SONO PASSATO PER CASO E SONO NATO UOMO: L'ORIGINE DELLA VITA TRA DUBBI, DOGMI E MISTERI

SONO PASSATO PER CASO E SONO NATO UOMO: L'ORIGINE DELLA VITA TRA DUBBI, DOGMI E MISTERI

Di Christian Peluffo

Poco importa la legge dell'entropia - occhi chiusi di fronte alla genetica, attestante che il DNA delle forme viventi, uomo compreso, è in palese impoverimento1 - orecchie da mercante riguardo alla storia della vita, in grandissima maggioranza intessuta da estinzioni di specie...la propaganda è riuscita nell'impresa di far passare la degradazione/ l'invecchiamento/ l'usura - con evidenza quotidiana interessanti ogni realtà animata e inanimata - nel loro esatto contrario; in sua maestà l'evoluzione.

Giù il cappello di fronte a tale impresa! Scienze della comunicazione e sociologia ne hanno da studiare e dibattere, anche se, a ben vedere, con numerosi decenni di falsità, mistificazioni e censure non è difficile raggiungere codesti livelli, senza vergogna sbandierati dalla divertente frase di Theodosius Dobzhansky (1900-1975): "Nulla ha senso in biologia se non alla luce dell'evoluzione"2...sempre sia lodata, aggiungo io.

Nel circo evoluzionista esiste però un tendone dove i giochi di prestigio sono particolarmente intrepidi; mi riferisco a quello proclamante come vera la teoria dell'abiogenesi, ovvero della vita nata dal caso, per fortunata aggregazione di composti organici.

Già nella seconda metà del XIX secolo, Louis Pasteur (1822-1895) dimostrò sperimentalmente l'impossibilità della generazione spontanea3, irritando molteplici personalità, infine confortate dal Grand Dictionnaire Universel du XIXe Siècle di Pierre Larousse, proclamante all'Universo-Mondo come 'la generazione spontanea fosse una necessità filosofica, che non poteva dipendere da osservazioni ed esperimenti manifestamente impossibili'4.

Necessità filosofica? Certo, si scrive 'evoluzionismo' e si legge 'ideologia mascherata da scienza'; non bisogna sorprendersi, è stato così sin dall'inizio ed ovviamente l'origine della vita è un capitolo troppo importante per non avvolgerlo fra le spire del caro sistema ideologico.

Detto, fatto; negli anni '20 del '900 ad ideare la teoria abiogenetica furono due marxisti, l'inglese John Burdon Haldane (1892-1964) e il sovietico Alexandr Oparin (1894-1980), troppo indispettiti che una realtà sovrannaturale possa aver creato la vita.

Accettando la generale concezione, secondo la quale il primo organismo vivente era una cellula, notiamo come questa sia esponenzialmente più complessa di qualsiasi cosa costruita dall'uomo, navicelle spaziali e sofisticati computer compresi5. Una prova? Noi umani costruiamo, ripariamo, perfezioniamo questi e altri manufatti, mentre non possiamo fare lo stesso con le nostre cellule, in quanto non comprendiamo i profondi meccanismi del loro funzionamento, per questo non possiamo arrestare l'invecchiamento, vincere determinate malattie, evitare la morte.

John Sanford, uno dei maggiori genetisti viventi, è convinto che l'uomo non riuscirà mai a capire totalmente i meccanismi funzionali delle cellule. Una prospettiva magari opinabile, ma che ci induce a riflettere su quale universo di complessità stiamo discutendo.

Per comprendere la realtà della cellula, afferma il biologo molecolare Michael Denton, immaginiamo d'ingrandirla mille milioni di volte: "Quello che allora vedremmo sarebbe un oggetto dalla complessità e dalla capacità adattiva senza uguali. [...] Troveremmo un mondo di tecnologia suprema e complessità disarmante".

