è stata nominata Presidente del Tribunale per Minorenni di L'Aquila con D.P.R. 6.6.2017, terminando gli otto anni previsti il 5 giugno 2025. Invece, ha continuato a svolgere la funzione direttiva, in violazione del disposto di legge.
Comunque, il CSM si è svegliato da poco e ha nominato, indovinate un po', come nuova presidente Nicoletta Orlandi, che aveva trattato di tutto: questioni bancarie, impianti di seggiocabinovie, risarcimenti per inadempienze edilizie, canoni di leasing e rarissimi casi di minorenni, ma si era però occupata del caso della famiglia Trevallion, per rigettare il ricorso con una sentenza tanto doviziosa. Questa nomina, per me, è una grossa presa in giro. È la classica goccia che fa traboccare il vaso.
E il vaso che trabocca ha anche implicazioni internazionali, con una figura da paese infame che risuona fino in Australia [6]. Al caso si è interessato il programma televisivo australiano "60 Minutes", che riporta la notizia iniziando con "La famiglia australiana dilaniata dalle autorità italiane" e spiega che "Per questi genitori amorevoli, questo significa crescere le loro due figlie e un figlio piccoli senza lo stress e le distrazioni della vita moderna".
La notizia è stata poi riportata dal Sydney Morning Herald, la testata giornalistica multipiattaforma più letta in Australia, con un pubblico di 8,1 milioni di lettori. È stato anche coinvolto il governo di Anthony Albanese e si ha una comunicazione ufficiale che dice: "Il Ministero degli Affari Esteri e del Commercio sta fornendo assistenza consolare e collaborando con le autorità italiane. A causa dei nostri obblighi di privacy, non siamo in grado di fornire ulteriori commenti su un singolo caso". Insomma, grazie alla incapacità di controllo e gestione del CSM e per la sua abulia, si fa, come direbbe Emilio Fede, una gloriosa figura di merda.
Il caso Trevallion, preso ad esempio, evidenzia l'inadeguatezza del CSM come organo di autogoverno e la necessità di un rinnovamento sostanziale della magistratura, ben oltre la dibattuta separazione delle carriere. Servono meccanismi e azioni di governo che assicurino rigore, responsabilità, rettitudine, umiltà, empatia, compassione e, ovviamente, quella professionalità che va ben oltre la mera conoscenza di quel groviglio di leggi emanate da un parlamento litigioso (da sceneggiata napoletana), garantendo sollecitudine ed efficacia in linea con le reali necessità di un paese moderno.
Termino con una citazione di Fëdor Dostoevskij:
Nessun progresso, nessuna rivoluzione, nessuna guerra potranno mai valere una sola piccola lacrima di un bambino. Essa peserà per sempre. Quella sola piccola lacrima ha un peso inaccettabile e irredimibile. Fëdor Dostoevskij
Quanto sopra per osservare che le lacrime dei bambini non contano nulla per i membri del CSM, inclusi quelli che si professano cristiani, incuranti del pericolo di aver appeso al collo una macina di mulino e di essere gettati in fondo al mare (Matteo 18:2-6). Le lacrime dei bambini non contano nulla nemmeno per i giudici, le avvocatesse, le assistenti sociali e i carabinieri coinvolti nella vicenda. Che vergogna! D'altra parte, in questo triste paese non importano nulla le lacrime, ancor più copiose, né la vita strappata ai bambini di Gaza. Invece, si abbracciano e si fanno affari coi responsabili di quegli eccidi (inclusa l'uccisione di 118 bambine della scuola di Minab).
Di Franco Maloberti per ComedonChisciotte.org
04.03.2026
Franco Maloberti. Professore Emerito presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Informatica e Biomedica dell’Università di Pavia; è Professore Onorario all’Università di Macao, Cina, dove è stato insignito della Laurea Honoris Causa 2023.
NOTE
[1] https://www.chietitoday.it/cronaca/famiglia-bosco-palmoli-chiesta-pratica-tutela-magistrati-csm.html
[2] https://studiolegaleliguori.com/news/riforma-giustizia-italia-separazione-carriere-alternative/
[4] https://www.questionegiustizia.it/articolo/famiglia-nel-bosco
[5] https://comedonchisciotte.org/famiglia-nel-bosco-i-magistrati-violano-la-legge/









nicolcass 5 marzo 2026
egregio, l'80% degli israeliani è favorevole allo sterminio dei palestinesi a Gaza anche dei bambini..lei a parte il gas quale punizione perlomeno verbale crede sia più apprporiata? merde è troppo?