"Si può credere veramente", continua lo studioso, "che dei processi casuali possano aver costruito una realtà, il cui elemento più piccolo - una proteina o un gene funzionanti - ha una complessità oltre le nostre capacità creative, una realtà che è la vera antitesi del caso, che supera in ogni senso qualsiasi cosa prodotta dall'intelligenza umana? Comparati con la genialità e la complessità del macchinario molecolare della vita, persino i nostri più avanzati artefatti appaiono goffi"6.

Il celebre chimico James Tour quasi ridicolizza gli scienziati che credono, o fanno finta di credere, alla formazione casuale di un organismo monocellulare:

"Se avessi a disposizione i migliori cento chimici di sintesi, i migliori cento biochimici, i migliori cento biologi evoluzionisti e i migliori cento di qualunque altra cosa tu voglia. Darei loro fondi illimitati, darei loro tutti i carboidrati, i lipidi, gli acidi nucleici, le proteine che vogliono, e gli darei persino l'ordine dell'assemblaggio, tutto il DNA, tutto l'RNA e tutte le informazioni. Tu chiedimi il codice che vuoi e io te lo darò. Ora prendi tutto e fammi solo una cellula, il più semplice degli organismi viventi, una cellula, falla per me".

"Mi diranno", continua il professore, "sei pazzo, non possiamo assemblare una di quelle!". "Non possono, non possono!"7.

Allora l'esperimento di Miller-Urey (1953), capace di formare, da un cosiddetto brodo primordiale, alcuni amminoacidi necessari alla formazione delle proteine? E' solamente un ennesimo astro facente parte dell'immensa costellazione delle mistificazioni evoluzioniste; è vero infatti che successivamente vennero compiuti altri esperimenti, in parte, per i sostenitori dell'abiogenesi, persino più soddisfacenti di quello, tuttavia stiamo sempre scrivendo della formazione di qualche briciola di mattone sparsa sul terreno, oltretutto circondate da composti altamente 'corrosivi'8, sempre originati dai medesimi brodi primordiali, fatto quasi sempre taciuto dai manuali più diffusi.

Infatti, a ben vedere, nemmeno la prima proteina può formarsi casualmente, in quanto, per solo sperare in tale evento, è necessaria l'azione di altre proteine. Realtà ammessa dal medesimo co-confondatore dell'abiogenesi, il marxista Alexandr Oparin, qui dimostrante un'onestà intellettuale nemmeno sfiorata da molteplici odierni divulgatori, educati al verbo del pluralismo e della democrazia: "E' assolutamente improbabile che nelle soluzioni primitive dei composti organici, dove si svolgeva un grande numero di reazioni chimiche, si formasse casualmente la globina di bue, per esempio, o qualsivoglia altra proteina. Sarebbe come se una cassa di caratteri tipografici, buttata all'aria, si ricomponesse da sola in una raccolta completa delle opere di Shakespeare"9.

Miriadi di caratteri tipografici che casualmente si dispongono a formare tutte le opere di Shakespeare, ben ordinate e leggibili...ecco cosa insegnano manuali, riviste, documentari e altri luna park della divulgazione scientifica.

"Poiché la scienza non ha la più pallida idea di come le proteine sono venute in esistenza" - afferma il celebre fisico Hubert Yockey (1916-2016) - "sarebbe solo un atto di onestà ammettere questo sia nei confronti degli studenti, sia nei confronti degli organismi che finanziano la ricerca, nonché di fronte a tutto il pubblico"10.

Dunque non abbiamo idea di come si sia formato il primo mattone, ma siamo sicuri della casuale costruzione di un intero grattacielo, con tanto di centro commerciale adeguatamente rifornito, cinema, palestre, piscina, appartamenti completamente arredati, raffinati soprammobili, peluche per i più piccini.

Quante ragionate falsità abbiamo dovuto sopportare e ancora sopportiamo! Persino il buon senso vogliono rubarci, in modo da ricomporre la nostra mente a loro immagine e somiglianza.

E da qual misterioso mattone, sempre grazie a sua immensità l'evoluzione, si sarebbe originato non solo il grattacielo, ma anche un intero pianeta di tecnologiche città, cioè miliardi di specie batteriche, fungine, vegetali, animali. Un assurdo al quale recentemente persino alcuni filo-darwinisti tentano di smarcarsi, tanto che l'ultra evoluzionista Nature ha recentemente ammesso che "lo scenario ingenuo, secondo il quale un gruppo di organismi hanno ricevuto i loro geni da un semplice antenato comune, sta cadendo a pezzi"11.

Il biologo Alessandro Giorgetti, nella sua carriera responsabile di numerose ricerche nazionali e internazionali, nel volume L'alba sulla Terra termina la sezione più strettamente legata all'origine della vita condividendo tale affermazione: "La comparsa spontanea di un organismo unicellulare da una casuale combinazione di composti chimici è probabile quanto il montaggio di un Boeing 747 a opera di un tornado che attraversi un deposito di rottami"12.

Per non appesantire il testo, rimandando i lettori maggiormente interessati alla successiva nota, nella quale viene sfatato il mito dell'acqua come elemento determinante per l'origine della vita13.

Ora semplicemente concludo sottolineando quanto sia assurda una teoria scientifica che sostanzialmente rimandi alla casualità per spiegare un evento; la scienza si afferma proprio per eliminare l'imprevisto, il caso, essendo quest'ultimo non solo l'antitesi della scienza ma anche dell'idea di scienza, tanto è vero che quanto più le discipline scientifiche tendono alla 'purezza' tanto più i meccanismi che descrivono sono certi, meno dipendenti da questo o quell'evento accidentale14. Esempi eccelsi sono la Fisica Meccanica e l'Aritmetica; ad esempio quale matematico si affida al caso per risolvere un'espressione?

Invece per la formazione del fenomeno più straordinario e complesso dell'universo, la vita, cosa fanno lor signori? Si appellano, in ultima istanza, alla casualità. Che sia lei, adeguatamente protetta dal mistero di un lontanissimo passato, a vincere sulla dignità della scienza, sia lei, nessun altro, l'ultimo e fondamentale giudice a decidere il se, il quando e il come.

Piuttosto di una seppur minima concezione religiosa, si preferisce l'assurdo, l'anti-scienza, l'anti-logica, dirigersi contro il più elementare buon senso.

Effettivamente - affermavano un'autorità della Fisica come Fred Hoyle (al quale è dedicata una statua all'università di Cambridge) e Chandra Wickramasinghe (ex direttore del Dipartimento di Matematica Applicata e di Astronomia dell'Università di Cambridge) - la volontà con la quale si vuole escludere l'intervento di un'Intelligenza superiore è da ricercarsi in ambito psicologico15.

Di Christian Peluffo

22.01.2026

Per dialogare e dibattere con l'autore scrivete a [email protected]

Christian Peluffo, dottore in Scienze Naturali, guida naturalistica e saggista. Autore dei volumi “Einstein non credeva a Darwin” (Arianna Editrice, 2022) e “Einstein cancella Darwin” (Youcanprint, 2025).

NOTE

1 Cfr. Christian Peluffo, Einstein cancella Darwin. L'evidente falsità dell'evoluzionismo, Youcanprint, Lecce 2025, 221-226. Solo grazie alle conquiste della medicina, e ad una quotidianità meno usurante, oggi i cittadini delle nazioni sviluppate riescono a vivere più a lungo dei loro antenati. Una realtà infatti opposta si può notare se si confronta la durata della vita dei filosofi antichi con quella degli abitanti di molteplici nazioni in via di sviluppo.

2 L'affermazione è assunta come slogan dall' Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali. Cfr. www.anisn.it Ultima consultazione 06/01/2026.

3 Nel passato si riteneva che da vari elementi (carne putrefatta, vestiti sporchi, rifiuti...) nascessero quotidianamente organismi più o meno minuscoli; insetti, vermi, ecc. Louis Pasteur dimostrò la fallacia di tale idea. L'abiogenesi è una sorta di 'generazione spontanea' addirittura priva di sostanze che potrebbero in qualche modo sostenerla, concepita però, proprio qui sta la sua forza persuasiva, nel regno di un lontanissimo passato, dov'è impossibile qualsivoglia verifica.

4 Cfr. Giuseppe Sermonti, Introduzione all'edizione italiana di Michael Behe, La scatola nera di Darwin. La sfida biochimica all'evoluzione, Alfa e Omega, Caltanisetta 2007, 8.

5 Come se non bastasse, molteplici autori preferiscono distinguere fra organismi monocellulari e cellule costituenti le forme di vita più complesse; le seconde sarebbero assai più semplici, infatti impossibilitate alla vita indipendente.

Ultimamente gli evoluzionisti, consapevoli che il problema è insormontabile, s'affidano a termini come semi-cellule, proto-cellule, vita depotenziata. Siamo di fronte alla solita tattica; utilizzare la retorica e introdurre nuovi vocaboli per fuggire dalla realtà, dall'evidenza scientifica...esiste infatti solamente la 'vita' e la 'non vita', non vie di mezzo. Tanto più che l'evoluzionismo ha dovuto incassare un ennesimo colpo, cioè la scoperta che alcuni batteri monocellulari sono bio-chimicamente più complessi degli animali superiori, potendo quelli effettuare la fotosintesi e sopravvivere autonomamente, a differenza ad esempio di noi umani, impossibilitati alla vita senza il sostegno di vari batteri.

6 Michael Denton, Evolution. A Theory in crisis, Chevy Chase, MD: Adler & Alder Publishers, Inc., 1986, 328; 342. In Jonathan D. Sarfati, Confutare l'Evoluzione, Edizione AISO, Cinisello Balsamo, 2009, 112.

7 Allora che dire delle cellule artificiali? Ennesima fuorviante espressione evoluzionista, in quanto sono solo un'unione di autentiche parti cellulari già formate; è 'come prendere il motore di un'auto e metterlo in un'altra, affermando infine d' aver costruito qualcosa di veramente originale, di aver costruito un'auto'.

James Tour #1 - Abiogenesi: i problemi insormontabili alla base dell'origine della vita - www.youtube.com - ultima consultazione 06-01-2026.

8 Basti solo pensare alle molecole monofunzionali e agli amminoacidi destrogiri. E' ad esempio risaputo che solo gli amminoacidi levogiri formano le proteine funzionali per la vita, mentre i destrogiri si oppongono efficacemente a tale processo.

9 Alexandr I. Oparin, L'origine della vita sulla Terra, Einaudi, Torino 1956, 188-189. In Giuseppe Sermonti & Roberto Fondi, Dopo Darwin, Rusconi, Milano 1980, 178.

10 Hubert P. Yockey, Self Organization Origin of Life Scenarios and Information Theory, 'J. Theoret. Biol.', 1981. In Mihael Georgiev, Charles Darwin oltre le colonne d'Ercole, Gribaudi Editore, Milano 2009, 109. L'affermazione è completamente valida ancora oggi.

11 In Fabrizio Fratus & Lorenzo De Bernardi, Chi siamo e da dove veniamo?, StreetLib Write, Vignate 2021, 241-242. Gli autori citano J. Whitfield, Born in a watery comune, 'Nature' vol. 427, 19-02-2004, 674-676.

12 In Alessandro Giorgetti, L'alba sulla Terra. Alla scoperta delle origini della vita, tab edizioni, Roma 2022, 82. Il professore cita un'affermazione di Fred Hoyle (1915-2001). Oltre al brodo primordiale vengono suggerite altre sceneggiature, all'interno delle quali la retorica evoluzionista riesce sempre a censurare le macroscopiche difficoltà e le colossali lacune costantemente presenti nelle immaginazioni abiogenetiche. Cfr. C. Peluffo, Einstein cancella Darwin, cit., 101-123.

13 Nessuno nega il fondamentale ruolo dell'acqua per sostenere gli organismi e per generare vita dalla vita, tuttavia, afferma il professore Jonathan Sarfati, "l'acqua sarebbe accuratamente evitata da ogni chimico che volesse tentare di produrre proteine o DNA" (L'origine della vita. In I talloni di Achille dell'evoluzione. 15 scienziati con un dottorato di ricerca spiegano gli errori fatali dell'evoluzione laddove sostiene di essere invincibile. Documentario edito da Creation Ministries International).

"Sotto la superficie dell'acqua", ribadisce Francis Hitching (1933-2018), "non ci sarebbe stata energia sufficiente ad attivare ulteriori reazioni chimiche; l'acqua inibisce sempre la formazione di molecole più complesse" (The Neck of the Giraffe or Where Darwin Went Wrong, Pan Books, 1982). E' infatti difficile immaginare, afferma il chimico Richard Dickerson, "come possa essersi realizzata la polimerizzazione (l'unione di più molecole semplici per formare quelle complesse) nell'ambiente acquoso dell'oceano primitivo, dato che la presenza di acqua favorisce la depolimerizzazione (la scissione delle molecole complesse) piuttosto che la reazione inversa" (L'evoluzione chimica e l'origine della vita, 'Le Scienze', 57, 1979).

Più generalmente, persino il celebre evoluzionista George Wald (1906-1997), ben consapevole dei vari contesti che vengono proposti per supportare l'abiogenesi, dovette ammettere: "La dissoluzione spontanea è molto più probabile, e quindi procede molto più rapidamente della sintesi spontanea" (L'origine della vita, Zanichelli, Bologna 1968).

Perché dunque si è affermata l'idea dell'acqua come probabile sede dell'origine della vita?

L'evoluzionismo, sin dai tempi di Charles Darwin, vuole vincere soprattutto nella società e nella mente delle persone, non tanto nel mondo scientifico; cosa c'è dunque di meglio di suggerire, ai non addetti ai lavori, proprio la fondamentale acqua come indispensabile grembo generatore della primordiale vita? La suggestione è perfetta e proprio di suggestioni si alimenta sua maestà l'evoluzionismo e ovviamente le sue due concubine preferite; la paleoantropologia evolutiva e appunto l'abiogenesi,

Oltretutto, secondo la narrazione comune, nella Terra primordiale v'erano intensi e numerosi fulmini, radiazioni, fenomeni cosmici di varia natura. Abbandonando le fantasie partorite in alcuni romanzi e cartoni animati, quelli possono agire solo blandamente e temporaneamente nella formazione di oltretutto minuti composti chimici, distinguendosi prima di tutto e soprattutto nello scindere molecole, cioè nell'opporsi alla formazione di quelle catene complesse necessarie alla generazione della vita.

Ora una massa d'acqua, anche ad una profondità relativamente limitata, possiede una pregevole funzione protettiva contro l'azione di tali elementi, dunque, anche per questo, ad essa si sono disperatamente aggrappati gli evoluzionisti, tacendo ovviamente la sua già citata funzione inibitrice.

14 "Persino nel regno della probabilità, dove la casualità sembra farla da padrone, i ricercatori si sono addentrati fiduciosi, cercando di cogliere quante più logiche matematico-scientifiche riescano a interpretarla". C. Peluffo, Einstein cancella Darwin, cit., 65.

15 La teoria che prevede l'azione di un'entità superiore "è così ovvia che ci si chiede perché non sia accettata da tutti come evidente. Le ragioni sono psicologiche più che scientifiche". Fred Hoyle & Chandra Wickramasinghe, Evoluzione dallo spazio, Etas Libri, Sonzogno 1984, 141-142.

Commenti (14)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 14 caricati
    1. LinCad 23 gennaio 2026

      Vediamo se capisco bene l'articolo:
      nella teoria dell'evoluzione ci sono molte incongruenze e salti logici attualmente non colmabili.
      In particolare, non si riesce a riprodurre in laboratorio, nemmeno sotto le condizioni più favorevoli, nessun 'mattone' della vita.
      Se ne deduce che l'evoluzionismo è solo una posizione filosofica, per cui la spiegazione alternativa deve essere che la vita è stata creata da un essere superiore (qualunque cosa si intenda con questo termine), che chiaramente DEVE essere molto ma molto più complesso di ogni 'mattone'! Ed a questa 'alternativa' non è richiesta alcuna prova di laboratorio o di altro tipo, e non ci si preoccupa di chi abbia creato il creatore.
      E questo l'articolista lo chiama 'buon senso'.
      Non ho letteralmente parole...

    2. PietroGE 23 gennaio 2026

      Non c'è bisogno di prove di laboratorio per la spiegazione alternativa. Esistono solo due spiegazioni se si falsifica una rimane per forza l'altra, una terza non esiste. La prima spiegazione : la vita è una proprietà della materia è, al momento, falsificata dai dati che fino ad ora sono stati accumulati. Non rimane che l'altra. Il famoso detective diceva che quando si è eliminato tutto l'impossibile, quello che resta, piaccia o non piaccia, è la verità.

    3. LinCad 23 gennaio 2026

      Il tuo ragionamento è totalmente reversibile. SE esistono solo due spiegazioni (parole tue) il fatto che non esista un minimo straccio di prova che ci sia un essere superiore (e se esiste mostramela), rende l'ipotesi alternativa l'unica valida.
      E dirò di più. Non solo non esiste un minimo straccio di prova per l'esistenza di essere superiore, ma ci sono MOLTI indizi che mostrano che se anche tale essere esiste, come minimo di noi umani se ne sbatte altamente, perchè quale essere superiore anche solo un minimo benevolo avrebbe permesso i campi di sterminio nazisti, e i massacri in Ruanda e lo stermino a Gaza? Mi fermo a tre esempi ma (purtroppo) potrei continuare.

    4. PietroGE 23 gennaio 2026

      Esiste il libero arbitrio e con questo la possibilità di commettere crimini di ogni tipo. Non siamo marionette nelle mani di un Dio padrone e signore. Un vero Dio infatti non saprebbe che farsene di marionette. Il credere all'esistenza di un Dio o di molte divinità è stata la prima attività culturale umana, insieme ai dipinti sulle pareti delle caverne. Gli scolastici, con una intuizione notevole, avevano scoperto molti secoli fa che era possibile arrivare all'esistenza di Dio tramite il ragionamento. Oggi invece c'è la credenza sbagliata che la Scienza possa fornire le risposte alle domande fondamentali che l'uomo si pone dall'origine dei tempi. In realtà la Scienza si occupa di spiegare i dettagli, non da risposte ai quesiti fondamentali. Il ragionamento che ponevo io era basato sulle due possibili spiegazioni, solo una delle quali era ed è falsificabile sperimentalmente. Ma ciò non toglie che falsificata una non può rimanere che l'altra.

    5. absitiniuriaverbis 24 gennaio 2026

      Ummmm...siccome ti leggo penso di conoscerti un poco e quindi suppongo che la tua affermazione nasconda qualche dubbio anche a te.

      In fondo, eliminare l'impossibile e' cosi' semplice!
      Basta ignorare tutto cio' che sconvolge il nostro pregiudizio, dichiararlo 'imoossibile' con un tono da detective vittoriano , e voila', la verita' si inchina ai nostro piedi.

      Grazie a questa tecnica, ogni paranoia diventa deduzione, ogni coincidenza un complesso piano criminale, ed ogni nostra incapacita' di usare un tostapane si trasforma in un giallo poliziesco da risolvere con fare altezzoso.

      Il collega non mi ha salutato?
      Eliminato l'impossibile (non puo' essere che non mi abbia visto, avevo una cravatta sgargiante) resta la verita' (sta tramando per rubarmi il posto di lavoro e sedersi sulla mia sedia reclinabile che non scricchiola).

      Dimenticavo il tostapane: il pane tostato e' bruciato? Elimino l'impossibile (non posso aver sbagliato il timer, mica sono uno sciocco) La verita' e' che il tostapane e' posseduto da uno spirito maligno!

    1. akel 23 gennaio 2026

      Non ho mai pensato che le teorie scientifiche fossero verità definitive. Questa era l’idea che la scienza aveva di se stessa circa 150 anni fa e sembra che lei ancora la consideri in questa prospettiva.
      Lei scrive «quanto sia assurda una teoria scientifica che sostanzialmente rimandi alla casualità per spiegare un evento», ma non è questo che fa il principio di indeterminatezza di Heisenberg?
      Lei descrive esattamente la fisica del XIX secolo quando scrive che la «scienza si afferma proprio per eliminare l’imprevisto, il caso, essendo quest’ultimo non solo l’antitesi della scienza ma anche dell’idea di scienza» (io pensavo che la scienza fosse la descrizione e spiegazione dei fenomeni naturali) e porta come esempio di questa scienza la fisica meccanica che comunque non riesce a spiegare il comportamento delle particelle subatomiche e neanche l’orbita di Mercurio. Cosa che la fisica quantistica con i suoi concetti fondamentali di indeterminatezza e di probabilità riesce a fare.
      Lei parla dell’aritmetica ma se considerassimo quello che mostra il paradosso di Russell e non creassimo una serie di assiomi arbitrari come sarebbero possibili i numeri?
      Per dimostrare l’impossibilità di un evento lei cita un’esperienza di Louis Pasteur. Quindi lei cosidera il risultato di questo esperimento una verità eterna, che non sarà mai più smentita?
      Ancora più sorprendente è quando lei afferma «La teoria che prevede l’azione di un’entità superiore “è così ovvia che ci si chiede perché non sia accettata da tutti come evidente». Certo. Prima di Anassimandro era così ovvio che la terra appoggiasse su radici! Prima di Copernico era così ovvio che il sole girasse intorno alla terra che chi credeva il contrario era torturato e morto di forma crudele. Prima di Einstein era così ovvio che tempo e spazio fossero cose differenti e che non avrebbe nessuna senso parlare di curvatura dello spazio/tempo o della luce.
      Quindi per lei l’ovvio è sufficiente per garantire l’indiscutibiltà, la verità di un’affermazione? Dobbiamo quindi fondare il nostro sapere sull'ovvio?

    2. absitiniuriaverbis 24 gennaio 2026

      Esiste il metodo scientifico, che sostanzialmente assegna al dubbio un ruolo di pietra miliare della conoscenza.
      Le teorie scientifiche sono appunto solo teorie e quindi in attesa di essere aggiornate, rivalutate come richiesto dal metodo scientifico.

      Concordo con la tua valutazione, in attesa di conferme o smentite secondo il metodo.

      Non ricordo chi scrisse " non sono dsposto a morire per un'idea. Potrei sempre cambiarla". Forse la frase e' un poco eccessiva ma indubbiamente scientifica!

    1. PietroGE 23 gennaio 2026

      D'accordo al 100% con l'articolo. Quello che succede nello studio dell'origine della vita sono 'cose turche'. C'è chi compra i reagenti purificati dalle industrie chimiche li mette in condizioni controllate di temperatura pressione, pH, salinità ecc. e poi dice che quello che gli viene fuori è un esempio del funzionamento della cellula primitiva. Ora, io posso capire che la gestione di un laboratorio costi oggi milioni e che c'è necessità di finanziamenti, non posso accettare che si arrivi alla vera e propria truffa. L'origine della vita ha due sole possibili spiegazioni : 1) La vita è una proprietà della materia inorganica che nasce spontaneamente quando ci sono le condizioni ambientali adatte. 2) Un intervento del divino. Ora da quello che si deduce dall'Astrofisica, esistono solo nella nostra galassia milioni di pianeti dove le condizioni ambientali sarebbero favorevoli al nascere della vita. È anche logico assumere che almeno su una frazione di questi esista vita intelligente. Noi dovremmo quindi vedere una buona quantità di civiltà evolute nella nostra galassia. Non si vede nulla, e questo viene chiamato il paradosso di Fermi, dal nome del fisico che lo ha notato per primo. E anche se guardiamo solo al Sistema Solare, le condizioni ambientali per la nascita della vita su Marte 4 miliardi di anni fa erano ottime, e noi dovremmo vedere oggi fossili dappertutto su quel pianeta. Anche qui non si vede niente. Io avrei citato il best seller di Stephen Meyer 'Signature in the Cell: DNA and the Evidence for Intelligent Design' dove l'autore fa presente che l'esistenza di un codice genetico nella cellula è l'evidenza più chiara contro l'ipotesi della nascita spontanea della vita.

    2. ric 23 gennaio 2026

      diciamo che l'uomo ha la pretesa di capire cosa oppure chi lo abbia generato assieme al resto del mondo. tutte le supposizioni sono folclore e materia per eventuali narrative da pseudo/scienziati che devono ciarlatanare per mantenesi in spazi in TV , sui libri o sui giornali . Sono in sintonia con le tue ipotesi del primo e secondo caso.Il primo e' il piu' facile da capirsi secondo logica, ma il secondo ha la sua valenza da non trascurare. Basti cercare di spiegarsi il meccanismo delle riproduzione delle speci viventi sulla terra per capire che ogni essere vivente non e' fine a se stesso ma parte di un progetto ancora da decifrare.

    3. marika43 23 gennaio 2026

      "1) La vita è una proprietà della materia inorganica che nasce spontaneamente quando ci sono le condizioni ambientali adatte. 2) Un intervento del divino".

      Una terza possibilità (a mio avviso la più logica) è quella descritta nei suoi libri da Federico Faggin, in poche parole tutto quello che esiste è UNO e l'esperienza di ciascun essere vivente è una parte intero di UNO. La migliore rappresentazione simbolica che abbiamo per descrivere questo sono i campi quantistici che nel postulato di Faggin sono coscienti e con libero arbitrio. Questa ipotesi è interessante perchè evita la creazione come postulato o la casualità del materialismo. Inoltre non necessità di una creazione perche la coscienza in pratica esiste non nel tempo. Le forme spaziotemporali sono i modi biologici di accedere al reale.

    4. PietroGE 23 gennaio 2026

      A me sembra il Deus sive natura, cioè all'universo si danno gli attributi di Dio e quindi l'universo diventa un altro nome di Dio. I campi quantizzati non sono coscienti. È vero che ci sono teorie che descrivono l'autocoscienza come un prodotto della Fisica quantistica. Personalmente sono un po' scettico. La coscienza di se è un fenomeno complesso e misterioso, se fosse dovuto solo alla Fisica quantistica uno dovrebbe spiegare perché non ce l'hanno gli animali, con l'eccezione forse dello scimpanzé.

    5. marika43 23 gennaio 2026

      Non ho detto che la coscienza è dovuta alla fisica quantistica. Ma che la.descrizione matematica (simbolica) della fisica quantistica è quanto di meglio abbiamo per rappresentare la coscienza. Le rappresentazioni ( modelli simbolici) non sono la realta.

    6. absitiniuriaverbis 24 gennaio 2026

      Il paradosso di Fermi ha anche un'altra interpretazione: gli altri non ci trovano perche' cercano vita intelligente.

      Poi magari il presidente ad interim e igNobel ci dice che gli alieni esistono e che tengono sotto ossrvazione gli USA in particolare in virtu' delle loro superiori e straordinarie ed inestimabili e dimostrate capacita'.

    7. simonlester 24 gennaio 2026

      Sono venuto a conoscenza di Faggin per caso, sul sito di luogocomune. Praticamente declina in maniera più moderna il summit di tutte le conoscenze spirituali antiche; buddismo, taoismo,induismo, animismo gnosticismo ecc.
      Grazie a lui ora ho capito.
      P.s. illuminante la sua esperienza personale.

Visualizzati 14 di 14 commenti approvati.